“Coraline e la porta magica” è l’ultima grande impresa di Henry Selick ed il suo paziente staff d’animazione. Realizzato con la tecnica dello stop-motion (dove la fluidità dei movimenti è composta da una miriade di micro-spostamenti e relativa ripresa dei soggetti interessati), “Coraline” è un film visivamente affascinante e disponibile anche nella visione 3D stereoscopica, con appositi occhiali e sovrapprezzo, proiezione godibile unicamente nei cinema attrezzati. La visione in 3D è altamente consigliata: dopo qualche minuto in cui l’occhio deve accomodarsi, il senso di profondità tridimensionale è esaltante e saprà restituire allo spettatore una visione appagante. Interessante non soltanto per la realizzazione tecnica (che tuttavia manifesta una certa legnosità in apertura della quale non c’è dato sapere se è voluta o meno), “Coraline” (da un racconto di Neil Gaiman) è la storia di una bambina di undici anni che si trasferisce con il padre e la madre in una nuova casa. Completamente trascurata dai genitori, troppo indaffarati dal lavoro, Coraline ha tutto il tempo d’esplorare il suo nuovo “parco giochi”. E’ così che la piccola protagonista s’imbatte in una porticina murata, a misura di bambino, che, una volta aperta, si snoda in un tunnel di collegamento con un mondo parallelo. Una fotocopia? Non esattamente, poiché alcune differenze sono rilevanti: il “nuovo mondo” appare più colorato e gioioso, persino le “copie” dei genitori sono gentili e disponibili con la figlia, al contrario del mondo reale. Unico neo, tutti i bizzarri abitanti hanno bottoni al posto degli occhi. Superati i primi momenti di stupore e ribrezzo tutto sembra volgere al meglio ma Coraline s’accorgerà che le prime impressioni sono molte volte quelle sbagliate. Difatti, la madre è una sorta di strega smaniosa d’impossessarsi dell’anima della malcapitata bambina. Piccola ma decisa, testarda nell’animo e nel pensiero, Coraline è una bambina cui l’adolescenza sta lentamente ma implacabilmente bussando alla sua porta. Una volta aperta la piccola porticina si vedrà costretta a fronteggiare la prima grande prova di sopravvivenza, una lotta per tornare al suo mondo d’origine, con l’aiuto di un gatto e di qualche strampalato amico. Dopo un avvio incerto “Coraline” s’assesta in un racconto non particolarmente frizzante. Mantenendosi costante nella fastosità visiva, il racconto di Selick non è coinvolgente come invece sarebbe lecito aspettarsi da un film del creatore di “Nightmare Before Christmas”. Un raffronto questo che sorge inevitabile durante la visione e che mette in luce una certa deficienza nella sceneggiatura e nei personaggi. Coraline rimane il personaggio migliore del ventaglio, seppur anch’esso manchevole di quelle peculiarità ad assurgerlo verso l’indimenticabile, come lo era Jack Skeletron, anche se quest’ultimo sicuramente facilitato da una certa platealità nell’esprimersi in versi. Al film manca lo scoppio del fulmicotone che nemmeno la caccia finale ai tre oggetti, valevole il ritorno a casa, riesce ad innescare: essa si rivela per nulla memorabile e troppo sbrigativa. Quel che rimane dunque, è un buon film, riservato più ai grandi che ai bambini. Tuttavia, “Coraline”, racchiude un importante monito, fruibile per entrambe le parti, ossia, che le apparenze spesso ingannano e anche la più rosea delle visioni può occludere un terribile segreto. Quel mondo tanto diverso quanto desiderato da Coraline è lo stesso dalla quale lei per prima fuggirà via, perché per tutto c’è un prezzo da pagare, soprattutto per la felicità, una lezione questa che Coraline non scorderà così facilmente.Voto: 7
Tobia Zerbato
Coraline e la porta magica
Paese: Usa
Durata: 89 min
Anno: 2009
Genere: animazione, fantastico
Regia: Henry Selick
Soggetto: Neil Gaiman
Sceneggiatura: Henry Selick




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