domenica 8 febbraio 2009

Non ci resta che piangere

Le motivazioni con le quali il Csm ha spiegato oggi il provvedimento che ha disintegrato la procura di Salerno, competente per territorio, che si è permessa di indagare sui potenti di Catanzaro, farebbero morire dal ridere se non significassero la fine dello stato di diritto. Almeno i membri del Csm non si sono mascherati troppo dietro una comoda ipocrisia ma hanno stabilito chiaramente un principio che è bene che tutti si ricordino: “i potenti non si toccano né si sospettano”. In mancanza di addebiti razionalmente possibili, al Csm non rimaneva che dire la verità: "vi cacciamo perché avete osato dubitare di altissime personalità”. Poco importa che il tribunale del riesame di Salerno, unico competente a valutare il merito dell’inchiesta, abbia giudicato solido il provvedimento. Ma in questo caso non è in gioco la bontà del singolo provvedimento ma la tenuta stessa dei principi fondanti la nostra moribonda democrazia. Da oggi tutti sappiano che nessuno si deve azzardare ad indagare sui potenti.

FT

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