Nella giornata di ieri tre persone hanno perso la vita in incidenti sul lavoro: due ad Aprilia e uno a Messina. A Vasto - fonte Cgil - un operaio di circa 40 anni, è stato investito da una fiammata; trasportato in ospedale non è in pericolo di vita. Ad Albiano in provincia di Trento, un operaio ha invece subìto l’amputazione di tre dita della mano. Infine a Masi Palù un operaio è stato schiacciato da un trattore, riportando gravi ferite a una spalla e a un braccio.Questi tragici episodi sono avvenuti a poche ore dalla 59^ Giornata nazionale per le vittime degli incidenti di lavoro organizzata dall’ “Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro”, e dal monito del Presidente Giorgio Napolitano sul fenomeno delle morti bianche definito: “dolorosissimo, inquietante e inaccettabile per una società che voglia dirsi civile”. Se il Testo unico sulla sicurezza, voluto dal ministro Sacconi, punta sulla formazione e la prevenzione ha fatto un passo indietro per quanto riguarda l’apparato sanzionatorio notevolmente ridotto.
Negli ultimi cinque anni in Italia si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro, con oltre 7.000 morti e quasi 200 mila invalidità permanenti. Secondo l’INAS-CISL la situazione è peggiore, infatti sarebbero 10 mila i morti sul lavoro in Italia ogni anno giacché “i dati ufficiali sono sottostimati perché non si considerano gli effetti delle malattie professionali”. Tra le cause di morte per chi lavora gli incidenti stradali sono al primo posto, con il 54% del totale, seguiti dall’edilizia (con la piaga dei subappalti), dai trasporti e dall’agricoltura (in aumento del 15,2%).
Numeri del terrore, cifre da guerra, ma qui, per la politica, sembrano non esserci eroi da celebrare.
Paolo Sante



1 commenti:
...Chi muore al lavoro e chi muore per la mancanza di lavoro... E poi le chiamano "morti bianche". C'è un solo nome per definire queste morti: omicidi!!
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