venerdì 23 ottobre 2009

BERLUSCONI AL PUTIN TOUR

“Vengo a chiedere l’impegno del governo italiano nel processo di pace israelo-palestinese. All’Italia ci lega un’antica sintonia. Ci scambieremo opinioni su come accelerare il negoziato di pace”. Così parlava Re Abdullah II alla vigilia del suo viaggio in Italia. La storia è andata diversamente. Come è noto il sovrano giordano e consorte sono giunti a Roma, ma non c’era Berlusconi ad accoglierli. In parole povere il Cavaliere gli ha “tirato il pacco”, optando per una visita segretissima all’amico Putin. Una tre giorni di piacere e di lavoro, non inserita nell’agenda politica. Per i critici l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del premier: più interessato a festeggiare il compleanno dell’amico ex agente del Kgb nell’Unione Sovietica che alla risoluzione dell’intricata questione mediorientale (MO., una zona sempre più instabile, per molti esperti una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro con conseguenze a livello globale).
Inoltre, aldilà di un compleanno da festeggiare, per giunta in ritardo, resta fitto il mistero della visita. Il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza) Francesco Rutelli, per la serie marzulliana “si faccia una domanda e si dia una risposta” si è chiesto: “In quale nazione al mondo può succedere che il premier vada per un viaggio segreto da un leader di uno dei maggiori paesi del mondo?” E giustamente si è risposto: “Solo in un paese non democratico”. Nella polemica è entrato anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha inviato a Berlusconi una lettera aperta con la quale ha chiesto al Cavaliere di farsi portavoce presso Putin del rispetto dei diritti umani in Russia. Durissima la presa di posizione di Paolo Guzzanti che a Berlusconi, nonostante abbia militato per molti nel suo partito, non ha mai perdonato l’amicizia con il leader russo. Sul suo blog, “Rivoluzione Italiana”, ha scritto: “Mentre i due grandi amiconi Silvio e Vladimir stanno danzando al suono della balalaika, Enzo Lombardo ci ricorda che dobbiamo commemorare un’altra vittima di Putin: l’italiano Antonio Russo che nove anni fa fu barbaramente ammazzato mentre documentava i crimini della nuova armata rossa in Cecenia. Antonio fu ammazzato a freddo dai reparti speciali vicino a Tblisi in Georgia. Speriamo che Silvio si sia divertito con Vladimir, l’uomo che fino alla caduta del Muro guidava, da ufficiale superiore del KGB a Dresda e a Berlino, la Stasi tedesca e i servizi connessi”.
Da imputare a Putin non solo la guerra sporca portata avanti dalla Russia in Cecenia, ma anche le costanti intimidazioni alla libera stampa, un rapporto ambiguo con l’Iran e la freddezza nelle relazioni con gli Stati Uniti di Obama.
Considerando tutto questo viene spontaneo dire che tra tutte le frequentazioni discutibili del premier, quella con Putin, è sicuramente la più imbarazzante ed inquietante.

Paolo Sante

1 commenti:

Anonimo ha detto...

vladimir a piu de fortuna che mi,avrei voluto abbracciare una volta mio sogno SILVIO che io adoro,ma non mi nome"putin,o schoeder,alora e impossibile de l'incontrare,l'abbracciare,il fa essere molto ricco per incontrare SILVIO,e la prova che lui e cattivo,lui e bello,ma cattivo,perche solo le ricco a il diretto de l'incontrare!sophie