mercoledì 14 ottobre 2009

Cinémathèque #17: UP

Un anziano signore amante dell’esplorazione e dell’avventura, rimasto solo dopo la scomparsa della moglie, decide di sfuggire all’imminente ricovero in ospizio trasformando la sua casa in una dimora volante mediante l’impiego di centinaia di palloncini colorati. Deciso a compiere un viaggio promesso a suo tempo alla moglie, s’imbarca in una bizzarra avventura in compagnia di un giovanissimo esploratore. Proiettato in anteprima mondiale al festival di Cannes e poi a quello di Venezia, “Up”, nuovo lungometraggio di casa Pixar, arriva infine anche nei cinema italiani, dov’è prevista la proiezione in tre “modalità”: pellicola tradizionale, proiezione digitale, e Disney Digital 3D con appositi occhiali (le ultime due solo nei cinema abilitati). Innalzati all’olimpo del cinema d’animazione dal recente Leone D’oro veneziano alla carriera, lo staff della Pixar realizza il suo decimo film investendo Pete Docter della carica di regista. Preferendo da sempre un cinema in grado d’emozionare (prima di sbalordire per tecnologia), i fantasiosi autori di “Up” si avvalgono della metafora dell’uomo dei palloncini per suggerire che la dimensione dei sogni non è irraggiungibile, bastano infatti qualche palloncino colorato e la voglia di rimettersi in discussione per spiccare il volo verso il fantastico mondo racchiuso nella mente di ognuno. Un viaggio in terra agognata è quello che l’anziano protagonista Carl si prefigge nonostante le giunture l’avvertano della sua veneranda età. Accompagnato dall’aspirante esploratore Russell, bambino capitatogli per caso sulla soglia di casa, Carl dovrà fare ritorno alla vita reale fino ad ora abbandonata in favore di un isolamento che credeva fosse la soluzione al vuoto lasciatogli dall’assenza della moglie e dalla vecchiaia. Uno “status” quello del protagonista Carl, che sembra non offrire spiragli sul mondo “moderno”, tant’è che la sua modesta casetta eretta in tempi di gioventù, è l’ultimo costrutto di una vita lentamente azzannata dal progresso, con palazzoni che minacciano quel poco di verde rimasto attorno all’abitazione. Nel rapportarsi con il suo giovane passeggero l’iniziale ostilità verrà soppiantata in modo del tutto naturale dall’affetto e l’amicizia, in quel che è un vero e proprio tripudio dei migliori sentimenti umani. Un duo, quello del giovane Russell e l’anziano Carl, con i giusti requisiti per coinvolgere lo spettatore, che è poi la “scommessa narrativa” sulla quale gli autori di “Up” non hanno paura di puntare, ma il primo film Pixar realizzato in Disney Digital 3D è anche il primo della casa californiana che convince a metà; in risposta alla domanda che molti lettori si staranno ponendo possiamo affermare che “Up” non è il migliore dei film Pixar girati fino a questo momento. E’ piacevole, coloratissimo e ricolmo di buffi personaggi, ma disuguale nello sviluppo. Il film offre momenti di grande cinema nei suoi primi venti minuti dove le immagini e la colonna sonora descrivono con ironica malinconia il passato della coppia, per poi trascinarsi senz’enfasi particolare in una seconda parte più “leggera” e perlopiù inefficace su un pubblico adulto, mentre è appena sufficiente per il divertimento dei bambini. Piacerà lo stesso ed in cuor nostro ci teniamo a consigliarlo, ma non ce la sentiamo d’eleggerlo come rappresentante del miglior cinema Pixar. Nei cinema italiani dal 15 Ottobre 2009.


Tobia Zerbato

Regia: Pete Docter
Sceneggiatura: Bob Peterson, Pete Docter
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 1h. 37′

0 commenti: