venerdì 31 luglio 2009

TU DA CHE PARTE STAI?

“Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?” era il dilemma che poneva De Gregori in una canzone di qualche anno fa. Lo stesso interrogativo me lo sono posto io quando, sabato scorso al mare, per risparmiare qualche euro, invece della solita pizza in compagnia ho optato per un paio di panini al supermercato. Mentre ero al banco degli affettati ed aspettavo il mio turno, una commessa, senza alcuna discrezione, ha chiamato la sicurezza per segnalare un presunto furto commesso da una signora. Tra la commessa e i clienti è scattata subito la solidarietà e l’indignazione. Tutti avevano qualche esperienza da raccontare: “Anche nel mio negozio rubano sempre”, a fargli eco un altro “da me rubano le cose più futili” e la commessa ad affermare fieramente “io ho l’occhio di lince, ormai certe facce le riconosco al volo”. Peccato, anzi per fortuna, non c’era stato nessun furto e l’ignara signora inseguita fuori dal locale (l’equivoco era nato perché uscendo aveva lasciato la spesa alla figlia), dopo un’umiliante perquisizione poteva andarsene con le scuse imbarazzate del vigilante. Tra i presenti è calato subito il gelo e la vergogna, mentre l’insolente commessa continuava a dire, nonostante l’evidenza: “sì, sì figurati se non ha rubato”. Dopo aver acquistato, con una certa riluttanza, un etto e mezzo di prosciutto cotto, due panini e una lattina di aranciata mi sono diretto alla cassa dove ho pagato ben 10 euro. A quel punto ho capito che nel supermercato c’erano davvero dei ladri ma nessuno li ha denunciati, io compreso.

Italo Di Giacomo

IL TRIO RICCATI IN CONCERTO

Domenica 2 agosto alle ore 21.00 al Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa Operaestate Festival porta in scena il Trio Riccati, in un concerto per pianoforte, violino e violoncello a ripercorrere l’anima musicale russa dall’ottocento al ventesimo secolo.

Torna ad esibirsi al Festival il Trio Riccati, formazione nata dalla collaborazione con il pianista Gabriele Vinello, il violinista Stefano Pagliari e il violoncellista Marco dal Sas. Il nome che hanno scelto deriva dalla illustre famiglia di matematici e studiosi della musica vissuti nel 700 a Castelfranco Veneto, città in cui il trio si è formato.
La serata si snoda attraverso un programma dedicato alla musica classica di provenienza russa, nel nome di due autori del calibro di Peter Iljic Ciajkowskij e Dimitri Shostakovic.
Il concerto si aprirà infatti con l’esecuzione del Trio in la minore op. 50 di Ciajkovskij dedicato “Alla memoria di un grande artista”, l’unico per la formazione classica di violino, violoncello e pianoforte nella produzione da camera del compositore russo.
Un’opera magistrale, tra le sue più riuscite per la densità di arditezze strumentali e per l’impianto monumentale. Dopo un iniziale "Pezzo elegiaco" che apre episodi ora lirici, ora pensierosi, ora irruenti, segue un Tema con variazioni che suddivide lo svolgimento in 2 sezioni; la prima è costituita dal tema, con 11 variazioni, la seconda dalla Variazione finale e Coda.
L’opera fu scritta a Roma tra la fine del 1881 e l’inizio del 1882, dopo aver avuto notizia della prematura scomparsa dell’amico Nikolaj Rubinstein - fratello del più noto Anton - pianista e didatta di fama, amico e sostenitore di Ciajkovskij.
Anche il Trio n. 2 in mi minore op 67 di Shostakovic, secondo brano della serata, è dedicato in memoria di un amico: Ivan Ivanovich Sollertinski, erudito poliglotta, esperto di teatro e apprezzato musicologo, morto in quell’anno in un campo di sterminio nazista. Personalità sagace, spirito antidogmatico ed indipendente, Sollertinski era il più intimo amico e confidente di Shostakovic..
L’autore russo fu una delle più importanti figure della musica moderna russa e ricevette diversi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. Ebbe un travagliato rapporto con il governo sovietico: subí infatti due denunce ufficiali a causa delle sue composizioni e i suoi lavori furono periodicamente censurati (i balletti furono criticati per le tematiche troppo "disimpegnate"). Rimase tuttavia il compositore sovietico più popolare della propria generazione e ricevette numerosi riconoscimenti.
Il magnifico e commovente Trio n.2, costruito sapientemente attorno a melodie popolari russe e a procedimenti melodici ebraici, rappresenta una delle più disperate e accorate denunce in musica di tutti i tempi

Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del Festival in Via Vendramini, 35 a Bassano: tel. 0424.524214 – 0424 217111. Info anche 0424 217819. In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito al Teatro Astra.

VERITA' NASCOSTE

In questa società sempre più competitiva sembra non avere più patria il riconoscimento del merito. Nel lavoro i giovani talenti vengono continuamente umiliati dai “padroni” e a vincere sono sempre i furbi, i figli di, i signorsì, i ruffiani e le cosiddette veline. La gratitudine è bandita perché vuol dire riconoscere le capacità dell’altro e dunque per gli “squali” equivale a mettersi un gradino sotto. Per fortuna esistono ancora delle oasi di libertà, non ancora intaccate da questo diffuso modo di pensare, e il nostro blog ne è l’esempio concreto. A tal proposito voglio fare i complimenti al nostro collaboratore Francesco Toscano, uno dei pochi in Italia, ad anticipare e sostenere un’altra verità sul caso “Borsellino” in questi giorni ritornato prepotentemente d’attualità. Qualche lettore “accusava” Francesco di dare troppo spazio e peso alle dichiarazioni di Salvatore Borsellino, fratello del giudice martire, di Ciancimino Jr e di Gioacchino Genchi, invece i fatti, a partire dalla possibile riapertura del processo sulla strage di via D’Amelio, gli stanno dando pienamente ragione. Conosco bene Francesco Toscano e so che per lui la ricerca della verità è una missione di vita che non si limita alla mera testimonianza, ma è passione ed inquietudine che sfocia nell’impegno civile e nella denuncia sociale. Tenete bene a mente il suo nome perché tra qualche mese uscirà un suo libro che ripercorre la storia della Seconda Repubblica, un viaggio nella memoria dove tutto è risaputo ma niente è scontato e le ombre, che prevalgono sulle poche luci, si allungano inesorabilmente sul nostro presente.

Emanuele Bellato


VIOLANTE 1 VIOLANTE 2

Luciano Violante dichiara ai magistrati di Palermo di essere a conoscenza della trattativa tra mafia e stato fin dai tempi in cui ricopriva il ruolo di presidente dell’antimafia. A parlargliene, sempre secondo l’ineffabile ex magistrato torinese, fu il colonnello dei Ros Mario Mori, già al centro in passato di indagini della magistratura. E bravo Violante! L’inflessibile “eroe” dell’antimafia dei primi anni novanta, l’uomo integerrimo capace di guidare la “rivolta degli onesti”, nonché cinghia di trasmissione in quegli anni tra la politica e la magistratura, si ricorda di questi “piccoli particolari” solo a distanza di 17 anni, e casualmente proprio mentre i magistrati riaprono le inchieste per fare luce su quella tragica stagione di sangue e bugie. Violante, di grazia, potrebbe spiegare alla pubblica opinione dove è stato in tutti questi anni? Perché dice solo adesso quello che avrebbe dovuto denunciare tanti anni fa? Violante è in buona compagnia. Non è il solo infatti che soffre di improvvise amnesie. Anche l’attuale vicepresidente del Csm Nicola Mancino, infatti, recupera sbiaditi ricordi e dichiara in questi giorni di “aver rifiutato”, ai tempi in cui ricopriva l’incarico di Ministro degli interni, “qualsiasi trattativa con la mafia”. Bene, affermando quindi di aver respinto la trattativa, Mancino certifica l’esistenza della stessa. Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, da anni denuncia inascoltato fatti ed avvenimenti che solo adesso si impongono nel dibattito politico. Grazie al silenzio colpevole e complice di buona parte della politica e dell’informazione. Lo stesso Gioacchino Genchi, molti mesi fa, disse: “nell’inchiesta Why Not ho ritrovato molti personaggi che incontrai all'epoca delle stragi". Chi sono questi personaggi? Che ruoli occupano nelle istituzioni? Il momento della verità è quasi giunto. E la verità va cercata qualunque essa sia, anche la più tragica e inconfessabile. Per far sì che il sangue di Falcone, Borsellino e degli uomini della scorta non sia stato versato invano.

Francesco Toscano

giovedì 30 luglio 2009

CENERENTOLA A ROSSANO VENETO

Sabato 1 agosto alle ore 21.00 il Minifest arriva al Parco Sebellin di Rossano Veneto a raccontare una delle favole più conosciute a amate da grandi e piccini: CENERENTOLA, messa in scena dalla toscana compagnia teatrale NATA.

Spettacolo di teatro d’attore della nota fiaba, raccontata questa volta attraverso gli occhi dei… giocattoli.
Chi non conosce la fiaba di Cenerentola? Tutti ma proprio tutti, anche i giocattoli che vivono nella cameretta di Dimitri. Accade che una sera gli umani che abitano la casa escano tutti, lasciando così l’abitazione vuota ed i giocattoli rimangono soli, abbandonati nella stanza. Come per incanto il pupazzo di un cowboy, una bambola, un robot e Dotto - uno dei sette nani - si animano e cominciano a giocare a raccontare storie. La sorte fa si che la fiaba del giorno sia Cenerentola. I giocattoli cominciano quindi a ballare, cantare, bisticciare ed impersonare i ruoli della fiaba classica come dei maldestri attori.
La bambola diventerà Cenerentola, il cowboy ed il robot rivestiranno i panni delle due sorelle cattive, della fata e di un principe che non c’entra niente e Dotto farà un po’ di tutto ed inciamperà più volte nella storia!
Nonostante la confusione, le gags comiche ed il coinvolgimento del pubblico la fiaba arriverà al lieto fine ma, proprio in quel momento, ritorneranno “gli umani” ed i giocattoli, una volta tanto, si “rimetteranno a posto” da soli!
In scena Riccardo Goretti, Andrea Vitali, Eleonora Rossi e Livio Valenti che ne cura anche la regia, per uno spettacolo di teatro d’attore adatto a bambini a partire dai 5 anni d’età.
Cenerentola resta una delle fiabe popolari più note al mondo, narrata in diverse versioni con tutte le lingue della terra. In occidente le versioni più note sono quelle di Charles Perroult e dei Fratelli Grimm, per non dimenticare il successo della celebre versione di Walt Disney, che ha fatto sognare più di una generazione.

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito al Palasport di via Bassano. Informazioni e prenotazioni alla biglietteria del Festival presso gli Uffici di Via Vendramini 35 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819. Il botteghino aprirà alle ore 20.00 www.operaestate.it.

LIBRERIA POPOLARE N.58

Geopolitica dell’acqua
Ciervo Margherita
€ 10,00
2009, 143 p., ill., brossura
Carocci (collana Le bussole)

L’acqua è alla base della vita del pianeta. È, dunque, un bene comune o un bene economico? L’acqua è la risorsa più abbondante sul nostro pianeta, eppure è sempre più scarsa. Perché? Qual è la relazione fra scarsità e sistema produttivo e stili di vita? Esiste una connessione fra la mancanza di accesso all’acqua potabile di circa un quarto della popolazione mondiale e il controllo delle fonti e dei servizi idrici da parte delle multinazionali? Quali sono le ragioni e gli effetti della privatizzazione? Quali le responsabilità dei governi? È un caso che i conflitti idrici aumentino in maniera esponenziale e che il nuovo millennio si sia aperto con la guerra dell’acqua di Cochabamba? Nel rispondere a queste domande, il libro si propone di fornire spunti di riflessione, esplorando anche i luoghi della resistenza alla mercificazione dell’acqua.

Preferirei di no. Lavoro e condizioni di lavoro: alle radici del XXI secolo
Ranieri Daniele
€ 10,00
2009, 180 p., brossura
Ediesse (collana Saggi)

L’amore e il lavoro, scriveva Freud, sono i due elementi fondamentali per raggiungere un equilibrio personale. Ma nell’attuale società globale, dominata dall’economia, il lavoro contraddittoriamente risponde sempre meno all’esigenza di realizzazione soggettiva e ancora meno a quella dell’inclusione sociale, semplicemente sembra tornato a essere la principale (spesso scarsa) fonte di reddito. Al contempo i processi sociali d’individualizzazione e i sentimenti d’inadeguatezza e di solitudine avanzano. Persino la felicità, che Primo Levi nella Chiave a stella attribuiva al lavoro, nella società «liquida» sembra ormai raggiungibile solo all’interno della sfera del consumo. Stiamo dunque assistendo alla fine del valore sociale del lavoro? L’autore, per dare una risposta a questo interrogativo, ripercorre l’intero tragitto storico che ha condotto alla formazione del concetto stesso di lavoro. Successivamente ipotizza tre possibili linee di sviluppo delle politiche post moderne del lavoro. Ricordando quello che scrisse Gramsci, «prevedere non significa sapere quello che avverrà, ma fare in modo che avvenga, cioè predisporsi a progettare il futuro», Ranieri conclude che senza un caparbio orientamento all’analisi e alla progettazione i lavoratori rischiano di essere indotti ad auto-ingannarsi sulla loro reale condizione, riducendosi disarmati, davanti alla pressione del «capitalismo impaziente», a rispondere, come lo scrivano Bartleby del racconto di Melville: «Preferirei di no».

L’ultima campagna. Robert F. Kennedy e gli 82 giorni che ispirarono l’America
Clarke Thurston
€ 22,00
2009, 367 p., ill., brossura
Il Saggiatore (collana Storia)

La notte fra il 4 e il 5 giugno del 1968 il senatore dello stato di New York Robert F. Kennedy fu colpito a morte nel corridoio delle cucine dell’Hotel Ambassador a Los Angeles. Aveva appena concluso il discorso di ringraziamento per la vittoria delle primarie in California. Era a pochi passi dall’elezione alla presidenza degli Stati Uniti. La parola chiave della sua campagna era stata Hope, speranza. Per curare le ferite di un’America afflitta da tre anni di guerra in Vietnam, da discriminazioni e scontri razziali, da una povertà estrema tenuta nascosta. Speranza in una nuova guida morale per tutto il pianeta. Attorno a Bob Kennedy si erano strette le minoranze etniche e le categorie sociali più povere: chicanos, nativi americani, coltivatori del delta del Mississippi... Per gli afroamericani era la promessa del riscatto. Che cosa aveva fatto Kennedy negli 82 giorni della sua campagna elettorale? Chi era l’uomo a cui l’America guardava con speranza? Che cosa univa quella catena di persone in lutto che, per più di quattrocento chilometri, accompagnò il treno che trasportava la sua salma? Nel rispondere a queste domande, Thurston Clarke ricostruisce le primarie americane del '68, intervista amici, collaboratori, testimoni. Restituisce la figura di un uomo che in quei giorni diede il meglio di sé, che fu riconosciuto dagli elettori come un politico buono e onesto. L’epigono che in sé racchiudeva i destini del fratello John e di Martin Luther King.

Poesia. Appunto del Sentimento
Ivano Maddalena
€13.00
2009, 80 p., brossura
Aletti Editore (collana "Gli Emersi - Poesia")

Il poeta inglese William Blake annotava che: “Solo le Cose Mentali sono reali: di ciò che si chiama Corporeo Nessuno conosce la Dimora: è nella Fallacia, e la sua Esistenza un’Impostura. Dov’è Esistenza fuori della Mente o Pensiero? Non mi rivolgo al mio Occhio Corporeo o Vegetativo più di quanto non mi rivolga a una finestra per un Panorama. Vedo attraverso l’occhio, non con l’occhio”. Le Cose Mentali sono nel pensiero a volte trovano vita nella realtà concreta. Ho potuto nel tempo sperimentare come questo vedere attraverso l’occhio sia la via per vivere il Sentimento e l’Esistenza che è in me prima nella Mente e nel Pensiero, poi nella Realtà. Ho scoperto insieme una Realtà che agli occhi dei più è spesso invisibile. Occorre avere Occhio per intravedere e tanto Cuore per sentire. Occorre fermarsi e dare fiato al nostro correre. Occorre rallentare e lasciare che l’Ispirazione trovi vita e via di libera Espressione. Ecco come nasce la Poesia. Poesia che per me è Appunto del Sentimento. Vi offro queste pagine, profondamente personali, in cui descrivo la ricchezza della vita umana e spirituale che è espressa nel sentimento e si dipana nel vissuto. Si può percepire il mondo dei sentimenti che per dono, passione e impegno trovano vita nello scrivere poesie. Poesia. Appunto del Sentimento è per me la traduzione scritta di ciò che sento, penso, provo e vivo. Questo libro, ideale come dono, contiene poesie che nascono dall’esperienza dell’incontro con se stessi, gli altri, il mondo e il mistero che è Dio e la sua Presenza. (dalla prefazione)

Potete trovare il libro nelle seguenti librerie di Vicenza:
Libreria Galla, Corso Palladio 10

Libreria Galla Librarsi, Contrà delle Morette 4
Libreria San Paolo, Corso Palladio 132
Oppure ordinarlo su http://www.ibs.it/ o www.alettieditore.it/emersi/mar2009/maddalena.htm

I COSACCHI DEL KUBAN

Sabato 1 agosto alle ore 21.00 saliranno sul palco del Castello degli Ezzelini a Bassano del Grappa I COSACCHI DEL KUBAN, con uno spettacolo di danze e musiche tradizionali caucasiche.

Il Kuban è una regione meridionale della Russia il cui nome deriva dal fiume che nasce dai contrafforti settentrionali del monte Elbrus, la cima più alta del Caucaso. Le danze popolari originarie di questi luoghi abbinano le tradizioni montane del Caucaso a quelle del mare di Azov e del mar Nero. Lo spettacolo proposto da I Cosacchi del Kuban ripercorre la storia centenaria di queste comunità di religione ortodossa dalle origini così diverse: slavi, russi, ucraini e caucasici.

In scena sessanta artisti, con un guardaroba che comprende ottocento costumi tipici, per un ricco programma che alterna vorticose danze maschili, legate all’immaginario della guerra e delle battaglie, a danze di corteggiamento, dove gli uomini cercano di conquistare le donne pavoneggiandosi in incredibili acrobazie.
Grande sfoggio di tecnicismo per mirabolanti incroci di spade e lance, danze propiziatorie e poetiche, e ancora danze femminili, dove emerge la struggente attesa per il ritorno dell’uomo amato dalla guerra in terre lontane. Ma le donne cosacche non sono solo le interpreti di danze elegantemente leggere e delicate, sanno anche competere con i loro uomini, scatenandosi in danze energiche in sintonia con il carattere fiero e indomito di un intero popolo.
In programma anche romantiche danze nuziali, polke tradizionali eseguite in coppie, l’antica danza degli adyaghi - l’unica in cui uomini e donne possono prendersi per mano – il “bruco”, danza eseguita dalle donne con il tipico fazzoletto e il classico girotondo con cui si chiudevano le feste nel villaggi. Non mancano nemmeno alcuni elementi della tradizione turca che risalgono al XVIII secolo, quando un'armata cosacca guidata da Nekrasov si stabilì per un certo tempo in Turchia.
La fusione di culture diverse è riscontrabile anche nei ricchi costumi che rendono ancora più spettacolare ogni esibizione. Berrettone di pelo (papakha), pantaloni larghi infilati negli stivali (sharovary), il mantello di feltro (burka), postura da perfetto cavallerizzo e da vigoroso spadaccino: sono solo alcuni degli stereotipi con cui il mondo occidentale, complici i film e i romanzi, tende a connotare il cosacco. Una connotazione che nell’ambito della danza resta tale e quale, e acquista anzi ulteriori venature di romanticismo e di avventura, per via del carattere allegro ed estroverso che i Cosacchi mostrano sulla scena e che continua ad affascinare il pubblico. Un felice mix di contagiosa allegria e misurato rigore tecnico attraverso cui i danzatori portano con orgoglio la loro cultura in giro per il mondo.

Il costo del biglietto è di 22 euro per l’intero e di 20 euro per il ridotto. Per informazioni e prenotazioni contattare la Biglietteria del Festival presso gli Uffici di Via Vendramini, 35 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819
www.operaestate.it

IL GIOCO DELLE VERITA'

Prima d’ora non avevo mai letto un romanzo di Bice Cairati in arte Sveva Casati Modigliani. Complici le vacanze estive e maggior tempo da dedicare alla lettura, ho avuto l’opportunità di scoprire un’autrice di grande valore. Immergendosi nelle storie, in prevalenza al femminile, de “Il gioco delle verità” non stupisce il grande successo di pubblico ottenuto da Sveva negli anni, con all’attivo milioni di copie vendute e traduzioni in tante lingue del mondo. Un successo nato dal passaparola e dalla capacità dell’autrice di cogliere i desideri dei lettori. Ne “Il gioco delle verità” Sveva parla di ribellione, di ridefinizione del ruolo della donna, del rapporto conflittuale con i genitori, dei sogni di gioventù infranti, di uomini che scappano di fronte alle difficoltà e di ritorni. Insomma, Sveva parla di noi, delle nostre vite, delle speranze, delle gioie e delle sofferenze di un’Italia ancora divisa tra laici e cattolici, dove il passato non vuole passare. I sentimenti, in particolare l’amore, dato e negato, sono al centro della narrazione e l’unica verità è che tutti siamo alla ricerca di attenzione da parte dei nostri simili e che dietro le apparenze non esistono famiglie cosiddette “normali”, ma, per chi ha già letto il libro capirà, “solo degli orribili vasi di cristallo, regalo di nozze, ancora intatti”. Per capire noi stessi dobbiamo affrontare i fantasmi del passato ed accettare le debolezze di chi ci sta accanto.
Ho letto un’intervista in cui Sveva affermava con grande umiltà, tramite una metafora: “I grandi della letteratura stanno in cima alla montagna e io sono a mezza collina”. In verità Sveva è in cima alla montagna perché le sue parole, messe nero su bianco, sanno sempre scalare le vette dei cuori dei suoi affezionati lettori.

PINOR

mercoledì 29 luglio 2009

Immensa Fede, bis da leggenda

Una sola parola: Immensa. Secondo oro e terzo record del mondo in quattro giorni per Federica Pellegrini, la regina del nuoto ai Mondiali di Roma. Nella finale dei 200 stile libero Federica entra nella storia con il tempo di 1'52"98, migliorando il suo primato mondiale (1'53"67) centrato ieri in semifinale.
La campionessa veneta è stata autrice di una gara capolavoro, come nei 400: ha controllato con lucidità le avversarie più pericolose, le statunitensi Schitti e Vollner, chiudendo con una strepitosa progressione finale, facendo il vuoto dietro di sé. “Non riesco mai ad esultare come vorrei ma non ce la faccio proprio, non è il mio carattere, mi basta salutare il pubblico. Ho pianto prima della gara perché mi sentivo stanca, però devo dire che mi sorprendo da sola. Il tempo è incredibile, pensavo di fare un decimo meno della semifinale, non pensavo di battere il muro dell' 1'53''. Sorprendente! Metterò anima e corpo per la staffetta, poi avrò finito la stagione. Sono contentissima, poi potrò rendermi conto di tutto quello che ho fatto”. Complimenti a Federica da Vicenza Popolare.

CANTO DIVINO …

Seconda e terza tappa per la trilogia dedicata al nettare divino, che venerdì 31 luglio alle 21.20 arriva a Valstagna in Piazzetta Brotto per concludersi sabato 1 agosto alle ore 21.00 in Piazza Europa a Pove del Grappa. Gli spettacoli concludono la trilogia dedicata al vino, in tre diverse città palcoscenico.

Dopo il Vino mosso a Molvena continuano gli accostamenti tra vino, storie, musica, e parole nelle città palcoscenico.
La serata di venerdì a Valstagna,. dedicata al vino Bianco (come le nuvole di lontano) è una sorta di viaggio al confine tra l’allegria del giorno nuovo e la malinconia degli attimi notturni. Lo scorrere di storie delicate a poetiche che richiamano la luce abbagliante del (vino) bianco, si sovrappongono alle note del jazz, perfetto accompagnamento di un evento artistico, dove il corpo racconta mentre le parole disegnano fascinose sospensioni.
Uno spettacolo che tocca tutte le sfumature del bianco, bianco come le nuvole soffici e sfuggenti,.bianco come i pensieri che si susseguono liberi. Bianco come il vino. Elegante come un vecchio film, suadente come il ritmo del jazz.
La trilogia dedicata al prezioso nettare si conclude sabato sera a Pove del Grappa, quando protagonista assoluto sarà il vino Rosso (come la musica popolare).
Un sorso di rosso questa volta per un viaggio nel tempo. Alla ricerca di sapori, parole, detti e canti popolari. Ricami di storie dove affiorano gli amori perduti che lasciano un'ombra di nostalgia. I canti di rivolta di uomini e donne, chiamati con disprezzo briganti.
Le atmosfere sospese delle osterie milanesi, luoghi d'incontro e di ritrovo in cui il vino era l'elemento immancabile. I canti che scandivano il duro lavoro contadino. La flebile soglia tra racconti sacri e miti profani per tornare al vino che unisce, svela, racconta. Rosso è amore, ma non solo. Perché il vino brinda alla vita tutta
In entrambe le serate il pubblico sarà invitato a brindare con gli attori, creando così un intenso momento di convivialità. Lo spettacolo è inserito nella sezione del festival teatro e sapori, con gli altri appuntamenti che coinvolgono.

In caso di maltempo lo spettacolo di Valstagna sarà trasferito nel teatrino della Scuola Materna Per informazioni e prenotazioni Biglietteria del festival , in Via Vendramini, 35 a Bassano del Grappa tel. 0424 524214

THIENE: TRACTOR PULLING

Tornano a Thiene il Campionato Italiano 2009 “Tractor pulling” ed il 3° Trofeo Highway Scooter Cross. Si svolgeranno sabato 22 e domenica 23 agosto

Thiene. Per il quarto anno, consecutivo la cittadella dello sport si animerà, sabato 22 agosto p.v., con la gara in notturna del Campionato Italiano di Tractor Pulling, lo sport, nato in America circa mezzo secolo fa e non molto conosciuto al grande pubblico, che consiste nel traino di un apposito rimorchio zavorrato, chiamato in gergo "slitta", su di una pista di terreno battuto lunga 100 metri. La slitta può arrivare ai 250 quintali di peso e i mezzi che la trainano devono sfoderare tutti i loro cavalli per riuscire a portarla il più lontano possibile dall'avversario. I mezzi che gareggiano sono i veri protagonisti della scena e saranno suddivisi in 5 categorie in base al loro peso ed alla loro potenza. Ognuno di loro è in realtà un oggetto unico, creato dal suo pilota, che a sua volta è anche costruttore e creativo meccanico del proprio mezzo. E che la fantasia non abbia limiti, lo dimostra il fatto che si può arrivare a montare veri e propri motori d’aereo a reazione per ottenere la massima potenza di spinta!
Ogni anno si aggiungono nuovi iscritti e nuovi spettatori a vivere quest'avventura. In occasione della precedente manifestazione, a Thiene sono arrivati 9 mila spettatori provenienti dall’Italia e dall’estero, a dimostrazione che la gara sa suscitare emozioni inaspettate, senza nessun tipo di pericolo per i piloti e gli spettatori ed è uno show adatto a tutta la famiglia. L'iniziativa sarà allietata dalla proverbiale cordialità e simpatia dei camionisti, che per l’occasione allestiranno un ricco stand gastronomico, curato in collaborazione con i giovani agricoltori dell’ Alto Vicentino.
Si proseguirà, domenica 23 agosto, con il 3° Trofeo Highway Scooter Cross, che prevede l'esibizione di scooter cross, quad, miniquad, ape cross, moto d'epoca.
Il motto della giornata è Si può fare festa anche senza alcool: saranno tassativamente vietati gli alcolici durante tutta la manifestazione per far comprendere agli adolescenti che ci si può divertire anche senza bere alcolici. Alle 17.30 è prevista l’esibizione di autocross della Funny Team di Padova, con la partecipazione straordinaria del campione italiano Giancarlo Amatori e la sua Punto Proto 4x4. Alle 21.30 andrà in scena la musica della folk rock band Torquemada, composta da otto giovani thienesi (voce, flauto, violino, tastiere, basso, due chitarre e batteria) che si esibiranno per più di 1 ora mezza sui brani del gruppo Mago de Oz, gruppo spagnolo folk-rock molto noto. (c.s.)

PROGRAMMA:

Sabato 22 agosto

Inizio ore 18:00

Qualifiche cat. Italian Pulling

Qualifiche cat. Prostock

Qualifiche cat. Liberi 35

Qualifiche cat. Truck

Qualifiche cat. Liberi 45

A seguire tutte le finali

Ingresso € 10,00

Ridotto € 8,00

Domenica 23 Agosto

dalle ore 10.00 alle ore 12.00

PROVE LIBERE

dalle ore 14.30 alle ore 17.00

ESIBIZIONE DI SCOOTER CROSS,

QUAD, MINI QUAD, APE CROSS

MOTO D’EPOCA

a seguire premiazioni

ore 17.30 AUTOCROSS

ore 21.30 live music TORQUEMADA, folk rock band

Ingresso € 5,00 se si presenta biglietto di ingresso di sabato domenica si entra gratis

Asiago: Serata dedicata a Sergio dalle Ave

Sabato 1 agosto 2009 alle ore 21,30 verrà presentata nelle sale della Galleria d’Arte Busellato di Asiago in corso 4 novembre, 86, la mostra fotografica dell’artista asiaghese Sergio dalle Ave dal titolo “Violazioni di domicilio”. Organizzato con il patrocinio della Città di Asiago e della Comunità Montana, l’evento è il primo di tre appuntamenti culturali programmati dalla Galleria d’Arte Busellato per il mese di agosto. In tre serate la galleria si trasforma in una piccola fabbrica di esperienze ed incontra gli ospiti di Asiago attraverso tre eventi dove fotografia, storia e natura si interfacciano con il mondo dell’arte.
Nato ad Asiago nel 1955 Sergio dalle Ave scopre la sua passione per la fotografia ancora giovanissimo partecipando alle lezioni tenute dallo storico fotografo asiaghese Sandro Brazzale. Nel 1982 con una prova di fotografia vince il concorso presso il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova ed inizia a lavorare come tecnico all’interno dell’Osservatorio Astronomico di Asiago. Da allora si occupa dell’acquisizione delle immagini dai telescopi e del trattamento pre e post esposizione delle lastre fotografiche. In seguito, con l’avvento della fotografia digitale utilizzata soprattutto in ambito scientifico e astronomico, inizia ad occuparsi dell’elaborazione foto-grafica indirizzata alla divulgazione scientifica. In quest’ambito la sua esperienza professionale a contatto con le più sofisticate tecnologie gli permette un approfondimento fondamentale anche per la sua attività artistica.
Negli anni la sua ricerca è stata prevalentemente dedicata al bianco e nero. In questo modo, con la tecnologia analogica ha sempre potuto seguire e controllare ogni passo del processo di produzione dell’immagine: dallo sviluppo della pellicola alla stampa in camera oscura. Con la fotografia digitale ha potuto aprire i propri orizzonti creativi e quindi anche la sperimentazione nel mondo del colore.
I suoi lavori sono caratterizzati dall’essenzialità dei soggetti dall’estrema pulizia delle inquadrature. Una ricerca estetica minima, intima e silenziosa sicuramente dettata dal suo amore per l’arte informale del 900.
Dal macro al micro, il suo obiettiva indaga tra i colori e le forme delle case e delle strade delle nostra città, dei nostri paesi trasformati dal tempo e dalla gente. “Basta saper individuare, cogliere e ritagliare”, confida l’artista.
Sergio dalle Ave ha all’attivo numerose esposizioni curate con l’Associazione culturale altopianese Arte Insieme. Inoltre è presente nel catalogo degli artisti vicentini Blu Cobalto.
Per la serata di sabato 1 agosto Sergio dalle Ave presenterà al pubblico i sui lavori dedicati ai “non più luoghi”: dalle case abbandonate ai capannoni delle fabbriche dismesse, dalle soffitte dimenticate, agli edifici pericolanti. Un’indagine appassionante oltre il border line del “vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”, dove l’artista va a caccia di immagini segrete e di tutte quelle tracce di memoria che ogni posto cristallizza dentro di sé.

L’appuntamento in Galleria d’Arte Busellato con Sergio dalle Ave avrà inizio alle ore 21,30. La partecipazione alla serata è libera.

Per informazioni:
Galleria d’Arte Busellato corso 4 Novembre, 86 ASIAGO (VI)
www.galleriabusellato.com info@galleriabusellato.com

Nell’immagine: una foto di Sergio dalle Ave “Violazioni di domicilio”.

MOSTRA: SFOGLIE DI TERRACOTTA

Presso la sala superiore delle Grotte di Oliero di Valstagna è visibile fino al 30 luglio 2009 la Mostra “Sfoglie di Terracotta” di Anna Amadori e Michele Grigoletto. L’esposizione è aperta dalle 10.00 alle 18.00 orario continuato.Anna Amadori e Michele Grigoletto, provenienti da diverse esperienze lavorative, decidono nel 2002 di unire le loro forze e le loro esperienze dando vita ad una collaborazione artistica con una tecnica mista che si avvale di ceramica, legno, colori acrilici ad acqua e cera d’api. Realizzano pannelli per l’arredamento d’interni con un minuzioso collage di sfoglie di terracotta a cui è data profondità da un lavoro grafica tridimensionale. Allo stesso modo Michele usa le stesse sfoglie per realizzare vasi, piatti, centrotavola, vassoi e forme varie, trattate con ossidi ed elaborate in cottura per ottenere l'antica tecnica del lustro metallico. Tutte le opere diventano così pezzi unici e sono la realizzazione di una favola...di un sogno. (c.s.)

LOS VIVANCOS

C’è un’attesa trepidante per lo spettacolo di Giovedì 30 luglio al Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa, quando, alle 21.20 saliranno sul palcoscenico i sette fratelli spagnoli che hanno conquistato il pubblico internazionale a ritmo di flamenco. Loro sono i Los Vivancos con lo spettacolo 7 Hermanos.

Los Vivancos sono indiscutibilmente il nuovo ‘fenomeno’ del flamenco, ormai acclamatissimi e ricercatissimi in tutta Europa. Questo gruppo spettacolare e innovativo è caratterizzato da una peculiarità unica nel panorama artistico internazionale: i sette membri della compagnia (Elias, Josue, Josua, Cristo - volto noto al grande pubblico per la partecipazione del programma "Amici" dell'edizione 2007 - Aaron, Israel e Judah) sono infatti fratelli.
Il loro modo di stare in scena e il loro straordinario affiatamento, non possono che derivare da un apprendimento naturale, elaborato istintivamente sin dalla più tenera età. Sin da bambini i Vivancos sono apparsi in spettacoli e manifestazioni in diversi paesi del mondo: Olanda, Belgio, Inghilterra, Canada, Francia e, ovviamente, Spagna. Dalla loro costituzione come gruppo, nel 2004, è stato un crescendo ininterrotto di consensi a livello internazionale che li ha portati ad esibirsi con grande successo in tutto il mondo. Nel 2006 sono in Canada e rappresentano la Spagna all’Expo Latino 2006, nel 2007 presentano la loro produzione “7 Hermanos” a Tel Aviv e Gerusalemme registrando uno straordinario “tutto esaurito” per le dieci repliche del tour.
I Los Vivancos sono oggi considerati, a ragione, le nuove ‘stelle’ del flamenco moderno a cui riescono ad avvicinare sempre nuove generazioni di pubblico, rinnovando un successo che sembra non avere fine. “7 Hermanos” è uno spettacolo innovativo e originale che mescola musica e danza. La base è il flamenco, nella sua evoluzione moderna, mescolato a una gamma di stili di danza che vanno dal funky al balletto, che i 7 fratelli padroneggiano con grande virtuosismo e presenza scenica. Vestiti elegantemente di nero – per cambiare via via look e rimanere infine a petto nudo e jeans - si presentano suonando ciascuno uno strumento. Poi iniziano le danze lasciando la musica ai cinque musicisti e alla cantaente sistemati su una pedana rialzata.
A balletti di gruppo alternano duetti e assoli, dimostrando la loro completa padronanza del palco. Ii fratelli Vivancos sanno fare tutto e sorprendentemente bene: suonano strumenti musicali con maestria, danzano con forza, ritmo e grazia, e soprattutto sono dotati di grande carisma che riescono a trasmettere al pubblico di tutto il mondo. Apollinei e dotati ciascuno di una personalità originale, i sette fratelli esprimono in questo loro lavoro, durante gli oltre novanta minuti di spettacolo, un eccezionale senso del ritmo, una presenza che in ogni momento sottolinea la forza, la sensualità e tutta la grinta vibrante della loro giovinezza e del loro talento.
Si parla di loro, come fu a suo tempo per Joaquin Cortes, di un grande fenomeno mondiale del flamenco. “7 Hermanos” è uno spettacolo esplosivo e dinamico, pieno di emozioni che, dal suo debutto nel 2007, continua a riscuotere grande successo in tutto il mondo.
Ricco il programma composto da 10 parti, in cui via via si susseguono danze a ritmo di Buleria, Tango, Funky, e Rumba.

In caso di pioggia lo spettacolo verrà trasferito al teatro Astra.
Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del Festival in via Vendramini, 35 a bassano tel. 0424/524214 / 217811. Info anche al numero 0424 217819. www.operaestate.it

Magnifica Alessia, oro nei 1500sl

Nella sua Roma, in un Foro Italico stracolmo di tifosi italiani, una magnifica Alessia Filippi ha conquistato l’oro iridato nei 1500 sl, con il tempo di 15'44"93, precedendo la danese Lotte Friis e la romena Camelia Alina Potec. Splendida la gara di Alessia, che con una strepitosa progressione nelle ultime vasche, non ha lasciato scampo alle avversarie. “Ho fatto la gara perfetta e sono sbalordita. Volevo emozionare ed emozionarmi, volevo la medaglia d'oro davanti al mio pubblico che mi ha dato una carica fortissima. Non ero sicura di vincere perchè gareggiavo contro avversarie fortissime, ma c’è una nuova Alessia, più determinata e che ha obiettivi più grandi. Da qui all'Olimpiade darò il massimo come non ho mai fatto nella mia vita. Vengo da tre anni particolari in cui a livello di Mondiali non era andata come doveva andare, mi sono ripresa quello che avevo perso. Voglio passare alla storia”, ha detto felicissima Alessia ai microfoni di RaiSport. Un altro risultato meraviglioso è arrivato dalle semifinali dei 200sl, dove una grandissima Federica Pellegrini (che domenica ha vinto i 400sl con record mondiale), ha conquistato la finale, con il tempo di 1'53''67 polverizzando il precedente record del mondo.

martedì 28 luglio 2009

LA NATURA DA’ SPETTACOLO

Nella suggestiva cornice di Villa Jonoch a Loria, mercoledì 29 luglio, ore 21.20 un altro appuntamento teatrale dedicato alla natura. E’ la volta di ORTI INSORTI, spettacolo dedicato alla civiltà contadina, nato a partire dai ricordi di un nonno mezzadro. Il nonno di Elena Guerrini, autrice e attrice dello spettacolo.

Come si coltiva il basilico? Aveva ragione il nonno, o il manuale “L’orto perfetto in 7 giorni”? Questo genere di domande devono aver assillato Elena Guerrini, nel momento in cui, da attrice affermata, ha scelto di tornare alle origini nella campagna maremmana per crescere suo figlio.
Elena è attrice teatrale e cinematografica, apprezzata per ruoli importanti nei cast di Pupi Avati e Pippo Del Bono. Il suo, oggi, è un lavoro di riscoperta, arte d’avanguardia rurale, declinazione pratica della tanto teorizzata decrescita felice. I suoi spettacoli rifuggono i teatri. Sono un rito che si celebra ogni domenica, direttamente nei poderi. Quelli veri e non le beauty farm. Quelli dove i contadini esistono ancora. E come nel passato, dopo la trebbiatura o la vendemmia, si celebrano di nuovo le veglie dei contadini, luogo di ritrovo, di risate, di riflessione e di cultura popolare.
“Dopo la nascita di Dario – spiega la Guerrini - mi sono cominciata a chiedere cosa mangiamo e respiriamo, quali sono i nostri rapporti umani, come recuperare l’antico legame con la terra. Da qui è nata l’idea di questo spettacolo”. Un ritorno quindi alle origini agresti, per dare spazio alla memoria del nonno, agli stornelli, ai proverbi, alle ricette di una volta. Una scelta non per niente naif.
“Orti insorti” è nato così, nel bisogno di raccontare qualcosa di vero, qualcosa di urgente. Perché da quando sono spariti i cantastorie, l’unico riferimento per chi vive in campagna è dato dalla tv. La scelta del “vengo io a casa vostra” responsabilizza le persone verso l’ospitalità e il confronto. Il risultato è dirompente. Elena rievoca la vita agreste dei mezzadri, urla, canta, incanta e il pubblico risponde ridendo a crepapelle. Umorismo arcaico, quasi boccaccesco, che non risparmia delle staffilate raggelanti sul declino dell’oggi: la volgarità dei suv, il danno delle monocolture, i semi transgenici, la vita ridotta a merce. Affiorano i nomi di personaggi lontani, troppo distanti dai sermoni televisivi: le battaglie di Vandana Shiva, l’orto sinergico di Fukuoka, Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino, pedina fondamentale nella genesi dello spettacolo.
Il risultato è un’esperienza che va oltre lo spettacolo, con lo stesso rischio di infangarsi le scarpe.

Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del Festival, in via Vendramini, 35 a Bassano. Tel. 0424 524214 / 217811. In caso di pioggia lo spettacolo verrà trasferito nella sala Polifunzionale Primo Visentin

lunedì 27 luglio 2009

IL SENTIMENTO DELLA REALTA'

L’ultimo libro del maestro Ermanno Olmi è stato per me una rivelazione. Ne “Il sentimento della realtà” Olmi oltre a ripercorre con umiltà la sua brillante carriera professionale, impartisce, involontariamente, delle vere e proprie lezioni di vita e filosofia senza incorrere in sterili intellettualismi.
Adorno diceva: “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”. Una citazione che trovo calzante per sintetizzare il contenuto di questo libro-intervista in cui Olmi esprime tutto il suo anticonformismo, la sua ansia di libertà in cui l’unica certezza è l’avere tanti dubbi. A partire da una questione fondamentale per l’uomo: ovvero quella del rapporto con Dio, cercato in ogni pagina, ogni giorno, con immutata tensione spirituale verso il sacro e il mistero. Ma anche una dura condanna verso l’ipocrisia, i luoghi comuni, le verità imposte e la perdita di valori dei nostri tempi, con un implicito invito a indignarsi, a scegliere la libertà, a ribellarsi all’indifferenza senza perdere la tenerezza od abbandonare la speranza. Se il cinema è in crisi lo è perché è malata tutta la società, ed ecco allora l’ultima trasgressione di Olmi, lasciare il mondo dell’immaginifico per raccontare il sentimento della realtà tramite documentari. Non fare più cinema per poter far cinema da poeta ed osservatore. La sobrietà come stile vita è la via da seguire, insieme ad un ritorno alle origini, per immergersi nel silenzio parlante della natura e degli affetti più sinceri, perché un caffé con un amico vale più della lettura di un buon libro. Olmi vuole metterci in guardia contro noi stessi, i nostri egoismi, il consumismo esagerato, il lavoro che non è più “mestiere” e sembra ammonirci: fermiamoci finché siamo ancora in tempo! Parole che rievocano Gesù quando scacciò i mercanti dal templio. Un libro da leggere per riflettere e per cambiare. Così come vi consiglio di leggere “Il Sergente nella neve”, la sceneggiatura, per un film pensato, strenuamente voluto, purtroppo mai nato, che ha segnato l’inizio della sua amicizia fraterna con il compianto Mario Rigoni Stern. Nessun rimpianto, perché per Ermanno Olmi un nuovo amico vale più di un bel film.

PINOR

UNIONE DEI CARCERATI

Casini: “per le regionali l’Udc si tiene le mani libere”. Manette permettendo, s’intende...

Il Coyote

domenica 26 luglio 2009

FEDERICA REGINA DI ROMA

Oro e Record
Roma ha la sua nuova Regina: il suo nome è Federica Pellegrini, che al Foro Italico, davanti al pubblico italiano in visibilio ha conquistato l’oro nella sua gara d'esordio ai Mondiali.Tutti gli occhi erano puntati su di lei e Federica, 20 anni non ha tradito le attese. Autrice di una gara fenomenale, con una progressione finale da urlo, ha stravinto i 400 stile libero, battendo le britanniche Jackson ed Adlington, centrando il nuovo record del mondo con il tempo di 3'59"15, diventando così la prima donna a scendere sotto i 4 minuti.
“Ne ho passate di tutti i colori in questi giorni, a un certo punto pensavo proprio di avere perso la speranza. Oggi pomeriggio pensavo di avere la febbre, per fortuna l’acqua fredda della vasca me l’ha fatta calare. E’ stata dura, più mentalmente che fisicamente. Sono contenta di avercela fatta, specie sotto i quattro minuti. Ti puoi allenare benissimo tutto l’anno, ma se non arrivi al 100% di testa non ce la fai. In queste gare c’eravamo io e il mio allenatore. Solo io e lui sappiamo che cosa abbiamo fatto quest’anno per superare questa crisi della paura. Io fino agli ultimi cinque metri ho detto non ci credo. Poi ho fatto la mia gara, non ho visto i passaggi ma credo che l'inglese abbia patito soprattutto il passaggio dei 200. Una vittoria meravigliosa, sudata e meritata. Più emozionante di Pechino perchè lì eravamo isolati. Questo Mondiale è come una seconda Olimpiade e aprirlo così è fantastico”, ha detto Fede ai microfoni di RaiSport.

Contador in trionfo sui Campi Elisi
Alberto Contador ha trionfato in maglia gialla sui Campi Elisi, vincendo il tour de France 2009, mentre Mark Cavendish si è aggiudicato l’ultima tappa allo sprint. E’ iL secondo successo in carriera al Tour de France, per Contador, che nel suo palmares ha anche un Giro d’Italia e una Vuelta di Spagna. Una vittoria meritata, quella del corridore spagnolo, che ha dimostrato di essere il più forte su tutti i tipi di percorso. Ha dato la prima scossa alla classifica sulle rampe verso Verbier, poi ha messo il sigillo nella crono di Annecy ed, infine, si è difeso alla grande sul Mont Ventoux.Merita un grande applauso anche Lance Armstrong, che a 37 anni è salito sul podio dei Campi Elisi per l’ottava volta in carriera con il terzo posto, dopo le sette storiche vittorie consecutive tra il 1999 e il 2005. Secondo nella classifica generale si è piazzato Andy Schleck, 24anni, che ha vinto anche la maglia bianca della classifica dei giovani. C'è soddisfazione anche per l'Italia: nessuna vittoria di tappa, ma la maglia a pois di Franco Pellizotti, gli otto giorni in maglia gialla di Rinaldo Nocentini ed il 7° posto finale di Vincenzo Nibali.

Classifica generale finale: 1. Alberto Contador (Spa) - Astana 85h48'35"; 2. Andy Schleck (Lux) - Saxo Bank + 4'11"; 3. Lance Armstrong (Usa) - Astana + 5'24"; 4. Bradley Wiggins (Gbr) - Garmin- Slipstream + 6'01"; 5. Frank Schleck (Lux) - Saxo Bank + 6'04"; 6. Andreas Kloeden (Ger) - Astana + 6'42"; 7. Vincenzo Nibali (Ita) - Liquigas + 7'35"; 8. Christian Vandevelde (Usa) - Garmin-Slipstream + 12'04"; 9. Roman Kreuziger (Cec) - Liquigas + 14'16"; 10. Christophe Le Mevel (Fra) - FDJeux + 14'25".

Prima vittoria per Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso trionfa al Gp d’Inghilterra, decima prova del Mondiale. Il pilota della Honda, al primo successo nella classe regina, si è imposto, in una gara condizionata dalla pioggia, su Colin Edwards (Yamaha) e Randy De Puniet (Honda). Quinto posto per Valentino Rossi, che partito in pole, è caduto a causa dell'asfalto scivoloso, ma con una grande rimonta è riuscito, dal tredicesimo posto, a recuperare otto posizioni. Ritirato invece Jorge Lorenzo, sempre per una caduta. Stoner ha chiuso all’ultimo posto per via di una scelta azzardata delle gomme. “E’ un’emozione talmente strana che ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto. Ci sto provando da tanto, a combattere con i forti e alla fine ce l’ho fatta. Sono stato dietro a Valentino; potevo passarlo qualche giro prima che cadesse ma era troppo rischioso. E’ un gran risultato, stiamo lavorando duro. fare una gara così è la dimostrazione che ci siamo”, ha detto felice Dovizioso ai microfoni di Italia1. Rossi resta leader del Motomondiale con 187 punti.

Articoli curati da Francesca Monti

F1: Hamilton vince. Migliora Massa

Lewis Hamilton vince il Gp d'Ungheria, centrando così il suo primo successo stagionale. L'inglese della McLaren ha preceduto la Ferrari di Kimi Raikkonen e la Red Bull dell'australiano Mark Webber. Raikkonen è però sotto inchiesta da parte dei commissari di gara per presunte irregolarità nella partenza. Sfortunato Alonso, che è partito in pole, ma è stato costretto al ritiro per problemi alla macchina. Button resta il leader del Mondiale con 70 punti. Intanto dall'ospedale di Budapest dov'è ricoverato Felipe Massa, dopo lo spaventoso incidente di ieri, causato da una molla che si è staccata dalla monoposto di Barrichello colpendo in pieno viso il pilota ferrarista, arrivano notizie confortanti.
La Tac a cui è stato sottoposto Felipe ha dato "esiti soddisfacenti, escludendo lesioni cerebrali". Lo ha detto Peter Bazso, direttore della clinica militare in cui è ricoverato il pilota. A confermarlo anche la Ferrari. Il medico ha poi raccontato che si è provato il risveglio del brasiliano, per consentirgli di vedere i genitori e la moglie arrivati dal Brasile.A Felipe un grande in bocca al lupo, con l'augurio di poter riprendersi presto e tornare a correre con il Cavallino Rampante. (f.m.)

Artevino: Galà con Katia Ricciarelli

La distilleria “F.lli Brunello” di Montegalda organizza una serata di beneficenza con musica e degustazioni. Ospiti d’onore: Katia Ricciarelli e lo chef Natale Giunta della trasmissione “La Prova del Cuoco”

Montegalda. Nell’ambito della rassegna “ArteVino”, promossa dalla Strada dei Vini dei Colli Berici, la distilleria “Brunello” di Montegalda ospita martedì 28 luglio dalle ore 20.30 “Spirito del Territorio”, festa di mezza estate all’insegna della musica e delle degustazioni, tra abbinamenti curiosi e provocanti, tra innovazione e tradizione.
L’evento vedrà la partecipazione di una delle artiste liriche più importanti del panorama italiano: Katia Ricciarelli.
Inoltre saranno allestiti dei banchi di assaggio di piatti e prodotti tipici del territorio, preparati “ad hoc” dallo chef Natale Giunta, ristoratore di Termini Imerese in provincia di Palermo, volto noto della trasmissione televisiva “La Prova del Cuoco” di Rai 1.
La cena a buffet inizierà con un aperitivo particolare ed originale a base di grappa, decisamente da provare, in abbinamento a crostini con tartufo del territorio vicentino e prosciutto crudo dell’Area Berica.
Sarà la volta poi di un intermezzo musicale che vedrà l’esibizione canora di Katia Ricciarelli e dei due tenori Alberto Zanetti e Davis Fugolo.
Si proseguirà con la degustazione di un risotto preparato al momento dal cuoco palermitano Natale Giunta, e di una selezione di formaggi delle Latterie Vicentine, incluso l’Asiago medaglia d’oro all’ultima edizione di “Caseus Veneti”. Il tutto accompagnato da vini del territorio.
Un altro stacco musicale di Katia Ricciarelli e, dulcis in fundo, i biscotti della tradizione pasticcera vicentina abbinati ai profumi della grappa Brunello. La serata sarà l’occasione per provare due nuovi prodotti dell’azienda: “La Scura” di 12 mesi di invecchiamento e “La Scura Riserva” di 30 mesi.
L’appuntamento è per martedì 28 luglio dalle ore 20.30 alla Distilleria Brunello in via G. Roi, 51 a Montegalda. Il costo della serata è di euro 20. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza ad un’associazione locale.
Informazioni e prenotazioni: Distilleria F.lli Brunello,
www.brunello.it

sabato 25 luglio 2009

Cleri & Vitale, oro e bronzo nel fondo

Due splendide medaglie sono arrivate dal fondo ai Mondiali di Roma 09. Valerio Cleri, dopo tante sfortune, e un quarto posto olimpico e mondiale nella 10 km, ha trionfato nel litorale di Anzio, nella 25 km. Valerio, romano di Palestrina, soprannominato il Cinghiale, ha compiuto un vero capolavoro, nuotando per oltre 5 ore, tentando l’allungo in solitario, ma controllando gli avversari affinchè non scappassero via, sfidando la fatica e le meduse. Un oro storico conquistato dopo una gara memorabile. “Sono felice, non è una sorpresa, mi sentivo più preparato per la mia gara, la 10 km ma avevo lavorato bene anche per questa più lunga che mi piace tanto. Dedico il successo alla mia famiglia. E’ stata una gara molto tattica, con il mare mosso bisognava stare attenti a trovare i tempi giusti e non sbagliare”, ha detto Valerio. L’argento è andato all’australiano Grimsey, arrivato a 19", e il bronzo al russo Dyatchyn, a oltre due minuti. L’altra meravigliosa medaglia è arrivata nella 25 km femminile, grazie a Federica Vitale che, dopo una gara perfetta, ha conquistato il bronzo, in volata, dietro alla tedesca Angela Maurer arrivata al traguardo prima dopo 5 ore e 47 minuti di gara, e alla russa Pankina. Una gara tremenda, iniziata dieci minuti dopo quella maschile. “L’ho proprio voluta questa medaglia, a tutti i costi, ho lavorato durissimo in questi mesi, ma ne è valsa la pena. Non ho mai preso tante botte in acqua come stavolta, e quante meduse mi hanno aggredito e ho dovuto respingere. E’ stata una emozione grandissima. La dedico a mio zio Claudio", ha dichiarato Federica. Settima Martina Grimaldi, vincitrice del bronzo iridato qualche giorno fa nella 10 km. (f.m.)

UN TUFFO D'ARGENTO

La prima medaglia d’argento ai Mondiali di Roma 2009 è stata conquistata nel trampolino 3 metri sincro da Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, autrici di una gara strepitosa. L’oro è andato alle cinesi Guo/Wu, ma le azzurre hanno inflitto quasi venti punti di distacco dalle temibili russe Pakhalina e Pozdniakova. Per la Cagnotto è la seconda medaglia mondiale dopo il bronzo nel trampolino 3 metri individuale.
“Sono partita malissimo sul ritornato e poi è andata bene, fa più effetto la medaglia in due e poi è d'argento. Va bene così. I tifosi erano per tutte e due”, ha dichiarato felicissima Tania ai microfoni della Rai. ”Non so ancora cosa ho fatto, mai nella vita mi sarei aspettata di vincere una medaglia d'argento. Il mio scoglio era il doppio e mezzo indietro, Tania mi ha detto stai tranquilla e mi ha rassicurata”, ha affermato Francesca, entusiasta e ancora incredula. Subito dopo l’argento sono arrivati i complimenti del presidente della Federnuoto Barelli: £Siete state eccezionali siete l’orgoglio dell’Italia, bravissime”. (f.m.)

venerdì 24 luglio 2009

SHEN WEI DANCE ARTS

Domenica 26 luglio alle 21.20 sale sul suggestivo palcoscenico del Castello degli Ezzelini a Bassano del Grappa per il ricco cartellone di Opera Estate Festival Veneto un nome di punta della danza internazionale: il coreografo sinoamericano Shen Wei, più noto al grande pubblico per aver coreografato parte dell’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino 2008.

Dopo il grande successo di Emio Greco con “Rocco e i suoi fratelli” e della Hjort Dance Company con “GPS for a Romance”, Shen Wei chiude il trittico che il festival dedica alle Coreografie d’autore con lo spettacolo Re- (Part I) Map.
Una serata impedibile con il progetto di Shen Wei, uomo, artista e performer diviso tra due emisferi, cinese attivo a New York, rappresenta oggi la più alta espressione di ibridazione tra Oriente e Occidente. A lui si devono scene, costumi, trucco, oltre alle sorprendenti coreografie.
Le due parti che compongono la serata nascono da suggestioni molto diverse: Re- (Part I) nasce dall’immaginario di Shen Wei ispirato dai suoi recenti viaggi in Tibet. Re- (Part I) è una danza spirituale, che, sulle note dei canti tradizionali tibetani, interpretati dal monaco in esilio Ani Choying Drolma, si snoda su coloratissimi frammenti di un Mandala che ricopre l’intero palcoscenico. Nei movimenti coreografici si riconosce tutta l’influenza di alcuni elementi tipici della cultura e della geografia della steppa tibetana, come la sensazione di ridotta forza di gravità e la mancanza di ossigeno, definendo uno spazio in cui la purezza e il nirvana diventano un tutt’uno.
Grazie alle luci di Jennifer Tipton, Shen Wei ha trovato un nuovo modo per esprimere i mandala del Tibet sacro. Invece della sabbia usata in Tibet per creare intricati disegni spirituali buddisti, il coreografo usa piccoli pezzi di carta bianca e blu. Man mano che i ballerini si muovono attraverso il disegno, lo distruggono appositamente, come si usa fare in Tibet, per rappresentare la vita fisica e il modo in cui tutti gli esseri viventi ritornano agli elementi e non muoiono mai.
Sul palco i danzatori Andrew Cowan, Jessica Harris, Javier Baca, Evan Copeland, Sarah Chiesa, Sara Procopio, Jenna Fakhoury, Cecily Campbell, Joan Wadopian.
Questa creazione è sostenuta dalla USArtists International, un programma del Mid Atlantic Arts Foundation in collaborazione con il National Endowment for the Arts, The Andrew W. Mellon Foundation e Trust for Mutual Understanding.
La seconda parte della serata è costituita dallo spettacolo Map, commissionato dal Lincoln Center Festival 2005, è caratterizzato dalla geografia melodica e ritmica di The Desert Music di Steve Reich mentre la danza traccia i contorni di cinque “mappe del movimento” che documentano il terreno corporale della tecnica coreografica di Shen Wei.
Grazie alla combinazione di assoli, piccoli gruppi di ballerini e parti con tutta la Compagnia, Map si costruisce sul potere dei corpi e sul ritmo della musica per culminare in un magistrale vortice di energia.
Già presenti in precedenti coreografie di Shen Wei (The Rite of Spring, 2003 e Connect Transfer, 2004) l’idea di rotazione e le tecniche circolari vengono ulteriormente ampliate. All’interno delle sezioni in cui si struttura il lavoro, ognuna delle differenti tecniche viene esplorata, creando innanzitutto una chiave di lettura e quindi una mappa dei movimenti stessi. L’ispirazione è certamente assecondata dalla composizione di Steve Reich anch’essa divisa in sezioni combinate in maniera simmetrica.
Questa miscela di geometrie, ritmiche e di movimento, perfettamente calibrate all’interno della mappa dello spettacolo sfociano in un crescere minuziosamente controllato di energia e bellezza, passione e razionalità, turbinii infiammati e cristallizzazioni perfette. Ad interpretare, sul palcoscenico Javier Baca, Brooke Broussard, Cecily Campbell, Hunter Carter, Sarah Chiesa, Evan Copeland, Andrew Cowan, Jenna Fakhoury, Jessica Harris, Logan Kruger, Sara Procopio, Joan Wadopian, Adam Weinert, Brandon Whited

Shen Wei, coreografo, ballerino, pittore e designer, è nato a Hunan, Cina. Ha studiato l’opera cinese dall’età di nove anni. Ha lavorato per la Hunan State Xian Opera Company ed è stato tra i primi membri della Guangdong Modern Dance Company, la prima compagnia di danza moderna in Cina. Nel 1995 Shen Wei si è trasferito a New York dove, nel 2000, ha fondato la Shen Wei Dance Arts. Nei nove anni trascorsi dal debutto all’American Dance Festival nel 2000, la Compagnia ha raggiunto un posto di prim’ordine tra le compagnie di danza più conosciute e apprezzate a livello internazionale.

In caso di pioggia lo spettacolo verrà trasferito al Teatro Astra. Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del festival in via Vendramini, 35 a Bassano del grappa, tel. 0424 524214 / 217811. numero verde 800533633
www.operaestate.it

Iliade al cimitero inglese di Roana

Il cimitero di Roana ospiterà domenica 26 luglio a partire dalle 16.30 l’anteprima regionale di “Iliade, la tragedia della guerra”, terzo appuntamento di Forti in scena. Il festival che, attraverso danza e teatro, racconta le storie della Grande Guerra propone a Roana un poema classico, messo in scena dalla compagnia Archivio Zeta che, da anni, si adopera per trasmettere la memoria umana attraverso un lavoro culturale di riscoperta degli archivi storici. Lo spettacolo fa parte del progetto teatrale Linea Gotica, che ha ricevuto l’Alto Patronato dei Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano per l’alto valore civile e culturale. Il progetto, ideato e diretto da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, rivisita gli archetipi fondanti della poesia tragica trasmettendo una forza che l’attualità non fa altro che amplificare e dando al teatro contemporaneo la possibilità di concentrarsi su queste parole composte 2500 anni fa. L’Iliade verrà recitata da cinque aedi (Enrica Sangiovanni, Gianluca Guidotti, Andrea Sangiovanni, Alfredo Puccetti, Luciano Ardiccioni), secondo la traduzione italiana di Rosa Calzecchi Onesti e la cura editoriale di Cesare Pavese, traduzione da cui emerge attraverso i duelli verbali, che poco a poco si trasformano in una polifonia corale, la contemporaneità del poema e la storia di tutte le distruzioni dell’umanità. La rappresentazione del testo di Omero trasmette, a chi lo sa ascoltare, la percezione di essere ancora un’opera viva e attuale, un monito in cui Omero mette in guardia l’umanità dalla scelleratezza della guerra, sia essa la guerra di Troia, la Grande Guerra o una delle tante guerre contemporanee. Un testo che richiede allo spettatore un confronto tra il passato doloroso di questo nostro Paese e il presente-futuro che, ancora una volta, mette in scena lo scontro violento tra Oriente e Occidente. Uno spettacolo che parla di scontro di civiltà, un percorso tragico e filosofico sulla contemporaneità in cui lo scenario del Cimitero Inglese diventa anch’esso materia dello spettacolo. Forti in scena è un’iniziativa della compagnia Naturalis Labor promossa dalla Regione Veneto, dalle Province di Vicenza e Belluno, dal Comune di Vicenza - Musei Civici e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Roana e di tutti i comuni aderenti. Importante partnership del Festival è la Fondazione Antonveneta che da alcuni anni sostiene il festival e le altre attività di Naturalis Labor.

Per raggiungere il Cimitero Inglese, seguire indicazione Asiago, dopo Tresche Conca, prima di Canove sulla destra indicazione Cesuna. Una volta arrivati in paese, seguire per cimitero inglese località Magnaboschi (prima si trova un’altra indicazione per British cemetary, non prendere quella). Lo spettacolo è ad entrata gratuita. Per ulteriori informazioni contattare lo 0444.912298 oppure visitare il sito www.fortinscena.it

V TROFEO CITTA' DI THIENE

Ragazzi in bici da corsa all’attacco del centro storico!
Si svolgerà domenica 26 luglio il V Trofeo Città di Thiene

Sfrecciare in Centro Storico a tutta velocità per aggiudicarsi il V Trofeo Città di Thiene: questo l’obiettivo dei circa 350 ragazzi di età compresa tra i 7 e i 12 anni, provenienti da tutta la Regione, che il 26 luglio parteciperanno alla gara ciclistica organizzata dall’Unione Ciclistica Schio 2000 e Comune di Thiene, Assessorato allo Sport.
La competizione, inserita già da qualche anno nel calendario della Federazione Regionale Ciclistica, è ormai un appuntamento consolidato del Giugno Thienese e viene realizzata grazie al supporto tecnico e logistico del Consorzio di Polizia Locale Nord Est Vicentino, Croce Rossa Italiana, Pro Loco, Giovani Ciclisti di Santorso e il Comitato Provinciale della Federazione Ciclistica Italiana. La particolarità di questa corsa ciclistica è che si svolge nella suggestiva cornice del centro cittadino, ambientazione che la rende molto apprezzata ed “interessante” dai partecipanti. Le altre gare della categoria, infatti, si svolgono per lo più su percorsi extra cittadini, privando i concorrenti del fascino di uno scenario urbano. Ad accompagnare i ragazzi ci saranno ovviamente anche i familiari e quindi il V Trofeo diventa un’occasione ghiotta anche per far conoscere a quanti arrivano a Thiene le bellezze turistiche ed enogastronomiche del territorio. “L’Assessorato allo Sport – dichiara l’Assessore Comunale, Luciano Bassan – vuole dare spazio alle iniziative sportive rivolte al mondo giovanile. Grazie a queste occasioni create espressamente per gli sportivi in erba, è possibile non solo avvicinare i giovani allo sport, ma anche scoprire potenzialità e far emergere nuove promesse”. La competizione partità alle ore 16.00 da Piazzale Aqui e si suddividerà tra le varie categorie suddivise. La premiazione si svolgerà nel parco di Villa Fabris. Sono attese oltre un migliaio di spettatori.
I ragazzi iscritti appartengono a ben 27 società provenienti dall’intera Regione.
Il grande successo della manifestazione è attestato dal fatto che il numero di partecipanti quest’anno è molto superiore a quello dell’anno scorso, che oltrepassava comunque i 200 iscritti. (c.s.)

Workshop di danza a Montorso V.

Per una settimana la splendida Villa da Porto a Montorso Vicentino diventa sede di workshop di danza contemporanea tenuti dal coreografo e performer Freddie Opuko-Addie per Operaestate Festival Veneto

Per il secondo anno consecutivo, dal 20 al 29 luglio, la suggestiva cornice di Villa Da Porto a Montorso torna ad accogliere un importante progetto di residenza coreografica e creazione, costruita a partire proprio dalle caratteristiche uniche del luogo.
Il progetto di formazione di Operaestate Festival in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Montorso, ha coinvolto in questa occasione Freddie Okopu Addaie, un giovane danz’autore del Regno Unito che lavorerà per 10 giorni con 10 danzatori selezionati (Marianna Andrigo, Gabriel Beddoes, Monika Born, Rebecca D’Andrea, Valentina Dal Mas, Valeria Galluccio, Giada Meggiolaro, Giorgio Merlin, Simona Miraglia, Lucia Sargarolo), provenienti da questo territorio e da altre nazioni, in un intensivo progetto di composizione coreografica negli spazi della villa Palladiana.
L’iniziativa artistica vuole promuovere l’incontro, lo scambio, il confronto e il dialogo tra artisti di culture e paesi diversi, nell’affrontare un processo creativo dove i diversi linguaggi del corpo trovano armonia e forza sotto la guida di un promettente coreografo già affermato nella prestigiosa Royal Opera House di Londra.
Il percorso, realizzato in collaborazione con il Comune di Montorso Vicentino e The Place di Londra, è offerto gratuitamente ai partecipanti, e rientra nei programmi di formazione professionale promossi da Operaestate Festival Veneto. Particolarmente impegnato sui temi della formazione, sia artistica che del pubblico, in tutti i settori dello spettacolo dal vivo, Operaestate Festival negli anni ha sperimentato opportunità diverse, favorendo l’incontro tra gli artisti nazionali ed internazionali ospiti in residenza artistica e i giovani artisti interessati ad approfondire le loro competenze, soprattutto nell’ambito delle arti performative contemporanee.
Il risultato della residenza artistica potrà essere visibile al pubblico con l’evento performativo finale che andrà in scena nelle serate di martedì 28 e mercoledì 29 luglio alle ore 21.20 proprio a Villa da Porto.
Informazioni Ufficio Operaestate festival tel. 0424 217804

giovedì 23 luglio 2009

La scatolina magica. Fiaba zigana

Sabato 25 luglio alle 21.15 il Giardino della Scuola Elementare di Fonte ospiterà lo spettacolo LA SCATOLINA MAGICA di Francesca Brusa Pasquè.

Il mondo tzigano, con la sua cultura e la sua musica ricca di sonorità nostalgiche, è l’ambientazione ideale per la protagonista di questa storia.
Lo spettacolo nasce dal desiderio di raccontare questo mondo, la sua cultura, le sue storie e la sua musica, dal timbro inconfondibile, così ricca di suoni. Attingendo proprio dalla tradizione musicale, la storia che qui viene raccontata narra la nascita del violino, uno strumento tipico della musica zigana, a cui fa da sfondo "La fiaba delle fiabe":
La protagonista è ancora una volta una giovane zingarella di nome Kevja, soprannominata la “Sorella degli Uccellini” per la sua capacità di interpretare il canto di cuculi, tortorelle e fringuelli e, soprattutto, di improvvisare con loro veri e propri concerti, conducendoli come una piccola direttrice d'orchestra. E sarà proprio da uno stormo di corvi, che un giorno Kevja avrà in dono la storia della scatolina magica. Sarà la magia di Matuja, anima di un vecchio faggio, a trasformare una semplice scatola di legno in qualcosa di incantevole, capace di emozionare e di far vibrare il mondo intero di allegria e nostalgia: un violino. Così, grazie al suono meraviglioso di questo strumento, il giovane Bachtalo riuscirà a salvare la sua vita e a coronare il suo sogno d'amore.
Nello spettacolo la musica è protagonista, in un intreccio continuo tra voce narrante e melodie zigane, in un'atmosfera piena di colore, danze, canti, che farà pensare al mondo degli zingari, sempre in viaggio, sempre in cerca di avventure, sempre pieni di voglia di raccontare.
Si chiude così il trittico di fiabe interno al mondo portato in scena da Francesca Brusa Pasquè, nei comuni della marca trevigiana.

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito all’interno della Scuola Elementare di Fonte. I biglietti si possono acquistare alla biglietteria del festival presso gli Uffici di Via Vendramini 35 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819 www.operaestate.it.

Sincro: Bronzo per Beatrice Adelizzi

Dopo il quarto posto nel “solo tecnico” ottenuto due giorni fa, Beatrice Adelizzi ha conquistato una meravigliosa medaglia di bronzo nel nuoto sincronizzato, categoria solo libero, ai Mondiali di Roma 2009. L’azzurra, 20 anni, originaria di Monza, che ha eseguito un esercizio perfetto, sulle note del brano “E lucevan le stelle”, tratto dalla Tosca di Puccini, è stata preceduta dalla russa Natalia Ishchenko, oro e dalla spagnola Gemma Mengual, argento con un solo punto di distacco dall’italiana.
“Non riesco ancora a credere di aver vinto una medaglia ai Mondiali, sono felicissima”, queste le prime parole di Beatrice ai microfoni di RaiSport.Dopo i bronzi di Tania Cagnotto e Martina Grimaldi, è questo il terzo alloro per l’Italia. (f.m.)

NON SONO UN SANTO

La prepotenza del potere non ha più limiti. Berlusconi dice: “Non sono un santo, l’avrete capito tutti”, il riferimento è al “sex-gate”, dunque una mezza ammissione rispetto a quanto finora negato. Questo signore dovrebbe vergognarsi di esaltare comportamenti lontani da quei valori cattolici dei quali si proclama difensore. In qualsiasi altro paese del mondo sarebbe stato mandato a casa con il marchio dell’infamia. Qui invece siamo al “machismo” al potere, alle battute sessiste, al dileggio delle regole e delle istituzioni. Per l’Unto del Signore non ci sono mai problemi, la sua popolarità cresce a dispetto dei sondaggi, la crisi che non c’era è stata superata brillantemente e fregnacce varie. Purtroppo per i giovani precari, i disoccupati e la maggioranza dei lavoratori italiani la realtà è ben diversa. Secondo il rapporto del Cnel entro fine anno si conteranno 540mila disoccupati in più. Nel settore scuola la Flc-Cgil ha stimato che saranno 6.570 i docenti precari della scuola secondaria di primo grado che nel prossimo anno scolastico rischiano concretamente di rimanere senza lavoro. Il peggio non è passato, e presto il governo dovrà guardare in faccia alla crisi e allora non basteranno più le battute, l’ottimismo e le barzellette.

Paolo Sante

mercoledì 22 luglio 2009

IL VICENZA C'E'

La prima amichevole di prestigio disputata dai nuovi biancorossi si è chiusa ieri con un incoraggiante pareggio. La sfida contro la Vecchia Signora è infatti finita 1-1. Nel match disputato allo stadio Briamasco di Trento, Ferrara ha potuto schierare quasi tutti i giocatori della rosa, compresi i nazionali. I bianconeri, con la nuova maglia acciaio, sono partiti bene ma è stato il Vicenza a passare in vantaggio con Misuraca che da pochi passi ha insaccato su assist di Bjelanovic. Al 18’ la Juve è rimasta in dieci per l’espulsione di Amauri, a causa di un fallo di reazione. Dopo un clamoroso palo su punizione magistrale di Del Piero e altre due occasioni create dal capitano bianconero, al 30’ della ripresa è arrivato il pareggio con Trezeguet, su rigore, concesso dall’arbitro per un fallo in area di Da Silva su Salihamidzic. Dopo l’ottimo pareggio contro la Juve (una formazione data per favorita per la vittoria del tricolore e della Champions), il Vicenza tornerà a giocare domani, giovedì 23 luglio alle ore 17.00, presso il Campo Comunale di Gallio nella sfida con l’A.C. Sambonifacese. (f.m.)

Iniziativa della Juve per l’Abruzzo
Oltre alla Fondazione “Crescere Insieme al Sant’Anna”, quest’anno anche le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto sono state al centro dell’attenzione dei tanti tifosi accorsi in Val Rendena. In tutti i giorni di permanenza della Juventus in Trentino, sono stati messi in palio accessori ufficiali (maglie, pantaloncini, palloni) utilizzati dai bianconeri. Al termine dell’ultima lotteria sono stati raccolti 3800 euro da devolvere a Paganica, comune in provincia dell’Aquila gemellato con quello di Pinzolo. La cifra, oltre ad una maglia bianconera numero 10 autografata da tutti i giocatori juventini, è stata consegnata nelle mani di Loreto Leone, Comandante dei vigili urbani di Pinzolo, ma originario proprio della cittadina abruzzese.

LIRICA IN CONCERTO A VILLAVERLA

Venerdì 24 luglio alle 21.20 le suggestivi sale di Villa Ghellini a Villaverla, diventeranno ideale location per il concerto lirico dei fiati dell’Orchestra Filarmonica Veneta.

Villa Ghellini di Villaverla si conferma palcoscenico ideale per lo spettacolo dal vivo. Dopo le passate edizioni, in cui a farla da protagonista era la danza contemporanea, quest’anno le stanze della Villa accoglieranno il quintetto di fiati dell’Orchestra Filarmonia Veneta.
Programma musicale interamente dedicato alla lirica, con celebri ouverture e selezioni da importanti opere liriche trascritte per quintetto.
La trascrizione da camera di opere liriche era una prassi piuttosto in voga nell’ottocento. Una forma di adattamento ancora oggi strettamente connessa alle caratteristiche del colore orchestrale originale. La qualità del risultato non solo deriva dalla compatibilità del brano con l’alleggerimento dell’organico, ma soprattutto dal particolare fraseggio di ogni diversa formazione cameristica, in questo caso i fiati.
Grazie ad una formazione agile per le sue proporzioni ridotte, (Flauto/Ottavino, Oboe, Clarinetto, Corno e Fagotto) l’Orchestra Filarmonia Veneta recupera così un’antica tradizione, proponendo al pubblico ouverture tratte dalle opere più amate come il Flauto magico di Mozarto, il Barbiere di Siviglia di Rossini, il Nabucco e La forza del destino di Verdi, per concludere con alcune selezioni da Porgy and Bess di Gershwin.
Attualmente l’Orchestra Filarmonica Veneta costituisce il terzo polo lirico-sinfonico della Regione ed è al servizio delle varie realtà culturali - pubbliche e private - operanti nel territorio. Ma la “Filarmonia” è anche e soprattutto una compagine immersa nel proprio ruolo di divulgatrice della cultura musicale, grazie anche Professori di indubbio spessore artistico che hanno saputo esprimere il loro talento. Con il medesimo intento di divulgazione della cultura musicale, nel 2001 i Professori dell’Orchestra hanno dato vita ad ensemble strumentali ad organico variabile per la produzione di concerti di musica da camera. Forti delle molteplici esperienze di ciascuno - sia come prima parte dell’orchestra, ma anche come solista e come camerista - i Professori della Filarmonia, dunque, affiancano sempre di più i loro impegni sinfonici ad appuntamenti cameristici destinati a spazi raccolti e ad un rapporto più diretto con il pubblico. Incontri che vogliono anzitutto proporre l’eleganza e la poliedricità delle musica da camera seguendo precisi e accattivanti indirizzi artistici, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale dell’attività sia della grande orchestra sia dei piccoli ensemble: ridurre la distanza tra palcoscenico e platea e far sì che chi ascolta si senta parte integrante del concerto stesso.

Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del festival in via Vendramini, 35 a bassano del Grappa. Tel. 0424 524214/217811 info anche al numero 0424 217819. Il botteghino apre un ‘ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Alex Bellini torna alla Mountain Bike

In attesa di progettare un’altra grande avventura, dopo l’impresa della traversata in solitaria del Pacifico, dal Perù all’Australia del 2008, Alex Bellini ha ripreso gli allenamenti ad Aprica, nelle sue valli, di corsa o con gli ski-roll ma ancora più volentieri con la sua vecchia passione di sempre, la mountain bike.
Nel 2007 ha conseguito il diploma di istruttore di mountain bike con la Federazione Italiana di Ciclismo ma non ha mai potuto praticarla in qualità di istruttore, considerati i lunghi periodi che lo portano a vivere lontano da casa per realizzare le sue imprese estreme. Ma ora Alex ha deciso di ricominciare proprio da lì. Un po’ per divertimento, molto per passione.
“Da quando ero ragazzino ho sempre amato la bicicletta. Aprica, il paese in cui sono nato e cresciuto, mi offre infiniti sentieri e le condizioni ideali per lunghi allenamenti. In sella ad una mountain bike si possono scoprire ambienti nuovi e inediti punti di vista del mondo che ci circonda, così come la barca a remi in un oceano. Nel 2007 sono stato in Cile, nel deserto di Atacama, ed è stato uno dei miei viaggi più belli. Anche il mio viaggio di nozze l’ho fatto in sella ad una mountain bike, un tandem, che ho fatto costruire appositamente per me e mia moglie Francesca. Una splendida metafora della vita di coppia. No?!?”, ha detto Alex.
Bellini, con alcuni amici di Aprica, partecipa da anni a diverse competizioni di 24ore tra cui l’ultima a Finale Ligure lo scorso maggio. Il divertimento è assicurato ed è l’occasione ideale per praticare sport all’aria aperta. Il prossimo 6 agosto Alex parteciperà alla 6 ore Endurance di Tirano (SO) ed il 20 settembre alla gara Adamello bike Marathon inserita nel circuito internazionale Marathon Tour 2009. In occasione della 6 ore Endurance di Tirano verrà esposta “Rosa di Atacama II”, l’imbarcazione con cui Alex ha attraversato l’oceano Atlantico e l’oceano Pacifico. Tutto questo in attesa del grande evento di mountain bike per l’anno 2010: la Mongolia Bike Challenge, gara di 1400 km nel deserto della Mongolia, con 14.000 mt di dislivello totali.


f.m.

martedì 21 luglio 2009

IL RE E' NUDO

Per la prima volta da quando Berlusconi è al governo la fiducia degli italiani, nella sua persona e nel suo operato, scende sotto il 50%. Ad attestarlo è un sondaggio di Ipr Marketing. Una sfiducia che tocca anche i ministri del Pdl, sempre meno popolari. Il “presunto”successo del G8 a guida italiana non ha cancellato lo scandalo delle escort e delle veline. Proprio oggi l’Espresso ha pubblicato sul suo sito internet altri nastri degli incontri tra Berlusconi e la D’Addario, smentendo così i sodali del Cavaliere, sempre pronti a negare anche l’evidenza. E poi la crisi economica, tutt’ altro che superata, ma sempre più grave, in cui il governo si limita ad un efficientismo di facciata e ai grandi proclami, regolarmente disattesi. Dispiace constatare che a fronte di un presidente del Consiglio ormai screditato ed incapace di far uscire l’Italia dal baratro in cui l’ha cacciata, l’opposizione non sia compatta e il Pd si preoccupi più delle guerre interne, del congresso e di considerare ostile il movimento di Beppe Grillo, invece di tornare a parlare di lavoro, diritti e libertà.

Italo Di Giacomo

LUNARDI MEMORIAL

Giovedì 23 luglio alle ore 21.20 la lirica sarà a Borso con una nuova edizione del Lunardi Memorial, il concerto per solisti e pianoforte dedicato al celebre tenore.

Per il quinto anno consecutivo la lirica è di nuovo protagonista in un concerto ispirato dalla storia e dalle suggestioni offerte da Villa Lunardi. Fu dimora del celebre tenore Giovanni Lunardi (1872 -1932) che all’apice della sua carriera internazionale decise di eleggerla a sua residenza. Nei primi anni dell’800 Lunardi si permise il lusso di contendere al grande Caruso molte prime parti su tutti i palcoscenici più importanti del mondo, soprattutto nel repertorio lirico-spinto e drammatico, anche se a onor del vero, il tenore vantava un repertorio popolato da circa sessanta opere. Purtroppo bastarono pochi anni a far cadere nel dimenticatoio questo grande artista, così come ci si dimenticò di altri notevoli interpreti che nei primissimi anni del secolo scorso, ebbero la sfortuna di non intuire l’importanza che avrebbe rivestito nel corso del tempo, quella rivoluzionaria invenzione tecnologica chiamata grammofono. Grazie al cielo l’amore che Giovanni Lunardi dimostrò di nutrire nei confronti della città di Bassano (dove desiderò essere sepolto) ed in particolar modo per Borso del Grappa, ha sortito i suoi effetti ed è stato giustamente ricambiato con un appuntamento annuale a lui dedicato.
Saranno dunque le musiche di Verdi, Puccini, Leoncavallo, Ponchielli e Bizet ad essere protagoniste assolute. Note messe in musica dal Maestro Cristian Maggio al pianoforte, e tradotte in canto dai solisti Beatrice Greggio (soprano) Nadiya Petrenko (mezzosoprano) Cristian Minato (tenore) Stefano Rigoni (tenore) per una serata di grande musica. Sarà infatti possibile ascoltare brani tratti da opere come Madame Batterflym, Tourandot, La forza del destino, e ancora Otello Carmen, Tosca, solo per citarne alcuni, per una serata davvero impedibile.

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito presso la Chiesa Arcipretale di Borso del Grappa. Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del Festival in Via vendramini, 35 a Bssano tel. 0424 524214 217811 info anche al num 0424 217819

LIBRERIA POPOLARE N.57

Papi. Uno scandalo politico
Gomez Peter; Lillo Marco; Travaglio Marco
€ 15,00
2009, 336 p., brossura
Chiarelettere (collana Principioattivo)

Il nuovo libro di Gomez, Lillo e Travaglio sugli scandali della scena politica italiana. Così si sceglie la nuova classe politica italiana. Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica. Dal vivo. Uno spettacolo come in tv, quella che piace al premier. Con l’aggiunta di personaggi alla Gianpi Tarantini, grande navigatore nel mare della politica truccata a colpi di mazzette e party da jet set, tra cocaina e frequentazioni pericolose. Telefonate su telefonate e testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D’Addario, la squillo all’ultimo momento esclusa dalle elezioni europee. Questo libro ricostruisce fatti privati che diventano pubblici ed espongono Papi-Silvio a ogni sorta di ricatto, trascinando l’Italia al punto più basso del suo discredito internazionale.


Peppino Impastato, un giullare contro la mafia
Rizzo Marco; Bonaccorso Lelio
€ 14,00
2009, 128 p., ill., brossura
Becco Giallo (collana Biografie)

Dai microfoni di Radio Aut, con l’arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film “I cento Passi” e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell’interesse dei mafiosi e dei politici locali.

Il sentimento della realtà
Olmi Ermanno
Curatrice: Padoan Daniela
€ 15,00
2008, 137 p., brossura
Editrice San Raffaele

Conosciuto in tutto il mondo per capolavori come “L’albero degli zoccoli”, “La leggenda del santo bevitore” e “Il mestiere delle armi”, Ermanno Olmi ha dichiarato di voler abbandonare il cinema di finzione per concentrarsi sulla realizzazione di documentari. Ciò che gli sta a cuore è seguire appieno quello che definisce il sentimento della realtà, “perché la realtà ci parla solo se siamo capaci di ascoltarla, di osservarla in silenzio, e allora ci dice qualcosa che non è traducibile in termini scientifici, logici o fenomenologici: ci racconta ciò che quel segmento di realtà - magari un tram che passa - ha in sé di sacro, ed è la vita che vive attraverso quel frammento”. Dalle conversazioni con Daniela Padoan si leva cristallina la voce di un protagonista della storia del cinema che ripercorre la traiettoria intellettuale e poetica del proprio cammino, in dialogo con una folla di amici evocati di pagina in pagina: Fellini, Bianciardi, Zavattini, Rossellini, Parise, Ungaretti, Pasolini... Ma, più ancora che sul suo lavoro, a Olmi preme riflettere sul mondo che gli sta attorno, convinto della forza testimoniale dell’esistenza di ciascuno.

Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce
Oleari Antonio
€ 21,00
2009, 223 p., ill., brossura
Aereostella

Una storia che parte da lontano, dalle sabbie di Alessandria d’Egitto. La storia di Demetrio Stratos, greco in terra italiana. Una delle più grandi voci del nostro Paese, scomparsa troppo presto, trent’anni fa. Dagli inizi nei locali di Milano passando per l’esperienza nei Ribelli di Adriano Celentano, lungo i caldi anni Settanta alla guida degli Area, fin nei meandri di una ricerca vocale che lo portò a esibirsi a fianco di John Cage tra Europa e Stati Uniti. Le testimonianze di artisti, cantanti, musicisti o semplici amici contribuiscono a costruire una “biografia in musica” che dipinge l’uomo e l’artista, lo sperimentatore e l’attivista politico, il cantante di Pugni chiusi come di Luglio, agosto, settembre (nero) , lo studioso delle più recondite potenzialità vocali. Demetrio Stratos, ovvero la voce-musica, esempio di un’esistenza dedicata all’arte delle note, fino all’epilogo più doloroso : la morte a New York, il 13 giugno 1979, dopo una fulminea malattia. A poche ore di distanza, la sera del 14 giugno, ecco andare in scena il grande concerto all’Arena di Milano con tutti i più grandi artisti italiani : organizzato per raccogliere fondi che sostenessero le costose cure mediche di Stratos, si trasformerà in un addio in musica sorretto dalle voci dei 60 mila giovani accorsi da tutta Italia. Tra loro anche un giovane Gabriele Salvatores: legato a Demetrio da profonda amicizia e da una serie di strane coincidenze, il regista firma la prefazione in apertura al libro.