L’Avvocato Mills è stato condannato. Il Tribunale di Milano ha ritenuta valida la tesi dell’accusa secondo cui l’avvocato avrebbe intascato soldi per rilasciare all’autorità giudiziaria dichiarazioni false e reticenti. Non sarebbe una notizia da urlo se non fosse per un leggerissimo particolare. Se Mills è il complemento oggetto, il soggetto è il Premier. Mi spiego meglio. La sentenza condanna il corrotto ma non si può pronunciare sulla responsabiltà dell’eventuale corruttore perché, l’eventuale, non si può processare. E perché, direte voi? Perché lo dice lui. Amen. Ora in un Paese dell’Europa continentale, del Commonwealth, del Nordafrica, dell’ex blocco sovietico e in generale in tutti quelli in via di sviluppo, la notizia avrebbe avuto una certa eco. Non proprio come l’attacco alle torri gemelli, ma perlomeno più della notizia che al presidente della camera Fini non piace Sanremo. Invece niente...si dice e non si dice... si parla a mezza bocca...anche perché, probabilmente, già dal nome, Mills, si capisce che non è una vicenda che può interessare al grande pubblico, ma soltanto ai “tecnici” e ai soliti ben individuati giustizialisti. Quasi quasi mi convinco che hanno ragione loro: i garantisti. Il fatto che Mills abbia preso 600mila dollari dimostra al più solo una cosa: che chi glieli ha dati è generoso e benefattore, alla faccia di invidiosi, comunisti, giustizialisti e affini. Povera Italia!Francesco Toscano



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