Le motivazioni con le quali il Csm ha spiegato oggi il provvedimento che ha disintegrato la procura di Salerno, competente per territorio, che si è permessa di indagare sui potenti di Catanzaro, farebbero morire dal ridere se non significassero la fine dello stato di diritto. Almeno i membri del Csm non si sono mascherati troppo dietro una comoda ipocrisia ma hanno stabilito chiaramente un principio che è bene che tutti si ricordino: “i potenti non si toccano né si sospettano”. In mancanza di addebiti razionalmente possibili, al Csm non rimaneva che dire la verità: "vi cacciamo perché avete osato dubitare di altissime personalità”. Poco importa che il tribunale del riesame di Salerno, unico competente a valutare il merito dell’inchiesta, abbia giudicato solido il provvedimento. Ma in questo caso non è in gioco la bontà del singolo provvedimento ma la tenuta stessa dei principi fondanti la nostra moribonda democrazia. Da oggi tutti sappiano che nessuno si deve azzardare ad indagare sui potenti.FT



0 commenti:
Posta un commento