venerdì 9 ottobre 2009

ASPETTANDO IL PARTITO DEMOCRATICO

Gli esponenti del Partito Democratico si indignano - giustamente - per le esternazioni di Berlusconi nei confronti del Presidente Giorgio Napolitano, ed esprimono solidarietà a Rosi Bindi per le offese ricevute nel salotto di Bruno Vespa: da “più bella che intelligente” del Cavaliere poco galante a “zitella petulante” del leghista Castelli. Il premier però non si pente ed anzi ha manifestato l’intenzione di rompere il tabù del politicamente corretto e dell’ipocrisia nelle relazioni istituzionali. Cosa c’è ancora da aspettarsi da uno che si auto-esalta dicendo: “Meno male che Silvio c’è” e “Forza Silvio”? Gli stessi colleghi di maggioranza e la sua squadra di governo sono sempre più in difficoltà nel difenderlo. La sensazione è che non gli bastino più le classiche 24 ore per sbollire il livore e magari rettificare quanto detto il giorno prima. Ormai lo scontro è aperto e l’intenzione del Cavaliere è quella di scatenare una “guerra” senza prigionieri: dall’informazione, all’opposizione passando per la Magistratura. E il Pd oltre ad indignarsi cosa fa? Poco o nulla. Invece di chiedere le dimissioni del premier e le elezioni anticipate insieme a Idv e agli altri partiti di sinistra, si accoda al coro della destra e dell’Udc, nel chiedere a Silvio di continuare a governare in nome del popolo italiano per il bene del Paese. Rutelli vorrebbe addirittura fare la “grande ammucchiata”, tutti insieme appassionatamente. Naturalmente la “Grosse Coalition” tedesca (con la conseguente crisi politica ed elettorale della Spd) non ha insegnato niente… Non voglio essere maligno, ma sono arrivato a pensare che se Berlusconi avesse presentato il “Lodo Alfano” in Parlamento probabilmente avrebbe trovato il consenso dei due terzi necessario per farlo diventare legge Costituzionale. Così come Pdl e Lega sono riusciti a far passare lo “scudo giudiziario” grazie alle assenze determinanti nei banchi dell’opposizione. Il Capogruppo Pd Antonello Soro ha giustificato i deputati assenti ricordando il loro stacanovismo e le elevate percentuali di presenza in Aula. E proprio qui sta la gravità! Perché sono mancati proprio nell’occasione più importante? Nonostante tutto voglio continuare ad avere fiducia nel Pd, ma se domani vuole diventare maggioranza deve prima diventare opposizione.

Italo Di Giacomo

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