lunedì 23 febbraio 2009

Cinémathèque #12: Revolutionary Road

Revolutionary Road - Tragedia sulla strada del cambiamento

Un matrimonio che marcisce in tragedia, un frammento di vita tristemente troppo breve e terribilmente fatale. Nuovamente una strada percorsa in una sola direzione, dopo quella di “American Beauty” e “Road to perdition”, senza ritorno annesso, verso un baratro interminabile, dalle pareti spietatamente prive d’appigli che ne consentano la risalita. Sam Mendes, meno appariscente riguardo l'estetica e in maggior misura teatralmente impegnato nel restituirci una coppia d’attori in simbiosi, rinuncia in parte ai vezzi stilistici che un film come il sopraccitato “American Beauty” annoverava tra le sue peculiarità. Rimproverabile, d’altro canto, di essere troppo invisibile in regia, il regista britannico non è riuscito a trovare il compromesso migliore tra soluzioni estetiche e contenuti, ma di certo, se “American Beauty” è da ritenersi ancor oggi un prezioso monile cinematografico, “Revolutionary Road” non gli è certo inferiore a valore. “Revolutionary Road” ha una traiettoria talmente precisa alla drammaturgia, per scomodare un termine impegnativo, che tutto il film ruota in funzione della coppia d’attori “Di Caprio-Winslet”, gli stessi che, più di dieci anni or sono e poco più che ventenni, hanno vestito i panni degli innamorati con addosso una dose di responsabilità non indifferente per la buona riuscita del colossal “Titanic” di James Cameron. Ora maturati, non solo nel fisico ma anche professionalmente, i due attori si misurano con una situazione di vita che non ammette sbagli o mancanze. “Revolutionary Road” è un dramma, in luce soffusa, tratto dall’omonimo romanzo del 1961 di Richard Yates, ambientato negli anni 50 in una New York troppo perbenista e dominata dai dettami dell’epoca, basati sull’ipocrisia e falsi miti di felicità. Quella che sembrava una coppia perfetta, speciale, per usare l’esatto doppiaggio del film, non è altro che la riproduzione di una vita apparentemente serena e normale (come ciò che l’agiata famiglia in “American Beauty” all’ora di cena voleva far credere), esternamente in buona salute ma profondamente dilaniata, che cerca invano di risollevare le sorti di una storia d’amore già in fase di naufragio. Il regista Mendes traspone su schermo con dialoghi frequenti e scontri a viso aperto il disagio di questa coppia, che gli attori restituiscono con degna partecipazione. ”Revolutionary Road” non è una fotocopia, nel senso dispregiativo del termine, della situazione famigliare di “American Beauty”, ma è il racconto di una storia coincidente nel risultato ad un’infinità di altre, con due parti che cercano disperatamente di ritrovare quel magico equilibrio che ormai sembra irrecuperabile. In qualunque tempo la si narri, la tragedia sulla revolutionary road, è un cataclisma tutt’altro che adolescenziale, è la fine dei sogni, la morte certa di tutte le speranze, la conclusione di un amore che si pensava incrollabile, che nei peggiori dei casi lascia una scia di morte il cui puzzo non si riesce più a levare di dosso.

Voto: 7,5

Tobia Zerbato


Titolo: Revolutionary Road

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: Justin Haythe

Fotografia: Roger Deakins

Interpreti principali: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Michael Shannon, Kathy Bates, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Richard Easton, David Harbour

Nazionalità: USA, 2008

Durata: 1h. 59'


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