Vizi e virtù degli italiani all’estero in un condensato d’un paio d’ore suddiviso in due episodi. Nel primo un trafficante d’auto alla soglia della “pensione” (Castellitto), deve “iniziare” un futuro “discepolo” che occuperà il suo posto (Scamarcio), nel secondo un dentista romano lasciato dalla moglie (Verdone), cerca d’uscire dal tunnel della depressione e finisce nientemeno che a San Pietroburgo in uno strano giro d’incontri a sfondo sessuale.Veronesi “impacchetta” per bene due storie servendosi d’un surplus di luoghi comuni e le consegna al pubblico italiano. Fin troppo discusso in questi giorni per la sua dubbia valenza di cinema d’intrattenimento e qualità, congiunzione sulla quale è difficile intervenire, “Italians” è un episodio cinematograficamente modesto. Banale e pasticciato a livello di scrittura, con una manciata d’attori famosi al seguito (alcuni in buono stato di recitazione), il film non scuote né rinvigorisce le fondamenta del cinema italiano. Di tutti i vizi e virtù del popolo in questione, Veronesi ne prende una manciata, quali la cialtroneria ed il buon cuore, delineando dei personaggi raramente credibili, di conseguenza spesso inverosimili, fino a sfiorare la caricatura in alcuni casi. I due episodi s’equivalgono: senza noia ma neppure con grosse sorprese, la visione scorre via tranquilla nonostante l’impostazione, in particolare del secondo racconto, non faccia bene intendere a quale genere cinematografico si voglia giungere. Questo, solitamente, non è da ritenersi una mancanza vera e propria, tanti sono i generi e ardua la loro circoscrizione, ma in “Italians” questa supposta commistione non coincide con una contaminazione né, tanto meno, con una qualche nuova forgia, restituendo solo disordine ed un numero di scene “fuori-posto” che non contribuiscono a rendere più attendibile un racconto di per sé abbastanza improbabile. Gli attori però, soprattutto Verdone e persino Scamarcio (qui in veste sufficientemente dignitosa e in un ruolo che non concede troppo alle adolescenti estasiate), sono il vero traino del film. Questo “manipolo” d’attori riesce, con un così debole piantone narrativo, a strappare risate ed interessare lo spettatore. Il segreto è, probabilmente, approcciarsi ad “Italians” con la giusta dose di “permissione” senza essere troppo pretenziosi verso un film che di certo non può offrir miracoli. In tal modo, accantonando le ovvie mancanze di cui sopra, la pellicola risulta gradevole malgrado alcuni momenti d’esagerato buonismo spiattellato a tutto schermo. Una visione sommariamente innocua, scolasticamente meritevole d’un giudizio d’indifferenza.
Voto: 5/6
Tobia Zerbato
Italians. Ci facciamo sempre riconoscere...Un film di: Giovanni Veronesi.
Con: Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Ksenia Rappoport, Dario Bandiera.
Genere: Commedia.
Durata: 116 min.
Nazionalità: Italia 2009.
Distribuzione: Filmauro.



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