In un’intervista sul blog di Beppe Grillo, Gioacchino Genchi fa rivelazioni eccezionali. Racconta la sua verità. Lo fa con precisione e passione. Dà una chiave di lettura delle disgrazie che hanno coinvolto tutti gli sfortunati che si sono trovati tra le mani il fascicolo che scotta, “Why not”. Non ci vuole molta fantasia per comprendere le dinamiche che hanno comportato l’allontanamento di De Magistris prima e l’annientamento della procura di Salerno poi. Il sistema ha imparato la lezione e non ripeterà gli errori del 1992/’93. Oggi, a differenza di allora, fa quadrato con scientifica precisione. L’aspetto più inquietante non è però questo. Un sistema di potere, per quanto logoro e marcio, tende ad autotutelarsi usando tutti i canali di cui può disporre. Ciò non meraviglia più di tanto, così come non meraviglia troppo la consapevolezza che i potenti, aldilà di un astratto concetto di uguaglianza di fronte alla legge, sono in grado di violentare la giustizia con l’esercizio della forza. La cosa che inquieta veramente è l’accenno, fatto da Genchi, alle stragi del ‘93, quelle in cui persero la vita Falcone e Borsellino. Cosa vuol dire Genchi? C’è una verità più nascosta oltre quella ufficiale che deve rimanere tale? E che attinenza hanno le vicende di oggi con quelle di ieri? Interrogativi senza risposta. Intanto i mezzi di informazione tacciono. Non si alza una voce, neppure per dire “Genchi delira”. Niente, silenzio. Non so, naturalmente, se Genchi dice la verità o no, so però che è tutto molto poco chiaro. E che Genchi è un uomo in pericolo. L’Associazione nazionale familiari vittime della mafia, presieduta da Sonia Alfano, ha organizzato tempo fa un incontro in difesa del procuratore di Salerno Apicella. Oggi, dicono, i magistrati non si uccidono, si trasferiscono. Il sistema ha quindi affinato gli strumenti. Come conferma involontariamente Chiaravalloti che in una famosa intercettazione mandata in onda su “Annovero” affermava “De Magistris passerà il resto della sua vita a difendersi”. Esatto. A noi viene però da aggiungere: e Genchi.Francesco Toscano



















































