I Giovani Udc del Veneto, nel loro sito internet, esprimono indignazione per la possibile candidatura leghista di Renzo Bossi, figlio del Senatur, alle prossime elezioni regionali in Lombardia.
I giovani centristi veneti lanciano pesanti accuse: “il buon Renzo Bossi, definito ‘trota’ dall’illustre padre, non si è certo distinto per impegno e capacità, se è vero che ha dovuto sostenere ripetutamente l’esame di maturità ed è stato bocciato addirittura in presenza di un ispettore gentilmente inviato dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per garantire che l’esame si svolgesse senza alcuna penalizzazione per il giovane rampollo”. Dalle parti di Casini la meritocrazia è un punto fermo del programma: “Il movimento giovanile veneto dell’UDC crede fermamente che l’unico criterio per l’assegnazione di incarichi di responsabilità debba essere quello del merito e si auspica pertanto una pronta smentita della notizia riferita da Il Giornale”. Come sempre i casinisti predicano bene, ma razzolano male. Mi riferisco al modo con il quale l’Udc seleziona la propria classe dirigente. Andando a spulciare l’organigramma dell’Unione di Centro si può scoprire che il coordinatore nazionale dei giovani dello Scudocrociato è il figlio dell’onorevole Zinzi, mentre il responsabile per le Politiche giovanili è il figlio dell’ex onorevole Tarolli. Merito o difesa della famiglia? A proposito di “famiglia”, nella pagina facebook di Zinzi Jr, tra i politici preferiti resta incrollabile la fede in Salvatore Cuffaro, detto Totò vasa vasa… condannato in secondo grado a 7 anni con l’aggravante di aver favorito la mafia.
Paolo Sante
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domenica 31 gennaio 2010
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