Leggendo l'accorata lettera di De Magistris, pubblicata dal "Fatto", non si può rimanere insensibili. Il neo deputato dell'Idv spiega nel dettaglio, con precisione e passione, i motivi che lo hanno spinto a lasciare la toga, attribuendo una parte cospicua di responsabilità al Presidente della Repubblica, nonché capo del Csm, Giorgio Napolitano. Qualunque sia il giudizio personale sull'uomo de Magistris, è impossibile non riconoscere la forza dei suoi ragionamenti. Persino chi ne intuisce i limiti caratteriali e umani, anche se condizionato da un pregiudizio di partenza, comprende lo sforzo di verità che l'ex magistrato offre alla collettività intera. Cosa dice De Magistris? In sintesi dichiara, finora senza smentite, che il sistema nel suo complesso è dominato da forze oscure che hanno oramai occupato tutti i gangli della vita democratica, "mafiosizzando" le istituzioni, fino al punto di rendere superfluo il ricorso alla violenza stragista. Parole come pietre. Come sostanzia, De Magistris, tali agghiaccianti conclusioni? Con fatti chiari, specifici, circostanziati e già vagliati da giudici terzi. Come quelli di Perugia che recentemente hanno riconosciuto la bontà dell'operato dei magistrati di Salerno, "massacrati" dal Csm, in riferimento alla famosa perquisizione negli uffici giudiziari di Catanzaro che diede il là alla fantomatica "guerre tra procure", sapientemente cavalcata dalla, dice De Magistris, "stampa di regime". Insomma il quadro è drammatico e l'ex Pm ha la capacità di portarlo alla luce con grande abilità, in modo tale da consentire ad una pubblica opinione, troppo spesso colpevolmente assopita, di capire fino in fondo la pericolosità del periodo storico che stiamo attraversando. Può darsi che il lodevole sforzo di verità di De Magistris finisca sconfitto e soffocato dalle forze tentacolari che oggi paiono avere il sopravvento. in ogni caso, comunque vada a finire, è doveroso che ognuno con le proprie forze continui a tenere accesa una flebile fiammella di verità.Francesco Toscano



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