domenica 12 aprile 2009

Cuore acustico in torace elettronico

Incontro con Michele Nucciotti

L’occhiata furtiva che diede vita al precedente “Percorsi interrotti”, cd autoprodotto ed interamente fruibile gratuitamente sul sito web Jamendo.com, si arricchisce oggi di un nuovo sguardo: è con “Risposte multiple” che Michele Nucciotti, songwriter originario di Abbadia San Salvatore (Siena), cerca di uscire dal ghetto dell’anonimato. Le sue canzoni, nate originariamente in acustico (voce e chitarra), sono quasi totalmente concepite dallo stesso Nucciotti con sporadici aiuti esterni e completate in seguito con un’elettronica che vanta una selezione di sonorità quasi sempre azzeccate e melodie minimaliste. Bastano, infatti, poche note ad intavolare un motivo cardine per Nucciotti, che arricchirà poi con tutti gli strumenti del caso, anch’essi riprodotti digitalmente. La voce, timbricamente adeguata al contesto musicale che la circonda ma soverchiamente livellata in quasi tutti gli episodi, è un elemento che caratterizza ulteriormente la musica del cantautore, che si sottrae in tal modo al girone infernale dell’impersonalità. Di contro, l’eccessiva “spossatezza” spesso riscontrabile nel cantato, come un boomerang, potrebbe ritorcersi in noia appesantendo l’ascolto e determinandone l’abbandono prematuro. Un’arma a doppio taglio, portante risultati discontinui, che Nucciotti deve ancora imparare a padroneggiare nel migliore dei modi. “Percorsi Interrotti” è il primo “esperimento” con il quale Nucciotti dimostra di saper controllare in modo più che dignitoso un potenziale musicale non ancora interamente decifrato. Sono strade per l’appunto interrotte quelle che il musicista ha intrapreso sino al 2007. Sentieri della vita e dell’amore ripetutamente ostruiti da grovigli di dubbi e decisioni da prendere. Esperienze vissute che Nucciotti ha trascritto in una serie di appunti musicali divenuti in seguito un vero e proprio disco perché, nonostante alcuni momenti non prettamente riusciti, “Percorsi interrotti” è un viaggio musicale altamente consigliato, contenente tra l’altro una manciata di pezzi pregevoli tra i quali si innalzano “Sonno profondo”, “Io ci credo ancora”, “Marylin” e “Domani”, mentre l’atmosfera cinematografica di “Tutto sta per cambiare” lambisce i cieli del capolavoro. Eco di una voce sommessa trasportata in superficie, “Percorsi Interrotti” è un disco che fa del grigiore la sua unica visione mentre “Risposte multiple”, più variopinto, è il primo slancio per l’arrampicata verso la superficie, il desiderio di liberarsi di “una cattiva abitudine”, come poi ci spiegherà il cantautore, che nel mondo underground di “Percorsi interrotti” da tempo ristagnava in un ambiente divenuto malsano in quanto iter di ossessioni scatenante azioni inconcludenti.Nucciotti si libera dalle catene, anche se non del tutto, qualche anello rimane estraneo dalla rottura, in un numero sufficiente a condividere la malinconia del progetto precedente. “Uscire Fuori”, open track che accenna a qualche velleità radiofonica, è la prima delle risposte che Nucciotti ha deciso di concedersi come cambiamento imperativo successivo a “Tutto sta per cambiare”, traccia che, per importanza, sosta in prima posizione nel lavoro precedente ma che concettualmente ci si aspetterebbe di trovare alla fine come anello di congiunzione con “Risposte Multiple”. Mantenendo intatta l’impostazione di scrittura fin d’ora adoperata, Nucciotti compone nove tracce dal cuore acustico in una cavità toracica elettronica. L’album è disponibile per il solo ascolto in streaming sul sito Last.fm.com ma non è da escludere l’ipotesi di un futuro donwload gratuito come per il primo lavoro.
Per meglio capire le sonorità ed i concetti espressi in “Risposte Multiple”, ma anche nel primo album, abbiamo incontrato Michele Nucciotti…

“Tutto sta per cambiare” , open track del tuo primo lavoro, è una recitazione quasi monocorde di una situazione “cupa”, quale?
“In realtà nasce da un’immagine, che prende forma nel ritornello, e da un pensiero, che ho cercato di sviluppare da questa immagine e attorno al quale ho costruito la canzone. Il tema centrale è la ciclicità del tempo e nel testo desideravo sottolineare come ogni momento sia la risultante di momenti antecedenti ma allo stesso tempo partecipi attivamente alla generazione dei momenti che seguiranno. Nel farlo aspiravo a cavarne qualcosa di positivo, un invito a vivere i momenti di difficoltà come fasi di passaggio, in cui guardarsi dentro per prepararsi ad un ritorno ad un esserci attivo, a “sapere aspettare” per l’appunto, e, allo stesso tempo, a vivere i momenti positivi senza perdere la capacità di guardarsi intorno. L’immagine del naturale susseguirsi di notte e giorno, con il ruolo di passaggio esercitato dall’alba e dal tramonto, mi sembrava fosse semplice e chiara, comune ed esauriente”.


“Risposte multiple”, anche se non esente da riflessioni malinconiche, è un cd più arioso del precedente e invita ad “Uscire fuori”, ad un viaggio, un cambiamento. Quali esigenze o desideri ti hanno portato a questa decisione che sembrava accantonata nel pessimismo del lavoro precedente?
“Di fondo credo che la malinconia sia la stessa, è solo diventato più forte il desiderio di incanalarla verso il suo superamento, spingerla oltre un autocompiacimento dei lati oscuri delle cose, ancora presente nel primo lavoro. “Risposte multiple” raccoglie alcuni dei miei primi tentativi di dare forma di canzone a momenti positivi, o anche solo alla spinta interiore ad uscire da fasi di stallo. Con lo stesso titolo dell’album volevo rappresentare la volontà di lasciarsi andare, di aprirsi alle risposte che la vita può darti senza chiudersi in una ostinata sfiducia nel mondo esterno, che porta inevitabilmente ad una solo risposta. Forse è solo una maturazione degli stessi stati emotivi, un diverso modo di viverli. Di certo spero sia solo un inizio, anche perché se alla base di tutto c’è il desiderio di comunicare perseverare nel voler condividere momenti di chiusura finirebbe per rivelarsi un’insolubile contraddizione”.


“Uscire fuori”, “Condividere”, “Aria”, sono titoli che esorcizzano il bisogno di solitudine del primo disco, segnali che Michele Nucciotti sta cercando un approccio diverso con il mondo circostante?
“Più che di vero e proprio bisogno parlerei di cattiva abitudine, di un’incapacità a mettermi veramente in gioco, che faceva della solitudine un’ottima difesa, una consolidata via di fuga. Con questo non voglio rinnegare i contenuti del mio primo lavoro, li sento ancora fortemente miei, proprio perché li ho vissuti sulla mia pelle, ma mi piace considerarli parte di un percorso, necessari ma allo stesso tempo superati. “Percorsi Interrotti” dava voce alle mie paure e, pur nel desiderio di condividerle, lì si fermava, “Risposte Multiple” da voce al mio desiderio di superarle ed ai primi passi mossi in questa direzione ed un approccio frontale con il mondo circostante è sicuramente un passo importante. Da questo punto di vista “Tutto sta per cambiare”, composto pochi giorni prima della chiusura del primo lavoro, può essere considerato un brano di passaggio tra le due autoproduzioni”.


L’introspezione dei tuoi testi potrebbe causare all’ascoltatore qualche problema, per così dire, nel “decodificare” correttamente il significato che celano. Quanta importanza dai al fatto che chi ascolta può equivocare o addurre a delle considerazioni inappropriate dei tuoi testi?
“I problemi di decodificazione che possono nascere dal carattere introspettivo dei miei testi li vivo come un limite naturale del mio modo di scrivere e mi piace pensare che andranno progressivamente sfumando con la maturazione dello stesso, ovvero senza rinunciare ad una certa spontaneità e senza pormi il superamento di tali problemi come fine programmatico ma piuttosto come conseguenza di una crescita personale e di un’estensione dei temi e delle situazioni trattate, anche grazie ad un costante confronto con le reazioni di chi mi ascolta e di coloro che frequento quotidianamente.Quanto alla possibilità di un’interpretazione di un mio brano lontana dalle mie intenzioni appartengo a coloro che considerano la musica, una volta prodotta, di chi l’ascolta. Se gli da emozioni per me possono vederci ciò che preferiscono”.


Anche tu, come molti altri, ti sei affidato a Myspace per far conoscere la tua musica, una scelta casuale o ponderata?
“Quando ho costruito il mio profilo Myspace il network era già consolidato e rappresentava per la musica emergente una buona vetrina gratuita dove mettere i propri contenuti e dargli una forma più che apprezzabile. E’ stata quindi una scelta naturale. Ho comunque creato un profilo anche sugli altri spazi offerti gratuitamente dalla rete, come LAST.FM, FACEBOOK, REVERBNATION e JAMENDO, ognuno dei quali presenta vantaggi e svantaggi diversi ma è un discorso lungo e probabilmente noioso. A Myspace va maggiormente la mia simpatia ma sta subendo contraccolpi non indifferenti con l’avvento di FACEBOOK, specialmente per quanto riguarda la diffusione degli eventi. Il mio intento è comunque quello di farmi presto un sito personale”.


Credo che il background da ascoltatore di un musicista sia un fattore determinante che va poi ad influenzare per la maggiore le composizioni. Nel tuo caso chi sono i tuoi ispiratori?
“Non ho punti di riferimento diretti, sono cresciuto ascoltando nel corso del tempo generi spesso contrapposti tra loro che mi avranno inevitabilmente influenzato. Avendo genitori molto giovani la mia infanzia è stata tempestata di electropop e new wave anni ottanta a cui guardo ancora oggi con curiosità e simpatia. Per fare qualche nome, tra i miei ascolti puoi trovare ancora oggi TALK TALK, DEPECHE MODE, NEW ORDER, CURE e U2. La mia adolescenza è stata invece prevalentemente legata al rock alternativo italiano e straniero, ascolti dai quali mi sono molto allontanato pur conservandone stima ed un piacevole ricordo. Dagli SMASHING PUMPKINS ai DEFTONES, dai NIRVANA ai MAD SEASON, dai MARLENE agli AFTERHOURS, questi sono gli ascolti che mi hanno accompagnato fino ai vent’anni. Poi da allora la mia curiosità si è rivolta all’elettronica e al cantautorato e queste sono ancora oggi le due strade parallele che i miei ascolti percorrono: RADIOHEAD vs. LELE BATTISTA, ARCHIVE vs. RICCARDO SINIGALLIA, UNDERWORLD vs. MARTA SUI TUBI etc.Tra le cose di recente uscita ho apprezzato molto gli STATELESS, tra le mie fisse senza tempo i Deus e tra le cose del passato LUIGI TENCO, LUCIO BATTISTI e tanti altri ma mi fermerei qui. Sono molto attratto anche dall’HIPHOP, da sempre, ma credo sia evidente la distanza a livello compositivo”.


Entrambi i tuoi cd sono autoprodotti e completamente gratuiti. Sei alla ricerca di una casa discografica che pubblichi i tuoi lavori?
“E’ possibile ascoltarli entrambi gratuitamente e scaricare il primo, sempre gratuitamente. Per il secondo sto aspettando di vedere le reazioni e poi deciderò il da farsi. Comunque sì sono alla ricerca di una casa discografica”.


Come nascono i tuoi pezzi e di quali strumenti ti avvali?
“Le mie canzoni nascono o semplicemente chitarra e voce o improvvisando su groove creati da me stesso. Questa differenziazione credo rifletta da un lato il mio amore per la scrittura nuda e cruda che mi accompagna da sempre, dall’altro la mia passione per la registrazione in digitale e la manipolazione di suoni nata in secondo momento. Strumentazione: chitarre, basso, tastiera muta e portatile con virtual instruments annessi”.


So che recentemente ti stai occupando di dare una veste live ai tuoi pezzi. Come stai procedendo per attuare la cosa?
“Non amo parlarne, preferisco lasciar parlare i fatti e vedere cosa succede. In primavera dovrei riuscire a muovere i primi passi e vedere l’impatto sul pubblico dei nuovi brani. Da un punto di vista tecnico sto optando per una soluzione a metà tra laptop e band classica, quindi collaborazione con un paio di musicisti e strumentazioni elettroniche. Spero ne esca qualcosa di buono. Ci tengo molto”.


Tobia Zerbato

Risposte Multiple Tracklist:
1. Uscire fuori
2. Minimale
3. Condividere
4. Solo aria
5. La cenere
6. Le mie sintesi
7. Nelle nostre mani
8. La mia forma di equilibrio
9. Buon viaggio

www.myspace.com/michelenucciotti

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