La bolla. La pericolosa fine del sogno berlusconianoMaltese Curzio
€ 13,00
2009, 144 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)
“Ci stanno rubando il futuro!” hanno gridato nelle piazze di tutta Italia gli studenti del movimento dell’Onda. Ma lo stesso grido potrebbe accomunare in realtà l’intero paese. Perché l’Italia si è fermata, ha perso la capacità di progettare il futuro, e la crisi economica non fa altro che rendere più visibile e più dolorosa una malattia contratta già da tempo. Il collasso è la radiografia impietosa ma reale di un paese che non sa più proiettarsi in avanti. Che spreca le sue migliori risorse intellettuali non riconoscendo loro alcun merito e costringendole a emigrare. Che non ha il coraggio di investire sull’innovazione e la tecnologia. Che sta perdendo la sfida della competizione internazionale. E che continua a devastare il suo territorio senza preoccuparsi di cosa troveranno le prossime generazioni. Al culmine della piramide, purtroppo, una classe dirigente che è più che mai parte del problema anziché una possibile soluzione. Una classe dirigente che nella sua parte conservatrice continua a coltivare la nostalgia di un passato autarchico, quando sul mondo non spiravano ancora i venti della globalizzazione. E che nella sua parte progressista appare immobile, incapace di ricambio generazionale, sorda agli umori del paese reale, addirittura messa in discussione dal punto di vista dell’onestà.
Capitalismo parassitarioBauman Zygmunt
€ 8,00
2009, 66 p., brossura
Laterza (collana Il nocciolo)
Estratto / “Come il recente «tsunami finanziario» ha dimostrato, «al di là di ogni ragionevole dubbio», ai milioni di individui che il miraggio della «prosperità ora e per sempre» aveva cullato nella convinzione che i mercati e le banche del capitalismo fossero i metodi garantiti per la risoluzione dei problemi, il capitalismo offre il meglio di sé non nel risolvere i problemi, ma nel crearli. Il capitalismo, proprio come i sistemi di numeri naturali dei famosi teoremi di Kurt Gödel (anche se per ragioni diverse...), non può essere simultaneamente coerente e completo; se è coerente con i suoi princìpi insorgono problemi che non è in grado di affrontare (voglio ricordare che l´avventura dei «mutui subprime», sbandierata all´opinione pubblica come la via per mettere fine al problema dei senzacasa, quella piaga che il capitalismo, come è risaputo, produce sistematicamente, ha invece moltiplicato il numero dei senzacasa attraverso l´epidemia di pignoramenti...); e se cerca di risolverli non può riuscirvi senza cadere nell´incoerenza con i propri presupposti di fondo. Molto prima che Gödel stilasse il suo teorema, Rosa Luxemburg aveva scritto il suo studio sull´«accumulazione del capitale», dove sosteneva che il capitalismo non può sopravvivere senza le economie «non capitalistiche»: esso è in grado di progredire, seguendo i propri princìpi, fintanto che vi sono «terre vergini» aperte all´espansione e allo sfruttamento; ma non appena le conquista per poterle sfruttare, le priva della loro verginità precapitalistica e così facendo esaurisce le fonti del proprio nutrimento. Il capitalismo, per dirla crudamente, è in sostanza un sistema parassitario”.



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