sabato 28 febbraio 2009

GIOACCHINO GENCHI

In un’intervista sul blog di Beppe Grillo, Gioacchino Genchi fa rivelazioni eccezionali. Racconta la sua verità. Lo fa con precisione e passione. Dà una chiave di lettura delle disgrazie che hanno coinvolto tutti gli sfortunati che si sono trovati tra le mani il fascicolo che scotta, “Why not”. Non ci vuole molta fantasia per comprendere le dinamiche che hanno comportato l’allontanamento di De Magistris prima e l’annientamento della procura di Salerno poi. Il sistema ha imparato la lezione e non ripeterà gli errori del 1992/’93. Oggi, a differenza di allora, fa quadrato con scientifica precisione. L’aspetto più inquietante non è però questo. Un sistema di potere, per quanto logoro e marcio, tende ad autotutelarsi usando tutti i canali di cui può disporre. Ciò non meraviglia più di tanto, così come non meraviglia troppo la consapevolezza che i potenti, aldilà di un astratto concetto di uguaglianza di fronte alla legge, sono in grado di violentare la giustizia con l’esercizio della forza. La cosa che inquieta veramente è l’accenno, fatto da Genchi, alle stragi del ‘93, quelle in cui persero la vita Falcone e Borsellino. Cosa vuol dire Genchi? C’è una verità più nascosta oltre quella ufficiale che deve rimanere tale? E che attinenza hanno le vicende di oggi con quelle di ieri? Interrogativi senza risposta. Intanto i mezzi di informazione tacciono. Non si alza una voce, neppure per dire “Genchi delira”. Niente, silenzio. Non so, naturalmente, se Genchi dice la verità o no, so però che è tutto molto poco chiaro. E che Genchi è un uomo in pericolo. L’Associazione nazionale familiari vittime della mafia, presieduta da Sonia Alfano, ha organizzato tempo fa un incontro in difesa del procuratore di Salerno Apicella. Oggi, dicono, i magistrati non si uccidono, si trasferiscono. Il sistema ha quindi affinato gli strumenti. Come conferma involontariamente Chiaravalloti che in una famosa intercettazione mandata in onda su “Annovero” affermava “De Magistris passerà il resto della sua vita a difendersi”. Esatto. A noi viene però da aggiungere: e Genchi.

Francesco Toscano

venerdì 27 febbraio 2009

Studenti a teatro per parlare di malattie rare

Il 16% della popolazione ammalata è affetta da malattie rare. Si valuta che esistano oltre 6mila malattie rare o addirittura rarissime, tanto che per alcune non si arriva ai 100 casi riscontrati in tutto il mondo. Si è aperta con questi numeri la conferenza stampa di presentazione delle iniziative che la Fondazione Malattie Rare Mauro Baschirotto ha in programma per domani, sabato 28 febbraio 2009, in occasione della Seconda Giornata Internazionale delle Malattie Rare. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione al fine di far conoscere le problematiche relative a queste patologie e alla ricerca scientifica. E superare così il primo grande ostacolo che gli affetti da malattie rare devono affrontare: la solitudine. “Solitudine di fronte a medici che non sanno cosa prescrivere loro - spiega Giuseppe Baschirotto, Presidente della Fondazione - solitudine con se stessi, per non saper come affrontare le difficoltà che la malattia comporta, ma anche solitudine con gli altri, che faticano a capire quale atteggiamento tenere con i malati.” Questo comporta un elevato carico gestionale ed emotivo a carico dei pazienti e delle loro famiglie. Da alcuni anni se ne parla, si sono presi provvedimenti, si sono create reti, ma moltissime di queste malattie non sono ancora state riconosciute ai fini assistenziali. I tempi di diagnosi sono lunghissimi e le cure spesso inesistenti. A ciò si aggiunga la mancanza di ricerca, non solo per l’attuale crisi economica e i conseguenti tagli, ma anche perché le industrie farmaceutiche non considerano remunerativi gli investimenti in questo campo. Di qui l’importanza dell’Istituto Baschirotto di Costozza, che da oltre 20 anni è impegnato in questo settore con servizi di diagnostica clinica e biomolecolare per molte e diverse malattie, con programmi assistenziali e riabilitativi mirati e con notevoli investimenti nella ricerca, impegnandosi anche nell’informazione e nella formazione. “L’Istituto Baschirotto - sottolinea Eleutherios Prezalis, Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 6 - è un punto di riferimento per noi medici vicentini e veneti, ed è conosciuto a livello internazionale per la professionalità e la serietà con cui affronta le malattie rare. E’ però anche e soprattutto un punto di riferimento per tanti ammalati, soprattutto bambini, che grazie a Baschirotto si sentono un po’ meno soli”. In occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare, la Fondazione Baschirotto sarà presente in molte piazze d’Italia per sensibilizzare e informare: sarà a Padova con il Registro Regionale delle Malattie Rare, a Genova con altre associazioni, a Caorle per una raccolta fondi. La Fondazione organizza inoltre un incontro in collaborazione con la Provincia di Vicenza per sensibilizzare i più giovani al tema delle malattie rare: l’appuntamento è il 4 marzo, dalle 11 alle 13, al Teatro Astra di Vicenza. La voce degli esperti e dei ricercatori e le testimonianze degli ammalati saranno intervallate da alcuni brani teatrali recitati da Armando Carrara della Compagnia Teatrale vicentina “La Piccionaia - I Carrara”. “E’ un momento che abbiamo studiato per gli studenti delle scuole superiori - afferma l’Assessore Provinciale al Sociale Maria Nives Stevan - e che per questo tratta un tema così delicato mischiando serio e faceto. In questo modo ci auguriamo di arrivare dritti al cuore dei più giovani, i quali soli possono essere protagonisti di un nuovo modo di vivere e comprendere la malattia.” Come ha spiegato Armando Carrara, due saranno, in particolare, i protagonisti dello spettacolo: il malato immaginario, tratto da Moliere, e il dottor Ballanzone della commedia dell’arte. Per finire, il 28 febbraio e le settimane successive l’Istituto Bird aprirà le porte in via Bizio a Costozza di Longare (VI) a tutti coloro che vogliono approfondirne la conoscenza. L’invito è rivolto in particolare alle scuole vicentine, ma è valido anche per tutti i cittadini. E’ necessario comunque preannunciare la propria visita contattando la Fondazione allo 0444-555557.

Nella foto un momento della conferenza stampa.Da sinistra: Eleutherios Prezalis, Maria Nives Stevan, Giuseppe Baschirotto

Bassano: Appuntamento Radio 1 Rai

Verrà trasmesso domani, sabato 28 febbraio su Radio Uno RAI, un intervento del direttore del Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano DOP, Carlo Grandesso, a proposito della rinomata specialità primaverile vicentina. L’intervista, realizzata da Laura Pintus, andrà in onda nell’ambito della rubrica enogastronomica “A Tavola” del Giornale Radio, alle 11.45.


Fervono i preparativi per la ventinovesima edizione della rassegna enogastronomica “A Tavola con l’Asparago Bianco di Bassano”. Il calendario delle serate di degustazione “Asparagi & Vespaiolo”, con i loro menù delle grandi occasioni, verrà pubblicato la settimana prossima. Le tavole del Gruppo Ristoratori dell’Ascom di Bassano saranno apparecchiate tutti i giorni con i piatti alla carta, a cominciare dai più tradizionali. Dal risotto con gli asparagi agli asparagi e uova sode, da marzo a giugno l’appuntamento è con Ristoranti di Bassano per farne scorpacciate senza scottarsi le dita.

www.ristorantibassano.com

L’ITALIA NEL PALLONE

Esce male il nostro calcio dal confronto con le inglesi. In tre partite Juventus, Inter e Roma non sono riuscite a segnare neppure un goal. Ieri sono state eliminate dalla Coppa Uefa: Fiorentina, Sampdoria e Milan. Il nostro calcio è certamente in declino. La Liga e la Premier League esprimono sicuramente una qualità complessiva superiore alla nostra. Anche i fuoriclasse assoluti ormai snobbano l’Italia. Fino a dieci anni fa Messi e Cristiano Ronaldo avrebbero giocato in Italia, oggi sono miraggi. Forse la serie A non è ancora “un cimitero di elefanti” come suggeriva una testata inglese qualche tempo fa, ma sicuramente non è in ascesa. L’ingresso di magnati russi e arabi ha modificato gli equilibri internazionali del pallone. Per ripartire forse sarebbe opportuno tornare all’antico. Limiti agli stranieri e potenziamento dei vivai.

Alfio

Crisi: Il sistema Moda chiede interventi

Stefano Stenta, presidente del comparto in seno all’Assoartigiani vicentina, illustra le richieste presentate al Governo

Dalla fine degli Anni ‘80 il comparto del Tessile e Abbigliamento in Italia ha conosciuto diversi momenti di forte ristrutturazione a causa dei fenomeni di globalizzazione e internazionalizzazione. Una fase critica che si sperava avessero raggiunto il limite alla fine degli Anni ’90: così non è stato e il biennio 2003-2004 ha dato un ulteriore scossone al settore, tanto che oggi le aziende del comparto sono il 50% in meno rispetto a vent’anni fa e si è perduto oltre il 70% degli addetti. Questa nuova ondata di crisi ha cominciato a farsi sentire già alla fine del 2008 e preoccupa seriamente il Sistema Moda attivo in seno all’Associazione Artigiani Confartigianato di Vicenza, presieduto da Stefano Stenta. Che commenta: «Se in passato il nostro settore aveva già subìto una completa ristrutturazione e si era trasformato puntando sulla forza di volontà e capacità di adattamento delle imprese, su qualità, marketing internazionale, innovazione di prodotto e di processo, export, ricerca continua di nuovi mercati, ora temiamo di perdere altri pezzi».
Preoccupazioni forti, che le organizzazioni del Settore Moda hanno riportato al Ministero dello Sviluppo Economico affrontando i temi delle ripercussioni della crisi: «Confartigianato - continua Stenta - è in prima linea, assieme a Sistema Moda Italia Confindustria e alle altre rappresentanze, nel rivendicare azioni di tutela concrete, decise e tempestive. Abbiamo sottoposto al governo un documento unitario, firmato anche dalle sigle di rappresentanza dei lavoratori, per chiedere misure urgenti e forti a sostegno delle produzioni qualificate e innovative del Made in Italy. Stiamo parlando di oltre 750mila lavoratori solo nella parte manifatturiera, di 70 miliardi di fatturato, di quasi 40 miliardi di export, senza considerare l’indotto. Inoltre il fashion e la moda sono l’immagine stessa dell’Italia all’estero e ciò genera opportunità economiche e commerciali in molti altri settori, dal turismo all’alimentare alla stessa industria automobilistica, che spesso si fregia di collaborazioni con brand della moda. Insomma, il governo non si limiti ad adottare misure di sostegno e promozione solo per i soliti, pochi gruppi industriali. La capacità del Made in Italy di creare occupazione e ricchezza è elevata. Soprattutto perché esiste una rete, una filiera, un tessuto produttivo ben radicato fatto di tante imprese, molte delle quali in subfornitura e di dimensioni assai piccole. Chiediamo inoltre misure di sostegno per i consumi interni, quali la deducibilità fiscale familiare per le spese d’abbigliamento per l’infanzia e di prodotti tessili che rispettino gli standard sulle norme ambientali, sociali e di salute e sicurezza nel lavoro. Noi assicuriamo tutto questo, e la tracciabilità e certificazione dei prodotti e dei processi va incentivata. E ancora, misure a tutela dell’occupazione femminile (che rappresenta il 65% del settore) e incentivi alle imprese in materia di risparmio energetico e costo manodopera. Ma anche - conclude il presidente Stenta - la valorizzazione dell’innovazione e degli investimenti in processi produttivi più efficienti, incentivi alla commercializzazione e assistenza sui mercati internazionali attraverso il sostegno alla partecipazione a fiere e missioni commerciali all’estero».

MATRIX REVOLUTION

Mediaset sostituisce a Matrix Mentana con Vinci. Mentana dichiara: “l’invito a Di Pietro ha contribuito a farmi licenziare”. Spiegata la nuova filosofia dell’azienda nei confronti dei suoi giornalisti. A tutti verrà applicato il metodo Mentana. Già ribattezzato: “gratta e vinci”.

Il Coyote

Ceramica: formazione e contributi

A marzo inizia il corso “a costo zero” a Marostica

L’Associazione Artigiani Confartigianato vicentina, consapevole del notevole impegno economico delle imprese della ceramica per la partecipazione a fiere a valenza internazionale come il Macef e delle attuali contrazioni di mercato, ha proposto nell’ambito del Comitato Ebav di settore una modifica migliorativa al regolamento sulla promozione. In particolare, si è voluto prevedere un contributo anche alle aziende che parteciperanno al Macef 2009 in forma individuale, vincolato alla frequenza, da parte del titolare e/o di suoi collaboratori, a un corso di formazione nell’area marketing/innovazione promosso tramite il Cesar e finanziato dal Comitato Ebav. Il contributo previsto è pari al 50% dei costi, con un massimo erogabile di 750 euro. Per l’ottenimento del contributo sarà dunque necessario allegare copia dell’attestato di partecipazione e frequenza a un corso (nel 2009).
Per dare alle imprese la possibilità di usufruire da subito di questa opportunità, si è dunque organizzata una proposta formativa mirata, dal titolo “Comunicare il valore del prodotto in ceramica con l’esposizione fieristica”, in programma dall’11 marzo prossimo nella sede del Mandamento di Marostica dell’Associazione Artigiani, il cui costo sarà completamente rimborsato dall’Ebav. I posti disponibili sono 12 e la frequenza è obbligatoria. Per ogni altra informazione si può contattare il Cesar (tel. 0444-960100). Il presidente provinciale della Categoria Ceramica e Vetro dell’Associazione Artigiani, Giannino Crestani, auspica che «in un momento economico così complesso, la proposta di formule a sostegno e sviluppo delle imprese possa essere accolta positivamente dai nostri associati».

(c.s.)

GIUSTIZIA SOCIALE

Il Presidente americano Obama rappresenta una grande speranza per il mondo intero. I suoi primi atti in politica economica vanno nella giusta direzione, indicando con forza l’obiettivo di una nuova stagione di diritti e di giustizia sociale. Obama intende perseguire un nuovo modello di società, più equo e più giusto. Per garantire il diritto alla sanità per tutti gli americani,Obama è pronto ad aumentare le tasse ai più ricchi. Una ovvietà e allo stesso una programma di semplice buon senso, divenuto rivoluzionario in tempi come il nostro, dove i milionari rivendicano senza vergogna le loro pretese di conseguire smisurati ed ingiustificati profitti, da realizzare anche attraverso nuove ed inumane forme di sfruttamento sul lavoro, figlie, dicono, del fenomeno della cosiddetta globalizzazione. I ricchi si nascondono spesso dietro il peloso ritornello riguardante i bassi tassi di crescita del nostro Paese, e aggiungono che soltanto un aumento della produttività può tradursi in aumenti salariali. Noi invece crediamo che il nocciolo del problema non sia solo questo. Se il Pil aumenta, naturalmente, c’è solo da rallegrarsi, ma anche se non aumenta il perseguimento di un’idea di giustizia sociale si realizza attraverso un’ equa distribuzione di quello che si produce, poco o tanto che sia. Se Obama avesse detto queste cose in Italia lo avrebbero subito bollato come “comunista” e liquidato così. Ma Obama in Italia non c’è e i pochi comunisti rimasti in giro, ex e non, se anche governano lo fanno con l’occhio rivolto a miliardari e banchieri. La sinistra arcobaleno è stata ignorata dagli elettori per ragioni chiarissime. Per fare gli interessi di chi già sta bene bastano e avanzano le restanti forze politiche. E’ tornato il momento, superata la sbornia iperliberista, di guardare ad una moderna idea di economia sociale di mercato. Rafforzare gli ammortizzatori sociali, difendere il potere di acquisto di salari e pensioni, puntare su ricerca, università e sanità, queste le priorità. Qualcuno dirà: e i soldi? Si prendano a quelli che li hanno. E non si dica che in questo modo si colpisce il merito, perché i miliardari nostrani non hanno, nella maggior parte dei casi, nessun merito se non quello di essere nati in in contesti ricchi o di operare in regimi ultraprotetti che lo stato si guarda bene dal liberalizzare. In compenso liberalizzino il mondo del lavoro, mettendo in competizione i nostri lavoratori con le immense masse di lavoratori dei paesi in via di sviluppo, affamando tutti.

Francesco Toscano

giovedì 26 febbraio 2009

L'Italia sta allegramente affondando

Dopo il richiamo di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro i tagli indiscriminati alla scuola pubblica, ad intervenire oggi sono i Rettori che denunciano tagli devastanti dei fondi per le università italiane. Tagli indiscriminati che non tengono assolutamente conto del merito e delle realtà virtuose presenti nel territorio. Ad essere colpiti naturalmente non saranno i cosiddetti “baroni” ma i giovani dottorandi e ricercatori. Una delle prime e più immediate conseguenze sarà il rischio concreto di non avere borse di dottorato per il prossimo anno. La ministra Gelmini prende tempo, parzialmente ammette, e replica promettendo un solo anno di ristrettezze (Tremonti permettendo). Purtroppo l’unica soluzione rimasta ai giovani talenti italiani è quella di emigrare all’estero. La situazione è paradossale, il capitano Berlusconi invita all’allegria, all’ottimismo, a ballare e a cantare mentre il “TITALIC” sta inesorabilmente affondando.

Paolo Sante

FREDDO BOLLENTE

Alluvioni, temperature rigide e neve persino a Palermo hanno caratterizzato l’ultimo inverno. Per fortuna che c’è l’effetto serra altrimenti l’umanità rischierebbe di estinguersi a causa di una nuova glaciazione.

Il Coyote

Centro storico Thiene: al via i lavori

Per il “nuovo Corso”di Thiene sette mesi il tempo stimato per realizzare l’intervento

Partono in questi giorni -nel tratto compreso tra piazza A. Ferrarin e l’incrocio con via Trieste - gli attesi lavori di riqualificazione del Centro Storico. Informati i commercianti, dopo un’attenta fase di programmazione degli interventi concordati con le ditte aggiudicatarie degli appalti per garantire i più ridotti tempi di esecuzione, il Comune dà il via alle opere che miglioreranno definitivamente il Corso Garibaldi. Marciapiedi e non solo, visto che i lavori comprendono tutta la sede stradale e l’illuminazione, per un intervento complessivo importante, che modificherà in modo sensibile la funzionalità e l’estetica del corso thienese. Si mette dunque mano alla pavimentazione proponendone una di pregio, che trae origine dal tipo di pietra posata originariamente, la trachite, materiale che ha il vantaggio di presentare un’ integrazione ottimale tra esigenze viabilistiche, pedonali e commerciali. Il porfido sarà invece il materiale usato per la fascia centrale del corpo stradale che ospita il compluvio; tale soluzione, mantenendo le attuali quote degli accessi delle attività presenti, consentirà un corretto deflusso delle acque e l’assenza delle interferenze sia con la circolazione pedonale che con quella veicolare; le griglie centrali per la raccolta delle acque saranno in ghisa, circolari. I lavori per il fondo sono affidati alla ditta Saccardo di Thiene e iniziano, tempo permettendo e salvo imprevisti, il 2 marzo. Già a metà marzo le ditte Trachite Euganea di Montegrotto Terme e Sanvido Ilario di Teolo procederanno alla posa della nuova pavimentazione in trachite. Una terza ditta realizzerà la fascia in porfido. Ultimo intervento sarà la nuova rete di illuminazione: ai pali tradizionali si sono preferiti fari sotto gronda, a ridotto impatto visivo e a maggiore uniformità illuminante. Complessivamente l’importo dei lavori è di circa 829.000,00 euro. Durante il tempo dei lavori sarà interdetto l’accesso ai veicoli, ma comunque garantita la viabilità pedonale e l’accesso a negozi e abitazioni, compatibilmente con le necessità di cantiere. Per quanto riguarda il mercato settimanale, da lunedì 2 marzo gli operatori con banco in piazza Chilesotti e corso Garibaldi fino all'incrocio con via Trento saranno temporaneamente spostati nel parcheggio del Bosco dei Preti.

(c.s.)

Pannella, l' ideatore di Saranno Famosi

Rutelli confida al “Manifesto” di non essere mai stato di sinistra. Forse in preda ad una tardiva crisi mistica ha dimenticato anche di essere stato radicale dal 1983 al 1990, insieme agli ex compagni Quagliariello, Della Vedova e Capezzone ora nel Popolo della Libertà. A Pannella si possono rimproverare tante cose, compreso l’aver creato dei “mostri”, però niente da dire sulle sue capacità di “talent scout”. Lui li crea, li lancia nel panorama politico e loro per tutto ringraziamento lo rinnegano. L’ultima del nostro Rutelli, detto “cicciobello del potere”, è la tentazione centrista. Rumors sempre più insistenti lo vedono impegnato con Casini, Cuffaro e soci nel sogno utopico di ricostruire la Democrazia Cristiana. Forse non ha tutte le credenziali necessarie per questa impresa titanica, infatti alle spalle non ha né divorzi e nemmeno condanne in nome del popolo italiano; dalla sua solo una piccola ombra riguardo l’inchiesta sull’imprenditore Alfredo Romeo in cui viene citato il suo nome in alcune intercettazioni, però niente di penalmente rilevante. In compenso ha due catastrofiche sconfitte elettorali, una datata 2001 quando il centrosinistra lo propose candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’ultima nel 2008 in qualità di candidato sindaco a Roma. Mi auguro non sia il caso di Rutelli, però mi chiedo, perché tanti politici per passare con Berlusconi devono allestire pagliacciate, partitini, movimenti ed affini, illudendo tante persone? Non è più semplice passare per Arcore e confidare nella magnanimità del grande capo? O forse il temporaneo passaggio al centro è una sorta di Purgatorio, ovvero un processo di espiazione e purificazione per raggiungere il paradiso berlusconiano? Per chiarimenti citofonare Mastella.

Emanuele Bellato

RESISTENZA VIRTUALE

Bisogna sempre essere rigidi assertori di libertà, non farsi mai vincere dallo scoramento e continuare a scrivere, parlare e denunciare ogni giorno l’autoritarismo dei poteri forti. Solo così si potranno sventare i tentavi volti a mortificare il sistema democratico. I mezzi di informazione tradizionali sono ormai omologati ed in mano ad un unico padrone; l’eterna condizione di precariato è diventata un’arma impropria di “ricatto” nei confronti dei giovani giornalisti; se non ti prostituisci, se non sei un sei un leccaculo, se non sei un parente di qualche vip, se non hai in tasca la tessera di partito giusta, nella maggior parte dei casi, non puoi lavorare in televisione. Nonostante tutto ciò rimane forte il desiderio di censura alla libertà di informazione. Per fare tacere le poche coscienze critiche bisogna isolarle dalla società, arrestarle, metterle in carcere … e magari un domani torturarle. Per la nostra resistenza “virtuale” ci resta solo internet, ma se va avanti così ancora per poco…

Italo Di Giacomo

COME AFFRONTARE LA CRISI?

Se ne parla con Carlo Baldassi, Consulente di Direzione Aziendale all’Università di Udine, è esperto della realtà delle piccole imprese

“Piccole e medie imprese che cambiano (e affrontano la crisi con successo)”: è questo il titolo del nuovo libro di Carlo Baldassi, consulente di Direzione Aziendale presso l’Università di Udine e profondo conoscitore del mondo delle piccole imprese, che sarà ospite del prossimo convegno promosso dal Mandamento di Vicenza dell’Associazione Artigiani Confartigianato presieduto da Carlo Crestani, fissato per martedì 3 marzo (alle 20.30, ingresso libero) presso il Centro Congressi di via Fermi. In questo difficile anno che ci attende, il lavoro che verrà presentato è anzitutto un invito a governare il cambiamento e ad affrontare anche questa crisi con consapevole fiducia e con nuovi strumenti di gestione delle aziende. Ci sarà quindi, da parte del relatore, un richiamo al grande patrimonio europeo rappresentato dalle piccole e medie aziende e un’analisi del cambiamento in atto nel nostro Nordest, quale paradigma del più generale cambiamento delle piccole imprese italiane e dei loro distretti manifatturieri. Si svilupperà poi una riflessione sulle esigenze organizzative attuali e una proposta sull’adozione di
approcci e metodologie utili alle Pmi per gestire la complessità, governare il cambiamento e competere con successo su mercati sempre più difficili. Pianificazione di marketing, controllo di gestione, knowledge management, indicatori di performance, e così via, sono tutti strumenti alla portata anche delle piccole imprese che perseguono una missione basata sulla qualità, anche avvalendosi della figura dei consulenti di direzione quali agenti del cambiamento. Infine, ci sarà la presentazione di sei interessanti casi di piccole imprese italiane che stanno innovando i prodotti e i processi e che dimostrano che si può cambiare con successo.
Gli incontri proseguiranno il 31 marzo con un incontro sulla Finanziaria 2009 condotto da Giovanni Rigoni, esperto del settore tributario dell’Associazione Artigiani vicentina.


(c.s.)

OSCURANTISTI

Il senatore D’Alia, esponente dell’Udc siciliana, vuole controllare la rete. La spiegazione non fa una grinza: “è inconcepibile, dice D’Alia, che ci sia in rete chi inneggia a personaggi ambigui, quei siti vanno subito oscurati”. Trapela la notizia da fonti non confermate che, per pura casualità, in concomitanza con il suddetto progetto di legge, il sito dell'Udc siciliano risulti improvvisamente non consultabile.

Il Coyote

Vicenza: Raccolta firme bipartisan

Mandiamo a Roma un messaggio: non siamo solo il popolo del ‘Lavora e tasi’

Con lo slogan "1 euro su 5 dell'Irpef prodotto a Vicenza resti nel nostro territorio", il sindaco Achille Variati lancia la raccolta di firme tra i cittadini per chiedere al governo che il 20% dell'Irpef venga restituito al Comune. E accanto al primo cittadino del Pd ci sarà l’europarlamentare del Pdl Lia Sartori, leader dell’opposizione in consiglio comunale: a dimostrazione della trasversalità politica che caratterizza il movimento dei sindaci veneti (poi estesosi al Nord e più di recente anche ad altre regioni). Stamattina (giovedì 26 febbraio), dalle 9.30 alle 11, inaugureranno assieme ad altri consiglieri comunali la raccolta di firme tra i cittadini del capoluogo berico, già avviata da qualche giorno in altre realtà della provincia. Il banchetto sarà posizionato all'angolo tra contrà Cavour e piazza dei Signori e resterà attivo dalle 9.30 alle 13.
"Lo slogan '1 euro su 5 dell'Irpef prodotto a Vicenza resti nel nostro territorio' spiega in modo semplice - sottolineano Variati e Sartori - la richiesta che centinaia di Comuni stanno facendo al Governo: ogni anno, noi vicentini versiamo allo Stato centinaia di milioni di euro. L'Irpef è solo una della tasse dovute a Roma, e di questa tassa chiediamo che venga restituito al territorio il 20%, appunto un quinto. Oggi la situazione è ben diversa: solo il 6,9% dell'Irpef torna nelle casse comunali. Tradotto in soldoni, vuol dire che su 370 milioni di euro versati dal nostro territorio, solo 25 milioni di euro rimangono nelle nostre disponibilità. E' tempo che un vero meccanismo di federalismo fiscale si affermi. In fondo, chiediamo solo che una piccola parte della ricchezza prodotta dal nostro lavoro resti qui, e che possa trasformarsi in servizi e opere a favore dei cittadini".
"In un momento storico - proseguono il sindaco e l’europarlamentare – di grande difficoltà per gli enti locali anche del Nord, lo Stato ha il dovere di ascoltare la voce che arriva dai nostri territori. Il Veneto è sempre stata una grande locomotiva dell’economia italiana, e i veneti hanno contribuito in modo determinante a far uscire questo Paese dalla miseria, traghettandolo con fatica e intraprendenza verso la modernità e il benessere. Per questo chiediamo a tutti i cittadini di aggiungere la loro firma: facciamo sentire la voce di Vicenza anche a Roma, dove forse la pianteranno di pensare che siamo solo il popolo del ‘lavora e tasi’”.

(c.s.)

mercoledì 25 febbraio 2009

AVANTI POPOLO

Vendola, dopo aver conteso senza fortuna la segreteria del partito della Rifondazione Comunista a Ferrero, oggi dichiara: “bisogna aprire all’Udc”, attirandosi così le ire di chi non vuol finire “cuffarizzato”. E’ la prova della completata transizione democratica dei pochi comunisti rimasti. Dai cannoni ai cannoli.

Il Coyote

RISCHI AUTORITARI

Uno strano clima avvolge il nostro Paese. Il Premier, sempre uguale a se stesso, racconta barzellette ma ormai c’è poco da ridere. Sono in discussione in parlamento alcune proposte di legge che, se approvate, modificherebbero sensibilmente la qualità della nostra democrazia. A partire dalla legge “bavaglio” sull’informazione. Ora, senza entrare in dettagliati tecnicismi, è bene affrontare subito il cuore del problema. Il governo, con la scusa di garantire il diritto alla privacy, intende di fatto abolire il diritto di cronaca. E’ un rischio pericolosissimo. Il termometro di una democrazia consiste nella libertà della sua informazione. Nel nostro Paese la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica è di fatto impedita dalla mancanza di partiti degni di questo nome. Molti dei nostri partiti non hanno una vita democratica interna né una chiara ideologia di fondo, ma si muovono perlopiù attorno a singole figure preminenti e carismatiche. Spesso assumono le sembianze di semplici cartelli elettorali e, nel peggiore dei casi, di veri e propri comitati d’affari. Un sistema democratico regge se è formato da pesi e contrappesi. Le nomenklature dei partiti hanno un immenso potere, perché grazie al sistema appena evidenziato finiscono col essere praticabili perpetue. Non è possibile “scalare” democraticamente questi partiti autoreferenziali che si legittimano da soli. Allora chi può controllarli? Chi giudica il loro operato? Quali sono i contrappesi? Innanzitutto i poteri liberi. O perlomeno quelli che dovrebbero essere tali. E’ l’indipendenza del sistema dell’informazione e dell’autorità giudiziaria che distingue un Paese illiberale e con tendenze assolutistiche, da uno libero e democratico. Quale è lo stato di salute dei poteri liberi nel nostro Paese? Pessimo, a voler essere ottimisti. Il sistema televisivo ad esempio è divenuto ormai un immenso monopolio al servizio dei soliti noti, e perfino giornalisti non proprio ficcanti come Mentana rischiano di essere allontanati nel momento in cui rivendicano esigui spazi di autonomia. Non sta meglio la magistratura, bersagliata dai continui tentativi di “normalizzazione” da parte della politica. L’allontanamento di De Magistris e la delegittimazione dell’intera Procura di Salerno su richiesta del ministro Alfano, applaudito dai media, allarmano e sgomentano. Il messaggio è chiarissimo: non si indaga su padroni e potenti. Verrebbe quasi da spaventarsi se non fosse che domani è già Giovedì e possiamo pensare ad altro. Chi di voi sa per caso chi sarà il prossimo inquilino a lasciare la casa del Grande Fratello?

Francesco Toscano

L’ Alfa nei Rallyes

Club Alfasport e Museo Bonfanti-Vimar hanno organizzato per domenica 8 marzo 2009 a Romano d’Ezzelino (VI): “Alfa nei Rallyes”, un evento eccezionale nel panorama delle rievocazioni storiche. La manifestazione si propone, attraverso la testimonianza di prestigiosi ospiti del calibro di Chicco Svizzero, Miki Biasion e l’ing. Sergio Limone, di far conoscere gli aspetti affascinanti, benché meno conosciuti, dell’ impegno agonistico della Casa del Biscione nelle competizioni rallystiche.
Luogo scelto ad ospitare l’ evento è il famoso Museo dell’ Automobile Bonfanti-Vimar, prestigiosa location nota a livello internazionale per gli svariati riconoscimenti a livello Europeo tributatigli negli anni, le cui sale d’ esposizione rappresentano sicuramente il miglior luogo d’ispirazione per dare il giusto respiro alla manifestazione; Splendida la mostra sulle vetture gruppo B organizzata dalla Direzione del Museo che incanterà sicuramente i partecipanti. Ai Soci verrà riservata un'esclusiva estrazione che vedrà come premio una prestigiosa bicicletta Alfa Romeo. Prezioso cameo della manifestazione la presenza della Giulia "la pantera" del 1971 grazie alla partecipazione della Polizia di Stato " e l’Alfetta GTV ex Chicco Svizzero.

Ecco il programma:

Ritrovo presso Museo BONFANTI-VIMAR Via Torino, 2 Romano d'Ezzelino (VI)
ore 08.15 - Benvenuto e presentazione eventoore 09.00 - Conferenza "L'Alfa nei rallyes" nella sala superiore del museo.
ore 11.00 - Visita mostra "Rally: Arrivano i mostri...i terribili gruppo B e altro"
ore 11.45 – Trasferimento in auto ad Enego lungo tracciato della leggendaria p.s. di Valstagna
ore 12.45 - Sosta aperitivo analcolico e degustazione prodotti tipici in Piazza a Enego(VI); Consegna questionario "QUIZ ALFASPORT"

ore 13.15 - Pranzo presso il Ristorante "Cornale" ore 15.00 - premiazione vincitore "QUIZ ALFASPORT".Consegna ricordo della giornata e, per i soli Soci del Club, estrazione bici Alfa Romeo Stradale
ore 16.00 - Saluti

Per informazioni ed iscrizioni:
veneto@alfasport.net

Arianna-Marianna, una coppia di bronzo

Marianna Longa e Arianna Follis (foto) hanno conquistato la medaglia di bronzo nella staffetta sprint tecnica classica a coppie, ai Mondiali di sci nordico di Liberec, in Rep. Ceca. Le due campionesse azzurre sono state bravissime, hanno fatto una gara splendida, chiudendo in terza posizione, dietro alle vincitrici, le finlandesi Saarinen e Kuitunen, e alle svedesi Olsson e Andersson.
“Speravamo in questa medaglia, è una gioia condivisa, frutto del grande lavoro che abbiamo fatto insieme, Arianna ed io, questa estate”, ha detto Marianna, già vincitrice di un argento iridato. Felicità condivisa da Arianna, vincitrice ieri dell’oro nello sprint: “E’ una medaglia inaspettata e quindi ancora più bella. Quando si vince una medaglia individuale la gioia è personale, questa invece è una vittoria ancora più bella perché condivisa con Marianna. Domani proveremo a vincere qualcosa anche nella staffetta a quattro”.


F.M.

(dis) informazione

Sensazionale notizia sulla “Stampa” di ieri del direttore Anselmi. A firma dell’ottimo Festuccia (già “mastellato” direttore del Campanile) campeggiava a caratteri cubitali nelle pagine interne questa stupefacente notizia: “Nasce la Rosa Bianca”. Sembra che la Stampa sia in possesso di un ulteriore scoop. Domani dovrebbe titolare: “L’imperatrice Sissi in visita privata a Venezia”.

Il Coyote

La crisi, le idee, le risorse del Nordest

Si terrà Venerdì 27 Febbraio alle ore 20.30 presso l’Auditorium Città di Thiene, un’importante conferenza dal tema “La crisi, le idee, le risorse del Nordest”, un appuntamento fortemente voluto dal Sindaco di Thiene, Maria Rita Busetti e promosso in collaborazione con l’Associazione Nodo – Fermenti del contemporaneo. La congiuntura economica attuale rende indispensabili momenti di incontro e di riflessione, per affrontare la situazione e partire con nuovo slancio, sfruttando al meglio le risorse che il nostro territorio offre e la serata vuol essere un momento importante per discutere non solo di economia, ma soprattutto di futuro, di rinnovamento e di nuove chance per la Pedemontana Veneta.
La serata vedrà la partecipazione di un relatore d’eccezione: il dr. Giuseppe Bortolussi, direttore del centro studi C.G.I.A (Confederazione Generale Italiana Artigianato) di Mestre, personalità di spicco ed esperto della materia, nonché Assessore alle Attività Produttive e al Commercio del Comune di Venezia, che proporrà spunti di discussione ai presenti, per un dibattito costruttivo alla presenza delle associazioni di categoria.
Prenderanno parte infatti alla serata il Presidente dell’Associazione Artigiani del Mandamento di Thiene Antonio Benetti, il Presidente dell’Associazione Commercianti del Mandamento di Thiene Emanuele Cattelan, il Presidente dell’Associazione Industriali del Mandamento di Thiene Renato Munaretto e l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Thiene Giuseppe Zuccolo.
Sarà presente inoltre il coordinatore del progetto Nodo, l’Arch. Nazzareno Leonardi. L’Associazione Nodo si propone di far circolare idee, coinvolgere persone e stimolare il dialogo in un progetto di crescita economica e culturale. Nata recentemente, l’Associazione Nodo ha già avviato alcune iniziative in diversi ambiti, dall’organizzazione di mostre d’arte moderna e design a serate culturali, creando momenti di interesse per un pubblico vasto e coinvolgendo anche i giovani. Il raggio d’azione dell’Associazione è attivo quindi concretamente su più fronti e si conferma nella sua bontà anche con l’appuntamento del 27 febbraio.

L'IRA DEI MITI SALVERA' L'ITALIA

Secondo il sondaggista Crespi sale la destra e crolla il Pd a guida Franceschini. Il noto “esperto” è lo stesso che qualche giorno fa, in diretta su RedTv, pronosticò la vittoria di Soru alle elezioni sarde. Insomma una garanzia. Dicendo questo non voglio nascondere il momento di difficoltà dell’opposizione democratica, ma amplificare la crisi oltremodo è solo una tattica politica per abbattere gli avversari. Lo fanno quotidianamente i giornali berlusconiani, sia cartacei che telematici. Se per esempio si fa una ricerca per parole su google nel link “news” e si digita “Partito Democratico” ti spuntano fuori quasi sempre i vari: “Il Giornale”, “Il Tempo”, “Il Resto del Carlino”, “L’Occidentale”, “Libero”, “Il Legno Storto”, “TGCOM”, “Il Sole 24 Ore”… Tutte testate non propriamente di sinistra nelle cui cronache pronosticano nuove sventure per il Pd, ridicolizzano i leaders democratici, insistono sui presunti successi dell’esecutivo, etc... La destra ha capito l’importanza di internet e la fa da padrone anche in questo campo, sia ben inteso in maniera perfettamente legale, infatti per apparire nei primi posti nei motori di ricerca basta pagare e come si sa a destra i soldi non mancano mai. Tornando a Franceschini mi è piaciuto quando ha detto che il suo non è un ritorno all’antiberlusconismo, ma una critica forte all’inadeguatezza di questo governo nell’affrontare, anzi nel non affrontare i numerosi problemi del Paese; una critica condivisa non solo dai riformisti ma anche dai moderati. Ha ragione Franceschini perché questo governo non cadrà grazie ai gazebo, alle primarie o alle manifestazioni di piazza, ma per l’ira dei miti stanchi di vedere un’Italia umiliata, derisa e calpestata.

Emanuele Bellato

La pubblicità etica

Asiago/ La pubblicità si dà un risvolto sociale: i mezzi usati vengono finanziati dagli imprenditori locali con la pubblicità.

L’Amministrazione Comunale di Asiago conferma il proprio impegno a favore dei disabili, degli anziani e delle categorie più svantaggiate e dopo le numerose attività a cui è stato dato seguito nel corso di questi ultimi anni come il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare), gli aiuti economici a favore delle famiglie disagiate, si appresta alla collaborazione con la S.G.Servizi Gratuiti srl attraverso la stipula di un contratto in comodato d’uso gratuito per garantire un mezzo di trasporto attrezzato in favore delle persone con problemi di deambulazione.
La sottoscrizione dell’accordo è prevista per il giorno 3 marzo presso la Sala Consiliare della sede municipale, nel corso di una conferenza stampa alla Presenza del Sindaco Andrea Gios, dell’Assessore ai Servizi Sociali Diego Rigoni e del Procuratore dell’azienda commerciale “S.G.Servizi Gratuiti Srl” Enrico Benini.
La trama è semplice: utilizzare la pubblicità affissa sulla carrozzeria di automezzi, adeguatamente attrezzati per il trasporto di persone disabili e anziane, per finanziare l’acquisto degli stessi a favore del settore Servizi Sociali del Comune di Asiago. Il comodato avrà durata di quattro anni, rinnovabili per altri quattro, e prevede a carico del Comune i soli costi di carburante, olio, manutenzione ordinaria e costo del personale di giuida.
Entro marzo prenderà il via la campagna di informazione rivolta alle aziende del territorio che, se interessate al progetto a scopo benefico, potranno acquistare uno spazio pubblicitario (il cui costo sarà interamente deducibile dal bilancio d’azienda) ed esporre il proprio logo sulla carrozzeria del mezzo , dando vita così ad una forma di pubblicità etica.
Si tratta di una iniziativa molto importante che richiede il sostegno da parte degli imprenditori e commercianti e che, oltre a rappresentare un gesto di solidarietà, garantirà sicuramente un ritorno sull’immagine commerciale e sociale dell’investitore.
L’Assessorato ai Servizi Sociali ha aderito con entusiasmo alla proposta della “S.G. Servizi Gratuiti s.r.l.” che permette di dare il giusto dispiegamento al concetto di “sussidiarietà orizzontale” intesa come concreta possibilità di realizzare un sistema di servizi sociali a partire dai cittadini e dalle realtà produttive del territorio in un contesto finanziario che spesso non permette ai bilancio delle istituzioni una particolare ampiezza di intervento.
In Germania da più di vent’anni questa partnerschip tra pubblico e privato permette ai cittadini svantaggiati di ricevere un servizio di alto livello, sopperendo alle difficoltà di bilancio degli enti pubblici e privati e promuovendo la solidarietà tra le aziende nel territorio che ricevono a loro volta un ritorno di immagine e usufruiscono dei vantaggi di detraibilità della pubblicità mobile.
L’iniziativa ha ricevuto il plauso della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’efficienza ed efficacia del Servizio Sanitario Nazionale , che vede in questa sinergia tra pubblico e privato miglioramenti concreti al servizio offerto ai cittadini.
A breve la S.G. Servizi Gratuiti srl si attiverà per prendere contatti con le aziende e per l’estate si dovrebbe acquisire il mezzo”.

martedì 24 febbraio 2009

L’Università di Vicenza è quasi pronta

A poco più di due anni dalla posa della prima pietra, sono conclusi i lavori di realizzazione del primo stralcio del Polo Universitario di viale Margherita, area ex Cosma ora Mezzalira. L’annuncio ufficiale è stato dato nel pomeriggio di oggi dall’Assessore Provinciale all’Edilizia Scolastica Nereo Galvanin, il quale, affiancato dall’Associazione Temporanea di Impresa Carron Cav. Angelo s.p.a. - Gemmo s.p.a. che hanno materialmente realizzato lo stabile, ha guidato in visita al sito tre commissioni consiliari provinciali. A testimoniare la solennità del momento erano presenti anche Silvio Fortuna e Carlo Terrin, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Studi Universitari, Alessandra Moretti, Assessore all’Istruzione del Comune di Vicenza, Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza, e Maria Menin, Vicepresidente di Apindustria Vicenza.
Negli ultimi anni gli iscritti ai corsi di laurea che Vicenza offre sono costantemente aumentati e, secondo recenti statistiche, gli ingegneri che si laureano a Vicenza sono i meglio pagati del Veneto. “La ricerca produce sapere - ha commentato il Presidente Fortuna - ed è la base dello sviluppo delle imprese. Per questo chiediamo il supporto delle categorie economiche, per far sì che entro tre anni il Polo Universitario sia completo e riesca a dare ospitalità all’intera popolazione universitaria vicentina.”
Tre anni dunque, a patto che i lavori inizino il prossimo autunno, in concomitanza dell’ingresso degli studenti di economia nell’edificio di Viale Margherita per il nuovo anno accademico.
“Il Comune di Vicenza - ha affermato l’Assessore Moretti - crede profondamente in quest’opera, come testimonia la nostra presenza all’interno della Fondazione Studi Universitari e come testimonia anche la mia presenza qui oggi. Condividiamo l’obiettivo: un’università a Vicenza che sia eccellenza quanto a innovazione e ricerca. E percorreremo assieme tutte le strade che portano alla sua realizzazione.”


Sono giunti a conclusione i lavori del primo stralcio e della sala convegni. L’intera opera si sviluppa su un edificio a base rettangolare di 35 x 45 metri, suddiviso in tre corpi paralleli per un’altezza di circa 12 metri. Darà ospitalità a 1.500 studenti. Oltre alle aule ci sono laboratori, biblioteca, ced, uffici segreteria, uffici professori. Dal rettangolo fuoriesce il corpo della Sala Convegni della Provincia, che denota così la sua diversa natura ed appartenenza. La sala convegni ha una capacità di 300 posti e unisce i due livelli dell’edificio.

Strepitosa Arianna, Oro nello sprint

Straordinaria impresa di Arianna Follis che nella gara sprint tecnica libera ha conquistato il titolo Mondiale, a Liberec, in Rep. Ceca, davanti all’americana Randall e alla finlandese Muranen. A 500 metri dal termine Arianna e la Randall sono andate in fuga, poi la campionessa azzurra ha staccato tutte le avversarie, involandosi verso il traguardo. E’ questo il quinto titolo iridato conquistato nello sci nordico dalle ragazze italiane, dopo i quattro Mondiali vinti da Stefania Belmondo. Così Arianna ha commentato l’impresa ai microfoni di RaiSport: “Sinceramente capirò più avanti quello che è successo oggi. Ho preso questa gara come se fosse uno sprint valido per la Coppa del Mondo, perché se avessi pensato che era la finale mondiale, quando mi sono trovata in testa da sola sul rettilineo, mi sarei emozionata. Oggi è andato tutto bene. Dedico quest’oro a me e a mio marito, alla squadra e ai tecnici, che sono stati fantastici. E’ un sogno che oggi è diventato realtà”.

F.M.

Tango: incontro, passione e talento

Venerdì 27 Febbraio 2009 alle ore 21.00 presso il Teatro Astra di Schio prima Regionale della compagnia “Naturalis Labor - La Catedràl”

La Catedral è il nome di una vecchissima milonga di Buenos Aires. Vi si trovano solo polvere, vecchi sofà, un pavimento che scricchiola, sedie abbandonate alla rinfusa e ricordi di notti assonnate. Ancora si sente il chiacchiericcio della gente o lo stropicciare delle scarpe sul pavimento e magari anche gli applausi per qualche esibizione improvvisata. In questo posto ci abitava una tribù: quella che percorre centinaia di chilometri per andare a ballare il tango o per ascoltare un interessante musicalizador. Donne che aspettano e ammiccano, uomini che osservano, attenti, ogni loro mossa. Una tribù, con le sue regole, i suoi riti, le iniziazioni, i linguaggi del corpo, sguardi e parole. Ora la polvere non c’è più, sofà e sedie sono al loro posto, le luci si accendono e la magia e la sensualità del tango tornano a riempire le notti della Catedràl. La milonga rinasce a nuova vita grazie ai ballerini di Naturalis Labor, una compagnia caratterizzata da uno stile imparentato con il contact nord-europeo, che da anni si dedica al tango. E allora largo ai tangueros del coreografo Luciano Padovani e alle loro ardite combinazioni di incontro, passione e talento. (c.s.)
LA CATEDRÀL
Ideazione e regia: Luciano Padovani
Assistente: Silvia Bertoncelli
Coreografie di tango: Margarita Klurfan eWalter Cardozo
Danzatori: Silvia Bertoncelli, Walter Cardozo, Giannalberto de Filippis, Margarita Klurfan, Luciano Padovani, Luca Zangheri
Scene: Mauro Zocchetta
Una coproduzione Festival Oriente Occidente 2007, Compagnia Naturalis Labor

Per info: Numero Verde 800-601171 - info@teatrocivicoschio.it
Uffici e biglietterie: Palazzo Fogazzaro - Via Fratelli Pasini 44 - 36015 Schio (VI)

RUMORS

Pare che Geronzi e Ligresti vogliano sostituire alla guida del Corsera il già berlusconizzato Mieli con un nuovo direttore, ancora non individuato, più “aderente” al contesto attuale. Gira con insistenza il nome del Cugino Itt.

Il Coyote

Intercettazioni: Piange il telefono

Finalmente al via l’esame del ddl per la proibizione delle intercettazioni telefoniche. Se passerà, come tutti ci auguriamo, i Magistrati che le effettueranno e i giornalisti che le pubblicheranno saranno sbattuti senza pietà a marcire in galera. Un provvedimento urgente ed indispensabile, per troppi anni trascurato da una sinistra inutile e buonista. Si sono dichiarati soddisfatti i lavoratori dipendenti e i precari, notoriamente afflitti dalla sindrome dell’intercettazione pazza. Sono previste manifestazioni di giubilo in tutto il Bel Paese. Ringrazia pure, con una lettera aperta a “Repubblica”, la signora Veronica che così non dovrà più sorbirsi i tradimenti e le porcate telefoniche dell’arzillo consorte…

Paolo Sante

Tradizioni popolari: Schella Martz

Asiago. Schella Martz (Pronuncia: Scella Marz) che in cimbro - antico dialetto ancora parlato sull’Altopiano - significa “suona marzo” (la schella è il campanaccio delle vacche, il cui suono ha il compito di richiamare la primavera). Una festa insomma per festeggiare l’arrivo della primavera; in questi giorni ci sono i bambini che girano per le piazze di Asiago trainando dei bidoni legati fra di loro con del filo di ferro, creando così quel trambusto che vuole svegliare la primavera, ci sono delle persone che si vestiranno da Zeleghen Baiblen (che sono le nostre fatine autoctone), folletti, ecc. Alla fine ci si avvia tutti assieme in corteo per accompagnare una creazione che noi chiamiamo la “Vecia”, al rogo, arrivati al rogo, si farà un girotondo danzante attorno alla Vecia.

Appuntamento: Giovedì 26, Venerdì 27 e Sabato 28 Febbraio - ore 20,00. La sera del 28 febbraio il vincitore della SCHELLA2009, avrà l’onore di dar fuoco alla “VECIA”.

REGOLAMENTO:
Partecipano al Concorso Schella 2009 tutti i ragazzi, giovani, bambini accompagnati dai genitori e adulti che siano in possesso di una fila di “bandoni” preparata in modo da essere facilmente manovrabile durante il traino (esclusivamente manuale), soprattutto in curva, per evitare qualsiasi ostacolo e danni alle autovetture in sosta ai lati della strada (ognuno è responsabile della propria fila di bidoni). La fila di “Bandoni” deve essere costituita solo da BIDONI, lattine o altro recipiente metallico. Qualora la fila contenesse dei “materiali impropri” (marmitte, cane fornela, lamiere, testiere letto…) la stessa verrà esclusa dalla sfilata. La fila non deve comunque superare i 15 METRI DI LUNGHEZZA e 2 di LARGHEZZA. Il vincitore della SCHELLA 2009 sarà scelto da un’apposita giuria. Potranno aspirare a vincere la SCHELLA solo coloro che parteciperanno A TUTTE E TRE LE SERATE della Schella Marz 2009. La prima sera alle ore 20.00 un’apposita giuria in piazza II Risorgimento (di fronte al Municipio) raccoglierà le iscrizioni dei partecipanti al concorso ed il nome del maggiorenne responsabile del gruppo. In questa occasione verranno misurate le file che dovranno RIMANERE INVARIATE NELLE TRE SERATE. L’ultima sera in cui verrà bruciata in piazza la Vecia, verranno assegnati la SCHELLA 2009 e premi a tutti i partecipanti. La sera del 28 febbraio il vincitore della SCHELLA 2009, avrà l’onore di dar fuoco alla “VECIA”.

SENTI CHI PARLA

Casini: “sui temi etici il Pd di Franceschini non convince”. Ha ragione, non convince neanche noi. Come si permette Franceschini di presentarsi come espressione della cultura cattolica se non risulta neppure divorziato?

Il Coyote

Ci ritorni in mente...

Venerdì 27 febbraio 2009 alle ore 21.00 presso la Sala Grillo Parlante di Asiago l’”Associazione Amici di Antonio Pertile e Sonia Sartori” presenta “… Ci ritorni in mente… - Terzo capitolo interpreta Lucio Battisti”, ingresso libero. Prenotazione posti presso l’Ufficio Turismo del Comune di Asiago (0424/464.081 - 0424/600.203).

LIBRERIA POPOLARE N.35

A cena col presidente. Incontri sorprendenti con Mariano Rumor
Cisco Ghirotti Mariangela
€ 9,00
2005, 144 p., brossura
Cierre Edizioni (collana Percorsi della memoria)

In coedizione con Istrevi, Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Vicenza.
Roma, sul finire degli anni Sessanta, ora di cena. Padroni di casa, Gigi Ghirotti e la moglie Mariangela Cisco. Tra gli invitati, un nome si è aggiunto all’ultimo momento: quello del neoeletto presidente del Consiglio, Mariano Rumor. Che, in modo franco ma sconvolgente, racconta tutte le sue preoccupazioni su momenti di grave tensione del paese.

Riscoprire la democrazia. Scritti quotidiani di un cristiano laico (1984-1986)
Giuseppe Lazzati
Curatore: Botti G. C.
€ 8,50

2008, 128 p.
In Dialogo

Raccolta di editoriali di Giuseppe Lazzati apparsi sul quotidiano «Il Giorno» tra il 1984 e il 1986, e presentati nel ’91 per la Causa di Canonizzazione. Dalla politica interna alla questione palestinese, al rapporto fra etica ed economia, l’ora di religione, la laicità dello Stato.

Fuori del coro. Carlo Donat-Cattin. Dal sindacato allo statuto dei lavoratori (1948-1970)
Aimetti Giorgio
€ 15,49
2000, 296 p., ill.
Edizioni Lavoro (collana Studi di storia)

Parlamentare, più volte ministro, Carlo Donat-Cattin è stato tra i protagonisti indiscussi della storia politica dell’Italia della Prima Repubblica. Parlamentare, più volte ministro, la sua azione fu decisiva nei giorni dell’«autunno caldo», occasione in cui meglio si espresse il suo passato di sindacalista e quello di uomo di governo e leader della sinistra sociale della Dc. Giorgio Aimetti ricostruisce, collocandoli nella cronaca italiana di quegli anni, i momenti principali della sua vicenda sindacale, iniziata nel 1948 con l’elezione a segretario della Cisl torinese, per compiersi alla fine degli anni Sessanta.

Liberi di credere. I giovani verso una fede consapevole
Martini Carlo M.
€ 17,00
2009, 192 p.
In Dialogo

L'unico che non ci ha fatto la predica è stato il cardinale Martini, mi dissero due dei miei figli che nell'agosto del 1993 parteciparono alla Giornata mondiale della gioventù di Denver (Stati Uniti). Ho ascoltato più volte il cardinale negli incontri con i giovani, e mi sono fatto l'idea che c'è un triplice segreto dietro la sua capacità di parlare alle nuove generazioni: si mette in loro, procede schiettamente, presenta il vangelo. Ragiona sulle difficoltà a credere che possono avere oggi i ragazzi di vent'anni facendole sue. Non guardandole dall'alto e parlando come parla chi già conosce le risposte. Non discute la crisi di fede dei contemporanei, ma chiede a se stesso come a uno dei contemporanei e cerca con loro e a loro nome la risposta. Sa correre dei rischi: il rischio di esporsi, di essere frainteso, di finire sotto accusa. Non presenta una sua dottrina, né segue un particolare metodo catechistico, ma propone il Vangelo. Per la Scrittura egli è vissuto, si può dire: per aiutare quanti gli erano affidati a leggerla e a viverla. (Luigi Accattoli)

Il Partito Popolare a Ferrara. Cattolici socialisti e fascisti nella terra di Grosoli e don Minzoni
Franceschini Dario
€ 15,49
1985, XII-244 p.
CLUEB (collana Ist. storia cont. movim. op. cont. Fe)

lunedì 23 febbraio 2009

Golpe, ieri oggi domani

Nel corso della storia, in ogni parte del mondo, si sono attuati numerosi tentavi per rovesciare le istituzioni democratiche, tramite il ricorso alla forza e alla violenza, al fine di instaurare regimi dittatoriali od oligarchici. In questa giornata ricorre il ventottesimo anniversario del fallito golpe spagnolo di Antonio Tejero coadiuvato da un manipolo di duecento militari appartenenti alla Guardia Civil. Allora, grazie all’intervento provvidenziale di Re Juan Carlos il golpe fu sventato e la Spagna poté così continuare, dopo gli anni del franchismo, il cammino verso una moderna e compiuta democrazia. Forse per la comune appartenenza alla comunità europea e per i misteri tuttora irrisolti questo golpe spaventa più degli esotici colpi di stato assai frequenti nei paesi del sud America o in quelli di un’Africa sempre più inquieta. Probabilmente gesti così folli e plateali come quello di Tejero, che sequestrò per una notte intera sotto la minaccia delle armi l’assemblea parlamentare spagnola, difficilmente riaccadranno, però continua a persistere il pericolo di colpi di stato “serpeggianti”, magari organizzati all’interno delle istituzioni stesse e mantenendo persino una sorta di consenso popolare. Questo può succedere quando un governo legifera esclusivamente tramite decreti leggi, (svuotando così delle sue funzioni il parlamento), quando si approvano leggi ad-personam, oppure quando un programma televisivo viene considerato dai politici importante quanto le due camere, o ancora quando viene delegittimato il Presidente della Repubblica, offesa la Carta Costituzionale e ridicolizzata l’opposizione, quando si dichiarano inutili i sindacati, quando si additano finte emergenze per nascondere quelle vere, quando si vuole mettere il bavaglio all’informazione e alla magistratura. E così via. Insomma i golpe hanno tante facce, ma il risultato è sempre lo stesso, ossia la morte della democrazia e della libertà.

Emanuele Bellato

QUELLI CHE...

Causa febbre alta, per due giorni mi sono abbandonato, con ridotte capacità psico-fisiche, sul divano davanti alla tv. Domenica e lunedì alternativi, al riparo dai quotidiani, dai programmi politici. Ieri, dalla Ventura (Quelli che il calcio, Rai2), inviato a Napoli c’era Mastella. Mastella? Ma non era un politico? Non era quello che da Ministro della Giustizia aveva denunciato il Pm che lo accusava? Quella che la moglie...? Quello che il governo Prodi...? Quello che ora si candida in Europa con Berlusconi... Bene, riabilitato - socialmente, si intende - dal servizio pubblico. Oggi pomeriggio, dalla D’Urso protagonista Corona, già arrestato per estorsione e una decina di altri reati. Riabilitato (p.s.: La D’Urso fa politica spudoratamente nei suoi programmi. Parlando con Vinti, il nuovo Mentana, ha sancito: “il Governo è dalla nostra parte”, lasciando il conduttore nella più totale incredulità e imbarazzo). E poi mi sono fatto una scorpacciata dei programmi di cucina, diAmici, di gossip, di forum ecc…ecc... E poi ho pensato a Gasparri. E’ nota la mia avversione intellettuale verso quest’uomo. Devo confessare che mi sono bastati due giorni pieni di tv per rivalutarne alcune doti. Dopotutto, non è affatto peggio della signora bionda di mezza età seduta sulla terza gradinata di Amici che interviene sempre per dire la sua. Ella, nota per essere ingenuamente antipatica, volgarmente banale, riscuote sempre un sacco di applausi.E, vi dirò, per qualità di argomentazioni, antipatia, incapacità di seguire un filo logico nel discorso, pudore nel non essere demagogicamente banali, Gasparri non è poi tanto peggio. Qualcuno dovrà pur parlare a quel pezzo di Italia che passa le giornate davanti ad Amici.

Max

A VOLTE RITORNANO

Si è concluso ieri a Roma il congresso del Partito Liberale Italiano. Stefano De Luca è stato riconfermato presidente del Pli, mentre la vera novità è la nomina a vice del figliol prodigo Paolo Guzzanti. I neo-liberali pur eredi di un’importante tradizione politica, che parte da Benedetto Croce, passa per Luigi Einaudi ed arriva fino a Giovanni Malagodi (con lui segretario, alle elezioni politiche del 1963, il Pli ottenne il 7%, miglior risultato di sempre) alle ultime elezioni hanno racimolato un misero 0,3%. Ora si ripresentano agli elettori italiani più divisi che mai, con una corrente autonomista guidata da De Luca ed un’opposizione interna filo-berlusconiana i cui leaders sono Marco Taradash e il direttore dell’Opinione delle Libertà Arturo Diaconale. Come i centristi di Casini e Tabacci il nuovo Pli si rivolge ai cittadini delusi da un bipolarismo fasullo ed illiberale. A questo punto potrebbero unire le “forze”, in fondo furono gli stessi liberali nel 1993 a varare la prima Unione di Centro poi confluita nel Polo delle Libertà. Come inno io suggerirei una nota canzone di Al Bano e Romina Power: “Nostalgia canaglia”…

Italo Di Giacomo

La primavera in anticipo del Pd

L’elezione di Dario Franceschini alla segreteria del Partito Democratico cancella molti alibi e perplessità dei cattolici circa l’aderire al progetto del PD. Per chi crede nell’incontro tra popolari e riformisti ed è stanco dell’arroganza e dell’inefficienza dell’attuale governo è naturale identificarsi nella figura e nel programma di Dario, un vero cattolico popolare. I primi passi del segretario, compreso il toccante giuramento sulla Costituzione del padre (già partigiano bianco ed onorevole Dc), fanno ben sperare in una nuova primavera del centrosinistra italiano.
Agli amici moderati, ancora titubanti, dico che l’Udc è il traghetto di Caronte verso l’inferno berlusconiano e chi coltiva ipotesi centriste lo fa, nella maggior parte dei casi, in malafede, illudendo gli sprovveduti viaggiatori.
Finalmente nel Pd, e l’elezione di Franceschini lo dimostra, c’è posto per i popolari e per costruire una valida e credibile alternativa di governo. In bocca al lupo Dario!

Emanuele Bellato

Bronzo iridato per Giorgio Di Centa

Seconda medaglia per l’Italia ai Mondiali di sci nordico in corso di svolgimento a Liberec, in Rep. Ceca. Il campione olimpico Giorgio Di Centa ha conquistato il bronzo nella 30 km inseguimento.
Nella parte finale della gara quattro atleti, tra cui Giorgio, si sono staccati dal gruppo, andando in fuga. Ad un chilometro dal termine l’azzurro era quarto, poi complice anche la caduta del russo che lo precedeva, ha chiuso in terza posizione, centrando così un bel bronzo.
Quinto Roland Clara, più indietro gli altri italiani.
“E’ una giornata stupenda. I miei sci erano leggermente più lenti rispetto a quelli degli avversari, ho faticato tanto, poi quando ero quarto è entrata in gioco un po’ di fortuna, con la caduta dello sciatore russo. Dedico questo argento a tutte le persone che hanno creduto in me”, ha detto Giorgio ai microfoni di Raisport.


Francesca Monti

Cinémathèque #12: Revolutionary Road

Revolutionary Road - Tragedia sulla strada del cambiamento

Un matrimonio che marcisce in tragedia, un frammento di vita tristemente troppo breve e terribilmente fatale. Nuovamente una strada percorsa in una sola direzione, dopo quella di “American Beauty” e “Road to perdition”, senza ritorno annesso, verso un baratro interminabile, dalle pareti spietatamente prive d’appigli che ne consentano la risalita. Sam Mendes, meno appariscente riguardo l'estetica e in maggior misura teatralmente impegnato nel restituirci una coppia d’attori in simbiosi, rinuncia in parte ai vezzi stilistici che un film come il sopraccitato “American Beauty” annoverava tra le sue peculiarità. Rimproverabile, d’altro canto, di essere troppo invisibile in regia, il regista britannico non è riuscito a trovare il compromesso migliore tra soluzioni estetiche e contenuti, ma di certo, se “American Beauty” è da ritenersi ancor oggi un prezioso monile cinematografico, “Revolutionary Road” non gli è certo inferiore a valore. “Revolutionary Road” ha una traiettoria talmente precisa alla drammaturgia, per scomodare un termine impegnativo, che tutto il film ruota in funzione della coppia d’attori “Di Caprio-Winslet”, gli stessi che, più di dieci anni or sono e poco più che ventenni, hanno vestito i panni degli innamorati con addosso una dose di responsabilità non indifferente per la buona riuscita del colossal “Titanic” di James Cameron. Ora maturati, non solo nel fisico ma anche professionalmente, i due attori si misurano con una situazione di vita che non ammette sbagli o mancanze. “Revolutionary Road” è un dramma, in luce soffusa, tratto dall’omonimo romanzo del 1961 di Richard Yates, ambientato negli anni 50 in una New York troppo perbenista e dominata dai dettami dell’epoca, basati sull’ipocrisia e falsi miti di felicità. Quella che sembrava una coppia perfetta, speciale, per usare l’esatto doppiaggio del film, non è altro che la riproduzione di una vita apparentemente serena e normale (come ciò che l’agiata famiglia in “American Beauty” all’ora di cena voleva far credere), esternamente in buona salute ma profondamente dilaniata, che cerca invano di risollevare le sorti di una storia d’amore già in fase di naufragio. Il regista Mendes traspone su schermo con dialoghi frequenti e scontri a viso aperto il disagio di questa coppia, che gli attori restituiscono con degna partecipazione. ”Revolutionary Road” non è una fotocopia, nel senso dispregiativo del termine, della situazione famigliare di “American Beauty”, ma è il racconto di una storia coincidente nel risultato ad un’infinità di altre, con due parti che cercano disperatamente di ritrovare quel magico equilibrio che ormai sembra irrecuperabile. In qualunque tempo la si narri, la tragedia sulla revolutionary road, è un cataclisma tutt’altro che adolescenziale, è la fine dei sogni, la morte certa di tutte le speranze, la conclusione di un amore che si pensava incrollabile, che nei peggiori dei casi lascia una scia di morte il cui puzzo non si riesce più a levare di dosso.

Voto: 7,5

Tobia Zerbato


Titolo: Revolutionary Road

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: Justin Haythe

Fotografia: Roger Deakins

Interpreti principali: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Michael Shannon, Kathy Bates, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Richard Easton, David Harbour

Nazionalità: USA, 2008

Durata: 1h. 59'


domenica 22 febbraio 2009

CIAO CANDIDO

Addolora la notizia della fulminea morte di un grande giornalista come Candido Cannavò. Nel mezzo di una giornata qualunque, di un mese qualunque, di un anno qualunque, piomba addosso e si materializza qual cattivo pensiero, quella drammatica consapevolezza che ogni essere umano coltiva e nasconde nel profondo della propria anima. La certezza che esiste una fine, che arriva senza preavviso e sconvolge. Cambia realtà, spezza sentimenti e consuetudini. E mentre accompagna in una nuova dimensione celeste chi lascia questo mondo, trascina in un vortice di interrogativi e inquietudini le persone amate. Ed è in momenti come questi, nella tragedia del distacco ineluttabile, che l’umanità si scopre incredibilmente identica e fragile. Non esiste più censo, gloria o ambizione. I pensieri e le logiche degli uomini lasciano il passo alla ricerca dell’indefinito e del misterioso. La creatura tende le braccia al creatore nella speranza di riallontanare la consapevolezza della fine, per riabbracciare e rifugiarsi in un’idea di infinito. Quella stessa, che permette a chiunque di inseguire nella vita di ogni giorno sogni e desideri, pur sapendo che, comunque vada, finiranno all’alba. Ciao direttore, ti abbiamo apprezzato per la tua competenza, il tuo stile e anche il tuo sorriso.

Francesco Toscano