sabato 16 gennaio 2010

DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA

Una impresa può funzionare anche senza padrone. Non è utopia, ma la lezione proveniente dall’Argentina dell’eterna crisi e recentemente dalla Francia con l’autogestione dello stabilimento Philips di Dreux. In risposta alla chiusura, ai trasferimenti, alle delocalizzazioni, gli operai si organizzano, senza gerarchia, e continuano da soli la produzione. La vera forza motrice di queste esperienze straordinarie è lo spirito di classe, ovvero quella grande solidarietà umana che spinge i lavoratori a riappropriarsi del proprio lavoro dimostrando ai padroni che produrre non vuol dire accumulare ricchezze tramite lo sfruttamento, ma realizzazione personale, diritto ad una vita dignitosa, libertà e ricerca della felicità (proprio quel concetto che il terzo presidente americano Thomas Jefferson volle inserire nella dichiarazione d’indipendenza). Questi operai in lotta non sono teppisti, ma autentici innovatori, anticipatori di un modello industriale alternativo, in grado di preservare l’occupazione. Grazie alla loro resistenza sappiamo che niente è impossibile o inevitabile. Certo, i padroni disonesti non rinunciano così facilmente ai loro business e per bloccare queste esperienze percorrono tutte le strade possibili, dalle intimidazioni squadriste al ricorso alla legge. L’autogestione delle fabbriche sarà anche un reato, ma lo è ancora di più la schiavitù.

Emanuele Bellato


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