lunedì 11 gennaio 2010

TERRE ROSSE E NUOVE RESISTENZE

Ultimamente ho visto e rivisto un film, realizzato dal vicentino Dennis Dellai, con un budget di 20 mila euro (pensate!). Titolo: Terre Rosse. In esso si racconta uno spaccato della Resistenza nel vicentino. I fatti avvengono tra la fine dell’estate del 1944 e il marzo del 1945, quando è ormai prossima la conclusione della guerra. A un anno dalla firma dell’armistizio tra il generale Badoglio e le forze alleate, nell’Italia del Nord è in pieno svolgimento la guerra di liberazione che vede contrapposti partigiani e nazifascisti. L’azione si svolge nell’Alto Vicentino, in una zona compresa fra la città di Thiene, il paese di Fara Vicentino e alcuni comuni della fascia pedemontana con l’Altopiano di Asiago. La trama è in parte liberamente tratta da un libro di memorie, “Terre rosse”, scritto dal dr. Flavio Pizzato, partigiano decorato, e successivamente medico e amministratore a Thiene.
Protagonisti sono un uomo e una donna che si incontrano in una stazione ferroviaria durante l’occupazione nazista. Intreccio di storia sociale con storia personale. Legame segnato nel dilemma: stare con i partigiani o con i fascisti? Terre Rosse mette in luce il mito del partigiano, i contestatori della resistenza, il nazismo in rotta. L’inizio di una storia d’amore molto toccante, travagliata e appassionante allo stesso tempo. L’amore impossibile tra una giovane maestra coinvolta, suo malgrado, nella Resistenza di cui sposerà la causa, ma senza perdere il suo pensiero, il suo cuore e il suo sentimento e un brillante funzionario del Ministero fascista che innamorandosi scoprirà un modo diverso di leggere la storia personale e anche sociale. La guerra, nella sua drammaticità e realtà, farà crollare le loro certezze e segnerà il destino del loro amore e la loro vita. La guerra li farà litigare, li separerà, li riavvicinerà, alla fine lui resterà vittima di quelle stesse persone per cui era a servizio. Resistenza e fascismo, una lotta interna.
Un po’ quello che accade in questo periodo in Italia tra maggioranza e opposizione. Si auspica nella politica maggior dialogo, un abbassamento dei toni, tavoli di confronto, candidature pulite e irreprensibili, più amore… Più amore? C’è chi addirittura parla di “partito dell’amore”.
Ma quale amore? Mi fa ribrezzo pensare che l’amore venga strumentalizzato, messo in campo per coprire verità, sviare dalla realtà dei fatti. Quale amore può salvare da bugie, falsità e interessi personali più o meno celati? In politica l’amore non va bene. Non si usa.
Il premier ha colto l’occasione del fanatico assalto al Papa nella notte di Natale per immedesimarsi implicitamente col Pontefice e, soprattutto, per accomunare a questa l’aggressione subita a Milano, entrambe prodotti della “fabbrica dell’odio” da contrastare e sostenere la tesi “dell’amore che vincerà sull’odio”. Il premier sbandiera sondaggi e afferma che: “il 67 per cento degli italiani è con noi, due su tre”. Appunto, due su tre. Il resto sembra destinato a vivere la “nuova resistenza”.
Premier ben tornato. Cerchiamo di essere veri e sinceri quest’anno e soprattutto lasciamo stare l’amore. Lasciamolo fuori dalla politica. Parliamo se vogliamo di dialogo, confronto, rispetto… ma di amore no. Io verso di lei non ne provo e tantomeno vedo nel suo partito il partito dell’amore. Per me lei non è il diavolo, ma neppure l’acqua santa con cui purificarmi. Non canto neppure: “Meno male che Silvio c’è”. Proprio no. Alla fine mi sento avversario, rispettoso del suo lavoro ma non certo ne condivido tutto l’operato. Il premier ha detto qualche giorno fa nella Comunità Incontro fondata da Pierino Gelmini, l’ex prete rinviato a giudizio per molestie sessuali: “Pierino, seguendo il tuo esempio non mollerò”. Premier, Gelmini ha rassegnato le dimissioni dal suo status di chierico. Lei non molla certo perché sa bene che la magistratura “comunista” è accovacciata all’uscio della porta di casa sua. Che resistenza premier la sua. La resistenza la dobbiamo vivere noi che non siamo parte di quei 2 su 3 che lo osannano. Premier le dedico una frase di Giorgio La Pira: “Io non sono fatto per la vita politica (nel senso comune di questa parola: non amo le furbizie dei politici ed i loro calcoli elettorali); amo la verità che è come la luce; la giustizia che è un aspetto essenziale dell'amore; mi piace dire a tutti le cose come stanno: bene al bene, male al male.”
Occorre resistere, amare la verità, la giustizia e soprattutto non identificare l’amore con un partito politico. Siamo in presenza di una lotta che deve svolgersi nel rispetto, nel confronto e nel dialogo in Parlamento e nelle sedi deputate ad esercitare la democrazia. Io mi sento dalla parte della “nuova resistenza” e cercherò di viverla con rispetto per l’avversario ma senza tacere e senza sconti.
Non esiste una “fabbrica dell’odio” e non esiste tanto meno un “partito dell’amore”.

Ivano Maddalena



Visita il nuovo blog: www.ilpopoloveneto.blogspot.com

8 commenti:

Raine ha detto...

non vedo l'ora di vederlo!!!

ivano ha detto...

Caro direttore, grazie del titolo e della bella fto di Anna Bellato, bravissima attrice protagonista del film che ho swegnalato. Sentiremo ancora parlare di lei.
Resistere. Grazie ancora e alla prossima.

VicenzaPopolare ha detto...

Grazie a te Ivano. Io e Anna abbiamo lo stesso cognome, ma nessuna parentela, almeno prossima. ...Nessun conflitto di interessi dunque :) ma solo un omaggio ad una bravissima attrice. Emanuele

ivano ha detto...

Fini "la legittimazione democratica a governare non è infatti solo un dato iniziale che scaturisce dalle urne, ma si rafforza giorno dopo giorno nell'affrontare e nel risolvere i problemi sempre nuovi ed inattesi che si presentano sul terreno concreto dei bisogno della collettività".
Più chiaro di così caro Silvio, vedi te.
Emanuele ti pare. Grazie a voi e a te in particolare.

VicenzaPopolare ha detto...

Non voglio svilire la citazione del presidente della Camera, però mi sembra un po' una dichiarazione alla Catalano ("Quelli della notte"). Ammetto che la frase diventa "rivoluzionaria" pensando all'allergia di Berlusconi verso la democrazia, il confronto, il rispetto delle regole. Un caro saluto, Emanuele

VicenzaPopolare ha detto...

Caro Ivano, preciso per non essere
frainteso. Hai fatto bene a sottolineare la presa di posizione di Fini. Purtroppo in Italia niente è scontato.

ivano ha detto...

Il messaggio è proprio rivolto a Silvio capisci... da Fini, che comunque è chiaro e credo che prima o poi mollerà la barca del Pdl vedrai. Frase importante anche nel contesto di tutto l'intervento di fini. Grazie a te. Ciao.

VicenzaPopolare ha detto...

Si avevo capito Ivano. Fini sta cercando di evitare (o correggere) la deriva "totalitaria" di Berlusconi ma ormai non conta più niente nel Pdl. L'hanno isolato. Basti leggere gli attacchi quotidiani del Giornale. Non sono così ottimista come te sul fatto che Berlusconi molli. Ciao!