lunedì 19 ottobre 2009

HONDURAS SENZA ACCORDO

Nei giorni scorsi si sono interrotte le trattative per la pacificazione dell’Honduras, tra il legittimo presidente Manuel Zelaya e il presidente golpista Roberto Micheletti. Dall’ambasciata brasiliana in cui ha trovato rifugio, dopo il rientro in patria di tre settimane fa, Zelaya rifiuta categoricamente la proposta “beffa” che sia la Corte suprema (ovvero le Forze armate) a decidere sull’eventualità del suo ritorno al potere. Ed ha denunciato: “Non siamo disposti ad accettare la militarizzazione della società”. A Zelaya, appartenente al Partito Liberale, come l’antagonista golpista, non è stata perdonata dalle oligarchie capitaliste la svolta sociale e l’attenzione per gli ultimi dimostrata negli ultimi tempi in un paese considerato in epoca reaganiana il cortile degli Stati Uniti e che versa da troppi anni in una grave condizione di crisi economica pur essendo ricco di risorse energetiche naturali. L’Italia, a parte una condanna informale del “putsh” non ha fatto niente. Eppure il ruolo di mediazione dell’Italia dovrebbe essere quasi scontato viste le origini italiane dell’usurpatore Micheletti. Per chi volesse approfondire e seguire in diretta la situazione del golpe in Honduras può visitare il blog http://resistehondurasita.blogspot.com/

IdG

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