domenica 15 febbraio 2009

POVERI MA BELLI

La crisi economica si fa sentire e il ceto medio del nostro Paese continua ad assottigliarsi. Stiamo diventando un Paese sudamericano, con una esigua parte di privilegiati che controlla il 90% della ricchezza. Salari e pensioni non permettono di vivere una vita dignitosa mentre le rendite e i profitti non conoscono crisi. Invece di regolare tali fenomeni degenerativi, la nostra classe politca ammicca, allude scherza e invita all’ottimismo. Invece c’è poco da stare allegri. Dietro il concetto di “crisi” si nasconde una verità più amara. I ricchi pretendono di togliere ai salariati quel poco che ancora rimane loro. Nessuna forza politica di “sistema”, prigioniera di interessi lobbystici bipartisan, è in grado di farsi genuinamente carico dei ceti sofferenti. E mentre l’informazione serve i padroni anziché i lettori, il Paese sprofonda senza sapere neppure il perché. In compenso il culto narcisistico del Premier invita ad inseguire il mito dell’eterna giovinezza. Tra un po’, di questo passo, ci ritroveremo tutti attori involontari di un vecchio successo cinematografico: Poveri ma Belli.

Francesco Toscano

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