lunedì 30 novembre 2009

HONDURAS: ELEZIONI FARSA

Riceviamo dagli amici di Resiste Honduras e pubblichiamo:

Il giorno delle elezioni farsa è arrivato, a 5 mesi dal Golpe, in un clima di intimidazione e minaccia. Nei giorni scorsi i militari si sono presentati casa per casa, hanno presidiato ed attaccato alcune sedi sindacali e associative, nel tentativo di fiaccare la Resistenza, che quotidianamente rifiuta i golpisti e che aveva lanciato per la giornata delle elezioni un "toque de queda popular" per l'astensionismo di massa...In questo articolo, una raccolta di numerosi audio, video, foto e comunicati:
www.cantiere.org/29-novembre-il-giorno-della-farsa-elettorale-e-dei-golpisti.html
- Leggi i comunicati del Frente Nacional Contra el Golpe de Estado
www.cantiere.org/comunicato-40-denuncia-del-fiasco-della-farsa-elettorale.html

- Vince la popolazione, Vince la resistenza di Giorgio Trucchi
Nonostante le percentuali molto probabilmente falsate che diffonderà tra poche ore il Tse, durante l’intera giornata è stata più che evidente la poca affluenza alle urne, l’asfissiante presenza dell’esercito e della polizia in tutto il paese e i numerosi episodi di repressione e violazione ai diritti umani degli honduregni... www.cantiere.org/vince-la-popolazione-vince-la-resistenza.html
Come sempre continueremo ad aggiornare sulla situazione e su ciò che accadrà nelle prossime ore.

GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL'AIDS

Riceviamo dall’Azienda Sanitaria Ulss n.3 e pubblichiamo:

Il 1° dicembre 1988, al IV Congresso Mondiale di Stoccolma, nacque l’ AIDS DAY. Da allora, annualmente, ricorre la Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS.

L’appuntamento serve a focalizzare l’attenzione di tutti i Paesi del mondo sui risultati raggiunti in tema di prevenzione e cura di HIV/AIDS.

Secondo il Ministero della Salute aumenta - in Italia - il numero totale delle persone con AIDS viventi, che sono oggi quasi 24.000.

Tale effetto è dovuto all’incremento della sopravvivenza dei malati a seguito dell’introduzione della terapia combinata con farmaci antiretrovirali. Cambiano le caratteristiche delle persone con AIDS: aumenta l’età, sia per gli uomini (43 anni) che per le donne (40 anni), diminuiscono i tossicodipendenti, aumentano gli stranieri (oltre il 20% dei casi segnalati nell’ultimo anno). Diminuisce ulteriormente l’incidenza di casi di AIDS nei bambini: solo un nuovo caso pediatrico è stato segnalato nel corso del 2007. Per quanto riguarda le nuove diagnosi di infezione da HIV, per le quali non esiste ancora un sistema di sorveglianza nazionale, i dati provenienti da alcune regioni e province italiane mostrano una sostanziale stabilizzazione che permette di stimare circa 4000 nuove infezioni l’anno nel nostro Paese (circa 11 infezioni ogni giorno).

Secondo i dati diffusi dal Capo del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di sanità, sarebbero in aumento anche i sieropositivi: sarebbero 180.000, ma 1 su 4 non lo sa.

Attualmente, nel nostro Paese sarebbero circa 170-180 mila le persone che fanno i conti con l'infezione, ma l'epidemia sembra essere più nascosta perché, parallelamente, i nuovi farmaci antivirali ritardano la comparsa della malattia. Molecole salvavita a cui, tuttavia, un numero crescente di persone arriva troppo tardi. Dei dati diffusi, quello che più preoccupa è l'inconsapevolezza che regna sul 'pianeta Hiv': un sieropositivo su quattro non sa di esserlo. E non è tutto. Il numero degli 'inconsapevoli' registra un allarmante trend di crescita: nel 2009 il 60% dei pazienti con Aids ha scoperto di essere sieropositivo troppo tardi, in concomitanza con la diagnosi di malattia conclamata. Ciò significa che solo un terzo ha potuto beneficiare delle terapie antiretrovirali. Gli addetti ai lavori hanno tracciato anche un identikit dei sieropositivi 'inconsapevoli': si tratta di 30-40enni, di entrambi i sessi, etero, omo e bisessuali, italiani e stranieri, sessualmente attivi. "La scarsa percezione del rischio - riconosce lo stesso viceministro Fazio - rappresenta il punto nodale" nella lotta all'Hiv.

ULSS N. 3 NON ABBASSA LA GUARDIA
Il Servizio Educazione e Promozione della Salute del Dipartimento di Prevenzione è impegnato ormai da alcuni anni a proporre durante tutto l’anno scolastico (agli studenti delle classi terze delle Scuole Secondarie di II°) un percorso che ha come obiettivo l’apprendimento, da parte dei ragazzi, di abilità che permettano loro di tenere comportamenti adeguati nei confronti dell’HIV/AIDS. “Informare adeguatamente i nostri ragazzi sui pericoli dei comportamenti a rischio -dice il Direttore Generale, Valerio Alberti -non è solo un dovere istituzionale, ma anche un imperativo sociale e morale”.

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL 1° DICEMBRE 2009, nell’atrio dell’Ospedale San Bassiano, sarà allestita una mostra degli elaborati prodotti dagli studenti delle classi V del Liceo artistico di Nove. Sarà a disposizione materiale informativo fornito dall’Anlaids. I poster che verranno esposti sono frutto della ricerca e dell’analisi dei materiali informativi raccolti dagli studenti con il supporto di alcuni insegnanti in particolare del Prof. Ezio Lunardon. Saranno anche a disposizione dei depliant con l’invito a sottoporsi al Test per HIV presso le varie sedi dell’ULSS n. 3.

UN BISCIONE DI MISTERI

Gli innumerevoli processi, i pentiti, la fronda dei finiani, i 750 milioni da versare a De Benedetti, la guerra feddra con il Quirinale, la manifestazione del 5 dicembre, il divorzio da Veronica e la relativa richiesta di “buonuscita” da 3,5 milioni di euro al mese, il libro della “Gradisca di regime” Patrizia D’Addario. Sono queste le grane del premier Silvio Berlusconi. Ma ricordiamo brevemente l’iter processuale che più preoccupa il Cavaliere. In principio erano due imputati, in un unico processo: Mills e Berlusconi. Lo “scudo” detto lodo Alfano obbligò la corte a stralciare (separare) la posizione di Berlusconi. Mills è già stato condannato a 4 anni e mezzo in primo grado, condanna ribadita in appello. Dagli atti, diffusi dalla stampa, risulta che il premier è accusato di aver corrotto, dietro pagamento di 600 mila dollari, l’avvocato inglese per dire il falso nei processi in cui si accertavano irregolarità nella gestione dei conti Fininvest. Ora il processo dovrebbe ripartire, ma è praticamente bloccato dai “legittimi impedimenti” presentati dal pool di avvocati berlusconiani.
Poi c’è il filone palermitano. La nuova indagine è basata sulle dichiarazioni del neo-pentito Gaspare Spatuzza, che ha indicato in Berlusconi e Dell’Utri i referenti dei capimafia di Brancaccio, i fratelli Graviano. Le stesse rivelazioni dell’ex picciotto sono confermate da altri tre collaboratori di giustizia, ad onor del vero tutti per sentito dire. I dubbi però restano e solo nuovi interrogatori, in particolare quello del 4 dicembre a Spatuzza, potranno portare maggiore chiarezza.
Ha proprio ragione Antonio Di Pietro a dire: “Affidare a questo Parlamento la riforma della giustizia sarebbe come affidare a Dracula la gestione del Pronto soccorso”.

Max

BERLUSCONI SEI UN MAFIOSO?
Quando la Padania e i leghisti facevano domande a Berlusconi più ficcanti di Repubblica e soprattutto non accettavano tutto passivamente:
Da “La Padania” del 19 agosto 1998
1. Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal ‘68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l’acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l’area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda.
2. Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8miliardi di oggi Fonte Istat).Il 22 luglio1975-un anno dopo-la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi(14 miliardi di oggi. Fonte Istat. Anche in questo caso, che è solo l’esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dell’orribile odore.
3. Il due febbraio del 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un’altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo di poter emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi. Nell’arco di nemmeno tre anni, una società forte di capitale di 20 milioni appunto la Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signore Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.
4. Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo costituta Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l’impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi con un proprio da quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre ‘74rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, “forte di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell’Utri, il suo “segretario”. Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un’altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò?
5. Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 Marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, 20milioni di capitale, che l’11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L’8 Giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi ( 81 miliardi di oggi ). Il 26 gennaio 1979 le due “Fininvest” si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?
6. Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid.?
7. E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è nato col “mattone” per poi approdare alla tivù. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto , neo socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta che nel 1979 non è un “pentito”, è un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia?
8. E’ certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell’Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel 1974 la suddetta società. 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri. Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure ricorderà, signor Berlusconi, che nel 1976 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima “Cantieri Riuniti Milanesi Spa”. Ancora una volta: da dove prese, chi le fornì, i 988 milioni (5 miliardi d’oggi) per quest’ennesima iniezione di soldi?
9. Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l’immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo -era il 1978- aumentò il proprio capitale a 900 milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di far intestare all’Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda - ville e terreni - il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.
10. Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato -vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio- la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid. , ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e Lottusi il 15 novembre del 1991 verrà condannato per questo a vent’anni di reclusione. Ebbene, la transizione per l’acquisto di Lentini, tramite la Fimo, avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

Al seguente indirizzo potete scaricare tutti gli articoli originali della Padania contro Berlusconi:
www.alain.it/2009/04/15/berlusconi-sei-un-mafioso-rispondi-la-padania-1998

VICENZA: INCONTRO STUDENTI-AZIENDE

Si svolgerà giovedì 3 e venerdì 4 dicembre in Fiera a Vicenza la manifestazione Incontro, da anni punto di riferimento per gli studenti del Vicentino sui temi del lavoro, della formazione e dell’orientamento. Nel padiglione F, sarà presente allo stand 160 la Camera di Commercio, in partecipazione congiunta con Fondazione Giacomo Rumor, Centro Produttività Veneto e Associazione Artigiani di Vicenza a fianco delle altre associazioni di categoria.
Incontro è un'occasione per le aziende, gli enti e le istituzioni presenti di illustrare le proprie proposte formative e i fabbisogni professionali cercando di attivare un primo contatto con diplomandi, diplomati, laureandi e laureati. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, è un’ottima occasione per rispondere al bisogno di orientamento di giovani e adulti alla ricerca di un lavoro o di un corso di studi e formazione; offrire ai giovani e al sistema formativo un’occasione di incontro e conoscenza reciproca e promuovere gli strumenti e i servizi per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Il calendario degli eventi è molto ricco ed anche allo stand della Camera di Commercio saranno organizzate per i visitatori alcune iniziative quali laboratori di orientamento, simulazioni di colloqui di lavoro, test di autovalutazione della attitudini imprenditoriali. Studenti e giovani in cerca di lavoro, potranno trovare tutte le informazioni relative alle proposte dell’Assartigiani, tra le quali quelle della Fondazione Villa Fabris, la Scuola Internazionale di Restauro con sede a Thiene, e quelle dell’Accademia dell’Artigianato Artistico, la Scuola di impresa e design con sede a Este. La manifestazione, che nelle tre precedenti edizioni, ha visto gravitare oltre 40mila studenti e circa 400 espositori, conta di poter riscuotere successo e partecipazione anche nell’edizione 2009, diventando ogni anno sempre più ricca e completa di offerte non solo di informazioni, ma di workshop e convegni a tema. L’ingresso in Fiera è gratuito e continuato dalle 9 alle 18.
(c.s.)

MONDO CANE

Leggo sul Corriere della Sera che i senatori del Pd Roberto Della Seta e Manuela Poretti hanno chiesto al Ministro dei Trasporti perché sia stato concesso a Bondi il 17 novembre di portare la cagnetta di nome Grisbì, della compagna Manuela Repetti (anche lei deputata), a bordo di un Eurostar Frecciarossa. I due pidiellini dovevano recarsi da Vespa per registrare la puntata canina, già “cult”, di Porta a Porta. Il curiale Bondi si è scusato ed ha ammesso di aver sbagliato ma in buona fede. Allo stesso tempo, il ministro, si è dichiarato stupito dell’interrogazione dell’opposizione in quanto aveva incontrato la deputata Poretti nello stesso scompartimento ed aveva parlato con lei amichevolmente proprio di cani, senza che nulla lasciasse presagire il colpo basso. Dall’altra parte l’anonima deputata democratica in cerca di visibilità dichiara di voler lottare per estendere a tutti il diritto di portare con sé, nei mezzi pubblici, gli “amici a quattro zampe”. Ma dico io, (insieme a tante persone, o almeno spero), non hanno di meglio da fare i nostri deputati? Poi non bastava uno, si sono messi addirittura in due. C’è la crisi, la giustizia è sotto attacco, la Costituzione è continuamente minacciata, il lavoro quando c’è è precario, le aziende chiudono e licenziano, quasi tutte le categorie sociali sono in agitazione e lorsignori cosa fanno? Pensano a Bondi e al suo cane. Aldilà di questo episodio specifico, degno del teatrino della politica dei nostri tempi, a sentire certe dichiarazioni dei nostri deputati oltre al test anti-droga bisognerebbe imporre la prova dell’etilometro prima di entrare in Aula.

Paolo Sante

domenica 29 novembre 2009

BALLANDO CON I PARTITI

Oggi pomeriggio facendo zapping mi sono imbattuto in “Domenica In”, la trasmissione di punta della prima rete. Ospite dell’arena condotta da Giletti, il cosiddetto principe Emanuele Filiberto di Savoia reduce da una vittoria a “Ballando con le stelle”, programma ballerino di Milly Carlucci e da una sonora “trombatura” alle scorse elezioni europee con l’Udc. Oggetto del dibattito la nuova carriera televisiva del rampollo di Casa Savoia. Come succede in tutte queste trasmissioni si parte sempre da lontano: dal gossip, allo spettacolo, al personale per arrivare ai temi di stretta attualità politica. Così i telespettatori hanno potuto apprendere che per la mancata testa coronata e il mancato onorevole la candidatura con i centristi casiniani è stata un errore perché il suo cuore batte a destra, per un altro re: ovviamente Berlusconi. Indietro Savoia dunque, ma lui - tiene a precisare - non ha tradito nessuno, anzi è il partito di Casini ad aver tradito gli elettori. Peccato che poco dopo sia caduto in contraddizione dicendo che la trattativa per entrare nelle liste del PdL era quasi chiusa, ma poi scoppiò il “caso Veronica e veline” e non se ne fece più nulla. Niente di nuovo, gli italiani e soprattutto la storia, conoscono bene i voltafaccia e i tradimenti della famiglia sabauda. Il mio comunque non è un attacco al principino, anzi dirò di più, gli auguro tanta fortuna nel piccolo schermo. Come si chiama il programma che andrà a condurre? I Raccomandati…

Italo Di Giacomo

HONDURAS RESISTE

Riceviamo dagli amici del blog Resiste Honduras i seguenti aggiornamenti:

Quando mancano poche ore al voto in Honduras vi segnaliamo alcuni materiali:

Honduras vive una dittatura peggiore di quella degli anni 80
- L'ultimo articolo di Giorgio Trucchi, dell'Associazione Italia-Nicaragua sulla situazione in Honduras
www.cantiere.org/honduras-vive-una-dittatura-peggiore-di-quella-degli-anni-80.html

Update da Radio Liberada a poche ore dalle elezioni
Interviste audio in lingua spagnola a Salvador Zúniga e alla RED COMAL
www.cantiere.org/update-da-radio-liberada-a-poche-ore-dalle-elezioni.html

La festa e il funerale
- In esclusiva per il blog resistehondursita.blogspot.com il racconto di due attivisti italiani in Honduras per seguire il processo elettorale golpista, al fianco dei movimenti sociali honduregni.
- Galleria fotografica delle mobiltazioni degli ultimi giorni:
http://media.cantiere.org/index.html?album=194
- Intervento di Bertha Oliva del COFADEH

Aggiornamenti e Update:
- Una raccolta aggiornata di articoli in lingua italiana sul colpo di stato in Honduras
http://resistehondurasita.blogspot.com/

Torneremo ad aggiornare nel corso delle prossime ore, con corrispondenze dirette, al fianco dei movimenti sociali che da mesi si battono per un ritorno alla democrazia, per una nuova Assemblea Nazionale Costituente e per una vita degna e giusta.

L’ITALIA DI FALCONE

Berlusconi vorrebbe strozzare gli autori di film tipo la Piovra o gli scrittori di libri sulla mafia, in quanto responsabili di esportare una cattiva immagine dell’Italia all’estero. Siamo alle solite, il problema non sono i criminali, ma chi li denuncia. Le parole di Berlusconi sono inaccettabili. Il passo dal dire “la mafia non esiste” è brevissimo. Magari fosse tutta una fiction. Purtroppo le morti di Falcone e Borsellino e di tanti umili servitori dello Stato sono “reality”. La mafia c’è ed è doveroso parlarne e chi non ne parla è complice. L’autore di “Gomorra”, Roberto Saviano, interpellato dall’Ansa sulle dichiarazioni del premier ha detto: “Raccontare le contraddizioni significa amare il proprio Paese e non diffamarlo. Scrivere significa resistere e tentare di dare gli strumenti per cambiare. Per quanto mi riguarda continuerò a scrivere di poteri criminali. Continuerò a scrivere senza omertà di mafie. Dimostriamo che noi siamo l’Italia di Falcone, non della mafia”.

Paolo Sante

L’APPELLO DI ROBERTO SAVIANO: “NO AL PROCESSO BREVE”

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia. Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

sabato 28 novembre 2009

LIBRERIA POPOLARE N.76

L’odore dei soldi. Origini e misteri
Veltri Elio; Travaglio Marco
€ 15,00
2009, 565 p., brossura
Editori Riuniti

Questo libro illustra alcuni aspetti cruciali della storia di Silvio Berlusconi attraverso una scelta commentata di documenti. L’intervista che Paolo Borsellino rilasciò, due mesi prima di morire, a una TV francese sulle indagini della sua Procura sui rapporti tra Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Vittorio Mangano. I rapporti stilati da un funzionario della Banca d’Italia e da un ufficiale della Dia, per conto della Procura antimafia di Palermo, su centinaia di miliardi di investimento al gruppo Fininvest. Gli interrogatori di Berlusconi e Dell’Utri al processo di Torino per le fatture false di Publitalia. E, per finire, la legge Tremonti, come “prova su strada” del conflitto di interessi.

L’assedio. Il difficile cammino delle liberalizzazioni a favore del cittadino-consumatore
Lirosi Antonio; Cinotti Enrico
€ 12,90
2009, 153 p., brossura
Aliberti (collana Pier Luigi Celli. Economia & management)

Che fine hanno fatto le “lenzuolate” di Pier Luigi Bersani? Dove sono finite quelle misure varate durante il governo Prodi che hanno permesso di risparmiare oltre due miliardi e mezzo di euro all'anno ai cittadini-consumatori? E chi le ha volute e le vuole tuttora contrastare? A tre anni dal primo pacchetto di liberalizzazioni (che diventa legge il 4 agosto 2006) e a due dal secondo pacchetto (legge 2 aprile 2007), il racconto dei retroscena di chi si oppose venendo “allo scoperto” - tassisti, farmacisti, avvocati, banche, assicurazioni per primi - ma anche il lavorio di contrasto “dietro le quinte” operato dalle lobby e dai potentati economici, con la complicità di esponenti influenti dei partiti politici. Di destra e di sinistra. Il racconto di quella stagione, che si avvale del punto di vista di chi concretamente contribuì a dar vita a quelle riforme, si completa analizzando lo stato dell’arte di quei provvedimenti. Mentre la crisi economica morde il potere d’acquisto dei consumatori, non mancano tentativi delle corporazioni “colpite” di mettere in discussione le liberalizzazioni. Il libro si completa con un’appendice, di pratico valore d'uso, dove il lettore potrà, misura per misura, comprendere che cosa era previsto, qual è lo stato dell’arte e quali sono tuttora i nuovi diritti e le opportunità di risparmio.

Le armi come impresa. Il business militare e il caso Finmeccanica
Comito Vincenzo
€ 5,00
2009, 84 p., brossura
Edizioni dell’Asino (collana Opuscoli)

L’industria delle armi è un business che - a differenza di altri settori produttivi - non conosce crisi. Aumentano le spese militari e il commercio delle armi in ogni comparto: dalle armi leggere all’elettronica, dalla cantieristica al settore aereo-spaziale. Le guerre di questi anni hanno alimentato una corsa al riarmo che ha dato impulso alle industrie pubbliche e private del settore. Nel volume si analizzano le tendenze dell’industria militare e in particolare il caso Finmeccanica, la principale impresa italiana a partecipazione pubblica che sul business delle armi ha costruito la sua fortuna.

NO BERLUSCONI DAY

Mancano pochi giorni al “No Berlusconi Day” e la macchina organizzativa dei giovani volontari sta lavorando a pieno regime. Si parla di 400 pullman già prenotati in tutta Italia e di oltre 300 mila adesioni pervenute su internet in meno di un mese. La manifestazione, nata dal basso, è stata promossa tramite Facebook, e cresciuta grazie al passaparola: mail, chat, forum. Il popolo della rete ha deciso di uscire dal mondo virtuale per contarsi e contare. Parallelamente all’iniziativa italiana è nata una “internazionale antiberlusconiana” con presenze capillari nelle maggiori capitali europee e città del mondo, in cui saranno organizzate analoghe manifestazioni per chiedere le dimissioni del premier.
Uno dei portavoce del movimento autodefinitosi “apartitico e pacifista” ha chiesto agli italiani un piccolo gesto simbolico per il 5 dicembre: “mettete od esponete qualcosa di viola. Un drappo al balcone, un maglione, una sciarpa, un bracciale. E’ il colore dell’autodeterminazione dei popoli e lo sarà dei cittadini che non si riconoscono nel berlusconismo”. Al corteo romano, che partirà da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza del Popolo, hanno aderito diversi partiti: l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, Rifondazione di Paolo Ferrero, il PdCI, Sinistra e Libertà, i Verdi e diversi esponenti del Pd, tra cui Debora Serracchiani, Ignazio Marino ed Ivan Scalfarotto. Forte ed autorevole la presenza di intellettuali ed artisti: il premio Nobel Dario Fo, Franca Rame, Furio Colombo, Antonio Tabucchi, Moni Ovaia, Lidia Ravera, Bebo Storti, Dacia Maraini, Don Giorgio De Capitani, Gioacchino Genchi, Salvatore Borsellino, Paul Anthony Ginsborg, Margherita Hack, Daniele Silvestri e tanti altri. Sul palco non parleranno i politici, ma si alternerà la gente comune per portare testimonianze di vita del Paese reale.

Italo Di Giacomo

venerdì 27 novembre 2009

POLITICA E GOMORRA

O con me, o contro di me, è questo in sintesi l’aut-aut di Berlusconi a Fini espresso nella riunione di ieri dell’ufficio di presidenza del Popolo delle Libertà. “Il Secolo”, quotidiano degli ex aennini, risponde oggi con un titolo in prima pagina: “Il premier va alla guerra”, sottintendendo la solitudine della battaglia.
Il Cavaliere oltre al divieto di dissentire ha lanciato l’ennesima bordata contro la Magistratura, definita eversiva, in alcuni suoi settori, ed evocando il pericolo di guerra civile. Dichiarazioni come al solito smentite successivamente.
L’incendio però si era già propagato, con una serie di contro dichiarazioni indignate, tra cui quella del Presidente onorario della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ospite di “Linea Notte” su Rai3 ha detto: “Si parla di guerra civile perché si teme o perché si spinge?”.
Ormai la sindrome da accerchiamento sta ossessionando il premier e i suoi deputati. Persino il “caso Cosentino” viene visto come un’anticipazione del “caso Berlusconi”. Allora si preferisce salvare dalla richiesta di misura cautelare il sottosegretario sospettato di rapporti con la Camorra, per salvare successivamente Berlusconi chiamato in causa, insieme a Marcello Dell’Utri*, dal pentito Spatuzza per presunti rapporti con la Mafia. Nel 1993 sull’onda dell’indignazione popolare l’immunità fu abolita. Non del tutto a quanto pare…

Paolo Sante

* Marcello Dell’Utri ha già subito una condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e in Cassazione per frode fiscale.

giovedì 26 novembre 2009

NATALE IN FABBRICA

Manganelli e cariche contro gli operai. Un film già visto, ma ritrasmesso puntualmente ad ogni manifestazione di protesta dei lavoratori. E’ successo anche oggi, durante il corteo di Roma, in cui - secondo fonti sindacali - un delegato sindacale dell’Alcoa di Portovesme è stato trasportato in ospedale dopo essere svenuto a causa di un colpo ricevuto dalle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa. Paolo Ferrero dal suo blog rilancia l’accusa contro la polizia e segnala che è stato picchiato un dirigente di Rifondazione comunista, oltre che i pacifici manifestanti e invita il minsitro dell’Interno Maroni a riferire in Parlamento del perché di questi atti violenti e gravissimi da parte delle forze dell’ordine.
La colpa degli operai - secondo la questura - è quella di aver deviato il percorso concordato per andare a protestare sotto le finestre dell’ambasciata americana. Il motivo è presto detto: negli Usa, a Pittsburg, ha sede il colosso dell’alluminio, in procinto di chiudere i suoi siti in Sardegna e in Veneto (Fusina, vicino Marghera). La Questura di Roma, nega di aver fatto uso di manganelli, ma di essere ricorsa solamente ad azioni di contenimento. Difficile stabilire la verità, ma per il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani, “la crisi non deve diventare una questione di ordine pubblico”. Alla riunione tenutasi stamattina al ministero dello Sviluppo Economico, mancava proprio il ministro Scajola “impegnato” in una missione a Mosca. Per ora le parti hanno stabilito il “congelamento delle procedure per l’avvio della cassa integrazione sino al 7 dicembre, con la possibilità di discutere delle tariffe energetiche e cercare di trovare una soluzione congrua sino al 21 dicembre”. (Bisognerebbe ricordare ad Alcoa che fino a ieri ha beneficiato di circa 13 milioni di euro al mese di sconto sul costo dell’energia senza dare alcuna rassicurazione sull’occupazione).
Per fortuna, almeno questa volta, a fianco dei lavoratori si sono schierati uniti i partiti di centrosinistra. Il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani ha garantito un’azione parlamentare del gruppo Pd sul Governo per affrontare l’emergenza Alcoa. Antonio Di Pietro e Maurizio Zipponi hanno promesso che “l’Italia dei Valori continuerà a sostenere la causa dei lavoratori”.
Mentre si preannuncia un Natale di protesta in fabbrica bisogna costruire una strategia di difesa comune del lavoro, con il supporto chi ha a cuore il destino dei lavoratori e delle loro famiglie. Un’azione che deve vedere insieme le tutle blu, i sindacati, i partiti ed anche il sistema informativo. Solo con un rinnovato spirito di classe e di solidarietà si può uscire dalla crisi.

Italo Di Giacomo

BRUNO TINTI A VICENZA OSPITE DI IDV

Riceviamo da Mauro Tosetto (Ufficio Stampa IdV Veneto) e pubblichiamo:

Corruzione e affari, legati a doppio filo, magari proprio a Vicenza e al suo appetibile territorio. Qualche imprenditore senza scrupoli, una spruzzata di mafia, ndrangheta o camorra e un bel mucchio di soldi da riciclare. Qualche titolo sui giornali c’è già stato, ma lo scenario è indubbiamente inquietante.
Per capirne di più, Italia dei Valori di Vicenza ha chiamato l’ex magistrato Bruno Tinti, grande conoscitore del mondo giudiziario e delle inchieste sulla criminalità organizzata, ora scrittore e giornalista. Lo stimoleranno sul tema dell’incontro, “Corruzione, affari e mafie dall'Italia a Vicenza”, l’on. Antonio Borghesi, vicecapogruppo IdV alla Camera, ed Enzo Guidotto, ex consulente della Commissione parlamentare antimafia.
“In apertura - dice Carlo Rizzotto, coordinatore provinciale IdV - daremo la parola ai rappresentanti dei comitati, perché raccontino la realtà con cui si scontrano quotidianamente. Dicano se la corruzione mafiosa negli affari c’è anche nel vicentino o meno. Poi chiederemo a Tinti un quadro della situazione e di indicarci una via d’uscita”.

L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, è per sabato 28 novembre alle ore 15.30 nella Sala del Capitolo - Struttura ViArt, Contrà Del Monte 13 a Vicenza.

“Corruzione, affari e mafie dall'Italia a Vicenza”
Interverranno :

Bruno Tinti
Ex magistrato, docente di Diritto Penale Tributario all'Università di Novara, giornalista e scrittore. Autore dei libri “Toghe rotte” e “La questione immorale”
Enzo Guidotto
Ex consulente della Commissione parlamentare antimafia e scrittore. Responsabile “Ossermafia nel Veneto”
On. Antonio Borghesi
Vice Capogruppo Italia dei Valori alla Camera dei Deputati
Claudia Bellano
Responsabile Dipartimento Donne IDV Vicenza
Paolo Crestanello
Comitato Anti Abusi Edilizi
Lorenzo Signori
Comitato S. Pietro in Rosà
Luciano Orio
Comitato Salute Tezze
Modera il giornalista Marco Milioni

BRUNETTOLOGIA APPLICATA

“Non ti avvicinare altrimenti ti prendo a calci nel culo” ha detto Tremonti a Brunetta. Un’inimicizia storica quella tra i due ministri, cominciata ai tempi della comune militanza nel partito socialista craxiano. Una storia di convergenze parallele che ora li vede entrambi nel Pdl berlusconiano. L’ultima “baruffa” risale a ieri quando Brunetta ha accusato Tremonti di non un essere un economista, ma un giurista. Seguendo questa teoria, afferma correttamente Marcello Sorgi, il primo a trovarsi fuori posto sarebbe lo stesso Brunetta, perché alla Funzione pubblica, sulla sua poltrona, dovrebbe sedere un amministrativista. Ma si sa che quello di Berlusconi è tutto tranne che un governo tecnico. Comunque, il professore veneziano, figlio di un venditore di “gondoete” di plastica nei pressi della stazione Santa Lucia, le sta provando tutte per emergere e sostituirsi al professore di Sondrio (amico del Senatur) nel cuore di Berlusconi. Qualcuno l’ha definito l’ultimo berluscones tra i berluscones, o addirittura più berlusconiano dello stesso Berlusconi. Fatto sta che Brunetta voleva chiudere i rubinetti alla “sinistra per male” invece Tremonti glieli ha chiusi a lui. Peccato li abbia chiusi anche a tutti gli italiani. Nella finanziaria non c’è nessuna diminuzione della pressione fiscale. Perfino Libero con l’editoriale di oggi di Maurizio Belpietro grida al tradimento: “Niente riduzione dell’Irap o dell’Irpef e nemmeno l’introduzione della cedolare secca sugli affitti. Il governo nega quello che aveva promesso appena una settimana fa”.
Si avvicina anche il momento della resa dei conti tra Gianfranco Fini e il premier. Facendo riferimento al prossimo esame della Finanziaria a Montecitorio, Fini ha dichiarato: “Il presidente della Camera sarebbe in grossa difficoltà se la fiducia fosse chiesta non sul testo che esce dalla Commissione, ma su di un maxi-emendamento che venisse proposto dal governo”.
Siamo al tutti contro tutti e Berlusconi continua a negare i problemi riconducendo tutto a una normale dialettica interna alla maggioranza. Il politichese così come l’immunità ritornano sempre utili quando si è in estrema difficoltà.

Paolo Sante

mercoledì 25 novembre 2009

Salva la data: La prima del Torcolato

La prima ed unica spremitura in piazza del grande passito di Breganze. Appuntamento il 17 gennaio 2010

Breganze. Siamo giunti alla XV edizione dell’ormai tradizionale manifestazione nata il 6 gennaio 1996, esattamente quattro mesi dopo l’entrata nella DOC Breganze del Torcolato che appunto, diede il via a quella che è considerata da tutti una vera e propria festa in onore del vino dolce… più buono del mondo. La Prima del Torcolato come sempre riunisce un pubblico che va dalle famiglie e semplici curiosi agli appassionati di vino facendo di questo evento la prima e più imitata spremitura pubblica in piazza d’uva. Qui è la Vespaiola, un’uva bianca dal gusto fruttato, dolce e asprigno, tipica ed esclusiva della zona di Breganze, che tutti conoscono e apprezzano.
La Prima del Torcolato inizierà sabato 16 gennaio, con la cerimonia d’investitura e la cena di Gala per l’ambasciatore del Torcolato nel mondo per l’anno 2010, che anche quest’anno sarà un’importante personaggio pubblico.
La manifestazione continuerà in piazza Mazzini a Breganze, dove vi sarà nel pomeriggio la sfilata della Magnifica Fraglia del Torcolato a cui seguirà la nomina dei nuovi confratelli e il tradizionale mercatino dei prodotti tipici della Pedemontana Vicentina.
Concluderà la manifestazione la spremitura pubblica del “Primo” Torcolato D.O.C. Breganze Vendemmia 2009 accompagnata da momenti folcloristici. Tutti i vignaioli locali porteranno le loro uve e le uniranno in unico torchio, lo stesso utilizzato ogni anno per questa manifestazione e che ha ormai più di settant’anni ma ancora perfettamente funzionante. Questo mosto dal gusto dolce e dal colore giallo dorato una volta spremuto, impiegherà altri diciotto mesi a divenire quel prodotto squisito che tutti conoscono come Torcolato.
Il vino Torcolato prende il nome dal metodo utilizzato per conservare i grappoli raccolti, infatti dopo aver selezionato l’uva migliore, essa viene appesa a delle travi in soffitte ben areate tramite una coppia di spaghi su cui il grappolo viene attorcigliato, “torcolato” per l’appunto, e lasciato a riposare.
Questo vino è riconoscibile oltre che per il tipico colore ambrato anche per il caratteristico profumo intenso di miele e di uva passita con spesso note di vaniglia. Piacevole al palato, con note di albicocche secche, scorze di agrumi, datteri, mandorle dolci e mele a seconda delle cantine e delle annate, si sposa perfettamente con i formaggi erborinati o stravecchi e con i dolci secchi. Da solo, il Torcolato riporta alla mente e sembra quasi rilasciare dalla bottiglia la luminosità dei raggi del sole che ne hanno fatto dono agli uomini e tutto quanto la meditazione - a cui s’addice molto - voglia suggerire. (c.s.)


Per info: www.stradadeltorcolato.it

LA VIE EN ROSE

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, pubblico un pezzo in omaggio a tutte le donne.

A vedere la situazione politica attuale, con donne al potere in mezza parte del mondo, dal Cile di Michelle Bachelet alla Germania di Angela Merkel, sembra impossibile che nel Medioevo studiosi e chierici si dilettassero in estenuanti discussioni per definire se la donna possedesse o meno l’anima. La “riscossa rosa” partì dalla Francia durante la rivoluzione francese, quando Olympe de Gouges presentò al governo rivoluzionario una “Declaration des Droits des Femmes” nella quale venivano richiesti per le donne tutti i diritti civili e politici. Eppure i rivoluzionari giacobini e girondini, con la loro furia innovatrice non tennero in considerazione le istanze delle donne, anzi le ostacolarono, negando loro il diritto di associazione e facendo chiudere i club femminili che erano nati a sostegno della Rivoluzione che tante speranze di liberazione aveva creato tra la popolazione. “Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna” scriveva Olimpia de Gouges, prima di essere ghigliottinata per volere di Robiespierre nel 1793. Ma ci volle un’altra rivoluzione, quella industriale perché le donne potessero dimostrare appieno l’importanza del loro ruolo nella società. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento sorse in Inghilterra, sotto la guida di Emmeline Pankhurst, un movimento politico di emancipazione femminile che lottò, con comizi e manifestazioni pubbliche, per ottenere il diritto di voto per le donne. Le militanti, vestite di bianco, con collare di pizzo, sciarpa tricolore e cappelli di paglia, furono chiamate suffragette, e per ottenere i loro diritti si impegnarono in vere e proprie azioni di sabotaggio e lotta politica e sociale. Disturbarono i comizi dei deputati liberali, incendiarono negozi, edifici pubblici, indissero scioperi della fame e arrivarono persino al gesto estremo di sacrificare la loro stessa vita, con il suicidio dimostrativo, come fece la giovane suffragetta Emily Davidson che tanta commozione suscitò tra la gente e nel sovrano Giorgio V. Purtroppo queste manifestazioni venivano spesso soffocate con la violenza da parte delle forze dell'ordine e si concludevano con l’arresto di numerose militanti femministe. L’esclusione delle donne dalla vita politica, lavorativa e sociale, secondo intellettuali e politici dell’epoca non si fondava su una presunta inferiorità intellettuale, ma per una questione di decoro, insomma un omaggio reso al sesso, quindi un privilegio.
In Italia la lotta femminista si intrecciò a quella del movimento socialista ed ebbe come leader la dirigente socialista Anna Kuliscioff, ma anche Papa Benedetto XV e i popolari di Don Sturzo erano favorevoli al suffragio femminile sia per motivi di giustizia sociale, sia perché convinti che il voto femminile sarebbe stato antisocialista. Speranze deluse dall’avvento del fascismo che si basava su una politica maschilista e virile ed un’impostazione della società tipicamente patriarcale.Un fiero e determinate contributo alle conquiste femminili lo diede, nel secondo dopoguerra, la senatrice Lina Merlin, eletta nella circoscrizione di Rovigo, con la sua battaglia per l’approvazione della legge sull’Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui, il cui iter parlamentare iniziato nel 1948 portò all’approvazione della legge nel 1958. La Merlin, pasionaria e fiammeggiante oratrice, non cessò mai di denunciare le ingiustizie perpetrate a danno della donna lavoratrice, soggetto debole della società, che in molti casi veniva licenziata se contraeva matrimonio. Il “Grande timoniere” Mao Tse Tung, erede dell’antichissima sapienza cinese, definiva le donne con un’espressione poetica: “l’altra metà del cielo”. Dunque, due universi distinti e, per molti versi, contrapposti modi di intendere la realtà e la vita. Eppure questi due universi si possono incontrare. Il tempo dell’individualismo non comporta necessariamente il tempo della solitudine. Al tempo della dolce vita, si sta diffondendo il bisogno della vita dolce, e solo le donne possono aiutarci a compiere questo passaggio.

Emanuele Bellato

INCONTRI: FLAVIO CAROLI A VICENZA

La rassegna letteraria “Chi l’ha scritto? Autori al Museo”, vedrà come protagonista Flavio Caroli, autore del fortunato “Il volto e l’anima della natura”. Il libro, presentato al grande pubblico nel programma televisivo di Rai3 Che Tempo che fa?, condotto da Fabio Fazio è ora raccontato a Vicenza dal suo autore, con un incontro in prima serata ad ingresso gratuito, al Palazzo delle Opere Sociali (Piazza Duomo, 2 - Vicenza), Salone d’Onore (250 posti) giovedì 26 novembre ore 20.30.

THIENE DANZA 2009/2010

Sette appuntamenti da non perdere per viaggiare in Paesi lontani e nel mondo delle emozioni più profonde

Si apre sulle note di Ravel la stagione coreutica thienese, realizzata da Amministrazione Comunale di Thiene in collaborazione con ArteVen e Regione Veneto. Ad aprire “le danze” è il prestigioso Balletto di Roma - Ente Nazionale del Balletto, che sul palcoscenico cittadino porterà domenica 13 dicembre 2009 - ore 18.00 - lo spettacolo BOLERO - Serata d’autore. E’ un omaggio ad Astor Piazzolla ed alla sua molteplice capacità di narrare, attraverso il linguaggio musicale, una condizione dell’anima. All’evento di apertura seguirà venerdì 15 gennaio 2010 - ore 21.00 - il DIVINO TANGO della PASIONES COMPANY, per la regia di Adrian Aragon. Si tratta di uno spettacolo elegante, sensuale e di alto impatto emotivo, dove il filo della storia ci porta alle meravigliose ed affascinanti scene di una Argentina viva, piena di speranza a storie in bianco e nero o colorate dalla passione. Scrive Adrian Aragon in proposito “Il tango non è una proprietà privata, o soltanto un passo più o meno complesso o sensuale. Non è soltanto un Museo di personaggi di inizio del Novecento nei fiumi peccaminosi delle Milonghe. Il Tango non si impara, si vive! Il Tango è parte della nostra anima argentina...oggi...come ieri…come domani”
Dall’Argentina all’Italia e alla ricchezza e qualità delle nostre compagnie thienesi con il terzo appuntamento, che avrà luogo domenica 28 marzo 2010 - ore 18.00. La serata è con la COMPAGNIA KRONOS che si esibisce insieme alla COMPAGNIA DI DANZA EPSEDANSE di Annemarie Porras nello spettacolo MANDALA e BOLERO. La prima parte della serata è con Mandala, regia di Ornella Pegoraro e coreografie di Barbara Canal, Francesca Foscarini della Compagnia Kronos, la seconda, Bolero, ha le coreografie di Thierry Malandain della compagnia Epsedanse di Annemarie Porras. Mandala è un disegno fatto con la sabbia che rappresenta il processo mediante il quale il cosmo si è formato, consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. In Bolero si porta all’estremo l’intenzione ossessiva di Ravel: 10 danzatori confinati in uno spazio ristretto, il quale sin dall’inizio limiterà l’espressione dei corpi.
Ancora la qualità di una compagnia di danza del thienese venerdì 23 aprile 2010 - ore 21.00: è la volta della COMPAGNIA DANZA LUCY BRIASCHI che porta sulle scene SINAPSI, coreografia e regia di Lucy Briaschi, colonna sonora di Riccardo Chiumento e la partecipazione di Luca Bassanese. Con il linguaggio della danza contemporanea si affronterà un percorso che parte dall’uomo e dal suo più sterile comportamento innato, dal corpo come macchina fredda e perfetta per invitarci anche a ragionare sugli stimoli “morali” che ci vengono imposti ogni giorno e che stanno cambiando piano il loro baricentro, velocizzando gli stimoli, privandoci del tempo di ragionare, di pensare.
Accanto a queste quattro prestigiose proposte, è confermato anche quest’anno lo spazio per spettacoli di danza adatti ad un pubblico più giovane. Ad inaugurare la Rassegna Ragazzi è mercoledì 20 gennaio 2010 - ore 10.00 la COMPAGNIA DEL BALLETTO DI MIMMA TESTA con FAVOLE IN VIAGGIO, musical etnico di Laura Saraceni e coreografie di Sara Carpitella. Lo spettacolo è proposto alle scuole primarie: fiabe, musica, danza e animazione ispirate a cinque fiabe provenienti da tradizioni di paesi lontani e allo stesso tempo tanto vicini. In scena otto gli attori che, in un continuo mutare di situazioni ed atmosfere, nei loro variopinti costumi, accompagnano lo spettatore in un lungo viaggio, nel quale, come per magia, si innestano la musica - con i suoi caratteristici ed inconsueti strumenti - le danze, gioiose e coinvolgenti ed i canti eseguiti dal vivo. Rassegna Danza Ragazzi prosegue quindi martedì 9 marzo 2010 - ore 10.00 con TEATROFFICINA ZEROGRAMMI. Lo spettacolo è ZEROGRAMMI, insignito del Premio Miglior Spettacolo Festival Giocateatro 2009, che proposto a Thiene alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Zerogrammi significa una danza senza peso: due mimi e danzatori contemporanei, ma pure di tango, se alla radio suona “Besame mucho”, due clown di uno spettacolo leggero come un amore all’inizio, lieve come il vento più dolce di una serata di primavera di quando c’erano ancora le mezze stagioni. Danza per volare, per giocare con musica classica e d’altri tempi, giochi senza tempo alla faccia della tecnologia. Infine l’ultmo appuntamento è quello di martedì 13 aprile 2010 - ore 10.00 con AULO’S Compagnia Giovani Danzatori che porterà sul palcoscenico thienese IL VIAGGIO MERAVIGLIOSO, ispirato al racconto di Marco Polo Il Milione. Lo spettacolo è coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza ed è finalizzato ala rappresentazione per le scuole dell’infanzia e primarie. Dalle fondamenta della casa dei Polo inizia lo spettacolo, anzi il viaggio, come se le fondamenta fossero la chiglia di quella barca che trasformerà la vita dell’esploratore. Il susseguirsi della storia è ricca di suggestioni, di simboli religiosi, proponendo una esplorazione attraverso la mente e il corpo, valorizzando usanze e riti, luoghi sacri e profani. Un percorso verso l’integrazione e la convivenza fra persone, proposto attraverso l’arte e lo strumento coreutico.

INFO
Biglietti numerati

Per Bolero - Serata D’autore del 13 dicembre e Divino Tango del 15 gennaio intero € 18,00 - ridotto € 12,00
Per Mandala e Bolero del 28 marzo e Sinapsi del 23 aprile intero € 12,00 - ridotto € 10,00
recite per le scuole unico € 4,00
Riduzioni fino a 25 anni, Carta Giovani e Carta 60, e per gli abbonati alla stagione di prosa,
Ulteriori riduzioni previste per acquisti cumulativi da parte di gruppi e scuole di danza.
Prevendita biglietti
Presso l’Ufficio Cultura, Piazzale V. Brig. Salvo D’Acquisto, 3
(tel. 0445 804745; e-mail: teatro@comune.thiene.vi.it) dal 25 novembre con il seguente orario:
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30, pomeriggio del mercoledì dalle ore 16.30 alle 18.10.
Vendita biglietti
Presso il botteghino del Teatro Comunale il giorno stesso dello spettacolo, a partire da un’ora prima dell’inizio.

Ufficio Cultura del Comune di Thiene
Piazzale V. Brig. Salvo D’Acquisto, 3 - 36016 Thiene (Vi)
tel. 0445 804745 - fax 0445 804748
e-mail: teatro@comune.thiene.vi.it cultura@comune.thiene.vi.it
Teatro Comunale
viale Bassani, 28 - tel. 0445 804943
http://www.comune.thiene.vi.it/ http://www.arteven.it/

Enoteche Vicenza: Appuntamento DOC

Appuntamento DOC nelle enoteche del centro di Vicenza, con i vini delle aziende vicentine. La DOC Vicenza ha le bottiglie in regola e venerdì e sabato ve le farà assaggiare!

L’appuntamento è nelle migliori enoteche del centro storico, per un aperitivo vicentino… a Denominazione di Origine Controllata con i prodotti delle migliori aziende produttrici di vini DOC Vicenza!
Chi ha detto che l’aperitivo debba essere un cocktail di coloranti, aromatizzanti, vino incerto, acqua e zucchero? Mary Poppins insegna: basta un poco di zucchero e la pillola va giù… Peccato però per il gusto, quello vero, dato al vino dall’uva che matura al sole sulla pianta: nasconderlo è quasi sempre un delitto, perché si rinuncia ad assaporare un prodotto naturale, autentico, sempre diverso.
Per promuovere la cultura del consumo consapevole di vino di qualità, il Consorzio Tutela dei vini Vicenza DOC ha pensato ad una due-giorni in cui le pozioni dolciastre e colorate tipiche dell’aperitivo sgomberino il campo a favore del vino tal quale. In questo modo si vuole aiutare a ricredersi chi - soprattutto i più giovani - pensa che il vino si distingua solo in bianco o rosso, e pertanto sia rispettivamente un ingrediente per lo spritz o per farci sangria e vin bruleé…
Vi.Vi. DOC vuole essere un modo nuovo ed originale di proporre un approccio al vino lontano dagli eccessi, riportandolo alla sua veste di prodotto di qualità, espressione del territorio, degustato in compagnia assieme agli altri tesori del panorama enogastronomico, in un ambiente conviviale ed accogliente come le enoteche del centro storico. Il giro dei quattro locali e delle rispettive degustazioni enogastronomiche costa in tutto 8 euro.
Vini e abbinamenti
Bere Alto (contra’ Pedemuro San Biagio 55): Pinot Grigio Colle di Bugano (Longare) e Prosciutto Veneto DOP Berico-Euganeo su sfoglie e grissini al vino Vicenza DOC
La Malanotte (corso Palladio 56): San Martino 2006 (Cabernet 50% - Merlot 50%) Az. Agr. Masari (Valdagno) con selezione di Formaggio Asiago DOP Stagionato e taralli al Cabernet Vicenza DOC
Antica Casa della Malvasia (contra’ delle Morette 5): Cabernet Sauvigno 2007 Tenuta La Bertolà (Trissino) con Soprèssa Vicentina DOP e salsa al tartufo su pane a lunga lievitazione
Eno’s (contra’ San Paolo 1): Moscato Spumante Az. Agricola Faltracco (Torrri di Quartesolo) con piccola pasticceria.
L’altissima qualità degli abbinamenti è garantita da aziende al vertice della produzione e si avvale della talentuosa collaborazione dell’Agriturismo “Palazzetto Ardi” di Gambellara per la parte gastronomica, con materie prime di Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Consorzio Tutela Soprèsssa Vicentina, dolciaria “Loison” di Motta di Costabissara per la pasticceria e dell’azienda “Prelibatesse” di Marana di Crespadoro (alta valle del Chiampo) per il tartufo.
“La criminalizzazione può funzionare da deterrente, ma d’altro canto il proibizionismo può dare luogo a effetti perversi, per cui si tende a trasgredire la regola con la prima cosa che capita sotto mano”, dice Angelo De Pieri, presidente del Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC. “Noi pensiamo che l’uso ludico-ricreativo delle bevande alcoliche debba lasciare il campo ad una loro conoscenza approfondita, attraverso un percorso di degustazione che privilegi il piacere del consumo di prodotti di qualità superiore, espressione di una cultura vitivinicola e di uno stile di vita che non hanno eguali nel mondo. Ciò va contro l’assolutismo dello spritz”, conclude il presidente, “in cui l’aggiunta di acqua ci sembra un alibi pietoso per allungare intrugli che non danno nulla dell’universo di sensazioni che solo la degustazione del vino è in grado di dare”.

martedì 24 novembre 2009

PERCHE' VIVA RADIO RADICALE

Gentili lettori, pubblico il messaggio di ringraziamento che Radio Radicale ha inviato ai sottoscrittori dell’appello perché viva il servizio pubblico di Radio Radicale. Vi invito, se non l’avete ancora fatto, a firmare la petizione al seguente indirizzo www.radioradicale.it/perche-viva-radio-radicale Con viva cordialità, il moderatore

Caro Emanuele Bellato,

la campagna per la salvezza del servizio pubblico svolto da Radio Radicale va avanti. Al Senato, nonostante l'emendamento sottoscritto da oltre 200 senatori di tutti gli schieramenti, si sono limitati ad accantonare i fondi necessari per soli due anni, rimandando il rinnovo della convenzione a un successivo intervento legislativo. La finanziaria é passata ora all'esame della Camera, dove riproporremo l'obiettivo del rinnovo della convenzione per i prossimi tre anni.

La storia di Radio Radicale non ha nulla a che fare con le elargizioni di denaro pubblico in forma di favori e clientele. E' la storia, che dura da più di trent'anni, di un servizio pubblico che ha segnato la vita del paese. Come hai voluto testimoniare firmando il nostro appello.

Ma la storia di Radio Radicale è soprattutto la storia dei suoi ascoltatori. Per questo chiediamo a te, che hai voluto testimoniare il tuo apprezzamento, di raccontare il modo in cui ci hai conosciuto, usato e ascoltato. E' l'aiuto più importante che puoi darci per raccontare il significato di questa storia. Ne faremo tesoro.

www.radioradicale.it/radio-radicale-la-tua-storia

Grazie,

RadioRadicale.it
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Email internet@radioradicale.it
www.radioradicale.it

IDV VENETO ADERISCE AL NBD

Riceviamo dagli amici di IdV Veneto e pubblichiamo:

Anche Italia dei Valori del Veneto ha aderito alla manifestazione "No Berlusconi Day", sabato 5 dicembre a Roma. La manifestazione avrà inizio alle ore 14.00 con il corteo che partirà da piazza della Repubblica e arriverà a piazza del Popolo, dove troverete i gazebo dell’Italia dei Valori. L’appuntamento per tutti è fissato alle ore 13.30 a piazza della Repubblica, davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli.
In base al numero delle adesioni, verranno noleggiati uno o più autobus che partiranno sabato 5 dicembre alle ore 4.30 da:
Padova (se viene noleggiato 1 autobus);
Verona e Mestre (se vengono noleggiati 2 autobus).
Il ritorno è previsto alla conclusione della manifestazione. Iscritti, simpatizzanti e tutti i cittadini che vorranno usufruire del servizio di trasporto dovranno comunicare - entro e non oltre il 30 novembre - alla sede IDV Regionale con e-mail a veneto@italiadeivalori.it oppure telefonando allo 041-5040665 dalle ore 8.30 alle ore 16.30: nome, cognome, recapito e versare una quota di partecipazione simbolica che è stata fissata in euro 10.

N.B.: il servizio sarà attivato se ci sarà un numero sufficiente di adesioni.

NIENTE REGALI ALLE MAFIE

Libera, il movimento contro le mafie, presieduto da don Luigi Ciotti ha lanciato una raccolta firme e un appello al Parlamento e al Governo affinché venga ritirato l’emendamento contenuto nella Legge finanziaria che autorizza la vendita dei beni confiscati alla mafia.
L’emendamento, approvato in Senato lo scorso 13 novembre ed ora all’esame della Camera, modifica la legge "La Torre-Rognoni" sulla confisca dei beni ai mafiosi. Se passasse questo emendamento - denunciano Libera, Legambiente, Arci, Acli, Tavola della Pace, Uisp, Agesci, Uds - sarà possibile vendere i beni confiscati ai mafiosi qualora non si trovi una destinazione entro 3 mesi (portati a 6 mesi in casi complessi). Una modifica inopportuna e in controtendenza rispetto alla legge 109 del 1996 che introduceva il principio del riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Il rischio che i beni confiscati ritornino, tramite prestanome, nelle mani delle organizzazioni criminali è elevatissimo. Al contrario il riutilizzo sociale di questi beni ha finora consentito di creare occupazione, sviluppo ed una nuova coscienza civile. Non si può fare questo regalo alla mafia! La mafia prospera nei sistemi capitalistici, per questo bisogna abbattere i simboli del suo potere e colpirla sul piano finanziario: dalle ville, ai terreni alle aziende, perché questi patrimoni non sono costruiti con il sudore del lavoro ma con la violenza, i troppi silenzi e a volte, come purtroppo dimostra questo caso, anche con la complicità dello Stato.

Ecco l’appello di don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI


Firma l'appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra".


don Luigi Ciotti

L'AFFONDAMENTO DELL' IKARUS

Berlusconi e D’Alema. Due facce della stessa medaglia. Se uno cade, l’altro è destinato a seguirlo. Quando arriverà questo sospirato momento, l’Italia potrà vedere l’alba di un “mondo politico” nuovo. Per questo non mi iscrivo al club dei “patriottici” delusi dalla mancata nomina di Massimo D’Alema a Mr. Pesc, termine utilizzato per indicare il ministro degli esteri europeo. Non riconosco come veritiera la descrizione fornita dai più, negli ultimi tempi, di D’Alema. Una santificazione in piena regola. Ma ripercorriamo in breve la sua storia politica e personale. D’Alema è un professionista della politica, figlio d’arte. Il padre Giuseppe è stato partigiano e deputato con il Pci. Il nostro “baffetto di ferro” nonostante l’iscrizione alla prestigiosa “Normale” di Pisa non è mai arrivato alla laurea. Secondo un amico dell’epoca - riporta Wikipedia - non si laureò per non essere sospettato di favoritismi, poiché un intellettuale del Pci, Badaloni era diventato preside di Facoltà. Tutti questi scrupoli vennero meno quando si trattò di intraprendere la carriera politica, partendo dalla FGCI, il giovanile del Partito Comunista. Già allora - sempre secondo Wikipedia - da molti era considerato un saputello e un presuntuoso. Ciò non gli impedì, per meriti personali e grazie a vecchie, ma sempre utili, amicizie di famiglia, di arrivare al vertice della potente organizzazione giovanile comunista. La strada era spianata e da quel momento fu un susseguirsi di incarichi e successi. Per paradosso, nel 1989, proprio mentre veniva abbattuto il muro di Berlino e con esso crollava l’intero sistema comunista, la stella di Massimo cominciò a brillare nel firmamento della politica. Una cavalcata trionfale che l’ha portato a diventare nel 1998, grazie ad abili manovre di palazzo, presidente del Consiglio, senza passare dal voto popolare. Nel ruolo di premier si ricorda il suo sostegno alla Nato per l’intervento della guerra del Kosovo; una presa di posizione che suscitò non pochi imbarazzi e malumori nella sinistra e nel mondo pacifista. D’Alema è ricordato anche per: la bicamerale, il tempo degli inciuci, la passione velica e il presunto coinvolgimento nella scalata alla BNL. Di lui il Financial Times ha recentemente scritto: “ferrato negli intrighi della politica italiana. Cospiratore contro Prodi. Non sa parlare inglese”. Insomma, l’Europa è salva!

Paolo Sante

lunedì 23 novembre 2009

VERITA’ E GIUSTIZIA PER STEFANO / 5

Il caso Stefano Cucchi continua a far discutere. Oggi un’agenzia dell’Apicom rilancia le dichiarazioni dell’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, riguardanti i risultati degli esami svolti dopo la riesumazione della salma: “sono state riscontrate lesioni al cranio ed alla mandibola, che nella precedente autopsia non erano state notate. Sono state confermate, invece, le lesioni alla colonna vertebrale ed alle mani”. Gli accertamenti dei medici legali, sul corpo straziato di Stefano, si dovrebbero concludere in settimana. Si indaga anche sulle presunte bruciature e sulle macchie di sangue trovate sui pantaloni del giovane. Tutti questi nuovi elementi (utili all’inchiesta), uniti alle testimonianze di due detenuti, avvalorano l’ipotesi del pestaggio. Entrambi i detenuti hanno infatti dichiarato agli inquirenti di aver sentito Stefano piangere e lamentarsi per le botte ricevute.
Intanto, ad un mese dalla morte, è stata celebrata, nel quartiere popolare romano di Tor Pignattara, una messa in suffragio di Stefano. Il vescovo monsignor Marciante nella sua omelia ha fatto un parallelo con la passione di Cristo, che “ha conosciuto la durezza del carcere e l’inasprimento della pena, la tortura, gli scherni, l’insulto”, ed ha chiesto con fermezza verità sulla morte di Stefano: “Che cosa significano quei segni sul suo corpo? Abbiamo bisogno di sapere. La sua memoria esce dal privato e diventa un appello per il rispetto della dignità dell’uomo, per il rispetto dei diritti umani anche di coloro che si trovano in stato di detenzione”.
Ancora una volta “verità e giustizia” sono le parole d’ordine di chi non si rassegna ai soprusi e alla violenza. Il grido di dolore degli ultimi e delle persone fragili non deve rimanere inascoltato per chi crede nei valori sempre attuali di “libertà, uguaglianza e fratellanza”. (e.b.)

MILANO VECCHIA

Oltre alle stagioni e alla politica, nemmeno l’Ambrogino è più quello di una volta. Quando gli amministratori pubblici perdono di vista il bene comune succede come a Milano, dove il prossimo 7 dicembre in occasione della Festa del patrono, Sant’Ambrogio, riceveranno la massima benemerenza cittadina: la figlia del premier Marina Berlusconi; i vigili del bus vergogna dei presunti clandestini e il direttore di Libero Maurizio Belpietro. Se per Marina Berlusconi il merito è essere la figlia di “papi” e guidare un impero, quello della Mondadori, con processi ancora pendenti (da ricordare la sentenza che vede la Fininvest condannata al risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir), è altrettanto sconcertante la scelta di premiare il “Nucleo di tutela trasporto pubblico”, un gruppo di “ghisa” nato nel 2000 per garantire la sicurezza sui mezzi di trasporto e ridottosi a catturare e rinchiudere gli immigrati sprovvisti di biglietto o documenti dentro i cosiddetti “bus della vergogna” o “bus-galera”, mezzi blindati con grate sui vetri. Un “servizio” soppresso dopo un’inchiesta giornalistica di Repubblica e alla denuncia dell’opposizione dei partiti di centrosinistra e di diverse associazioni, tra cui Amnesty International. Resta ancora un monito inascoltato il grande rifiuto del gruppo Elio e Le Storie Tese, che lo scorso anno rispedì al mittente il prestigioso riconoscimento, scrivendo una lettera in cui la band dichiarava il suo “no, grazie:” “Siamo in disaccordo questo premio spettava ad Enzo Biagi, amiamo la città ma va trattata meglio”.

Italo Di Giacomo

ROTONDI C'E'! ...PURTROPPO

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” chiedeva Michele ad un’amica in Ecce Bombo, film di Nanni Moretti. Questo è lo stesso interrogativo che tormenta tutti i giorni Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma di governo. Il nome della carica è altisonante, ma conta come il due di picche. Rotondi, per farsi notare, ha dichiarato: “La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi piace questa ritualità che blocca tutta l’Italia”. E’ incredibile! I nuovi barbari vogliono dare lezioni di stile e di vita al popolo. E’ vero, molti lavoratori, seguono già l’esempio del ministro, ma non per scelta, bensì per necessità. Mancano i soldi, persino per comprarsi un panino. Ed anche quando la situazione non è così disperata uno preferisce risparmiare quei 4 euro di panino o 11 euro per il pranzo (fatto di surgelati o cibi di qualità scadente). Leggo sul sito del ministero che Gianfranco Rotondi è nato ad Avellino ed è coniugato con una farmacista di Salerno. Ricordando la canzone del mitico maestro Renato Carosone, consiglio a Rotondi prima di sparare ancora cazzate: Pigliate 'na pastiglia!

Paolo Sante



BASSANO: LA BOTTEGA DEL CAFFE'

Secondo appuntamento al Teatro Remondini martedì 24 e mercoledì 25 novembre alle ore 21.00, con un classico della drammaturgia: La bottega del caffè di Carlo Goldoni, portata in scena dalla giovane compagnia Gank.

Bassano. Scritta nel 1750, “La bottega del caffè” racconta “in diretta” da una piazzetta di Venezia la vita delle persone che si raccolgono intorno a tre botteghe: «quella di mezzo ad uso di caffè; quella alla diritta, di parrucchiere e barbiere; quella alla sinistra ad uso di giuoco, o sia di biscazza». Ed è, appunto, in questo spazio sospeso tra la realtà e il teatro, che la commedia disegna i personaggi: avventori, gestori delle attività, giocatori, caratteri universali, umani, verosimili e forse veri.
Ecco quindi che la scena non è altro che uno scorcio di realtà portato in teatro. Vizi, colpe, virtù e passioni muovono e animano le creature che popolano la piazzetta, racchiudendo in un unico sguardo ingenuità e malvagità, speranze e furore.
Il caffettiere Ridolfo prende a cuore sia la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio, che da tempo frequenta assiduamente la casa da gioco di Pandolfo, sia quella di sua moglie Vittoria, che cerca invano di farlo recedere da quel vizio dispendioso. Come sovente accade in Goldoni, questo nucleo narrativo centrale si allarga però sino a formare un affresco composito e colorato, nel quale trovano bella collocazione anche la torinese Placida che, travestita da pellegrina, va in cerca del marito Flaminio, e il nobile e prepotente don Marzio, napoletano ambiguo e chiacchierone, che prova piacere nel frapporre ostacoli al desiderio delle due donne di ricondurre sulla retta via i loro mariti. Il lieto fine è inevitabile in questa commedia spumeggiante, nella quale trovano spazio anche i sogni domestici della ballerina Lisaura. Ma prima di giungere a questo esito rasserenante, Goldoni trova modo ancora una volta di accompagnare gli spettatori lungo il complesso e contraddittorio sentiero dei sentimenti umani, facendo in modo che questo percorso acquisti inedita e imprevista vitalità attraverso la specifica arte del teatro.

La Compagnia Gank, dopo aver affrontato lo scorso anno La scelta del Mazziere di Patrick Marber in cui, in una simile ambientazione - un ristorante - personaggi che ricordano quelli descritti da Goldoni “lottano” fra loro, ha deciso di misurarsi con il parallelo settecentesco, ponendosi come sfida il reinventare quella piazza, quelle botteghe e quelle anime cercando di rifuggire le forme stereotipate della commedia settecentesca ma tenendo conto dell’imprescindibile arte e leggerezza goldoniana.
La regia è affidata ad Antonio Zavatteri, co-fondatore con Alberto Giusta nel 2002 della Ocmpagnia. Giovane ed immediato il gruppo degli interpreti (in ordine alfabetico Massimo Brizi, Filippo Dini, Lisa Galantini, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Maurizio Lastrico, Aldo Ottobrino, Alex Sassatelli e Mariella Speranza.

I singoli biglietti saranno in vendita la sera stessa dello spettacolo a partire dalle ore 20.00 presso la biglietteria del Teatro Remondini.
I biglietti per il prossimo spettacolo MARLENE con Pamela Villoresi saranno in vendita a partire da giovedì 26 novembre presso l’Ufficio IAT Informazioni e Accoglienza Turistica in largo Corona D’Italia 35 a Bassano tel. 0424 524351. Info anche 0424 217819

domenica 22 novembre 2009

ACQUA: INDISPONIBILE!

Parliamo dell’oro blu e visto che quello nero sembra essere stabile e che a quanto pare, se si scioglie ancora un po’ di ghiaccio, ne potremo estrarre ancora tantissimo ed è già partita la corsa al polo Sud. Qualcuno diceva che la terza guerra mondiale si sarebbe combattuta per l’acqua. Non cadiamo nella tentazione apocalittica già si guarda al 21/12/ 2012 come data della fine. Quanti pensieri. Ma uno mi interpella veramente in profondità.
Ma io mi domando: l’acqua è proprietà privata? L’acqua fonte della vita. Ma chi è che l'acqua la vuole mettere in vendita? Il nostro governo, o meglio chi ci governa, che ponendo la fiducia sul decreto legge Ronchi, ha ceduto ai privati il diritto alla gestione del rubinetto di casa mia e di tanti uomini e donne che di acqua in tanta parte sono fatti?
Io sono nettamente contro la privatizzazione dell'acqua.
Alcuni numeri. In Italia abbiamo 181 mila chilometri di acquedotti e reti idriche che sono un colabrodo. In tutta Italia perdiamo il 42% dell'acqua.
Questa è una delle motivazioni utilizzate dal governo per giustificare la privatizzazione.Come possiamo capire c’è chi ne guadagna da questa decisione del Governo. Ci guadagnano i privati, ci guadagna il capitale. I potenti dell’economia. La verità è che lo Stato ha investito sempre meno nelle reti idriche (vedi conseguenze sopra). Per l'acqua non ci sono soldi. Ci perde la politica (governo del bene comune), i nostri politici dicono di “affidare” ai privati interessati e ricchi già di molti altri beni, i costi che gli enti pubblici non possono sostenere, ma si sa benissimo che i privati i soldi e i lavori non se li sobbarcheranno a gratis e scaricheranno comunque i costi sui cittadini “vendendo l’acqua” a un costo maggiore e quindi ci perdono i cittadini che vedranno crescere le bollette e soprattutto un loro diritto venire meno.
Cosa fare, oltre ad indignarsi, di fronte a una legge simile?
C’è chi sostiene che nonostante questa legge i comuni possono fare un'azienda pubblica e gestire la propria acqua in chiave totalmente pubblica. Dicono che giuridicamente ciò sia possibile. “Le vecchie municipalizzate, per intenderci quelle che noi chiamiamo 'aziende speciali', con totale capitale pubblico si possono fare.” In questo senso ha parlato padre Alex Zanotelli. Si, ma caro Alex, ti rendi conto che i comuni sono stati ormai prosciugati. Se penso ai consorzi di bonifica anche della mia zona o al “fontanaro” che un tempo gestiva i vari acquedotti del mio paese e ora chi ci pensa più? O come ci pensavano? Perché già qualcuno se ne approfittava anche tra loro purtroppo. Ricordiamo che le regioni autonome decidono loro sull'acqua perché, checché ne dica il governo, regioni come Trentino, Valle d'Aosta e Sicilia possono decidere per conto loro.
Qualcuno pensa di poter percorrere la via che ritiene che l’acqua è un bene talmente particolare che è importante evidenziare che la norma è incostituzionale. Ti credo: l'acqua è questione di vita o di morte.
Qualcuno propone il referendum per favorire la discussione fra la gente, anche se è chiaro che il governo ponendo la fiducia vuole dire no e quindi impedirlo… Grave! E pensare che la maggioranza anche su questo punto “fa acqua” mi vien spontaneo. Mi sa che goccia dopo goccia si erode la solidità della maggioranza… ma questo è altro tema.
L'Onu, propone che a ogni uomo sia garantito almeno 50 litri di acqua per lavarsi, per cucinare, per bere, per i bisogni essenziali.
Il Papa è stato chiaro nella sua enciclica, ha parlato dell'acqua come di diritto fondamentale umano.
L’acqua è un bene pubblico, l'acqua è un bene di non rilevanza economica, non ci si può speculare sopra, e come tale va gestito. A meno che non si voglia far riflettere sul fatto che anch’io cittadino la posso gestire nel mio privato, a partire da me con un corretto uso del rubinetto quando mi lavo i denti.
"Non illudiamoci, è pura ipocrisia se la gestiscono i privati è inutile che venga chiamata acqua pubblica, è una presa in giro". Così dice padre Zanotelli e questo lo penso pure io e alla prossima magari con l’aria e allora adotteremo uno slogan della pubblicità modificandolo a d’uopo: toglietemi tutto ma non l’aria… altrimenti: muoio.
E io? Io, mi voglio impegnare a fare attenzione a non sprecarla. Mi ha fatto riflettere un dato della mia bolletta: in sette mesi ho consumato ben 27 metri cubi d’acqua. Pochi? Tanti? Beh spero che nei successivi mesi sia meno, e non solo per pagare meno, ma perché l’acqua è un bene prezioso, perché io ne ho e altri no. Anche l’acqua è un bene “indisponibile”, come l’aria, la vita!

Ivano Maddalena
(Autore dei libri "Poesia. Appunto del sentimento" e "Vita mia")

Per approfondire:
Campagna nazionale "Salva l’Acqua" del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua www.acquabenecomune.org
Testo ufficiale del decreto - Parlamento:

LETTERA APERTA AL CORRIERE

Gentile direttore, oramai leggo il vostro giornale con orrore. Forse soltanto ai tempi di Di Bella il Corriere era caduto così in basso. Dopo aver letto una lunare intervista della giornalista Di Caro, sempre dolce con Casini, non sono riuscito a trattenere il sorriso. Pur di glorificare un partito come l'Udc, prono agli interessi dei soliti poteri forti presenti anche nella proprietà del vostro giornale, si supera il senso del ridicolo. Casini ricorda di aver presentato una mozione di sfiducia contro Cosentino indagato per camorra, e la giornalista non trova il tempo di chiedergli se si tratti dello stesso Casini che ha imposto Cuffaro al Senato (condannato in primo grado) e Cesa alla guida del partito (reo confesso prescritto ai tempi di Mani pulite). Per non parlare delle centinaia di dirigenti locali Udc arrestati o indagati per mafia. Tralascio la solita disinformazione riguardante l'inchiesta "Why Not", nella quale a dire il vero siete in buona compagnia. Ci aveva provato Vulpio a dire la verità e avete provveduto a disinnescarlo. Complimenti.

Francesco Toscano

LIBRERIA POPOLARE N.75

Aldro
Boari Francesca
€ 16,00
2009, 140 p., brossura
Corbo Editore (collana Isola bianca)

Federico Aldrovandi, 18 anni, muore la notte del 25 settembre 2005 nel corso di un intervento operato da due pattuglie della polizia, nell’immediata periferia di Ferrara. Dopo quattro anni, a seguito di un lungo processo, gli agenti responsabili vengono condannati. Una sentenza giunta grazie alla tenace battaglia della madre Patrizia e del padre Lino, al coraggio dei suoi legali e alla solidarietà che si è creata attorno alla famiglia. Parte da questo fatto il romanzo di Francesca Boari. Un racconto costruito sul dolore e sulla dignità della famiglia, nel quale la vicenda realmente accaduta fa da sfondo alla rielaborazione narrativa dell'autrice. La battaglia di amore condotta da Patrizia e Lino si unisce al racconto di Federico, un giovane come tanti, con i tratti tipici della sua età; con le grandi qualità, le potenzialità, le sofferenze, i dubbi e gli errori, tipici di chi ha appena compiuto diciotto anni. Una storia forte, a tratti cruda. Ma che tutti coloro che hanno figli adolescenti dovrebbero leggere.

In 10 parole. Sfidare la destra sui valori
Franceschini Dario
€ 15,00
2009, 199 p., rilegato
Bompiani (collana I grandi pasSaggi Bompiani)

Le donne, i volontari, gli educatori, i nuovi italiani, i talenti, i lavoratori, i nonni, gli imprenditori, i ragazzi del sud, i liberi. Dario Franceschini abbraccia gli aspetti della nostra vita sociale, politica, economica in dieci discorsi agli italiani su dieci temi chiave per il futuro del nostro paese. Ne esce l’idea di un riformismo che ha il coraggio di sfidare la destra non rincorrendola, non limitandosi a proporre soltanto correttivi ai modelli sociali che ha imposto, ma mettendo in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro. Ricostruire un’identità. Questo deve essere il primo impegno del Partito Democratico per passare dall’essere forza di sola opposizione a forza progressista di governo ma soprattutto per traghettare l’Italia oltre l’era berlusconiana dell’attacco alle istituzioni, del conflitto d’interessi, delle leggi ad personam, affrontando le sfide del cambiamento senza paura.

La felicità sostenibile. Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi
Pallante Maurizio

€ 16,00
2009, 211 p., brossura
Rizzoli (collana 24/7)

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice. In questo libro, Pallante offre consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.