venerdì 31 luglio 2009

VERITA' NASCOSTE

In questa società sempre più competitiva sembra non avere più patria il riconoscimento del merito. Nel lavoro i giovani talenti vengono continuamente umiliati dai “padroni” e a vincere sono sempre i furbi, i figli di, i signorsì, i ruffiani e le cosiddette veline. La gratitudine è bandita perché vuol dire riconoscere le capacità dell’altro e dunque per gli “squali” equivale a mettersi un gradino sotto. Per fortuna esistono ancora delle oasi di libertà, non ancora intaccate da questo diffuso modo di pensare, e il nostro blog ne è l’esempio concreto. A tal proposito voglio fare i complimenti al nostro collaboratore Francesco Toscano, uno dei pochi in Italia, ad anticipare e sostenere un’altra verità sul caso “Borsellino” in questi giorni ritornato prepotentemente d’attualità. Qualche lettore “accusava” Francesco di dare troppo spazio e peso alle dichiarazioni di Salvatore Borsellino, fratello del giudice martire, di Ciancimino Jr e di Gioacchino Genchi, invece i fatti, a partire dalla possibile riapertura del processo sulla strage di via D’Amelio, gli stanno dando pienamente ragione. Conosco bene Francesco Toscano e so che per lui la ricerca della verità è una missione di vita che non si limita alla mera testimonianza, ma è passione ed inquietudine che sfocia nell’impegno civile e nella denuncia sociale. Tenete bene a mente il suo nome perché tra qualche mese uscirà un suo libro che ripercorre la storia della Seconda Repubblica, un viaggio nella memoria dove tutto è risaputo ma niente è scontato e le ombre, che prevalgono sulle poche luci, si allungano inesorabilmente sul nostro presente.

Emanuele Bellato


VIOLANTE 1 VIOLANTE 2

Luciano Violante dichiara ai magistrati di Palermo di essere a conoscenza della trattativa tra mafia e stato fin dai tempi in cui ricopriva il ruolo di presidente dell’antimafia. A parlargliene, sempre secondo l’ineffabile ex magistrato torinese, fu il colonnello dei Ros Mario Mori, già al centro in passato di indagini della magistratura. E bravo Violante! L’inflessibile “eroe” dell’antimafia dei primi anni novanta, l’uomo integerrimo capace di guidare la “rivolta degli onesti”, nonché cinghia di trasmissione in quegli anni tra la politica e la magistratura, si ricorda di questi “piccoli particolari” solo a distanza di 17 anni, e casualmente proprio mentre i magistrati riaprono le inchieste per fare luce su quella tragica stagione di sangue e bugie. Violante, di grazia, potrebbe spiegare alla pubblica opinione dove è stato in tutti questi anni? Perché dice solo adesso quello che avrebbe dovuto denunciare tanti anni fa? Violante è in buona compagnia. Non è il solo infatti che soffre di improvvise amnesie. Anche l’attuale vicepresidente del Csm Nicola Mancino, infatti, recupera sbiaditi ricordi e dichiara in questi giorni di “aver rifiutato”, ai tempi in cui ricopriva l’incarico di Ministro degli interni, “qualsiasi trattativa con la mafia”. Bene, affermando quindi di aver respinto la trattativa, Mancino certifica l’esistenza della stessa. Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, da anni denuncia inascoltato fatti ed avvenimenti che solo adesso si impongono nel dibattito politico. Grazie al silenzio colpevole e complice di buona parte della politica e dell’informazione. Lo stesso Gioacchino Genchi, molti mesi fa, disse: “nell’inchiesta Why Not ho ritrovato molti personaggi che incontrai all'epoca delle stragi". Chi sono questi personaggi? Che ruoli occupano nelle istituzioni? Il momento della verità è quasi giunto. E la verità va cercata qualunque essa sia, anche la più tragica e inconfessabile. Per far sì che il sangue di Falcone, Borsellino e degli uomini della scorta non sia stato versato invano.

Francesco Toscano

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