venerdì 16 ottobre 2009

PALESTINA: IL TEMPO DI SCHIERARSI

In occasione della visita nei “Territori occupati” di 400 italiani appartenenti alla società civile, ai sindacati e alle organizzazioni non governative, promossa per rilanciare il dialogo di pace tra israeliani e palestinesi ha parlato, durante la conferenza sulle responsabilità dell’Europa in Medio Oriente, anche il Patriarca latino emerito di Gerusalemme, Michel Sabbah. Ecco le dichiarazioni dell’Arcivescovo riportate dal quotidiano ambientalista “Terra”: «Se volete veramente aiutare palestinesi e israeliani a raggiungere la pace, è necessario che facciate pressione sul più forte, ossia su Israele, senza temere accuse di antisemitismo, usando le armi del diritto e se serve anche quelle del boicottaggio. […] In Israele il diritto è morto, eppure nessuno osa intervenire ».
E aggiungo io: un silenzio, quello dell’Europa, ancor più colpevole ed incomprensibile dopo l’apertura ai palestinesi del Presidente americano Barack Obama. Se anche un eminente prelato come Sabbah si espone con toni così accesi vorrà pur dire che esiste un problema non più rimandabile o da nascondere. L’architetto israeliano Eyal Weizman in un suo recente libro pubblicato da Bruno Mondadori, parla di “Architettura dell’occupazione”, in cui descrive un territorio completamente deturpato dal cemento per ridisegnare confini ed annientare storie, tradizioni e culture. La vera guerra quotidiana, condotta dal martoriato popolo palestinese, non è militare ma per la sopravvivenza. Chi vuole veramente la pace, non deve “lavarsi le mani” tenendo posizioni ambigue o sopra le parti. Questo è il tempo di schierarsi e di far cadere tutti i muri della vergogna.

Italo Di Giacomo

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