Provo amarezza, rispetto, comprensione e rabbia, molta rabbia per la gigantesca mistificazione posta in essere da un sodalizio trasversale che controlla con chirurgica efficienza ogni ganglo vitale del nostro povero Paese. Leggendo le considerazioni di Gioacchino Genchi (foto a lato) sul suo blog "gioacchinogenchi.blogspot.com" ho provato un senso di sconforto indicibile. Ma insomma la verità è così evidente che non può vederla solo chi non la vuole vedere. De Magistris prima, l'intera procura di Salerno poi ed ora Genchi, tutti annientati per avere scoperto qualcosa di inconfessabile. Qualcosa che al confronto le vicende di Mani Pulite apparirebbero come poca cosa. Perché tutti eludono la domanda principale? Cosa c’è nelle inchieste “Why Not” che fa così paura? Quali le verità nascoste che devono essere celate a qualunque costo? Perché nessuno discute il merito delle inchieste? Perché l’intero sistema dell’informazione, con l'unica eccezione di “Annovero”, è schierato dalla parte di chi non vuole capire? La debolezza di questo grumo spaventevole è proprio nella sua perfezione. Come ogni operazione di scientifica mistificazione è troppo perfetta per non risultare costruita a tavolino. Pensate, dall’Unità al Giornale tutti i cronisti di giudiziaria raccontano i fatti con lo stesso medesimo taglio. Dove c’è libertà e ricerca di verità esistono per forza angolazioni e prospettive differenti. In questo caso no. Il famigerato “ Scontro tra procure”, mai esistito nella realtà, è passato come una dogma presso tutti gli organi di informazione di qualsiasi colore politico. E’ bene vigilare, stare attenti e non farsi ingannare dai tanti Goebbles che tentano di ammorbare l’opinione pubblica. Oggi c’è una speranza: la rete, dove chiunque può informarsi senza passare dagli strumenti del regime. E’ giunto il momento che le coscienze forti di questo Paese prendano atto della gravità della situazione e si organizzano in forme di pacifica ma consapevole protesta per impedire che questo grumo, oscuro e trasversale, soffochi definitivamente la libertà delle nostre coscienze e il nostro desiderio di verità e di giustizia. Non è semplice testimoniare la giustizia. Chiunque osa ostacolare “il sistema” è destinato ad essere colpito con violenza inaudita e con qualsiasi mezzo. Ma chi ama l’Italia e coltiva una pura coscienza non può tirarsi fuori né girarsi dall’altra parte. Anche a costo di finire stritolati come è successo a De Magistris, Forleo Apicella ed ora a Genchi. Non è in fondo forse la sofferenza a causa della giustizia il senso più profondo del dirsi cristiani?Francesco Toscano



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