martedì 30 giugno 2009

Cinema: Coraline e la porta magica

“Coraline e la porta magica” è l’ultima grande impresa di Henry Selick ed il suo paziente staff d’animazione. Realizzato con la tecnica dello stop-motion (dove la fluidità dei movimenti è composta da una miriade di micro-spostamenti e relativa ripresa dei soggetti interessati), “Coraline” è un film visivamente affascinante e disponibile anche nella visione 3D stereoscopica, con appositi occhiali e sovrapprezzo, proiezione godibile unicamente nei cinema attrezzati. La visione in 3D è altamente consigliata: dopo qualche minuto in cui l’occhio deve accomodarsi, il senso di profondità tridimensionale è esaltante e saprà restituire allo spettatore una visione appagante. Interessante non soltanto per la realizzazione tecnica (che tuttavia manifesta una certa legnosità in apertura della quale non c’è dato sapere se è voluta o meno), “Coraline” (da un racconto di Neil Gaiman) è la storia di una bambina di undici anni che si trasferisce con il padre e la madre in una nuova casa. Completamente trascurata dai genitori, troppo indaffarati dal lavoro, Coraline ha tutto il tempo d’esplorare il suo nuovo “parco giochi”. E’ così che la piccola protagonista s’imbatte in una porticina murata, a misura di bambino, che, una volta aperta, si snoda in un tunnel di collegamento con un mondo parallelo. Una fotocopia? Non esattamente, poiché alcune differenze sono rilevanti: il “nuovo mondo” appare più colorato e gioioso, persino le “copie” dei genitori sono gentili e disponibili con la figlia, al contrario del mondo reale. Unico neo, tutti i bizzarri abitanti hanno bottoni al posto degli occhi. Superati i primi momenti di stupore e ribrezzo tutto sembra volgere al meglio ma Coraline s’accorgerà che le prime impressioni sono molte volte quelle sbagliate. Difatti, la madre è una sorta di strega smaniosa d’impossessarsi dell’anima della malcapitata bambina. Piccola ma decisa, testarda nell’animo e nel pensiero, Coraline è una bambina cui l’adolescenza sta lentamente ma implacabilmente bussando alla sua porta. Una volta aperta la piccola porticina si vedrà costretta a fronteggiare la prima grande prova di sopravvivenza, una lotta per tornare al suo mondo d’origine, con l’aiuto di un gatto e di qualche strampalato amico. Dopo un avvio incerto “Coraline” s’assesta in un racconto non particolarmente frizzante. Mantenendosi costante nella fastosità visiva, il racconto di Selick non è coinvolgente come invece sarebbe lecito aspettarsi da un film del creatore di “Nightmare Before Christmas”. Un raffronto questo che sorge inevitabile durante la visione e che mette in luce una certa deficienza nella sceneggiatura e nei personaggi. Coraline rimane il personaggio migliore del ventaglio, seppur anch’esso manchevole di quelle peculiarità ad assurgerlo verso l’indimenticabile, come lo era Jack Skeletron, anche se quest’ultimo sicuramente facilitato da una certa platealità nell’esprimersi in versi. Al film manca lo scoppio del fulmicotone che nemmeno la caccia finale ai tre oggetti, valevole il ritorno a casa, riesce ad innescare: essa si rivela per nulla memorabile e troppo sbrigativa. Quel che rimane dunque, è un buon film, riservato più ai grandi che ai bambini. Tuttavia, “Coraline”, racchiude un importante monito, fruibile per entrambe le parti, ossia, che le apparenze spesso ingannano e anche la più rosea delle visioni può occludere un terribile segreto. Quel mondo tanto diverso quanto desiderato da Coraline è lo stesso dalla quale lei per prima fuggirà via, perché per tutto c’è un prezzo da pagare, soprattutto per la felicità, una lezione questa che Coraline non scorderà così facilmente.

Voto: 7

Tobia Zerbato


Coraline e la porta magica

Paese: Usa

Durata: 89 min

Anno: 2009

Genere: animazione, fantastico

Regia: Henry Selick

Soggetto: Neil Gaiman

Sceneggiatura: Henry Selick

lunedì 29 giugno 2009

HO VISTO UN FILM

Ieri notte, su Raitre, ho visto un film: “Guido che sfidò le Br” del regista Giuseppe Ferrara con Massimo Ghini, Anna Galliena e Gianmarco Tognazzi, realizzato nel 2006, anno del centenario della Cgil. Il film narra la storia di Guido Rossa, sindacalista di origini venete dell’Italsider di Genova, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio del 1979, colpevole - secondo il cosiddetto “tribunale del popolo” - di aver fatto la spia. In realtà Rossa ebbe il coraggio di denunciare un collega colluso con il terrorismo. E di coraggio doveva averne tanto, visto che negli anni di piombo, omicidi e gambizzazioni erano all’ordine del giorno. Il film, seppur troppo caricaturale, rende omaggio all’uomo impegnato in mille attività: dall’alpinismo alla fotografia; e al militante con il suo rigoroso impegno politico nel Partito Comunista di Berlinguer e nel sindacato. Nel film, oltre alla tragica fine, si ricorda, con l’ausilio di filmati d’epoca, il toccante giorno del funerale, con l’imponente partecipazione popolare di 250.000 persone e la presenza dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini che gli consegnò, alla memoria, una medaglia al valor civile. Davvero strana la storia di questo film, dimenticato per anni, ostacolato dalla Rai (pur essendone co-produttrice) e addirittura dall’attuale presidenza del Senato, che adducendo motivazioni tecniche ha negato ai parlamentari la concessione di un’aula per la proiezione; infine mandato in onda ieri sulla terza rete, in sordina, senza la necessaria pubblicità e per giunta in seconda serata. Il terrorismo di matrice politica ha perso ed è stato condannato dalla storia, ma quella cortina fatta di complicità, silenzi, reticenze ed ignoranza continua a sopravvivere e a far del male alla nostra già fragile democrazia.

Emanuele Bellato

Nuova Repubblica delle banane

Si pensava fosse finita la stagione dei colpi di Stato, invece il peggiore degli incubi si è materializzato in Honduras con la destituzione del legittimo presidente Manuel Zelaya (foto), prelevato dai militari ribelli ed esiliato in Costa Rica. Al suo posto si è insidiato ad interim Roberto Micheletti Bain, attuale presidente del Congresso Nazionale. Nelle prime ore del golpe erano stati sequestrati anche gli ambasciatori di Cuba, Venezuela e Nicaragua colpevoli di aver solidarizzato con la Ministra degli esteri honduregna Patricia Rodas. Fonti internazionali confermano che è iniziata la repressione con la chiusura dell’emittente Canale 8, il black-out elettrico e il coprifuoco, mentre la capitale è sorvolata costantemente da aerei militari. Al presidente Zelaya non è stata perdonata, dai militari e dalla borghesia capitalista, la svolta a sinistra e la volontà di riformare la Costituzione tramite una consultazione popolare. Il vulcanico presidente Venezuelano Chavez chiama in causa Washington, ma Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton condannano duramente l’accaduto. Anche i ministri degli Eteri d’Europa, riuniti a Corfù, hanno chiesto “l’urgente liberazione” di Manuel Zelaya.
Questi fatti, seppure così distanti da noi, dimostrano che bisogna tenere alta la vigilanza democratica, perché la democrazia non è un sistema di governo acquisito per sempre, ma si difende e si alimenta giorno dopo giorno con la partecipazione attiva di tutti.

Italo Di Giacomo

Confederations Cup al Brasile

Dopo una partita rocambolesca, il Brasile ha vinto l’edizione 2009 della Confederations Cup battendo per 3-2 in rimonta gli Stati Uniti nella finalissima giocata all’Ellis Park di Johannesburg, in Sudafrica. L’ottava edizione della Confederations Cup è partita con qualche minuto di ritardo dopo la commemorazione del giocatore camerunense Marc Vivien Foe, che il 26 giugno 2003, morì allo stadio Gerland di Lione, in Francia, durante la semifinale della Confederations Cup contro la Colombia.
Gli Stati Uniti sono passati a sorpresa in vantaggio al 10’ con un tiro al volo di Clint Dempsey, e hanno raddoppiato al 27’ con un perfetto diagonale di Landon Donovan. Il Brasile ha accorciato le distanze al 46’ con una girata di Luis Fabiano. Al 60’ il pareggio-fantasma di Kakà (premiato come miglior giocatore della manifestazione), che di testa ha indirizzato in gol con la respinta che appare oltre la linea del portiere statunitense Tim Howard, non è stato convalidato, poi però al 74’ Luis Fabiano ha firmato la doppietta. A questo punto l’eperienza del Brasile ha avuto la meglio sugli Usa e i verdeoro hanno trovato la terza rete all’84’ con Lucio che ha completato la rimonta del Brasile regalando alla Selecao il secondo trionfo di fila (il terzo assoluto) nella manifestazione, dopo quello colto nel 2005 in Germania. Onore agli Usa che hanno disputato un grande torneo. Terzo posto per la Spagna che ha battuto solo ai supplementari i sorprendenti Bafana Bafana del Sudafrica, per 3-2.

Francesca Monti

Asparagi e Cuchi su Rai Tre

Due documentari realizzati nel Vicentino dalla regista Olivella Foresta sono stati scelti dalla redazione di Geo&Geo e saranno ritrasmessi su RaiTre nel nuovo programma estivo “Geo Magazine”. Il primo filmato è dedicato alla coltivazione dell’Asparago Bianco di Bassano DOP, con un’intervista ad Antonio Gasparotto, storico coltivatore della specialità bassanese, e la visita ad alcune cantine della DOC Breganze produttrici di Vespaiolo. Il secondo documentario è dedicato all’arte di creare i “cuchi”, fischietti di terracotta variamente decorati, con un’intervista a Federico Bonaldi ed una visita al Museo dei Cuchi di Roana. La messa in onda avverrà il 29 giugno ed il 3 luglio alle 18.

(c.s.)

domenica 28 giugno 2009

MOTOMONDIALE: VALE 100

A Barcellona il Dottore ha dipinto un nuovo, immenso capolavoro. Sul circuito di Assen Valentino Rossi ha stravinto il Gp, volando in testa al Mondiale, ma soprattutto ha centrato la centesima vittoria in carriera. Valentino è partito a razzo, facendo il vuoto dietro di sé. Solo Stoner e Lorenzo hanno provato ad inseguirlo, ma a 9 giri dal termine il fenomeno di Tavullia ha sferrato l’attacco decisivo, segnando tempi impossibili e sbarazzandosi così degli avversari. Lorenzo ha chiuso il Gp al secondo posto, davanti a Stoner, terzo. Vale ha festeggiato i suoi splendidi cento successi con i suo fans, srotolando uno striscione lunghissimo con le foto delle sue vittorie. Queste le parole del dopo gara: “Mi godo questo momento perché 100 vittorie sono tantissime. Devo ringraziare tutti a partire dalla Yamaha, questa moto fa paura! Ringrazio anche la mia famiglia e gli amici. Speriamo di vincerne ancora”. …Magari, la prossima settimana, a Laguna Seca, aggiungiamo noi.

Francesca Monti


LE 100 VITTORIE DI VALENTINO ROSSI
1996 (APRILIA) Mondiale 125 (piazzamento finale: 9^) 1. Gp Rep. Ceca
1997 (APRILIA) Mondiale 125 (piazzamento finale: 1^) 2. Gp Malesia 3. Gp Spagna 4. Gp Italia 5. Gp Francia 6. Gp Olanda 7. Gp Imola 8. Gp Germania 9. Gp Brasile 10. Gp Inghilterra 11. Gp Catalunya 12. Gp Indonesia
1998 (APRILIA) Mondiale 250 (piazzamento finale: 2^) 13. Gp Olanda 14. Gp Imola 15. Gp Catalunya 16. Gp Australia 17. Gp Argentina
1999 (APRILIA) Mondiale 250 (piazzamento finale: 1^) 18. Gp Spagna 19. Gp Italia 20. Gp Catalunya 21. Gp Inghilterra 22. Gp Germania 23. Gp Rep. Ceca 24. Gp Australia 25. Gp Sudafrica 26. Gp Brasile
2000 (HONDA) Mondiale 500 (piazzamento finale: 2^) 27. Gp Inghilterra 28. Gp Brasile 2001 (HONDA) Mondiale 500 (piazzamento finale: 1^) 29. Gp Giappone 30. Gp Sudafrica 31. Gp Spagna 32. Gp Catalunya 33. Gp Inghilterra 34. Gp Rep. Ceca 35. Gp Portogallo 36. Gp Pacifico 37. Gp Australia 38. Gp Malesia 39. Gp Brasile
2002 (HONDA) MotoGP 1 (piazzamento finale: 1^) 40. Gp Giappone 41. Gp Spagna 42. Gp Francia 43. Gp Italia 44. Gp Catalunya 45. Gp Olanda 46. Gp Inghilterra 47. Gp Germania 48. Gp Portogallo 49. Gp Brasile 50. Gp Australia
2003 (HONDA) MotoGP 1 (piazzamento finale: 1^) 51. Gp Giappone 52. Gp Spagna 53. Gp Italia 54. Gp Rep. Ceca 55. Gp Portogallo 56. Gp Brasile 57. Gp Malesia 58. Gp Australia 59. Gp Comunita' Valenciana
2004 (YAMAHA) MotoGP (piazzamento finale: 1^) 60. Gp Sudafrica 61. Gp Italia 62. Gp Catalunya 63. Gp Olanda 64. Gp Inghilterra 65. Gp Portogallo 66. Gp Malesia 67. Gp Australia 68. Gp Comunita' Valenciana
2005 (YAMAHA) MotoGP (piazzamento finale: 1^) 69. Gp Spagna 70. Gp Cina 71. Gp Francia 72. Gp Italia 73. Gp Catalunya 74. Gp Olanda 75. Gp Inghilterra 76. Gp Germania 77. Gp Rep. Ceca 78. Gp Qatar 79. Gp Australia
2006 (YAMAHA) MotoGP (piazzamento finale: 2^) 80. Gp Qatar 81. Gp Italia 82. Gp Catalunya 83. Gp Germania 84. Gp Malesia
2007 (YAMAHA) MotoGP (piazzamento finale: 3^) 85. Gp Spagna 86. Gp Italia 87. Gp Olanda 88. Gp Portogallo
2008 (YAMAHA) MotoGP (piazzamento finale: 1^) 89. Gp Cina 90. Gp Francia 91. Gp Italia 92. Gp Usa 93. Gp Repubblica Ceca 94. Gp San Marino 95. Gp Indianapolis 96. Gp Giappone 97. Gp Malesia

2009 (YAMAHA) MotoGP 98. Gp Spagna 99. Gp Catalunya 100. Gp Olanda

sabato 27 giugno 2009

TROVA LE DIFFERENZE

Nella sua ultima uscita Berlusconi ha minacciato di chiudere la bocca agli organismi internazionali, alla stampa e alle opposizioni. All’estero si scandalizzano, ma in Italia siamo ormai assuefatti a questo modo di fare politica. Il Parlamento non esiste più, la giustizia è sotto scacco e l’etica è andata a puttane. Si guarda con simpatia alla rivoluzione verde iraniana e non ci accorgiamo che in Italia, fatte le debite proporzioni, la situazione non è così dissimile: la polizia (sotto impulso del ministro della cattiveria) manganella operai, studenti e contestatori, le ronde sono pronte ad entrare in azione, la satira è espulsa da tutti i palinsesti tv e “Raiset” censura le notizie sgradite al Sultano mentre aumenta il divario sociale ed economico tra la “Casta” e il popolo. Allora, se siete bravi nei giochi di enigmistica, trovate le differenze tra il Paese delle libertà di Berlusconi e i regimi dittatoriali…

Italo Di Giacomo

EUROPEI U.21: ITALIA SFORTUNATA

Il sogno dell’Under 21 di Casiraghi di raggiungere la finale degli Europei di Svezia si sono infranti contro la Germania. Gli azzurrini hanno giocato un’ottima gara, creando almeno dodici occasioni da rete, ma sono stati sfortunati. Primo tempo di marca italiana, con Andreolli, Motta e Acquafresca che nei primi venticinque minuti hanno sfiorato il gol. Prima della fine della prima frazione, Balotelli ha calciato di poco alto sopra la traversa mentre una conclusione di Bocchetti è stata respinta da Marin sulla linea. Ad inizio ripresa la beffa, Beck con un gran tiro dalla distanza ha portato in vantaggio la Germania. Gli azzurrini hanno provato ad agguantare il pari, prima con Acquafresca, poi con Balotelli su punizione, infine con Andreolli di testa, senza risultati. Al 90’ un rigore netto a favore dell’Italia per fallo di mano in area di Boateng non è stato concesso dall’arbitro e al 92’ una punizione di Balotelli è stata miracolosamente sventata con i piedi dal portiere Neuer. La Germania va in finale dove affronterà l’Inghilterra, l’Italia che per quanto si è visto in campo meritava la vittoria, purtroppo torna a casa a mani vuote, ma va comunque fatto un applauso agli azzurrini di Casiraghi che hanno messo cuore e grinta in ogni gara.

Francesca Monti

venerdì 26 giugno 2009

LIBRERIA POPOLARE N.54

Il tesoriere
Agostini Mauro
€ 16,00
2009, 205 p., brossura
Aliberti (collana Pier Luigi Celli. Economia & management)

Il tesoriere è colui che ha in mano i cordoni della borsa di un partito. Figura tradizionalmente oscura, un po’ sinistra, al punto da passare per quello che manovra non solo il denaro ma anche i segreti più turpi della politica. Mauro Agostini, tesoriere del Partito Democratico, fedele alla sua idea di politica, svolge una grande operazione di trasparenza. Non ci sono più segreti, non ci devono essere, perché, se ci sono determinazione e competenza, si può, nei fatti, fare politica in modo diverso da come siamo stati abituati a vedere. “Il tesoriere” affronta uno dei temi più caldi della politica italiana dagli anni Novanta a oggi: il rapporto tra finanziamento e partiti. Come funziona in Italia la gestione dei bilanci dei partiti? Perché i costi della politica sono così alti? Quale percezione ne hanno i cittadini? Come mai non si riesce a mettere un freno alla corruzione? Che lezione si può trarre da alcune delle grandi democrazie europee? Come si può cambiare la situazione attuale, e rinnovare l’associazione-partito dall’interno e radicalmente? A tutte queste domande Mauro Agostini fornisce risposte chiare, precise e circostanziate, con particolare riferimento alla situazione del suo partito.

Nostalgia del futuro. La sinistra e il PD da oggi in poi
Civati Giuseppe
€ 10,00
2009, 123 p., brossura
Marsilio (collana I grilli)

Il Partito democratico non è partito e finora non è nemmeno stato molto democratico. Giuseppe Civati lo dice con chiarezza, indicando le ragioni delle difficoltà incontrate dal progetto che avrebbe dovuto cambiare la politica e il Paese, e che si ritrova alle prese con i suoi limiti, numerosi come le potenzialità che non ha ancora espresso. Alla ricerca di un profilo e di un metodo, prima ancora che di un’identità, il partito che l’autore immagina è qualcosa di rivoluzionario per la politica italiana perché parte dai cittadini, dalle nuove modalità di comunicazione e aggregazione sociale e, soprattutto, dalle domande della contemporaneità. Il lavoro, la società multietnica, l’ambiente, la laicità e la riforma della politica sono i temi di una nuova proposta che ha il sapore antico della passione e la freschezza di chi ha iniziato a far politica con l’Ulivo e con Berlusconi. E ha tutta la vita davanti: proprio come il PD.

Ex Italia. Viaggio nel paese che non sa più chi è
Visetti Giampaolo
€ 17,00
2009, 240 p., brossura
Baldini Castoldi Dalai (collana Le boe)

Nel maggio del 2008, Giampaolo Visetti si è messo in viaggio attraverso l’Italia. Per un anno ha percorso le regioni del Paese, preferibilmente sostando nei borghi e nelle città considerati marginali. L’obiettivo iniziale, scoprire le ragioni e le conseguenze nazionali della recessione mondiale, è presto cambiato. Guardando il territorio e discorrendo con le persone, è risultato chiaro che in questo tempo la crisi italiana non è causata dall’implosione di un modello capitalista. Siamo al cospetto di un mutamento più profondo: una trasfigurazione della società, innescata dall’esaurimento di una condivisa e riconosciuta cultura collettiva. Il viaggio in Italia si è così allargato fino ad assumere il profilo di un’inchiesta su un popolo che non è più se stesso e su una nazione che non sa più chi è. È affiorato il racconto di un’ex civiltà: una Italia, irriconoscibile e periferica, composta di reduci del Novecento incapaci di compiere il passaggio secolare verso la successione di se stessi. Gli italiani non si limitano a non essere più quelli che erano: non sono, prima di tutto, nelle condizioni di diventare ciò che dovrebbero essere per esprimere un carattere contemporaneo. Per questo un popolo ospitale, allegro, pronto all’approfondimento della conoscenza e aperto al confronto con gli altri, è oggi prigioniero della paura e di un montante odio verso qualsiasi esperienza travalichi l’interesse personale.

Christian il leone. Vita e avventure del leone-gattone che ha commosso il mondo
Bourke Anthony; Rendall John
€ 16,50
2009, 200 p., ill., rilegato
Rizzoli (collana Varia)

Nel 1969, a Londra, due amici australiani poco più che ventenni, Anthony “Ace” Bourke e John Rendall, vedono un leoncino in vendita da Harrods e, preoccupati delle sue condizioni, racimolano i soldi necessari per acquistarlo. Lo chiamano Christian e per un anno non lo abbandonano mai, portandolo ovunque: a casa, nel seminterrato del negozio di mobili dove lavorano, nel cortile della chiesa dove può correre e giocare. Il loro amico cresce molto, e in fretta, così - dopo un incontro casuale con i protagonisti del film “Nata libera” Ace e John decidono di portarlo in una riserva naturale in Kenya. L’anno seguente, presi dalla nostalgia per il loro gattone, i due ragazzi tornano nella riserva: Christian, che ormai vive libero e selvaggio con la sua compagna e tre cuccioli, li riconosce e li accoglie con feste e un vero e proprio abbraccio.


LA VALIGIA CON LO SPAGO

Riceviamo e pubblichiamo con piacere:

In onda su Rai Uno, a partire da lunedì 29 giugno in seconda serata per quattro settimane, “La valigia con lo spago” apre una finestra nuova sull’universo dei migranti, facendo raccontare dalla loro viva voce cosa significa l’esperienza della speranza, trasformata spesso in sofferenza e dolore. Nel corso delle quattro puntate, “La valigia con lo spago”, ci conduce in tutto il mondo, in Argentina, Moldavia, Slovacchia, Francia, Inghilterra, Spagna, Italia, Stati Uniti, Canada, Thailandia, dove il dramma dei migranti è differente, ma profondamente uguale ed umano, e dove il nostro unico compito di cittadini, telespettatori, cristiani è quello di riconoscere, guardare, ed abbracciare, come noi siamo stati abbracciati nell’incontro con la fede che determina la nostra vita.
Si passa in America, in cui il sogno americano non esiste più, nonostante ogni anno migliaia di persone cerchino di varcare il deserto tra Messico e Stati Uniti; ed in questo viaggio trovano, per la maggior parte, la morte. Come Lucrezia, che ha dato la poca acqua da bere ai suoi figli, Jesus e Nora, e li ha salvati dalla morte che, invece, ha colpito lei. Il sogno è infranto: si vive da clandestini, in un paese per cui si è fatto molto, dove l’immigrazione e le violenze sono state viste troppo da vicino. In Moldavia il problema più grande è il numero di bambini abbandonati, circa 900 mila all’anno, da genitori che partono in cerca di fortuna, e che non tornano, o a causa della vergogna, o perché vittime della criminalità. Soprattutto le donne, di ogni paese, purché giovani e belle, sono soggette alla macchia della tratta, meschinità perpetrata soprattutto a sfondo sessuale. “La valigia con lo spago” ci aiuta anche a liberarci di alcune convinzioni che la mentalità comune ha reso troppo ingombranti, nelle nostre menti, per esempio, tutti i falsi miti che riguardano i rom: incontriamo, fra gli altri migranti protagonisti del programma, una giovane donna, fuggita dalla famiglia rom, che racconta un dramma comprensibile a pochi: “Nessuna di noi nasce ladra o prostituta, sono loro a piegarci con la violenza”. La violenza fin dentro la famiglia, la delinquenza non è un problema di struttura, ma di educazione.
In un mondo di sofferenze e difficoltà, tanti sono i raggi che la speranza e la carità cristiana emanano: la missione di Fratel Biagio Conte a Palermo, come quella di Padre Josaphat, missionario tra gli zingari, la Caritas di Cuenca in Spagna; esempi di come la diversità non sia per forza un male incurabile, ma possa divenire ricchezza nello scambio reciproco, nella carità, nella gratuità, nella condivisione. Non più ciechi, quindi, ma collaboratori della pace, della giustizia, della solidarietà e dell’uguaglianza.
I testi e la regia de “La valigia con lo spago” sono di Luca De Mata e la colonna sonora del giovanissimo autore Aurelio Canonici.

Il sito de “La valigia con lo spago”:
www.lavaligiaconlospago.tv

giovedì 25 giugno 2009

Torna il grande cinema di Operaestate

Bassano. Comincia sabato 27 giugno, con un appuntamento a ingresso gratuito, l’edizione 2009 del Cinefestival Bassano il progetto cinematografico di Operaestate. Sessantaquattro serate di film all’aperto, nella verde cornice del Giardino Parolina, l’arena cittadina interamente dedicata alla programmazione cinematografica. Un percorso attraverso le più diverse cinematografie, che affianca i grandi successi della stagione ai percorsi d'autore, senza rinunciare ai progetti dedicati agli spettatori più giovani.
Come di consueto l’apertura è dedicato al pubblico delle famiglie. Ques’tanno il titolo scelto per inaugurare il cinefestival è Una Notte al Museo 2: la fuga. Il fortunato film interpretato dal custode notturno Ben Stiller, divo indiscusso dell’intrattenimento made in USA, che in questa seconda puntata trasloca, armi, bagagli e statue di cera comprese, nel museo più grande del mondo. Ma non è l’unica pellicola proveniente dagli Stati Uniti, che come sempre presenta una nutrita schiera di film campioni d’incasso, interpretati da grandi star hollywoodiane come il Sean Penn di Milk, la Maryl Streep di Mamma Mia e Il Dubbio, il Clint Eastwood di Gran Torino, il Brad Pitt di Il curioso caso di Benjamin Button, l’Angelina Jolie di Changeling, la Kate Winslet di The Reader e Revolutionary Road, il Mickey Rourke di The Wrestler, il Rassel Crowe di State of Play fino alla rivelazione The Millionaire e all’ultimo Harry Potter.
Notevole importanza è data al cinema italiano, ottimamente rappresentato da pellicole che si sono segnalate nei festival nazionali, espressione di un’annata fortunata per la cinematografia tricolore come Il papà di Giovanna di Pupi Avati, La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, Ex di Fausto Brizzi, Si può fare di Giulio Manfredonia, Mar Nero di Federico Bondi, Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni, Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, La siciliana ribelle di Marco Amenta, Fortapàsc di Marco Risi, Questione di cuore di Francesca Archibugi e Pranzo di Ferragosto di Gianni di Gregorio.
Non mancheranno poi i film da altri paesi, europei e non, che testimoniano una cinematografia d’essai intrigante, capace di sperimentare generi e temi dai più diversi. Tra i tanti segnaliamo titoli come Giù al nord di Dany Boon (Francia), Tony Manero di Pablo Larrain (Cile, Brasile), La felicità porta fortuna di Mike Leigh (Gran Bretagna), Il giardino di limoni di Eran Riklis (Israele, Germania, Francia), Katyn di Andrzej Wajda (Polonia), Riunione di famiglia di Thomas Vinterberg (Danimarca, Svezia), Teza di Haile Gerima (Etiopia, Germania, Francia), Il matrimonio di Lorna dei fratelli Dardenne (Belgio, Regno Unito, Francia), La classe di Laurent Cantet (Francia), L'onda di Dennis Gansel (Germania), Uomini che odiano le donne di Niels Arden Oplev (Danimarca, Svezia), Il canto di Palma di Claudia Llosa (Spagna, Perù), Valzer con Bashir di Ari Folman (Israele, Germania, Francia), Tulpan di Sergey Dvortzevoy (Svizzera, Germania, Polonia, Russia, Kazakhistan), Il mondo del Signor Horten di Bent Hamer (Germania, Francia, Norvegia), Vuoti a rendere di Jan Sverak (Gran Bretagna, Repubblica Ceca).
La programmazione ha tenuto conto anche dei più giovani, con una serie di film di animazione adatti ad un pubblico di tutte le età come Wall-e, Ponyo sulla scogliera, Madagascar 2 e Le avventure del topino Desperaux.
Novità dell’edizione 2009 del cinefest una mini personale dedicata a Filippo Timi, uno degli attori più interessanti del nuovo cinema italiano, ospite di Operaestate al Teatro Remondini di Bassano il 6 settembre con il suo ultimo spettacolo teatrale ispirato all’Amleto di Shakespeare. In programma tre titoli che evidenziano la sua versatilità e le ottime doti interpretative: Vincere di Marco Bellocchio, Signorina Effe di Wilma Labate e Come Dio comanda di Gabriele Salvatores. A chiudere la programmazione il 30 agosto l’ultima pellicola di Ermanno Olmi Terra Madre a cui si collega una rassegna di tredici appuntamenti (dal 7 settembre al 30 novembre) dedicati al grande regista, in programma tutti i lunedì alla Sala Martinovich. Dai primi documentari degli anni ‘50 ai film piu’ celebri sarà un’occasione unica per ripercorrere le tappe fondamentali della carriera artistica di un maestro assoluto del cinema italiano.
Il cinefestival 2009 propone anche il consueto programma di diffusione cinematografica rispetto al territorio, agli spazi, alla promozione del pubblico, con la programmazione nelle sei arene di Thiene (Villa Fabris), Rossano Veneto (Parco Sebellin), Sandrigo (Piazza Marconi) Montecchio Maggiore (Castello di Romeo) Schio (Villa Toaldi Capra), Castelfranco Veneto (Villa Bolasco) tra luglio e agosto.

Invariati i prezzi dei biglietti per tutte le arene nelle varie sedi: interi euro 5.00, ridotti euro 4.00 (riduzioni per ragazzi fino ai 14 anni e oltre i 60 anni). Confermate anche la richiestissima formula di abbonamento: per 10 film euro 35,00. Per informazioni e abbonamenti Biglietteria di Operaestate in Via Vendramini 35. T 0424 524214 – 0424 217811.


ARENA GIARDINI PAROLINI - BASSANO DEL GRAPPARASSEGNA 2009
Orario d'inizio: luglio ore 21,30 - agosto ore 21.00
Biglietti: interi euro 5,00 ridotto euro 4,00 (ragazzi fino a 14 anni e oltre i 60 anni)
Abbonamenti: 10 film euro 35,00 (per un massimo di due ingressi a serata)
In vendita all'ingresso del cinema prima delle proiezioni e presso la biglietteria di Operaestate Festival (via Vendramini, 35)
In caso di maltempo i film saranno trasferiti alla Sala Da Ponte fino al 27 agosto, alla sala Martinovich dal 28 agosto
Sabato 27 giugno
Una Notte al Museo 2: la Fuga (U.S.A., Canada 2009) di Shawn Levy con Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Bill Hader, Hank Azaria, Ricky Gervais, Craig Robinson, Dick Van Dyke, Robin Williams (durata 105') INGRESSO LIBERO
Domenica 28 giugno
La terra degli uomini rossi - Birdwatchers (Italia, 2008) di Marco Bechis con Abrisio da Silva Pedro, Alicelia Batista Cabreira, Claudio Santamaria, Matheus Nachtergaele, Ademilson Concianza Verga (durata: 108’)
Martedì 30 giugno
Giù al nord - Bienvenue chez les ch'tis(Francia, 2008) di Dany Boon con Kad Merad, Dany Boon, Michel Galabru, Line Renaud, Zoé Félix, Philippe Duquesne, Lorenzo Ausilia-Foret, Anne Marivin, Guy Lecluyse (durata: 106’)
Mercoledì 01 luglio
Il papà di Giovanna (Italia, 2008) di Pupi Avati con Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher, Serena Grandi, Gloria Cocco (durata: 104’)
Giovedì 02 luglio
La vita segreta delle api (U.S.A., 2008) di Gina Prince-Bythewood con Queen Latifah, Dakota Fanning, Jennifer Hudson, Alicia Keys, Sophie Okonedo, Nate Parker, Hilarie Burton, Paul Bettany (durata 110')
Venerdì 03 luglio
Milk (U.S.A., 2008) di Gus Van Sant con Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O'Hare, Victor Garber (durata: 128’)
Sabato 04 luglio
Wall-E (U.S.A., 2008) di Andrew Stanton con (voci): Fred Willard, Jeff Garlin, Ben Burtt (durata: 97’)
Domenica 05 luglio
Ex (Italia, Francia 2009) di Fausto Brizzi con Claudio Bisio, Nancy Brilli, Cristiana Capotondi, Cécile Cassel, Fabio De Luigi, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Flavio Insinna, Silvio Orlando, Elena Sofia Ricci, Vincenzo Salemme (durata 120')
Lunedì 06 luglio
Si può fare (Italia, 2008) di Giulio Manfredonia. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Bebo Storti, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Michele De Virgilio, Carlo Giuseppe Gabardini (durata 111')
Martedì 07 luglio
Tony Manero (Cile, Brasile, 2008) di Pablo Larrain con Alfredo Castro, Paola Lattus, Héctor Morales, Amparo Noguera, Elsa Poblete (durata: 98’)
Mercoledì 08 luglio
Mar Nero (Italia, Francia, Romania, 2008) di Federico Bondi con Dorotheea Petre, Ilaria Occhini, Maia Morgenstern, Corso Salani, Vlad Ivanov (durata: 95’)
Giovedì 09 luglio
Mamma Mia! (U.S.A., 2007) di Phyllida Lloyd con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Stellan Skarsgård, Colin Firth, Christine Baranski, Amanda Seyfried, Julie Walters, Juan Pablo Di Pace, Dylan Turner, Dominic Cooper (durata: 105’)
Venerdì 10 luglio
La felicità porta fortuna - Happy Go Lucky (Gran Bretagna 2008) di Mike Leigh con Sally Hawkins, Alexis Zegerman, Eddie Marsan, Andrea Riseborough, Samuel Roukin, Sinead Matthews, Kate O'Flynn, Sarah Niles, Joseph Kloska (durata 118')
Sabato 11 luglio
Gran Torino (U.S.A., 2008) di Clint Eastwood con Clint Eastwood, Christopher Carley, Bee Vang, Ahney Her, Brian Haley, Geraldine Hughes, Dreama Walker, Brian Howe, John Carroll Lynch, William Hill, Scott Eastwood (durata:116’)
Domenica 12 luglio
Il giardino di limoni - Lemon Tree (Israele, Germania, Francia, 2008) di Eran Riklis con Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Tarik Kopty, Amos Lavi, Amnon Wolf, Smadar Jaaron, Danny Leshman, Hili Yalon (durata: 106’)
Lunedì 13 luglio
Earth - La nostra terra (Germania, Regno Unito, 2007) di Alastair Fothergill, Mark Linfield con (voci) Patrick Stewart, James Earl Jones (durata: 96’)
Martedì 14 luglio
Il dubbio (U.S.A., 2008) di John Patrick Shanley con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Alice Drummond, Lloyd Clay Brown, Carrie Preston, Joseph Foster (durata: 104’)
Mercoledì 15 luglio
Katyn (Polonia, 2007) di Andrzej Wajda con Joachim Paul Assböck, Waldemar Barwinski, Stanislawa Celinska, Andrzej Chyra, Magdalena Cielecka, Alicja Dabrowska, Jan Englert (durata: 117')
Giovedì 16 luglio
Giulia non esce la sera (Italia, 2008) di Giuseppe Piccioni con Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali, Jacopo Domenicucci, Jacopo Bicocchi, Sara Tosti, Chiara Nicola, Fabio Camilli (durata 105')
Venerdì 17 luglio
Tutta colpa di Giuda (Italia, 2009) di Davide Ferrario con Kasia Smutniak, Luciana Littizzetto, Fabio Troiano, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano, Francesco Signa, Paolo Ciarchi (durata: 102’)
Sabato 18 luglio
The Reader - A voce alta (U.S.A., Germania, 2008) di Stephen Daldry con Ralph Fiennes, Kate Winslet, Bruno Ganz, Ludwig Blochberger, Jeanette Hain, Volker Bruch, Linda Bassett, Claudia Michelsen (durata: 123’)
Domenica 19 luglio
Il bambino con il pigiama a righe (Regno Unito, U.S.A., 2008) di Mark Herman con David Thewlis, Vera Farmiga, Rupert Friend, Iván Verebély, Richard Johnson, Sheila Hancock, Jim Norton, David Heyman, Asa Butterfield (durata: 100’)
Lunedì 20 luglio
Rachel sta per sposarsi (U.S.A., 2008) di Jonathan Demme con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Tunde Adebimpe, Mather Zickel, Anisa George, Anna Deavere Smith, Bill Irwin (durata: 116’)
Martedì 21 luglio
Stella (Francia, 2008) di Sylvie Verheyde con Leora Barbara, Melissa Rodriguès, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Guillaume Depardieu, Anne Benoît (durata: 103’)
Mercoledì 22 luglio
Riunione di famiglia (Danimarca, Svezia, 2007) di Thomas Vinterberg con Brigitte Christensen, Morten Grunwald, Ulla Henningsen, Paw Henriksen, Thomas Bo Larsen, Oliver Møller-Knauer, Karen-Lise Mynster, Helene Reingaard Neumann (durata: 100')
Giovedì 23 luglio
Teza (Etiopia, Germania, Francia, 2008) di Haile Gerima con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene (durata: 140')
Venerdì 24 luglio
Il matrimonio di Lorna (Belgio, Regno Unito, Francia, 2008) di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardennecon Jérémie Renier, Arta Dobroshi, Fabrizio Rongione, Alban Ukaj, Morgan Marinne, Olivier Gourmet, Anton Yakovlev, Grigori Manoukov, Mireille Bailly (durata: 106’)
Sabato 25 luglio
Frozen River - Fiume di ghiaccio (U.S.A., 2008) di Courtney Hunt con Melissa Leo, Misty Upham, Michael O'Keefe, Mark Boone Junior, Charlie McDermott, James Reilly, Dylan Carusona, Jay Klaitz, Michael Sky, John Canoe, Nancy Wu (durata: 97')
Domenica 26 luglio
Ponyo sulla scogliera (Giappone 2008) di Hayao MiyazakiGenere: Animazione (durata 101')
Lunedì 27 luglio
La classe - Entre les murs (Francia 2008) di Laurent Cantet con François Bégaudeau, Nassim Amrabt, Laura Baquela, Cherif Bounaïdja Rachedi, Juliette Demaille (durata: 128')
Martedì 28 luglio
La siciliana ribelle (Italia, 2008) di Marco Amenta con Gérard Jugnot, Veronica D'Agostino, Marcello Mazzarella, Carmelo Galati, Lucia Sardo, Mario Pupella, Francesco Casisa, Lollo Franco (durata 110')
Mercoledì 29 luglio
The Wave - L'onda (Germania, 2008) di Dennis Gansel con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Elyas M'Barek, Cristina do Rego, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Max Mauff (durata: 101’)
Giovedì 30 luglio
Fortapàsc (Italia, 2008) di Marco Risi con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonuomo (durata: 108’)
Venerdì 31 luglio
Uomini che odiano le donne (Danimarca, Svezia 2009) di Niels Arden Oplev con Michael Hyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersoon, Marika Lagercrantz, Ingvar Hirdwall, Bjorn Granath, Ewa Froling (durata 152')
Sabato 01 agosto
Questione di cuore (Italia, 2008) di Francesca Archibugicon Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese, Micaela Ramazzotti, Paolo Villaggio, Francesca Inaudi, Francesca Antonelli Chiara Noschese, Nelsi Xhemalaj (durata: 104')
Domenica 02 agosto
Il curioso caso di Benjamin Button (U.S.A., 2008) di David Finchercon Brad Pitt, Tilda Swinton, Cate Blanchett, Julia Ormond, Taraji P. Henson, Lance E. Nichols, Elle Fanning (durata: 163’)
Lunedì 03 agosto
Changeling (U.S.A., 2008) di Clint Eastwoodcon Angelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti (durata: 140’)
Martedì 04 agosto
Revolutionary Road (U.S.A., Regno Unito, 2008) di Sam Mendescon Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly (durata: 119’)
Mercoledì 05 agosto
L'ospite inatteso (U.S.A., 2007) di Thomas McCarthycon Hiam Abbass, Amir Arison, Danai Jekesai Gurira, Richard Jenkins, Maggie Moore, Tzahi Moskovitz, Laith Nakli, Haaz Sleiman (durata: 103’)
Giovedì 06 agosto
Madagascar 2 (U.S.A., 2008) di Eric Darnell, Tom McGrathcon (voci): Ben Stiller, Chris Rock, David Schwimmer, Jada Pinkett Smith, Sacha Baron Cohen, Cedric the Entertainer, Andy Richter, Raven, John Goodman, Ian McShane (durata: 89’)
Venerdì 07 agosto
The Wrestler (U.S.A., 2008) di Darren Aronofskycon Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Ajay Naidu, Mark Margolis, Ashley Springer, Anna-Karin Eskilsson, Giovanni Roselli, Angelina Augello (durata: 105’)
Sabato 08 agosto
Frozen River - Fiume di ghiaccio (U.S.A., 2008) di Courtney Hunt con Melissa Leo, Misty Upham, Michael O'Keefe, Mark Boone Junior, Charlie McDermott, James Reilly, Dylan Carusona, Jay Klaitz, Michael Sky, John Canoe, Nancy Wu (durata: 97')
Domenica 09 agosto
Il canto di Paloma (Spagna, Perù 2008) di Claudia Llosacon Magaly Solier, Marino Ballon, Susi Sanchez, Efrain Solis, Barbara Lazon, Karla Heredia, Delci Heredia, Chaquiri (durata 103')
Lunedì 10 agosto
Valzer con Bashir (Israele, Germania, Francia, 2008) di Ari Folmancon (voci): Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman, Dror Harazi, Yehezkel Lazarov, Mickey Leon, Ori Sivan (durata: 87’)
Martedì 11 agosto
Louise Michel (Francia, 2008) di Gustave de Kervern, Benoît Delépinecon Yolande Moreau, Mathieu Kassovitz, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Albert Dupontel, Philippe Katerine, Kafka (durata: 90')
Mercoledì 12 agosto
Il primo respiro(Francia 2007) di Gilles de MaistreGenere: Documentario (durata 99')
Giovedì 13 agosto
Le avventure del topino Desperaux (Regno Unito, U.S.A., 2008) di Sam Fell, Robert Stevenhagen con (voci) Matthew Broderick, Dustin Hoffman, Emma Watson, Kevin Kline, Stanley Tucci, Sigourney Weaver, Christopher Lloyd, William H. Macy, Richard Jenkins (durata: 100’)
Venerdì 14 agosto
Settimo cielo (Germania 2008) di Andreas Dresen con Ursula Werner, Horst Rehberg, Horst Westpha, Steffi Kuhnert (durata 98')
Sabato 15 agosto
Pranzo di ferragosto (Italia, 2008) di Gianni Di Gregorio con Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Gianni Di Gregorio, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre Rosu (durata: 75’)
Domenica 16 agosto
Tulpan (Svizzera, Germania, Polonia, Russia, Kazakhistan 2008) di Sergey Dvortzevoycon Askhat Kuchencherekov, Ondas Besikbasov, Samal Esljamova, Tulepbergen Baisakalov (durata 100')
Lunedì 17 agosto
The Burning Plain - Il confine della solitudine (U.S.A., 2009) di Guillermo Arriaga con Charlize Theron, Jennifer Lawrence, Kim Basinger, John Corbett, Tessa Ia, Jose Maria Yazpik, J.D. Pardo, Brett Cullen, Joaquim de Almeida (durata: 109’)
Martedì 18 agosto
Il mondo del Signor Horten (Germania, Francia, Norvegia 2007) di Bent Hamercon Bard Owe, Espen Skjonberg, Ghita Norby, Bjorn Floberg, Henny Moan, Kai Remlov(durata 90')
Mercoledì 19 agosto
Soffocare (Usa 2008) di Clark Gregg con Sam Rockwell, Anjelica Huston, Kelly Macdonald, Brad William Henke, Kathryn Alexander, Paz de la Herta, Matt gerald, Clark Gregg, Joel Grey (durata 89')
Giovedì 20 agosto
Frost/Nixon - Il duello (U.S.A., Regno Unito, Francia, 2008) di Ron Howard con Sam Rockwell, Kevin Bacon, Michael Sheen, Rebecca Hall, Frank Langella, Oliver Platt, Patty McCormack, Matthew MacFadyen, Toby Jones, Holly Weber (durata: 122’)
Venerdì 21 agosto
State of Play (U.S.A., 2009) di Kevin Macdonald con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Wendy Makkena, Katy Mixon, Viola Davis, Jeff Daniels, Maria Thayer, Harry Lennix, Rob Benedict, Dan Brown, Robin Wright Penn (durata 125')
Sabato 22 agosto
Fuori menù (Spagna, 2008) di Nacho G. Velilla con Javier Cámara, Lola Dueñas, Carlos Leal, Fernando Albizu, Fernando Tejero, Benjamín Vicuña, Jorge Alonso, Cristina Carretero Yiyo Alonso, Alejandro Cabrera (durata: 111’)
Domenica 23 agosto
Un matrimonio all'inglese (Gran Bretagna 2008) di Stephen Elliot con Jessica Biel, Ben Barnes, Kristin Scott Thomas, C. Firth, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshal, Christian Brassington, Charlotte Riley (durata 93')
Lunedì 24 agosto
Harry Potter e il principe mezzosangue (USA, Gran Bretagna, 2009) di David Yates con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Michael Gambon, Alan Rickman, Jim Broadbent, Robbie Coltrane (durata: 153’)
Martedì 25 agosto
Vuoti a rendere (Gran Bretagna, Repubblica Ceca 2007) di Jan Sverak con Zdenek Sverak, Daniela Kolarova, Tatiana Vilhelmova, Robin Soudek, Jiri Machacek, Pavel Landovs, Jan Budar, Miroslav Taborsky (durata 103')
Mercoledì 26 agosto
Appaloosa (U.S.A., 2008) di Ed Harris con Viggo Mortensen, Ed Harris, Jeremy Irons, Renée Zellweger, Timothy Spall, Lance Henriksen, Tom Bower, James Gammon, Ariadna Gil (durata: 116’)
Giovedì 27 agosto
Vincere (Francia, Italia 2008) di Marco Bellocchio con Giovanno Mezzogiorno, Filippo Timi, Fausto Russo, Alesi, Pier Giorgio Bellocchio, Michela Cescon, Corrado Invernizzi, Paolo Pierobon (durata128')
Venerdì 28 agosto
Signorina effe (Italia 2007) di Wilma Labate con Filippo Timi, Valeria Solarino, Sabrina Impacciator, Fausto Paravidino, Clara Bindi, Gaetano Bruno, Luca Cusan (durata 95')
Sabato 29 agosto
Come Dio comanda (Italia, 2008) di Gabriele Salvatores con Elio Germano, Filippo Timi, Fabio De Luigi, Alessandro Bressanello, Angelica Leo, Vasco Mirandola, Vasco Mirandola, Alvaro Caleca, Carla Stella (durata: 103’)
Domenica 30 agosto
Terra madre (Italia 2009) di Ermanno Olmi con Ampello Bucci, Maurizio Gelati, Carlo Petrini, Pier Paolo Poggio, Marco Rizzone, Aldo Schiavone, Vandana Shiva, Angelo Vescovi (durata: 78')

SEPOLCRI IMBIANCATI

Il fallimento del referendum ha determinato un no al bipartitismo, ma dichiarare la fine del bipolarismo è un’interpretazione fuorviante e antistorica. Nessuno vuole tornare al passato, e non hanno futuro quei partiti come l’Udc che stanno un giorno da una parte e un giorno dall’altra. “L’Udc dovrà scegliere fra Famiglia Cristiana e Berlusconi” come ha affermato Leoluca Orlando ai microfoni di Rainews24. Chi propugna i valori cristiani cosa ha da spartire con un signore accusato pubblicamente dalla moglie di “frequentare minorenni”? Sfilano al Family Day e poi frequentano le veline. Si ergono a difensori della fede e poi promulgano leggi intolleranti. Ma il cristianesimo non è rigore etico, fratellanza, accoglienza e condivisione? Ha ragione don Sciortino quando dice che si è superato il limite della decenza, ma purtroppo qualcuno continua a fingere di non accorgersene.

Paolo Sante

C4 BUNKER

Un nuovo spazio per la formazione con l'arte contemporanea.

Una villa palladiana. Un immenso giardino all’italiana. Le barchesse del seicento. Ultimo elemento del mosaico rappresentato dal complesso storico-architettonico palladiano sarà un bunker tedesco della Seconda Guerra Mondiale, che aprirà al pubblico con un grande evento sabato 27 giugno presso C4 - Centro Cultura Contemporaneo Caldogno. Contemporaneamente all’apertura del bunker verranno inaugurati i progetti artistici di Maurizio Arcangeli, Yael Bartana, Herbert Hamak, Igino Legnaghi, Perino&Vele, Arcangelo Sassolino, Elisa Sighicelli, Ettore Spalletti, Leon Tarasewicz Grazia Toderi, Italo Zuffi, illuminati da una grande installazione laser di Arthur Duff. Nell’occasione verrà presentato inoltre il volume C4 INDEX2. IL BUNKER, UN NUOVO SPAZIO PER LA FORMAZIONE CON L'ARTE.
L’apertura di C4 BUNKER si inserisce all’interno dell’innovativa architettura di formazioni tramite l’arte perseguita fin dall’inizio da C4, diretto da Constantino Toniolo, curato da Luca Massimo Barbero per la parte artistica ed Elena Ciresola per quella formativa con il sostegno di Regione del Veneto, Comune di Caldogno e Provincia di Vicenza.
Esempio unico nel vicentino e fra i rari nell’intera Europa di rifugio antiaereo non difensivo ma di soccorso, il grande bunker di Caldogno doveva all’epoca raccogliere i degenti e feriti del vicino ospedale in caso di bombardamenti. Dopo il restauro il bunker si presenta in condizioni molto simili a quando venne costruito conservando l’essenzialità dell’impianto originale.
“C4 BUNKER diventa - spiega Costantino Toniolo - il luogo da cui si diramano i labirinti delle creatività contemporanee, uno spazio pubblico dove le opere d’arte non solo si espongono ma soprattutto si formano, uno spazio fruibile in cui mostrare e provare saranno il risultato di una sola operazione.”
Il bunker di Caldogno sarà, infatti, sia un contenitore di opere sia uno spazio in cui formazione e arte contemporanea entreranno in relazione con gli artisti, il pubblico e tutta la comunità di Caldogno. Grazie alla regia di Luca Massimo Barbero, curatore artistico di C4, i primi artisti ad entrare con i loro video in C4 BUNKER saranno Grazia Toderi, Yael Bartana, Elisa Sighicelli e Arcangelo Sassolino mentre ad animare sia l’interno di Villa Caldogno che il giardino a partire da sabato 27 giugno saranno le installazioni di un gruppo di artisti di fama internazionale. In particolare, all’interno si potranno vedere le “saracinesche” di cartapesta “Closed for this week” di Perino e Vele, le sculture “Sabbie Mobili” di Maurizio Arcangeli, le parenti dipinte di blu e bianco di Leon Tarasewicz e “Piccolo movimento” di Ettore Spalletti. Nel giardino ci saranno “H1045NS KRAPPLACK LIGHT” di Herbert Hamak, “Angolo a tutto sesto” di Igino Legnagli e “Export” di Italo Zuffi mentre un’installazione laser di Arthur Duff proietterà “Came to pass” tutte le sere dal 27 giugno al 27 luglio dal campanile sulla facciata della Villa.
L’ambiente “critico” dato dal binomio villa-bunker diventerà quindi palcoscenico del programma di committenza site specific ad artisti italiani e internazionali appartenenti a diverse generazioni e a diverse aree di ricerca. I lavori e le installazioni saranno fondamentale oggetto di studio per fare in modo che l’arte in situ sia un riferimento costante dei programmi del centro: un esempio fra tutti “Confini Creativi 2009”, il corso di formazione in collaborazione con Art For Business e UniCredit & Art per manager, imprenditori e dirigenti della pubblica amministrazione attraverso l’esperienza dell’arte che quest’anno ha visto il coinvolgimento degli artisti Cesare Pietroiusti, Debora Hirsch e Arthur Duff.
“L’apertura del bunker - aggiunge il direttore di C4 Costantino Toniolo - rappresenta un’ulteriore occasione di coinvolgimento attivo della popolazione e del pubblico in un inedito e stimolante percorso artistico. Non essendo C4 un centro espositivo né un libro di storia dell’arte, insegna a guardare l’arte e ad usarla per pensare con ottiche diverse”.
In concomitanza con l’apertura del bunker e l’inaugurazione dei nuovi progetti espositivi verrà presentato il nuovo volume C4 INDEX2. IL BUNKER, UN NUOVO SPAZIO PER LA FORMAZIONE CON L'ARTE, una raccolta dei bilanci e delle riflessioni sulle attività svolte nell’ultimo anno a C4, arricchito dalle testimonianze di chi ha partecipato in prima persona ai corsi e ai laboratori in cui l'arte contemporanea è stata la protagonista assoluta. Il volume, terzo passo di un progetto editoriale partito nel 2006 con C4 Index.0 e nel 2008 con C4 Index.1, sarà edito da Marsilio Editori e raccoglie i nuovi progetti artistici già realizzati a Villa Caldogno e per il bunker da Maurizio Arcangeli, Yael Bartana, Arthur Duff, Herbert Hamak, Igino Legnaghi, Perino&Vele, Arcangelo Sassolino, Elisa Sighicelli, Ettore Spalletti, Leon Tarasewicz Grazia Toderi e Italo Zuffi. A corredo del volume i suggestivi scatti delle opere del fotografo Lorenzo Ceretta.

Sabato 27 giugno 2009, ore 20.30
C4-Centro Cultura Contemporaneo Caldogno
Via Zanella 3, Caldogno (VI)


Per informazioni:
info@c-4.it
www.c-4.it

mercoledì 24 giugno 2009

Premio Scenario 09: Vento del NordEst

Nato con lo scopo di valorizzare nuove idee, progetti e visioni di teatro, il Premio Scenario è una delle poche realtà in Italia a porsi il problema di una ricognizione sistematica del nuovo, e di una più attenta risposta alla straordinaria creatività delle giovani generazioni.
Promosso dall’omonima associazione, che riunisce 38 strutture teatrali distribuite su tutto il territorio nazionale, il Premio Scenario ha contribuito nel corso di questi anni a far emergere artisti che sono diventati o si stanno rivelando tra i più interessanti della scena italiana contemporanea. Tanto per citarne alcuni ricordiamo i nomi di Emma Dante, Davide Enia, M'ARTE Movimenti d’Arte, Francesca Proia, Teatro Sotterrano.
L’edizione 2009, che si è appena conclusa a Santarcangelo di Romagna e Longiano ha visto come vincitori i trentini di Codice IVAN. Di area triveneta, più precisamente friulana, anche la vincitrice del Premio Scenario per Ustica Marta Cuscunà mentre arrivano da Castelfranco Veneto-Treviso i segnalati Anagoor che assieme a Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio (Varedo - Milano) vanno a formare la Generazione Scenario. Nel corso dell’estate gli studi di questi quattro lavori girerenno nei principali festival italiani, prima di debuttare con la versione definitiva al prestigioso Festival Vie di Modena.
Non è certo un caso se tra i 18 progetti finalisti della dodicesima edizione del Premio Scenario ben tre arrivano da uno stesso territorio: il Triveneto. Se a questo si aggiunge che dalla precedente edizione sono emersi Pathosformel (vincitori anche del Premio UBU 2008) e Babilonia Teatri (che hanno registrato un numero record di repliche con lo spettacolo cult “Made in Italy”) entrambi formatisi in area Veneta (Venezia per Pathosformel, Verona per Babilonia Teatri) si può affermare che buona parte della nuova scena contemporanea respira l’area del Nord Est.
A completare ulteriormente il quadro si potrebbe aggiungere la recente segnalazione al Premio Extra e la vittoria del bando Moving di Fabbrica Europa da parte del duo vicentino Fagarazzi-Zuffellato, l’inserimento nel progetto nazionale dell’ETI dedicato alle Nuove Sensibilità dei trevigiani Plumes dans la tête e il successo internazionale delle vincitrici del Premio GdA Veneto dedicato ai giovani danz’autori.
Una vitalità, quella espressa dal territorio triveneto nel campo della scena performativa, senza precedenti, che definisce lo spostamento di un ideale asse creativo da zone tradizionalmente leader in questo campo come l’Emilia Romagna o le grandi aree matropolitane di Milano e Roma, o le regioni del Sud Italia.
Tra le tante cause innegabile l’impegno delle istituzioni nel sollecitare i giovani talenti, in questo senso esemplare il lavoro svolto dalla Regione del Veneto in questa direzione, ma anche la presenza di strutture che in questi hanno hanno contribuito a far nascere e crescere un nuovo pubblico attento e curioso nonché a stimolare una nuova generazioni di artisti che solo oggi hanno raggiunto la maturità necessaria per ottenere importanti riconoscimenti. Festival come Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa/Vicenza) o Drodesera-Fies (Dro/Tento), i teatri stabili di innovazione del Veneto (La Piccionaia) e del Friuli (CSS di Udine), tutti soci dell’Associazione Scenario.
Un fenomeno per certi versi sorprendente, tutto ancora da analizzare, ma che contribuisce a dare un profilo inedito sul piano culturale ad un intero territorio, ribaltando alcuni luoghi comuni che vorrebbero i giovani del Nord-Est schiacciati sul mito del benessere e della ricchezza a tutti i costi.


martedì 23 giugno 2009

DON SCIORTINO: EMERGENZA MORALE

Dopo il forte appello all’accoglienza doverosa verso chi cerca rifugio fuggendo da situazioni di guerra, persecuzione e calamità, lanciato da Papa Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo, a parlare nuovamente alla politica è “Famiglia Cristiana”. Il “limite della decenza” è stato superato nel comportamento indifendibile di Berlusconi, e la Chiesa “non può ignorare l’emergenza morale”. Questo, in sintesi, è il duro attacco di don Antonio Sciortino, direttore del settimanale cattolico dei Paolini, in un pezzo in risposta alle lettere di diversi lettori indignati di fronte allo scandalo delle cosiddette “veline”. Eugenia Roccella, ex radicale ora sottosegretaria “pidiellina” al welfare ha detto che le invettive di Famiglia Cristiana contro il premier sono dettate da “odio ideologico”. Altrettanto dura la replica di Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL, anche lui con un passato ingombrante nel partito radicale (Wikipedia - l’enciclopedia libera, ricorda che ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull’aborto, il nucleare e la caccia) che afferma: “Famiglia Cristiana come i farisei”. Insomma i vecchi radicali perdono il pelo, ma non il vizio…

Italo Di Giacomo


A seguire l’articolo di Don Sciortino. Cogliamo l’occasione per invitarvi a sostenere la libera stampa.

«Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere». Così comincia l’intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a proposito delle vicende che hanno investito una delle più alte cariche istituzionali del Paese.
Il suo disagio e quello di altri vescovi hanno fatto eco all’editoriale di Avvenire, in cui si chiedeva al presidente del Consiglio «un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier».
Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, ha aggiunto: «Tra il livello pubblico, di governo, e quello privato e inviolabile, di coscienza, c’è un terzo piano: quello dell’immagine. I comportamenti di chi governa possono determinare maggiore credibilità oppure una delegittimazione, parziale o totale. Certi comportamenti possono incrinare la fiducia fino a una delegittimazione di fatto».
Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza "distrazioni", che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al "bene comune" dei cittadini.
A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti "gaudenti e libertini", o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide?
Oggi il Paese più che di polveroni e distrazioni, necessita di maggiore sobrietà, coerenza e rispetto delle regole. E, soprattutto, chiarezza. Non solo a parole, ma concretamente, con i fatti. A poco servono imbarazzanti e deboli difese d’ufficio dei vari "corifei", "caudatari" o "maschere salmodianti" (come li ha definiti qualcuno), che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell’indifendibile. Onel tentativo "autolesionista" di minimizzare tutto, spostando la mira su altri bersagli. Ancora peggio, poi, quando "la pezza è più grande dello sbrego" come si dice, e si definisce il presidente del Consiglio «l’utilizzatore finale» di un giro di prestazioni a pagamento (ammesso che sia vero), e si considerano le donne "merce", di cui «si potrebbe averne quantitativi gratis». Naturalmente.
Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del "buon governo" per giustificare qualsiasi comportamento, perché con Dio non è possibile stabilire un "lodo", tanto meno chiedergli l’"immunità morale". La morale è uguale per tutti: più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza, che è ancora una virtù, e dà credibilità alle persone e alle loro azioni.
Sull’operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi silenzi "pesanti", anche all’interno della stessa maggioranza. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno "disincantata". Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.
Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una "zona franca" dall’etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico "piatto di lenticchie", da respingere al mittente.
Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l’ha indicato come modello di moralità per i governanti: «Il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell’Italia, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo». «De Gasperi», ha aggiunto il Papa, «è stato autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza».
In una nota pubblicata dal Sir (Servizio informazione religiosa, cioè l’agenzia di notizie dei vescovi) del 26 maggio scorso, Riccardo Moro afferma che le vicende personali del premier offrono «un contributo sgradevole al sereno sviluppo dei rapporti democratici». E al premier che assicura di "chiarire in futuro" i dubbi sollevati dalla stampa nazionale ed estera, chiede: «Ma se nulla di quanto è ignoto è riprovevole, perché rinviare? Se non vi è nulla da nascondere, alimentare i misteri rinviando spiegazioni, rivela una considerazione della stampa e dell’opinione pubblica particolarmente irriguardosa». E aggiunge: «La libera stampa indipendente è uno dei fondamenti della democrazia per il controllo sull’azione del Governo e per veicolare informazione e dialogo democratico tra i cittadini, non un disturbo nell’azione democratica».
Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una "politica da camera da letto" si passi alla vera politica delle "camere del Parlamento", restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze.

www.famigliacristiana.it

BALLOTTAGGI E REFERENDUM

Nelle grandi sfide il centrosinistra vince a Padova, Torino, Bari, Firenze e Bologna. Nel Vicentino si conferma a Valdagno e Schio e strappa Bassano alla coalizione di destra. Berlusconi si dice soddisfatto perché ha conquistato la provincia di Milano per una manciata di voti e quella di Venezia storica roccaforte della sinistra; però qualcosa non quadra visto che La Russa commentando i risultati ha detto che bisogna abolire i ballottaggi per le provinciali, per lo meno quando un candidato supera il 40% dei consensi al primo turno. Forse si tratta di un salto di qualità: dopo le leggi “ad personam” passeranno alle leggi “ad partitum”… Capitolo Udc, il partito di Casini con la scusa “tra destra e sinistra scelgo l’Italia” ha scelto la politica del trasformismo, decidendo di allearsi quasi ovunque con il candidato più forte. Un’ultima riflessione va fatta sui referendum: come si può andare a votare quando si sa che la volontà popolare viene regolarmente ignorata? Così è successo per il referendum sul finanziamento ai partiti. Bisogna riformare l’istituito del referendum, aumentando il numero delle firme necessarie per ottenere la consultazione ed eliminando il quorum, ma soprattutto bisogna introdurre nell’ordinamento italiano il referendum propositivo per una maggiore (e consapevole) partecipazione democratica dei cittadini alla cosa pubblica.

Italo Di Giacomo

“SEGNI” DEI TEMPI

In un mondo dove tutto cambia, per fortuna qualcosa resta sempre uguale. Mariotto Segni perde sempre.

Il Coyote

lunedì 22 giugno 2009

LA DISFATTA A RITMO DI SAMBA

“Possiamo battere il Brasile, la Spagna e poi ancora il Brasile” diceva con sicurezza il portiere degli azzurri Buffon alla vigilia della sfida Italia - Brasile. Il centrocampista verdeoro Felipe Melo, replicava: “Buffon parla troppo, ma domani sera rischia di stare zitto”. Parole profetiche, infatti la Nazionale di Lippi è stata mandata a casa dalla Seleçao con un umiliante tre a zero. Nessuna scusante per un gruppo di “bolliti”. Persino la sorte aveva tentato di favorirci con la sconfitta dell’Egitto per mano degli Usa, ma nulla ha potuto per rappezzare una difesa stile: “prego si accomodi”, con un Cannavaro imbarazzante, un Chiellini irriconoscibile, ed un Zambrotta senza idee. Nella disfatta non si salva nessuno, nemmeno quelli seduti in panchina, visto che non c’erano valide alternative per imprimere una svolta ad un gruppo stanco e demotivato. Mister Lippi nelle interviste del dopo gara ha espresso solo un po’ di rammarico per la fine dell’avventura sudafricana, ma ha detto che l’esperienza prosegue, e con arroganza ha evitato di rispondere alle domande circa il rinnovamento della squadra. Lippi dovrebbe chiedere scusa agli italiani per la brutta figura ed essere più disponibile nell’accettare critiche o suggerimenti. Purtroppo il calcio rassomiglia sempre più a quella politica fatta di proclami, regolarmente smentiti, e che prova un terribile fastidio nei confronti della libera stampa. Ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale…

A. Abate

UN PRESIDENTE MANDINGO

Berlusconi: “tengo duro”. Presidente...non avevamo dubbi...

Il Coyote

domenica 21 giugno 2009

COPIONI

“Le elezioni sono state falsate dai brogli”. Strano. Non lo dice Berlusconi ma Mousavi...

Il Coyote

sabato 20 giugno 2009

LIBRERIA POPOLARE N.53

Crisi? Per chi? Il lavoro dimenticato
Patta G. Paolo
€ 12,00
2009, 200 p., brossura
Ediesse (collana Saggi)

Gli italiani, grazie alla loro grande capacità di risparmio, hanno accumulato un patrimonio che li colloca tra i ricchi del mondo. Sotto una situazione mediamente buona si scoprono tante disuguaglianze e situazioni di vera sofferenza. Negli ultimi 15 anni sono cresciute, più che in altri paesi, le differenze sociali. Gli operai, che continuano a essere la classe sociale più rilevante, non progrediscono dal 1992. L’Italia, vocata all’investimento immobiliare, è stata contagiata dal virus della finanza facile. L’abnorme peso della finanza è una delle ragioni dei bassi tassi di sviluppo del Paese dalla crisi del 1992-93. Nella bassa crescita i più ricchi vogliono mantenere alti margini, a danno di tutti gli altri. È già aperto il conflitto, su chi pagherà i costi della crisi. È iniziato l’assalto alla CGIL ostacolo alla riduzione delle retribuzioni e delle pensioni.
Il vuoto lasciato dai partiti di massa è riempito da una oligarchia sempre più ricca, proprietaria dei mezzi di comunicazione, che condiziona partiti sempre più mediatici. L’Europa potrebbe diventare il motore di un nuovo modello di sviluppo nella pace, capace di affrontare le grandi sfide demografiche, ambientali e sociali.Il libro, partendo da una rigorosa analisi dei dati oggettivi, traccia un quadro realistico della situazione individuando ricchezza e povertà in Italia e tenendo alta l’attenzione sulle diseguaglianze e sulle mistificazioni della finanza e dell’informazione che sono alla base dell’ultima gravissima crisi economica. Attraverso i numeri e le percentuali, porta a galla problematiche concrete alle quali vengono opposte alcune interessanti soluzioni.

Il nucleare impossibile. Perché non conviene tornare al nucleare
Curatori: Bettini V.; Nebbia G.
€ 16,00
2009, xxv-242 p., brossura
UTET

“Il nucleare impossibile” illustra, attualizzandole, le ragioni per cui, negli anni Ottanta, l’talia decise di uscire dal nucleare a seguito dell'incidente di Chernobyl, sottolineando in particolare: che il nucleare non è ad emissione zero e che, sulla base di tecniche di valutazione integrata risulta che il ciclo nucleare presenta fasi di lavorazione ad alta intensità di emissione di CO2 che il ricorso al nucleare non esaurisce la problematica della sicurezza degli approvvigionamenti energetici, sia in termini di continuità di forniture sia di disponibilità di fonti di energia; che la generazione di energia da fonte nucleare è ben lungi dall’essere economicamente conveniente; che a fronte del rilancio del nucleare resta irrisolto il problema dei residui radioattivi, del ritrattamento, del combustibile misto (MOX) e del rischio di proliferazione militare; che il programma nucleare italiano, in questo contesto, si rivela insensato per molte ragioni (carenze nella ricerca, carenze nel sistema industriale e tecnologico, sicurezza). L’esame della situazione a livello mondiale conferma tutti questi dubbi e punti critici. Un esempio specifico rappresenta l’approfondimento dell’operato della SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari). La SOGIN, nel suo comportamento, testimonia dell’impossibilità di un nucleare italiano accettabile da un punto di vista della credibilità scientifica, della valutazione ambientale e della sicurezza.

Passione reporter
Biacchessi Daniele
€ 12,60
2009, XIV-220 p., ill., brossura
Chiarelettere (collana Reverse)

Queste pagine raccontano di un giornalismo “irregolare”, di uomini e donne che per un’informazione vera hanno dato la vita. Giornalisti per passione, non per mestiere. Come Raffaele Ciriello, medico ma soprattutto fotografo freelance. Un battitore libero, sempre alla ricerca di un accredito dai giornali per muoversi, e di colleghi con cui condividere spese altrimenti proibitive. I nomi ritornano. Gli scatti di Ciriello immortalano Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Maria Grazia Cutuli. Le loro storie spesso s’intrecciano. C’è Enzo Baldoni che di mestiere fa il pubblicitario, ma è soprattutto un uomo affamato di storie. C’è Antonio Russo, collaboratore di Radio Radicale, freelance ammazzato a Tbilisi, un delitto che ricorda da vicino quello della giornalista Anna Politkovskaja. Un giornalismo ormai in disuso: troppo spregiudicato. Anche per questo i fatti del mondo vanno perdendosi in un’informazione sempre più opaca.

La ballata di Abu Ghraib
Gourevitch Philip; Morris Errol
€ 21,00
2009, 298 p., rilegato
Einaudi (collana Frontiere Einaudi)

Di Sabrina Harman tutti dicevano che non avrebbe fatto mai male a una mosca. Nella sua unità in Iraq era considerata una che odiava assistere ad atti di violenza, o commetterli. Eppure Sabrina Harman e molti altri suoi commilitoni, fra cui Charles Graner, Lynndie England e Ivan Frederick, sono le stesse persone che ridono beffarde puntando il dito davanti a una piramide umana di prigionieri incappucciati, che sollevano festose il pollice accanto al cadavere di un uomo morto per le torture, che indifferenti stringono una cinghia intorno al collo di un detenuto nudo a terra. Questo libro è la storia di quelle fotografie, di quegli uomini e di quelle donne. Ma è soprattutto la storia agghiacciante di ciò che non si vede, di come quel luogo è diventato il cuore di tenebra del nostro presente, un luogo in cui i prigionieri - il 75 per cento dei quali è risultato poi innocente - venivano quotidianamente picchiati, denudati, umiliati, torturati, privati di dignità e diritti; a volte uccisi. È il racconto di come tutto ciò è diventato normalmente possibile e di come le istituzioni, ricorrendo a ipocriti eufemismi e a fumosi termini tecnici, hanno consapevolmente perseguito questo obiettivo. Ogni giorno ci dicono che siamo in guerra, che certi compromessi sono inevitabili, che fanno parte delle “regole del gioco”. Per questo le fotografie di Abu Ghraib ci riguardano tutti: non possiamo ignorare l’orrore, non possiamo far finta che sia un male necessario.

venerdì 19 giugno 2009

UN PAESE A PUTTANE

Dopo l’Ocse e Confindustria a dare cattive notizie è l’Istat secondo cui dopo 14 anni di crescita ininterrotta l’occupazione cala. Nel primo trimestre del 2009 si sono persi 204 mila posti di lavoro. Secondo l’Istat il problema è tutto italiano, visto che all’estero l’occupazione rimane stabile. I più penalizzati i giovani (sempre più precari) e il sud Italia. Come afferma il leader dell’opposizione Franceschini: “il governo non governa”, bloccato nel risolvere i problemi di natura personale del premier. Processi, veline, regalie al dittatore Gheddafi e calciomercato, sono gli interessi principali di Berlusconi. Anche nel centrodestra se ne stanno rendendo conto, dal direttore del Foglio Giuliano Ferrara con il duro editoriale, pubblicato ieri, contro il Cav., al Presidente della Camera Gianfranco Fini, ormai noto per le sue prese di distanza dal premier e i continui moniti per un ritorno alla sobrietà istituzionale e al rispetto delle funzioni del Parlamento.
Il centrodestra finché non si libererà democraticamente di Berlusconi non riuscirà mai a dare risposte concrete ai lavoratori e ai disoccupati.

Italo Di Giacomo

MAL D’AFRICA

Fino a ieri sera l’Italia aveva vinto senza convincere, con tanta fortuna e un pizzico di cuore, ma la disfatta si preannunciava all’orizzonte. Doveva accadere, era inevitabile, ed è successo nel peggiore dei modi, contro l’Egitto. Un crollo rovinoso, certo non contro una Corea qualsiasi, ma nella sfida con i campioni d’Africa in carica. Però questo dettaglio non costituisce un’attenuante. Il tridente non ha dato i frutti sperati, da brividi la difesa con un Chiellini confuso ed impreciso e un Cannavaro non pienamente recuperato. I vecchietti Gattuso, Zambrotta e Toni vivono di ricordi e sarebbe ora di lasciarli a casa a godersi la loro lauta pensione. Nella desolazione più totale le uniche note positive sono rappresentate da Pirlo e Iaquinta, ma anche il giocatore bianconero è da rimproverare per aver fallito almeno tre chiare occasioni da gol. La squadra è troppo lenta e gioca con passaggi lunghi regolarmente regalati all’avversario. Mancano giocatori in grado di risolvere la partita con una “magia” o un calcio piazzato, sto pensando a Del Piero o Cassano. E ancora le sostituzioni sbagliate di Lippi. Insomma, un disastro che preoccupa soprattutto in chiave mondiale. Domenica gli azzurri incontreranno il Brasile, speriamo che una vittoria netta dell’Italia cancelli tutte le polemiche e le perplessità intorno ai campioni del mondo.

Francesca Monti

giovedì 18 giugno 2009

LA RI-SCOSSA

Dopo l’Ocse anche Confindustria lancia l’allarme: in due anni avremo un milione di cassintegrati o disoccupati. “Se non facciamo le riforme, che al momento non si vedono, il rischio vero è che ci metteremo 5 anni a tornare a livelli di crescita di prima della crisi, nel 2007”, è il duro attacco, al governo, di Emma Marcegaglia, numero uno degli imprenditori italiani. Naturalmente bisogna diffidare sempre delle parole dei “padroni” perché al prossimo seminario potrebbero dire l’esatto contrario di quanto ora affermato, però al momento le suddette dichiarazioni vanno a supportare la tesi della debolezza dell’esecutivo guidato da Berlusconi. Il premier e “mavalà” Ghedini possono mettere tutti i bavagli che vogliono e sfornare anche una legge “ad personam” al giorno, ma la verità è più forte e presto tutti si accorgeranno dell’inadeguatezza e dell’immoralità di questo governo. La scossa non avverrà tramite la spallata delle opposizioni o lo squallido “mercato” dei deputati praticato da Berlusconi nella scorsa legislatura con il solito corollario di orologi regalati, promesse di candidature alle europee e assunzioni di veline, ma grazie all’implosione del castello dorato del potere in cui uno stuolo di cortigiani si sente sempre meno a proprio agio nel difendere vizi e bizze del capo supremo. In questo senso il Partito Democratico e l’Italia dei Valori devono tenersi pronti a prendere in mano le redini del governo del Paese e lavorare insieme per il rilancio delle politiche sociali e di difesa del reddito familiare e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. C’è bisogno, come chiedono i sindacati, di dare risposte concrete e strategiche ai giovani, ai disoccupati, alle lavoratrici e ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo. Questa è la scossa di cui ha bisogno il Paese, ma Berlusconi non lo può capire; quasi impossibile per uno che probabilmente collega la parola “scossa” al sexy balletto delle “professoresse” nel programma l’Eredità…

Italo Di Giacomo

TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE

Dopo i compleanni, i festini, l’addio di Kakà, l’abuso dei voli di Stato e gli scatti rubati ecco spuntare una nuova grana per Berlusconi, si chiama Patrizia D’Addario, ma la rete l’ha già ribattezzata la “Noemi di Bari”, una “velina” delusa che ha rilasciato una scottante e piccata intervista al Corriere della Sera. Poi ci sono le intercettazioni telefoniche tra due personaggi coinvolti in un’inchiesta di “mazzette” che secondo indiscrezioni confermerebbero il racconto della ragazza parlando del versamento di soldi alle giovani invitate a partecipare agli incontri mondani del premier. Secondo quanto riportato dal Corsera per Patrizia si ventilava una candidatura alle europee, ma dopo le dichiarazioni di Veronica Lario, è stata dirottata verso una meno prestigiosa candidatura alle amministrative, inizialmente accettata ed in seguito declinata. Ecco le sue parole: “Mi hanno messo in lista perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che co­sa è successo prima che decidessi di tirarmi indie­tro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più”. Il premier, visibilmente nervoso e preoccupato, ha messo in moto la macchina della propaganda di regime “sguinzagliando” i suoi replicanti, maestri nell’arte della “distrazione di massa”, con le solite accuse di complotto e bugie rivolte contro l’opposizione, la stampa e la magistratura. In verità, le scosse e la spazzatura sono esclusivamente “affari” di Berlusconi, o meglio regolamenti di conti all’interno del suo schieramento. Apprendendo di queste squallide storie noi possiamo solo dedurre che il “gigante” ha i piedi d’argilla.

Paolo Sante

mercoledì 17 giugno 2009

IL PAESE DEI BALOCCHI

Secondo il nuovo rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), pubblicato oggi, alla fine di quest’anno il Pil dovrebbe registrare un calo del 5,3% (rispetto al -4,3% previsto a marzo); pessime notizie anche per il 2010: infatti crescerà la disoccupazione, caleranno i consumi ed il debito pubblico supererà il 115%. Il Paese dei balocchi promesso da Berlusconi è sempre più immaginario. Gli italiani vivono al di sopra delle loro possibilità e il governo non conosce rimedi anti-crisi tranne quello di diffondere un insano ottimismo. Manca solo che vietino la vendita di caffé, cioccolata e alcool per non eccitare gli animi, come già succede nelle tendopoli a L’Aquila. Alla fine nella morsa del governo finiranno le pensioni e si attueranno tagli al già “moribondo” sistema sanitario. Invece per vincere la crisi c’è bisogno, come ha sottolineato il Presidente Napolitano, di libertà, responsabilità e solidarietà. Bisogna liberalizzare di più e in tutti i campi per sconfiggere cartelli e oligopoli, annidati in ogni angolo del mercato; bisogna lasciare spazio ai giovani nel mondo del lavoro, trattenere e richiamare in Patria i talenti; c’è la necessità di ristabilire i valori etici: legalità e trasparenza ed infine non bisogna dimenticare chi rimane indietro, ma non solo a parole.

Italo Di Giacomo

“Pastore Eusebio”. Spettacolo di burattini

Navigando in internet ho scoperto un sito molto interessante: www.teatrocampo.wordpress.com. “Teatro Campo” ha sede ad Isola Vicentina ed allestisce spettacoli con burattini. Mi ha colpito soprattutto una frase: “Il teatro dei burattini si fa ovunque e, quando non si sa dove andare, si va nelle strade. Il teatro viaggiante è una scuola la cui lavagna è il cielo e il libro il volto dell’uomo”. Il teatro di figura ha origini antiche, ma resta intatto quel fascino che conquista oltre ai bambini anche gli adulti. A seguire una breve presentazione dell’ultimo spettacolo dal titolo: “Pastore Eusebio”.

C’è un pastore che ama ascoltare la musica dalla radio quando fa la guardia alle sue 100 pecore. C’è il figlio del pastore che si lamenta di stare sempre dietro alle pecore. C’è un contadino che si lamenta del passaggio delle pecore sul suo campo. C’è la figlia del contadino che incontra il figlio del pastore. C’è il commerciante che ogni volta che incontra il pastore vuole fare un affare comprando una pecora. C’è il vigile che fa rispettare la legge. C’è il leone che rispetta la legge della natura e cerca pecore da mangiare.
È la storia di un pastore che è prima di tutto padre attento alla formazione pastorale del figlio che lo sostituirà passando davanti alle
pecore come guida; sì perché nello spettacolo si vede anche la morte del pastore. La morte però non impedisce al padre di aiutare il figlio non ancora pienamente formato; attraverso la sua radio dona al figlio degli aiuti per vincere il leone e liberarsi del commerciante. La radio è l’unico elemento magico dello spettacolo; per il resto è una storia con elementi e personaggi presi dalla realtà dei pastori nomadi che hanno a che fare con i contadini, i vigili, i commercianti e le bestie feroci.
Per fortuna i pastori vivono anche vicende belle come la nascita di un nuovo agnello, la produzione di mozzarelle e di latte, l’innamoramento che porta pienezza di vita. E tutto questo grazie ad uno scambio di speciale affetto tra il pastore e le sue bambine, le pecore, dove è lui che si adatta a loro, al loro ritmo, al loro modo di essere, siano esse piccole, vecchie, lente o zoppe.

www.teatrocampo.wordpress.com