Alex Bellini è il protagonista di una straordinaria impresa. Partito il 21 febbraio 2008 a bordo di una barca di 7 metri da Lima in Perù, il 13 dicembre 2008 è arrivato a Sydney in Australia. Il navigatore solitario ha attraversato l’Oceano Pacifico, restando in mare 294 giorni, percorrendo 18000 chilometri, fermandosi a causa delle correnti avverse a 65 miglia dalla costa australiana. Alex, nato all’Aprica, in Valtellina, il 15 settembre 1978, è sposato con Francesca, che è anche la coordinatrice del progetto Al-One 2008 che prevede la raccolta fondi per l’Amref, con lo scopo di fornire vaccinazioni ai bambini del Nord dell’Uganda. In passato Bellini ha corso la Maratona di New York in 3 ore e 52 minuti (2000), ha attraversato il Sahara (2001), l’Alaska (2002-2003), percorrendo mille chilometri tra neve e ghiaccio, ha attraversato su una barca a remi il Mediterraneo (2004) e l’Atlantico (2005). Alex ha pubblicato un libro “Mi chiamavano Montanaro, il primo italiano che ha attraversato l’Atlantico”, in cui viene raccontata la traversata da lui compiuta nel 2005. Grazie alla disponibilità di Alex ho colto l’occasione per porgli alcune domande sulla sua ultima impresa.
Qual è stato il tuo primo pensiero dopo questa nuova fantastica impresa?
“Per tutta la traversata non ho fatto altro che pensare alla gioia che avrei provato nel rivedere mia moglie. Spesso questo pensiero è stato di grande motivazione.
Il momento in cui la vidi, là sulla banchina, mi è sembrato di rivivere il momento in cui superò la porta di ingresso della Chiesa, nel giorno del nostro matrimonio. Un’emozione fortissima, difficile da descrivere. Sicuramente li ricorderò entrambi come i giorni più belli della mia vita”.
Nei dieci mesi trascorsi in mare quali sono stati il momento più bello e quello più difficile?
“Ogni sera, alla fine della mia giornata di “lavoro” ai remi, buona o cattiva che fosse stata, steso sul mio sacco a pelo vivevo momenti di grande emozione e felicità al pensiero che un’altra giornata era passata e un’altra sfida era stata vinta. Tra i momenti più difficili ricordo il giorno in cui la barca, colpita al fianco da un’onda più grossa delle altre, si capovolse con il portellone della mia cabina aperto. L’acqua che entrò fu talmente tanta che un secondo dopo mi trovavo, ancora sottosopra, con la bocca e le orecchie piene di acqua. Intorno a me il caos ed ogni genere di attrezzatura (elettronica e non) a mollo. Temetti di affondare e per tre ore non feci altro che raccogliere acqua. Alla fine, però, riuscii a riportare la situazione alla normalità e prima di sera ripresi la mia marcia verso l’Australia”.
Cosa ti è mancato di più in questi mesi?
“Il contatto umano diretto, quello faccia a faccia. La strumentazione satellitare (per mezzo di cui ho mantenuto per buona parte della traversata contatti telefonici con il mio team di terra) ha sicuramente aiutato, ma poter parlare e guardare negli occhi mia moglie, soprattutto nei momenti di grande difficoltà, sarebbe stata sicuramente una cosa molto differente. Una doccia ogni tanto, il profumo delle lenzuola o di indumenti puliti, un buon piatto di spaghetti sono alcune delle altre cose che mi sono mancate molto”.
Qual era il tuo pranzo mentre eri in mare?
“Il mio pranzo, nei 10 mesi di mare, è stato praticamente sempre lo stesso a base di una pasta speciale prodotta con farina di legumi e mandorle che condivo con olio extravergine di oliva e formaggio. A questa aggiungevo dei biscotti salati e della frutta liofilizzata che mi garantivano un apporto di vitamine equilibrato. Torrone, marmellata, Nutella, miele, gallette di riso erano solo alcune delle “dolcezze” che non mi sono fatto mai mancare”.
Tra tutte le tue strepitose imprese qual è quella che ti ha dato maggiore soddisfazione?
“La prossima! Sempre la prossima! Ogni mia passata impresa, vista ora, sembra essere stata facile da organizzare e compiere, mentre quelle che verranno sono piene di imprevisti ed incertezze. Insomma ancora tutte da organizzare e sempre più di difficile compimento e questo è direttamente correlato con la gioia e la soddisfazione che mi fanno vivere”.
Com’è nato il progetto Al-One 2008 che prevede la raccolta fondi per l’AMREF?
“Il progetto di beneficenza che mi ha legato ad AMREF segue quello che, durante la traversata dell’Atlantico, mi aveva unito a NUOVI ORIZZONTI. (In quel caso avevamo raccolto fondi da devolvere a favore dei bambini di strada di Fortaleza). Da allora non perdo occasione di affiancare alle mie avventure progetti di beneficenza che, nei momenti di difficoltà, sanno sempre darmi grande motivazione per superare gli ostacoli. Mi sento un uomo molto fortunato perché facendo qualche cosa per soddisfare un mio interesse personale riesco, al tempo stesso, a fare qualche piccola cosa a favore di gente meno fortunata di me”.
Come sei stato accolto dagli australiani quando sei arrivato a Sydney?
“Gli australiani si sono dimostrati molto interessati alla mia traversata, anzi sono diventati proprio matti apprezzando sia l’avventura che il suo risvolto umano. In Australia ho notato grande differenza rispetto all’Italia dove manca la cultura per gli sport, proprio in Italia, considerati minori”.
Stai già pensando alla prossima impresa?
“Ho molti sogni che mi piacerebbe realizzare, ma è ancora troppo presto per considerarne uno in particolare. Prima di tutto dovrà tornarmi fame! Sicuramente però non si tratterà più di un’avventura in mare”.
Francesca Monti




1 commenti:
Volevo segnalare il corso motivazionale che Alex Bellini terrà il prossimo 4 DICEMBRE 2010 a Magliano Sabina. Chi meglio di lui è in grado di motivare ?
La narrazione di storie incredibili quali metafore della vita per motivare!
Questo si propone Alex Bellini incontrando platee aziendali, di centri culturali, scuole e club service. Perché non si è sempre sulla cresta dell’onda e lo sa bene chi ha attraversato a remi due oceani entrando nella storia della navigazione. Ma i veri oceani dobbiamo attraversarli quotidianamente. In ufficio, a casa, vicino ai nostri affetti.
Attraverso il racconto delle sue sfide e con la sua capacità comunicativa, Alex Bellini é in grado di coinvolgere gli spettatori offrendo loro un nuovo punto di vista permettendo di cambiare le proprie credenze e superare le paure, accettando le sfide della vita.
Potete contattarmi per tutte le info
n.fabbri@studiobertoldieassociati.it
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corsoalexbellini
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