Per la prima volta l’azione del governo e delle forze armate dello Stato di Israele viene messa alla sbarra. Lo fa il Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite, adottando il rapporto “Goldstone” sulla guerra di Gaza, ed imputando all’esercito israeliano “crimini di guerra”, commessi durante l’operazione militare denominata “Piombo fuso”. Questo è un primo passo, ma fondamentale per l’accertamento della verità. Stupisce il comportamento del governo italiano che qualche giorno fa, per bocca del premier Berlusconi, solidarizzava con il popolo palestinese, e poi alla prova dei fatti ha votato contro la risoluzione critica verso Israele.Oltre ai crimini di guerra non bisogna dimenticare la sofferenza quotidiana dei palestinesi d’Israele. Isadora D’Aimmo nel suo ultimo libro “Palestinesi in Israele” (Carocci, 2009) dice al mondo intero che lo Stato d’Israele viola i diritti umani non solo a Gaza ma anche all’interno dei suoi confini con l’utilizzo di leggi di emergenza permanenti e la trasformazione della toponomastica, con la discriminazione nei pubblici uffici dei lavoratori israelo-palestinesi, con l’espulsione dei pastori e il riversamento di sostanze tossiche nelle terre dove vivono le comunità arabe. Questo evidente restringimento degli spazi di libertà e le costanti discriminazioni, non possono non far parlare di stato di “apartheid”.
Italo Di Giacomo



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