giovedì 29 ottobre 2009

4 NOVEMBRE CONTRO LA GUERRA

Tra qualche giorno si svolgeranno in tutta Italia le celebrazioni per ricordare il 4 novembre 1918. Una ricorrenza, istituita durante il periodo fascista, per esaltare la vittoria delle armi italiane su quelle austro-ungariche e rinfocolare i desideri di nuove espansioni territoriali. Molti usano il termine “Festa della Vittoria”. Ma cosa c’è da festeggiare? E’ sempre bene ricordare che la “Grande guerra” costò all’Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti. Inoltre non fu una quarta guerra d’indipendenza come per troppo tempo tanti sussidiari scolastici hanno voluto far credere. Il completamento dell’unità italiana sarebbe avvenuto comunque, anche senza la guerra. La storiografia è ormai concorde nel sostenere che l’impero asburgico aveva promesso Trento e Trieste in cambio della neutralità italiana. Come tutte le guerre anche il primo conflitto mondiale è figlio di interessi diversi da quelli ideali e patriottici. C’entrano invece la grande industria, le banche, la stampa conservatrice, e una classe dirigente liberale in declino. Tanto è vero che il fascismo, giunto al potere anche grazie a quei nazionalisti che parlavano di “vittoria mutilata”, bloccò subito i lavori della commissione di inchiesta parlamentare sui profitti illeciti accumulati da industriali, ufficiali, e funzionari statali durante la guerra. Non siamo di fronte alla proposta di abolire il 4 novembre, ma semplicemente si richiede ai politici e agli amministratori che saranno chiamati a tavole rotonde o pubblici incontri di rinunciare alla retorica ed essere più sobri nel ricordare l’evento, privilegiando, i temi della pace, della concordia tra i popoli e della brutalità della guerra.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Analisi brillante che un giorno non troppo lontano speriamo di leggere anche nei libri di storia, soprattutto in quella insegnata a scuola.

moderatore ha detto...

Gentile lettore, se va avanti così temo che i libri di storia spariranno dalle scuole...