sabato 31 ottobre 2009

L’ULTIMA NOTTE DI ALDRO

Prima del caso “Stefano Cucchi” a scuotere e mobilitare l’opinione pubblica più sensibile alla legalità e contraria a qualsiasi tipo di prevaricazione del potere è stato il caso Federico Aldrovandi. Una vicenda drammatica, che ha commosso l’Italia, per la giovane età dello sfortunato protagonista e per i futili motivi della barbara aggressione dei poliziotti in cui il diciottenne ferrarese è rimasto vittima il 25 settembre del 2005. Stasera alle ore 23:45, Raitre, ripercorre le tappe del processo con la messa in onda della prima di quattro puntate di “Un giorno in pretura”. La puntata è titolata: “L’ultima notte di Aldro” e raccoglie la sintesi delle 34 udienze registrate al tribunale di Ferrara che hanno visto imputati quattro poliziotti accusati della morte di Federico Aldrovandi, condannati, lo scorso luglio, con una sentenza che non rende giustizia. Il programma è curato da Roberta Petrelluzzi e Antonella Nafra. Nella seconda puntata, prevista per sabato 7 novembre, si passerà al racconto di “Una fine senza senso”, mentre il 14 e il 21 novembre le ultime due puntate saranno dedicate all’approfondimento su “Chi ha ucciso Federico?” e a “La paura di parlare”.

Si può seguire la diretta anche in internet, al seguente indirizzo: www.ungiornoinpretura.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a4b84bcd-c983-471e-892d-7194bb97aaf5.html

venerdì 30 ottobre 2009

VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO / 3

Vi segnaliamo alcuni servizi di approfondimento, dalla rete, sul caso “Stefano Cucchi”

Cucchi, una morte invisibile, apre così il sito del Partito Democratico che chiede verità sulla vicenda e chiarezza da parte del Governo. Ecco il link dell’editoriale:
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/88848/la_verita_che_gli_dobbiamo
Beppe Grillo, da sempre impegnato a denunciare le prevaricazioni di qualsiasi potere, propone un’intervista con il padre e la sorella di Stefano:
www.beppegrillo.it
Su Radio Radicale si può vedere e scaricare il video della conferenza stampa al Senato presieduta da Luigi Manconi presidente dell’associazione “A buon diritto”: http://www.radioradicale.it/scheda/290037/come-e-morto-stefano-cucchi
Sul sito di Rifondazione viene pubblicata una lettera - appello al Presidente della Repubblica, scritta dai giovani della Fgci: “Presidente Napolitano, le foto diffuse ieri coraggiosamente dalla famiglia di Stefano Cucchi meritano verità e giustizia. Un Paese democratico non può tollerare che un giovane possa morire in carcere per il semplice possesso di una ventina di grammi di droga e in modo così barbaro e selvaggio. Un Paese civile non può permettersi l’ennesimo caso di ‘sospensione’ della democrazia. Chiediamo un Suo autorevole intervento al fine di fare piena luce su una vicenda che ha scosso tutti gli italiani, giovani in primis”.
http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/6759/314

Nel frattempo è stata diffusa la notizia che la Procura di Roma ha ipotizzato il reato di “omicidio preterintenzionale”. Il pm Vincenzo Barba, titolare degli accertamenti procede, per il momento, contro ignoti.

FORUM IDV: LA MAFIA A VICENZA

Riceviamo e pubblichiamo:

Domani, sabato 31 ottobre, alle ore 16.00 nella sede di Vicenza di Italia dei Valori, in Contrà XX Settembre n. 8, si svolgerà un incontro pubblico sul tema “La mafia nel Veneto e nel Vicentino”. Interverranno Enzo Guidotto (consulente della Commissione parlamentare Antimafia e dell’ ”Osservamafia”, da anni si occupa della penetrazione della mafia nell’economia del nord), l'on. Antonio Borghesi (vicecapogruppo IdV alla Camera), Carlo Rizzotto (coordinatore provinciale IdV), il giornalista Marco Milioni e Lorenzo Signori, del Presidio San Pietro di Rosà.
Il forum, aperto a tutti i cittadini, è un'ottima occasione per approfondire questa tematica e conoscere la realtà e le dimensioni del fenomeno nel nostro territorio.

VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO / 2

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa interpellato da Radio Radicale in merito al caso Stefano Cucchi, il ragazzo trentunenne romano arrestato la notte tra il 15 e 16 ottobre per detenzione di 20 grammi di sostanze stupefacenti, carcerato ed in seguito portato in ospedale dove morirà pochi giorni dopo, si è chiamato fuori causa: “Non sono in grado di accertare cosa sia successo ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione. Non c’è dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo, ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di riferirlo perchè si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri in servizio di forze di polizia, dall’altro lato al ministero dell’Interno, dall’altro al ministero della Giustizia”. Secondo una versione del medico di Regina Coeli, avvalorata dal ministro della Giustizia Alfano, Stefano Cucchi sarebbe caduto “accidentalmente” dalle scale. Una versione che però non convince nessuno. Comunque, sarà compito della Magistratura accertare e valutare se eventuali responsabilità siano da imputare ai carabinieri o alla polizia penitenziaria. Aldilà di questo, leggendo dichiarazioni e prese di posizione come quelle sopra, si può constatare che nemmeno la drammatica morte di un ragazzo ha fatto cadere quel muro burocratico che già impedì ai genitori di assistere all’agonia del figlio in ospedale. C’è quasi la sensazione che a nulla sia valsa la diffusione delle foto del corpo martoriato di Stefano quando per tanti politici vale l’imperativo che le forze dell’ordine vanno difese a prescindere. Ormai, in Italia, chiedere verità e giustizia è diventata un’azione sovversiva. Alla Casta tutto si concede e tutto si perdona, mentre le persone semplici, che possono anche sbagliare, devono pagare per tutti. E badate bene sono quegli stessi politici che si definiscono garantisti per i potenti e i colletti bianchi, ad evocare il tintinnare delle manette, e pene esemplari per la povera gente.
Per fortuna sono partite diverse iniziative di solidarietà a fianco dei genitori e della sorella di Stefano, da Luigi Manconi il primo ad occuparsi della vicenda insieme a Maria Atonietta Coscioni, ai Radicali Italiani, a Beppe Grillo, ed ancora diversi parlamentari.
Riprendo una citazione di un articolo di Terra che a mio avviso riassume il caso meglio di tante parole: “So chi è stato ma non ho le prove”, avrebbe detto Pier Paolo Pasolini.

Italo Di Giacomo

giovedì 29 ottobre 2009

Ad Alex Bellini l'Amova International Award

In occasione del 27° Milano International Ficts Festival, il grande Alex Bellini riceverà "l'Amova International Award", premio che l’A.M.O.VA. (Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico) assegna a Campioni che hanno fatto la storia dello Sport mondiale. Durante l'evento verranno premiati sei immensi atleti che, nelle loro rispettive discipline sportive, hanno reso grande l’Italia nell'universo sportivo. Alex Bellini, in seguito alla traversata con esito positivo dell'Oceano Pacifico, avrà l’onore di ritirare il premio il 30 ottobre 2009 alle ore 17:30 presso il "Grattacielo Pirelli", in Piazza Duca d’Aosta,1 a Milano. L'A.M.O.V.A. è un Associazione Benemerita di Interesse Sportivo Riconosciuta dal C.O.N.I. e conta, fra i propri 700 iscritti, Atleti di tutte le discipline sportive ammesse dal C.O.N.I., purchè siano Campioni Olimpici, Campioni Mondiali o Primatisti Mondiali. In altre parole, tutti i più grandi Atleti che l'Italia annovera fra i massimi protagonisti dello Sport. Uno dei suoi compiti primari è quello di diffondere lo spirito sportivo organizzando e partecipando a convegni ed incontri culturali nazionali ed internazionali, promuovendo gi ideali dello Sport con un incessante attività di propaganda e diffondendo gli ideali sportivi alle nuove generazioni con esempi di vita vissuta e sacrifici coronati da incancellabili successi.
Alex Bellini è nato in Valtellina, ad Aprica nel 1978. Lo sport, in tutte le sue forme ed accezioni, è sempre stato un punto fisso nella sua vita. Crescendo in un paese di montagna, ad Aprica, lo sci - sua grande passione - è stata la prima attività sportiva che gli ha regalato anche discrete soddisfazioni. Qualcosa di importante però accadde nel 1999 quando fu selezionato per partecipare alle selezioni nazionali del Camel Trophy di Tonga. In quell'occasione, oltre ad aver incontrato personaggi con una notevole esperienza in fatto di avventura, ha saputo, con certezza e definitivamente, dar voce e forma a quei famosi stimoli ed immediatamente ciò che sentiva di dover fare apparve in tutta la sua chiarezza: il movimento, il pericolo, il sacrificio, per inseguire emozioni che non trovava in una vita tranquilla. Dal 2000 al 2001 corre le prime maratone tra cui la New York City Marathon e la Marathon des Sables, 280 km nel deserto marocchino. Nel 2002 e nel 2003 vola al freddo per un’avventura che si svolge ogni anno in Alaska a febbraio e segue quasi fedelmente il percorso dell´Iditarod, la famosissima corsa con i cani da slitta. Alex decide però di non correrla con i cani ma da solo, a piedi, in autosufficienza, trainando una slitta con, al suo interno, tutto il necessario per sopravvivere. Nella prima edizione a cui partecipa percorre 600 km concludendo la corsa in 9 giorni promettendosi di ripresentarsi l'anno successivo. Nel 2003 a causa di condizioni meteo anomale, con scarsità di neve, la partenza della corsa fu spostata di qualche centinaia di chilometri verso Nord Est, vicino al confine con il Canada e questo provocò un accorciamento del percorso: dai 1800 classici chilometri ai 1400 corsi per la maggior parte all´interno del fiume Yukon. Alex correrà per 23 giorni posizionandosi terzo assoluto. Dalle distese di ghiaccio, Alex decide di passare alle immensità degli oceani. Nel 2005 Alex diventa il primo uomo ad attraversare in solitaria a remi il mare Mediterraneo e l’Oceano Atlantico, traversata di 226 giorni e 6mila miglia da Genova a Fortaleza in Brasile, su una barca di 7,5 metri. Il 21 febbraio 2008, con la stessa imbarcazione "Rosa di Atacama II" Alex parte da Lima, in Perù per raggiungere l'Australia. Concluderà con successo la traversata dell’Oceano Pacifico il 13 dicembre 2008 dopo 18.000 chilometri di navigazione e 294 giorni in mare aperto, da solo. Alex entra così nella storia della navigazione e segna il nuovo record di traversata a remi, con esito positivo, più lunga mai compiuta prima. Alex ha ricevuto negli anni importanti premi: "Cavaliere delle Acque 2006" il tradizionale riconoscimento che la Federazione Italiana Canottaggio assegna ogni anno ai 5 protagonisti che si sono particolarmente segnalati e distinti nel corso della stagione. Alex Bellini con la traversata in solitaria in barca a remi del Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento; Explorerweb ha inserito la traversata effettuata da Genova (Italia) a Fortaleza (Brasile) tra le migliori otto avventure del 2006; FISSS (Federazione Italiana Survival Sportivo e Sperimentale) ha nominato nel 2009 Alex Bellini Istruttore "Honoris causa" per essersi distinto in un’impresa degna di nota nel campo della sopravvivenza (traversata solitaria a remi dell’oceano Pacifico); Amova International Award 31 ottobre 2009 - premio che l'A.M.O.VA. (Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico) assegna a Campioni che hanno fatto la storia dello Sport mondiale. Congratulazioni ad Alex per questo prestigioso e meritatissimo premio!

A cura di Francesca Monti

4 NOVEMBRE CONTRO LA GUERRA

Tra qualche giorno si svolgeranno in tutta Italia le celebrazioni per ricordare il 4 novembre 1918. Una ricorrenza, istituita durante il periodo fascista, per esaltare la vittoria delle armi italiane su quelle austro-ungariche e rinfocolare i desideri di nuove espansioni territoriali. Molti usano il termine “Festa della Vittoria”. Ma cosa c’è da festeggiare? E’ sempre bene ricordare che la “Grande guerra” costò all’Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti. Inoltre non fu una quarta guerra d’indipendenza come per troppo tempo tanti sussidiari scolastici hanno voluto far credere. Il completamento dell’unità italiana sarebbe avvenuto comunque, anche senza la guerra. La storiografia è ormai concorde nel sostenere che l’impero asburgico aveva promesso Trento e Trieste in cambio della neutralità italiana. Come tutte le guerre anche il primo conflitto mondiale è figlio di interessi diversi da quelli ideali e patriottici. C’entrano invece la grande industria, le banche, la stampa conservatrice, e una classe dirigente liberale in declino. Tanto è vero che il fascismo, giunto al potere anche grazie a quei nazionalisti che parlavano di “vittoria mutilata”, bloccò subito i lavori della commissione di inchiesta parlamentare sui profitti illeciti accumulati da industriali, ufficiali, e funzionari statali durante la guerra. Non siamo di fronte alla proposta di abolire il 4 novembre, ma semplicemente si richiede ai politici e agli amministratori che saranno chiamati a tavole rotonde o pubblici incontri di rinunciare alla retorica ed essere più sobri nel ricordare l’evento, privilegiando, i temi della pace, della concordia tra i popoli e della brutalità della guerra.

CARIOCHE E TRATTORI IN MOSTRA

Dopo il recente risalto dato dalla RAI venerdì 23 ottobre sul TG1 delle 13,00 e Mediaset domenica 25 ottobre sul TG5 delle ore 20.00, il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” viene messo in particolare evidenza anche sulla nuova Enciclopedia “L’Automobile” di Repubblica-L’Espresso, il cui primo volume è in uscita in questi giorni.
Ma tutto questo dinamismo non impedisce al vulcanico museo veneto di predisporre per sabato 31 ottobre, ore 11.00, l’inaugurazione della sula 37^ mostra tematica, dal titolo “CARIOCHE & TRATTORI” - le macchine che hanno cambiato l’agricoltura.
Si tratta di una rassegna inedita, che racconta ancora una volta una storia nuova fatta di fatica, ingegno, caparbietà. Le carioche non sono altro che un succedaneo dei trattori, che l’ingegno della povera gente seppe ricavare da vecchie auto o camioncini dismessi ed abbandonati nel fondo di qualche garage o dai demolitori.
Negli anni Trenta, un’Italia povera ma bisognosa dell’aiuto della macchina per lavorare la terra ed incrementare la produzione, non trovò di meglio che stimolare l’inventiva del fabbro o del meccanico di paese che da un vecchio relitto, seppe tagliare, accorciare, trasformare e ricavare qualcosa che assomigliasse fortemente al trattore e che comunque facesse il lavoro di una coppia di buoi.
Fu un fenomeno che durò sino a metà anni Cinquanta, poi con il diffondersi della nuova economia allargata si riaffermò il trattore, che ha anch’esso la sua storia da raccontare. Nel museo bassanese si parte proprio da un mezzo a vapore del 1888, per arrivare agli anni Sessanta del ‘900.
Questa bella mostra, che attirerà sicuramente molte scuole, è presentata con un arredo di vecchi mestieri, oggetti, documenti, allestito con gusto ed effetto dalla Associazione Culturale Siriola di Romano d’Ezzelino (VI), che da anni si prodiga per recuperare e tramandare vecchie storie ed usi della civiltà contadina. Data questa collaborazione il “Bonfanti-VIMAR” riserverà per le prime due settimane d’apertura, ingresso gratuito a tutti i residenti di Romano d’Ezzelino.
La mostra, che durerà sino al 5 aprile del prossimo anno, ha il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, della Regione del Veneto, della Provincia di Vicenza, dei Comuni di Romano d’Ezzelino e Bassano del Grappa e l’appoggio del Museo Lamborghini, uno dei nomi più prestigiosi del settore.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni : Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, via Torino 1, 36060 Romano d’Ezzelino (VI) - e-mail:
info@museobonfanti.veneto.it; sito web: www.museobonfanti.veneto.it

Vicenza: Viaggio al centro del benessere

Riceviamo e pubblichiamo:

In Fiera a Vicenza dal 12 al 15 novembre 2009 si terrà la sesta edizione di BENé, un appuntamento atteso dal comparto e dal grande pubblico, desideroso di conoscere e di provare i diversi modi per regalarsi momenti di benessere, scegliendo quelli più consoni al proprio stile di vita.
Fiera da provare e da vivere in prima persona, BENé annuncia l’iniziativa “Convivium del Massaggio”, una ricca kermesse di operatori delle discipline a mediazione corporea che daranno vita a dimostrazioni e occasioni per conoscere e provare trattamenti innovativi. Tra questi, Tea Therapy, il trattamento al Thè e malva, mutuato dalle antiche usanze cinesi, il Crystal Energy Massage, il Massaggio Hawaiano Lomi Lomi Nui (e la filosofia del cambiamento cui si ispira), “Mica Relax”, il massaggio con suono naturale, la tecnica di preparazione atletica per gli sport invernali del Body Fly Winter Activity, e le imperdibili lezioni di automassaggio indiano al viso.
La promozione del “wellness lifestyle” avverrà anche attraverso un invito alla “Prevenzione con la medicina naturale”: i quattro giorni di manifestazione saranno il momento per incontrare i professionisti di tali discipline, che saranno a disposizione per effettuare consulenze attraverso test bio-energetici, test delle intolleranze alimentari, analisi posturali, test relativi ai disturbi del sonno, prove di kinesiologia.
Una novità anche negli orari di apertura della fiera: nei giorni di giovedì, sabato e domenica BENé è visitabile dalle ore 10 alle ore 19, mentre venerdì 13 novembre si terrà una vera e propria “Notte Bianca del Benessere”, con apertura prolungata fino a mezzanotte.

mercoledì 28 ottobre 2009

Veneto: Benvenuta Federazione della Sinistra

Anche in Veneto è nata la Federazione della Sinistra, il gruppo consiliare regionale che vede riuniti Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e il movimento di Cesare Salvi “Socialismo2000”. I consiglieri regionali, Nicola Atalmi (Pdci), Pietrangelo Pettenò (Prc) e Renato Cardazzo (segretario regionale di Rifondazione) e Ferdinando Sbizzera, (di Socialismo 2000), hanno spiegato in una nota: “La prima iniziativa comune sono i 166 gazebo che saranno presenti il 30 e 31 ottobre prossimi nelle piazze di tutto il Veneto per illustrare a cittadini e lavoratori le iniziative per contrastare la crisi e gettare le basi per una politica industriale e del lavoro che in Veneto finora è mancata”.
“Vicenza Popolare Blog” manda un in bocca al lupo alla Federazione della Sinistra e si augura che il nuovo soggetto politico possa e voglia trovare un’intesa con le altre forze del centrosinistra per costruire in Veneto un’alternativa al governo della destra e della Lega.

PD E IDV PUNTANO SUL LAVORO

Si è appena concluso il primo incontro tra i leader di Pd e Italia dei Valori. Un faccia a faccia positivo tanto che l’unico problema sembra essere stato quello di Antonio Di Pietro per raggiungere la sede dei democratici, non essendo mai stato invitato dai precedenti segretari. Bersani e Di Pietro hanno concordato circa la necessità di costruire insieme l’alternativa di governo, partendo dal Parlamento, e mantenendo ciascuno le proprie individualità e differenze. I temi alla base del confronto dei prossimi mesi saranno quelli economico-sociali. E proprio dal lavoro, parte la sfida del partito di Antonio Di Pietro nel Veneto. Infatti, domani, giovedì 29 ottobre, sarà inaugurato a Marghera il primo circolo del lavoro dell’Italia dei Valori. Il circolo conta già 70 iscritti, tutti lavoratori di varie fabbriche di Porto Marghera: Montefibre, SIRMA, Porto, Ferrovie, oltre ad aziende di servizi e precari. L’obiettivo - secondo IdV Veneto - è quello di costruire una relazione sempre maggiore con il territorio a partire dai luoghi di occupazione, arrivando a creare, in tutte le regioni, circoli che siano luogo di confronto e discussione per i lavoratori e le lavoratrici. L’iniziativa si terrà a Marghera, presso il molo 5, alle ore 17.00, e sarà l’occasione per avviare un confronto sulle proposte del partito in tema di lavoro, economia e welfare, oltre che per trovare le soluzioni più opportune alla crisi. Insieme agli esponenti del partito e ai rappresentati dell’Idv nelle istituzioni locali, parteciperanno rappresentanti delle organizzazioni sindacali. (p.s.)

VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO

Negli ultimi dieci anni nelle carceri italiane sono morti più di 1.500 detenuti, di cui oltre un terzo per “cause non chiare”. I casi più noti sono quelli del perugino Aldo Bianzino e del livornese Marcello Lonzi. Ed ancora il diciottenne Federico Aldrovandi e Gabriele Sandri, uccisi per strada da coloro che dovrebbero garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. L’ultimo drammatico episodio, di questa lunga scia di sangue, è quello di Stefano Cucchi, un ragazzo romano di 31 anni, arrestato la notte tra il 15 e il 16 ottobre per la detenzione di pochi grammi di sostanze stupefacenti. L’iter è quello classico, caserma, perquisizione a casa (senza alcun esito), carcere, processo per direttissima (rinviato) e le rassicurazioni alla famiglia. Poi qualcosa va storto. Stefano viene trasferito in ospedale. Alla famiglia viene negato il permesso di dare conforto e stare vicino al proprio caro in quanto sprovvisti dell’autorizzazione carceraria. Si accorgeranno di loro quando si tratterà di effettuare il riconoscimento della salma. Stefano è morto giovedì, forse all’alba. La famiglia denuncia: “Aveva il volto sfigurato, una frattura alla mandibola, un occhio rientrato in un’orbita, alcune costole rotte ”, segni inequivocabili, che aprono ipotesi inquietanti. Al Manifesto, Ilaria, la sorella di Stefano ha detto: “Qualcuno mi ha raccontato che Stefano aveva chiesto una Bibbia. Sapeva che stava morendo. Da solo”. Anche Don Valerio, il sacerdote del quartiere popolare romano Tor Pignattara, nell’omelia funebre ha espresso la sua opinione: “Gesù è morto sulla croce massacrato come un delinquente, una morte da condannato che però risorgerà a vita eterna”.
La deputata radicale del Partito Democratico, Maria Antonietta Coscioni, interessatasi del caso, ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e del Lavoro e della Sanità dove chiede di “avere tutte le notizie disponibili in relazione alla sua morte”. In particolare, di sapere “se sia vero che Cucchi al momento dell’arresto non aveva segni sul viso e che all’obitorio, invece, aveva un viso devastato e perché ai genitori sia stato impedito di vederlo”. (IdG)

martedì 27 ottobre 2009

UN GOVERNO IN OSTAGGIO

La Corte di Appello di Milano ha confermato oggi la sentenza di condanna a 4 anni e sei mesi per David Mills. In sintesi, l’avvocato inglese, sarebbe stato corrotto da Silvio Berlusconi per la cifra di 600 mila dollari per testimoniare il falso in un paio di processi a carico di Fininvest. Pessime notizie dunque per il pool di avvocati berlusconiani impegnati, dopo la bocciatura del “Lodo Alfano”, nel difendere il loro assistito “dal processo”, in una corsa contro il tempo, il cui traguardo si chiama prescrizione. Ma i problemi per il premier non si fermano qui, così come non si placa la polemica scoppiata attorno al ruolo e alla figura di Tremonti, sostenuto da Bossi e dalla Lega da una parte, e in un certo senso delegittimato dallo stesso Berlusconi, e da Sacconi e Brunetta dall’altra. Sfumata la promozione del ministro dell’Economia a vice premier, continua la polemica tra chi crede necessario portare avanti una politica di rigore perché le casse sono vuote (linea Tremonti), e chi come il Cav. pensa di più ai sondaggi e al tornaconto elettorale che ad una gestione seria ed oculata dell’economia. Una partita ben più amplia, che si intreccia con le candidature alle regionali, dove il ruolo di “caimano” spetta al Senatur con la pretesa di portarsi a casa Piemonte e Veneto, a dispetto di tutto e tutti. Ed infine il ruolo sempre più pressante di Confindustria. La presidente Emma Marcegaglia è la vera vice primo ministro. E lei a dirigere, con appelli quotidiani, la politica finanziaria di questo governo, sempre meno attento ai lavoratori e nemico dei liberi sindacati.
Tutti i fatti elencati dimostrano che siamo di fronte ad un governo ostaggio, vuoi per i problemi giudiziari del premier, vuoi per l’inadeguatezza della classe politica, vuoi per la paura di scontentare le lobby. Berlusconi ha fallito clamorosamente per la terza volta, ed è giusto che si faccia da parte e non trascini l’intero Paese nel suo baratro personale.

Italo Di Giacomo

THIENE RICORDA SALVO D'ACQUISTO

Sarà intitolato a Salvo d’Acquisto il piazzale ex Pretura. La cerimonia si concluderà con il grande concerto della Fanfara dei Carabinieri

Un pomeriggio importante per la città quello di sabato 31 ottobre prossimo, quando sarà intitolato all’eroe dell’Arma, Salvo d’Acquisto, il piazzale dell’ex pretura in via Monte Grappa, nell’ambito di una solenne cerimonia il cui momento clou sarà lo scoprimento del busto bronzeo donato dalla sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri “A. Mocellin” di Thiene - Zanè ed opera dello scultore thienese Alessandro Gheno.
La manifestazione inizierà alle 15.30 nel piazzale ora ex Pretura, in via Monte Grappa, con l’alzabandiera e quindi la messa al campo celebrata dal 1° Cappellano Militare Capo del Centro di Eccellenza per le Stability Police Units dell’Arma dei Carbinieri di Vicenza, don Francesco Argenterio e concelebrata da don Lino Cecchetto, parroco della Parrocchia di san Sebastiano. Quindi seguiranno lo scoprimento del busto, gli onori resi ai caduti, la deposizione di una corona d’alloro e quindi i discorsi ufficiali di rito.
L’evento è abbinato al XIII Raduno Provinciale delle sezioni dei Carabinieri in Congedo: i rappresentanti, provenienti dalle varie sezioni vicentine, al termine dei discorsi delle autorità, alle ore 17.00 circa, sfileranno per le vie cittadine fino a raggiungere il Municipio.
Il pomeriggio si concluderà in teatro comunale, intorno alle 18.00, con il grande concerto musicale della Fanfara del 3° Battaglione dei Carabinieri “Lombardia” di Milano, ad ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria presso l’Ufficio Cultura (0445-804.836) .
“Salvo d’Acquisto - commenta il presidente dell’Ass. Nazionale Carabinieri “A. Mocellin” di Thiene - Zanè, Giovanni Di Lembo - è la figura che rappresenta al livello più alto, tra tante fulgide testimonianze anche dei nostri tempi, quei i valori civili, di abnegazione di sé e di sacrificio per la collettività che sono espressi dall’Arma dei Carabinieri. Quando la mia Associazione ha pensato di fare questo dono alla Città - conclude - è stato naturale pensare al carabiniere simbolo dell’eroismo presente nella gloriosa storia Arma”
Salvo d’Acquisto, vice brigadiere originario di di Napoli, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, nel 1943 offrì volontariamente la propria vita in occasione di una rappresaglia tedesca, salvando così quella di 22 ostaggi innocenti. Nel 1983 ha avuto avvio dal Tribunale ecclesiastico il processo di canonizzazione. “L’Amministrazione Comunale - dichiara il Sindaco, Maria Rita Busetti - ha accolto di slancio la proposta dell’Ass. Carabinieri in Congedo ed il dono prezioso del busto bronzeo. E’ una continuità con quanto già espresso nel maggio 2008 allorquando il Comune, con il conferimento della cittadinanza onoraria alla Compagnia di Thiene, ha inteso dare ampio risalto al legame di profonda sintonia esistente tra le due istituzioni”.
Il basamento sul quale è installato il busto è su disegno del tecnico comunale Giorgio Barbieri e rappresenta la Torre di Palidoro, luogo del martirio dell’eroe. (c. s.)

ANTONIO DI PIETRO SCUOTE IL PD

L’elezione di Bersani alla segreteria del Pd è stata salutata, da più parti, come la fine della stagione delle contrapposizioni nette, dell’antiberlusconismo, e l’alba di un nuovo giorno nei rapporti tra maggioranza ed opposizione, tanto che qualcuno ha avanzato la proposta di istituire una “Bicameralina”, alla luce anche del recente incontro D’Alema - Fini. In realtà, se il Pd è andato in crisi, perdendo milioni di elettori, è proprio perché finora non ha fatto opposizione e tanto meno ha saputo porsi come valida e credibile alternativa di governo. Durante l’ultima campagna elettorale per le politiche Walter Veltroni non citò mai il nome dell’avversario Berlusconi. Poi, dopo le dimissioni dell’ex sindaco di Roma, la segreteria Franceschini ha cercato di correggere il tiro, ma si è limitata a scimmiottare, in peggio, l’opposizione dell’Idv. L’ultima trovata, del pur generoso Dario Franceschini, di invitare gli italiani ad indossare i calzini color turchese, in solidarietà al giudice Mesiano pedinato da Canale 5, è stata una pagliacciata senza precedenti. Per non parlare delle scuse agli imprenditori in Veneto, un’uscita infelice, non richiesta, entrata di diritto nel manuale del perfetto berlusconiano sulle colpe da ricordare ed imputare alla sinistra in ogni sede. Ora Antonio Di Pietro chiede a Bersani di scegliere tra lui e Berlusconi. Nonostante la tempestività e la durezza dell’aut-aut, la richiesta del leader dell’Idv è legittima e condivisibile. Non c’è più tempo da perdere, le elezioni regionali incombono, e se il Pd si ostina a voler parlare con i sordi, rischia di perdere l’unico alleato che, pur tra alti e bassi, gli è sempre stato fedele.

Paolo Sante

lunedì 26 ottobre 2009

RUTELLI RISCOPRE LA BALENA BIANCA

Finalmente una buona notizia per il Pd, Rutelli ha già pronte le valigie per traslocare da Casini; a comunicarla, in anteprima, è stato il fido presentatore di regime Bruno Vespa. L’ex radicale non condivide la svolta “a sinistra” del Partito democratico targato Bersani. Il nostro Rutelli non si dà proprio pace: “E’ incredibile che il Pd si costruisca radici socialiste con un quarto di secolo di ritardo e molta sinistra è andata a destra”. ...Vuoi mettere la modernità di resuscitare la Balena Bianca insieme a Ciriaco De Mita e Calogero Mannino? Quindi per giustificare la sua svolta cita alcuni fulgidi esempi di coerenza: “Per essere riformisti non bisogna stare necessariamente nel Pd. A destra ci sono socialisti come lo stesso Berlusconi, Tremonti, Brunetta. Frattini è diventato socialista venendo dal Manifesto. Bondi era comunista. Maroni viene addirittura da Democrazia Proletaria…”. In fondo dopo la caduta di madre Mastella, si era creato un vuoto che andava assolutamente coperto. Si sussurra che qualcuno abbia sentito Pierluigi Bersani canticchiare: “Passerotto non andare via, nei tuoi occhi il sole muore già, scusa se la colpa è un poco mia”, ma questa è un’altra storia.

Italo Di Giacomo

SCHIO GLOCAL DIGITAL FEST

Inaugurazione sabato 31 ottobre 2009 ore 18.30. Ingresso libero

Dal 31 ottobre al 15 novembre 2009 (orari: sabato e domenica 10:00 -12:00 e 16:00 -19:00) prende il via "Schio Glocal Digital Fest" - mostra d'arti multimediali contemporanee. La manifestazione, curata dal gruppo curatoriale Le Momo Eletronique in collaborazione con Marco Maria Gazzano e ospitata da Palazzo Fogazzaro, Schio (Vi), presenta come principale opera la videoinstallazione collettiva The Tower of Peace, progetto del 2002 a cura di Marco Maria Gazzano, che riunisce video artisti affermati del calibro di Nam June Paik, Robert Cahen, Woody e Steina Vasulka, Studio Azzurro, Mario Sasso, tra gli altri.
I giovani autori italiani già noti o in via di riconoscimento internazionale, assieme con le nuove proposte selezionate tramite un bando nazionale, presentano poi opere che mostrano tutta l'eterogeneità, la ricchezza e il fermento interno all'arte digitale, attraverso lavori di fotografia sperimentale, installazioni audiovisive, videoarte, sound art e net-art. (c.s.)

Artisti in mostra

The Tower of Peace (2002)
Adriana Amodei, Laurie Anderson, Jacopo Benci, Lorenzo Bianda, Romano Bozzolla, Robert Cahen, Peter Callas, Cristiano Carloni, Salvo Cuccia, Peter D'Agostino, Alba D'Urbano, Caterina Davinio, Theo Eshetu, Stefano Franceschetti, Ida Gerosa, Jean-Pierre Giovanelli, Gianni Godi, Lynn Hershman, Shigeko Kubota, Paolo Liberati, Federica Marangoni, Donatella Marchi, Fabio Mauri, Bianca Menna, Carlo Montesi, Nam June Paik, Luca Patella, Ferro Piludu, Fabrizio Plessi, Laura Quaglia, Carlo Quartucci, Luciano Romoli, Ulrike Rosembach, Lucilla Salimei, Mario Sasso, Italo Scelza, Lino Strangis, Marianne Strapatsakis, Silvia Stucky, Studio Azzurro, Gianni Toti, Steina Vasulka, Woody Vasulka, Giacomo Verde, Katsuhiro Yamaguchi.

Artisti affermati o in via d'affermazione - under 40
Mauro Alberti, Riccardo Arena, Nicola Bettale, Piero Chiariello, Elastic Group of Artistic Research, Igor Imhoff, Lino Strangis.

Nuove proposte - under 40
Lia Cecchin, Giulia Conzato, Sami Rahal e Filippo Torre, Cristiano Ramunno, Paolo Tonon, Anna Visini.

Sedi espositive:
Palazzo Fogazzaro, Via Fratelli Pasini 44, Schio (Vi)
Biblioteca Civica “R. Bortoli”, Via Carducci 33, Schio (Vi)

Durante l'inaugurazione: Performance sonora “Strange Pic-nic” di Strangis, Rahal e Torre Eterea PostBong Band ore 22.00. Installazione audiovisiva site specific “Trasformation... does it include innovation?” dell’artista Nicola Bettale

Per informazioni:
Gruppo curatoriale Le Momo Eletronique - Roma
sgdfest@libero.it
www.schioglocaldigitalfest.eu

LUIGI DE MAGISTRIS A VICENZA

Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledì 28 ottobre giornata veneta per l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris. L'ex magistrato sarà alle 18.30 in centro a Mestre (si parlerà di “Giustizia e Diritti”), mentre alle ore 21 l'appuntamento è a Vicenza, al presidio No Dal Molin (incontro intitolato “I diritti violati: ecomafia, democrazia limitata”). Entrambi gli eventi sono aperti a tutti i cittadini.

MESTRE - ore 18.30 - Aula Magna Laurentianum, Piazza Ferretto. Il parlamentare europeo IdV Luigi De Magistris incontra i cittadini. Evento pubblico: GIUSTIZIA E DIRITTI. Interverranno: Gennaro Marotta (coordinatore regionale veneto IdV), Damiano Rossato e Gustavo Franchetto (consiglieri regionali veneti IdV). L’incontro di Mestre è organizzato dal Gruppo Consiliare Regionale Italia dei Valori con Di Pietro

VICENZA - ore 21.00 - Presidio permanente No Dal Molin – via Ponte Marchese (tra Vicenza e Caldogno)Il parlamentare europeo IdV Luigi De Magistris incontra i No Dal Molin. Dibattito sul tema I DIRITTI VIOLATI, ecomafia e democrazia limitata.Interverranno: Antonio Borghesi (Vicecapogruppo IdV alla Camera), Gennaro Marotta (coordinatore regionale veneto IdV), Carlo Rizzotto (coordinatore provinciale IdV), Cinzia Bottene (consigliere comunale Vicenza), Fulvio Rebesani, Marco Palma, Marco Milioni.

SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA ROSSA

“Non è una serata di delusione, ma di festa per il Partito Democratico”, sono le ultime parole di Dario Franceschini prima di complimentarsi con il vincitore delle primarie Pierluigi Bersani. Una festa della democrazia alla quale hanno partecipato quasi 3.000.000 di simpatizzanti. Nella prima conferenza stampa il neosegretario Bersani ha manifestato la volontà di costruire un grande partito popolare radicato nel territorio (attento alle esigenze dei lavoratori e del mondo dell’impresa), e di lavorare per l’alternativa al governo delle destre, cercando, da subito, un dialogo con quanti condividono questo obiettivo. Il nuovo partito, disegnato da Bersani, sarà plurale, distante - parole sue - dal modello padronale caro ad altri soggetti politici. Per questo ha chiesto a Franceschini e Marino di essere protagonisti del progetto di cambiamento. I primi passi sono nella giusta direzione, ma non sarà un cammino facile. La stessa volontà, manifestata nei giorni scorsi, di svelenire il clima politico e di non fare una politica urlata si scontra già con l’arroganza della destra. Infatti, Fabrizio Cicchitto è riuscito nell’impresa di minimizzare il risultato dell’affluenza alle urne. Secondo il presidente dei deputati del PdL, le primarie sarebbero: “un esercizio anomalo, non chiaro, espressione di un partito allo sbando”. Al contrario, il popolo delle primarie, ha dimostrato che “ci tiene”. La speranza è che non venga sciupata anche quest’ultima opportunità dando spazio a scomodi padrini politici o ad un apparato di partito ormai superato. In bocca al lupo dunque al neo-segretario Bersani da parte di “Vicenza Popolare” perché dovrà affrontare sfide durissime, dal dare un’anima ed un’identità al Pd fino all’impegno per tornare a vincere a partire già dalle prossime elezioni regionali.

Emanuele Bellato

domenica 25 ottobre 2009

NONA SINFONIA PER IL DOTTORE

Semplicemente leggendario! Valentino Rossi ha conquistato in Malesia il nono titolo iridato della sua carriera eguagliando il record di un mito del motociclismo come Mike Hailwood. Sul circuito di Sepang la partenza della gara è stata ritardata a causa di un diluvio. Casey Stoner, sotto la pioggia, ha dominato con la sua Ducati sin dai primi giri mentre Valentino, a cui bastava un quarto posto, ha fatto una gara in progressione chiudendo terzo davanti a Jorge Lorenzo. Valentino, nonostante l’errore alla prima curva che lo ha fatto retrocedere dal primo all’ottavo posto, ha mantenuto la situazione sotto controllo, mentre Lorenzo prima della partenza è rientrato ai box dopo aver collaudato la sua moto sul bagnato, invece di andare direttamente in griglia. Poi quando ha provato a riguadagnare la pista la pit-lane era già chiusa. Così è dovuto partire dai box, ma lo spagnolo, undicesimo dopo la prima curva, è riuscito a rimontare posizioni fino a portarsi davanti a Rossi. I due sfidanti hanno sorpassato prima Melandri, poi Capirossi, Hayden ed Elias, fino ad arrivare al quarto ed al quinto posto. A questo punto Rossi avrebbe potuto accontentarsi, invece con una magica spaccata ha passato Lorenzo e poi complice la caduta di Dovizioso, che era in terza posizione, ha chiuso al terzo posto, dietro Stoner e Pedrosa. 9 titoli iridati, 104 vittorie, 58 pole, 83 giri veloci, 163 podi su 226 GP disputati, questi gli impressionanti numeri di Vale. Ma ancora tante sfide e tanti nuovi obiettivi all'orizzonte attendono il campione di Tavullia: battere il record di vittorie di Giacomo Agostini a quota 123, conquistare il decimo titolo mondiale, battere qualche altro emergente, magari vincere ancora con una nuova moto, la Ducati ad esempio, o correre in F1 con la Ferrari. Immancabile il simpatico siparietto per festeggiare questo splendido, ennesimo trionfo. Vale insieme agli amici del suo fan club, ha indossato una maglietta con la scritta "Gallina vecchia fa buon brodo...brodo un cavolo!", con tanto di gallina vera, con un piccolo casco in testa, ironizzando sulla sua età, 30 anni, rispetto a quella dei giovani rivali Lorenzo, Stoner e Pedrosa. "Ringrazio tutti, è stato un anno difficile e la gara di oggi ha rispecchiato l'intera stagione. Ho vinto sei gare e sono stato regolare nelle altre...gallina vecchia fa buon brodo!", questo il commento di Rossi.Complimenti Vale!!!

Francesca Monti

PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO

"La libertà non è stare sopra un albero, la libertà è partecipazione" così cantava Giorgio Gaber. Con questo spirito invitiamo i nostri lettori, che simpatizzano per il Pd, ad andare a votare alle primarie. La nostra speranza è che dalle urne esca un partito rinnovato, di sinistra, in sintonia con l’Italia dei Valori e le altre formazioni di sinistra. Un Pd che ascolti di più Beppe Grillo. Un Pd eticamente pulito e determinato nell’opposizione al governo delle destre. Un Pd dalla parte dei lavoratori e dei disoccupati. A questo noi "ci teniamo"!

Il 25 ottobre ricorda che: Si vota per le primarie del Partito Democratico dalle 7 alle 20. Cerca il tuo seggio su
www.partitodemocratico.it o telefonando al numero 848.88.88.00. Per maggiori informazioni consulta il sito del Partito Democratico della Provincia di Vicenza: www.pdvi.it

GIGANTE: DENISE KARBON TERZA

La nuova stagione di sci, che si è aperta ieri con il gigante di Soelden, ha subito portato all'Italia un bel terzo posto grazie a Denise Karbon, che aveva chiuso la prima manche al comando, davanti a Manuela Moellg, sfortunatamente uscita nella seconda frazione. La vittoria è andata alla finlandese Tanja Poutiainen, davanti all'austriaca Kathrin Zettel. Decima la genovese Camilla Alfieri, protagonista di una grande prova nella seconda manche, che l'ha vista rimontare ben 13 posizioni. Ventesima Giulia Gianesini, 21ª Federica Brignone. "Purtroppo non ho saputo rilassarmi e far correre gli sci nella seconda manche come avevo fatto nella prima. Me ne accorgevo in pista, ma non ho saputo cambiare marcia. Ma essere sul podio resta una buona cosa. Mi dispiace per Manuela, ma deve lasciarsi alle spalle la delusione in fretta, perché in questo momento sta sciando davvero forte", ha detto Denise a fine gara. (f.m.)

sabato 24 ottobre 2009

CONCERTO DI BRIGITTE ENGERER

Poesia e suggestione inaugurano la stagione sinfonica del Teatro Comunale Città di Vicenza il 28 ottobre, alle ore 21.00, con un intenso concerto dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza e la grande pianista Brigitte Engerer. Biglietti ancora disponibili.

Un programma di grande tocco poetico e di forte suggestione apre la stagione sinfonica del Teatro Comunale Città di Vicenza, il prossimo 28 ottobre, alle ore 21.00 con l’Orchestra del Teatro Olimpico e la partecipazione straordinaria della pianista Brigitte Engerer in un programma che propone la forza del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Chopin e la suggestione dei racconti fantastici di “Shérérazade” di Rimskij-Korsakov.
Si inizia con l'Ottocento romantico di Fryderyk Chopin, che, appena diciannovenne, compone il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 21 (1821). Un'opera dove prevale sempre e in modo indiscutibile la personalità del pianoforte, eletto strumento principe dai compositori romantici per le sue capacità espressive tanto da diventare il simbolo di un intero periodo storico, il Romanticismo. L'abilità del compositore polacco nel disegnare melodie che si trasformano in vere e proprie composizioni poetiche, unita alla duttilità del pianoforte sempre pronto nel rispondere all'appassionato lirismo della scrittura tipica di Chopin, si ritrovano anche in questo Concerto, mentre l'orchestra non si ribella mai con slanci sinfonici, ma segue sempre con discrezione il solista, accompagnandolo con quell'arricchimento armonico che produce l'effetto di esaltare tutta la potenza espressiva del pianoforte, unica star nell'intera composizione.
Nella seconda parte della serata, uno dei capolavori della scuola russa, testimonianza della completa liberazione dal sinfonismo tedesco: la suite orchestrale “Shéhérazade” (1889) di Rimskij-Korsakov, dall'autore stesso presentata come un'opera “con un notevole grado di virtuosità e sonorità chiara, senza influenze wagneriane”. La composizione si propone come un brano di ampio respiro, senza i cosiddetti leitmotiv, tipici del sinfonismo europeo. Continua il Korsakov: “avevo in vista di comporre una suite in quattro parti, intimamente legate da temi e da motivi comuni, ma presentate come un caleidoscopio di immagini favolose” e ricorda che i quadri sono suggestioni sinfoniche (ispirate al tema della tempesta e del naufragio, del viaggio di Sinbad e della festa a Bagdad), collegate dalla voce della Principessa, il violino solo. Conclude poi che i titoli delle varie sezioni devono solo “orientare un poco la fantasia dell’ascoltatore”. Shéhérazade è la rappresentazione musicale di quell’Oriente fantastico e magico che diventerà poi un ‘topos’ della musica europea.
Questo primo concerto della stagione sinfonica propone sul palco, accanto all’OTO diretta da Giancarlo De Lorenzo, un'eccezionale interprete per il concerto di Chopin: Brigitte Engerer, pianista oggi di grande fama, il cui esordio sulla scena internazionale è legato all'orchestra Berliner Philarmoniker sotto la direzione di H. von Karajan.

Brigitte Engerer inizia gli studi musicali all'età di cinque anni, dando il primo concerto l'anno seguente. Brigitte Engerer ha studiato al Conservatorio di Parigi, dove ha ricevuto numerosi premi, proseguendo poi al Conservatorio di Mosca con Stanislav Neuhaus. Tra il 1969 e il 1979 Brigitte Engerer ha vinto premi in quelli che sono considerati i tre più importanti concorsi pianistici internazionali: il Marguerite Long di Parigi, il Tchaikovsky di Mosca e il Queen Elizabeth di Bruxelles.
La sua carriera ha una svolta nel 1980 quando Herbert Von Karajan la invita a fare il suo debutto con i Berliner Philarmoniker.
Viene immediatamente ingaggiata per la stagione del 1982 ed è ora un'ospite regolare. Altri grandi successi seguono a Berlino, Parigi, Vienna e New York, dove trionfa alla Carnegie Hall.
Da allora si è esibita con le maggiori orcheste di tutto il mondo ed è un'ospite assidua dei principali festival europei tra i quali quelli di Vienna, Berlino, La Roque d’Anthéron, Aix en Provence, Colmar, Lockenhaus, Monte Carlo. I suoi partner cameristici sono Olivier Charlier, Vladimir Spivakov, David Geringas, Dmitry Sitkovetsky, Elena Bashkirova, Jean-François Heisser, Bruno Rigutto, Michel Beroff and Gérard Caussé. La registrazione della Engerer del Carnaval Op. 9 di Schumann e del Carnevale di Vienna per la Philips è stata premiata con il Grand Prix du Disque. Per la Denon ha registrato il Concerto n. 1 di Tchaikovsky e il Concerto in La minore di Schumann con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Emmanuel Krivine e per Harmonia Mundi l'integrale dei notturni di Chopin, le sonate di Beethoven, Grieg e Schumann con il violinista Olivier Charlier, così come le opere complete per due pianoforti di Rachmaninov con Oleg Maisenberg. Quest'incredibile artista combina maturità e sensibilità con forza e delicatezza, trovando posto tra i principali interpreti della nostra generazione.

Ancora biglietti disponibili. Per informazioni 0444 324442
www.tcvi.it

Programma:

Nikolaj Rimskij -Korsakov (1844-1908)
‘‘Shéhérazade’’ Suite sinfonica op. 35
Il mare e la nave di Sinbad
Largo e maestoso - Allegro non troppo
Il racconto del principe Kalender
Lento - Andantino - Allegro molto - Con moto
Il giovane principe e la giovane principessa
Andantino quasi allegretto - Pochissimo più mosso - Come prima - Pochissimo più animato
Festa a Bagdad. Il mare. Naufragio sulle rocce sormontate da un guerriero di bronzo
Allegro molto - Vivo - Allegro non troppo maestoso

Fryder yk Chopin (1810-1849)
Concerto per pianoforte n. 2 in fa minore op. 21
Maestoso
Larghetto
Allegro vivace

Brigitte Engerer pianoforte
Giancarlo De Lorenzo direttore
Orchestra del Teatro Olimpico

TU CHIAMALE SE VUOI DEBOLEZZE

Sesso e politica, un binomio ormai inscindibile. In principio fu Silvio Sircana, portavoce di Prodi, ad essere pizzicato in compagnia di un trans. Poi fu il turno del casiniano Cosimo Mele che, per sopperire alla lontananza della famiglia, si distraeva partecipando a festini a luci rosse. I tempi passano, le parole si evolvono, così si è arrivati all’utilizzatore finale, ovvero il premier Silvio Berlusconi. Con lui il “velinismo” è andato al potere, tanto che Paolo Guazzanti ha coniato il termine “mignottocrazia”. All’estero si ricordano invece le scappatelle extra-coniugali dell’ex presidente americano Bill Clinton e le inclinazioni omosessuali del duro e puro della politica austriaca Jorg Haider.
Oggi, ad essere sotto i riflettori, è il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, vittima di una storia di ricatti e video rubati, dalla quale però emerge che anche l’ex presentatore televisivo ha il vizietto del sesso a pagamento. Ieri sera, Marrazzo aveva dichiarato l’intenzione di proseguire il suo mandato. Prima smentendo i fatti attribuitigli e poi riconducendo tutto a questioni di vita privata, incassando così la solidarietà dell’intero centrodestra. Oggi, a freddo, incalzato probabilmente dai dirigenti del Partito democratico, preoccupati per quella che sta diventando a tutti gli effetti una questione morale, ha optato per l’auto-sospensione. Così Marrazzo lascia ed ammette: “Mie debolezze private”. Ma in fondo, come diceva Jessica Rabbit: “Io non sono cattiva: è che mi disegnano così”.

Paolo Sante

L’ANARCHIA DEL POTERE

Il quadro politico italiano è sempre più in movimento. Se la sinistra è ancora alla ricerca di un’identità e di un leader, la destra sta vivendo una fase ancora più grave e delicata. Ormai è chiaro a tutti che bisogna pensare al dopo Berlusconi. Il presidente della Camera Gianfranco Fini è stato il primo a porsi il problema, portando avanti una sorta di “exit strategy” dall’orbita berlusconiana. Una strategia sottile, sotterranea (o meglio subacquea), fatta di incontri bipartisan, creazione di fondazioni, prese di distanza sempre più nette, il cui unico fine è isolare e “scaricare” il capo. D’altronde è risaputo che a Fini non difetta la capacità di saper leggere i tempi e cavalcarli con un opportunismo senza eguali. Lo fece con la svolta di Fiuggi, seguita dalla visita a Gerusalemme ed infine con l’entrata nel Pdl (ridicolizzato sin dalla svolta del predellino). Però Fini non è uno che “balla da solo”, infatti seppure con circospezione è sostenuto dal presidente del Senato Schifani (vedi le dichiarazioni prima della sentenza del “Lodo Alfano” in cui entrambi i presidenti dichiaravano di rinunciare al suddetto privilegio). Ultimo, in ordine di tempo, a manifestare malumori è il suo “ex nemico” Tremonti. A livello locale per il Cavaliere non va meglio. Il caso Veneto è emblematico. Galan ed una parte del Pdl hanno minacciato di presentare una propria lista, se alle regionali dovesse essere designato un leghista per la presidenza. Tutto questo dimostra che i primi a delegittimare e a non credere più in Berlusconi sono i suoi ex fedelissimi, “camerati” di tante merende.

Italo Di Giacomo

venerdì 23 ottobre 2009

LIBRERIA POPOLARE N.70

La bolla. La pericolosa fine del sogno berlusconiano
Maltese Curzio
€ 13,00
2009, 144 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

“Ci stanno rubando il futuro!” hanno gridato nelle piazze di tutta Italia gli studenti del movimento dell’Onda. Ma lo stesso grido potrebbe accomunare in realtà l’intero paese. Perché l’Italia si è fermata, ha perso la capacità di progettare il futuro, e la crisi economica non fa altro che rendere più visibile e più dolorosa una malattia contratta già da tempo. Il collasso è la radiografia impietosa ma reale di un paese che non sa più proiettarsi in avanti. Che spreca le sue migliori risorse intellettuali non riconoscendo loro alcun merito e costringendole a emigrare. Che non ha il coraggio di investire sull’innovazione e la tecnologia. Che sta perdendo la sfida della competizione internazionale. E che continua a devastare il suo territorio senza preoccuparsi di cosa troveranno le prossime generazioni. Al culmine della piramide, purtroppo, una classe dirigente che è più che mai parte del problema anziché una possibile soluzione. Una classe dirigente che nella sua parte conservatrice continua a coltivare la nostalgia di un passato autarchico, quando sul mondo non spiravano ancora i venti della globalizzazione. E che nella sua parte progressista appare immobile, incapace di ricambio generazionale, sorda agli umori del paese reale, addirittura messa in discussione dal punto di vista dell’onestà.

Capitalismo parassitario
Bauman Zygmunt
€ 8,00
2009, 66 p., brossura
Laterza (collana Il nocciolo)

Estratto / “Come il recente «tsunami finanziario» ha dimostrato, «al di là di ogni ragionevole dubbio», ai milioni di individui che il miraggio della «prosperità ora e per sempre» aveva cullato nella convinzione che i mercati e le banche del capitalismo fossero i metodi garantiti per la risoluzione dei problemi, il capitalismo offre il meglio di sé non nel risolvere i problemi, ma nel crearli. Il capitalismo, proprio come i sistemi di numeri naturali dei famosi teoremi di Kurt Gödel (anche se per ragioni diverse...), non può essere simultaneamente coerente e completo; se è coerente con i suoi princìpi insorgono problemi che non è in grado di affrontare (voglio ricordare che l´avventura dei «mutui subprime», sbandierata all´opinione pubblica come la via per mettere fine al problema dei senzacasa, quella piaga che il capitalismo, come è risaputo, produce sistematicamente, ha invece moltiplicato il numero dei senzacasa attraverso l´epidemia di pignoramenti...); e se cerca di risolverli non può riuscirvi senza cadere nell´incoerenza con i propri presupposti di fondo. Molto prima che Gödel stilasse il suo teorema, Rosa Luxemburg aveva scritto il suo studio sull´«accumulazione del capitale», dove sosteneva che il capitalismo non può sopravvivere senza le economie «non capitalistiche»: esso è in grado di progredire, seguendo i propri princìpi, fintanto che vi sono «terre vergini» aperte all´espansione e allo sfruttamento; ma non appena le conquista per poterle sfruttare, le priva della loro verginità precapitalistica e così facendo esaurisce le fonti del proprio nutrimento. Il capitalismo, per dirla crudamente, è in sostanza un sistema parassitario”.

BERLUSCONI AL PUTIN TOUR

“Vengo a chiedere l’impegno del governo italiano nel processo di pace israelo-palestinese. All’Italia ci lega un’antica sintonia. Ci scambieremo opinioni su come accelerare il negoziato di pace”. Così parlava Re Abdullah II alla vigilia del suo viaggio in Italia. La storia è andata diversamente. Come è noto il sovrano giordano e consorte sono giunti a Roma, ma non c’era Berlusconi ad accoglierli. In parole povere il Cavaliere gli ha “tirato il pacco”, optando per una visita segretissima all’amico Putin. Una tre giorni di piacere e di lavoro, non inserita nell’agenda politica. Per i critici l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del premier: più interessato a festeggiare il compleanno dell’amico ex agente del Kgb nell’Unione Sovietica che alla risoluzione dell’intricata questione mediorientale (MO., una zona sempre più instabile, per molti esperti una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro con conseguenze a livello globale).
Inoltre, aldilà di un compleanno da festeggiare, per giunta in ritardo, resta fitto il mistero della visita. Il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza) Francesco Rutelli, per la serie marzulliana “si faccia una domanda e si dia una risposta” si è chiesto: “In quale nazione al mondo può succedere che il premier vada per un viaggio segreto da un leader di uno dei maggiori paesi del mondo?” E giustamente si è risposto: “Solo in un paese non democratico”. Nella polemica è entrato anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha inviato a Berlusconi una lettera aperta con la quale ha chiesto al Cavaliere di farsi portavoce presso Putin del rispetto dei diritti umani in Russia. Durissima la presa di posizione di Paolo Guzzanti che a Berlusconi, nonostante abbia militato per molti nel suo partito, non ha mai perdonato l’amicizia con il leader russo. Sul suo blog, “Rivoluzione Italiana”, ha scritto: “Mentre i due grandi amiconi Silvio e Vladimir stanno danzando al suono della balalaika, Enzo Lombardo ci ricorda che dobbiamo commemorare un’altra vittima di Putin: l’italiano Antonio Russo che nove anni fa fu barbaramente ammazzato mentre documentava i crimini della nuova armata rossa in Cecenia. Antonio fu ammazzato a freddo dai reparti speciali vicino a Tblisi in Georgia. Speriamo che Silvio si sia divertito con Vladimir, l’uomo che fino alla caduta del Muro guidava, da ufficiale superiore del KGB a Dresda e a Berlino, la Stasi tedesca e i servizi connessi”.
Da imputare a Putin non solo la guerra sporca portata avanti dalla Russia in Cecenia, ma anche le costanti intimidazioni alla libera stampa, un rapporto ambiguo con l’Iran e la freddezza nelle relazioni con gli Stati Uniti di Obama.
Considerando tutto questo viene spontaneo dire che tra tutte le frequentazioni discutibili del premier, quella con Putin, è sicuramente la più imbarazzante ed inquietante.

Paolo Sante

CONVERSAZIONI PER SANTA CORONA

Le opere raccontate dai protagonisti della storia dell'arte veneta. Otto incontri di 45 minuti per conoscere i tesori esposti al Museo Diocesano di Vicenza. Primo incontro Domenica 25 Ottobre ore 17. Il prof. Fernando Rigon presenterà "L'iconografia del Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini"

Nella migliore tradizione dei musei di ogni paese, le opere d’arte possono diventare protagoniste di un incontro, dove conoscere meglio un’opera d’arte, in una conversazione informale e gustosa con l’esperto e l’opera d’arte stessa.
45 minuti al massimo, per scoprire i segreti dei capolavori della pittura, dell’architettura o della gioielleria conservata nella città, questa l’idea che ha visto nascere Conversazioni per Santa Corona, 8 incontri dove si entrerà nel vivo della mostra Tesori da Santa Corona. Bellini Veronese Pittoni, inaugurata lo scorso aprile al Museo Diocesano di Vicenza.
Il Comune di Vicenza, la Soprintendenza BSAE per le Province di Verona Rovigo e Vicenza e la sezione veneta della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC), ospitano gli esperti della Storia dell’Arte per guardare con occhi diversi i tesori provenienti della chiesa di Santa Corona.
Questa operazione culturale nasce proprio da un’esigenza di tutela e di fruibilità, potendo apprezzare sotto una luce diversa testimonianze dell’arte dell’uomo che altrimenti rimarrebbero escluse per i lavori di restauro del grande complesso domenicano di santa Corona. L’esposizione, apprezzata da un folto pubblico di italiani e stranieri che vogliono scoprire i capolavori della pittura veneta dal XIV al XVIII secolo, in primis il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, è l’appuntamento espositivo di maggior successo a Vicenza, con una continua richiesta di conoscere meglio la storia di queste realizzazioni.
45 minuti con la propria sedia alla mano (fornita all’ingresso del museo), sarà un modo comodo e agevole di conoscere senza essere esperti, tra un pomeriggio di acquisti e una cena con gli amici o al cinema. (c.s.)

L’EDIFICIO:
La grande chiesa di Santa Corona è uno scrigno di tesori che spaziano dalla pittura alla scultura, dagli argenti fino ai tessuti; opere d’arte e di artigianato di altissimo livello artistico che sono parte integrante della storia della città. Il complesso monumentale con l’annesso convento dei frati domenicani è stato voluto dal vescovo Bartolomeo Breganze nel 1260. L’edificio nasceva come tempio per accogliere la reliquia della Santa Spina della Corona di Gesù Cristo (il reliquiario è oggi conservato al Museo Diocesano).
I dieci anni di lavori per la costruzione della chiesa a tre navate, dal 1260 al 1270, furono solo l’origine di un’opera che non ha mai smesso di arricchirsi fino a tutto il XIX secolo, diventando uno dei più grandi tesori d’arte nel territorio veneto.
Grandi nomi della tradizione scultorea, pittorica ed architettonica veneti hanno contribuito ad impreziosire Santa Corona celebrando non solo la fede, ma anche il potere economico di famiglie nobiliari e mercantili che hanno trovato nelle cappelle laterali la loro degna sepoltura, come la celebre Cappella Valmarana progettata da Andrea Palladio.
Alcune opere pittoriche sono tappe imperdibili per il visitatore o il turista che si reca in città, attirato dai maestri della pittura veneziana che a Santa Corona convivono da cinquecento anni, oltre che a dei manufatti più rari, come lo straordinario Altare Maggiore ricoperto di tarsie marmoree e madreperla che cattura l’attenzione per i suoi colori brillanti ma equilibratissimi.

CONTATTI:
Museo Diocesano

Piazza Duomo, 12
36100 VICENZA
museo@vicenza.chiesacattolica.it
www.museodiocesanovicenza.it
Orari di apertura della mostra: dal martedì alla domenica 10.00 - 13.00 / 14.00 - 18.00

*Cliccare sull'immagine in alto per leggere il programma


Castagnata di beneficenza

L’iniziativa animerà piazza Chilesotti a Thiene nel pomeriggio di domenica 25 ottobre 2009

Proseguono le iniziative promosse dall’associazione senza scopo di lucro La Casa di Stefano: l’appuntamento è domenica 25 ottobre 2009 in piazza Chilesotti con la “Marronata della Solidarietà” che prenderà avvio alle ore 14.00 ed allieterà di calore e bontà il centro storico cittadino. L’iniziativa è organizzata dai volontari de La Casa di Stefano in collaborazione con Ass. Età Serena, gruppo Alpini sezione di Thiene e ASCOM Mandamentale, e ha il patrocinio del Comune di Thiene.
La Casa di Stefano è impegnata dal gennaio 2008 per la raccolta di fondi destinati alla realizzazione di case-famiglia in Lituania, a sostegno dell’infanzia abbandonata e che vive situazioni di disagio familiare. Per informazioni: tel. 328-7259546.

giovedì 22 ottobre 2009

RANIA: ISTRUZION(E) PER LA PACE

La regina Rania di Giordania, in visita ufficiale in Italia con il marito Re Abdullah II, non conquista solo per il suo fascino o per la sua indiscutibile eleganza, ma soprattutto per le sue idee. Modello di emancipazione femminile, sa coniugare tradizione e modernità, cancellando così tutti quegli stereotipi costruiti da quella parte di Occidente impegnata in uno scontro di civiltà nei confronti del mondo arabo. La sua posizione di privilegiata non l’ha di certo esentata dall’impegnarsi a favore degli ultimi, tanto da diventare la paladina degli oppressi. Per certi versi quasi un’icona di riscatto per le donne del Medio Oriente. Figlia di Palestinesi, emigrati in Kuwait in seguito all’occupazione israeliana dei Territori, non ha mai dimenticato le sue origini. Durante la guerra di Gaza, si appellò al mondo intero per fermare il massacro degli innocenti. Scrisse una lettera di pace il cui incipit faceva riferimento alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, e concretamente si recò a donare il suo sangue per i residenti della Striscia. E’ fermamente convinta che solo tramite lo studio si possa acquisire quella consapevolezza necessaria per emergere nella società delle ingiustizie e delle prevaricazioni; anche per questo è impegnata, come madrina, nella campagna “1 Goal”, iniziativa legata ai mondiali di calcio in Sudafrica, che si propone di sensibilizzare i leader mondiali circa l’importanza dell’accesso libero all’istruzione per tutti.
La visita dei sovrani di Giordania conferma, una volta di più, che dobbiamo essere ottimisti e continuare sulla strada del dialogo, lavorando insieme per eliminare tutte quelle iniquità che ingrossano le file dell’estremismo e costituiscono un ostacolo per il processo di pace.

Emanuele Bellato

Spagna: Le giornate dei formaggi Dop

E’ partita l’iniziativa di formazione organizzata, per il primo anno, dai Consorzi Tutela Formaggio Asiago, Mozzarella di Bufala Campana e Parmigiano-Reggiano in Spagna. I tre consorzi, che da alcuni anni promuovono incontri simili orientati al mondo della ristorazione e del punto vendita nel territorio italiano, hanno scelto di presentarsi anche al mercato spagnolo visto l’interesse che quest’ultimo dimostra per le produzioni italiane di qualità, in particolare per i formaggi DOP.
Le “Giornate Professionali”, che in questa occasione si presentano con il logo “Quesos Italianos”, hanno lo scopo di illustrare il ruolo dei Consorzi di Tutela e del sistema di certificazione italiano, le proprietà organolettiche dei tre formaggi DOP, il taglio, la presentazione e la conservazione del prodotto. Gli appuntamenti spagnoli, al via lo scorso 15 ottobre a Madrid, propongono momenti formativi, degustazioni e presentazioni di ricette con la partecipazione di prestigiosi esperti di gastronomia. I prossimi incontri si svolgeranno a Siviglia il 27 ottobre e a Barcellona a metà novembre.
La giornata di Madrid, oltre alla descrizione delle principali caratteristiche dei tre formaggi da parte di Angela Barusi, responsabile dell’organizzazione dell’iniziativa in Spagna e rappresentante dei Consorzi di Tutela, ha visto la presenza di Abel Valverde, vincitore del premio nazionale di gastronomia 2008 dell’Accademia Spagnola di Gastronomia come miglior maître dell’anno, che ha spiegato come affrontare l’offerta e la gestione dei formaggi nel punto vendita e nel ristorante, e di Jesus Pombo, del celeberrimo negozio di formaggi Poncelet, che ha guidato la degustazione. L’incontro di Siviglia vedrà invece la partecipazione di tre rinomati esponenti della scena gastronomica locale: gli chefs Juan Manuel Rodriguez, Willy Moya e Julio F.dez Quinterno, che realizzeranno un vero e proprio “show cooking”, elaborando ricette ed abbinamenti con i tre formaggi. (c.s.)

Delegazione di Mauthausen nel vicentino

La visita nell’occasione del decennale del gemellaggio di Cogollo del Cengio con Mauthausen

Sabato 24 ottobre prossimo Thiene ospiterà una visita della delegazione ufficiale di Mauthausen guidata dal Sindaco, Thomas Punkenhofer, accompagnato da assessori e consiglieri della città austriaca, nonché dal parroco attuale e da quello precedente della chiesa locale. La delegazione, giunta a Cogollo del Cengio per festeggiare il decennale del gemellaggio, incontrerà con l’occasione anche l’Amministrazione Comunale di Thiene. La cerimonia avrà luogo alle ore 9.30 nella sala Consiliare per la parte dei saluti ufficiali, dopodichè la delegazione si recherà in visita al castello Porto Colleoni Thiene. Ad accompagnare nella giornata thienese la delegazione ospite sarà, oltre al Comitato Genellaggi di Cogollo del Cengio, l’Ass. Amici della Resistenza, che ha iniziato e coltivato nel tempo gli scambi tra le due municipalità con gli annuali pellegrinaggi sui luoghi della memoria della cittadina austriaca - tristemente passata alla storia nella seconda guerra mondiale - a cui partecipano gratuitamente numerosi studenti delle scuole superiori cittadine. Contatti improntati ad amicizia, nel solco del consolidato gemellaggio che da dieci anni lega Cogollo del Cengio a Mauthausen. La visita annuale organizzata dagli Amici della Resistenza, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Thiene, è giunta nello scorso agosto alla settima edizione e ha portato a Mauthausen complessivamente circa 400 persone di cui 70 studenti, individuati dai rispettivi Istituti in base al merito e la cui partecipazione è stata gratuita grazie all'attenzione che Comune e Amici della Resistenza hanno avuto per sensibilizzare i giovani alla conoscenza storica e favorire in loro la crescita civile e umana in percorsi di pace. L'obiettivo primario di far visitare i lager non ha mai trascurato in questi anni quello di favorire la conoscenza dell’aspetto culturale e turistico della bellissima e, forse poco conosciuta zona che circonda Mauthausen, che annovera centri importanti ed interessanti come Linz, Steyr, St. Florian, Enns, ricchi di storia e arte.

mercoledì 21 ottobre 2009

BASSANO: LA VEDOVA ALLEGRA

Venerdì 23 ottobre alle ore 20.30, in replica domenica 25 ore 15.30 al PalaBassano di Via Cà Dolfin, una nuova produzione targata LI.VE de LA VEDOVA ALLEGRA di Franz Lehàr, con la regia di Hugo De Ana e realizzata in collaborazione tra Bassano OperaFestival, il Comune di Padova e il Comune di Rovigo-Teatro Sociale.

Dopo i successi estivi, si conclude al PalaBassano l’edizione 2009 di Bassano OperaFestival con i tradizionali appuntamenti lirici. Apre la stagione la regina delle operette, La vedova allegra di Franz Lehàr, in scena venerdì 23 ottobre alle ore 20.30 con replica domenica 25 alle ore 15.30, in un allestimento firmato da uno dei più accreditati registi del teatro lirico interrnazionale, l’argentino Hugo de Ana, autore anche della spettacolare Aida dello scorso anno. A dirigere l’Orchestra Filarmonia Veneta, partner ormai consolidato di Operafestival, il Maestro israeliano Asher Fish, che collabora con i maggiori teatri ed orchestre europei ed americani.
Protagonista un cast d’eccezione che vede interpreti di grande fama quali Daniela Mazzucato, considerata la regina dell’operetta, nei panni di Valencienne, la giovanissima Gladys Rossi, al suo debutto ne La Traviata nella passata stagione e quest’anno nei panni della protagonista Hanna Glawari, affiancata dal tenore Alessandro Safina, noto anche agli appassionati del pop, nel ruolo del Conte Danilo. E ancora Andrea Concetti è un divertente Barone Zeta mentre il personaggio di Njegus è un delizioso Elio Pandolfi; da sottolineare la partecipazione straordinaria di due celebri artiste per i ruoli di Sylviane e di Praskowia: Cecilia Gasdia e Mara Zampieri impegnate in una divertentissima parodia dei rispettivi cavalli di battaglia.
Operetta delle operette, La vedova allegra gode di ininterrotta fortuna da oltre un secolo, da quando andò in scena per la prima volta al Theater an der Wien il 30 dicembre 1905. Una fortuna dovuta ad una miscela davvero equilibrata di temi classici della commedia (denaro, amore e gelosia), di un fascinoso colore musicale e di celebri danze. Diventato ben presto uno dei titoli più apprezzati del pubblico, il capolavoro dell’ungherese Lehár viene presentato per la prima volta al festival in un nuovo spettacolare allestimento che ne rinnova il fascino e la magia con il ritmo incalzante delle scene, le sfavillanti feste, l’elegante divertimento, dove co-protagonisti diventano scene, costumi e colori di grande effetto.
La vedova allegra è il secondo progetto di coproduzione Li.Ve. (Associati Lirica Veneto) tra i Comuni di Padova, Bassano del Grappa, e Rovigo, progetto finalizzato a fare sistema e a unire soggetti impegnati nella produzione lirica che condividono obiettivi tesi a produrre e proporre eventi musicali di alta qualità, inaugurato, con grande successo, lo scorso anno con La Traviata di Giuseppe Verdi.

Per informazioni e prenotazioni: Biglietteria del Festival in via Vendramini, 35 a Bassano del Grappa tel. 0424/524214 Informazioni anche al 0424 217819.


SILLABARIO DEI TEMPI TRISTI

“Sillabario dei tempi tristi”! Non spaventatevi. Si tratta del libro di Ilvo Diamanti (sociologo, politologo, collaboratore di Repubblica, vicentino) che in questi giorni sto leggendo con attenzione. Diamanti dice che non ama dirsi e darsi per quella riservatezza che gli offre la possibilità di osservare dall’esterno il mondo in cui vive. Io, dico grazie a Diamanti, per avere tolto la maschera e per averci donato questo lavoro di raccolta di testi, rielaborati alcuni, altri inediti che ci permettono di metterci davanti allo specchio e guardarci e così riflettere su cosa siamo diventati.
Qui lo studioso, per una volta, sembra non accontentarsi di un giudizio di fatto, ma si espone in un giudizio di valore e sinceramente ciò serve e tanto.
Nella presentazione dell’autore, c’è una riflessione che non lascia indifferenti. Nella realtà in cui viviamo tutto sembra permeato dalla tristezza. Concordiamo credo tutti che è un dato di fatto, ma anche un giudizio di valore. Non occorre qui elencare i motivi che ci rendono tutti un po’ più tristi ultimamente… ognuno rifletta e guardi dentro e fuori di se.
Diamanti dà una chiave di lettura insolita della tristezza. Egli afferma: “La tristezza non è un sentimento ostile. E può diventare un’amica preziosa, se la frequenti con prudenza e discrezione. Senza venirne travolto, più che coinvolto. Coltivata con misura. Accostata alla “giusta distanza”. La tristezza. Mi aiuta a vivere. A essere meno triste”.
Confesso che mi ritrovo molto in queste affermazioni. Mi danno da pensare.
Dopo aver letto l’introduzione, ho letto uno dopo l’altro i vari articoli e ho scoperto con piacere che essere aiutato a leggere la realtà in modo personale, originale e con un pizzico di ironia aiuta ad affrontare questi tempi tristi.
Non solo. Gli articoli sembrano legati tutti da un filo rosso che passa attraverso la tesi, l’analisi e la sintesi della realtà, dando vita a una lettura che tiene aperta la porta alla speranza che è un ottimo antidoto alla tristezza.
Chiaramente non ritengo percorribile la via dell’ottimismo cieco che viene propinata da certi personaggi che lo affermano a partire dai propri interessi, guardando alla propria borsa stringendone i cordoni e lasciando briciole di speranza agli affamati di certezze di oggi e speranza per il futuro.
Io credo che se oggi viviamo tempi tristi è dovuto al fatto che ciò che siamo diventati è frutto di scelte passate, anche recenti, che si sono rivelate assai sbagliate e dannose. Alla ricerca della felicità a tutti i costi siamo finiti a rimanere tristi, disincantati, delusi. Credo che se si vuole cambiare i tempi tristi in tempi migliori occorra ripartire proprio da una lettura della realtà e reagire in modo personale e collettivo. Nessuno deve chiamarsi fuori. Ognuno deve fare la sua parte.
Difficile direte, ma non impossibile. Utopico? No, non credo. Non voglio vivere pensando che domani sarà peggio di oggi.
Accetto di essere triste, ma guardo con fiducia e speranza a ciò che devo attraversare: la realtà di questo tempi tristi, consapevoli che in esso ci sono i segni che alimentano la speranza. Anche la crisi sinceramente, con tutto il rispetto per chi non ha di che vivere, o ha perso il lavoro, o non arriva alla fine del mese, ci aiuterà ad essere migliori e ad accorgerci che la felicità non è a tutti i costi ma è una via da percorrere a partire dalle piccole cose di ogni giorno per cui essere grati e adoperarsi. Si esce dalla crisi e dai tempi tristi cambiando stile di vita. Tornando alla vita… non sono di quelli che affermano che si stava meglio quando si stava peggio, ma è certo che una regolata ce la dobbiamo dare e se la devono dare chi troppo ha, per rispetto a se stessi e a chi poco ha. Inoltre, sento, sentiamo il dono e il compito che l’autore sottolinea in uno degli articoli e cioè quello di non creare illusioni ma generare appunto la speranza e la speranza la si genera amando.
Da ultimo, come uomo di fede, credo in colui che non viene meno alle sue promesse e cambierà la tristezza (grida di lamento) in gioia (grida di giubilo).
Speriamo di poter presto scrivere un sillabario dei tempi di gioia… e forse alcuni articoli già li abbiamo, apriamo il nostro sguardo. Anche in tempi di crisi, non tutto è nero.

Ivano Maddalena



Sillabario dei tempi tristi
Diamanti Ilvo
€ 13,50
2009, 160 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

Thiene: Apre lo Sportello S.O.S. Lingue

Thiene. Dalla fine di ottobre verrà attivato presso l’Urban Center OASI Europa di via Roma 26 il nuovo sportello S.O.S. Lingue: aperto al pubblico da fine ottobre ogni secondo e ultimo giovedì del mese, dalle ore 16.00 alle 19.00, lo sportello nasce da una collaborazione con The London Scholl di Thiene e offre la consulenza di insegnanti madrelingua sui temi: Trouble shooting (rapida soluzione di problemi e dubbi nello studio della lingua straniera), certificazioni e riconoscimenti linguistici, assistenza nella redazione di Curriculum Vitae e lettere di presentazione in lingua, valutazione delle proprie competenze prima di verifiche, colloqui in lingua, ecc., conversazione e mantenimento.
La consulenza è individuale, ha una durata di 20 minuti, è solo su appuntamento ed è gratuita. Accanto allo Sportello S.O.S. Lingue sono previste tre serate: la prima sarà venerdì 27 novembre ed avrà per argomento usi, costumi e particolarità anglosassoni, informazioni utili cioè per muoversi con sicurezza per motivi di studio, lavoro o semplice viaggio di piacere in una delle mete europee più frequentate e ambite: il Regno Unito.
Il secondo incontro è venerdì 29 gennaio 2010 sull’interessante tema delle Certificazioni Linguistiche. L’ultima serata è venerdì 7 maggio 2010 e ha il titolo “Parlare in Pubblico”: affronterà il tema delle difficoltà di sostenere un colloquio in lingua, fornendo gli strumenti ed i consigli giusti per superarle con successo.
Tutti gli incontri si terranno alle ore 20.30 presso la Sala Convegni della Biblioteca civica di Palazzo Cornaggia di Thiene con ingresso libero. (c.s.)

Per informazioni:
Urban Center O.A.S.I. Europa - via Roma, 26 36016 Thiene - tel 0445/804749

C'ERA UNA VOLTA LA LIBERTA'

Secondo il rapporto annuale sulla libertà di stampa, pubblicato ieri da “Reportes sans frontieres”, l’Italia è scesa dal 44° al 49° posto. Sul declassamento hanno influito le pressioni e le crescenti ingerenze di Berlusconi sui media, ma anche le violenze della criminalità organizzata nei confronti dei giornalisti. Ed ancora la legge bavaglio che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche. Tutto questo spiega la perdita di posizioni dal 35° posto del 2007.
Però la colpa non è esclusivamente della politica. Proprio di questi giorni un esempio dell’assottigliamento della libertà di stampa: il giornalista Marco Filippi del Corriere delle Alpi, secondo quanto riferisce una nota dell’OdG Veneto, è stato “oggetto di un pesante provvedimento da parte della Procura della Repubblica di Belluno. La polizia, su mandato del PM, ha fatto irruzione in redazione perquisendo il posto di lavoro di Filippi e anche l’abitazione, sequestrando il computer, il cellulare, le rubriche telefoniche, le agende ed altri documenti in uso al giornalista, ‘reo’ di svolgere appieno il diritto/dovere di cronaca”. L’Ordine dei Giornalisti unitamente al Sindacato giornalisti del Veneto hanno espresso solidarietà al collega, denunciando che: “La professione del giornalista è sottoposta, mai come ora, a continue intimidazioni tese a mettere il guinzaglio all'informazione”. (v.p.)


Le notizie sequestrate al «Corriere» e il dovere di informare
il Corriere delle Alpi - 20 ottobre 2009 pagina 12 sezione: Cronaca

Il procuratore della Repubblica, Domenico Labozzetta, ha risposto alla direzione del Corriere delle Alpi di non sapere di cosa si trattasse e di non conoscere il provvedimento deciso nei confronti del giornalista. In attesa di conoscere i fatti - ripetiamo che il nostro cronista è tenuto a osservare il segreto imposto dall’autorità giudiziaria - non resta che fare qualche ipotesi. I nostri lettori conoscono da tempo la firma e gli articoli di Marco Filippi. Il giornalista segue in particolare la cronaca giudiziaria, quindi si occupa di processi e di indagini. Spesso e volentieri Filippi ha notizie in esclusiva, frutto dell’ottimo lavoro che svolge ogni giorno per il Corriere delle Alpi. La scorsa settimana ha scritto un articolo relativo a un’inchiesta per spaccio di droga, pubblicando i nomi di cinque persone arrestate, così come risultava dalle informazioni in possesso del giornale. Il giorno successivo, durante la conferenza stampa in questura, si è saputo che le persone arrestate erano quattro e una invece era ancora latitante. Si tratta di incongruenze possibili nei tempi della produzione giornalistica, informazioni da aggiornare e quando è il caso da precisare. Ma certamente non tali da ipotizzare né una violazione di segreti d’ufficio né tantomeno un’inconcepibile accusa di favoreggiamento. Che se così fosse consisterebbe nell’aver favorito la latitanza di un indagato, evidentemente già sfuggito alla cattura nel momento della pubblicazione della notizia. Il rispetto dovuto al lavoro della Procura non ci esime dal guardare con preoccupazione a un passo così grave come la perquisizione e il sequestro di strumenti di lavoro: non solo ferisce la professionalità di un collega scrupoloso come Marco Filippi, ma interferisce con il «codice» deontologico del nostro mestiere. Che insieme alla tutela delle fonti, si basa sul diritto-dovere di informare.

Il nostro collega ha fatto solo il proprio dovere
Il Corriere delle Alpi - 20 ottobre 2009 pagina 10 sezione: Attualità

Il Comitato di redazione del Corriere delle Alpi, Alto Adige e Trentino esprime la propria solidarietà al collega Marco Filippi, vittima del clima di intimidazione che sempre di più si respira in Italia nei confronti dei giornalisti, che quotidianamente si assumono la responsabilità di informare i lettori. Marco Filippi ha fatto solo il proprio dovere, ma contro di lui, cronista di giudiziaria del Corriere delle Alpi, c’è stato un accanimento senza precedenti da parte della Procura della Repubblica di Belluno. Sono stati sequestrati il cellulare e le sue agende, oltre all’hard disk del computer di redazione, che ora sono a disposizione del giudice per le indagini a carico del collega, secretate dal magistrato. Gli inquirenti sono poi andati a casa sua alla ricerca di ulteriori prove di responsabilità, ma naturalmente non hanno trovato nulla. Così facendo, pensa il Comitato di redazione, si è solo fatto un altro passo in avanti nella direzione di imbavagliare la libertà di stampa. Non è la prima volta che accade, ma i giornalisti del Corriere delle Alpi, come i colleghi dell’Alto Adige e del Trentino, non si fanno intimorire da simili iniziative. E proseguiranno nell’impegno di garantire tutti i giorni una piena informazione, libera e pluralista, secondo la tradizione delle nostre testate.