domenica 31 gennaio 2010

UDC, GIOVENTU’ BRUCIATA

I Giovani Udc del Veneto, nel loro sito internet, esprimono indignazione per la possibile candidatura leghista di Renzo Bossi, figlio del Senatur, alle prossime elezioni regionali in Lombardia.
I giovani centristi veneti lanciano pesanti accuse: “il buon Renzo Bossi, definito ‘trota’ dall’illustre padre, non si è certo distinto per impegno e capacità, se è vero che ha dovuto sostenere ripetutamente l’esame di maturità ed è stato bocciato addirittura in presenza di un ispettore gentilmente inviato dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per garantire che l’esame si svolgesse senza alcuna penalizzazione per il giovane rampollo”. Dalle parti di Casini la meritocrazia è un punto fermo del programma: “Il movimento giovanile veneto dell’UDC crede fermamente che l’unico criterio per l’assegnazione di incarichi di responsabilità debba essere quello del merito e si auspica pertanto una pronta smentita della notizia riferita da Il Giornale”. Come sempre i casinisti predicano bene, ma razzolano male. Mi riferisco al modo con il quale l’Udc seleziona la propria classe dirigente. Andando a spulciare l’organigramma dell’Unione di Centro si può scoprire che il coordinatore nazionale dei giovani dello Scudocrociato è il figlio dell’onorevole Zinzi, mentre il responsabile per le Politiche giovanili è il figlio dell’ex onorevole Tarolli. Merito o difesa della famiglia? A proposito di “famiglia”, nella pagina facebook di Zinzi Jr, tra i politici preferiti resta incrollabile la fede in Salvatore Cuffaro, detto Totò vasa vasa… condannato in secondo grado a 7 anni con l’aggravante di aver favorito la mafia.

Paolo Sante

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Nona sinfonia Mondiale di Armin Zoeggeler

Nuova impresa di Armin Zoeggeler che ha conquistato la nona Coppa del Mondo di Slittino (collezionando ben 705 punti) e la 49° vittoria in carriera. Con due discese perfette, Armin ha vinto la gara disputatasi a Cesana. Zoeggeler ha disegnato curve perfette nella pista da lui più amata dove ha conquistato nove vittorie su nove gare disputate tra Coppa, Olimpiade, Europei e Tricolori, ma che è a rischio di chiusura per gli elevati costi di gestione. Armin ha palsmato questa strepitosa vittoria con una straordinaria prima discesa. Anche nella seconda è stato fantastico, chiudendo davanti al tedesco Loch, con un vantaggio di tre decimi. "Qui sono a casa mia, qui posso provare i materiali, e poi il tracciato è stupendo e molto didattico, anche per i giovani. Sarebbe assurdo chiudere la pista. Vancouver? Direi che siamo pronti, le slitte sono quasi perfette. Speriamo solo che non ci siano sbalzi termici", ha detto Armin. (f.m.)

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sabato 30 gennaio 2010

AL PEGGIO NON C'E' MAI FINI...

Non sopporto Berlusconi. Solo il fatto che Fini e Casini vogliano sostituirlo me lo rende simpatico.

Il Coyote

VICENZA: BEETHOVEN PER DUE

Un Beethoven “innovativo”, al Teatro Comunale Città di Vicenza, con il ciclo di sonate e variazioni per violoncello e pianoforte, sul palco il duo Bronzi - Gamba

Il concerto monografico in programma giovedì 4 febbraio al Teatro Comunale Città di Vicenza è il secondo e ultimo appuntamento di un mini-ciclo dedicato alla musica per violoncello e pianoforte di Ludwig van Beethoven che comprende 5 Sonate ed una serie di Variazioni. L'itinerario musicale proposto dalla Società del Quartetto, che rientra nell'ampia offerta musicale 2009/10 del Teatro Comunale Città di Vicenza, prende in esame un corpus di brani composto nell'arco di un ventennio e che rappresenta uno dei momenti più innovativi dell'intera produzione beethoveniana. Protagonisti della serata sono il violoncellista Enrico Bronzi ed il pianista Filippo Gamba, due artisti accomunati da una concezione molto ampia del mestiere di musicista che non è circoscritta al solo concertismo, ma si allarga a 360 gradi soprattutto sul versante dell'insegnamento (Gamba ha una cattedra alla Hochschule di Basilea, Bronzi è professore alla Universität Mozarteum di Salisburgo), ma anche nella ricerca musicologica e nelle frequenti collaborazioni con altri artisti.
Veronese di nascita, Filippo Gamba si è diplomato brillantemente al Conservatorio della sua città e successivamente ha seguito gli insegnamenti di Maria Tipo e di Homero Francesch. Nel 2000 vince il primo premio al Concours Géza Anda di Zurigo da una giuria presieduta da Vladimir Ashkenazy. Questa vittoria gli dà la possibilità di suonare nei più importanti Festival musicali europei e gli spalanca le porte di rinomati “templi” della musica come lo sono il Concertgebouw di Amsterdam, il Théâtre des Champs Élysées di Parigi, le Konzerthaus di Berlino e di Vienna e la Herkules-Saal di Monaco.
Parallelamente, il pianista veronese si esibisce come solista con prestigiose orchestre e - soprattutto - allarga i suoi interessi verso il repertorio cameristico, collaborando con i Quartetti Michelangelo, Hugo Wolf e Vanbugh e, appunto, con il violoncellista Enrico Bronzi.
Quest'ultimo, classe 1973, è il violoncello (un prezioso “Vincenzo Panormo” del 1775) del Trio di Parma, formazione che in questo 2010 festeggia i 20 anni di attività. Una felice avventura iniziata al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma e costellata di successi (il Concorso “Gui” di Firenze, le competizioni internazionali di Melbourne, di Monaco e di Lione, il Premio Abbiati della critica musicale italiana) nonché di presenze nei cartelloni delle più prestigiose istituzioni concertistiche in Italia e all'estero.
Ma Bronzi è pure conosciuto - sempre più, negli ultimi anni - per l'attività di solista, un percorso iniziato una decina di anni fa ed anche questo contrassegnato da importanti affermazioni in concorsi internazionali che lo hanno imposto all'attenzione della critica e del pubblico.
Già ospiti, più volte, della Società del Quartetto (come solisti ed in altre formazioni da camera) il 4 febbraio Bronzi e Gamba debuttano a Vicenza in duo con un “tutto Beethoven” che comprende la Sonata op. 5 n. 2, le dodici Variazioni in fa maggiore op. 66 e le Sonate n. 1 e 2 dall'opera 102.

I biglietti sono acquistabili in Biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza (dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00; il sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00,Tel 0444.324442) presso la sede della Società del Quartetto (Vicolo Cieco Retrone, 24 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17 (tel. 0444 543729), e, via internet, sul circuito Greenticket (
www.greenticket.it)

GIOVEDI' 4 febbraio 2010 - ore 20.30 - Teatro Comunale Città di Vicenza. Enrico BRONZI (violoncello), Filippo GAMBA (pianoforte)

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LIBRERIA POPOLARE N.85

La menzogna nucleare. Perché tornare all’energia atomica sarebbe gravemente rischioso e completamente inutile
Chiesa Giulietto; Cosenza Guido; Sertorio Luigi
€ 12,00
2010, 126 p., brossura
Ponte alle Grazie (collana Inchieste)

Mentre la crisi mondiale ha inghiottito la profumata menzogna del progresso economico senza limiti, mentre il pianeta continua a rimandare le irrimandabili decisioni sul suo futuro energetico e ripropone la rassicurante menzogna dei “passi avanti”, l’Italia, o meglio, il governo Berlusconi offre come soluzione nazionale la menzogna verde dell’energia nucleare. Cosa importa se ancora non siamo stati in grado di risolvere i problemi legati al fallito esperimento atomico, di cui il territorio italiano porta ancora il peso. Cosa importa se un referendum storico ha già fatto sentire forte e chiara la voce del no dei cittadini italiani. Cosa importa se le riserve di combustibile consentiranno al nucleare vita breve. Cosa importa se il problema delle scorie e della dismissione degli impianti è tanto grande da non poter essere definito nemmeno dai tecnici e dagli scienziati. Cosa importa se l’Italia non possiede né il combustibile né il know-how necessario e si arrende nuovamente alla dipendenza dagli altri Stati. In questo libro, la voce lucida di due illustri fisici, Guido Cosenza dell’Università Federico II di Napoli e Luigi Sertorio dell’Università di Torino, ci consente di fare chiarezza una volta per tutte, e l’esperienza di Giulietto Chiesa ci aiuta a capire le intenzioni di chi pretende ancora una volta di decidere per noi.

Annus horribilis
Bocca Giorgio
€ 15,00
2010, 158 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

La crisi economica e l’autoritarismo strisciante. Il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L’Italia delle ronde e l’Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis con la veemenza e l’intransigenza di cui può essere capace solo un grande “antitaliano” come lui. La sua è un’invettiva, un appassionato j’accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l’opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l’impunità, l’ossequio al potente di turno. La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile. “E allora diciamo una buona volta che come società nazionale siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a campare, del doman non v’è certezza, spartiamoci quel poco che c’è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli avanzi del loro banchetto”.

Contro il reato di immigrazione clandestina. Un’inutile, immorale, impraticabile minaccia
Ferrero G. Carlo
€ 10,00
2010, 174 p., brossura
Ediesse (collana Saggi)

Nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina, cioè di ingresso o permanenza irregolari nel nostro territorio. Il passaggio dall’area dell’illecito amministrativo a quella penale ha notevoli ripercussioni sul piano etico, sociale e giuridico ed è in netto contrasto con la tradizione e la cultura italiane. Ma oltre a costituire un motivo di disonore per il nostro paese, la legge in questione è affetta da gravi imprecisioni tecniche, da numerose violazioni costituzionali, da un elevato costo a carico dello Stato e dalla sua sostanziale inapplicabilità sul piano concreto. A peggiorare le cose è sopravvenuta l’iniziativa del cosiddetto “respingimento collettivo”, facendo così venire meno il diritto d’asilo, diritto unanimemente riconosciuto dalla tradizione dei popoli civili e dal diritto internazionale. L’autore si sofferma infine sulla ambigua sanatoria delle cosiddette “badanti”, dalla dubbia legittimità costituzionale e dalle molteplici difficoltà applicative, confermate dal ridotto numero di richieste presentate alla scadenza del termine previsto.

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venerdì 29 gennaio 2010

TEATRO COM. VICENZA: HANSEL E GRETEL

Giornata speciale, il 2 febbraio, al Teatro Comunale Città di Vicenza dove, alle 10, andrà in scena lo spettacolo lirico "Hansel e Gretel", momento conclusivo di "Operadomani", il percorso di avvicinamento al linguaggio dell’opera promosso nell’ambito di "Teatriamo", spettacoli e itinerari per amare e vivere il teatro a tutte le età.
Spettacolo per tutti, "Hansel e Gretel" ovvero il farsi del destino, è la commedia fiabesca in tre quadri di Engelbert Humperdinck, su libretto di Adelheid Wette proposta per familiarizzare al linguaggio dell’opera lirica, importante patrimonio della nostra cultura e, allo stesso tempo, promuovere percorsi di attività creative centrate sul linguaggio musicale, nelle scuole. Spettacolo proposto dal progetto "Operadomani", Hansel e Gretel viene promosso dal Teatro Comunale Città di Vicenza e As.Li.Co (Associazione Lirico e Concertistica Italiana), in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Vicenza.
Per i partecipanti, si conclude così il percorso iniziato il 18 novembre scorso che ha visto un ciclo di appuntamenti dedicati agli insegnanti e momenti in classe dove, ogni docente, ha preparato i propri alunni allo spettacolo con attività sia incentrate sul canto corale sia sulle peculiarità drammaturgiche. Nel corso dello spettacolo, infatti, è previsto il loro debutto come parte del coro, arrivando a cantare dalla platea alcune pagine dell’opera stessa e ad eseguire alcuni semplici movimenti, appositamente scelti e appresi nei mesi precedenti la rappresentazione.
Oltre 500 i piccoli interpreti di 11 scuole di Vicenza e Provincia: si va dalle Scuole Medie “Maffei” in città, alla "Dalle Laste" di Marostica, dagli Istituti Comprensivi "Ciscato" di Malo, "Marconi" di Cassola, "Zanella" di Quinto, "Don Bosco" di Monticello Conte Otto, "Fogazzaro" di Piovene Rocchette, "Scamozzi" di Arcugnano, ai quali si aggiungono le scuole elementari "Cap. Pietro Lorenzi" di Marola, il "De Amicis" di Motta di Costabissara, il "Lampertico" di Costabissara.
Operadomani, progetto nazionale nato nel 1997 che, ad oggi, coinvolge ogni anno circa 50.000 ragazzi e 2.200 insegnanti di tutta Italia, è inserito nelle attività di "Reseo" (Rèseau Europèen des Services èducatifs des maisons d'Opèra), il network europeo che riunisce i progetti di opera education dei teatri d’opera d’Europa e si distingue per due aspetti: la partecipazione attiva del pubblico alla rappresentazione e l’aggiornamento degli insegnanti.

Prevendita presso la biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (intero 6.50 euro; ridotto scuole 5 euro). Per informazioni: tel. 0444 324442; 380 7978888
www.tcvi.it info@tcvi.it

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VENETO: IL POPOLO VIOLA C'E'

Torna il Popolo Viola e lo fa con dei sit-in organizzati in tutta Italia contro il tentativo del governo Berlusconi di saccheggiare la Costituzione. Nella nostra regione sono previsti due appuntamenti per sabato 30 gennaio:

ROVIGO
Il sit-in è in Piazza Vittorio Emanuele, dalle ore 11.00 alle 14.00

TREVISO
Il sit-in è in Piazza della Vittoria, dalle ore 15.00 alle 20.00. A Treviso manifesteranno anche i gruppi del popolo viola di Arzignano, Bassano del Grappa, Padova, Venezia e Vicenza.

A seguire il comunicato stampa degli organizzatori:

Di fronte all’ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione, che si concretizza principalmente nelle manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi (a partire dal nuovo Lodo Alfano) e nei proclami irresponsabili di qualche ministro che chiede addirittura la cancellazione dell’Art. 1 (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…), abbiamo soltanto due strade: o assistere passivamente al delirio distruttivo dell’establishment berlusconiano o reagire con la prontezza e la determinazione democratica che la situazione richiede. Noi scegliamo la seconda. La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile di una società che fonda le proprie basi sul principio di uguaglianza tra i cittadini e l’anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie. E’ per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.
Invitiamo i cittadini e le forze democratiche del Paese ad organizzare sabato 30 gennaio, contemporaneamente in tutte le città italiane, sit-in in difesa della Costituzione.


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IL LAVORO NEL VENETO, QUALE FUTURO?

Riceviamo e pubblichiamo:

“Sono soprattutto le donne, i giovani e le piccole imprese a pagare più degli altri il prezzo della crisi economica: nel Veneto - afferma Marisa Velardita, coordinatrice veneta IdV Donne - i lavoratori precari sono quasi 300 mila e la maggior parte dei contratti a termine e di collaborazione non vengono rinnovati, così risulta evidente quanto affermato. Il lavoro atipico è infatti la principale modalità d’ingresso dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro”.
Per discuterne, il Gruppo Donne di Italia dei Valori del Veneto organizza (a cura della padovana Franca Longo) il convegno “Il lavoro nel Veneto, quale futuro?”, che si svolgerà sabato 30 gennaio alle ore 16.00 presso la sala “ex Fornace Carotta” in via Siracusa n. 61 a Padova.
“Il nostro convegno - continua Velardita - vuole contribuire in modo sostanziale al dibattito sulla difficoltà d’impresa e dell’occupazione nel Veneto; dando una lettura reale dei fenomeni e mettendo in luce le nuove disuguaglianze. Vorremo un progetto economico-sociale, capace di innescare un ciclo virtuoso, con la messa in rete di servizi alla persona e alla famiglia”.
Ne parleranno personalità del settore, tra cui sottolineiamo la presenza della segretaria della Cisl veneta Franca Porto e del responsabile nazionale Lavoro di Italia dei Valori Maurizio Zipponi.

Incontro pubblico
Il lavoro nel Veneto, quale futuro?

Franca Porto - segretaria generale Cisl Veneto
Deborah Piovan - vicepresidente Confagricoltura Veneto
Elisa Brotto - dirigente Confartigianato Padova

con:
Maurizio Zipponi - responsabile nazionale Idv Lavoro e Welfare
Marisa Velardita - coordinatrice regionale Idv Donne
Gennaro Marotta - coordinatore regionale Idv

Sabato 30 gennaio 2010 - ore 16.00
Sala “ex Fornace Carotta”
Via Siracusa n. 61 - Padova


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Deltaplano e parapendio: Appuntamenti 2010

Riceviamo dalla Federazione Italiana Volo Libero e pubblichiamo:

Per il volo libero in deltaplano e parapendio si annunciano tempi di assoluto impegno dal punto di vista organizzativo e come mantenimento del primato mondiale conquistato dai piloti azzurri.
L’Italia sta al vertice internazionale per i tanti titoli vinti, primi fra tutti i quattro mondiali di deltaplano, ala flessibile ed ala rigida, a squadre ed individuale, grazie al trentino Alex Ploner questi ultimi. La scorsa estate il romano Andrea Iemma ai WAG 2009, cioè i giochi mondiali dell’aria, ha conquistato la medaglia d’oro in acrobazia.
Nel parapendio l’Italia ha vinto la superfinale di Coppa del Mondo a Poggio Bustone (Rieti), è vice campione del mondo e terza agli europei. Grazie a questi titoli ed ai piazzamenti internazionali dei nostri piloti, siamo volati in testa alla classifica per nazioni.
I prossimi appuntamenti ci vedranno competere in aria e protagonisti a terra come organizzatori: dal 30 luglio al 8 agosto 2010 nel sito del Monte Cucco (Sigillo, Perugia) l’Italia organizzerà i pre-mondiali di deltaplano, evento staffetta dei campionati del mondo che ospiteremo nella stessa località e periodo l’anno successivo.
I piloti di parapendio saranno impegnati tra maggio e giugno nei campionati europei ad Abtenau (Austria), nei pre-mondiali di metà luglio a Piedrahita (Spagna) e nella superfinale di Coppa del Mondo 2010 a Denizli in Turchia a settembre, ultima tappa dopo le gare in Brasile, Giappone, Cina, Grecia, Italia (San Potito Sannitico, Caserta), Stati Uniti e Portogallo.
Nel frattempo presso l’aeroporto di Roma Urbe si è svolta Gate XXI, prima esposizione internazionale dedicata al mondo dell'aeronautica, che ha raccolto la partecipazione di una settantina di espositori e l’interesse di vasto pubblico. www.fivl.it

giovedì 28 gennaio 2010

REGIONI CONTRO IL NUCLEARE

La volontà del governo di ritornare al nucleare si scontra con il no della maggioranza delle Regioni. E’ questo il dato più rilevante emerso durante la Conferenza delle Regioni svoltasi ieri a Roma. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero: “La scelta dissennata del governo di ritornare al nucleare sta producendo un conflitto istituzionale non solo con i cittadini, ma anche con le Regioni, le quali hanno annunciato, a maggioranza, che daranno parere negativo sul decreto legislativo che consente, tra le altre cose, di localizzare i nuovi impianti anche contro la volontà della regione destinata ad ospitarli. Le regioni italiane hanno fatto benissimo, ad opporsi alla volontà del governo di tornare al nucleare”. Purtroppo a distinguersi in negativo è ancora una volta il Veneto di Galan che, rappresentato dall’assessore udiccino Flavio Silvestrin, ha dato parere favorevole, insieme a Lombardia e FriuliVG al ritorno al nucleare caldeggiato da Berlusconi. Il vice-presidente dell’associazione Italia dei Diritti Roberto Soldà ha così commentato: “La posizione della giunta Galan mi sembra un arretramento rispetto a un comune sentire che va diffondendosi e che considera l’atomo una scelta fuori tempo”. Giuseppe Bortolussi, candidato governatore di Pd e IdV, ha dichiarato all’Asca: “Stando alle indiscrezioni che leggiamo oggi sui quotidiani, è probabile che uno dei 4 siti nucleari già individuati dalla costituenda Agenzia per la Sicurezza Nucleare, verrà ubicato nel Polesine. Dopo il rigasificatore, vogliono far diventare una delle aree naturali e paesaggistiche più delicate del paese la pattumiera d’Italia?”. Lo sfidante Zaia invece non vede, non sente e non parla...

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PIU’ MAFIA PER TUTTI

Berlusconi: “Atti concreti per la lotta alla mafia”. Ma che fa? Si dimette?

Il Coyote

SQUADRA E COMPASSO

Durante la solenne cerimonia organizzata in Quirinale per commemorare il 65° anniversario della Shoah, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e del sottosegretario all’istruzione Giuseppe Pizza, ha consegnato una medaglia d’oro al merito civile alla memoria di Emilia Marinelli Valori con la seguente motivazione: “a rischio della propria vita offrì sostegno alle forze partigiane e organizzò un’attività clandestina per dare assistenza a molti ebrei e altri perseguitati che riuscì a sottrarre alla deportazione e alla morte”. L’importante riconoscimento è stato ritirato dal figlio Giancarlo Elia Valori. Quale migliore regalo si poteva fare all’ultimo dei boiardi di Stato nel giorno del suo settantesimo compleanno, se non premiare, alla memoria, l’adorata genitrice? Di attività clandestine sembra intendersene anche il nostro corregionale di Meolo (Ve), già attenzionato per essere stato membro della loggia massonica P2, tessera N.283, dalla quale fu espulso per indegnità, causa contrasti con il venerabile maestro Licio Gelli. Il “professore” e Cavaliere del lavoro Elia Valori, soprannominato il “Signore delle strade”, è stato presidente di: Autostrade SpA e Autovie Venete, della SME, della Blu, dell’Unione Industriali di Roma, di Confindustria Lazio etc…etc… ed attualmente è presidente della holding Sviluppo Lazio e dell’impresa edilizia Torno Internazionale SpA etc…, etc…. Insomma, un manager tuttofare, buono per tutte le stagioni, con il fiuto per gli affari e la fissazione per le privatizzazioni; collezionista di onorificenze e lauree ad honorem, venerato trasversalmente, con entrature in entrambi i poli ed amicizie internazionali alquanto discutibili, dall’Argentina alla Cina. Un’inchiesta di Gianni Barbacetto pubblicata sulla rivista “Diario” del 22 marzo 2000, per fortuna ancora reperibile in rete, ne tracciò un ritratto approfondito e corrosivo dal titolo: “Giancarlo Elia Valori. L’ultimo potere forte”. Da Wikipedia, l’enciclopedia-libera si può apprendere che il 28 dicembre 2007, l’ex pm Luigi de Magistris, ascoltato dalla procura di Salerno nell’ambito delle vicende del processo “Why Not”, affermò che le indagini: “stavano ricostruendo l’influenza di poteri occulti (...) in meccanismi vitali delle istituzioni repubblicane: in particolare stavo ricostruendo i contatti intrattenuti da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni e altri, e la loro influenza sul mondo bancario ed economico finanziario (...) Giancarlo Elia Valori pareva risultare ai vertici attuali della “massoneria contemporanea” e Valori s’è occupato spesso di lavori pubblici”. Alla stessa conclusione sembra essere giunto l’ex poliziotto Gioacchino Genchi, stretto collaboratore di de Magistris ai tempi delle indagini. Nel libro di Edoardo Montolli “Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato” (Aliberti editore) c’è scritto tutto, nero su bianco. Ha ragione Marco Travaglio quando dice che la P2 non sta tornando. Semplicemente non se ne è mai andata.

Emanuele Bellato


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mercoledì 27 gennaio 2010

ALCOA: LA PROPOSTA DI ZIPPONI

Impianti fermi dal 6 febbraio e cassa-integrazione di 6 mesi per i lavoratori dell’ Alcoa. E’ questo l’impietoso verdetto del colosso dell’alluminio, con sede a Pittsburgh, emesso dopo il vertice romano di ieri presso il Ministero dello Sviluppo economico. L’illusione è finita e il futuro degli operai di Fusina e Portovesme si preannuncia cupo; la cassa integrazione viene letta da tutti come l’anticamera della chiusura definitiva. Neppure il decreto del governo sul taglio dei costi dell’energia è riuscito a far cambiare idea agli americani. Il responsabile Welfare e Lavoro dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, una vita nel sindacato Fiom, avverte che non tutto è perduto ed indica una via d’uscita per salvare i posti di lavoro: “L’Alcoa ha deciso di interrompere la produzione degli stabilimenti italiani mettendo in cassa integrazione i lavoratori di Fusina e Portovesme: ennesima beffa al nostro Governo che, pur consapevole di questo rischio, non ha adottato quelle misure necessarie che tutti gli esecutivi europei hanno predisposto a difesa dell’industria nazionale. L’Italia è fondamentale per la trasformazione dell’alluminio in prodotti finiti e la produzione non arriva al 10% del fabbisogno nazionale, perciò esiste un grande mercato ed una possibilità di soluzione industriale per gli stabilimenti nazionali di Alcoa. L’Alcoa ha realizzato bilanci positivi utilizzando importanti risorse pubbliche: se il Governo avesse un centesimo della dignità degli altri esecutivi europei chiederebbe alla società la restituzione di quei soldi, una quantificazione dell’enorme danno che sta creando con le sue scelt e e un’immediata escussione delle fideiussioni prestate. L’Italia dei Valori ha una precisa proposta in merito all’Alcoa: chiudere i rapporti con la multinazionale, caricando su essa eventuali sanzioni europee; garantire la continuità produttiva degli impianti e cercare soluzioni industriali in Italia che permettano di salvaguardare un patrimonio”.

STATO DI DIRITTO

Leggo che un tribunale olandese ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno ad una lavoratrice precaria che era stata licenziata da un manager del colosso McDonald's perché si era permessa di aggiungere, in perfetta buona fede, una fetta di formaggio al panino di un suo collega. Il giudice ha esclamato: "E' solo una fetta di formaggio...", accogliendo così il ricorso della malcapitata. Ora, il punto però è un altro. Data per scontata la palese irragionevolezza di una misura drastica come il licenziamento in tronco di una povera precaria per una vicenda irrisoria come questa, non sarebbe piuttosto il caso di punire l'atteggiamento irresponsabile del manager macchiatosi di un comportamento così grave con una pena adeguata e cioè il carcere? Tali condotte vessatorie e umilianti, infatti, messe in atto da chi ricopre ruoli apicali, e praticate in danno di persone gerarchicamente sottoposte, deboli e sfruttate, devono trovare risposte adeguate. Il diritto però non si inventa. E se le attuali legislazioni europee allo stato non consentono, neppure con una interpretazione estensiva, di incarcerare per lungo tempo questi moderni aguzzini e schiavisti, è bene che il legislatore provveda da subito a tipizzare nuove norme di reato che consentano di contrastare queste moderne e subdole forme di riduzione in schiavitù. La singola lavoratrice oppressa può anche accontentarsi del riconoscimento del suo diritto in sede civile. Ma la società nel suo insieme deve pretendere di più. Deve pretendere il ripristino della civiltà e della legalità attraverso la tutela di principi più alti e universali che non possono essere impunemente sfregiati. Solo nella misura in cui si aprono le porte del carcere per chi pone in essere condotte come quelle in oggetto, uno Stato moderno può dirsi può definirsi realmente democratico e pienamente legittimo.

Francesco Toscano
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martedì 26 gennaio 2010

L'ARMATA BRANCALEONE ALLE CROCIATE

Stamattina presso la sede dell’Udc di Padova l’Unione Nord Est e il candidato governatore per l’Unione di Centro Antonio De Poli hanno siglato un accordo per le prossime elezioni regionali. Davvero singolare, se non incomprensibile, la scelta degli autonomisti ed ex leghisti Mariangelo Foggiato, Fabrizio Comencini, Adriano Bertaso e dell’ex socialista Carlo Covi di allearsi con lo Scudocrociato di Casini, l’unico partito ad aver votato contro il federalismo (IdV, Pdl e Lega votarono a favore mentre il Pd si astenne). Sul sito internet dell’Unione Nord Est è scritto: vogliamo “uno Stato veramente Federale e decentrato, con maggiori poteri agli Enti locali, fondato sul principio di sussidiarietà e che miri ad assegnare alla PROVINCIA un vero ruolo e reali poteri di coordinamento dei servizi territoriali”. Nessuno li ha informati che l’Udc del tema dell’abolizione delle province ne ha fatto una bandiera di lotta politica? Solo qualche mese fa eravamo sommersi da e-mail di udiccini arrabbiati perché Di Pietro gli aveva - a loro dire - scippato l’idea. Destino crudele e beffardo quello che vuole gli ex leghisti morire democristiani. Sì perché a stare con l’Udc si muore, politicamente s’intende. Qualcuno a sinistra se ne sta rendendo conto. Alla direzione del Pd, il senatore Ignazio Marino si è così espresso: “L’Udc è distante da noi sul tema dei diritti. Cuffaro ha avuto una seconda condanna per mafia. Perché dovremmo allearci con l’Udc? Quali sono i programmi? L’Udc è contro il nucleare? È a favore dell’acqua pubblica? È per regole contro il conflitto di interessi?”. Prima di allearsi con questi residuati della prima repubblica bisognerebbe farsi almeno una delle domande poste da Marino.

Italo Di Giacomo


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POLI-SCOMMESSE

Adriana Poli Bortone è come un derby. Può finire 1 X 2. Destra, Centro, Sinistra...

Il Coyote

LO SCIOPERO INVISIBILE

Sullo sciopero del 1 marzo promosso dagli immigrati, nonostante l’adesione del Partito Democratico e della Federazione Nazionale della Stampa, pesa il mancato appoggio della Cgil. Secondo il segretario generale Guglielmo Epifani è “sbagliato incrociare le braccia solo sul tema dei migranti”. Il giornale di Berlusconi non ha perso la ghiotta occasione per titolare: “Il sindacato vieta lo sciopero ai negri”. Dietro i toni volgari e razzisti del Giornale diretto da Feltri questa volta ci sono delle accuse precise. Al Sindacato viene imputato di venire meno ai propri doveri, alle proprie idealità in nome degli interessi di casta e di un arroccamento su posizioni novecentesche. Il Giornale ha messo a nudo una verità scomoda e difficile da accettare. Purtroppo, come è successo in politica, anche la Cgil è in preda ad una deriva centrista, moderata e poco coraggiosa. Non si possono alimentare le guerre tra poveri, o dividere i lavoratori tra quelli di serie A e quelli di serie B. Il Giornale, non ha i titoli per dare lezioni, anche perché probabilmente vorrebbe un sindacato asservito ai desideri di Confindustria, però ha colto nel segno. Se si continua su questa strada presto tutti i lavoratori diventeranno invisibili.

Italo Di Giacomo


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Class Action verso il Ministero della Giustizia

Riceviamo da Fabio Barzagli, responsabile del portale Paternita.info, e pubblichiamo:

Causa Civile Collettiva verso il Ministero della Giustizia

Questa sotto riportata è la notizia più importante, in ambito famigliare, a partire dall'8 febbraio 2006 anno dell'approvazione della L.54 "Affido condiviso".

Il consorzio nazionale Adiantum.it promuove una causa collettiva, class-action, verso le istituzioni per MANCATA VIGILANZA sull'applicazione della nuova legge sull'affidamento condiviso (legge 54/2006).
Tutti i genitori separati che ritengono di aver subito ingiustizia, ovvero che hanno visto DANNEGGIATA O NEGATA LA LORO PATERNITA'/MATERNITA' E DI CONSEGUENZA L'INFANZIA/GIOVENTU' DEI LORO FIGLI, potranno ora aggregarsi alla causa collettiva promossa dal consorzio, e richiedere fino ad 1.000.000 di euro per danni morali e materiali.

Queste le recenti dichiarazioni rilasciate dal dott.Vezzetti (uno dei membri dirigenziali di Adiantum) ai media: "La mancata vigilanza sulla applicazione, nei tribunali, della L. 54/2006 (c.d. Affido Condiviso), il conseguente danno esistenziale causato a bambini e genitori, nonchè i negativi effetti patrimoniali, derivanti dalle lunghe e costose battaglie giudiziarie sostenute dai genitori al solo scopo di ottenere un diritto la cui applicazione è invece prevista per legge, sono alla base della azione collettiva che Adiantium intenterà al Ministero della Giustizia. [..] La prima diffida partirà a breve, entro 90 giorni, in assenza di segnali positivi da parte del Ministero."


* I CONTENUTI DELLA LEGGE - L'Affidamento Condiviso (legge 54/2006) è il termine legale con cui si intendono e si applicano i principi fondamentali di "bigenitorialità" ed "eguaglianza" anche dopo una separazione. E' il diritto del minore di continuare ad avere padre e madre, ed è il diritto di uomini e donne ad essere uguali e non genitori discriminati. Nell'affido condiviso i figli continuano a vivere in modo "equilibrato e continuativo" con entrambi i genitori in modo che, seppur allargata, la famiglia possa continuare ad essere un riferimento morale, spirituale, educativo, affettivo ed economico.

Come risaputo e ampiamente diffuso dai media la nuova normativa è stata aggirata dai tribunali con l'introduzione del concetto, non previsto dalla legge 54, di "genitore prevalente".

Per aderire all'iniziativa per il momento è sufficiente inviare nome cognome, città, un'email attiva,ed un messaggio di presentazione nel MODULO qui sotto riportato:
www.adiantum.it/new_version/classaction.asp
(raccolte 300 adesioni nelle prime 48 ore)
- Link al sito del consorzio:
www.adiantum.it
Iniziativa approvata da www.paternita.info paternità, infanzia e adolescenza

Cordialità, Fabio Barzagli
(Responsabile nazionale Paternita.info)

lunedì 25 gennaio 2010

LA NOSTRA IDEA DI SINISTRA

In Puglia ha vinto, anzi ha trionfato, la nostra idea di sinistra. Quel “solo contro tutti” lanciato da Nichi Vendola è diventato “solo con tutti”. Le primarie della gente hanno segnato un solco profondo tra una base democratica protesa verso il progresso ed un apparato di partito, rappresentato dai vari D’Alema e Latorre, ormai superato, conservatore e dedito agli accordi sottobanco. L’obiettivo comune è quello di vincere le elezioni, ma non a qualsiasi costo. L’allargamento della coalizione è auspicabile, ma non rinnegando storie o sacrificando persone e programmi. In questi cinque anni, di molte luci e qualche ombra, Nichi Vendola ha dimostrato, nel complesso, che quelli che potrebbero sembrare semplici slogan: “Acqua pubblica, sì alle energie rinnovabili e no al nucleare, lavoro e sicurezza”, possono diventare azione e pratica di buon governo. Avrei voluto vedere lo stesso coraggio dimostrato dai pugliesi anche in Veneto. Invece, per noi, niente primarie, ma un candidato imposto dalle locali segreterie di partito. Constato, con amarezza, che il centrosinistra veneto non riesce ad uscire dalla logica perversa che vuole candidati non tanto dissimili da quelli dei propri avversari.

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VICENZA: CONCERTO DELLA MEMORIA

Al Teatro Comunale Città di Vicenza, “Quatuor pour la fin du temps” di Messiaen per ricordare l’Olocausto. Sul palcoscenico il Trio di Parma con la voce narrante di Sandro Cappelletto ed il clarinetto di Alessandro Carbonare.

Dieci anni fa il Parlamento italiano istituì, con la legge 211, il “Giorno della Memoria” per commemorare le vittime dell'Olocausto e contemporaneamente rendere omaggio a tutti coloro che, a rischio della propria vita, offrirono aiuto e protezione ai perseguitati.
L'iniziativa, adottata anche da altre nazioni europee e dall'ONU, aveva lo scopo di preservare il ricordo e di stimolare riflessioni e dibattiti, soprattutto fra le nuove generazioni, su una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. L'Italia è stato, per la verità, uno dei Paesi nei quali le commemorazioni per il Giorno della Memoria hanno trovato maggior seguito: dal 27 gennaio del 2000 quella data viene infatti ampiamente sottolineata dai media, ricordata nelle scuole e soprattutto celebrata da una serie di eventi che abbracciano la Musica, il Teatro, il Cinema e le arti visive.
A questa tendenza si è associata, negli ultimi anni, anche la Società del Quartetto di Vicenza che, all'interno del proprio cartellone, riserva un concerto speciale dedicato alla Giornata della Memoria. La scelta di quest'anno, condivisa con la Fondazione del Teatro Comunale, è caduta su un lavoro di Olivier Messiaen che forse più di ogni altro riesce a rappresentare, attraverso il linguaggio musicale, gli orrori dell'Olocausto. “Quatuor pour la fin du Temps” è infatti una composizione per violino, violoncello, pianoforte e clarinetto scritta fra la fine del 1940 ed i primi giorni del 1941 mentre Messiaen si trovava rinchiuso nel campo di concentramento di Görlitz, in Slesia, e la cui prima esecuzione avvenne proprio nel gelo dello Stalag VIII A di quel luogo di prigionia con strumenti e musicisti di fortuna.
La composizione è divisa in otto movimenti ed ha come tema ispiratore quello del tempo che viene analizzato sotto il punto di vista religioso (l'Apocalisse), sotto il profilo filosofico (l'Eternità) e quello musicale.
La versione che sarà presentata al Teatro Comunale di Vicenza mercoledì sera è quella che comprende, oltre alla parte strumentale, degli interventi narrativi fra un “quadro” e l'altro tratti da commenti e annotazioni scritte di pugno dallo stesso Messiaen nella prefazione dell'opera.
L'esecuzione sarà affidata al Trio di Parma (Ivan Rabaglia, violino; Enrico Bronzi, violoncello; Alberto Miodini, pianoforte), una delle formazioni italiane attualmente più in vista nel panorama cameristico europeo. Sorto nel 1990 fra le stanze del Conservatorio “Boito” di Parma, il Trio si è poi perfezionato in due “università” della musica quali sono la Scuola di Musica di Fiesole e l'Accademia Chigiana di Siena. Vincitore, negli anni immediatamente successivi, di alcuni importanti competizioni internazionali (i concorsi “Gui” di Firenze, il “Melbourne”, il “Lione” e l'”ARD” di Monaco), ai quali va aggiunto il “Premio Abbiati” assegnatogli dall'associazione nazionale della critica musicale, il gruppo - che quest'anno festeggia i vent'anni di attività, è invitato dalle maggiori istituzioni musicali in Italia e all'estero (fra le altre, Filarmonica di Berlino, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Wigmore Hall di Londra). Ha al suo attivo un'intensa attività discografica e di registrazioni “live” andate in onda per importanti emittenti internazionali.
Nell'esecuzione del “Quartetto per la fine del Tempo” il Trio di Parma sarà “rinforzato” dal clarinetto di Alessandro Carbonare, attualmente primo clarinetto dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dopo essere stato per anni prima parte dell'Orchestre National de l'Opera de Lyon e dell'Orchestre National de France. Conosciuto dal pubblico anche come solista e come componente del Quintetto Bibiena, Carbonare è stato recentemente invitato da Claudio Abbado a far parte dell'Orchestra Mozart.
Gli otto movimenti del capolavoro di Messiaen saranno “tenuti insieme”, nella versione proposta al “Comunale” di Vicenza, dalla voce narrante di Sandro Cappelletto, noto critico musicale, drammaturgo e autore radiofonico non nuovo a collaborazioni di questo genere con autori come Azio Corghi, Ennio Morricone e Riccardo Piacentini.
Al concerto di mercoledì parteciperanno anche 300 studenti vicentini nell'ambito della collaborazione fra Società del Quartetto e Assessorato all'Istruzione del Comune rientrante nel piano dell'offerta formativa del corrente anno scolastico.

I biglietti per questi concerti sono acquistabili in Biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza (
bilgietteria@tcvi.it, tel 0444-324442), presso la sede della Società del Quartetto (Vicolo Cieco Retrone, 24 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17 (tel. 0444 543729), Pantarhei (tel. 0444 320217) e, via internet, sul circuito Greenticket (www.greenticket.it)


Teatro Comunale Città di Vicenza: Stagione 2009/2010
Società del Quartetto di Vicenza: 100ª stagione concertistica

MERCOLEDI' 27 gennaio 2010 - ore 20.30 - Teatro Comunale Città di Vicenza
CONCERTO PER IL GIORNO DELLA MEMORIA
TRIO DI PARMA (archi e pianoforte)
Alessandro CARBONARE (clarinetto)
Sandro CAPPELLETTO (drammaturgia e voce narrante)

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AFFARI E POLITICA

La politica italiana è oramai ridotta a succursale del mondo degli affari. I conflitti di interessi si sprecano nel silenzio complice di troppi autorevoli rappresentanti delle istituzioni che paiono, nel migliore dei casi, quantomeno distratti. Berlusconi ha fatto scuola e molti allievi hanno brillantemente superato il maestro. Già nell'estate del 2005 alcune inchieste, in parte depotenziate, avevano messo a fuoco e svelato un sistema ben oliato e politicamente trasversale capace di ridisegnare in Italia gli equilibri di potere economico-finanziari e quindi, a cascata, di definire nuovi equilibri politici intesi come mera proiezione di interessi di natura prettamente affaristica e speculativa. Mi riferisco, come è ovvio, alle inchieste sulle cosiddette scalate bancarie, volgarmente intese "dei furbetti del quartierino", che hanno scoperchiato un mondo oscuro dove i poteri si intrecciano e diventano indistinguibili. Mondi disparati ma al servizio di un unica e agguerrita oligarchia di potere, capace di saziare con il solo criterio della forza, figlia dell'appartenenza lobbystica (nella migliore delle ipotesi), gli appetiti famelici di un ristretto gruppo di beneficiati. L'altra faccia dell'ingordigia di queste (chiamiamole) élite è rappresentata dalle crescenti difficoltà di un numero sempre più esteso di cittadini, ridotti artatamente allo stato di povertà al fine di garantire ai soliti noti lussi e sfarzi primi impensabili. I beni sono finiti recita il codice civile. E se qualcuno li vuole tutti per sé, giocoforza molti saranno spogliati di tutto. E' questa la sintesi del drammatico aumento delle disuguaglianze sociali certificato dall'Ocse. Tutto tace. Nessuno sente il dovere, etico prima che politico, di intervenire per arrestare una tendenza che ha contagiato tutti. E quando, coraggiosamente, alcuni magistrati come la Forleo hanno tentato di opporre la giustizia all'arbitrio sono stati bloccati, isolati all'interno del loro stesso mondo, emarginati e infine consegnati al pubblico disprezzo. Il Corriere di oggi, a firma Pizzetti, si interroga su alcune mosse del sindaco di Roma Alemanno circa le scelte di indirizzo riguardanti l'Acea, società di servizi partecipata dal Comune, che annovera tra gli azionisti anche il suocero di Casini, Caltagirone, editore de "Il Messaggero". Politica, affari, informazione. Tutti a braccetto a difesa di una nuova aristocrazia che di nobiliare non ha più neppure i titoli.

Francesco Toscano
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BEPI UNISCE IL CENTROSINISTRA

Anche Tonino Di Pietro e l’Italia dei Valori sosterranno alle elezioni regionali il leader degli artigiani della Cgia Giuseppe Bortolussi. Si ricompone così la frattura tra Pd e IdV. Una scelta di responsabilità quella di IdV, spiegata stamattina a Verona dall’ex magistrato: “Con la scelta di Bortolussi come candidato presidente, la matassa è stata finalmente dipanata anche in Veneto. Oggi Idv e Pd in Veneto hanno deciso di fissare pilastri importanti per una coalizione che deve portare al più presto a governare anche qui. Adesso dobbiamo aprire alle forze che ci vogliono stare, in base ad un programma condiviso, non per semplice alleanza elettorale. Abbiamo preso atto che la nostra richiesta è stata accettata dal Pd, che con Bortolussi ha indicato una candidatura di qualità e del territorio, che esprime il sentire della maggioranza dei cittadini veneti. Una candidatura, quella di Bortolussi, condivisa e costruita con noi di Italia dei Valori”. Nel feudo del sindaco Tosi, Di Pietro denuncia anche le ipocrisie dei cosiddetti padani: “La Lega di tutti i giorni sta a Roma, e si divide il potere con le truppe di Berlusconi. La Lega del week end viene qui in Veneto a raccontare fandonie ai cittadini. Idv vuole smascherare la Lega dei week end e delle poltrone”. Non solo polemiche però, Di Pietro indica soprattutto le priorità politiche e detta un’agenda precisa al candidato del centrosinistra veneto: “Idv è convinta che il Veneto soffre per la poca stabilità del sistema delle imprese. Idv, nel suo programma elettorale, pone: al primo posto lavoro e occupazione, al secondo posto la tutela dell'ambiente e del territorio, al terzo posto la sicurezza dei cittadini e della società. Da oggi in poi, con Bortolussi, parleremo solo di programmi. Italia dei Valori ha delle istanze puntuali: un deciso no al nucleare, no agli inceneritori, impegno per l’integrazione e la solidarietà e per il rilancio delle partite Iva, quelle vere”.

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Sapori Vicentini in onda su "Eat Parade"

Andrà in onda venerdì 29 gennaio il primo dei due servizi realizzati nel Vicentino da Pietro di Lazzaro per la rubricha “Eat Parade” del Tg2, girati in occasione dell’ultima “Prima del Torcolato”. Il servizio, un documentario sul grande vino dolce della Pedemontana vicentina e sulla spremitura dell’uva Vespaiola appassita, sarà introdotto da Antonio Di Lorenzo, giornalista e scrittore (che recentemente ha dato alle stampe il volume “Perché ci chiamano Vicentini magnagati”, per i tipi dell'editore Terra Ferma). L’appuntamento è venerdì 29 alle 13:45 su Rai Due, con repliche previste dal palinsesto sabato alle 6, la notte tra sabato e domenica alle 0:30 e martedì alle 6.
La prestigiosa rubrica del Tg2 ha approfondito anche la conoscenza di altri due prodotti tipici del Vicentino, documentando pure la produzione del Radicchio Rosso di Asigliano, e della Tosella, freschissimo formaggio prodotto sull’Altopiano di Asiago, che la tradizione vuole scottato su di una piastra rovente - come fosse una bistecca, grazie alla caratteristica di non filare -, quindi servito caldo, tal quale o con contorno di polenta e funghi. Questo secondo servizio sarà trasmesso in data da destinarsi. Tutte le edizioni e le rubriche del Tg2 sono disponibili gratuitamente in streaming sul sito www.tg2.rai.it. (c.s.)


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domenica 24 gennaio 2010

SCI DI FONDO: MILLEGROBBE TRICOLORE

La Millegrobbe oggi… ha cambiato stile ed è cambiata la musica, con l’inno di Mameli.
Dopo il successo svedese e giapponese di ieri nella prima tappa in classico, oggi in tecnica libera per la vittoria di giornata si sono messi in lizza due azzurri, anzi ex azzurri ed …ex finanzieri. Ha vinto, meritatamente, l’abruzzese Biagio Di Santo, secondo, altrettanto meritatamente dopo aver “lavorato” per tutti e 30 i chilometri, Roberto De Zolt.
Tra le donne invece Clara Bettega, glissata la tappa in classico, oggi ha avuto via libera verso il successo relegando al secondo posto Eugenia Bitchougova, la quale invece si è aggiudicata il successo assoluto della “combinata”.
Bel tempo sull’altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, a salutare il lungo serpentone che alle 10 ha iniziato ad animare le piste del Centro Fondo Millegrobbe. Un via frenetico, con i due svedesi protagonisti nella gara di sabato a fare l’andatura, tra la sorpresa generale. Specialisti del classico, sembravano sconvolgere i piani degli italiani più forti. Ma appena la comitiva ha imboccato la prima salita impegnativa, il gruppone di testa si è sciolto e sono scappati via in sei, i due svedesi Johnsson e Palmer, Di Santo, De Zolt, un veloce Braus e Redolf. Poi alla seconda ascesa il gruppetto al comando si è diviso in tre tronconi, De Zolt, Di Santo e Braus alla testa con un ritmo indiavolato, dietro i due svedesi in evidente difficoltà, poi Redolf risucchiato dagli inseguitori.
De Zolt non ha mai avuto il cambio, sempre in testa a tirare, con Di Santo alle costole e Braus in scia, ma al giro di boa di Malga Mandrielle Braus rallentava, i due ex azzurri avevano ancora tante energie e si involavano lungo la veloce discesa che li avrebbe portati verso Millegrobbe.
I due svedesi si sono “tirati” l’un l’altro, e fino a metà gara intravvedevano i loro avversari ad una cinquantina di metri, poi hanno ceduto ancora terreno, proprio mentre Braus allentava la presa. I due “ex” erano sempre al gancio, a tutta, con De Zolt caparbio nel mantenere il ritmo sempre molto elevato. Lasciata Malga Millegrobbe di Sopra ed entrati nell’arena del centro del fondo, Di Santo ha punzecchiato il rivale, poi in un leggero falsopiano ha messo i suoi sci giusto quel metro davanti a quelli di De Zolt, ed è stato il momento cruciale della gara. Ai 300 metri l’abruzzese inseriva il “kers” e per De Zolt addio sogni di gloria.
Biagio Di Santo è arrivato per primo sul traguardo a braccia alzate dopo 1h.18’27”, per De Zolt un secondo posto staccato di 17”, e per i due stessa posizione nella graduatoria assoluta dopo le due giornate di gara. Sul podio di giornata anche un convincente Giuliano Braus (3°) poi in dirittura d’arrivo si sono presentati i due scandinavi che, per divertirsi e divertire, hanno acceso un bello sprint, dove ha primeggiato Johnsson su Palmer. Nella combinata risultano terzo e quarto, davanti a Braus.
La gara femminile ha sottolineato lo splendido stato di forma di Clara Bettega. Ha sempre viaggiato, fin dalla partenza, nei gironi alti del gruppo sfruttando la sua freschezza rispetto alla Bitchougova appesantita, ovviamente, dalla fatica della gara in classico del giorno prima. Sempre in testa e con un buon margine, la Bettega ha chiuso al primo posto la gara femminile, ma è giusto sottolineare che ha colto il 31° posto assoluto. Ad Eugenia Bitchougova è bastato il secondo posto per agguantare il successo della combinata e mantenersi così cucito addosso il pettorale verde di leader. Al terzo posto di giornata si è piazzata Carla Jellici, mentre nella combinata l’italo-russa è seguita da Luisa Mauri e da Simonetta Carbogno, moglie di Roberto De Zolt.
Poi nel pomeriggio, con gli ultimi arrivi, è calato il sipario sulla 29.a edizione della Millegrobbe mentre “patron” Enzo Merz stava già favoleggiando sulla 30.a edizione, che vorrebbe “speciale” giusto per festeggiare i sei lustri.
Un plauso allo Sci Club Millegrobbe per aver organizzato per l’ennesima volta una gara bella, combattuta e su piste affascinanti.
Info:
www.1000grobbe.it

Millegrobbe - 2.a tappa 30 km skating:

Maschile
Di Santo Biagio (Sci club Opi) 01.18.27; 2) De Zolt Ponte Roberto (GS Hartmann) 01.18.44; 3) Braus Giuliano (US Cornacci) 01.20.26; 4) Johnsson Jimmi (Svezia) 01.21.03; 5) Palmer Anders (Svezia) 01.21.03; 6) Redolf Federico (GS Hartmann) 1.23.01; 7) Masiero Guido (GS Hartmann) 1.23.04; 8) Degasperi Alessandro (US Dolomitica) 1.23.20; 9) Kargruber Reinhard (GS Hartmann) 1.23.29; 10) Crestani Marco (Alpini Asiago) 1.23.29

Femminile
1) Bettaga Clara (GS Hartmann) 01.30.22; 2) Bitchougova Eugenia (GS Hartmann) 01.38.07; 3) Jellici Carla (Bogn da Nia) 01.39.03; 4) Carbogno Simonetta (GS Hartmann) 01.41.21; 5) Mauri Luisa (Passo dopo Passo) 01.41.48; 6) Danese Valentina (Colle Isarco) 1.44.54; 7) Zago Lysanne (Sci Cai Schio) 1.46.45; 8) Patuelli Francesca (Cus Bologna) 1.47.29; 9) Rossi Sabrina (Sportiva Lanzaada) 1.48.48; 10) Calegari Sara (Passo dopo Passo) 1.50.58

Classifica Millegrobbe assoluta:

Maschile: 1) Di Santo Biagio 2.37.46; 2) De Zolt Ponte Roberto 2.38.07; 3) Johnsson Jimmi 2.40.08; 4) Palmer Anders 2.40.09; 5) Braus Giuliano 2.43.26

Femminile: 1) Bitchougova Eugenia 3.15.14; 2) Mauri Luisa 3.32.28; 3) Carbogno Simonetta 3.33.29; 4) Patuelli Francesca 3.43.11; 5) Rossi Sabrina 3.46.32

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LIBRERIA POPOLARE N.84

Blacks out. 20 marzo, ore 00.01. Un giorno senza immigrati
Polchi Vladimiro
€ 15,00
2010, 161 p., brossura
Laterza (collana I Robinson. Letture)

Questo libro è una via di mezzo tra un romanzo, frutto della fantasia dell’autore, e un saggio. In gergo televisivo sarebbe una docu-fiction, un continuo alternarsi di finzione e realtà. Vladimiro Polchi, giornalista, autore televisivo e teatrale, specializzato sul tema dell’immigrazione ha immaginato la cronaca di una giornata particolare, raccontando lo sciopero degli immigrati, di tutti quei lavoratori stranieri che tengono in piedi l’Italia. La finzione è lo scheletro di questo libro, la realtà sono i muscoli e i nervi, che danno corpo al testo: le storie degli immigrati, le interviste, le inchieste , i dati statistici, le opinioni della destra xenofoba.
20 marzo 2010. Ore 00.01. È il caos, anzi la paralisi. I cantieri edili si fermano di colpo. Chiudono le fabbriche. L’industria manifatturiera spegne le macchine. Vuoti i mercati ortofrutticoli. Restano abbandonati i grandi campi di pomodori in Puglia. Nelle grandi città, la metà dei muratori parla romeno. In Abruzzo, il 90 per cento dei pastori è macedone. In Val d’Aosta, a fare la fontina sono i migranti: nei trecento alpeggi della regione, gli italiani sono meno del 10 per cento. In Emilia Romagna, tra gli addetti al Parmigiano Reggiano, uno su tre è indiano. I lavoratori stranieri sono decisivi nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala a Caserta, del Brunello di Montalcino e dei vini doc nella provincia di Cuneo. E ancora: chiudono ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatena il panico: scompaiono badanti, colf e babysitter. È boom di ricoveri d’anziani e disabili negli ospedali. La sanità è in tilt: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri, e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi. Si fermano i campionati di calcio, basket e pallavolo. Molte parrocchie restano senza prete. Tremano le casse dell’lnps. Quale catastrofe si è abbattuta sull’Italia? Nessuno se la aspettava. Eppure, quei manifesti erano apparsi ovunque. “Blacks Out. 20 marzo, ore 00.01”. Di colpo erano scomparsi. Tutti. Lo sciopero degli immigrati paralizza il paese.

“Sono piccoli, di bassa statura, di pelle scura. Molti puzzano... si costruiscono baracche nelle periferie... Parlano lingue incomprensibili ... usano bambini per chiedere elemosine... le nostre donne li evitano perché corre voce di stupri....”, che non viene dai razzisti di Rosarno, ma e' un documento ufficiale del Congresso Americano sugli immigrati italiani, datato ottobre 1912. (passo tratto dal libro)

Nuovi italiani. I giovani immigrati cambieranno il nostro paese?
Dalla Zuanna Gianpiero; Farina Patrizia; Strozza Salvatore
€ 14,00
2009, 170 p., ill., brossura
Il Mulino (collana Contemporanea)

I ragazzi stranieri costituiscono ormai una quota considerevole, e crescente, della popolazione giovanile in Italia. Se è vero che i giovani rappresentano il futuro di un paese, dunque, una parte significativa del nostro futuro sarà affidata a questi nuovi concittadini. Quali sono le loro speranze e le loro possibilità? La prima vasta ricerca su questi temi, qui presentata, dice anzitutto che la scuola anche oggi, come ai tempi di don Milani, perpetua le differenze sociali. I giovani stranieri ottengono risultati scolastici molto peggiori rispetto ai coetanei italiani. C’è dunque il rischio che si riproponga da noi quanto già accaduto altrove: se non riusciranno a raggiungere posizioni sociali migliori di quelle dei genitori, questi giovani svilupperanno rancore e ostilità verso la società ospite. Altre paure, invece, non trovano riscontro. I ragazzi stranieri non frenano la modernizzazione culturale. Al contrario hanno atteggiamenti meno tradizionali dei giovani italiani, pur provenendo da paesi dove famiglia e clan sono assi portanti della società. Particolarmente significative sono le opinioni delle ragazze, che hanno una visione delle donne più moderna rispetto alle coetanee italiane.

Le ragioni del No. Le campagne contro la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto
Della Porta Donatella; Piazza Gianni
€ 11,00
2008, 188 p., brossura
Feltrinelli (collana Nuova serie Feltrinelli)

Quelli contro la costruzione della TAV in Val di Susa e del Ponte sullo Stretto di Messina sono due casi assai significativi delle mobilitazioni contro la realizzazione di grandi infrastrutture che, in tempi recenti, sono diventate ben visibili e molto discusse in Italia e in Europa. Gli abitanti mobilitati in comitati e associazioni, insieme a centri sociali e gruppi ambientalisti, presentano la propria azione come una difesa di beni comuni e principi dal valore universale. Non si limitano semplicemente a dire no, ma elaborano anche proposte alternative basate su un diverso modello di sviluppo, promuovendo forme di partecipazione politica diretta e dal basso. Definiti spesso come localisti, questi gruppi costruiscono al contrario reti nazionali e sovranazionali, utilizzando forme di protesta dirompenti e canali politici istituzionali, diventando essi stessi attori politici con cui i governi locali, nazionali e sovranazionali devono sempre più fare i conti.

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CANNOLI

Dopo la condanna a cinque anni in primo grado Cuffaro per la gioia si presentò con i cannoli. Pare che ora dopo l’aumento a sette intenda offrire direttamente torte e cassate.

Il Coyote

sabato 23 gennaio 2010

GHIACCIO D’ORO PER CAROLINA KOSTNER

Un bellissimo oro Europeo, quello conquistato oggi ai Campionati di pattinaggio su ghiaccio di Tallinn, in Estonia da Carolina Kostner, che ha dimostrato di essere una grande campionessa, capace di rialzarsi e tornare alla vittoria dopo un periodo negativo. E’ il terzo titolo continentale per la gardenese, dopo Varsavia 2007 e Zagabria 2008, oltre al bronzo di Lione 2006, e all'argento di Helsinki 2009. Un successo costruito grazie all'impegno e ad un esercizio perfetto sia nel corto di venerdì, sia oggi nel programma libero, pattinato su musiche di Bach e di Vivaldi. In apertura uno straordinario triplo-triplo, nella parte centrale, dopo un flip semplice, Carolina è caduta su un triplo loop, ma non si è persa d’animo e ha continuato a pattinare magistralmente, con una strabiliante sequenza di passi, trottole e spirali, chiudendo l’esercizio nel migliore dei modi, stracciando le avversarie con il punteggio totale di 173,46. L’argento è andato alla campionessa uscente, la finlandese Laura Lepisto, il bronzo alla georgiana Elene Gedevanishvili. Valentina Marchei ha chiuso ottava. Ieri invece era arrivato uno splendido argento Europeo nella specialità danza. Federica Faiella e Massimo Scali hanno conquistato la prova del libero, chiudendo al secondo posto nella classifica generale. L’oro è andato alla coppia russa composta da Oksana Domina e Maximilian Shabalin, bronzo agli altri russi Jana Khokholova-Sergei Novitski. L’altra coppia italiana formata da Anna Cappellini e Luca Lanotte, ha conquistato un buon sesto posto finale.

Francesca Monti


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MILLEGROBBE: BANZAI! MASAKO ISHIDA

Svezia e Giappone a braccetto, oggi sull’Altopiano di Lavarone, per siglare il successo della prima tappa, quella della 30 km in classico, alla 29.a edizione della Millegrobbe in una giornata tutta da incorniciare, a partire dalle condizioni meteo che hanno regalato scorci affascinanti di un territorio che sembra proprio votato allo sci di fondo. Jimmi Johnsson, alla sua prima presenza alla Millegrobbe, ha “sprintato” sul traguardo con il connazionale svedese Anders Palmer, buon conoscitore di questa gara e secondo per soli 19/100. Sul podio è salito anche l’abruzzese Biagio Di Santo ritornato alle gare dopo due stagioni di stop.
Tra le donne non c’è stata storia: come previsto, la giapponese Masako Ishida ha “ucciso” la gara femminile, ma soprattutto ha “freddato” un sacco di atleti maschi. Si è piazzata decima assoluta, segno di un passo, quella alternato, che in vista di Vancouver è decisamente lesto.
Le iscrizioni della Millegrobbe sono schizzate velocemente oltre quota 500 per le due tappe, mentre alla gara in classico oggi erano in 400 al via, e dunque è stato emozionante il momento della partenza con i concorrenti schierati sui 6 binari nella piana del Centro Fondo Millegrobbe.
I più forti hanno subito sgomitato uscendo indenni dal gruppone, e così in testa si è creata una locomotiva con i tre svedesi Johnsson, Palmer e Sjostrom e incollati Di Santo, Kargruber e Braus. Poi dietro un lungo treno che, chilometro dopo chilometro, si è sfilacciato man mano che i binari da sei calavano a due. Lasciato il Centro Fondo, prima di inoltrarsi verso le quote più alte i tre svedesi hanno cercato di fare forcing e ci sono riusciti, scrollandosi di dosso gli avversari più pericolosi ma non Biagio Di Santo ed un veloce Braus. Più staccato, in solitaria, li seguiva Kargruber e dietro un terzetto con Roberto De Zolt che sembrava stentare ad ingranare la marcia giusta, in compagnia di Giacomelli e Zorzi.
Dopo una decina di chilometri De Zolt agganciava Kargruber, che non era molto reattivo. Prima di arrivare a Malga Costesin la situazione cambiava fisionomia e cominciava a delinearsi la giusta gerarchia di gara. Di Santo da parte sua cercava di stuzzicare gli svedesi, il ritmo cresceva vorticosamente col risultato che al comando rimanevano in tre, Di Santo, Palmer e Johnsson, e poco dopo si agganciava anche De Zolt con Sjostrom che accusava le sferzate di Di Santo.
A circa metà gara a Malga Costesin, Roberto De Zolt, riscaldato il diesel, si metteva al comando del gruppo di testa, con gli svedesi che controllavano la situazione insieme a Di Santo. Dietro Kargruber seguiva a vista i fuggitivi mentre alle sue spalle Braus, Giacomelli e Zorzi erano le avanguardie degli amatori “veri”.
La gara a quel punto non ha più avuto gran storia, tranne qualche scaramuccia nel gruppo di testa e con gli svedesi in difesa e mai all’attacco. Soprattutto Palmer sembrava soffrire i continui cambi di ritmo, tanto che al traguardo poi ha ammesso di aver superato spesso la soglia e con l’acido lattico che gli “torceva” i muscoli.
A Malga Millegrobbe di Sopra, De Zolt è apparso per primo nella veloce discesa “a uovo” che riportava la gara nella piana del centro del fondo, ma aveva fatto male i conti con gli svedesi che, preso fiato, si sono messi a tirare per portarsi insieme in dirittura d’arrivo, lanciando lo sprint ai 30 metri. Un finale a due fra Johnsson e Palmer, insomma, con “spettatore” Biagio Di Santo, terzo a 14”, bravo a tenersi dietro De Zolt che ha pagato a caro prezzo il rientro sui fuggitivi e la sua foga a metà gara.
Quinto il terzo svedese Sjostrom, poi Kargruber e via via tutti gli altri, mentre il sole scaldava tutto l’ambiente.
La gara femminile è stata tutta all’insegna della giapponesina che, fedele al motto “veni, vidi, vici” in poche bracciate si è infilata alle spalle dei migliori e tra lo stupore generale andava ad avvicinarsi sempre più alla testa della corsa. A metà gara era al 13° posto, poi ha recuperato ancora tanto da piombare sul traguardo decima assoluta, davvero un tempone, con un distacco da Johnsson di circa 5’.
Applausi per lei, che ha avuto appena il tempo di gustarsi la coppa e le interviste, poi via di corsa verso Malpensa per imbarcarsi per il Giappone, dove trascorrerà un brevissimo periodo in famiglia prima di spostarsi a Vancouver per i Giochi Olimpici, dove disputerà in particolare la 30 km in classico, proprio come oggi sull’altopiano di Lavarone.
Lei che è una da punti pesanti in Coppa del Mondo, non può far testo sulla classifica femminile, che registra seconda l’intramontabile Eugenia Bitchougova davanti a Valentina Beltrami.
Domani seconda tappa, in tecnica libera. Gi svedesi saranno un po’ in affanno e gli italiani potranno sperare anche nella classifica generale, che somma i tempi delle due giornate. Non c’è la Ishida, ovviamente.
Partenza alle ore 10.00, ancora 30 km ma in tecnica libera e nuovo tracciato.
Info:
www.1000grobbe.it

Classifiche:

Maschile
1) Johnsson Jimmi (SWE) 1h19’5”4; 2) Palmer Anders (SWE) 1.19.05.23; 3) Di Santo Biagio (SC Opi) 1.19.19; 4) De Zolt Roberto (GS Harthmann) 1.19.23; 5) Sjostrom Olof (SWE) 1.20.57; 6) Kargruber Reinhard (GS Hartmann) 1.22.36: 7) Braus Giuliano (US Cornacci ) 1.22.50; 8) Giacomelli Moreno (Polisportiva Molina) 1.23.03; 9) Zorzi Daniele (Aretè Club) 1.23.09; 10) Vanini Corrado (SC Ubi Bianca Goggi) 1.24.34.

Femminile
1) Masako Ishida (JPN) 1h24’12”; 2) Bitchougova Eugenia (GS Hartmann) 1.37.07; 3) Beltrami Valentina (US Carisolo) 1.45.24; 4) Strauss Anne Marie (CS Bassano ) 1.49.29; 5) Mauri Luisa (SC Passo Dopo Passo) 1.50.40; 6) Carbogno Simonetta (GS Harthmann) 1.52.08; 7) Masè Violette US Carisolo) 1.53.11; 8) Patuelli Francesca (CUS Bologna) 1.55.42; 9) Rossi Sabrina (ASD Lanzada) 1.57.44; 10) Ferrazzi Claudia (GSA Monte Grappa) 1.57.46.

Werner Heel terzo a Kitzbuehel

Ottimo terzo posto di Werner Heel nella discesa di Kitzbuehel. Il campione azzurro è stato preceduto di 38 centesimi dallo svizzero Didier Cuche, vincitore della gara. Secondo posto per lo sloveno Andrej Sporn. "Sono molto orgoglioso di questo podio sulla pista più difficile del mondo. Penso di aver fatto una bella gara su un tracciato classico. E' un risultato importante perchè questa era l'ultima discesa prima dell'Olimpiade. Voglio ringraziare i tecnici e soprattutto il ct Claudio Ravetto", ha detto Heel. Tutti i discesisti che hanno preso parte alla gara hanno deciso di mettere all'asta i pettorali utilizzati nella discesa odierna per raccogliere fondi in favore delle popolazioni terremotate di Haiti.

Splendido secondo posto per Magda Genuin nello sprint femminile

Splendido secondo posto conquistato da Magda Genuin nella gara sprint femminile di Coppa del Mondo di sci nordico disputatasi a Rybinsk (Russia). La bellunese è stata preceduta dalla slovena Fabjan. Al terzo posto si è piazzata la polacca Justyna Kowalczyk.Grande la soddisfazione della campionessa azzurra: "Un podio del genere ci voleva proprio. Ho gestito benissimo la qualificazione del mattino e le batterie del pomeriggio. Il lavoro di questo periodo ha dato i frutti sperati. Dedico questo successo, che per me è il miglior piazzamento individuale ottenuto in carriera, alla mia famiglia".

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CASINI SI RITIRI A VITA PRIVATA

Dopo la condanna in Appello per Cuffaro a 7 anni con l’aggravante di aver favorito la mafia, Casini sia conseguente e si ritiri a vita privata. Fu lui infatti, all’indomani della condanna in primo grado del vice di Cesa, ad assumersi la responsabilità di candidarlo in posizione utile nelle liste del suo partito, nominandolo di fatto Senatore della Repubblica. Ospite della trasmissione “Annozero”, Casini spiegò la sua scelta dicendosi certo del fatto che i successivi gradi di giudizio avrebbero certamente dimostrato la assoluta estraneità di Cuffaro ai gravissimi fatti contestati. Ora che il giudizio di Appello non solo ha riconosciuto valido l’impianto accusatorio emerso in primo grado, ma ha persino aggravato il quadro riconoscendo esplicitamente per Cuffaro l’aggravante di aver favorito la mafia, Casini non può fare finta di nulla. Incalzato allora da Santoro, Casini prese un pubblico impegno di fronte al popolo italiano, promettendo di assumersi personalmente e in toto la responsabilità di una scelta così delicata e controversa. Caro Presidente, ora, in nome di quella serietà di cui lei spesso si gloria, deve ritirarsi a vita privata scusandosi per il gravissimo errore commesso. Ne va del prestigio di quelle stesse istituzioni, concetto a lei formalmente caro, che meritano di riacquistare quell’autorevolezza che una generazione di politici inadeguati ha seriamente compromesso. Riascolti le sua parole e prenda una sofferta ma doverosa decisione conseguente.

Francesco Toscano




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UNA POESIA DI SPERANZA

Riceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione Adotta Renata O.N.L.U.S. di Rovellasca (CO), bandisce un concorso di poesia aperto indistintamente a tutti con tema : “la speranza”.
Al concorso ogni autore potrà concorrere con un massimo di tre poesie inedite, che non abbiano partecipato ad altri concorsi, in lingua italiana, chiaramente dattiloscritte. Le opere, redatte in tre copie dovranno essere consegnate o spedite in un plico ad “Associazione Adotta Renata O.N.L.U.S. Via Monte Grappa 1, 22069 Rovellasca (Co)” oppure, in alternativa, consegnate presso la Bottega di Giuliana in via Roma a Rovellasca, entro e non oltre il 15 maggio. La partecipazione al concorso è completamente gratuita. Nella busta dovrà essere inserita anche una scheda contenente le indicazioni relative all’autore (nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo completo di codice postale, recapito telefonico). Nella stessa scheda i partecipanti dovranno sottoscrivere l’autorizzazione all’uso dei dati personali, nonché l’attestazione con cui si dichiara che le opere presentate sono inedite e non hanno partecipato ad altri concorsi, in caso di minore il tutto dovrà essere controfirmato dal genitore o chi ne fa le veci. Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della Giuria che assegnerà, nella serata conclusiva dei Renata Days 2010, i seguenti premi: al 1°, 2° e 3° classificato una targa premio. I finalisti saranno avvertiti con un telegramma. La premiazione avrà luogo a Rovellasca il giorno 26 Settembre alle ore 21.30 presso il Palaburghè nell’ambito della manifestazione Renata Days. Per informazioni:
www.adottarenata.it, info@adottarenata.it

VENETO: ARRIVANO DI PIETRO E GENCHI

Gli amici dell’Italia dei Valori ci segnalano due appuntamenti importanti:

* Lunedì 25 gennaio 2010, Antonio Di Pietro sarà a Verona per presentare alcuni dei candidati IdV alle prossime elezioni regionali. La conferenza stampa si terrà alle ore 11.00 presso la Sala Rossa della Provincia di Verona, in via Santa Maria Antica n. 1. Presenzieranno, oltre agli esponenti di IdV e della società civile che andranno in lista alle elezioni regionali, anche l'on. Antonio Borghesi (vicecapogruppo IdV alla Camera), il coordinatore regionale Gennaro Marotta, il coordinatore provinciale Alberto Tivelli.

* Venerdì 29 gennaio 2010 alle ore 20:30 a Cittadella (PD) presso l’Hotel Rometta, via San Martinara, 26, Gioacchino Genchi (l’ex poliziotto collaboratore dell’ex pm Luigi De Magistris) presenterà il libro “Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello stato” (Aliberti editore) scritto da Edoardo Montolli con la prefazione di Marco Travaglio. Ingresso gratuito. Locandina sul sito dell’Italia dei Valori di Vicenza.


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venerdì 22 gennaio 2010

LA LENTA AGONIA DI BERLUSCONI

La debolezza con la quale Berlusconi sta conducendo le trattative con l’Udc è sintomatica della fase crepuscolare della sua stagione politica. A parte le feroci dichiarazioni di facciata, Casini ha imposto a Silvio il suo punto di vista che prevede esplicitamente la fine del sistema bipolare forgiato ad uso e consumo del premier in carica. Cosa altro significano le alleanze variabili se non il ritorno al sistema dei partiti? Ora, si può discutere sulla necessità o meno di un ritorno alla politica dei partiti dopo un lungo periodo di sbornia plebiscitaria. Ma oggi il punto non è questo. L’elemento di novità è rappresentato dal fatto che Berlusconi si è arreso. Pur di tirare a campare è costretto a riconoscere all’Udc il diritto di scegliersi gli alleati caso per caso. E’ la fine del suo regno. Bisogna riconoscere a Casini, del quale riconosco i limiti e le incoerenze, di aver combattuto una battaglia difficile e di averla vinta. Il suo partito bonsai è riuscito a mandare in tilt il sistema. Il bipolarismo è finito nei fatti. La sua fine provocherà come risultanza obbligata il prepensionamento di Berlusconi. Si chiude così, con un colpo di coda dei soliti democristiani la lunga stagione berlusconiana. Una stagione dove l’emotività ha prevalso sulla ragione. Non resta che attendere il giudizio più atteso. Quello della storia.

Francesco Toscano

Risposta del moderatore:

SUA EMINENZA E SUA EMITTENZA

Caro Francesco, io non sarei così ottimista sulla fine dell’era berlusconiana. Ricordo che Berlusconi ha riaccolto il figliol prodigo Casini solo dopo un colloquio privato con il cardinal Ruini. Nessuno conosce i contenuti della loro conversazione ma è facile immaginare che abbiamo parlato anche di Casini e di quel gran benefattore di suo suocero, l’ingegnere Caltagirone, e poi del “pericolo” rappresentato - per loro - da una possibile vittoria radicale ed anticlericale di Emma Bonino nella regione dove ha sede il Vaticano. Tu mi dirai, anche in occasione delle scorse elezioni politiche il “cardinal sottile” perorò la causa dei centristi messi alla porta da Berlusconi, ma senza alcun successo. Si è vero, ma nel frattempo sono intervenuti fatti nuovi: dalle frizioni sul caso Boffo al caso veline ed escort. Per queste ragioni non mi sembra che ci siano cedimenti da parte di Berlusconi, anzi, il Satrapo di Arcore, riaccogliendo in alleanza i centristi, passa per magnanimo e si ingrazia le gerarchie vaticane, mentre i suoi scagnozzi da Bondi a Bonaiuti continuano l’opera di discredito nei confronti dell’Udc. Il Sol dell’Avvenire deve ancora sorgere…


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