Sabato sera sono andato al cinema a vedere “Ex”, film diretto da Fausto Brizzi. Una commedia all’italiana davvero godibile, con un cast corale composto da almeno una quindicina di attori famosi. In questo sovraffollamento spiccano, per qualità di recitazione, Flavio Insinna sempre più a suo agio nei panni talari, il “vessato” Fabio De Luigi e il magistrale Claudio Bisio che ormai spazia dal comico al drammatico con quella naturalezza tipica dei grandi artisti. E ancora: una certezza il “nevrotico” Silvio Orlando nei panni di un giudice e Alessandro Gassman in quelli di un poliziotto ossessivo nei confronti dei nuovi compagni della sua “ex”…, ”ex un c…o direbbe lui”, una dolce promessa la Capotondi. Però non è del film che voglio parlarvi, anche perché non voglio sostituirmi al nostro critico cinematografico Tobia, indubbiamente più competente, ma fare una breve riflessione su Enrico Montesano, infatti l’attore romano recita una piccola parte nel film. Il suo ruolo è davvero marginale, fa il pittore un po’ fannullone in una chiesa e partecipa dei fatti altrui, Montesano è uno dei pochi personaggi a non essere “ex” di alcuno, ma nella realtà lui ex lo è per davvero, infatti dopo una vita passata da icona della sinistra, con una comparsata al parlamento europeo, come nella peggiore tradizione italica ha fatto il salto della quaglia ed è passato alla corte di Re Silvio. Non penso l’abbia fatto per interesse, magari l’ha allontanato l’ingratitudine di certi personaggi della sinistra, chissà. Nel suo blog giustifica la scelta scrivendo che non esistono più i padri nobili della sinistra. In questo ha ragione, però non credo sia possibile rivedere Berlinguer in Berlusconi. Suvvia Enrico. Spero che un giorno Montesano riveda, con spirito critico, le sue recenti scelte politiche. Nel frattempo gli consegno un “oscar” virtuale come migliore attore non protagonista.Emanuele



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