lunedì 1 febbraio 2010

LA PALESTINA INVISIBILE

Con il premier israeliano Benjamin Netanyahu si arricchisce la lista di amicizie discutibili di Berlusconi. In principio fu Putin, poi vennero Gheddafi e Lukashenko. Molto probabilmente il Cavaliere si sente a suo agio con leader politici accusati di corruzione o orrendi crimini contro l’umanità. Una lista destinata a crescere causa le continue peregrinazioni all’estero per sfuggire ai processi. Il “patto di amicizia” tra Italia ed Israele viene siglato proprio nel giorno in cui arrivano le prime conferme circa l’uso illegale delle bombe al fosforo bianco, (proibite dalla Convenzione di Ginevra) da parte dell’esercito israeliano durante l’offensiva militare dello scorso anno sulla Striscia di Gaza. L’operazione “Piombo fuso” causò oltre 1400 morti palestinesi (85% civili disarmati dei quali il 30% bambini).
Mentre i tribunali britannici spiccano mandati di cattura nei confronti dell’ex ministro degli esteri d’Israele Tzipi Livni, attuale leader del partito Kadima, Berlusconi sogna di portare Israele in Europa in nome delle comuni radici giudaico-cristiane. Piccolo dettaglio trascurabile quello delle radici islamiche dell’Europa, in Spagna e in Sicilia, con il loro contributo fondamentale in tante discipline: dall’architettura alla matematica, passando per l’astronomia e la medicina. Piccoli dettagli trascurabili per Berlusconi, così come il grido di dolore del popolo palestinese senza terra e senza libertà.

Emanuele Bellato


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