venerdì 2 ottobre 2009

MAGGIORDOMI DI GOVERNO

Cambiano i tempi, cambiano i nomi dei partiti, ma il capo supremo della destra di governo l’è semper lù, il Silvio nazionale. Però non è corretto parlare di mancanza di democrazia all’interno del Pdl. La prova provata è il succedersi continuo di portavoce. Ecco alcuni nomi da FI al PdL: Tajani, Vito, Schifani, Cicchitto, Bondi, Capezzone, Quaglieriello, mavalà Ghedini, Bonaiuti e ultimo in ordine di apparizione Paolo Romani.
A tutti loro va la mia profonda stima e solidarietà perché riescono (o sono riusciti) con estrema professionalità a sfidare il ridicolo per difendere l’indifendibile, ovvero tutte le magagne e i vizietti dell’arzillo Cavaliere di Arcore. Sempre solerti nell’eseguire gli ordini di scuderia, sacrificano con fulgido eroismo la loro dignità…politica. Tutti provengono da una lunga gavetta, in prevalenza ex socialisti ed ex radicali, spesso valletti muti, sempre un passo dietro il Capo. Meglio se bruttini e stagionati. A volte debbono aspettare anni prima che Lui si accorga di loro. Però alla fine vengono quasi sempre premiati con il diritto di parola o con un ministero.
Entrare nelle grazie del Premier, se non si è una escort, uno stalliere siciliano in odore di mafia, o un presunto pappone trafficante di droga barese, non è semplice.
Per svolgere il ruolo di replicante del primo ministro bisogna essere preparati, velenosi negli interventi, petulanti, ripetitivi fino alla nausea, pieni di astio nei confronti del nemico, incazzosi, rissosi, di querela facile e dimostrarsi più efficaci dei precedenti portavoce.
Non li invidio proprio per il loro ingrato compito e penso che dovremmo tutti avere maggior rispetto per questi martiri contemporanei servitori del…padrone.

Paolo Sante

0 commenti: