domenica 22 febbraio 2009

CIAO CANDIDO

Addolora la notizia della fulminea morte di un grande giornalista come Candido Cannavò. Nel mezzo di una giornata qualunque, di un mese qualunque, di un anno qualunque, piomba addosso e si materializza qual cattivo pensiero, quella drammatica consapevolezza che ogni essere umano coltiva e nasconde nel profondo della propria anima. La certezza che esiste una fine, che arriva senza preavviso e sconvolge. Cambia realtà, spezza sentimenti e consuetudini. E mentre accompagna in una nuova dimensione celeste chi lascia questo mondo, trascina in un vortice di interrogativi e inquietudini le persone amate. Ed è in momenti come questi, nella tragedia del distacco ineluttabile, che l’umanità si scopre incredibilmente identica e fragile. Non esiste più censo, gloria o ambizione. I pensieri e le logiche degli uomini lasciano il passo alla ricerca dell’indefinito e del misterioso. La creatura tende le braccia al creatore nella speranza di riallontanare la consapevolezza della fine, per riabbracciare e rifugiarsi in un’idea di infinito. Quella stessa, che permette a chiunque di inseguire nella vita di ogni giorno sogni e desideri, pur sapendo che, comunque vada, finiranno all’alba. Ciao direttore, ti abbiamo apprezzato per la tua competenza, il tuo stile e anche il tuo sorriso.

Francesco Toscano

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