Da una parte c’è l’Italia della Casta, quella dei lustrini. Dall’altra c’è il Paese reale, quello fotografato dall’Istat, in cui gli italiani faticano ad arrivare a fine mese con lo stipendio, sempre che ci sia almeno uno stipendio. Il rapporto rileva che più di una famiglia su cinque ha difficoltà economiche. Bollette, cure mediche, cibo, vestiario e spese impreviste costituiscono un problema insormontabile per oltre 5 milioni di famiglie italiane. A tutto questo bisogna aggiungere il cronico divario strutturale tra Nord e Sud del paese, i redditi medi più bassi d’Europa e l’aumento della disoccupazione. Anche la Chiesa, dopo anni di battaglie sui temi della vita e della bioetica, ha deciso di rimettere la questione sociale al centro dell’impegno dei cattolici. Non si vive di sole ronde e promesse regolarmente disattese. Si poteva risparmiare con l’abolizione delle province invece in molte parti d’Italia saremo chiamati, nei prossimi giorni, ad esprimere il nostro voto per eleggere i rappresentanti di un ente inutile. Altro capitolo le spese militari: “E’ finalmente giunto il momento di porre termine a questi sprechi e queste inefficienze”, non è la dichiarazione del comunista Diliberto, ma del presidente Obama che nei giorni scorsi ha firmato una legge per la riduzione delle spese militari. Il ministro della Difesa La Russa si vanta di aver risparmiato un milione di euro (da destinare alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto) per la parata del 2 giugno, grazie alla riduzione delle tribune lungo via dei Fori Imperiali. Ma quanto “caspita” costa solitamente questo evento? Eliminazione degli sprechi, un lavoro dignitoso per tutti, salari più alti, sobrietà della politica, queste sono le priorità per evitare conflitti sociali e guerre tra poveri.Emanuele Bellato



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