Mercedes Sosa, detta “la Negra” in omaggio alle sue origini indie, la più grande artista argentina di musica popolare, simbolo della resistenza contro le dittature dell’America Latina, si è spenta domenica scorsa all’età di 74 anni. La costante denuncia politica e sociale, presente in tutta la sua opera discografica, le costò, nell’Argentina della seconda metà degli anni 70, la censura, il carcere e persino l’esilio. Mercedes Sosa ha collaborato con tutti i più grandi artisti latino-americani del suo tempo, ma anche con le giovani generazioni di cantanti. Solo per citare qualche nome: Joan Manuel Serrat, Luis Alberto Spinetta, Caetano Veloso, Shakira, Gustavo Cerati, Charly Garcia, Calle 13 e Joaquin Sabina. Recentemente era uscito un doppio cd che in breve tempo aveva scalato i vertici della classifica argentina, ed era in lizza per tre “nomination” ai Grammy Award del prossimo 5 novembre. In Italia aveva cantato per il Papa e duettato con Pavarotti, dimostrando interesse per la nostra musica popolare, in particolare quella napoletana. Ricopriva il ruolo di Ambasciatrice dell’Unesco per l’America Latina e i Caraibi. Pace, cambiamento e democrazia erano le sue speranze e continueranno ad esserlo per milioni di diseredati dell’America Latina e del mondo intero.L’Etrusco



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