mercoledì 30 settembre 2009

Dacci oggi il nostro Fatto Quotidiano

La nascita di un nuovo giornale è sempre un evento positivo. Ancor più se a portare avanti l’iniziativa editoriale è una cooperativa di giornalisti liberi del calibro di Antonio Padellaro, Furio Colombo e Marco Travaglio. Naturalmente sto parlando de “Il Fatto Quotidiano”. Purtroppo non ho ancora avuto l’opportunità di avere tra le mani una copia del giornale; non per pigrizia o cattiva volontà, ma in quanto introvabile. Questo mi sembra il limite più grande di una lodevole iniziativa. Per le tante persone che vivono in provincia, nei piccoli comuni, è impossibile trovare nelle edicole il nuovo quotidiano. La scelta editoriale di puntare quasi esclusivamente sugli abbonamenti, se si rivela un utile strumento di fidelizzazione con il lettore, al contrario porta al rischio di costruire un giornale di target, troppo compiacente verso chi legge. Un po’ come succede per i giornali sportivi tipo “Tuttosport” vicino ai tifosi della Juve e del Torino o “Il Corriere dello Sport” a quelli di Lazio e Roma e così via. Il rischio dunque è quello di un quotidiano autoreferenziale destinato ad un pubblico sicuramente colto ed istruito, ma già vaccinato contro i pericoli del “berlusconismo”, e quindi incapace di “aprire gli occhi” ai cittadini.
L’Italia reale non è solo quella delle grandi città, ma soprattutto quella dei piccoli comuni di provincia, in cui, specie qui nel Veneto, ha attecchito il fenomeno leghista. In questi posti, dove le opportunità culturali sono deficitarie, la gente avrebbe bisogno di un’informazione corretta, libera e non asservita ad alcun potere politico ed economico. L’impossibilità di far arrivare il giornale in tutte le edicole dipende sicuramente dai costi di distribuzione, però questo problema deve essere risolto al più presto per non compromettere la bontà dell’operazione.
Altro tema importante: mi auguro una collaborazione e non guerra con gli altri quotidiani di area: “L’Unità” e “La Repubblica”. L’obiettivo non deve essere quello di spostare i soliti lettori, ma coinvolgerne di nuovi. Per questo noi di “Vicenza Popolare” invitiamo a sostenere e promuovere la stampa libera e progressista, e facciamo un grande in bocca al lupo a “Il Fatto Quotidiano”.

Emanuele Bellato
(Moderatore Blog)

SPOON RIVER ITALIA

Per Berlusconi la crisi italiana è un’invenzione dei comunisti o degli sfascisti antipatriottici. A smentirlo però sono sempre i dati. Secondo l’Istat negli ultimi tre mesi sono stati persi 378 mila posti di lavoro. Nel ricco Veneto, 20.000 posti di lavoro in meno dall’inizio dell’anno. Peccato che l’Istat non possa rilevare il dramma di chi perde il posto di lavoro, la paura e lo smarrimento delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. E ancora nessuno sa esattamente quante aziende chiuderanno perché al verde. Poi c’è chi si è rassegnato alla mancanza di occupazione; un “esercito” di uomini e donne talmente sfiduciati da rinunciare a cercarsi un nuovo lavoro. Capitolo tabù quello dei suicidi. Nessuno ne parla, nemmeno i giornali di sinistra. Per un antico retaggio culturale e religioso si preferisce evitare accuratamente l’argomento. Invece bisognerebbe parlare di queste morti bianche. Il capitalismo e il neoliberismo uccidono in tanti modi, per questo è un dovere civile prendere coscienza dei problemi e non aver paura di denunciare alle autorità competenti, ai sindacati e alle associazioni di categoria chi calpesta ed annulla la dignità dei lavoratori. Il premier Berlusconi descrive nei suoi interventi un paese virtuale, da favola, dove il reality vive solo nello schermo televisivo. Una scatola magica dei desideri affollata di pacchi milionari, lotterie e superenalotto. Siamo ancora sicuri che l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro come recita il primo articolo della nostra Costituzione?

Paolo Sante

PEGGIO DI COSI'? SI', CON CASINI...

Mi domando spesso se le cose potrebbero andare peggio di come stanno andando oggi. Dopo tanto pensare sono riuscito a darmi una risposta: sì, certamente, la situazione potrebbe persino peggiorare se tornasse in gioco Pierferdinando Casini e la sua truppa. L'unico effetto positivo di questo inizio di legislatura è rappresentato dalla sostanziale irrilevanza dei centristi. Non che il governo stia facendo faville, ma almeno agli italiani viene risparmiato il ricorrente e ipocrita perbenismo di questi residuati primorepubblicani abituati ad ammantare le peggiore pulsioni di buoni e nobili propositi. Finti idealisti, in realtà ipernichislisti fino a sfociare nel puro opportunismo, Casini e compagnia sono capaci di dire e fare tutto e il contrario di tutto, sempre con la stessa espressione simil-corrucciata e pensosa di chi "ha a cuore gli interessi del Paese". Capirai. Strenui difensori del bipolarismo, fin quando Berlusconi non li ha cacciati dall'alleanza, i centristi provano adesso a ritrovare uno spazio al sole tentando oscure manovre di palazzo. Ora con Montezemolo, ora con Rutelli, ora facendo l'occhiolino al vecchio e marcio establishment di potere italiano. Campioni nel "ruffianarsi" chiunque riceva una nomina qualsiasi (fateci caso: se domani esce un'agenzia che comunica l'avvenuta nomina di Pinco Pallo come "Presidente del comitato per la difesa del gabbiano", state certe che nel giro di qualche minuto spunterà una nota di un qualsiasi peone dell'Udc pronto a "ringraziare chi di competenza per la nomina del grande Pinco Pallo..."), riducono la politica a mera tattica, incapaci di palesare una pur minima e accidentale pulsione ideale. Leggendario il Casini di qualche tempo che di fronte alla nascita del movimento della "Rosa Bianca", nato per concretizzare un'idea di centro autonomo da Berlusconi, rispose sprezzante. "è una baggianata". Poi come sappiamo cambiò idea. L'Italia di oggi è quella che è... ma provate ad immaginare cosa potrebbe diventare con l'arrivo di Casini Cesa e Cuffaro. Si salvi chi può.

Francesco Toscano

MUSICA, MAESTRO ACCARDO!

DOPPIA INAUGURAZIONE A VICENZA. IL VIOLINO DI SALVATORE ACCARDO APRE LA STAGIONE 2009/2010 DEL TEATRO COMUNALE CITTA' DI VICENZA E LA STAGIONE NUMERO 100 DELLA SOCIETA' DEL QUARTETTO.

Teatro Comunale Città di Vicenza: Stagione 2009/2010
Società del Quartetto di Vicenza: 100ª stagione concertistica/NOTTI TRASFIGURATE CON SALVATORE ACCARDO & C

venerdì 2 ottobre 2009 - ore 20,30 - Teatro Comunale Città di Vicenza
domenica 4 ottobre 2009 - ore 20,30 - Teatro Olimpico

Parlare di Salvatore Accardo, il grande musicista nato in Piemonte, ma di origini partenopee (di Torre del Greco), è come parlare di una parte fondamentale della scuola violinistica italiana degli ultimi 50 anni.
Difficile estrapolare delle date salienti, i concerti memorabili, le incisioni discografiche, le fortunate tournée, dal suo foltissimo curriculum artistico.
Tuttavia non si possono non citare gli studi al Conservatorio San Pietro a Majella (con il diploma superiore conseguito a pieni voti nel 1956 a soli quindici anni); il prestigioso Premio Paganini, vinto due anni più tardi; le oltre 50 registrazioni discografiche (per Philips, Deutsche Grammophon, Sony, Warner-Fonit); le innumerevoli collaborazioni con le più prestigiose orchestre del mondo; l’onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce (la più alta, in Italia) della quale il Presidente Sandro Pertini volle insignirlo quando Accardo non aveva nemmeno 40 anni (caso unico, nella storia dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana).
In questo ultimo periodo Accardo, oggi sessantottenne, è entrato nel pieno di una rinnovata maturità sia come uomo (da poco più di un anno è papà di due gemelline), sia soprattutto come artista. Accardo si è così dedicato con sempre maggior passione ad una musica analizzata, suonata e vissuta a tutto tondo: lo ha fatto fondando e dirigendo orchestre, ideando rassegne musicali, mettendo al servizio dei nuovi talenti tutta la sua esperienza (i suoi corsi di perfezionamento all'Accademia Stauffer di Cremona sono un punto di riferimento mondiale) e dedicandosi al repertorio da camera per il piacere di dar vita a dei concerti raffinati e unici in compagnia (potremmo dire, con la “complicità”) di altri artisti che condividono con lui la medesima idea di “fare musica”.
E’ proprio in questa veste che il pubblico vicentino, dopo averlo applaudito più volte come solista fin da quando non era ancora maggiorenne, ha avuto l’opportunità di scoprirlo negli ultimi anni grazie alla rassegna “Notti Trasfigurate” promossa dalla Società del Quartetto, che quest'anno giunge all'ottava edizione.

Nelle due “Notti Trasfigurate” 2009 (il 2 ottobre al Teatro Comunale Città di Vicenza ed il 4 all’Olimpico) Accardo avrà al suo fianco il consueto “gruppo di lavoro” del quale fanno parte le violiniste Laura Gorna e Laura Marzadori, le viole di Simonide Braconi (prima viola dell'Orchestra del Teatro alla Scala) e di Francesco Fiore (prima viola dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma), la violoncellista Cecilia Radic e la pianista Laura Manzini. Rocco Filippini, il rinomato violoncellista ticinese che da sempre accompagna Accardo in questa avventura vicentina, ha dovuto dare forfait per l’infortunio ad un dito. Lo sostituirà il giovane talento argentino di origini italiane Fernando Caida Greco.

La serata del 2 ottobre ha un valore simbolico tutto particolare: in questa data si inaugura la Stagione 2009/2010 del Teatro Comunale Città di Vicenza che, quest’anno, propone un calendario di 32 appuntamenti di danza, prosa, musica cameristica e sinfonica e vede la Società del Quartetto partner per la sezione cameristica e, contemporaneamente, apre la stagione numero 100 del Quartetto.

Accardo & C. saranno impegnati nel Duetto per violino e violoncello op. 7 dell'ungherese Zoltán Kodáli, pezzo cameristico fra i più conosciuti di un compositore che tuttavia divenne molto noto per il suo innovativo metodo didattico e per essere stato uno dei pionieri della etnomusicologia.
Seguirà una delle più significative opere giovanili di Mendelssohn (il Quartetto in la minore op. 13) i cui quattro movimenti si dipanano in maniera estremamente matura e fluida, nonostante sia stato scritto quando il compositore di Amburgo aveva appena diciotto anni.
Finale nel segno di Mozart, con lo splendido Quintetto per archi K 516, opera drammatica (la tonalità in sol minore è assai inusuale per il genio di Salisburgo), e tuttavia illuminata da un Finale dalle tinte solari.

Domenica 4 ottobre le “Notti” vicentine di Accardo si trasferiranno nell’ovattata atmosfera del Teatro Olimpico per l’esecuzione del Concerto in re maggiore op. 21 di Ernest Chausson (per violino, pianoforte e quartetto d’archi) e per la suggestiva Verklärte Nacht (in italiano, appunto, “Notte Trasfigurata”) per sestetto d’archi, lavoro del 1899 che rappresenta l’apice creativo di Arnold Schönberg.
La presenza a Vicenza di Accardo e dei suoi colleghi musicisti sarà ancora una volta impreziosita dal momento delle prove, che il violinista napoletano - da sempre sensibile al futuro della cultura musicale in Italia - apre in via esclusiva alle scuole vicentine. Nel Salone d’Apollo di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa San Paolo, i ragazzi delle primarie (dalla classe terza) e secondarie (primo e secondo grado) avranno così modo di assistere da vicino - da giovedì 1 a sabato 3 ottobre - come ci si prepara all’esecuzione di un concerto di musica da camera, come si “costruisce” un capolavoro di Mozart o di Mendelssohn.
Anche questa disponibilità, non comune, fa di Accardo un grande artista.

I biglietti del Concerto di Salvatore Accardo sono acquistabili in Biglietteria del Teatro dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 16.00, presso la sede della Società del Quartetto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17 (tel. 0444 543729), Pantarhei (tel. 0444 320217) e, via internet, sul circuito Greenticket (www.greenticket.it)

martedì 29 settembre 2009

L'ATTUALITA' DI PEPPINO IMPASTATO

Peppino Impastato vive e fa paura. Sì, fa paura ai cialtroni, agli ignoranti e ai farabutti. Togliendo le targhe commemorative e sradicando gli alberi d’ulivo certi signori della destra o in camicia verde non fanno altro che ripetere la sentenza mafiosa che uccise il giovane idealista siciliano nel 1978.
Franco Vassia nella prefazione del libro-intervista scritto con Giovanni Impastato, “Resistere a Mafiopoli” (Eretica speciale - Stampa alternativa, Pavona 2009) scrive: “Peppino non è stato soltanto un avversario della mafia, ma anche il nemico giurato di tutte quelle storture che fanno della politica italiana un’indecente e immorale anomalia. La Sicilia non è la Bolivia anche se qualche somiglianza e vaghe entità tendono ad accomunarle. Tra queste, le armi e la violenza, spesso utilizzati in funzione alternativa alla parola. Peppino non sapeva usare le armi ma, di contro, sapeva valorizzare appieno le parole”.
Impastato è un’icona dell’Antimafia, ma occorre ricordare anche il suo impegno civile e politico. Peppino ha condotto la “battaglia per l’acqua” contro la politica di privatizzazione, la “battaglia per la Palestina”, quella contro il nucleare, e ha sostenuto le rivendicazioni dei contadini espropriati dei loro terreni, unica fonte di sostentamento. E ancora l’ecologismo, con la “battaglia delle cave”; il fratello Giovanni ricorda: “Peppino detestava le cave perché distruggevano la natura e la bellezza delle montagne”. Per questo l’ideatore e animatore di tante iniziative: da “L’idea socialista”, al Circolo “Musica e Cultura” fino a “Radio Aut” fa così paura; perché le sue battaglie sono ancora attuali e possono contagiare le giovani generazioni, con effetti disastrosi per il potere.
Al contrario Peppino vive in chi resiste. Le sue idee camminano con chi non si rassegna, con chi non si piega all’egoismo e all’individualismo, ma si offre con altruismo sposando la causa degli ultimi, dei senza voce. Per tutto questo Peppino vive e continua a lottare insieme a noi.

Emanuele Bellato

lunedì 28 settembre 2009

TARANTOLATI

Partito il dopo Berlusconi. Un sondaggio riservato traccia l’identikit del nuovo leader del centrodestra: Massimo D’Alema.

Il Coyote

LA’ NEI MARI DEL SUD…

La zona dei Colli Berici, conosciuta per gli ottimi vini, era occupata dal mare: rocce sedimentarie e vulcaniche sono ora lo scheletro di un terreno generoso con chi se ne prende cura

Cosa c’entrano i mari caldi del Sud con i vini dei Colli Berici? La risposta è semplice: là dove ora sorgono le dolci colline dei Colli Berici, a sud della provincia di Vicenza, un tempo c’era il mare. Nell’antichità infatti, proprio in questa zona, un mare tropicale è stato sostituito da una pianura alluvionale, su cui si levano i Colli Berici, nitidi e ben definiti con rilievi dal profilo ondulato, di altezze modeste (300-400 metri).
Numerosi studi dimostrano come il territorio collinare vicentino sia costituito quasi esclusivamente da una successione di formazioni rocciose calcaree, di natura sedimentaria. Una percentuale minore di rocce risulta essere invece di origine vulcanica (basalti). Le rocce dei Berici, come quelle dei Lessini, sono di età compresa tra il Cretaceo superiore ed il Miocene (da 90 a circa 6 milioni di anni fa). Dal mare emersero quindi una serie di formazioni che costituiscono la struttura degli attuali rilievi, modellati nel corso dei secoli dall’incessante erosione.
La sommità delle colline è occupata invece da un altopiano di natura prevalentemente calcarea. Proprio per la presenza di depressioni tipiche del fenomeno carsico, i Colli Berici presentano una certa scarsità d’acqua, che fa del lago di Fimon, nel comune di Arcugnano, l’unico bacino naturale della zona. In tutto il gruppo roccioso che va da Villaga a Lumignano spiccano cavità e grotte chiamate covoli (dal latino covallum, grotta) la cui origine è da ricondurre alla natura calcarea delle rocce. Queste formazioni testimoniano inoltre la presenza dell’uomo fin dall’epoca preistorica, utilizzate prima come abitazioni e poi come eremi.
Sono proprio queste peculiarità del terreno che influiscono sulla produzione di vino sui Colli Berici, caratterizzandoli decisamente. Sicuramente fa la sua parte il microclima favorevole: i vigneti sono per lo più esposti a Sud e godono di una lunga stagione di luce. Le temperature inoltre sono particolarmente miti fino all’autunno inoltrato. Ma è la particolare composizione del suolo, caratterizzato da uno scheletro che può arrivare ad essere abbondante, ricco di rocce calcaree, sali minerali e - in alcune zone - basalto, a rendere questo territorio vocato alla viticoltura.
Le caratteristiche del terreno conferiscono infatti ai vini profumi e sapori caratteristici, che si traducono in note di frutti del sottobosco per i vini rossi e dalle componenti fruttate e minerali ben bilanciate per i bianchi.
Si pensi al Tai Rosso, il più esclusivo vino rosso dei Colli Berici, dal bel colore rosso rubino, che fa percepire all’olfatto aromi primari e varietali, in particolare la freschezza della frutta a bacca rossa e la fragranza dei fiori di ibisco: le note aromatiche predominanti sono quelle del lampone e della rosa canina. Ottenuto dall’omonimo vitigno (un tempo Tocai Rosso), è un vino gradevole, fresco e beverino, da tutto-pasto, adatto per l’abbinamento a piatti anche impegnativi come il pollame nobile e la polenta con il Baccalà alla Vicentina o da degustare con un tagliere di salumi fini quali il Prosciutto crudo Veneto Dop, la Sopressa Vicentina Dop ed il formaggio Asiago fresco DOP, ma in piena estate, appena tolto dal frigo, accompagna egregiamente anche un’anguriata fra amici.
Nella categoria dei bianchi dei Colli Berici, invece, tra Pinot bianchi e grigi squisiti e Garganeghi d’eccezione, spicca il Sauvignon, che all’analisi sensoriale si rivela fresco e fruttato con buona sapidità, note di frutta fresca e foglie di peperone, perfetto con antipasti leggeri, primi e secondi piatti di verdura o di pesce e crostacei.

(Comunicato Stampa Alpe Comunicazione - Cinzia Dal Brolo)

BERLUSCONI DELIRIO TOUR

Alla festa del Pdl va in onda il Berlusconi Show, un comizio basato sull’auto-esaltazione e le offese verso chiunque eserciti un ruolo di opposizione al suo regime. Persino il Presidente della Camera e collega di partito Gianfranco Fini non viene risparmiato da velate critiche. Berlusconi, incurante del proprio ruolo istituzionale, continua a ridicolizzare l’Italia agli occhi del mondo intero, ripescando addirittura la “battuta” su Obama abbronzato, ed estendendola a Michelle, gentile consorte del presidente Usa.
Se le barzellette scarseggiano, il Cavaliere offre il peggio di sé quando passa a parlare del centrosinistra. Ecco le parole deliranti del premier: “Si vergogni l’opposizione che inneggia a -6”, con allusione alle scritte comparse sui muri di alcune città che riguardavano i sei parà rimasti uccisi nell’attentato di Kabul. “Un’opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a -6 è inaccettabile. Vergogna, vergogna, vergogna”, sbraita il Cavaliere furente, aizzando il suo popolo in estasi. I destinatari delle fantomatiche critiche, dal Pd all’Idv, giustamente insorgono. Allo sdegno si unisce persino l’asservita Udc di Casini. Intanto il sasso è stato buttato, e poco conta se poi è intervenuto il fido Bonaiuti a correggere il tiro: “Si riferiva a extraparlamentari”. Magari domani preciserà: Berlusconi non ha mai detto queste parole, le solite mistificazioni delle gazzette di sinistra…

Paolo Sante

domenica 27 settembre 2009

HAMILTON VINCE IL GP DI SINGAPORE

Lewis Hamilton su McLaren Mercedes ha vinto il Gran Premio di Singapore, disputatosi in notturna. Hamilton, scattato dalla pole position, ha dominato la gara dall'inizio alla fine, precedendo il tedesco Timo Glock (Toyota) e lo spagnolo Fernando Alonso (Renault), che ha dedicato il podio a Flavio Briatore. Il britannico Jenson Button su Brawn Gp si è piazzato quinto consolidando il suo primato nella classifica del Mondiale piloti, davanti al compagno di squadra Rubens Barrichello, sesto al traguardo ed ora secondo nella graduatoria iridata a 15 punti dal britannico. Giornata no per le Ferrari, Kimi Raikkonen ha chiuso al 10° posto, Giancarlo Fisichella al tredicesimo. (f.m.)

TODOS SOMOS HONDURAS

In Honduras continuano le palesi violazioni dei diritti umani e la repressione di esercito e polizia contro le migliaia di persone che manifestano spontaneamente contro il golpe che ha portato al potere l’imprenditore figlio di immigrati italiani Roberto Micheletti. Una violenza di Stato attuata da una dittatura instaurata il 28 giugno scorso dall’oligarchia capitalista honduregna con le solite complicità e reticenze internazionali.
Dopo la poderosa manifestazione di ieri, nella capitale Tegucigalpa, contro il regime, il legittimo presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, asserragliato nell’ambasciata brasiliana senza possibilità di ricevere assistenza medica e sotto il tiro di gas tossici, ha lanciato un appello patriottico alla resistenza affinché tutti si mobilitino per il ritorno alla situazione pre-golpe.
Quasi tutti i media occidentali si disinteressano di quello che succede nell’Altra America, quella Latina. Il motivo è semplice e a spiegarlo è il regista Oliver Stone autore di un recente documentario sui leaders dell’America del Sud, che al Festival del Cinema di Veneiza ha detto a Gianni Minà: “Molti dei paesi latinoamericani che hanno recentemente conquistato un’indipendenza reale sono scorrettamente indicati da settori del nostro governo e da parte della stampa miserevolmente asservita come ‘non democratici’, perchè le loro nuove scelte economiche e politiche nuocciono ai nostri interessi”.

Italo Di Giacomo

I Mondiali di ciclismo si tingono d'azzurro

Trionfo azzurro ai Mondiali di ciclismo in corso di svolgimento a Mendrisio, in Svizzera. Tatiana Guderzo ha vinto la medaglia d'oro nella prova in linea femminile. Dopo 124,2 km e una splendida gara la venticinquenne di Marostica ha tagliato da sola al traguardo con il tempo di 3h33'25". E’ il terzo titolo iridato conquistato da una ciclista italiana nella prova in linea, dopo quelle di Marta Bastianelli nel 2007 e quella di Alessandra Cappellotto nel 1997. A completare l’impresa azzurra è arrivato il bel bronzo di Noemi Cantele, già argento nella crono di mercoledì. La Cantele è stata battuta nella volata a tre per il secondo posto dall'olandese Marianne Vos, medaglia d'argento a 19" dalla Guderzo. Fuori dal podio la statunitense Kristin Armstrong, solo quarta nella volata dopo l'oro conquistato nella crono. "Noemi ed io volevamo realizzate una vera impresa e oggi è successo. Questa maglia iridata mi ripaga di tutti i sacrifici fatti e di tutte le difficoltà incontrate specialmente in questa stagione. Sono riuscita a realizzare un sogno che avevo dai Mondiali di Zolder. La nazionale azzurra ha dimostrato di essere la squadra più forte. Abbiamo controllato la corsa fin dal primo giro. Questa medaglia d'oro è di tutta la squadra. Senza il grande lavoro delle mie compagne non sarebbe mai arrivata. Sapevamo di stare bene. Speravamo all'ultimo giro di essere davanti così da decidere, con Noemi, chi stava meglio. Però tutte e due eravamo in condizione. Così ci abbiamo provato. Per me è andata meglio. Ero infatti consapevole che solo in salita avrei potuto fare la differenza. Così è stato", ha detto felicissima Tatiana dopo la premiazione. "Oggi volevo salire sul podio e ci sono riuscita. Ho lottato nella volata finale per conquistare l'argento, ma la Vos è stata più forte. l'obiettivo della squadra era permettere a me e Tatiana di stare davanti nel finale di gara. Oggi ha vinto l'Italia. Siamo state sempre davanti fin dagli ultimi tre giri dalla conclusione. E gli ultimi due chilometri sono stati un vero capolavoro. Tatiana è ha dimostrato la sua forza e io l'ho difesa come deve fare una compagna di squadra", ha affermato Noemi. (f.m.)

sabato 26 settembre 2009

LIBRERIA POPOLARE N.66

Il regalo di Berlusconi. Comprare un testimone, vincere i processi e diventare premier. La vera storia del caso Mills
Gomez Peter; Mascali Antonella
€ 15,00
2009, 339 p., brossura
Chiarelettere (collana Principioattivo)

Bisogna cominciare da qui. Dalle motivazioni della sentenza di condanna che il 17 febbraio 2009 ha inflitto quattro anni e mezzo di carcere in primo grado a David Mills, l’avvocato inglese, marito di un ministro laburista, creatore a partire dal 1978 della rete delle società offshore del gruppo Fininvest. Un documento, solo in parte raccontato da giornali e tv, in cui si spiega come dietro le assoluzioni di Berlusconi nei vecchi processi (corruzione della Guardia di Finanza) ci sia la falsa testimonianza di Mills. E in cui, finalmente, viene alzato il coperchio sul sistema di fondi neri che ha garantito al Cavaliere anni di guadagni esentasse: centinaia di milioni di euro sottratti allo Stato. Tutto grazie a lui, Mills, il professionista foraggiato da Berlusconi prima con 10 miliardi di lire e poi con una tangente da 600 mila dollari. Due imputati ma un solo condannato il presunto corrotto. L’altro, l’uomo che lo aveva pagato per farlo tacere, nel frattempo ha fatto carriera e è diventato presidente del Consiglio. Lo ha voluto il popolo. E grazie alle leggi ad personam (in questo caso il lodo Alfano, approvato in consiglio dei ministri anche dal premier) è riuscito a non essere processato. Un delitto perfetto! Questo libro illustra con fatti, testimonianze e documenti inediti alla mano, tutte le trappole e gli inganni tesi a danno di magistrati, giornalisti, avversari politici: per salvare Berlusconi e condannare noi cittadini a non sapere.

Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro
Rovelli Marco
€ 15,00
2009, 222 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

L’universo dei clandestini al lavoro. Una situazione drammatica fatta di violenze e soprusi da parte di caporali e datori di lavoro italiani che fanno leva sulla ricattabilità della forza lavoro clandestina per sequestrare loro documenti, trattenere le misere paghe concordate, il tutto condito da insulti e violenze quotidiane, con la collaborazione attiva di piccoli malavitosi locali. Uno scenario che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale nascosta di un’Italia truce e violenta: l’altra faccia del mito “italiani brava gente”. Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e agli ortomercati del Nord, da questo libro emerge una fotografia brutale del nostro paese. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini, bevendo insieme a loro il tè, e comunicando, facendosi raccontare le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento.

Architettura dell’occupazione. Spazio politico e controllo territoriale in Palestina e Israele
Weizman Eyal
€ 25,00
2009, 341 p., brossura
Mondadori Bruno (collana Saggi)

Muovendosi tra gli spazi sotterranei e gli insediamenti, fino al cielo militarizzato sopra Gaza e la Cisgiordania, Eyal Weizman analizza la trasformazione dei Territori in un sistema dove interventi architettonici e caratteristiche naturali sapientemente ridisegnate realizzano una vera e propria occupazione civile. Il paesaggio, plasmato dai processi paralleli di costruzione e distruzione, diventa in questo modo non solo immagine, ma strumento del potere; non solo teatro di guerra, ma arma per combatterla. L’architettura dell’occupazione è dunque un’operazione militare, più lenta e meno visibile di quelle condotte dall'esercito regolare, ma non meno violenta. Dall’analisi di come Israele ha trasformato la gestione dello spazio in strumento di dominio e di controllo scaturisce una lettura nuova dei rapporti tra ambiente, storia e politica, e viene denudata la volontà ideologica che si nasconde dietro questo progetto di occupazione coloniale tardo-moderna.

Eyal Weizman, israeliano, è direttore del Centre for Research Architecture al Goldsmiths College, Università di Londra. Ha ricevuto il James Stirling Memorial Lecture Price 2006-2007. Ha lavorato con diverse ONG e gruppi per i diritti umani in Israele e in Palestina.

venerdì 25 settembre 2009

FILIPPO FACCI (SOGNARE)

“AnnoZero” di Michele Santoro non ha tradito le attese con una puntata record che ha segnato il 22,88 per cento di share, pari a 5 milioni e 502 mila spettatori . La parte più interessante secondo me, oltre al monologo di Marco Travaglio e alla vignette di Vauro, è stata l’intervista al giornalista Filippo Facci. Si parlava di libertà di informazione e il nostro Facci (appena passato da “Il Giornale” a “Libero”) ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa attaccando Feltri ed arrivando ad affermare che in Italia c’è un restringimento delle libertà. Poi si è scagliato contro il giornalismo dei dossier, che setacciano le vecchie notizie per fare campagne stampa contro, il tutto per aumentare le vendite e coprire gli ingenti debiti. Facci ha ricordato i numerosi voltafaccia del neodirettore de Il Giornale: Feltri il forcaiolo del ‘93, diventato garantista nel 94…Feltri contro le pensioni baby, andato in pensione a 53 anni…Feltri contro gli aiuti di Stato che ha ottenuto le sovvenzioni per l’editoria. Inoltre, ha affermato di essere stato censurato quando si è permesso di scrivere del Ministro Carfagna. Stupisce che sia Facci, un berlusconiano doc, un anti-dipietrista, un anti-girotondino con l’allergia per la sinistra in generale a dire queste cose gravissime. Forse qualcosa si sta rompendo nel fronte berlusconiano? Dai Filippo, racconta tutta la verità e facci sognare…

Italo Di Giacomo

LA BATTAGLIA DELL'ORTIGARA

E' stata prorogata a domenica 4 ottobre la chiusura della mostra "La Battaglia dell'Ortigara tra passato e presente" allestita a ViArt, centro espositivo permanente dell'artigianato artistico vicentino. Forte delle oltre 2000 presenze registrate in soli dieci giorni di apertura, l'organizzazione ha quindi deciso di spostare la data di chiusura, inizialmente fissata per domenica 27 settembre.
E proprio domenica 27 e domenica 4 sarà presente in sala anche Ruggero Dal Molin, collezionista e curatore della mostra, a guidare i visitatori.
La mostra è una sintesi della più importante e vasta documentazione fotografica mai raccolta sulla battaglia combattuta durante la Prima Guerra Mondiale sull’Altopiano di Asiago, frutto di vent’anni di ricerche ed acquisizioni da parte dell’Archivio Dal Molin. Il nucleo centrale dell'esposizione si compone di foto private tratte dagli album fotografici di alcuni ufficiali austriaci, antagonisti dei battaglioni alpini, impiegati nella battaglia e quindi testimoni diretti di quelle tragiche giornate.
A complemento della mostra, i visitatori potranno trovare in vendita il libro dal quale il percorso fotografico è tratto: “Nemici sull’Ortigara” di Paolo Pozzato, Paolo Volpato e Ruggero Dal Molin, edito da Itinera Progetti. La mostra, a ingresso libero, può essere visitata dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.

VICENZA, ANNATA MOLTO BUONA

La vendemmia vicentina del 2009 si avvia alla conclusione caratterizzata dall’ottimo profilo qualitativo e quantitativo. Le piogge dei giorni scorsi sono avvenute dopo la raccolta delle varietà precoci e si sono dimostrate benefiche per le tardive. I viticoltori hanno avuto la possibilità di vendemmiare un prodotto migliore, splendidamente dolce, più turgido ed a temperature leggermente più fresche, pur in un contesto generale di calore dai tre ai sei gradi centigradi al di sopra della media del periodo. «Anche le gradazioni sono molto buone», dice il dott. Giancarlo Prevarin, presidente di Assoenologi, e Amministratore delegato di Collis - Veneto Wine Group, la più grande cooperativa vitivinicola di primo grado d’Europa. «I vini 2009 saranno molto buoni», prosegue.
«La qualità c’è», conferma Angelo De Pieri, presidente del Consorzio Vini Vicentini, che rappresenta tutte le DOC della provincia di Vicenza. «Quest’anno le uve sono molto belle, particolarmente sane», sottolinea, «e ciò si traduce in un livello alto della qualità assoluta dei vini vicentini».
Meno felice è la situazione di mercato, in fase di stallo: non ci sono grandi contrattazioni e si può verificare una certa tendenza da parte dei grandi acquirenti ad approfittare del clima di incertezza per tentare di spuntare sempre un prezzo più basso, al di sotto dei costi di produzione. Ciò accomuna peraltro il vitivinicolo a tutto il settore agroalimentare, dalle patate ai pomodori, dai cereali al latte. (c.s.)

Storico argento iridato per Noemi Cantele

Ai Mondiali di ciclismo di Mendrisio è arrivata la prima medaglia italiana nella cronometro femminile. A conquistare uno storico argento è stata Noemi Cantele, 31enne varesina. Prima di lei solo la Cappellotto nel 1996 era riuscita a vincere un bronzo iridato. Noemi è stata battuta solo dalla statunitense Kristin Armstrong, terzo posto per la danese Linda Villumsen. “Quest’anno ho vinto il titolo italiano a crono e per questo ho disputato per la prima volta il mondiale. Ho affrontato la gara con serenità, con il tecnico che alle spalle dall’ammiraglia mi parlava col megafono, ma in salita fra l’urlo della gente e il vento non sentivo nulla. Nel finale ho dato tutto sino all’arrivo, e ho colto questo argento splendido. Dedico la medaglia a mio nonno Raffaele, che mi regalò la prima bicicletta. Ero piccolissima, avevo poco più di un anno”, ha detto Noemi. (f.m.)

giovedì 24 settembre 2009

VICENZA: BABYBUSKERS

È giunto alla settima edizione Babybuskers, festival dell’arte di strada interamente dedicato ai bambini, organizzato dall’associazione Meccano 14 con il sostegno e il contributo della Provincia di Vicenza e del Comune di Vicenza.

Sabato 26 e domenica 27 settembre il centro storico di Vicenza si trasformerà in un grande palcoscenico all’aperto e vedrà artisti nazionali e internazionali esibirsi in spettacoli musicali, teatrali e di ispirazione circense dedicati ai bambini. Anche quest’anno gli utili della manifestazione (compreso il “cappello”, cioè la tradizionale offerta che l’artista di strada chiede al pubblico al termine della sua esibizione) andranno a sostenere progetti di associazioni del territorio che si occupano di minori in situazione di disagio familiare, con quello spirito che contraddistingue Babybuskers fin dall’inizio: far conoscere il mondo del disagio mostrando il piacere, lo stupore, l’arte, il racconto.
Le realtà beneficiarie sono le Suore delle Poverelle dell’Istituto Palazzolo in Santa Chiara, con sede in Contrà Burci, e il Villaggio SOS, con sede in Viale Trieste a Vicenza. A riprova che l’intero ricavato della manifestazione viene devoluto in beneficenza, suor Marilena ha illustrato le finalità concrete a cui sono stati destinati i fondi degli scorsi anni, in favore di attività di inserimento sociale di ragazze in situazione di disagio. “E poi - ha sottolineato commossa suor Marilena - hanno rappresentato il primo sostegno per il progetto di aiuto alla vita a cui stiamo collaborando ospitando una culla termica, primo ricovero dei bimbi abbandonati”. Una delle novità di questa edizione sarà la “Pesca di BeneVicenza”: una pesca diversa dal solito, che metterà in palio oggetti di artigianato artistico locale fatti con materiali di recupero, i “figurini” di Ale Giorgini, i tappi di sughero di Nadir, oltre a tanti piccoli e grandi premi offerti dai negozianti di Vicenza. Mal che vada, si vincerà un abbraccio. Il ricavato sarà destinato alla Cooperativa “La Vigna” di Longare (Vicenza). Nei luoghi tradizionali della manifestazione (Slargo Zileri in Corso Palladio, Piazza Poste, Piazzetta Palladio, Piazza Duomo, Piazza Matteotti, Piazza dei Signori) e da quest'anno anche in Piazza San Lorenzo, Piazza Castello e Piazza Biade, si potranno ammirare il teatro dei burattini, il mimo, il giocoliere e il clown, il mago, i pupazzi animati, i monocicli giganti, un incredibile ventriloquo, acrobati circensi. Oltre agli spettacoli tradizionali dell’arte di strada, Babybuskers propone quest’anno anche tre eventi speciali: il teatro-canzone degli spagnoli Extra-quotidiana, il debutto di due spettacoli co-prodotti dal festival (“Water” e “ Noi, voi e la strada”) e l'evento di domenica mattina (il “Circo di cartone”) dove i bambini del pubblico da spettatori diverranno protagonisti, trasformandosi in animali e acrobati di un circo. Dodici artisti e compagnie per più di quaranta repliche in due giorni: un’autentica abbuffata di allegria, di spettacolo e intrattenimento a scopo benefico (il sabato dalle 16 alle 19, la domenica dalle 11 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19). “Senza dimenticare -come ha sottolineato Bruno Biasiolo Presidente di Meccano 14- che tanti artisti sono vicentini e si sono appassionati a questo tipo di spettacoli proprio partecipando a Babybuskers. Oggi, pertanto, il nostro territorio non solo è in grado di ospitare manifestazioni dell’arte di strada, ma può anche esportare talenti.”

Informazioni e programma presso il gazebo in Piazza dei Signori, sul sito www.meccano14.org o al numero mobile 3403464412. In caso di maltempo, la manifestazione sarà rinviata al fine settimana successivo (3/4 ottobre).

LA STAGIONE DEI RESTAURI

Dall’apertura della mostra Tesori da Santa Corona. Bellini veronese Pittoni, il 18 aprile 2009, un numero inaspettato di visitatori ha apprezzato l’allestimento del Museo Diocesano, dove le 14 opere più importanti provenienti dalla chiesa di Santa Corona hanno trovato una nuova luce per poter essere ammirate nel periodo in cui l’edificio religioso subirà il suo delicato restauro.

Il Comune di Vicenza con i Musei Civici, La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la Diocesi di Vicenza con il Museo Diocesano hanno partecipato a questa operazione espositiva per dare la possibilità ai visitatori e agli studiosi di passaggio per Vicenza, di non perdere la visione di grandi capolavori della pittura veneta.
Come annunciato in aprile, alcune opere esposte al Diocesano, saranno interessate ad un laborioso restauro, in attesa di essere ricollocate nella loro sede originaria.
Questa mattina, con un’operazione complessa, alla presenza della direttrice del laboratorio di restauro della Soprintendenza BSAE di Verona, dott.ssa Chiara Scardellato, la grande tela della Madonna delle Stelle, è stata rimossa per essere restaurata direttamente dalla Soprintendenza all’interno del laboratorio di restauro a Verona.
La tela di Lorenzo Veneziano, rappresenta da molti secoli una delle icone più note e cariche di devozione per i vicentini, talmente importante da essere ridipinta, a distanza di molti anni, da Marcello Fogolino che vi aggiunse lo splendido panorama della città. La particolarità di quest’opera è che insieme ad altre due (a Sant’Anastasia a Verona e a Trieste) rappresenta il passaggio della pittura da tavola alla tela.
Al posto della Madonna, è stata esposta un’altra tela di pregevole fattura, sempre proveniente da Santa Corona: Sant’Anna, la Vergine e San Gioacchino di Domenico Zorzi (Verona 1729-1792)
Con la partenza di questa tela, inizia la rinascita di un edificio di importanza storica e artistica per la città di Vicenza, luogo dal quale provengono il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, il preziosissimo Reliquiario della Sacra Spina donato da San Luigi IX di Francia al vescovo Bartolomeo da Breganze e Il Piviale dei Pappagalli del sec. XIII (queste ultime due opere parte delle collezioni permanenti del Museo Diocesano).


(c.s.)

VICENZA: PROFUMO DI PANE

Domenica 27 Settembre in Piazza dei Signori a Vicenza. Il ricavato andrà all'Associazione Aquilone 2004

“Profumo di Pane”, dopo il riuscito appuntamento a Grisignano di Zocco in occasione della Fiera del Soco, ritorna anche a Vicenza. L’iniziativa, promossa dai Panificatori e dal Mandamento locale dall’Associazione Artigiani Confartigianato Vicenza assieme alla Libera Associazione Panificatori e al Comune, animerà infatti Piazza dei Signori domenica 27 settembre.
È il terzo anno che la manifestazione fa tappa anche nel capoluogo, dopo aver toccato oltre 35 centri in provincia, e gli organizzatori confidano di replicare il notevole successo riscosso nelle precedenti edizioni. In tanti, grandi e piccini, nei precedenti appuntamenti sono infatti accorsi in Piazza per assaporare fragranti pani, biscotti, dolci, pizze e pizzette, tutti naturalmente realizzati “dal vivo” davanti ai loro occhi. Ed è proprio il fatto di vedere “in diretta” come nasce un buon pezzo di pane ad affascinare il pubblico, mentre per gli operatori la manifestazione rappresenta un’ottima occasione per promuovere un prodotto sano e genuino qual è il pane artigiano. Non è un caso, quindi, che i fornai siano molto richiesti dalle scuole (asili, elementari e medie), come docenti e per visite nei laboratori.
Anche, domenica 27 saranno numerosi i maestri dell’ “arte bianca” a cimentarsi tra farine e forni dall’alba al tramonto con vari turni, rinunciando così alla propria giornata di riposo per dare la possibilità di gustare la bontà di un pezzo di pane appena sfornato. Tra le novità di quest’anno, va segnalato che lo stand è stato rinnovato e reso più funzionale, permettendo di poter osservare da vicino le varie fasi della lavorazione del pane (impasto, formatura, cottura). Inoltre, nei pressi dello stand ci sarà un gazebo all’interno del quale i bambini potranno partecipare a brevi lezioni di panificazione coi maestri fornai.
Per di più, come da tradizione, i fornai devolveranno il ricavato della giornata in beneficenza, in questo caso a favore del Centro Educativo diurno dell’Associazione Aquilone 2004 attivo in via Pasi a Vicenza. Il Centro - inserito nel sito dell’Ulss 6- offre servizi alle persone disabili e alle loro famiglie, dando la possibilità di seguire percorsi educativi personalizzati.
“Profumo di Pane” proseguirà poi ad Arzignano, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, alla Fiera di Ognissanti. (c.s.)

mercoledì 23 settembre 2009

LA BANDA BASSOTTI AL POTERE

Ormai “non ci resta che piangere”. Una maggioranza costituita da pregiudicati, piduisti e razzisti ha compiuto ieri l’ennesimo scempio nei confronti dei principi costituzionali in quanto sono stati dichiarati non punibili tutti i reati fiscali e il riciclaggio di denaro sporco. Dopo l’introduzione dell’emendamento che depenalizza il falso in bilancio democrazia e legalità sono definitivamente affossati. L’idea che prende corpo è quella di uno Stato che preferisce i corrotti, i furbi, i farabutti ai cittadini onesti che lavorano duro e pagano le tasse.
Secondo il Segretario del Partito Democratico Dario Fran­ceschini lo scudo: “si chia­ma condono ed è una vergo­gna”, ancora più dura la collega di partito Anna Finocchiaro: “Il cartello di Medellin è più onesto”, mentre per Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, non è nient’altro che “riciclaggio di Stato”.
Il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, dal suo blog oltre ad indignarsi chiama in causa il Presidente della Repubblica per difendere lo stato di diritto: “siamo ormai in piena collusione, da parte della maggioranza del Pdl e del governo Berlusconi, con i peggiori e più lerci personaggi e interessi del malaffare. In questo quadro da basso impero vogliamo fare un appello molto forte al Presidente della Repubblica: la legge sullo scudo fiscale non può e non deve essere promulgata perché è anticostituzionale. Napolitano non firmi quella legge. Il Presidente della Repubblica è il garante Costituzione e non può piegarsi alla sua palese violazione da parte del governo”.
Dal Quirinale per ora nessun commento, ma tutti i cittadini onesti, di qualsiasi colore politico essi siano, sperano che il Presidente Napolitano non promulghi il testo vergogna, palesemente anticostituzionale e dunque anti-italiano.

Italo Di Giacomo

LA DONNA E IL LAVORO IERI E OGGI

Venerdì 25 settembre alle ore 18 la Sala Convegni di Palazzo Bonin Longare (corso Palladio 13 a Vicenza) ospiterà la presentazione del libro di ricerca “La donna e il lavoro - ieri e oggi” a cura di Monica Cisco, Alba Lazzaretto, Liliana Nicoletti e Sergio Spiller.

Il 24 settembre 1909 Elisa Salerno pubblicava il numero di saggio de “La donna e il lavoro. Il giornale delle classi lavoratrici femminili”. La femminista vicentina trattò le problematiche delle lavoratrici attraverso le pagine di un giornale aggiornato, che apriva alla città e alla provincia di Vicenza una finestra su un mondo sconosciuto, tacitato, messo in sordina: il mondo delle lavoratrici. A 100 anni di distanza è cambiata la condizione delle donne al lavoro, ma molte delle problematiche trattate dalla Salerno sono ancor oggi domande aperte che attendono una risposta di dignità e giustizia. Il percorso storico, curato dall’Associazione Presenza Donna, ha dato origine ad una ricerca sulle donne e il lavoro oggi, promossa da Maria Irene Trentin, Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza. La presentazione del libro di ricerca avvicina la storia di ieri a quella di oggi, nella consapevolezza che i percorsi di parità sono differenti e variegati, e aprono nuove possibilità di futuro.

Presentazione del volume a cura della giornalista Nicoletta Martelletto. Dopo i saluti di Maria Irene Trentin (Consigliera di Parità), Maria Nives Stevan (Assessore Provinciale alle Pari Opportunità) e Roberto Zuccato (Presidente Associazione Industriali), la parola passerà alle relazioni degli autori. Seguirà quindi una testimonianza di Helena Dawes, studiosa australiana del femminismo cattolico. Interverranno, per finire, Giorgio Xoccato, Vice Presidente dell’Associazione Industriali, e Marina Bergamin, segretario generale CGIL. Intrattenimento musicale a cura di Riccardo Bittante con la voce di Franca Grimaldi. Il libro di ricerca sarà consegnato gratuitamente ai partecipanti.

PALESTINA ANNO UNO

Il presidente Usa Barack Obama, insieme al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel vertice trilaterale tenutosi ieri a New York ha riavviato i negoziati di pace in Medio Oriente. L’incontro, definito dalle parti preliminare, è servito a far riprendere il filo del dialogo interrotto con l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza nel dicembre del 2008.
A differenza del suo predecessore, Obama si è dimostrato un arbitro imparziale rivolgendo agli israeliani l’appello di frenare gli insediamenti coloniali nei territori, e ai palestinesi di condannare il terrorismo. Ecco le sue parole: “Gli Stati Uniti sono impegnati per una pace in Medio Oriente che sia giusta, duratura e ampia, che porti a due Stati che vivono uno al fianco dell’altro, la Palestina e Israele”.
Il presidente americano ha capito che solo risolvendo la questione israelo-palestinese si possono sciogliere tanti nodi politici irrisolti: dalla sicurezza globale ad un rinnovato rapporto con il mondo arabo. L’augurio è che questo sia il primo passo di un fruttuoso dialogo perché la Palestina non può diventare la fossa comune dove l’Occidente seppellisce le proprie responsabilità e complicità.

Italo Di Giacomo

martedì 22 settembre 2009

RAI, DI BERLUSCONI DI PIU’

In Rai procede l’operazione di normalizzazione verso il pensiero unico. In attesa di regalare anche Raitre a Berlusconi con un direttore più malleabile (si parla di un fantoccio di “sinistra” per rendere la transizione meno traumatica), i dirigenti della cosiddetta tv pubblica si stanno dando da fare per imbavagliare le ultime voci libere non ancora asservite al regime del biscione. Per esempio non sono ancora stati chiariti i motivi del mancato rinnovo contrattuale di Marco Travaglio e resta l’empasse per quanto riguarda il rinnovo dei contratti dei redattori di “Che Tempo Che Fa” il programma condotto da Fabio Fazio. Senza dimenticare il no della Rai all’assistenza legale per “Report” di Milena Gabanelli, programma apprezzato dal grande pubblico per le inchieste su malcostume e malaffare. Per la prima volta Berlusconi si accinge a mantenere una promessa: in Rai non si parlerà mai più male del premier e del suo governo! Prossimamente su tutti gli schermi.

Paolo Sante

PACE SUBITO! PACE SUBITO!

La satira fa sorridere e allo stesso tempo riflettere. Forse per questo è così invisa ai potenti di turno. In Italia, uno dei maestri di questa arte è sicuramente Vauro Senesi. La vignetta pubblicata oggi sul “Manifesto” richiama l’episodio di ieri, quando un uomo durante le esequie dei militari caduti in Afganistan si è appropriato del microfono per lanciare il suo messaggio di pace, prima di essere allontanato in malo modo dal servizio d’ordine. Ebbene, Vauro rivisitando a suo modo l’episodio ha messo quell’invocazione “Pace subito!” in bocca, non ad un signore qualsiasi ma al Signore Altissimo. Per alcuni l’artificio potrà apparire blasfemo, al contrario io, da cattolico, lo ritengo profondamente rispettoso. Vauro, il “fustigatore” di preti e papi, riconoscendo alla figura del Cristo una valenza positiva ricorda ai cattolici, magari inconsapevolmente, di aver tradito l’insegnamento della Croce. Gesù ha lasciato un solo comandamento: “Ama il prossimo tuo”. Con i conflitti, la retorica guerrafondaia e le divisioni noi “ritiriamo” Dio dai nostri cuori e dal nostro orizzonte di vita.

Emanuele Bellato

CONSIGLIO PROVINCIALE

Il Consiglio Provinciale è convocato per le ore 15 di MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2009 e per le ore 15 di MARTEDÌ 29 SETTEMBRE 2009 presso la sede in Contrà Gazzolle 1, per trattare gli oggetti sottoelencati.

1. Interrogazione del Consigliere Luigi Manza, del gruppo Partito Democratico, in merito ad interventi straordinari per il lavoro.
2. Interrogazione del Consigliere Matteo Quero, del gruppo Partito Democratico, per conoscere la posizione del Presidente Attilio Schneck sulle dichiarazioni della Lega Nord contro i festeggiamenti per l'Unità d'Italia, il tricolore e l'inno nazionale.
3. Immobiliare Fiera di Vicenza S.p.A. e Fiera di Vicenza S.p.A. Approvazione progetto di fusione.
4. Società per azioni Autostrada Brescia-VeronaVicenza-Padova alienazione di parte delle azioni detenute dalla Provincia di Vicenza ed approvazione schema convenzione per l'indizione della gara unica.
5. Costituzione della Fondazione "Centro Studi Amministrativi" - Approvazione modifiche schema di Statuto.
6. Concessione al Comune di Crespadoro dell'immobile provinciale sito in Crespadoro loc. Marana e denominato Villa Santa Rita.
7. Stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi - Ricognizione equilibri, presad'atto della loro salvaguardia, riconoscimento debiti fuori bilancio.
8. Ordine del giorno dei Consiglieri Bortolino Sartore del gruppo Liga Veneta Repubblica e Massimo Zerbo del gruppo Lega Nord - Liga Veneta per invitare il Consiglio Regionale ad adottare un inno veneto.
9. Ordine del giorno dei Consiglieri Ezio Sambugaro, Giovanni Forte, Massimo Zerbo, Mario Dal Monte, Arrigo Abalti, Francesco Gattolin, Ugo Retis, Emilio Franzina, Bortolino Sartore sull'abolizione dall'uso quotidiano dei sacchetti di plastica.


La seduta potrà essere seguita Live sul Canale TV della Provincia al seguente link: WebTV Provincia

lunedì 21 settembre 2009

WHERE HAVE ALL THE FLOWERS GONE?

Nel giorno di lutto nazionale, il ministro delle Riforme e leader della Lega, Umberto Bossi, riapre il dibattito sulla presenza italiana in Afghanistan, insistendo sul ritiro delle truppe. Lo fa prima di entrare nella basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, dove si sono svolti i funerali dei sei parà morti nell’attentato a Kabul. Una dichiarazione che sa di autocritica: “Li abbiamo mandati noi e sono tornati morti”.
Dall’opposizione Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, si dice “disponibile ad appoggiare chi, anche nel governo, vuole ripensare la nostra presenza in Afghanistan”. E’ importante che da domani, dopo l’emozione dei funerali, si passi dalle parole ai fatti, aprendo in Parlamento un serio dibattito sulla questione Afghanistan e soprattutto si dica la verità agli italiani e ai nostri soldati. Bisogna smetterla con l’ipocrisia della “missione di pace” sotto il benestare e il vessillo dell’Onu. Quella in Afghanistan è un’occupazione di un paese straniero voluta dalle lobby statunitensi. Non abbiamo una politica estera nazionale ed europea, e il caso Dal Molin ne è l’esempio concreto. Siamo subalterni alle decisioni altrui e così mettiamo a rischio la sicurezza del nostro territorio nazionale, esponendoci, anche per la posizione geografica, al rischio di ritorsioni ed attentati.
Dobbiamo diffidare di chi parla di evitare polemiche nel giorno del dolore o ancora di unità delle forze politiche perché le loro coscienze e le loro mani sono imbrattate di sangue. D’Alema dice che non bisogna lasciare proprio ora. Bene, …allora dobbiamo raddoppiare? Ma quale credibilità può avere un personaggio che ha avvallato il bombardamento di Belgrado e dopo dieci anni l’ha definito un errore? Cerchiamo di non pentirci mai più delle nostre azioni, e dichiariamo guerra alla guerra. Questa è l’unica via di uscita possibile!

Paolo Sante

domenica 20 settembre 2009

LIBRERIA POPOLARE N.65

(Fanculopensiero)
Cristan Maksim
€ 13,00
2007, 201 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

“Fanculopensiero. Forse non si può dire. Forse somiglia più a uno slogan che al titolo di un libro. Forse dà fastidio. E poi quelle parentesi. Perché? Ma vi è mai capitato di inseguire un obiettivo e di scoprire che avete impegnato tutte le vostre forze invano, perché quello che cercavate era altrove? Vi siete mai aggrappati all’orgoglio e all’ambizione finendo per ferire voi stessi e le persone che amate? Quante volte avete dovuto ammettere che fuori dal cerchio del vostro io non capite granché e giurate, mentendo, di aver cercato una strada negli altri e con gli altri?” Questa è la storia vera di Maksim, che da giovane manager in carriera in Croazia si è ritrovato a fare lo scrittore di strada a Milano. Lui stesso ammette che a un certo punto qualcosa si è bloccato dentro di lui. Tutto tranne la voce del suo rinato istinto, che gli diceva di andar via. Così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può. E come capita. Spesso non mangia. Più spesso non dorme. Alle Colonne di San Lorenzo, ai piedi della statua di Costantino, in una delle sue lunghe veglie ha l’intuizione di cominciare a scrivere, di raccontare i suoi giorni e le notti, di mettere su carta i suoi pensieri.

La fattoria degli italiani. I rischi della seduzione populista
Ignazi Piero
€ 12,00
2009, 100 p., brossura
Rizzoli (collana Piccoli saggi)

Quando si chiede agli italiani cosa pensano della politica, ormai la reazione più moderata è il disgusto, più spesso l'anatema. E non sono solo i cittadini a fuggire dalla politica: anche svariati politici la disertano. Non contenti di dar vita a un confronto pubblico di ineguagliata rozzezza e astiosità, dimostrano anche un sovrano disprezzo, per non parlare della crassa ignoranza, per le regole base della democrazia parlamentare. Ecco allora dilagare il populismo alla vaccinara di chi pretende di fare e disfare senza rendere conto a chicchessia, minando le istituzioni alla base del bilanciamento dei poteri; ecco il potere giudiziario definito “illegittimo” e il parlamento inondato di decreti. Una deformazione grottesca del sistema democratico che culmina nella figura di Silvio Berlusconi, con il suo esplosivo connubio di inadeguata formazione politica e totale assenza di una cultura del limite. Il popolo identificato con il leader, un capo che si crede investito di una missione divina, veste più volentieri i panni del benefattore che quelli del buon amministratore e usa il suo immenso potere nel più disinvolto dei modi. Queste sono le caratteristiche attuali della democrazia italiana; ormai alla deriva. La domanda è: i cittadini sono ancora in grado di ribellarsi a chi li vuole “popolo bue”, acriticamente “intruppati” dietro al leader-padrone? La “buona politica” e la normalità non sono mai sembrate tanto lontane.

Proposta politica. Andare a sinistra, oggi
Bourdieu Pierre
€ 10,00
2005, 115 p., brossura
Castelvecchi (collana Contatti. Nuova serie)

Pierre Bourdieu affronta il nodo stesso della politica. Il sociologo, scomparso nel 2002, ha sempre creduto che gli intellettuali sbaglino a tirarsi indietro rispetto all'imbarbarimento politico. È necessario che si determini un nuovo fronte di valori e di critica attiva, è necessario che parole come sociologia, politica, antropologia escano dalle pagine dei libri per diventare un progetto di trasformazione dell'uomo. Bisogna dunque ascoltare le vittime del liberismo, dei pregiudizi e della violenza della società opulenta: migranti, insegnanti, lavoratori pubblici, operai, pensionati, casalinghe. Perché gli “ultimi”, gli anonimi, i marginali, i reietti devono davvero diventare i “primi”.

sabato 19 settembre 2009

OPERAZIONE FANGO

Il neo direttore di “Libero” Maurizio Belpietro non vuole far rimpiangere Vittorio Feltri. Per questo, sul numero in edicola oggi, l’ “Antipatico” (in arte e di fatto) ha lanciato un’assurda e volgare polemica contro il Presidente della Repubblica. Questo è il titolo: “Kabul, Napolitano fa aspettare le vittime”, in merito al presunto ritardo del rientro in Italia dalla visita di Stato in Giappone. Una ricostruzione quella del ghigno più feroce del clan berlusconiano smentita dallo stesso Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Una volta si diceva essere la sinistra irrispettosa delle istituzioni, invece con l’avvento del Cavaliere tutto e cambiato. L’imperativo dei “destri” è offendere ed accusare chiunque non sia Berlusconi o non gli sia completamente devoto. Il quotidiano on-line dei consumatori il Salvagente l’ha definita operazione “fango su tutti”, una strategia che “continua, anche sulla pelle dei poveri ragazzi morti a Kabul”.

Paolo Sante

SLOW FOOD PREMIA ASIAGO

Durante l’inaugurazione della kermesse internazionale sui formaggi di Slow Food, premiato a Bra (CN) lo storico produttore di Asiago

Vicenza. Antonio Rodeghiero, allevatore e casaro asiaghese, è stato premiato a “Cheese” con altri tre colleghi del mondo. Durante la cerimonia di inaugurazione della manifestazione, al produttore di Asiago è stato consegnato il premio “Benemerito di Cheese”. Il riconoscimento è dedicato a quattro attori del mondo dei formaggi che si sono distinti per la passione, la dedizione e l’impegno nella ricerca della qualità in coerenza con i principi di Slow Food: buono per il palato, pulito per l’ambiente, giusto per la società. Antonio Rodeghiero, “Toni” detto “Nickel”, è uno dei più vecchi casari produttori di formaggio Asiago Stravecchio in alpeggio, oggetto di Presidio Slow Food, nella “sua” Malga di Porta Manazzo. Con lui sono stati premiati Pascale Baudonnel (Norvegia), per il Presidio Geitost artigianale del fiordo di Sogne, Livio Garbaccio (Piemonte), pastore del Presidio del Macagn, e Francesco Giolito (Piemonte), affinatore. “Nickel” Rodeghiero, 79 anni, è un grande artigiano che tutti riconoscono come maestro: i suoi formaggi hanno viaggiato per il mondo, simbolo della grande sapienza casearia dell’Asiago. A “Porta Manazzo”, una delle più alte dell’Altopiano dei Sette Comuni, ha perpetuato la tradizione dell’alpeggio e l’affinamento dello Stravecchio, anche quando sembrava fosse destinata a perdersi. Le malghe ancora attive sull’Altopiano dei Sette Comuni sono oltre sessanta, un dato già di per sé eccezionale. Una trentina trasforma il latte in formaggio, ma solo una decina produce Asiago Stravecchio a Denominazione di Origine Protetta, per un totale di un migliaio di forme circa ogni anno. Perdere un formaggio eccezionale come l’Asiago Stravecchio delle malghe dell’Altopiano dei Sette Comuni sarebbe un danno irreparabile. Eppure il rischio esiste: perché una buona forma di Asiago diventi Stravecchio occorrono almeno 18 mesi di stagionatura in ambiente naturale e molti produttori preferiscono vendere prima le forme. Per questo ogni anno le forme di Stravecchio sono sempre di meno e, per questo, è importante il lavoro di Antonio Rodeghiero che si prodiga per la salvaguardia di una tradizione casearia millenaria. (c.s.)

venerdì 18 settembre 2009

QUALE DEMOCRAZIA?

Mi sorprende, in negativo, la decisione della Federazione Nazionale della Stampa di rinviare la manifestazione prevista per domani a Roma in difesa della libertà di espressione. Se c’è un’emergenza democratica, come io credo, nessuna ragione, anche la più nobile, doveva fermare la protesta. Sarebbe stato più opportuno confermare la manifestazione coinvolgendo i movimenti pacifisti per chiedere a gran voce l’uscita dalla guerra voluta da Bush. Bisogna smetterla con la retorica dell’eroismo e dell’orgoglio che tanti danni ha già prodotto in passato. In Afghanistan sono stati massacrati dei nostri fratelli lavoratori imbrogliati da un governo irresponsabile. Le regole di ingaggio dei nostri militari sono quelle di una missione di pace, peccato operino in un teatro di guerra. E poi quale democrazia vuole esportare uno come Berlusconi, visto che non ne conosce nemmeno lui l’Abc? Ad essere sinceri i primi frutti della lezione berlusconiana si stanno raccogliendo, considerando che il cosiddetto “democratico” Karzai è stato rieletto Presidente con l’imbroglio.

Italo Di Giacomo

giovedì 17 settembre 2009

GUERRA ALLA GUERRA

Noi di “Vicenza Popolare” siamo stati tra i primi (e pochi) ad aver chiesto il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan e lo chiediamo con ancor più determinazione oggi che l’Italia piange sei vite spezzate dalla follia della guerra. In seguito all’attentato di Kabul il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha affermato: “Agli infami e vigliacchi aggressori che hanno colpito in maniera subdola va la nostra ferma convinzione che non ci fermeremo, la missione continuerà”. Leggendo dichiarazioni di questo tipo ho maturato la convinzione che siamo guidati da persone irresponsabili che non aspirano alla pace e alla concordia tra i popoli. Molto probabilmente credono di giocare ai soldatini, od essere protagonisti di un film di “Rambo”. Non possiamo più tollerare la morte di nostri giovani mandati allo sbaraglio in un teatro di guerra camuffato da missione di pace.

Italo Di Giacomo

La Costituzione Italiana, all'improvviso

La giornata di grande festa che il mondo del Volontariato si appresta a vivere domenica 20 settembre a Thiene sarà animata, oltre che da una settantina di associazioni, anche dal teatro di strada.
L’attore Marco Gobetti, con il suo Teatro Stabile di Strada, porterà lungo le vie di Thiene, lo spettacolo: “La Costituzione Italiana, all’improvviso” e non solo nella giornata di domenica 20!
L’esibizione di Gobetti è prevista infatti per i giorni 18, 19 e 20 settembre a Thiene: ogni giorno alle ore 17.30 a THIENE (VI), in Corso Garibaldi (nei pressi di piazza Chilesotti e/o del Castello Colleoni) con repliche venerdì e sabato anche alle 21.00 nei pressi del Bar Buzzolan e Bar Falstaff, locali molto frequentati dai giovani. L'attore praticamente incontrerà in "piazza" il pubblico, con il quale interagirà, presentando una versione su strada degli articoli della Costituzione, declamandoli uno dopo l'altro ai cittadini di passaggio, cercando di coinvolgerli nella sua performance.
Verrà realizzato anche uno spettacolo in orario scolastico nella giornata di sabato 19 alle ore 11.00: lo spettacolo durerà circa un'ora e si svolgerà all'interno del cortile della scuola media Ferrarin, interessando gli alunni della terza media.
Per TEATRO STABILE DI STRADA la Regione Piemonte nel 2007 assegnò a Marco Gobetti il "Premio per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada", con la seguente motivazione: "Marco Gobetti è il Teatro Stabile di Strada, un ossimoro, ovvero una contraddizione che pretende di contagiare forme e modi dell'agire teatrale. Propone le sue storie: atti unici che cercano spettatori pronti a seguirlo per un'ora di massacrante lavoro d'attore. Non è un narratore perché rappresenta. Alterna dolcezza a violenza per ottenere ascolto dai passanti sempre frettolosi. Cerca di creare legami tra i coraggiosi che si trattengono anche al termine dello spettacolo e per questo offre biscotti, caffè, un quaderno su cui scrivere ciò che si vuole - anche solo l'indirizzo di posta elettronica -. Crea così una "rete" per scambi di conoscenza che si sviluppa di là dall'ora del suo spettacolo. E' autonomo: trasporta tutto l'occorrente su un carrettino. Le luci di scena sono lampade a gas da campeggio. Di fronte allo spazio scenico c'è in terra un cappello per le offerte. Chiede ai comuni che intendono ospitarlo, vitto e alloggio. Un "mecenatismo illuminato” che, - quando viene a mancare -, il Teatro Stabile di Strada supplisce con i ricavi delle stanzialità precedenti. Risulta chiaro da questi elementi il principio sotteso al suo teatro: farsi ascoltare non è un diritto, è una conquista. L'esperimento è coraggioso. Il premio è un invito a continuare con sempre maggiore intensità”.
L’attore era stato in Veneto l’ultima volta due anni fa, invitato dalla Municipalità di Venezia.

PALESTINA: ROMPIAMO L'ASSEDIO

Cari lettori, vi segnaliamo un importante evento informativo che si terrà a Torino il 18 Settembre (presso il centro DAR AL-HIKMA, di via Fiochetto 15), trasmesso in diretta web anche in inglese.

Organizzato dal movimento PER IL BENE COMUNE

* ore 21:
Proiezione video realizzato durante la Carovana della Speranza entrata in Gaza nel mese di maggio '09.
Collegamento con la città assediata di Gaza, da cui parleranno Vittorio Arrigoni della Ong I.S.M. ed il Ministro Osama Al-Esawi.

* ore 22:
Interventi di
Elvio Arancio, coordinamento PBC;
Gianni Flamini, scrittore e giornalista;
Mohammad Hannoun, Presidente dell'Associazione Palestinesi in Italia;
Gerry MacLochlainn, del Sinn Fèin, vice capo della carovana europea;
sen. Franco Turigliatto, di Sinistra Critica;

Presiede Monia Benini, Presidente PBC

Ospiti d'onore i componenti della delegazione italiana che ha partecipato alla Carovana della Speranza per Gaza. Sarà in distribuzione un DVD con il filmato sulla Carovana e il materiale documentario che verrà utilizzato da un comitato internazionale di giuristi per portare il governo e l'esercito israeliani di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.

http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&menu_id=&news_id=166&myaction=read_news

mercoledì 16 settembre 2009

INFORMAZIONE: NO AL GUINZAGLIO

ULTIMO MINUTO: FNSI RINVIA MANIFESTAZIONE PER ATTENTATO KABUL

(AGI) - Roma, 17 set. - Dopo l'attentato di oggi a Kabul è stata rinviata la manifestazione di sabato a Roma per la libertà di informazione. "Con profondo rispetto verso i caduti, nell'espressione di un'autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile", la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d'intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo. "In un momento tragico come questo - scrive la Fnsi in una nota - ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell'Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle forze armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell'Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell'Afghanistan dal terrore verso la democrazia. I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto- dovere di informare compiutamentei cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l'impegno permanente per un' informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti".

"Vicenza Popolare" aderisce con entusiasmo all’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, che si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16. La Fnsi ha rivolto un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere l’invito e partecipare ad una grande iniziativa. La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.

http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com

BERLUSCONI, VENGO DOPO IL TG

La puntata straordinaria della trasmissione di Bruno Vespa, che ha fatto slittare l’esordio di Ballarò di Giovanni Floris su Raitre e di Matrix su Mediaset, è stata un flop. A sancirlo i dati auditel. La fiction “L’onore e il rispetto”, trasmessa da Canale5, ha battuto sonoramente “Porta a porta” con il 22.61% di share contro il 13.47% della puntata speciale di Vespa incentrata sul presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e sulla consegna delle prime 46 casette agli abitanti di Onna. Ascolti ampliamente sotto la media di “Porta a porta”. Consultando i dati dell’Ufficio stampa Rai risulta che solitamente il programma di Vespa ha un ascolto del 18,30% per le prime serate e del 17,50% per le seconde. Insomma l’opera di santificazione non è riuscita. Berlusconi ha spacciato per sue le casette costruite grazie al contributo determinante della “Croce Rossa” e della Provincia di Trento (retta da un’amministrazione di centrosinistra), e come al solito ha insultato la libera informazione e le opposizioni. L’unica cosa positiva è che gli italiani, snobbandolo, si stanno accorgendo che con Berlusconi non c’è nessun futuro.

Paolo Sante

martedì 15 settembre 2009

MOSTRA: CARIOCHE E TRATTORI

Il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” di Romano d’Ezzelino (VI) proporrà dal 31 ottobre 2009 ad aprile 2010 una nuova tematica dal titolo “Carioche e Trattori”, un inedito assoluto. E’ la prima volta che un museo presenta infatti una rassegna sulle cosiddette “carioche” e sui primi trattori. Le “carioche” sono quei mezzi con funzione di trattore nati quasi esclusivamente in Italia a metà anni ‘30 con le sanzioni, proseguiti con ancor maggior vigore negli anni grami del dopoguerra. Essi erano derivati da vecchie vetture o camioncini dismessi, tagliati, accorciati, dotati di ruote artigliate, oppure nel dopoguerra pescando nel vasto serbatoio di mezzi militari abbandonati. Sino a pochi anni fa erano considerati solo come fonte di possibili ricambi per i collezionisti, che potevano recuperare un motore, un cambio, un differenziale, un assale. Ora sono storicamente rivalutati, come dimostrazione di ingegno e volontà di fare. Recentemente é anche uscito un libro dello storico William Dozza, che nobilita l’argomento e le carioche sono riconosciute dall’A.S.I.
Attraverso le carioche viene rappresentato un pezzo della nostra storia e in particolar modo il “Bonfanti-VIMAR”, con una suggestiva coreografia rurale e di costume, allestita in collaborazione con la Pro Loco di Romano riproporrà un tipico mondo agricolo del territorio, in cui i mezzi esposti diventeranno protagonisti di spezzoni di quotidianità del nostro più o meno recente passato.
Ingegno, tenacia e lavoro furono gli ingredienti vincenti per superare un momento di crisi: rielaborare per produrre e ricominciare divennero il binomio per una nuova spinta economica.

Per ulteriori informazioni: Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, via Torino 1, 36060 Romano d’Ezzelino (VI) - fax 0424/513690; e-mail:
info@museobonfanti.veneto.it; sito web: www.museobonfanti.veneto.it

LA SCUOLA DELL'INTEGRAZIONE

In questi giorni, in seguito alla riapertura delle scuole, leggeremo che almeno il 15-16% circa delle classi sarà composto da studenti stranieri.
Inevitabilmente questo ci ricorderà che il nostro Paese, di fatto, è già un contenitore multietnico perché, semplificando, la nostra popolazione invecchia, quindi fa meno figli, e perché la nostra economia per sostituire la forza lavoro italiana in diminuzione ha sempre più bisogno di immigrati se vuole mantenere i livelli di benessere conquistati negli ultimi 50 anni.
Un recente rapporto di Bankitalia conferma queste linee di tendenza, ricordandoci che gli stranieri non solo non hanno tolto il lavoro agli italiani, ma anzi, rappresentano ed hanno rappresentato un’opportunità per i nostri connazionali più istruiti e per le donne.
Alla politica spetta il compito di definire i contorni della nuova Italia, sapendo che di questi tempi piuttosto cupi utilizzare facili semplificazioni può servire a far guadagnare qualche voto ma non aiuterà nessuno, né gli italiani né gli immigrati a progredire.
Per affrontare i problemi dell’integrazione e di uno sviluppo ordinato occorre dunque un vero progetto politico, in grado di dare sostanza ad una visione che vada oltre la considerazione dell’immigrazione come una esclusiva questione di ordine pubblico, favorendo un necessario processo di integrazione culturale e sociale.
Questo percorso deve partire prima di tutto da una precisa affermazione della nostra identità nazionale. Solo con la piena consapevolezza del “chi siamo”, infatti, potremo accogliere ed integrare realmente gli immigrati, favorendone l’inserimento in una nazione salda nel proprio senso identitario. Per questo le recenti polemiche estive sull’inno nazionale, le minacce di un Partito del Sud e la controversa sentenza del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione esclusi dagli scrutini sono fuori sintonia.
Più utile sarebbe arrivare a definire un nuovo concetto di cittadinanza per allargare il perimetro della partecipazione alla vita pubblica, ed evitare che si moltiplichino le aree grigie che spingono verso la clandestinità, come precisa la proposta di legge bipartisan di Fabio Granata (PDL) e Andrea Sarubbi (PD): “diventa cittadino il minore nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno legalmente soggiornante da 5 anni ed attualmente residente”. Per gli adulti immigrati, “i dieci anni di residenza legale, richiesti dalla legge attuale, sono ridotti a cinque, a patto che i richiedenti la cittadinanza abbiano un reddito minimo e superino un esame di lingua e cultura italiana”.
Nel breve periodo bisogna intervenire affinché lo strumento delle quote d’ingresso degli immigrati sia sempre più aderente ai reali bisogni del territorio e che vengano individuati meccanismi per evitare la tendenza a chiudersi nei quartieri in gruppi omogenei, destinati inevitabilmente a diventare ghetti.
Entro questo perimetro politico e culturale descritto credo che si possano trovare gli spazi per ragionare insieme. Consapevoli che non si possono fermare le lancette dell’orologio ma che, al contrario, è necessario saper guardare avanti.

Antonio Sandri

ASIAGO: TRANSUMANZA 2009

Anche quest’anno ad Asiago ci sarà il passaggio della transumanza per le vie cittadine con il seguente programma:

venerdì 18 settembre
ore 14.30 sosta mandria presso località Rendola
ore 16.15 partenza per sfilata centro di Asiago
ore 17.00 passaggio per Viale Matteotti, Via Marconi, Piazza Carli, Viale Trento e Trieste e Via Garibaldi.
Presso piazzale Stazione consegna della tradizionale campana.

La transumanza proseguirà per Contrada Pennar con sosta e degustazione di prodotti presso il Caseificio Pennar e sosta per la notte in Località Turcio.

sabato 18 settembre
ore 8.00 partenza per Bressanvido, arrivo previsto per le ore 16.30 di domenica 20 settembre con festa della transumanza.

lunedì 14 settembre 2009

QUI NON SI FA POLITICA

La classe non è il luogo deputato per fare politica e i professori che vogliano farla devono uscire dalla scuola e candidarsi: questo, in sintesi, il contenuto di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. “Qui non si fa politica”, lo stesso dictat lanciato da Berlusconi qualche giorno fa alla televisione pubblica, per le trasmissioni di informazione e quelle satiriche, e lo stesso inquietante monito esposto, in cartelli, negli uffici pubblici durante il ventennio fascista.
Comunque, nonostante le intimidazioni governative e gli intenti di censura, non si placa la protesta dei precari: sono infatti previsti nei prossimi giorni manifestazioni, presidi e sit-in nelle principali città italiane organizzate dai comitati dei precari, dai Cobas e dalla Cgil-Flc contro i tagli decisi dalla Gelmini e i cosiddetti contratti di disponibilità (una sorta di indennità di disoccupazione e una via preferenziale per l’accesso alle supplenze brevi). L’intento del governo, con la cosiddetta “norma salva precari”, è quello di dividere gli insegnanti in precari di serie A e B tutelando un numero esiguo di docenti e introducendo di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che già gravi danni ha provocato nel privato
Il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha detto che quello della scuola: “é stato il più grande licenziamento di massa della nostra storia. Ciò che é accaduto per i precari della scuola è una vergogna con gente finita a zero euro dalla mattina alla sera”.
Sulla stessa linea del Pd anche l’Italia dei Valori, con il senatore Fabio Giambrone, vicepresidente del gruppo Italia dei Valori, membro della commissione Istruzione, che ha dichiarato: “A fronte dei soli annunci tutta la scuola pubblica ha subito tagli prima che si discutesse di un progetto educativo serio perché la scuola secondo il Ministro Gelmini significa meno insegnanti, meno ore di lezioni, nessun laboratorio e nessuna attività di recupero” e chiesto un’audizione immediata del Ministro in Senato: “Come Idv vogliamo sapere se il ministro si rende conto di cosa abbia provocato l’azione di questo Governo: una scuola carente, inaridita e invecchiata”.
Il governo Berlusconi si dimostra per l’ennesima volta inadeguato, soprattutto considerando che quello della scuola è un settore strategico per il futuro delle nuove generazioni e conseguentemente del Paese tutto.

Italo Di Giacomo

PEPPINO IMPASTATO VIVE!

La decisione del sindaco leghista di Ponteranica, in provincia di Bergamo, Cristiano Aldegani di rimuovere la targa con cui era stata dedicata la biblioteca comunale a Peppino Impastato ha scatenato giustamente molte polemiche, anche a livello nazionale. Il fratello del martire ucciso dalla mafia nel 1978, Giuseppe Impastato, già impegnato a diffondere nelle scuole di tutto il paese la cultura della legalità, ha dichiarato all’agenzia radiofonica Econews: “Ho provato fastidio. Una cosa indegna, che offende la dignità umana, un gesto incivile. Faccio fatica a definirlo. Gente che non ha spessore umano”. Prendono le distanze dall’amministrazione leghista anche i “Sacramentini”, coinvolti in quanto la targa sostitutiva in preparazione intende ricordare il religioso Giancarlo Baggi. Il superiore della congregazione, Padre Santi Rizieri, in una nota ha dichiarato: “La Comunità dei Padri Sacramentini riconosce e stima l’operato che contraddistinse il lavoro di padre Giancarlo Baggi, ma non può approvare che la memoria di un confratello sia usata in una logica di contrapposizione e di divisione, tanto più se questa contrapposizione riguarda un testimone di giustizia come Peppino Impastato, ucciso per il suo impegno civile”.
Nonostante le polemiche il sindaco tira dritto. Speriamo solo che questa squallida vicenda di provincia serva a far riscoprire, soprattutto ai giovani, la splendida figura di Peppino Impastato.

Paolo Sante


Sito consigliato:
www.peppinoimpastato.com