Manager francesi sequestrati dai lavoratori licenziati. Sconcerto tra l’opinione pubblica per il fatto che li abbiano liberati.martedì 31 marzo 2009
VIVE LA FRANCE!
Manager francesi sequestrati dai lavoratori licenziati. Sconcerto tra l’opinione pubblica per il fatto che li abbiano liberati.Il Coyote
L'OTTIMISMO
L’Ocse avverte che in Italia la recessione economica si sta aggravando ed il Prodotto interno lordo scenderà al -4,3 per cento, inoltre la disoccupazione crescerà dal 6,8 per cento dell’anno scorso fino al 10,7 per cento nel 2010.L’Italia insieme al solo Giappone viene indicata come il paese a maggiore rischio flessione. Dal quartier generale del Pdl fanno sapere che si tratta di un pesce d’aprile in anticipo di quei bontemponi dell’Ocse. Comunque Brunetta è già al lavoro per scoprire quei fannulloni che mettono in giro notizie tendenziose e pessimiste.
Italo Di Giacomo
IL MARIUOLO
Questa mattina è stato arrestato Mario Chiesa. “E’ l’uomo del 10%” - commentano gli investigatori. No, non è il 17 gennaio 1992. E’ il 31 marzo 2009. L’uomo simbolo da cui partì Tangentopoli è oggi coinvolto in una maxi-inchiesta sul traffico illecito di rifiuti. Gattopardescamente, cambia tutto ma non cambia niente. A volte ritornano…Max
UNA FAVOLA SENZA LIETO FINE
Di solito lo chiamano “piano di ristrutturazione” ma in parole povere si tratta di licenziamenti. Sono ben 270 le lettere inviate dalla BrawnGp a 270 (degli attuali 700) dipendenti della scuderia inglese che domenica scorsa ha trionfato, con una doppietta, al “Gran Premio” d’Australia. La favola della cenerentola della Formula 1 forse è finita prima di cominciare e solo ora sappiamo che quello bevuto da Button era un calice amaro. La crisi non ha risparmiato nemmeno il grande “circus” dei motori, …la musica è finita e gli sponsor se ne vanno...Francesca Monti
LA RIVOLUZIONE LIBERALE. ATTO 1
Manco ha fatto in tempo a dirlo, ed ecco che chi doveva capire ha capito. E chi doveva agire ha agito. E chi doveva essere rassicurato è stato rassicurato. E chi doveva essere avvisato è stato avvisato. Dal palco del congresso fondativo del Pdl, Berlusconi ha proclamato: “al via una rivoluzione liberale”.Detto fatto. Il Ministro della Giustizia Alfano ha disposto un’ispezione ministeriale presso la Procura della Repubblica di Bari per verificare la regolarità nelle inchieste nelle quali è imputato il suo collega, il Ministro Fitto per concorso in turbativa d’asta e interesse privato. Ricordate il refrain de L’ottavo nano? “Si può fare tutto!!!” - affermava un tizio mentre pisciava sul divano di casa - “siamo nella (allora) Casa delle libertà”. Oggi la Casa è diventata Popolo. La libertà è sempre quella, invece. E loro restano liberi. O meglio, a piede libero.
Max
Max
NUOVA OPPOSIZIONE E REGIME
Il Pd continua ad essere un partito pieno di problemi e contraddizioni, ma il neosegretario Dario Franceschini si sta rivelando un ottimo dottore. Quale è la medicina di Franceschini? Semplice, fare opposizione come la sta facendo da tempo ed egregiamente Antonio Di Pietro.Nel recente passato Veltroni, come un gentiluomo d’altri tempi, utilizzava, metaforicamente, il fioretto contro degli avversari armati di bazooka. Ricordo che in campagna elettorale non citò mai il nome di Berlusconi, e poi quella spasmodica ricerca del dialogo e del compromesso con persone interessate solo a portare divisione.
Con Franceschini alla guida del Pd queste cattive abitudini si stanno piano piano perdendo. Qualcuno dice che è ritornato l’anti-berlusconismo. Ma come bisogna chiamare quel signore che, dall’altra parte, invoca i “super poteri”, offende quotidianamente il Parlamento e le istituzioni democratiche e vuole mettere il bavaglio alla libera informazione? Forse…Dittatore?! No, più semplicemente Berlusconi.
Emanuele Bellato
Mostra fotografica: "Gio-chi-amo"
Nella sede di Vi.Art, il 3 aprile si inaugura una splendida mostra di immagini che emoziona e fa riflettere. E dal 14 si affiancano i lavori di alunni e studenti vicentini di “Dire, Fare e Pensare”.“GIO-CHI-AMO” dai bambini delle aree disagiate fotografati da Stefano Angola un insegnamento di creatività e gioia di vivere.
È una mostra assolutamente da non perdere quella che si inaugura venerdì 3 aprile alle 18 nei locali espositivi di ViArt a Palazzo del Monte, in Contrà del Monte a Vicenza, e che rimarrà aperta al pubblico da sabato 4 a domenica 26 aprile con ingresso libero (orario continuato dalle 10 alle 19, chiuso il lunedì). “Gio-chi-amo” racchiude infatti una magnifica sequenza di fotografie scattate da Stefano Anzola nelle aree più svantaggiate del mondo con ritratti di bambini e della loro inventiva “artigianale” nel crearsi i propri giocattoli. L’evento è un epilogo della “Settimana dell’Artigianato” svoltasi nelle scorse settimane.
Promossa dall’Associazione Artigiani Confartigianato Impresa Famiglia con il patrocinio e il sostegno di Camera di Commercio, ArtigianFidi Vicenza, Comune di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza, Ufficio Missionario della Diocesi di Vicenza e Festival Biblico 2009, la mostra è un invito alla solidarietà e alla riflessione sui rapporti tra i tanti “nord” e “sud” del mondo ma anche, grazie alla vitalità sprigionata dalle immagini, un concentrato di fantasia e di gioia di vivere che ha molto da insegnare. Scrive infatti l’autore Stefano Anzola, fotografo parmense di Colorno dove è nato nel 1957 e dove vive e lavora: «Non mi scorderò mai la fierezza di un bambino, che portava chiaramente visibili sulle mani e sui piedi i segni di una vita difficile, nel mostrarmi i suoi semplici giochi come se fossero la cosa più bella del mondo e nel mettersi in posa come un campione con qualcosa che noi avremmo difficilmente definito un pallone. Con in testa immagini come questa, ho provato molto spesso un senso di impotenza, tornando dai miei viaggi, perché ho sempre voluto far riflettere sulla differenza tra il nostro modo di vivere e quello di altri Paesi. Con questa raccolta di immagini spero di riuscire a comunicare, sia agli adulti che ai bambini, valori come l’importanza del gioco, la cura anche per i giocattoli più semplici e il divertimento che, purtroppo, mi sembra si siano un po’ dimenticati e persi nella nostra società di oggi».
Il gioco, infatti, è lo strumento ideale che permette a ogni bambino di esprimere la propria fantasia e creatività, di relazionarsi con gli altri, di “imparare la vita” mimando il mondo dei “grandi”. Un’esigenza insopprimibile che trova in questa suggestiva documentazione un’ulteriore riprova.
Ma “Gio-chi-amo” avrà anche un interessante corollario locale. A partire dal 14 aprile, infatti, l’esposizione proporrà anche i lavori degli alunni e studenti vicentini che hanno partecipato al laboratorio “Dire, Fare e Pensare”.
(c.s.)
IL GRANDE FRATELLO
Il controllo asfissiante dei media determina una condizione gravemente patologica nella nostra democrazia. E’ oramai accertato come la televisione, se ben utilizzata, sia in grado di manipolare l’opinione pubblica, e nonostante questo c’è chi ancora oggi pensa che il conflitto di interessi sia una questione secondaria. Berlusconi è certamente una figura molto pericolosa, ma i suoi competitor di sinistra si sono dimostrati negli anni quasi peggiori di lui. Perché hanno spesso aggiunto ai difetti propri di Berlusconi, l’ulteriore elemento della loro insopportabile ipocrisia. Sempre pronti a denunciare a parole l’anomalia italiana, salvo poi inciuciare con Berlusconi. Sempre bravi nel difendere il principio dell’autonomia della magistratura, almeno fino a quando non sono finiti sotto inchiesta D’Alema Prodi e Mastella. Insomma, era vera la profezia che lanciò Moretti nel lontano 2002, rivolto alla classe dirigente del centrosinistra: “con questi signori non vinceremo mai”.Francesco Toscano
lunedì 30 marzo 2009
Cinémathèque #15: Ponyo sulla scogliera
“Ponyo sulla scogliera”, film che in questi giorni appare timidamente nella programmazione dei cinema italiani, è il nuovo e prezioso distillato del regista giapponese Hayao Miyazaki. “Ponyo” ha per protagonista un bambino di cinque anni, Sosuke, ed uno strano “pesce” (Ponyo) che s’incontrano in questa fantastica avventura “acquatica” celebrante l’amicizia, la vita e l’amore, con impeto d’egual misura di tutta l’acqua che vediamo sullo schermo. Anche in “Ponyo”, come nella maggior parte dei lungometraggi del regista, i bambini, qui nella seconda infanzia e con i tratti della personalità ancora inalterati ed incontaminati, sono convogliatori ideali di sentimenti verso il pubblico di tutte le età. “Ponyo”, infatti, è un film a misura di bambino ma che risveglia anche il cuore degli adulti. L’errore comune è definire film come “Ponyo” “per soli bambini”, prassi da anni perpetrata in Italia generalmente verso il cinema d’animazione (giapponese e non) da quella fascia di spettatori che, presumibilmente, non ha ancora ben compreso che il cartone animato non occlude meccanicamente contenuti di competenza anche adulta. Nel caso specifico di “Ponyo” è innegabile che il target di pubblico sia per lo più infantile ma ciò non è esclusivo. “Ponyo”, per il quale il regista ha deciso di tornare alle tecniche che per prime hanno governato l’arte dell’animazione, è una favola (con morali al seguito quindi) che scorre velocemente sui binari più recenti della filmografia del
regista nipponico. Imperante in fantasia, Miyazaki è in grado di non tendere all’assurdo pur descrivendo personaggi ed eventi possibili solo nel mondo dei sogni. Questo mirabile esercizio d’equilibrio è ivi proposto anche in “Ponyo”, che di bizzarrie ne mostra parecchie. Ponyo è, infatti, figlia di uno stregone che vive sul fondo degli abissi. In seguito a sviluppi che ora, per non toglier il gusto della sorpresa al lettore, non si voglion svelare, Ponyo fuggirà dal padre ma nel far ciò provocherà inavvertitamente un’inondazione che sommergerà la graziosa cittadina del film. Già da questa premessa è facile intuire uno sviluppo tutt’altro che di ferrea realtà eppure i personaggi di Miyazaki, non dimentichiamocene, ci somigliano più di quanto non crediamo. Essi condividono, oltre all’aspetto, comportamenti, sentimenti e qualità dell’essere umano oggi in parte smarriti quali l’onestà, l’amicizia, il rispetto verso gli anziani. Ad essi si aggiunge una propensione per il sogno e l’amore nel quale tutti dovremmo rifugiarci, almeno ogni tanto. Quest’invito, nel film di Miyazaki, appare chiaro, ed il consiglio è quello di non declinarlo. Affrettatevi, perché sugli schermi cinematografici italiani lo proietteranno ancora per pochi giorni.Voto: 7,5
Tobia Zerbato
COSE DI CINEMA SONO...
Finalmente una politica pulita. Fini a Palermo dichiara: “in Parlamento non ci sono mafiosi”. In contemporanea a palazzo Madama Cuffaro e Dell’Utri per la felicità lanciavano le coppole in aria, mentre alcuni deputati, non meglio specificati, sparavano sventagliate di mitra in aria in segno di giubilo...Il Coyote
LIBRERIA POPOLARE N.40
Gaza. Restiamo umani. Dicembre 2008-gennaio 2009Arrigoni Vittorio
€ 7,00
2009, 127 p., ill., brossura
Manifestolibri (collana Contemporanea)
I giorni della sanguinosa offensiva israeliana “Piombo fuso” contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità. Senza la presenza nella Striscia del pacifista International Solidarity movement anche “il manifesto” avrebbe potuto riferire della guerra a Gaza solo attraverso i lanci delle agenzie di stampa. Questa piccola ma densa pubblicazione, dunque, raccoglie l’unica testimonianza quotidiana diretta di quel bagno di sangue.
Uno ogni sette ore. Perché di lavoro si muorePagliarini Gianni; Repetto Paolo
€ 13,00
2008, 138 p., brossura
Datanews (collana Short books)
Il lettore troverà in questo libro pagine di paura e di speranza raccontate dai protagonisti. Sullo sfondo la drammaticità delle morti sul lavoro: circa 1300 ogni anno. L’obiettivo degli autori è arrivare al cuore dei cittadini, a partire dai familiari delle vittime, entrando in sintonia anche con chi è costretto a convivere con una mutilazione. Perché solo restituendo protagonismo ai lavoratori sarà possibile difenderne le condizioni.
Lavorare uccideRovelli Marco
€ 10,20
2008, 246 p., brossura
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Futuropassato)
Le morti che avvengono per incidenti sul lavoro si chiamano, in Italia, morti bianche. Bianche come il silenzio, come l’indifferenza. Come l’immediata elusione di ogni responsabilità da parte di chi impone ai lavoratori condizioni ambientali insostenibili. Si tratta di lavoratori dimenticati, di storie individuali delle quali è difficile definire il profilo. Storie bianche, vite bianche, costrette a esistere in un vuoto di diritti, facilmente rimosse dopo un breve clamore massmediale in coincidenza con l’ennesimo “incidente”.
Primo Mazzolari. Un uomo liberoPalini Anselmo
€ 16,00
2009, 304 p.
AVE (collana Testimoni)
La vita di Primo Mazzolari, uomo libero, “uomo di nessuno”, sempre al fianco dei deboli e degli esclusi, che con questo spirito ha attraversato gli eventi del XX secolo: le due guerre mondiali, le leggi razziali, le dittature, la guerra fredda, l’annuncio del Concilio Vaticano II. Una ricostruzione rigorosa ma a carattere divulgativo che propone la testimonianza di Mazzolari e dei temi a lui cari: i lontani, la pace, l’ecumenismo, la libertà di coscienza, la necessità di un laicato maturo, il rinnovamento della vita religiosa e della Chiesa. La postfazione di mons. Loris Francesco Capovilla arricchisce il testo, colorandolo dell’affetto che sempre legò i due; una stima profonda che fa concludere a Capovila “Io vivo con don Mazzolari (...). Le celebrazioni del 2009 porteranno un’ondata di aria refrigerante nelle nostre case e nelle nostre coscienze”.
THE LOVERS OF VILLA MACHERIO...
domenica 29 marzo 2009
SOTTO IL PESO DEL MALE
Sotto le macerie del muro di Berlino non è rimasto soltanto l’inorridito ricordo dell’applicazione pratica e distorta della teoria filosofico-economica di Karl Marx ma, cosa ben più grave, anche l’afflato nobile che induceva una larga parte delle migliori coscienze mondiali a combattere fenomeni inaccettabili come disuguaglianza, alienazione e oppressione. Fin quando il mondo è rimasto diviso in due blocchi ideologicamente contrapposti, anche la parte occidentale traeva un benefico influsso dall’esistenza di un modello così diverso. Non perché, sia chiaro, l’Unione Sovietica, fosse un laboratorio dal quale attingere esempi, tutt’altro, ma perché la semplice esistenza in vita di un modello politico così esteso che metteva astrattamente al centro della sua azione l’utopistica ambizione di creare in concreto una società di eguali, costringeva il mondo capitalista a cercare di comprimere, dal suo interno e con gli strumenti della politica, i fenomeni aberranti e inaccettabili che un mercato selvaggio e senza regole necessariamente produce. La vittoria finale del modello capitalistico ha finito per corromperlo. In tutti gli stati più avanzati, nei quali nel secolo scorso si erano raggiunti eccezionali risultati di civiltà per ciò che concerne la dignità del lavoro, le politiche di protezione sociale, l’istruzione gratuita per tutti, la sanità come diritto, è in atto una inarrestabile involuzione che sta riportando l’occidente nelle stesse condizioni nelle quali si trovava nella seconda metà dell’ottocento. Aumentano i non garantiti, gli sfruttati, i senza diritti, i neoschiavizzati, categorie funzionali all’accentramento ossessivo e continuo nelle mani di pochissimi di ogni ricchezza. Le condizioni sub-umane alle quali soggiacciono sempre più individui, non sono un risultato casuale, ma la precisa attuazione di uno scientifico piano politico manovrato da una elite sovra-nazionale composta da elementi facilmente individuabili. E’ ora che il popolo riprenda il timone della storia.Francesco Toscano
PAZZI(NI) PER L'ITALIA
Se la partita della nazionale azzurra contro il Montenegro fosse finita dopo 45 minuti avrei scritto di un’Italia “bruttina e stagionata” nonostante il bellissimo gol a cucchiaio di Pirlo su calcio di rigore concesso al 10° per una clamorosa quanto ingenua “schiacciata” in area del difensore montenegrino Batak. Per fortuna nel secondo tempo è uscito il vero carattere degli azzurri, e mentre gli opinionisti televisivi già gufavano evocando in coro l’intervento di San Cassano da Bari e l’esonero immediato di Marcello Lippi, il neo azzurro Pazzini, entrato in campo al posto dell’infortunato Iaquinta, trafiggeva il portiere Poleksic regalando così all’Italia il primato temporaneo nella classifica del gruppo otto: quota 13 punti, due in più dell’Irlanda fermata sull’1-1 in casa dalla Bulgaria. Nel complesso la nazionale e mister Lippi meritano una sufficienza piena, perché aldilà dell’andamento in chiaroscuro della gara conta sempre il risultato finale. Tra tutti vorrei sottolineare le ottime prestazioni di Pirlo e del gigante mascherato Chiellini (anche lui in infermeria a fare compagnia a Iaquinta e Di Natale), sempre una certezza il portierone Buffon. Bocciati capitan Cannavaro, graziato dall’espulsione, Grosso e l’esordiente Palombo, maldestro e mai in partita forse per colpa dell’emozione. Mercoledì prossimo a Bari la sfida decisiva con l’Eire del Trap, uno scontro diretto per il primato e la qualificazione.Francesca Monti
sabato 28 marzo 2009
I NUOVI MOSTRI
VICENZA POPOLARE IN ONDA
Gli studenti dell'Onda oggi alle 14 tornano in piazza. Ma prima hanno deciso di scrivere una lettera alla città di Roma, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni, ai movimenti sociali, ai sindacati, alle forze politiche. Ecco il testo:La lettera che segue ha in primo luogo una funzione, informare tutte e tutti delle nostre intenzioni. Sabato 28 marzo le studentesse e gli studenti, le precarie e i precari dell’Onda si incontreranno in piazzale Aldo Moro, si uniranno ai collettivi degli studenti medi (già dalla mattina impegnati in differenti iniziative che si svolgeranno a partire dal liceo Virgilio) e da lì si sposteranno in corteo e raggiungeranno il concentramento di piazza Esedra per partecipare alla manifestazione contro il G14 sugli ammortizzatori sociali, il welfare e il lavoro che si svolgerà, dal 29 al 31 di marzo, presso la Farnesina. Ci teniamo a darvi anticipatamente questa notizia, perché la scorsa settimana siamo stati vittima di cariche indiscriminate da parte delle forze dell’ordine, cariche che ci hanno impedito di uscire dalla città universitaria e di prendere parte allo sciopero generale indetto dalla Cgil-Flc, e vorremmo che questa scena non si ripeta più!Per quale motivo intendiamo ripartire in corteo proprio da piazzale Aldo Moro? In primo luogo per ribadire un diritto fondamentale: il diritto al dissenso. Impedire con i manganelli ad un movimento di esprimersi significa negare i basilari diritti democratici e lasciare spazio ad un’iniziativa politica dal sapore apertamente autoritario. Quanto accaduto alla Sapienza mercoledì 18 marzo - quattro cariche da parte dei reparti anti-sommossa della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza ? non ha riguardato e non riguarda solo gli studenti dell’Onda e più in particolare gli studenti della Sapienza, riguarda tutti i movimenti, le forme di conflitto e di dissenso che investono la scuola e dell’università, ma anche il resto del mondo del lavoro. Impedendo ai movimenti di manifestare e di criticare le politiche del governo si cancellano le regole democratiche per istituirne di nuove, fatte di intolleranza e di violenza. In secondo luogo vogliamo ribadire non solo il diritto a manifestare, ma quel diritto, ormai quasi “consuetudinario”, di poterlo fare a partire dalla città universitaria. Con l’Onda di ottobre e di novembre questa consuetudine si è enormemente estesa, per numero e qualità. Corteo locale o nazionale per le studentesse e gli studenti dell’Onda significava e significa partire da piazzale Aldo Moro, percorrere la città, bloccare il traffico e far sentire la propria voce, dopo averla usata con passione e con coraggio nelle facoltà, nei corridoi, nelle classi universitarie. Sono decenni che l’università è punto di partenza delle manifestazioni studentesche sulla formazione, sui nuovi diritti, contro la guerra e contro il razzismo, non saranno di certo le manganellate della scorsa settimana, né tanto meno il protocollo a cancellare questa abitudine virtuosa. Ma veniamo al terzo motivo, parliamo del protocollo «anti-cortei». Come in molti hanno ripetuto in questi giorni (Cgil compresa), il protocollo non ha valore normativo e universale, vincola i firmatari e non chi il protocollo non l’ha firmato. Le regole, quando valgono per tutti, debbono essere decise da tutti e questo non è certo il caso del protocollo.Inutile segnalare dunque che non siamo tenuti a rispettare una cosa che non ci riguarda, né tanto meno ad abbassare la testa nei confronti di chi del protocollo intende fare un uso muscolare e liberticida. Uso strumentale dice qualcuno, probabilmente. Rimane il fatto che da Maroni al rettore Frati tutti sostengono che premessa delle cariche del 18 è stato proprio il protocollo, anzi, un corretto uso del protocollo. Così come invitiamo tutte le forze politiche e sindacali che hanno firmato il protocollo a riflettere su quanto è accaduto, e su quanto potrebbe accadere, segnaliamo con forza che per noi il protocollo non vale e quindi, così come abbiamo fatto per molti anni e in particolare per tutto l’autunno, ci concentreremo in piazzale Aldo Moro. Infine, la nostra scelta è segnata anche da un consapevolezza ulteriore: ci troviamo di fronte alla più grande crisi degli ultimi settant’anni, oggi nella sua fase più acuta. Questa consapevolezza ci spinge a lottare e a non rimanere fermi di fronte alla catastrofe. Catastrofe dell’università, della ricerca, della formazione, del mondo del lavoro e delle garanzie sociali in genere. Il governo non conosce battute d’arresto, nonostante le centinaia di migliaia di studenti in piazza per oltre tre mesi; le sane abitudini europee che portano governi anche di destra (come accadde in Francia del 2006, al seguito del movimento anti-Cpe) a modificare leggi impopolari sembrano non avere alcuno spazio. Ma noi non ci stiamo ad essere umiliati, messi all’angolo; noi non sopportiamo il clima antidemocratico, noi non abbiamo intenzione di perdere e di tornare a casa, nella nostra solitudine. Saremo ancora tanti e affianco a noi ci saranno anche precari, lavoratori, migranti, senza casa, tutti coloro che non hanno prodotto la crisi e non intendono pagarla. Per questo ultimo motivo, oltre che per i precedenti, la scelta di p. Aldo Moro ci sembra la migliore. Invitiamo tutte e tutti coloro che credono che il dissenso non possa essere messo a tacere a raggiungerci all’università a partire dalle 14, affinché in tante e tanti si possa riconquistare un diritto che i manganelli intendevano e intendono toglierci.
CHE BELLA GENTE
Scorrendo la lista dei fondatori di quello che si è autodefinito il partito unico dei moderati italiani ho scoperto di essere un “sovversivo” e non un moderato come credevo. Perché? Vi elenco i nomi dei costituenti del PdL: Denis Verdini, Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi, Alessandra Mussolini, Stefano Caldoro, Sandro Biasotti, Sergio De Gregorio, Luciano Buonocore, Carlo Giovanardi, Mario Baccini, Michela Vittoria Brambilla e Marcello Dell’Utri. Di tutto e di più, dai fascisti, ai clericali, passando per i laicisti, fino agli inquisiti e alla coscialunga della destra. Proprio la “crème de la crème”. E poi hanno il coraggio di dichiararsi eredi di Sturzo e De Gasperi. Si vergognino questi signori della destra, al massimo nel loro pantheon potrebbero inserire “Giggi il bullo” e “Gino il pollo”.Paolo Sante
Links consigliati:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_De_Gregorio
http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell'Utri
venerdì 27 marzo 2009
FUTURO ANTICO
Secondo Berlusconi “i parlamentari sono lì per fare numero”, ecco spiegato il motivo per cui in questi anni ha riempito le due aule di ex compagni di scuola (e di merende), ballerine, attricette, amici di stallieri, amanti, figli di… ed avvocati. Con queste parole il Cavaliere conferma lo scarso attaccamento alle istituzioni e al sistema democratico e dunque non dovrebbe dispiacersi se qualcuno lo accusa giustamente di avere delle tentazioni autoritarie. Comunque in questi giorni il premier potrà dare sfogo al suo narcisismo infatti è partito il congresso fondativo del Popolo della Libertà. Ad aprire le danze il motivetto pre-elettorale “Meno male che Silvio c’è” e la distribuzione dei giornali “Il Domenicale” e “Lab - Il socialista” con relativi articoli nostalgici sugli anni dell’Italia da bere quando imperavano Craxi ed Andreotti. Con questi numi tutelari il PdL si candida, a pieno titolo, a diventare il partito del futuro…antico.Italo Di Giacomo
NOVITA' CD: “UNKNOWN LEGENDS”
Dopo aver letto l’intervista di Tobia Zerbato con Roberto Dalla Vecchia, diversi lettori ci hanno scritto chiedendo dove si può acquistare il nuovo cd “Unknown Legends”. Ecco i riferimenti:On-line direttamente dal sito di Roberto:
http://cdbaby.com/all/dallavecchia
Oppure su I-Tunes a questo indirizzo:
http://www.apple.com/it/itunes/affiliates/download/?artistName=Roberto%20Dalla%20Vecchia&thumbnailUrl=http://a1.phobos.apple.com/us/r30/Music/3c/31/89/mzi.upbybnfh.100x100-75.jpg&itmsUrl=itms://ax.itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewAlbum%3Fid%3D302695063%26s%3D143450%26ign-mscache%3D1&albumName=Unknown%20Legends
Infine è disponibile nei migliori negozi di dischi di Vicenza.
Oppure su I-Tunes a questo indirizzo:
http://www.apple.com/it/itunes/affiliates/download/?artistName=Roberto%20Dalla%20Vecchia&thumbnailUrl=http://a1.phobos.apple.com/us/r30/Music/3c/31/89/mzi.upbybnfh.100x100-75.jpg&itmsUrl=itms://ax.itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewAlbum%3Fid%3D302695063%26s%3D143450%26ign-mscache%3D1&albumName=Unknown%20Legends
Infine è disponibile nei migliori negozi di dischi di Vicenza.
Paternità: Applichiamo l'affido condiviso
Riceviamo da Fabio Barzagli e pubblichiamo:Chiedo formalmente alle Istituzioni ed ai Politici di ogni ordine e grado: date ai nostri movimenti adeguato supporto istituzionale perché si possa accogliere e supportare tutti quei padri e figli in difficoltà. Non passa giorno che non riceva segnalazioni e richieste di aiuto, queste le ultime 4 pervenutemi in 48 ore:
Non vedo il mio piccolo da 36 giorni
La denuncia di un papà - “un incubo quello che sta vivendo un giovane parmigiano che da un giorno all’altro ha visto sparire il suo piccolo di 14 mesi, portato via dalla ex mentre lui era al lavoro”
Protesta davanti al tribunale di Parma
La storia di Axel: “protesteremo ogni mese qui davanti fino a quando non sarà applicata realmente la legge 54/2006” [..] “nel mio caso mia figlia aveva espressamente dichiarato di voler vivere con me e mia madre, ma i giudici hanno optato comunque per la madre"
fonte: Gazzetta di Parma, Marzo 2009
http://paternita.info/downloads/giornali/09-03-parma.html
Ho sborsato 45 milioni di lire per adottare un bambino che ora non vedo
La storia di Alberto - padre separato di un ragazzo oggi dodicenne, la separazione è maturata dopo tre anni circa aver adottato il bambino: “mi sono rifatto una vita, ho una carissima moglie e una dolcissima bambina di 6 anni, mio figlio è stato accettato dalla nuova famiglia, andava d’amore e d’accordo con tutti, poi dall’11 novembre 2008 tutto è cambiato, mio figlio non vuole venire più a casa mia, rifiutandomi in tutti i modi”
Da un anno senza genitori
Scrive Salvatore raccontando che dopo aver riconosciuto suo figlio, in Italia, la madre lo ha portato in Romania (con la scusa di andare a trovare la famiglia) facendo però perdere le proprie tracce. A Natale scorso Salvatore ha saputo che la madre viveva a Londra, l’ha dunque raggiunta. Lei ha detto che potevano rimettersi insieme se lui voleva ma anche che il bambino era da un anno in Romania dalla sorella e non lo aveva più visto. Il padre nei mesi successivi ha iniziato a mandare mensilmente dei soldi in Romania. Arrivato il tempo e già fatti i biglietti per andare a riprendere il bambino il padre si è visto negare la richiesta dato che la madre nel contempo ci ha ripensato. Salvatore non sa più cosa fare.
Ricordo che è attivo il servizio di denuncia:
www.paternita.info/sos-padri-negati
Fabio Barzagli
(Responsabile nazionale www.paternita.info)
COMUNICAZIONE DEL MODERATORE
Cari lettori, ieri era S.Emanuele e non potevo ricevere, in qualità di moderatore del blog, un regalo migliore per il mio onomastico: quasi 1.000 visitatori in una sola giornata. “Vicenza Popolare” è ormai un blog nazionale, infatti se la testata con il riferimento alla città del Palladio può sembrare un limite, non è così per gli argomenti trattati. Un lavoro quotidiano di contro-informazione e di opposizione popolare, democratica e valoriale nei confronti degli attuali governanti e della sempiterna “Casta”. Nel giro di tre mesi i visitatori di “Vicenza Popolare” sono cresciuti del 50%, un successo maturato grazie alle collaborazioni di giovani preparati e coraggiosi. L’augurio personale è quello di continuare ad offrire un blog all’altezza delle vostre attese e del vostro affetto. Grazie.Emanuele Bellato
SOGNANDO L'AUTOMOBILE
Sognando l’Automobile si annuncia come una mostra dalle grandi curiosità. Ancora una volta il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” riuscirà a stupire, cavando dal suo cilindro di prestigiatore un argomento diametralmente all’opposto della rassegna sui rally appena conclusa, ma altrettanto accattivante.Si ammireranno migliaia di modellini da collezione in scala 1:43, a rappresentare marche e tipologie diverse, motociclette e scooter in scala ridotta, camion e kart, ma anche auto a pedali di inizio ‘900, con le ultime per ragazzi con motore elettrico od a scoppio, cavalli animati, tricicli particolari, frutto di prestiti entusiasti dei maggiori collezionisti. Alcuni modelli in scala piuttosto grande (40/50 cm.), interamente costruiti a mano persino nella bulloneria, che riproducono
nei minimi dettagli la gloriosa ITALA della Pekino-Parigi del 1907, una CEIRANO di metà anni Venti e tre incredibili CISITALIA, auto che permise gli ultimi exploit del mitico Tazio Nuvolari nei primi anni del dopoguerra.Ad arricchire questa eccezionale rassegna, promossa dal collezionista bassanese Leonardo Bucceri, alcuni pezzi speciali. Nell’angolo dedicato agli scooter una rara Vespa “6 giorni” ed altra con sidecar, per le auto italiane una Nuova 500 ricoperta di peluche da quattro artisti lombardi: Macalli, Roderi, Pizzi e Solivari, una strana microvettura marca Fundamobil, la Alfa Romeo Giulietta dei primi anni Sessanta, messa a disposizione dalla Polizia di Stato, che fa buona guardia ad una vetrina di mezzi della Polizia ed alcune divise di varie epoche, l’ufficio anni Trenta di un Capo Stazione, ovviamente accostato a modelli di treni e ad un plastico ferroviario, una Lancia Rally 037 davanti ai micro modelli da rally, la scocca della Fiat-Abarth-Pininfarina 500 da record, madrina di uno spazio dedicato a questa specialità con modelli mai visti. Regina del primo salone sarà una grande vetrina
dedicata ai giocattoli in latta INGAP (Industria Nazionale Giocattoli Automatici Padova), fiorente industria del settore dal 1919 al 1972.Al piano sottostante una quarantina di auto a pedali, tricicli, kart e cavallini, una Bianchina cabriolet contrapposta ad una mastodontica Cadillac Eldorado cabrio del 1954, una Stanguellini 750 Sport del ‘53, una Benetton-Renault F.1, che permise a Schumacher la conquista del Titolo Mondiale 1995, la Opel Kadet GT/E vettura dell’esordio agonistico del Campione del Mondo Rally Miki Biasion, un motocarro Ercole Guzzi, una motocicletta Honda CB RR 600, una Range Rover modello 88, un triciclo da corsa del 1897 con differenziale!
Insomma, una esposizione mai proposta che dal 4 aprile al 4 ottobre coinvolgerà grandi e piccoli, appassionati e semplici curiosi. Sognando l’Automobile riassume nel titolo l’essenza stessa della mostra. Chiunque da piccolo abbia giocato con una “macchinina” oppure, più fortunato, pedalato con una automobilina per ragazzi, avrà certamente sognato imprese sportive come i più noti assi, oppure semplicemente l’auto di papà. Un modo per tornare indietro con la memoria, per ricordare che anche con piccoli oggetti quotidiani si può ripercorrere fa storia ed il costume di un’epoca. Come sempre il catalogo descrive il percorso questa volta del giocattolo, dai ritrovamenti nei siti archeologici ad oggi.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni : Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, via Torino 1, 36060 Romano d’Ezzelino (VI) – tel. 0424/513746; tel. e fax 0424/513690; e-mail:
info@museobonfanti.veneto.itIN MOSTRA I VINI DELLA D.O.C. BREGANZE
Bassano del Grappa, 28-29 marzo 2009L’eccellenza della produzione enologica breganzese in degustazione a Palazzo Bonaguro
“Anteprima” dei vini DOC Breganze a Bassano del Grappa. Le nuove annate dei pregiati vini DOC Breganze “bianchi” e “rossi” verranno presentate a Palazzo Bonaguro, lo storico edificio a due passi dal ponte “vecchio”, il prossimo fine settimana, nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 marzo.
L’appuntamento sarà l’occasione per appassionati ed intenditori di conoscere, degustare ed acquistare le rinomate etichette della denominazione breganzese. In particolare, la Cantina Beato Bartolomeo di Breganze lancerà il nuovo Vespaiolo DOC Spumante, dopo la recente modifica del disciplinare.
L’evento, promosso dal Comune di Bassano del Grappa, Coldiretti Vicenza, Consorzio Tutela Vini Doc Breganze e Strada del Torcolato con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Romano e Santa Caterina, coinvolge le aziende socie della DOC Breganze ed alcuni agriturismi locali.
I visitatori potranno assaggiare l’eccellenza della produzione enologica breganzese in abbinamento a prodotti tipici, con un contributo di cinque euro, e ricevendo in omaggio bicchiere e porta bicchiere per la degustazione. L’inaugurazione è fissata per sabato 28 marzo alle ore 16.00 a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa, alla presenza delle autorità. Le porte del palazzo bassanese saranno aperte al pubblico per le degustazioni: sabato dalle ore 16 alle ore 18 e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. I vini in degustazione potranno essere anche acquistati.
La manifestazione nasce nell’ottica di un lavoro di squadra tra la città di Bassano del Grappa come parte integrante della zona della DOC Breganze, rinomata per il settore industriale e turistico, e l’eccellenza enogastronomica della Pedemontana. La collaborazione tra le due realtà culminerà il 14 settembre prossimo con la Festa dell’Uva, in programma a Bassano del Grappa.
“Mi auguro che questa iniziativa, quest’anno alla sua prima edizione, - afferma il presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze, Girolamo Lievore - prenda piede perché come tutte le manifestazioni di promozione di vini e prodotti tipici può rivelarsi un’opportunità interessante, in particolare in un periodo di crisi e di concorrenza quando diventa ancora più importante spingere le tipicità locali. Nello specifico il nostro impegno è mirato alla valorizzazione del Vespaiolo, vitigno autoctono del territorio che ci regala ottimi vini, sia dolci da uve appassite che secchi; a questo proposito, è sempre più consolidata la collaborazione con il Gruppo Ristoratori Bassanesi per la valorizzazione del vino Vespaiolo in abbinamento al bianco turione nella rassegna enogastronomica Asparagi e Vespaiolo”.
L’appuntamento sarà l’occasione per appassionati ed intenditori di conoscere, degustare ed acquistare le rinomate etichette della denominazione breganzese. In particolare, la Cantina Beato Bartolomeo di Breganze lancerà il nuovo Vespaiolo DOC Spumante, dopo la recente modifica del disciplinare.
L’evento, promosso dal Comune di Bassano del Grappa, Coldiretti Vicenza, Consorzio Tutela Vini Doc Breganze e Strada del Torcolato con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Romano e Santa Caterina, coinvolge le aziende socie della DOC Breganze ed alcuni agriturismi locali.
I visitatori potranno assaggiare l’eccellenza della produzione enologica breganzese in abbinamento a prodotti tipici, con un contributo di cinque euro, e ricevendo in omaggio bicchiere e porta bicchiere per la degustazione. L’inaugurazione è fissata per sabato 28 marzo alle ore 16.00 a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa, alla presenza delle autorità. Le porte del palazzo bassanese saranno aperte al pubblico per le degustazioni: sabato dalle ore 16 alle ore 18 e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. I vini in degustazione potranno essere anche acquistati.
La manifestazione nasce nell’ottica di un lavoro di squadra tra la città di Bassano del Grappa come parte integrante della zona della DOC Breganze, rinomata per il settore industriale e turistico, e l’eccellenza enogastronomica della Pedemontana. La collaborazione tra le due realtà culminerà il 14 settembre prossimo con la Festa dell’Uva, in programma a Bassano del Grappa.
“Mi auguro che questa iniziativa, quest’anno alla sua prima edizione, - afferma il presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze, Girolamo Lievore - prenda piede perché come tutte le manifestazioni di promozione di vini e prodotti tipici può rivelarsi un’opportunità interessante, in particolare in un periodo di crisi e di concorrenza quando diventa ancora più importante spingere le tipicità locali. Nello specifico il nostro impegno è mirato alla valorizzazione del Vespaiolo, vitigno autoctono del territorio che ci regala ottimi vini, sia dolci da uve appassite che secchi; a questo proposito, è sempre più consolidata la collaborazione con il Gruppo Ristoratori Bassanesi per la valorizzazione del vino Vespaiolo in abbinamento al bianco turione nella rassegna enogastronomica Asparagi e Vespaiolo”.
(c.s.)
Protesta Udc contro Vicenza Popolare
L’UDC non è solo il partito di Casini e C. ma anche di molte persone che lavorano disinteressatamente perché credono in quello che fanno : la storia, la cultura, i valori stessi che provengono dalla D.C. non sono in vendita.
Ferruccio Righele
Atto di dolore
Hai ragione Ferruccio, chiedo scusa, nell’Udc ci sono tante persone oneste… Casini, Cesa e Cuffaro sono solo figure di secondo piano, rispettivamente: leader del partito, segretario nazionale e vice-segretario…
Il Coyote
Ferruccio Righele
Atto di dolore
Hai ragione Ferruccio, chiedo scusa, nell’Udc ci sono tante persone oneste… Casini, Cesa e Cuffaro sono solo figure di secondo piano, rispettivamente: leader del partito, segretario nazionale e vice-segretario…
Il Coyote
LO CHIAMAVANO (ADA)MANTINI
Mantini lascia il Pd e aderisce all’Udc. Con Franceschini, spiega il nostro (ada)Mantini, il partito ha sposato una deriva “sinistrorsa” e ha perfino ripreso a parlare di legalità. Alla sola parola “legalità” pare che alcuni deputati del Pd siano stati assaliti dall’impulso irrefrenabile di aderire al progetto di Casini Cesa e Cuffaro...Il Coyote
giovedì 26 marzo 2009
LIBERTE’, EGALITE’, FRATERNITE’
In Francia monta la protesta dei lavoratori sfruttati contro i padroni sfruttatori. Lo scandalo che vede moltiplicarsi gli stipendi dei manager mentre i salariati rischiano il collasso sta fomentando un clima di tensione. In Francia esiste una fortissima cultura della giustizia sociale che mal si adegua ai repentini cambiamenti strutturali, imposti dalle oligarchie economiche mondiali, che pretendono di annullare lo stato sociale e la dignità stesso del lavoro con la scusa di promuovere una non meglio precisata “crescita” che dovrebbe arricchire tutti. Una barzelletta. Intanto perché nonostante le fortissime dosi di iperliberismo che hanno caratterizzato la storia della recente economia dell’occidente il Pil è pressoché fermo, e poi perché quand’anche il sistema produttivo dovesse ripartire e determinare un aumento complessivo della ricchezza, questa finirebbe automaticamente per ingrassare chi già vive nell’agio, e non verrebbe ridistribuita in modo tale da livellare le scandalose disuguaglianze economiche. La politica deve riconquistare spazi di autonomia rispetto alle prevaricazioni delle lobby internazionali, cristallizzate all’interno di polverosi organismi di indirizzo economico sovra-nazionali specializzate nel seminare povertà in ogni angolo del globo. Anche in Italia si avvertono i primi segnali di insofferenza. Bisogna invertire la rotta immediatamente, prima che le contraddizioni sociali esplodano in forme imprevedibili. Francesco Toscano
Incontro con Roberto Dalla Vecchia
Intervista esclusiva di Tobia Zerbato con Roberto Dalla Vecchia e presentazione del nuovo cd “Unknown Legends”A due anni di distanza da “Grateful”, apprezzatissimo terzo lavoro del chitarrista flatpicking vicentino, Roberto Dalla Vecchia mette la firma ad un altro piccolo gioiello di emozioni sottoforma di musica tradizionale nordamericana ed europea. “Unknown Legends”, questo il titolo dell’album, è la recentissima nuova tappa di un percorso musicale in continua ascesa per qualità. Come sottolinea Roberto nel comunicato stampa di presentazione, la chitarra acustica rimane la principale protagonista di questo quarto lavoro in studio, ma le composizioni abbracciano un più vasto numero di strumenti quali il dobro e il whistle, creando un legame nuovo, per una serie di melodie spensierate ma anche malinconiche.
Il cd si presenta in una elegante confezione digipak su carta riciclata e conta 11 tracce, di cui una è un riarrangiamento di un pezzo tradizionale americano, “Angeline The Baker”. Da “Surprised”, celebrazione dal ritmo sostenuto dello stupore e della felicità, a “Gift of a lifetime”, dove chitarra e violoncello “duettano” adagio, il disco suona una molteplicità di melodie che toccano le più svariate emozioni dell’animo umano. Dice Dalla Vecchia: “"Con questo nuovo lavoro ho voluto esprimere tutta la mia ammirazione per le tante persone che lavorano quotidianamente, lontano dai riflettori, per costruire un mondo dal volto umano. Mi è sembrato che il titolo "Unknown Legends" (Leggende Sconosciute) potesse bene esprimere questo mio desiderio". Abbiamo incontrato Roberto per approfondire alcuni aspetti del suo ultimo lavoro e porgli qualche domanda.
Un orizzonte che si amplia ulteriormente, le tue composizioni si arricchiscono di nuovi strumenti, cosa ci riporti di questa esperienza?
“Ho cercato di portare i miei brani verso una sintesi di due culture e tradizioni musicali diverse, e cioè ho cercato idealmente di coniugare e avvicinare la musica tradizionale americana e quella nostra europea affiancando in molti brani il dobro al whistle, due strumenti che per la loro sonorità molto particolare rimandano immediatamente alle sonorità americane ed europee appunto. Al dobro ho invitato a suonare Enrich Novak da Bratislava, un musicista superlativo, punto di riferimento per chi suona questo strumento in Europa. Ai whistles invece c’è Paolo Bressan, un altro musicista di spicco qui in Italia, conosciuto per la sua attività con Patrizia Laquidara e gli Hotel Rif e con Fabrizio De Andrè in una delle sue ultime tournee. Vorrei anche ricordare al contrabbasso la partecipazione di Stefano Versolato, con lui c’è ormai una collaborazione costante e collaudata visto che ha suonato anche negli altri miei CD. Infine anche in questo lavoro propongo un paio di brani per chitarra e violoncello, Giovanni Costantini, una abbinata a cui sono affezionato. In questo nuovo lavoro poi ho avuto il piacere di scrivere alcuni brani a quattro mani, due con Federico Zandonà e un altro con Bonnie Daniels, un’esperienza questa nuova per me che ho trovato molto soddisfacente e arricchente sia sul piano prettamente musicale e anche sul piano umano”.
Se dovessi dare dei volti alle persone cui rendi omaggio nel disco, che lavorano “dietro le quinte”, a chi corrisponderebbero?
“I miei lavori in studio sono quasi completamente strumentali, e tuttavia con questo CD ho voluto comunque trasmettere all’ascoltatore almeno un piccolo messaggio che mi sta particolarmente a cuore. Ho voluto porre l’attenzione dell’ascoltatore su quelle che io appunto chiamo UNKNOWN LEGENDS, leggende sconosciute. Penso soprattutto a tante persone che fanno del volontariato con profonda dedizione, chi solo qualche ora alla settimana, chi quotidianamente; penso ai missionari, ai dottori clown, ai volontari dell’autoambulanza. Quello del volontariato, soprattutto qui in Italia, è un mondo immenso di cui spesso non siamo a conoscenza”.
I tuoi pezzi sono quasi sempre strumentali e come un compositore di colonne sonore cinematografiche devi quindi cercare di comunicare il massimo senza l’uso delle parole. Ti è più facile “musicare” sentimenti di felicità o tristezza?
“Sinceramente di solito nel comporre rincorro, per così dire, una melodia senza molto preoccuparmi a quale stato emotivo sia collegata. E’ vero che spesso i miei brani prediligono atmosfere intime, rilassate, solari, penso siano un riflesso di questo lato della mia personalità”.
Per “Unknown Legends” hai riposto nella custodia la tua fedele chitarra Taylor in favore di una ManneDesign, voglia semplicemente di cambiare oppure la Manne annovera peculiarità che ti hanno convinto nel “cambio”?
“Sono legato da una amicizia di lunga data con Andrea Ballarin, in arte Manne. E’ un liutaio che stimo molto e con idee costruttive spesso geniali, quando mi ha proposto la chitarra acustica che attualmente uso ero particolarmente incuriosito, e la sorpresa è stata grande nel sentire uno strumento con un timbro che va esattamente nella direzione della mia chitarra ideale, vale a dire bassi profondi e ben definiti, ottimo sustain e proiezione, grande suonabilità in generale”.
Quest’anno il vicenzAcustica (la quinta edizione), cambia “residenza” e si sposta al nuovo Teatro Comunale di Vicenza. E’ lecito aspettarsi un richiamo di pubblico maggiore?
“E’ la speranza di noi tutti! Per ora posso dire che le aspettative che si sentono nell’aria sono tante, abbiamo studiato una nuova stupenda scenografia adatta all’importanza del teatro che ci ospita e non ultimo abbiamo introdotto la novità del biglietto cortesia, e cioè tutti i bambini fino ai 10 anni di età entrano con un biglietto simbolico di solo 1 euro; questo per dare alle famiglie con figli la possibilità di partecipare con tutta la famiglia appunto e per dare la possibilità ai bimbi di ascoltare della musica di qualità che magari non hanno mai avuto modo di sentire prima”.
Puoi anticiparci qualcosa della serata?
“Come di consueto ho invitato due artisti che stimo molto e che sanno comunicare con il pubblico non solo con i “muscoli” (la tecnica c’è e tanta anche ma mai fine a sé stessa) ma anche con il cuore regalando emozioni profonde. Quest’anno ho invitato dal Belgio Jacques Stotzem che si esibirà per la prima volta in assoluto a Vicenza; è un chitarrista che spazia nei vari generi, dal rock al pop, dal blues allo swing, con una sensibilità e una forte personalità. Ci siamo conosciuti alcuni anni fa e nelle sue esibizioni mi ha sempre colpito per la sua forte cominicatività. L’altro ospite dell’evento sarà Massimo Varini, certamente tra i più importanti e i più conosciuti chitarristi nel panorama italiano grazie alle sue innumerevoli collaborazioni con i nomi della canzone italiana, da Vasco Rossi alla Pausini, da Nek a Celentano, da Morandi a Ramazzotti. E’ un artista dalle mille risorse che si destreggia con grande maestria nei diversi panni di chitarrista, produttore autore di successi. A Vicenza presenterà il suo nuovo CD come solista nelle vesti di chitarrista acustico. Le anticipazioni che ho ascoltato mi hanno lasciato a bocca aperta!”
Album come i tuoi possono davvero allietare una giornata e forse, in alcuni casi, come tutta la buona musica, cambiare in meglio persone e situazioni. Credi che la musica abbia realmente la forza di mutare l’animo di chi l’ascolta?
“Ne sono profondamente convinto, ma questo può solo accadere quando l’ascolto è attento, profondo, riposato. Intendo dire che la musica può essere vissuta ed ascoltata a vari livelli, a qualcuno può bastare un ascolto superficiale e veloce per esempio, ma chi ha il desiderio di fermarsi un attimo allora scopre nella musica un universo di emozioni e sensazioni comuni a tutte le arti in genere. Penso l’arte possa e debba giocare un ruolo fondamentale nella nostra società”.
Gli attuali giorni sono pervasi da un pessimismo totale causato dai molteplici problemi che stanno affliggendo l’Italia e il mondo. Consideri la situazione odierna come la malattia di un corpo al quale è mancata la dovuta prevenzione?
“Non ho sufficienti elementi per esprimere un qualche giudizio sulle cause della crisi economica in Italia, penso comunque che in generale abbiamo scritto nell’animo un bisogno fondamentale alla relazione con gli altri basata su principi e valori morali che troppo spesso sono disattesi e assenti nella realtà in cui viviamo. Possiamo essere più o meno coscienti di questo malessere, rimane il fatto che spesso ciò che ci circonda non ci aiuta affatto a scoprire e a capire questa nostra vera natura”.
Tobia Zerbato
Roberto Dalla Vecchia: acoustic guitar, vocals
Henrich Novak: dobro
Paolo Bressan: whistles, bombo
Stefano Versolato: upright bass
Giovanni Costantini: cello
mercoledì 25 marzo 2009
FANTE CAVALLO E RE
Berlusconi: “i disoccupati si trovino qualcosa da fare”. Gli stallieri per esempio...
Il Coyote
Il Coyote
BASTA CASSANATE
In questi giorni l’Italia pallonara si è scagliata compatta contro mister Lippi colpevole di non aver convocato in nazionale il talento di Bari vecchia, quell’Antonio Cassano con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che fa sognare l’altra Genova, ovvero quella blucerchiata. A dire il vero le polemiche mi sembrano un po’ esagerate, in fondo stiamo parlando di un allenatore che non sarà mr. Simpatia, ma nemmeno mr. “zero tituli” citando “Mou”. Certo non si vive di solo passato, ma appena tre anni fa seduto sulla panchina azzurra a fare la formazione e a conquistare la quarta stella mondiale per l’Italia non c’ero io, né voi, né tutti gli opinionisti che ora si stracciano le vesti imprecando e lanciando invettive; c’era lui il vecchio lupo di mare viareggino con il suo inseparabile sigaro toscano. E’ noto il carattere scontroso e un po’ permaloso di Marcello Lippi, ma altrettano conosciute sono le intemperanze di Antonio Cassano tanto da guadagnarsi per le sue gesta poco onorevoli il conio di una nuova parola: “cassanate”. Fabio Capello, attuale mister dell’Inghilterra, lo conosce bene, per averlo allenato a Roma e a Madrid, ma lo ha bollato come un caso irrecuperabile. Compagni di squadra e amici dicono sia migliorato, ora sembra sia passato alle “cassanatine”, ma la Nazionale non è un centro di recupero per disadattati. Genio e sregolatezza possono convivere: Omar Sivori, Gianfranco Zigoni, Gigi Meroni, George Best, Diego Armando Maradona sono solo alcuni esempi del passato, ma per restare ai giorni nostri cito il bellissimo esempio di Rino Gattuso, un gladiatore del centrocampo, un personaggio dal carattere ruvido ed impavido, ma dal grande cuore. Il “ringhio” nazionale ha detto: “c’è la crisi, e io mi taglio lo stipendio”. …Altro che cassanate.Italo Di Giacomo
A BASSANO L’AUTORE DI BALLARÒ
Si tratta di un’opera in cui il rigore storico si unisce alla ricostruzione dettagliata dell’aneddoto, la profondità del saggio ad un’incalzante prosa narrativa. Una storia che si dipana tra intrighi e gesta eroiche, complotti e tradimenti, amori e segreti. Tomassini costruisce la sua trama attorno ad un papa in fuga, un ministro ucciso e una rivoluzione. Tra il 1846, anno dell’elezione di Pio IX, e l’estate del 1849, quando le truppe francesi vinsero la resistenza dei volontari repubblicani, Roma tornò a essere il gran teatro del mondo. Un palcoscenico su cui recitavano, oltre al papa, il ministro dell’Interno Pellegrino Rossi, eroi risorgimentali come Mazzini e Garibaldi, ed una nutrita schiera di comprimari tra cui Farini, Rosmini e Bixio.
La città caput mundi, perno dello Stato Pontificio e della sorte del resto d’Italia, attirava su di sé le mire e le ambizioni di tutta Europa. Nei pochi mesi di vita della Repubblica, Roma conobbe un periodo di disciplinato fermento tra i rocamboleschi anni precedenti e la confusione che contribuì alla sua caduta. Rimasta senza papa, una realtà quasi impensabile, gettò per la prima volta le basi di istituzioni laiche, emancipate dal potere temporale della Chiesa.
In un serrato dialogo con il lettore, l’autore interroga ogni possibile documento per ricostruire l’ascesa e il declino del sogno repubblicano, scavando negli stati d’animo dei protagonisti, nei loro dilemmi, nelle loro scelte e nella quotidianità di un popolo reattivo alle tensioni del proprio tempo. Un racconto di vicende turbolente, prima suscitate e poi subite da Pio IX con i suoi mutamenti d’umore, da Pellegrino Rossi con il suo severo pragmatismo, da Garibaldi con la sua passione e ingenuità politica, da Mazzini con l’utopia divenuta reale per pochi mesi.
Stefano Tomassini, è nato a Roma nel 1950; è autore dei saggi “Istria dei miracoli” e “Amor di Corsica”. Da inviato ha girato l’Europa e il Medio Oriente ed è stato caporedattore esteri prima del Giornale Radio Rai e poi del Tg1. Come giornalista televisivo è anche autore del fortunato talk show politico-televisivo Ballarò. Ingresso libero.
Italians di Beppe Severgnini / De Magistris: scippato di un’inchiesta scomoda
Il noto giornalista Beppe Severgnini ha pubblicato nel suo forum “Italians” (ospitato sul sito del Corriere della Sera) una lettera del nostro collaboratore Francesco ToscanoCaro Severgnini, le inchieste di De Magistris riguardavano l'uso dei fondi comunitari. Un mare di soldi arrivati in Calabria senza aver prodotto risultati apprezzabili. Dalle inchieste emergeva una realtà che era già chiarissma a chiunque non abbia le fette di prosciutto sugli occhi o non fosse parte e complice di quel sistema. E cioè che un grumo trasversale, dove si mischiano pezzi di istituzioni e criminalità organizzata, controlla i flussi di denaro per interessi personali e per consolidare il proprio potere. De Magistris la chiama nuova P2, mentre Genchi dice che sono gli stessi personaggi che incontrò durante le indagini sulle stragi. Io non so naturalmente se queste ipotesi siano fondate, so però che il silenzio che avvolge il merito di queste accuse è molto inquietante. Bei temi quando la sinistra si indignava contro chiunque non rispettasse il principio di autonomia della magistratura. Oggi è possibile levare inchieste scomode e annullare un'intera procura, quella di Salerno, senza che nessuno dica niente.
Cordialmente, Francesco Toscano
Convegno a Thiene: "Il futuro della città"
Thiene: le eccellenze produttive , i servizi e la programmazione del territorio
Riflessioni “urbanistiche” nel terzo incontro del ciclo di conferenze sul futuro della città
Thiene. Avrà luogo martedì 31 marzo 2009 alle ore 20.30 nella sala Convegni della Biblioteca Civica di Palazzo Cornaggia il terzo incontro che l’Amministrazione Comunale ha organizzato per il ciclo di conferenze sul futuro della Città.
Dopo aver affrontato nelle precedenti serate gli aspetti viabilistici e quelli relativi alla vocazione commerciale della città, questa volta sul tappeto saranno messi gli obiettivi strategici che l’Amministrazione Comunale intende inserire nel PAT circa il consolidamento e la qualificazione delle aree produttive.
La previsione è quella di non spingere per un’ espansione ulteriore nelle attuali aree industriali (nel PRG vigente la previsione territoriale destinata al produttivo per il Comune di Thiene è di 1.495.078 metri quadrati, di cui ancora non impiegati 200.000 c.a).
Non si intende procedere a cambi di destinazione che andrebbero a snaturare la vocazione delle zone produttive, bensì promuovere la qualificazione dell’esistente per ottenere una rete di eccellenze sul territorio.
Ciò è reso necessario dall’evoluzione industriale, integrata ora sempre più strettamente a funzioni postindustriali ed al crescente fabbisogno di servizi, sia per le aziende che per le persone che ci lavorano, oltre che da criteri di sostenibilità ambientale. L’obiettivo dell’Amministrazione nelle previsioni del PAT è quello di definire la fisionomia di queste aree, facendole assomigliare sempre di più a quartieri urbani, piuttosto che ad anonime “capannonopoli”, in linea con il nuovo concetto di zona industriale che si sta affermando nelle città più lungimiranti da questo punto di vista.
Nel convegno verrano affrontati i problemi dell’offerta immobiliare relativa agli edifici industriali. Negli ultimi anni l’analisi economica, infatti, ha sviato una corretta impostazione del problema: rilevando, infatti, una costante diminuzione della media degli addetti per unità locale, ne ha dedotto che andassero costruiti più capannoni e più piccoli, quando invece la riduzione delle imprese riguardava gli addetti delle piccole che si riducevano a microimprese o imprese personali, mentre cresceva la domanda delle medie per aumentare le dotazioni di spazio. Quindi, andavano progettati meno capannoni, più grandi e di migliore qualità.
Attualmente la pressione della crescita si è totalmente fermata e questo permette di programmare il futuro con grande attenzione ai seguenti elementi:
- soluzioni viabilistiche prospettate per soddisfare i problemi di accessibilità e di collegamento con le grandi infrastrutture;
- organizzazione dei servizi deve ottimizzare le economie di scala e ridurre il consumo di territorio con la progettazione di parcheggi comuni a più aziende o sfruttando le coperture o il sottosuolo;
- ricorso alla progettazione, ove possibile, di aree sovracomunali adottando strumenti di perequazione e compensazione per le diverse entità municipali;
- risparmio di territorio, rispetto ambientale e utilizzazione di tecnologie per la produzione rinnovabile di energia, oltre che alberature delle strade interessate e costruzione di piste ciclabili;
- previsione dei servizi rari di economia della conoscenza (centri tecnologici, formativi, reti di fibra ottica, centrali di produzione termo elettrica sostenibile…)
- programmazione di servizi alle persone sia per i trasporti che per la ristorazione, il fitness, gli asili, le banche e le poste.
Alla conferenza interverranno Giuseppe Zuccolo, Assessore del Comune di Thiene alle Attività Produttive, Commerciali e Turistiche, Gigi Copiello, Segretario Generale CISL, Gino Guarda, Consulente per l’internazionalizzazione, Renato Munaretto, Presidente Associazione Industriali Raggr. Thiene, Giacomo Pilastro, Presidente CNA Mandamentale di Thiene, Adriano SELLA presidente Forum delle Attività Thiene, Maria Teresa FARESIN Vice Presidente del Mandamento di Thiene dell'Associazione Artigiani. Coordina la serata Luca Romano.
(c.s.)
Riflessioni “urbanistiche” nel terzo incontro del ciclo di conferenze sul futuro della città
Thiene. Avrà luogo martedì 31 marzo 2009 alle ore 20.30 nella sala Convegni della Biblioteca Civica di Palazzo Cornaggia il terzo incontro che l’Amministrazione Comunale ha organizzato per il ciclo di conferenze sul futuro della Città.
Dopo aver affrontato nelle precedenti serate gli aspetti viabilistici e quelli relativi alla vocazione commerciale della città, questa volta sul tappeto saranno messi gli obiettivi strategici che l’Amministrazione Comunale intende inserire nel PAT circa il consolidamento e la qualificazione delle aree produttive.
La previsione è quella di non spingere per un’ espansione ulteriore nelle attuali aree industriali (nel PRG vigente la previsione territoriale destinata al produttivo per il Comune di Thiene è di 1.495.078 metri quadrati, di cui ancora non impiegati 200.000 c.a).
Non si intende procedere a cambi di destinazione che andrebbero a snaturare la vocazione delle zone produttive, bensì promuovere la qualificazione dell’esistente per ottenere una rete di eccellenze sul territorio.
Ciò è reso necessario dall’evoluzione industriale, integrata ora sempre più strettamente a funzioni postindustriali ed al crescente fabbisogno di servizi, sia per le aziende che per le persone che ci lavorano, oltre che da criteri di sostenibilità ambientale. L’obiettivo dell’Amministrazione nelle previsioni del PAT è quello di definire la fisionomia di queste aree, facendole assomigliare sempre di più a quartieri urbani, piuttosto che ad anonime “capannonopoli”, in linea con il nuovo concetto di zona industriale che si sta affermando nelle città più lungimiranti da questo punto di vista.
Nel convegno verrano affrontati i problemi dell’offerta immobiliare relativa agli edifici industriali. Negli ultimi anni l’analisi economica, infatti, ha sviato una corretta impostazione del problema: rilevando, infatti, una costante diminuzione della media degli addetti per unità locale, ne ha dedotto che andassero costruiti più capannoni e più piccoli, quando invece la riduzione delle imprese riguardava gli addetti delle piccole che si riducevano a microimprese o imprese personali, mentre cresceva la domanda delle medie per aumentare le dotazioni di spazio. Quindi, andavano progettati meno capannoni, più grandi e di migliore qualità.
Attualmente la pressione della crescita si è totalmente fermata e questo permette di programmare il futuro con grande attenzione ai seguenti elementi:
- soluzioni viabilistiche prospettate per soddisfare i problemi di accessibilità e di collegamento con le grandi infrastrutture;
- organizzazione dei servizi deve ottimizzare le economie di scala e ridurre il consumo di territorio con la progettazione di parcheggi comuni a più aziende o sfruttando le coperture o il sottosuolo;
- ricorso alla progettazione, ove possibile, di aree sovracomunali adottando strumenti di perequazione e compensazione per le diverse entità municipali;
- risparmio di territorio, rispetto ambientale e utilizzazione di tecnologie per la produzione rinnovabile di energia, oltre che alberature delle strade interessate e costruzione di piste ciclabili;
- previsione dei servizi rari di economia della conoscenza (centri tecnologici, formativi, reti di fibra ottica, centrali di produzione termo elettrica sostenibile…)
- programmazione di servizi alle persone sia per i trasporti che per la ristorazione, il fitness, gli asili, le banche e le poste.
Alla conferenza interverranno Giuseppe Zuccolo, Assessore del Comune di Thiene alle Attività Produttive, Commerciali e Turistiche, Gigi Copiello, Segretario Generale CISL, Gino Guarda, Consulente per l’internazionalizzazione, Renato Munaretto, Presidente Associazione Industriali Raggr. Thiene, Giacomo Pilastro, Presidente CNA Mandamentale di Thiene, Adriano SELLA presidente Forum delle Attività Thiene, Maria Teresa FARESIN Vice Presidente del Mandamento di Thiene dell'Associazione Artigiani. Coordina la serata Luca Romano.
(c.s.)
MANGINO BRIOCHES...
“Mangino Brioches”, rispose la Regina di Francia a chi le faceva notare, oltre due secoli fa, che al popolo mancava il pane. “Ottimismo” chiede oggi il nostro capelluto premier di fronte ad una crisi spaventosa che rischia di gettare in mezzo ad una strada migliaia di famiglie di lavoratori. Ottimismo, certo. Dubito che Berlusconi possa essere assalito dallo sconforto o comprendere lo stato d’animo di chi fatica a soddisfare bisogni primari, e mi piacerebbe vederlo ottimista, sorridente e luminoso in fila davanti alla Caritas per riuscire a mangiare un piatto caldo. Ieri guardando Ballarò ho provato un moto di rabbia nel vedere i soliti ospiti di “Floro Floris”, analizzare le possibili soluzioni alla crisi e scandalizzarsi, da perfetti farisei, circa le difficili condizioni in cui versano oggi salariati pensionati e giovani, mentre “la casta” si ingozza. Non fatevi ingannare, sono loro i responsabili dello stato di cose nel quale ci troviamo! D’Alema, Casini, Cicchitto e compagnia non vengono dalla luna, sono quelli che hanno sgovernato a turno e per quindici anni di fila il nostro infelice Paese , con risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti. Il popolo è alla fame a causa della loro ingordigia. Il pio Casini e non solo, ad esempio, era quello che da milionario, sposato con una ultramiliardaria, comprava palazzi a prezzo di favore come documentò un brillante servizio dell’ “Espresso”. I beni non sono infiniti. La ricchezza non si espande per inerzia, e fino quando saremo dominati e schiacciati da una classe dirigente incolta e famelica non ci conquisteremo il diritto alla dignità.Francesco Toscano
IO NON C’ENTRO
martedì 24 marzo 2009
AMICI...
STELLA CADENTE
Gian Antonio Stella è un ottimo professionista. Un bravo giornalista capace di smascherare le magagne della malapolitica e dotato di una penna graffiante. Il successo editoriale de “La Casta”, scritto insieme all’ottimo collega del Corriere Sergio Rizzo, parla chiaro. Stella brilla nel firmamento del giornalismo italiano. Da un po’ di tempo però ho come l’impressione che a Stella l’antipatia verso la Casta sia un po’ diminuita. Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che da quando Berlusconi è tornato prepotentemente al governo, “la casta” sia improvvisamente scomparsa. Se non scomparsa, di sicuro si è camuffata bene. E pensare che ci sarebbe proprio bisogno dei pezzi di Stella su vicende come la condanna dell’avvocato Mills, che i giudici ritengono sia stato corrotto da Berlusconi, e non farebbe male neppure una bella inchiesta di Gian Antonio nel merito delle inchieste “Why Not” o “Poseidone”. Invece niente, nisba. Stella ha deciso di concentrare il suo genio su ben altre vicende... probabilmente, tra poco, passerà ad interrogarsi sul perché il grande puffo indossasse il cappello rosso, e infine forse si chiederà dubbioso che fine ha fatto l’uomo ragno. Francesco Toscano
IL RUTELLI DELLA LIBERTA'
Il nostro cicciobello del potere è sempre più inquieto. Dopo aver dato il via, con il supporto dei piduellini, alla caccia alle streghe contro Gioacchino Genchi colpevole unicamente di aver lavorato alle dipendenze del pm Luigi De Magistris già fustigatore dei masso-politici-mafiosi, eccolo nuovamente “inciuciare” con la destra, di queste ore il suo personale appoggio al fantomatico “Piano casa” di Berlusconi, dichiarazioni condivise immediatamente, guarda caso, da Riccardo Villari (e relativa poltrona incollata al deretano). Poco importa se gli ordini di scuderia del Pd sono diversi. Lui, non ci sta più a mangiare “pane e cicoria”, ora è arrivato il tempo di sedersi alla ricca tavola di Arcore, magari per assaggiare la famosa crostata di casa Letta. Forse per Rutelli il Cavaliere non ucciderà il vitello grasso, ma si sa, che a tavola, si decidono molti destini della politica italiana…Emanuele Bellato
GINO E MICHELE
Aria nuova nell’Udc calabra. Alle europee il partito di Casini continua a promuovere il merito candidando nientepopodimenoché Gino Trematerra, acuto politologo contemporaneo, ed ex senatore trombato. L’Udc promuove il merito combattendo al contempo il nepotismo. Il figlio di Gino Trematerra, Michele, risulta per altissimi meriti acquisiti sul campo capogruppo del gruppo consiliare dell’Udc calabrese. Poi dicono che l’Udc non è coerente con la dottrina della chiesa. Padre, figlio e spirito santo...Il Coyote
Innovazioni per il vigneto
Fiera di Lonigo 27/30 marzo 2009
Il Consorzio Vini Vicentini promuove un convegno sulle innovazioni per il vigneto
Appuntamento venerdì 27 marzo alle ore 18.00 presso Corte Dalla Grana
Anche quest’anno si rinnova a Lonigo il tradizionale appuntamento della Fiera Campionaria, giunta ormai alla 523° edizione. Il Consorzio Vini Vicentini, nell’ambito della manifestazione in programma dal 27 al 30 marzo, organizza un convegno, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Lonigo e l’emporio agrario Dalla Grana, sui più moderni sistemi di coltivazione della vite. L’incontro è fissato è per Venerdì 27 marzo alle ore 18.00, presso Corte dalla Grana in Via Roma a Lonigo. Vista l’importanza della fiera leonicena il Consorzio Vini Vicentini, già presente come consuetudine con l’esposizione dei vini più rappresentativi delle sei denominazioni vicentine, ha pensato di fornire ai viticoltori e ai tecnici del settore anche un’occasione per approfondire alcune tematiche relative alla gestione del vigneto. Il Co.Vi.Vi. coordinerà dunque un convegno sulle “Innovazioni per il benessere della vite”, con l’intervento del dott. Ulisse Magosso e del professor Giovanni Mattii del Dipartimento di Viticoltura dell’Università di Firenze, che si occuperà dei “Principi di nutrizione fogliare”, esponendo i risultati di uno studio. L’incontro è realizzato in collaborazione con Syngenta e Timac. A moderare gli interventi sarà il giornalista enogastronomico e coordinatore del Co.Vi.Vi., Fabio Piccoli che illustrerà anche i risultati di una ricerca curata dalla Syngenta-Rochelli sui “Consumi di Vino nella GDO”. Al termine dell’incontro i partecipanti potranno degustare i vini Doc della provincia di Vicenza in abbinamento con alcuni piatti tipici.
(c.s.)
Il Consorzio Vini Vicentini promuove un convegno sulle innovazioni per il vigneto
Appuntamento venerdì 27 marzo alle ore 18.00 presso Corte Dalla Grana
Anche quest’anno si rinnova a Lonigo il tradizionale appuntamento della Fiera Campionaria, giunta ormai alla 523° edizione. Il Consorzio Vini Vicentini, nell’ambito della manifestazione in programma dal 27 al 30 marzo, organizza un convegno, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Lonigo e l’emporio agrario Dalla Grana, sui più moderni sistemi di coltivazione della vite. L’incontro è fissato è per Venerdì 27 marzo alle ore 18.00, presso Corte dalla Grana in Via Roma a Lonigo. Vista l’importanza della fiera leonicena il Consorzio Vini Vicentini, già presente come consuetudine con l’esposizione dei vini più rappresentativi delle sei denominazioni vicentine, ha pensato di fornire ai viticoltori e ai tecnici del settore anche un’occasione per approfondire alcune tematiche relative alla gestione del vigneto. Il Co.Vi.Vi. coordinerà dunque un convegno sulle “Innovazioni per il benessere della vite”, con l’intervento del dott. Ulisse Magosso e del professor Giovanni Mattii del Dipartimento di Viticoltura dell’Università di Firenze, che si occuperà dei “Principi di nutrizione fogliare”, esponendo i risultati di uno studio. L’incontro è realizzato in collaborazione con Syngenta e Timac. A moderare gli interventi sarà il giornalista enogastronomico e coordinatore del Co.Vi.Vi., Fabio Piccoli che illustrerà anche i risultati di una ricerca curata dalla Syngenta-Rochelli sui “Consumi di Vino nella GDO”. Al termine dell’incontro i partecipanti potranno degustare i vini Doc della provincia di Vicenza in abbinamento con alcuni piatti tipici.
(c.s.)
LONIGO: PASTA FRESCA IN FIERA
Prima il pane col suo profumo, poi il cioccolato con il suo gusto, e adesso è il turno della pasta fresca. Uova, farina... et voilà, la pasta fresca è servita. Sembra una cosa semplice, in cui chiunque può cimentarsi, e certo una volta le brave massaie dedicavano il giorno di festa a confezionare la pasta “fatta in casa”. Erano i bigoli, i gargati, le tajadele da mettere in brodo. Una tradizione, questa, che non è andata perduta e che è stata invece raccolta, conservata e sviluppata dai laboratori artigiani operanti al giorno d’oggi.In occasione della 523ª Fiera di Lonigo e 24ª Campionaria, in programma i prossimi sabato 28 e domenica 29 marzo al Parco Ippodromo Comunale, i pastai artigiani vicentini dell’Associazione Artigiani Confartigianato produrranno “dal vivo”, per gli appassionati dei sapori tradizionali, pasta fresca, in particolare appunto bigoli e gargati.
La “Vera Pasta Fresca” è a tutti gli effetti da alcuni mesi un marchio che li riunisce e li distingue nella produzione e promozione di un prodotto professionale di alta qualità, venduto sfuso e naturalmente artigianale. In occasione dell’importante manifestazione leonicena, sarà attrezzato in zona Fiera, in apposito padiglione, un vero e proprio laboratorio di produzione completo di tutti i macchinari per la preparazione, l’impasto e la cottura della pasta fresca.
Una succulenta opportunità per il pubblico, quindi, che oltre ad assistere alla produzione dal vivo avrà la possibilità di acquistare e portare a casa il prodotto, come di degustarlo direttamente sul luogo.
Saranno protagoniste dell’appuntamento le botteghe artigiane Pasta Fresca di Antonella Brodesco di Vicenza, I Giovani Leoni di Lonigo e Tortellini San Marco di Arzignano, tutti impegnati a promuovere e a valorizzare la genuinità della produzione locale. Per la cottura e preparazione degli assaggi esse potranno contare sulla collaborazione della Scuola di Ristorazione Dieffe di Lonigo. Va inoltre sottolineato come l’evento promozionale si coniughi con la solidarietà, in quanto il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Anffas di Lonigo. Non resta che inserire in agenda la data, per una capatina allo stand Pasta Fresca dove concedersi un piacevole e ghiotto assaggio di bigoli e gargati.
(c.s.)
IL MONDO ALLA ROVESCIA
Strano tipo il vicequestore Genchi. Dice di aver individuato il luogo da dove fu azionato il telecomando che uccise Borsellino e giustamente lo hanno sospeso. Genchi...Genchi...dove vivi? Se invece di giocare a fare lo scienziato ti “scordavi” di perquisire il covo di Riina o, che so, preparavi una bella mattanza stile scuola Diaz, ti avrebbero sicuramente promosso. Genchi sveglia, siamo in Italia...Il Coyote
lunedì 23 marzo 2009
CUORI NERI
Il PdL non è ancora ufficialmente nato, ma già emergono le prime divergenze. A creare imbarazzi, soprattutto tra i “camerati” ex-aennini, è la data del 25 Aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo. Festeggiarla o no? Il ministro della difesa La Russa suggerisce a Berlusconi di non partecipare a nessuna commemorazione. Tornano alla mente le parole di Fini in riferimento alla svolta del predellino primo germe del futuro PdL: “Siamo alle comiche finali”. Come ha scritto Italo Di Giacomo, An ha svoltato al centro per opportunismo, ma è indubbio che sotto le nuove spoglie continuano a battere i vecchi cuori neri…Paolo Sante
L'ORA DELLE DECISIONI IRREVOCABILI
La fiamma, o meglio la fiammella del dopo Fiuggi prima edizione, posta su una base che stava a rappresentare la tomba del duce e l’iscrizione MSI acronimo di “Mussolini sei immortale” (più che “Movimento sociale italiano”), con la quale si ribadiva fedeltà al “mito” ed una sorta di continuità ideale con il fascismo repubblichino, si è definitivamente spenta lo scorso fine settimana. Ne danno il triste annuncio il pompiere Gianfranco Fini da Bologna, il mefistofelico Ignazio La Russa e il sagace Maurizio Gasparri. La destra per opportunismo svolta al centro o almeno così vorrebbero i capi, un po’ meno il loro popolo legato sentimentalmente alla “camisa negra”, alle scampagnate fuori porta a Predappio, alle mostre futuriste o a seguire con la mente ed il cuore i voli poetici dell’immaginifico Gabriele D’Annunzio. Anche i post-fascisti moriranno come banali “democristiani dagli occhiali e dal collo storto” come “amabilmente” li definiva Almirante? Loro giurano di no! Ma i nostalgici già mormorano: “Si stava meglio, quando si stava peggio!”.Italo Di Giacomo
LIBRERIA POPOLARE N.39
Solo la sinistra va in paradisoBianchi Giovanni
€ 14,00
2009, 192 p., rilegato
San Paolo Edizioni (collana Attualità e storia)
Questo libro presenta e analizza, con ampiezza di vedute, acutezza di pensiero, ricchezza di riferimenti autobiografici inediti, la storia e i valori dell’impegno politico dei cattolici in Italia, dall’Unità alle ultime elezioni politiche dell’aprile 2008, soffermandosi in particolare sull’Italia della Prima e della Seconda Repubblica, e suggerendo alcune riflessioni volte a una rifondazione (o quanto meno a un consolidamento) di tale impegno politico nella Società moderna e futura. La conclusione di questo approfondito lavoro di ricostruzione storica, di analisi e di riflessione non è tanto che “solo la sinistra va in paradiso”, ma piuttosto che per il cristiano impegnato nel politico e nel sociale vi sono dei valori (la centralità dell’etica e della dimensione spirituale, la generosità fino al sacrificio, la capacità di dialogare e mettere in comune idee ed esperienze, accettando le diversità) che ispirano la sua vocazione e la sua azione politica.
Giovanni Bianchi, nato a Sesto San Giovanni (Milano) nel 1939, è stato consigliere comunale a Sesto San Giovanni per la DC, poi Presidente regionale delle Acli Lombarde e successivamente Presidente nazionale. Dal 1994 al 2006 è stato Deputato al Parlamento italiano, dove ha fatto parte della commissione Affari Esteri, è stato relatore della legge per la remissione del debito ai paesi poveri e ha presieduto il comitato permanente della Camera dei Deputati per gli Italiani all’estero. Dal 24 novembre 2007 è segretario Provinciale di Milano del Partito Democratico. Collabora con riviste, quali Animazione sociale e Rocca, e dal 1987 ha diretto la rivista di spiritualità e politica Bailamme. Ha pubblicato numerose opere di narrativa e di poesia. Tra la sua produzione saggistica: Per una teologia del lavoro (1985); Al Dio feriale. Teologia minima (1990); Testimoni e maestri. Materiali per un laburismo cristiano (2005); Martini «politico» e la laicità dei cristiani (San Paolo, 2007).
A sinistra perché credoGiudice Emanuele
€ 14,00
2009, 180 p., brossura
SBC Edizioni (collana Catholica)
Il credente può avere una propria posizione politica? E questa deve essere di destra o d sinistra? Domande alle quali risponde Emanuele Giudice in questo suo nuovo lavoro. L’autore, con una serie di esempi e citazioni, protende per la seconda ipotesi. Un’analisi profonda e attuale.“Ho visto spesso, parlando di politica, ergersi tra me e gli altri un muro di ombrosità e di disagio, soprattutto all’interno di un certo mondo cattolico, che porta in sé lo stigma di congenite diffidenze verso inclinazioni catto-comuniste, spesso solo presunte, ma che da sempre atterriscono le coscienze timorate… Mi sono sentito addosso occhi traboccanti di sorpresa, sguardi che grondavano di delusione, talvolta perfino di un’acrimonia che mi è sempre sembrata gratuita e lontana dal segno cristiano… Allora, dopo alcune titubanze, ho deciso di non demordere, sfidando, o solo benevolmente provocando, i miei interlocutori…”.
Emanuele Giudice è nato e vive a Vittoria (Ragusa). Avvocato, già dirigente pubblico, ha interessi che spaziano dalla saggistica, alla poesia, alla narrativa. Collabora a giornali e riviste su temi di cultura, commento politico e costume. Nel 2002 gli è stato assegnato il Premio della cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sue opere sono pubblicate in diverse antologie e hanno vinto molteplici premi letterari.
La nuova tendaCastagnetti Pierluigi
€ 10,00
2008
Diabasis (collana Bibl. di cultura civile. I muri bianchi)
I “partiti-tenda” sono i nuovi protagonisti della politica italiana. A differenza dei vecchi “partiti-casa” o “partiti-chiesa”, la tenda è la metafora più appropriata al clima di provvisorietà che ad oggi si respira, ma dà anche, in positivo, il senso del cammino e della non rigidità dei nuovi soggetti politici.
Pierluigi Castagnetti, uno dei maggiori esponenti del cattolicesimo democratico, ripercorre nel libro La nuova tenda, da poco pubblicato da Diabasis, il lungo cammino che ha portato alla nascita del Partito democratico, identificando le caratteristiche che il nuovo soggetto politico dovrebbe avere per sopravvivere con successo. E sottolineando l’importanza, per il Pd, della presenza dei cattolici: un patrimonio culturale indispensabile al centro-sinistra italiano, che il Pd deve essere in grado di conservare, in sintonia con le altre correnti di pensiero che gravitano intorno ad esso.
Pierluigi Castagnetti è stato segretario nazionale del Partito popolare italiano (Ppi), presidente dei deputati della Margherita, vice presidente della Camera dei Deputati. E’ tra i fondatori dell’Ulivo, della Margherita e del Partito democratico. Ha pubblicato per Diabasis: L’Europa e la quarta generazione dei diritti, Conoscere l’Euro e La costituzione offesa; per le Edizioni il Popolo: Un fiore e le sue radici, Viaggio al centro di un anno difficile e Un passo giusto; per Pozzi Editore: Dopo l’Euro l’Europa e Il vento aiuta chi sa dove andare; per Rubbettino: I cattolici democratici nella vita nazionale.
Italia dei valori
Pisicchio Pino
€ 10,00
2008, 130 p., brossura
Rubbettino (collana Problemi aperti)
II partito fondato dal PM di Mani Pulite rappresenta un fenomeno nuovo rispetto alla forma-partito così come è venuta a proporsi in Italia dai primi anni ‘90. A caratterizzarne il cammino vi è un vivere a metà tra l’istanza movimentista e l’ambizione di una forma-partito compiuta (con i caratteri propri di una visione generale ed un’aspirazione a fare sintesi degli interessi molteplici della società italiana). Ne viene fuori una forma-partito che, per l’attitudine mostrata di saper interagire con le comunità della Rete e con il nuovo atteggiarsi dei movimenti d’opinione, sta disegnando probabilmente una modalità nuova di produrre politica e rappresentanza sulla scena italiana.
Italia dei valoriPisicchio Pino
€ 10,00
2008, 130 p., brossura
Rubbettino (collana Problemi aperti)
II partito fondato dal PM di Mani Pulite rappresenta un fenomeno nuovo rispetto alla forma-partito così come è venuta a proporsi in Italia dai primi anni ‘90. A caratterizzarne il cammino vi è un vivere a metà tra l’istanza movimentista e l’ambizione di una forma-partito compiuta (con i caratteri propri di una visione generale ed un’aspirazione a fare sintesi degli interessi molteplici della società italiana). Ne viene fuori una forma-partito che, per l’attitudine mostrata di saper interagire con le comunità della Rete e con il nuovo atteggiarsi dei movimenti d’opinione, sta disegnando probabilmente una modalità nuova di produrre politica e rappresentanza sulla scena italiana.
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