Emanuele
mercoledì 31 dicembre 2008
BUON ANNO DA VICENZA POPOLARE
Emanuele
Continua l’aggressione israeliana
Purtroppo non passa la proposta francese per una tregua umanitaria. Per gli israeliani gli obiettivi non sono stati ancora raggiunti. A poco sono serviti gli appelli della comunità internazionale per il “cessate il fuoco”. Il governo d’Israele tira dritto e vuole la guerra, forse consigliato dai sondaggisti, visto che sono alle porte le elezioni presidenziali.Intanto le vittime palestinesi salgono a 380, a cui bisogna aggiungere le migliaia di feriti, tra cui oltre un centinaio di gravissimi. Inoltre bisogna segnalare che in questi attacchi cosiddetti “scientifici” sono stati uccisi ben 21 bambini e 9 donne. Mi stupisce, e ad essere sincero mi indigna, che alcuni cattolici si battano per tenere in vita la povera Eluana e poi tacciano di fronte al massacro del popolo palestinese. Ma il diritto alla vita non dovrebbe valere sempre e per tutti?
Il moderatore
PRESIDENTE ASSEMBLEA ONU, AGGRESSIONE SENZA RITEGNO
(AGI) - Roma, 31 dic - “Il comportamento di Israele nel bombardare Gaza è semplicemente un atto di aggressione senza ritegno da parte di uno Stato molto potente verso un territorio che occupa illegalmente. E’ giunto il momento di intervenire con fermezza se l’Onu non vuole essere giustamente accusato di complicità per omissione. Gli attacchi aerei israeliani sulla striscia di Gaza rappresentano gravi e smisurate violazioni del diritto umanitario internazionale, così come definito dalle convenzioni di Ginevra, sia per quanto riguarda gli obblighi di una potenza occupante sia per le disposizioni delle leggi di guerra”. Lo afferma Miguel d’Escoto Brockmann, Presidente dell’Assemblea generale dell’Onu. La dichiarazione è rilanciata dall'agenzia missionaria cattolica Misna.
Diario di viaggio: Alla scoperta di Parigi
Ore 7,55 del 4 dicembre 2008, partenza da Malpensa con volo Volareweb, destinazione: Parigi, una delle più belle città del mondo. L’aereo è in orario e alle 9,15 atterriamo a Orly. Prendo il treno Orlyval, cambio alla stazione di Antony e raggiungo la Gare du Nord, qui cambio linea della metro e scendo a Place de la Republique, vicino a Rue de Malte dove si trova l’hotel Mary’s in cui passerò la notte. Dopo aver mangiato un piatto di pasta da Panem, inizia il mio viaggio alla scoperta di Parigi. Prima tappa: Notre Dame. La sua costruzione iniziò nel 1163 per volere del vescovo Maurice de Sully e fu ultimata nel 1345. E’ veramente splendida sia all’interno sia all’esterno. Seconda tappa: il Museo del Louvre (ingresso 9 euro). Per vedere tutte le opere bisognerebbe dedicargli un giorno intero, ma avendo poco tempo visito le sale situate al primo piano, dedicate all’antichità egizia, greca e romana, quelle dove si trovano i dipinti spagnoli e italiani. Davanti a me compare la mitica Gioconda di Leonardo, bellissima e misteriosa allo stesso tempo. Poi proseguo nelle sale dedicate al design e alle arti grafiche dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania, delle Americhe e dell’Islam. Con la scala mobile salgo al piano superiore per vedere le due piramidi, che attraggono sempre un gran numero di visitatori.Passando attraverso i giardini delle Tuileries, si può ammirare l’Arco du Carrousel, costruito nel 1805 per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte. Al termine dei bellissimi giardini si arriva agli Champs Elysées e a Place de la Concordia. Gli Champs Elysées sono immensi e visto il periodo natalizio sono abbelliti da centinaia di luci e dai mercatini di Natale, con moltissime casette in legno dove si possono acquistare prodotti e oggetti provenienti da tutto il mondo. Ultime quattro tappe della giornata, l’Arc du Triomphe, alto 50 m e largo 45 m, voluto da Napoleone I e dedicato alla Grande Armata; les Invalides, voluti da Luigi XIV, sono un complesso di edifici, che comprende l’Hotel des Invalides, il Dome e la Chiesa di Saint Louis; la Torre di Saint Jacques la Boucherie, presso Place du Chatelet, tutto ciò che resta dell’omonima chiesa, distrutta nel 1797; infine la Tour Eiffel, simbolo di Parigi, bellissima e spettacolare, soprattutto di sera quando si illumina di blu. Eretta nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale, creata dall’Ing. Gustave Eiffel, è alta 320 m, ed è formata da un intreccio di 15000 pezzi metallici, saldati insieme, pesa 7000 tonnellate e poggia su quattro pilastri con basi di cemento. E’ composta di tre piani, il primo a 57 m d’altezza, il secondo a 115 m, il terzo a 274 m. Sono salita a piedi fino al primo piano, la vista dall’alto è meravigliosa. Sotto la Torre si stendono i verdi Champs de Mars, giardini con aiuole fiorite, piccoli laghetti e viali. Il giorno seguente, il 5 dicembre, vado a Montmartre, uno dei quartieri più pittoreschi della città, dove si incontrano artisti che dipingono all’aria aperta.Qui si trova il Sacrè Coeur, la bellissima chiesa, in stile romanico e bizantino, eretta nel 1876 e consacrata nel 1919. Percorrendo la maestosa scalinata si arriva alla facciata della chiesa, preceduta da un portico a tre arcate, sopra il quale si trovano le statue equestri del re Luigi il Santo e di Giovanna d’Arco.Camminando per circa dieci minuti si arriva al famoso Moulin Rouge, fondato nel 1889, che deve il suo nome a delle strade di gesso che si trovavano anticamente in quella zona. Qui nacque il can can e proprio nel Moulin Rouge è stato girato l’omonimo film di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. E’ quasi mezzogiorno, così mi fermo al cafè La Rotonde e compro una mega baguette con camembert. Terminato il pranzo, prendo il treno RER A e dopo circa 45 minuti arrivo a Versailles. La reggia fatta costruire da Luigi XIV è bellissima e comprende l’appartamento reale, il Museo Storico, la Cappella e gli incantevoli giardini, che occupano un’area di 100 ettari. Qui si trovano moltissime vasche e statue, il Bacino delle Ninfe di Diana, quello dei Dragoni, di Nettuno, il bacino di Apollo, di Latona, il bosco di Domes. Da qui prendo la metro, poi la RER C e ritorno all’aeroporto di Orly con destinazione Milano. Parigi è una città bellissima, romantica e affascinante. Ottime le baguette e i croissant caldi. Abbastanza costosi gli spostamenti con i mezzi pubblici, per cui conviene prendere un carnet da 10 biglietti con i quali muoversi comodamente con la metro, che offre un servizio efficiente ed è il mezzo più veloce per raggiungere le attrazioni più importanti.Francesca Monti
martedì 30 dicembre 2008
Israele-Palestina: Sarkozy il mediatore
Dopo quattro giorni di bombardamenti aerei israeliani sulla striscia di Gaza, il ministro della difesa Ehud Barak, in seguito alla riunione straordinaria dei ministri degli esteri a Parigi, si è dimostrato favorevole alla proposta di una tregua umanitaria di 48 ore avanzata dal ministro degli esteri francese Bernard Kouchner. Alla riunione era inspiegabilmente assente il ministro degli esteri italiano Franco Frattini. Colpisce positivamente l’attivismo diplomatico di Nicolas Sarkozy, infatti lontano dai gossip estivi dei primi giorni di presidenza si sta dimostrando un leader capace ed autorevole. Nella sua agenda è previsto per il 1° gennaio un incontro con la ministra degli esteri israeliana, Tzipi Livni. A seguire l’accorato appello per la pace ed il dialogo dello scrittore israeliano David Grossman, molto simile nei contenuti alla proposta di tregua francese. Ricordiamo che Grossman nel 2006 ha perso il figlio ventenne, militare di leva, nel conflitto israelo-libanese.Lo Staff di “Vicenza Popolare”
Appello a Barak: “Ora fermiamoci”
fonte David Grossman - La Repubblica
Ora, dopo il duro colpo inferto da Israele alla Striscia di Gaza, faremmo bene a fermarci e rivolgerci ai capi di Hamas, dicendo loro: “Fino a sabato, Israele si è trattenuto di fronte al lancio di migliaia di razzi Kassam dalla Striscia di Gaza. Adesso sapete quanto la sua reazione possa essere dura. Per non aggiungere ancora altri lutti e distruzione, intendiamo cessare il fuoco, unilateralmente e totalmente, per le prossime quarantotto ore. Anche se voi continuerete a sparare contro Israele, non reagiremo e non riprenderemo le ostilità”.Stringeremo i denti, come abbiamo fatto durante tutto l’ultimo periodo, e non ci lasceremo trascinare verso una reazione di forza. Invitiamo inoltre tutti i paesi interessati, vicini e lontani, a mediare fra noi e voi, al fine di stabilire nuovamente la calma. Se anche voi cesserete il fuoco, noi non lo riprenderemo. Se continuerete a sparare mentre noi ci imponiamo la moderazione, reagiremo allo scadere delle quarant’otto ore, ma anche allora lasceremo la porta aperta alle trattative per il rinnovo della calma, e persino per un accordo generale e più ampio”.In questo momento, questa deve essere la mossa israeliana. E’ possibile, oppure siamo già prigionieri del noto e famigliare rituale di guerra?Fino a sabato, Israele - sotto la guida militare di Ehud Barak - si è comportato con un sangue freddo impressionante. Non dobbiamo permettere che tale sangue freddo vada perduto adesso, nel turbine della battaglia. Nemmeno per un momento dobbiamo dimenticare che gli abitanti della Striscia di Gaza continueranno ad essere i nostri vicini di casa più prossimi, e che prima o poi vorremo arrivare con loro a rapporti di buon vicinato.Dobbiamo guardarci dal colpirli in maniera tanto violenta, anche se Hamas ha per anni afflitto in modo insopportabile gli abitanti del sud del paese e per quanto i loro capi abbiano respinto ogni tentativo israeliano ed egiziano di arrivare al compromesso nello sforzo di evitare l’incendio.La moderazione e il dovere di difendere la vita degli abitanti di Gaza innocenti devono essere mantenuti anche adesso, proprio perché la potenza di Israele, in confronto alla loro, è praticamente illimitata. Israele ha il dovere di controllare senza sosta se la forza che sta applicando non travalichi il limite della reazione utile e legittima, il cui scopo è il deterrente e il ristabilimento della calma, e da quale momento in poi si trovi nuovamente intrappolato nella solita spirale di violenza. I leader israeliani sanno perfettamente che, nella situazione che regna nella Striscia di Gaza, è molto difficile arrivare ad una soluzione militare assoluta ed inequivocabile.Una conseguenza possibile di tale mancata soluzione potrebbe essere una situazione indefinita e continua, come quella in cui ci siamo già trovati: Israele colpisce Hamas, colpisce e subisce, subisce e colpisce e continua ad infilarsi suo malgrado in tutte le trappole connesse ad una situazione del genere, senza essere in grado di raggiungere i suoi obiettivi veri e vitali. Molto presto potrebbe scoprire di essersi lasciato trascinare - da una forza militare grande e tuttavia impotente a districarsi dalle complicazioni - in un’ondata irresistibile di violenza e distruzione.Quindi, fermiamoci. Tratteniamoci. Uno volta tanto proviamo ad agire contrariamente al solito riflesso condizionato. Contrariamente alla logica letale della aggressività. Avremo sempre un’occasione di aprire nuovamente il fuoco. La guerra - come ha detto Ehud Barak due settimane fa - non scappa. Anche l’appoggio internazionale ad Israele non ne sarà menomato, anzi crescerà, se mostreremo tale calcolata moderazione, invitando la comunità internazionale, e quella araba, ad intervenire e a mediare.E’ vero che in questo modo Hamas godrà di un intervallo in cui potrà riorganizzarsi, ma in ogni caso ha avuto lunghi anni per farlo, ed altri due giorni non cambieranno davvero la sua situazione. Per contro, una tregua calcolata di questo genere potrebbe cambiare il modo di reagire di Hamas alla nuova situazione. Potrebbe anche offrirgli una chiave onorevole per uscire dalla trappola in cui si è infilato.E ancora una riflessione, inevitabile: se avessimo adottato questo approccio nel luglio 2006, dopo il rapimento dei soldati da parte di Hezbollah, se allora ci fossimo fermati, dopo la botta della nostra prima reazione, e avessimo dichiarato il cessate il fuoco per un giorno o due, al fine di consentire la mediazione ed il ritorno della calma, è molto probabile che la realtà oggi sarebbe completamente diversa. Anche questa è una lezione che al governo israeliano conviene trarre da quella guerra. Di fatto, è forse la lezione più importante che deve imparare.(David Grossman. Traduzione di Mila Rathaus Sachs)
I Nomadi - "I ragazzi dell'olivo"
Capodanno Vicenza: cambia il programma
Si sta completando in tutti i suoi contorni la festa di Capodanno che il Comune di Vicenza organizza in piazza dei Signori con Radio Vicenza, il sostegno di AIM, Amcps e Trivellato Mercedes Benz, e la collaborazione promozionale del Consorzio "Vicenza è".La festa, domani sera, avrà inizio alle 22,30 e terminerà verso le 2 di notte, trasmessa in diretta radio sulle frequenze fm 100,300. Gli speaker di Radio Vicenza (Diego Bonato, Gianfranco Galanti e Mario Piotto), accompagnati dalla musica del dee jay Damiano Fanton e dall'animazione del gruppo di ballo della radio, condurranno la piazza alla fine del 2008.
Alle 23,15 saliranno sul palco gli U.S.U.R.A., gruppo dance italiano diventato famoso con brani come "Open Your Mind", "Infinity" e con il remix di "Delusa" di Vasco Rossi. (La loro performance è sostenuta da alcuni sponsor di Radio Vicenza: a profumeria Lando, il negozio Tecnocsport di Vicenza, la discoteca Cuore Matto, quindi la ditta Dimensione Sofà di S. Bonifacio, la falegnameria Antoniazzo di Caldogno e il negozio Zero 8000 di Dueville).
Quest’anno, ad accompagnare la piazza alla mezzanotte, non sarà una soubrette, ma un comico: dalle 23.40 il palco, infatti, sarà tutto per Marco Milano, in arte "Mandi Mandi", personaggio che nell'ultimo decennio in più occasioni ha fatto coppia con Teo Teocoli in numerosi programmi televisivi.
Di particolare effetto il countdown, che sarà scandito visivamente sul megaschermo della Basilica Palladiana, dove per tutta la serata saranno proiettate nuove e suggestive immagini offerte per l'occasione dal regista Roberto Dal Bosco e dalla ditta Raggi di Luce.
Dopo mezzanotte entrerà in scena lo show del gruppo latino americano "Las Chicas"; quindi, si andrà a terminare la serata dando spazio ai giovani con la piazza trasformata in discoteca assieme agli speaker e ai dee jay di Radio Vicenza.
Garantito anche il miglior antidoto al freddo: sotto le logge della Basilica, grazie all'intervento di Latterie Vicentine e Ascom, oltre che alla collaborazione delle cucine del Comune, verranno distribuiti gratuitamente cioccolata calda, dolci e bevande.
Libreria Popolare N.27
Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerraGrossman David
€ 9,00
2008, 95 p., brossura
Mondadori (collana Oscar argomenti)
Cosa può fare uno scrittore per aiutare il proprio paese a ritrovare la pace? David Grossman ha una risposta, semplice e profonda come tutte le grandi verità: scrivere, raccontare, creare storie e personaggi in grado di far entrare i lettori nella pelle di un altro, farli pensare con la testa di un altro, far loro guardare la realtà con gli occhi di un altro. Anche se l'altro è un nemico. "Quando abbiamo conosciuto l'altro dall'interno, da quel momento non possiamo più essere completamente indifferenti a lui. Ci risulterà difficile rinnegarlo del tutto. Fare come se fosse una "non persona". Non potremo più rifuggire dalla sua sofferenza, dalla sua ragione, dalla sua storia. E forse diventeremo anche più indulgenti con i suoi errori." I milioni di lettori di Grossman sanno che è possibile, per un personaggio inventato, diventare - come per miracolo - una persona vera, viva e intimamente familiare: un miracolo che solo la letteratura può compiere, e che incanta gli uomini da sempre. Ma che è anche un dono prezioso per chi vive in un paese in guerra, un dono capace di accendere una speranza e indicare una via di uscita dal tragico labirinto del conflitto tra israeliani e palestinesi. Scrivere diventa, allora, un mezzo per rendere il mondo meno estraneo e nemico, il dolore meno paralizzante e insopportabile, il linguaggio meno povero e fossilizzato dagli stereotipi dell'odio e della paura."
Tramonto del cristianesimo in PalestinaPinna Elisa
€ 13,90
2005, 233 p., brossura
Piemme
Stretti tra i pericoli del fondamentalismo islamico e l'occupazione israeliana, privati del futuro e dimenticati dall'Europa, i cristiani abbandonano la Terra Santa. Se, come prevedono le proiezioni demografiche, entro venti anni non rimarranno che monumenti e chiese vuote, non solo il cristianesimo smarrirà le sue radici, ma l'intero Occidente perderà un legame importante con la realtà mediorientale. Un viaggio tra le ultime comunità cristiane presenti a Gerusalemme, nei territori palestinesi e in Israele racconta le storie di ordinaria sopravvivenza di individui, famiglie e piccoli gruppi, che lottano per salvare la propria identità e i luoghi sacri.
Israele-Palestina. Due storie, una speranza. La «nuova storiografia israeliana» allo specchioKamel Lorenzo
€ 18,00
2008, 400 p., ill., brossura
Editori Riuniti
Un libro documentato che presenta i temi cardine che hanno portato alla genesi e allo sviluppo del conflitto israelo-palestinese. L'opera si basa su documenti d'archivio e fonti bibliografiche in gran parte mai pubblicate in Italia. Affronta temi complessi come la questione di Gerusalemme, lo sguardo dei viaggiatori occidentali nella Palestina del XVIII e XIX secolo, l'approccio britannico alla gestione della Terra Santa, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi, le ragioni dei profughi ebrei, le responsabilità dell'Occidente e dell'ONU, la strumentalizzazione della causa palestinese da parte di alcuni paesi arabi, la differenza storica e geografica tra Giordania e Palestina, il ruolo d'Israele nell'attuale scenario internazionale. Analizza anche la nuova storiografia israeliana, un approccio di studi che negli ultimi anni ha registrato un'eco internazionale e degli sviluppi difficilmente preventivabili. Le tesi sostenute dai "nuovi storici israeliani" sono confrontate con quelle dei principali protagonisti della "vecchia storiografia israeliana". Il dibattito tra queste due correnti di pensiero ha fornito strumenti e materiali utili all'autore per sviluppare il messaggio principale del libro: l'impossibilità e l'inutilità di sostenere in maniera unilaterale le tesi di una sola delle due parti in lotta. Sono gli stessi fatti e documenti presentati nel testo a dimostrare che nella questione israelo-palestinese non esiste chi ha pienamente ragione e chi ha pieno torto.
Autore: Lorenzo Kamel (Roma, 1980), laureato in Filosofia presso l'Università "La Sapienza". Attualmente è impegnato alla Hebrew University di Gerusalemme nell'ambito di un Master biennale. Di professione è giornalista free-lance.
Governo spotAlborghetti Guido
€ 14,00
2008, 314 p., brossura
Nutrimenti (collana Igloo)
Tutti i risultati dei primi sette mesi di lavoro del quarto governo Berlusconi. Un rapporto fatto soprattutto di numeri, che punta a diventare un appuntamento annuale per fotografare successi e insuccessi del governo di turno utilizzando le fonti più accreditate: istituti di ricerca, enti e istituzioni nazionali e internazionali. La campagna elettorale di Berlusconi sembra non avere fine. Ogni giorno un nuovo annuncio: via i rifiuti, via l'Ici, via i fannulloni, via le prostitute, via i clandestini, torna il grembiule a scuola, torna il nucleare in Italia, viva il dialogo, basta dialogo, Alitalia italiana, giù le tasse, è arrivato Robin Hood. Quando il fumo si dirada si intravede un'altra realtà. I tagli alla scuola sono drammatici, la crisi economica si aggrava, la pressione fiscale aumenterà, la giustizia è sempre "ad personam", gli elettori non possono scegliere gli eletti, i debiti di Alitalia sono italiani, e i rifiuti sono soltanto diventati invisibili. Emergenza e decisionismo si inseguono nei discorsi dei ministri. Dopo i sogni arrivano le paure. E con le paure si può forse mantenere il potere, ma non si governa.
Asiago ricorda Giovanni Forte Sceran
Sabato 3 gennaio 2009 alle ore 18 verrà inaugurata nelle sale del Museo Le Carceri di Asiago in Piazza Cairoli, 13 la mostra antologica dedicata all'artista, pittore ed intagliatore Giovanni Forte Sceran.Organizzato da Antonio e Roberto Busellato, su incarico dell'Assessorato alla Cultura della Città di Asiago, l'evento vuole essere un omaggio ad un artista e alla sua terra, nonché un'occasione importante per conoscere il lavoro di un autore che ha raccontato, in oltre sessant'anni di attività, l'anima, l'essenza e la memoria delle sue montagne.
Giovanni Forte Sceran nasce nel 1916 a Bolzano Vicentino, dove la sua famiglia, profuga da Asiago, si era rifugiata nel corso della Grande Guerra. Forte vede per la prima volta il suo altopiano solamente al termine del conflitto e da quel momento sboccia quello che fu lo strettissimo legame con la sua terra. Durante la sua infanzia passa molto tempo con il padre; accompagnandolo a caccia e seguendo i suoi insegnamenti comincia a conoscere la natura e i segreti del bosco. Dopo le elementari, frequenta la scuola di arti e mestieri, appassionandosi sempre più, istintivamente, al disegno. All'età di 13 anni deve però rinunciare alla prospettiva di proseguire gli studi d'arte per dedicarsi, in aiuto al padre, al lavoro nel laboratorio e negozio di scarpe di famiglia. Alla pittura sono riservati i momenti liberi, in cui Giovanni Forte prende gli sci, due tele e una cassetta di colori per salire in montagna
ed immergersi nella natura. Per lui è vitale il contatto diretto con il paesaggio e quindi dipinge quasi sempre le sue montagne dal vero, come si dice, en plein air. La natura era la sua unica maestra; la sua ricerca era autentica, vera, attaccata alla sacralità della propria terra, che ha voluto raccontare perdendosi nella nostalgia del passato ed immergendosi nella massa scura dei suoi boschi.
Il lavoro di Giovanni Forte Sceran venne ampiamente riconosciuto e documentato, negli anni, attraverso cataloghi, monografie, mostre e premi. Ciononostante, Forte rimase sempre fedele a se stesso: schivo e riservato, per amore della propria arte non aveva mai messo in atto la diffusione e il commercio delle sue opere. Notevoli sono i bassorilievi che l'artista ha donato alla propria comunità e che sono esposti nella bellissima sala consiliare del Comune di Asiago. Giovanni Forte Sceran si è spento ad Asiago il 30 maggio del 2000.
La mostra dedicata a Giovanni Forte Sceran racconta Asiago, le sue contrade e la vita della gente che le abitava. L'evento allestito al Museo Le Carceri presenterà un'accurata selezione dell'opera artistica di Giovanni Forte Sceran, grazie al prestito e alla preziosa collaborazione di alcuni eredi dell'autore e collezionisti: un tesoro di oltre cento dipinti e lavori ad intaglio, molti dei quali non sono mai stati esposti al pubblico. Il progetto di allestimento racconterà Giovanni Forte e il suo altopiano attraverso sette grandi temi:
I ritratti - la famiglia.
Le stagioni - la neve, gli animali, la caccia.
I luoghi - paesi, contrade, montagne.
Il legno - boschi, roccoli, casare.
La pietra - case, malghe, cave, confini.
I prati - i pascoli e gli orti.
La memoria - i segni della guerra e della storia.
Al piano terra, nel salone centrale del museo, viene presentata una selezione di oggetti appartenuti all'artista: il cavalletto per la pittura; la scatola dei colori; gli sci e lo zaino parlano del suo incessante e appassionato lavoro. Le opere ad intaglio e a sbalzo, realizzate con infinita pazienza su mobili ed oggetti, raccontano il suo continuo colloquio con la natura.
La mostra, che verrà presentata dal critico d’Arte Dr. ssa Maria Lucia Ferraguti e dallo storico Dr. Giancarlo Bortoli, resterà aperta al pubblico tutti i giorni fino a domenica 10 gennaio e tutti i fine settimana e festivi dal 16 gennaio al 16 aprile 2009 con il seguente orario: dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.

Per informazioni:
Comune di Asiago - Ufficio del Turismo piazza Carli, 1 ASIAGO (VI) tel. 0424 464081
www.asiago.to/ info@asiago.to
Nella foto: Giovanni Forte Sceran en plein air, tratta dall’archivio di Sandro Brazzale.
L'Italia giustifica l'attacco israeliano
Sale a 345 il numero delle vittime palestinesi nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza, inoltre si contano oltre 15.000 feriti. Intanto, in Italia, importanti esponenti politici della maggioranza giustificano l’attacco militare israeliano. Ecco alcune dichiarazioni: l’ex radicale, ora portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone ha affermato: “E’ preoccupante e grave il permanere di un clima anti-israeliano su molti media italiani”. Italo Bocchino vice-capogruppo del Pdl alla Camera ha dichiarato: “Tutti gli atti di guerra sono una sconfitta delle diplomazie, ma è indubbio che le reazioni israeliane sono figlie del diritto ad esistere come stato”. Il ministro Carlo Giovanardi, ex Udc, ora “Popolari Liberali-Pdl” si è spinto oltre: “Il governo italiano deve sostenere in tutte le sedi il diritto di Israele ad una pacifica esistenza, messa continuamente a rischio da chi teorizza e tenta di praticare l’annientamento dello stato ebraico. Non c’è equidistanza possibile fra aggressori ed aggrediti ben consapevoli questi ultimi di essere i superstiti di un genocidio che nel secolo scorso la follia nazista aveva pianificato e messo in atto con milioni di ebrei vittime innocenti”.Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è detto molto preoccupato per la situazione determinatasi a Gaza, ed ha consigliato ad Israele, pur nell’esercizio del suo diritto all’autodifesa, a tener conto della già difficile condizione di Gaza e della necessità di salvaguardare vite umane innocenti.
Di diverso tenore le reazioni di altri leader europei; il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto per primo la “cessazione immediata” delle violenze in Israele e a Gaza, “dei lanci di missili su Israele, così come dei bombardamenti israeliani su Gaza”.
L’Unione europea tramite l’Alto rappresentante per la politica Estera europea Javier Solana, ha chiesto “un cessate il fuoco immediato a Gaza”. Ancora più esplicita la commissaria Ue per le relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, che in una nota ha espresso: “grande preoccupazione per l’offensiva aerea lanciata da Israele sulla striscia di Gaza”.
Mosca, tramite Andrei Nesterenko, ha invitato Israele a fermare immediatamente “l’operazione in grande scala che ha già causato gravi perdite e sofferenze tra la popolazione palestinese pacifica” e ad Hamas a cessare i lanci di razzi nel territorio israeliano.
Ed infine l’appello accorato di Papa Benedetto XVI: “imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella Striscia di Gaza”. Il Papa si è detto “profondamente addolorato peri morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie”. Ed ha aggiunto “Chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi a uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato”.
Parole di saggezza quelle del Pontefice che noi di “Vicenza Popolare” facciamo nostre. I cristiani non possono rassegnarsi all’ineluttabilità della guerra, o peggio ancora giustificarla, ma devono continuare a lottare strenuamente per la costruzione della pace.
lunedì 29 dicembre 2008
Sci fondo: Arianna Follis trionfa a Praga
Splendida vittoria della fondista azzurra Arianna Follis nel Tour de Sky di Praga. Dopo il secondo posto nel prologo e il quarto nella seconda prova svoltasi in Germania, l’atleta valdostana, 29 anni, in forza alla Forestale ha stravinto la gara svoltasi nella capitale ceca, stracciando tutte le avversarie. Secondo posto per la finlandese Saarinen, terzo per la slovena Majdic.“Praga mi dà sempre buone opportunità. E’ stata una gara molto dura, mio marito e la squadra azzurra hanno fatto un grande lavoro. C’era tanta gente, una bella atmosfera e un grande tifo”, ha detto Arianna, che proverà a vincere il Tour de sky, dopo il terzo posto assoluto dello scorso anno e che ha un obiettivo ben preciso: i Giochi canadesi del 2010. “Voglio arrivare alle Olimpiadi di Vancouver 2010, dopodiché lascerò l’attività al termine della stagione. Vorrei diventare mamma e svolgere un’attività commerciale insieme a mio marito (Alessandro Biondini, che è anche il suo skiman), magari aprire un bar”. F.M.
Corso di restauro veicoli d'epoca
Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso di restauro di veicoli d’epoca, rivolto sia agli operatori sia agli appassionati del settore, proposto dal Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” con calendario febbraio/marzo 2009, tutti i sabati a partire dal 7 febbraio . Da più di dieci anni infatti, prima col sostegno dei Fondi Sociali Europei, poi in stretta collaborazione con il Centro di Formazione Professionale di Onè di Fonte (TV) ed oggi autonomamente, il Museo bassanese organizza questo tipo di corsi che col tempo sono divenuti un punto di riferimento culturale di livello europeo, ma anche un vanto per lo sviluppo della manualità della gente della nostra regione.Il nuovo percorso formativo si svilupperà per un totale di 36 ore, articolate in cinque lezioni che si svolgeranno ogni sabato. Com’è consuetudine i docenti, scelti tra persone che operano nel settore del motorismo d’epoca e che vantano esperienze e conoscenze pluriennali, saranno presentati agli allievi all’apertura del corso dal presidente della Fondazione Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” Nino Balestra. Il presidente del Museo saprà illustrare a quanti si affacciano al mondo di restauro, le regole fondamentali di un corretto approccio a questa tecnica laboriosa.
I docenti spiegheranno poi nel dettaglio le nozioni di base sulla meccanica nelle sue varie parti, sulla valutazione del tipo di intervento di restauro più opportuno secondo i casi, quindi all’esame di parti staccate con spiegazioni più dettagliate.
Seguiranno due sabati dedicati al restauro della carrozzeria, della pianificazione della sua procedura, delle ricerche comparative, dei concetti di lamierista o lastratore, verniciatore, ebanista e tappezziere, dal punto di vista pratico si esamineranno vari esempi anche su auto esposte al Museo.
Il corso si concluderà con una lezione dove si parlerà degli accessori, del loro ripristino e/o ricostruzione, della nichelatura e cromatura.
I partecipanti potranno essere al massimo quindici e sarà data loro precedenza in base alla data di iscrizione.
Il tutto nel prestigioso contesto della mostra “Rally, arrivano i mostri , i terribili Gruppo B e ...altro”, Una eccezionale carrellata di circa trenta “bolidi” delle corse rallystiche dagli anni Settanta ad oggi, mostra che ha avuto il Patrocinio della Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Romano d’Ezzelino e Bassano del Grappa, ACI, CSAI, e altri prestigiosi enti. La rassegna è l’occasione per ricordare il 20° di una gloria di casa, perché proprio nel 1988 e 1989 il bassanese Miki Biasion, testimonial del Museo, vinse due volte il Titolo Mondiale Rally. La mostra dallo stesso inaugurata il 22 novembre u.s., proseguirà fino al 15 marzo 2009.
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni : Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, via Torino 1, 36060 Romano d’Ezzelino (VI) – tel. 0424/513746; tel. e fax 0424/513690; e-mail: info@museobonfanti.veneto.it
Vicenza: Capodanno con Alessia Fabiani
ATTENZIONE IL PROGRAMMA E' CAMBIATO! Non sarà presente Alessia Fabiani, ma ci saranno il comico "Mandi Mandi", i Dj di Radio Vicenza ed il gruppo dance degli U.S.U.R.A.In clima con una situazione sociale ed economica che consiglia prudenza, il Comune di Vicenza organizza in Piazza dei Signori una festa di capodanno piuttosto sobria, accogliendo la proposta di Radio Vicenza per un veglione senza vip e dunque senza spendere cifre folli, pensato nella prima parte più per le famiglie e, dopo i botti, per i giovani.
L'evento, organizzato grazie alla collaborazione di AIM, Amcps e Trivellato Mercedes Benz, avrà inizio alle ore 22,30 e terminerà verso le 2 di notte, trasmesso in diretta sulle frequenze fm 100,300. Gli speaker di Radio Vicenza (Diego Bonato, Gianfranco Galanti e Mario Piotto), accompagnati dalla musica del dee jay Damiano Fanton e dall'’animazione del gruppo di ballo della radio, accompagneranno la piazza alla fine del 2008.
Alle 23,30 salirà sul palco la soubrette televisiva Alessia Fabiani , come madrina della serata, nota al pubblico soprattutto per le sue partecipazioni a varie trasmissioni televisive, specialmente Mediaset.
Giunti a mezzanotte con il countdown scandito visivamente sul megaschermo davanti alla Basilica Palladiana, entrerà in scena lo show del gruppo latino americano "Las Chicas"; quindi, si andrà a terminare la serata dando spazio ai giovani con la piazza che potrà diventare una discoteca assieme agli speaker e ai dee jay di Radio Vicenza.
domenica 28 dicembre 2008
Innerhofer trionfa a Bormio
Sulle nevi di Bormio, Christof Innerhofer trionfa in discesa libera. Partito con il pettorale numero 1, l’atleta delle Fiamme Gialle è stato autore di una gara impeccabile, diventando il primo italiano a vincere sulla pista di casa. Secondo posto per l’austriaco Kroell, staccato di 32 centesimi, terzo il connazionale Walchofer. Settimo l’azzurro Werner Heel. “Sono felice, è la giornata più bella della mia vita. Vincere qui è fantastico. Il numero uno mi ha portato bene. E' una giornata indimenticabile, ringrazio tutti!", ha dichiarato Innerhofer ai microfoni della Rai.Manuela Moelgg seconda a Semmering
Nello slalom gigante di Semmering, in Austria, ottimo secondo posto di Manuela Moelgg. Prima dopo la prima manche, nella seconda la campionessa azzurra è stata superata per soli 37 centesimi dall’austriaca Zettel, terzo posto per la svizzera Lara Gut. Quinta Denise Karbon. “Non mi importa se non è arrivata la vittoria, questo secondo posto e' un risultato importante soprattutto se si considera che ho gareggiato con un forte mal di schiena. Ieri ero davvero preoccupata perche' non ho potuto sciare fra le porte. Vorrà dire che vincerò nel 2009”, ha commentato Manuela.
Nello slalom gigante di Semmering, in Austria, ottimo secondo posto di Manuela Moelgg. Prima dopo la prima manche, nella seconda la campionessa azzurra è stata superata per soli 37 centesimi dall’austriaca Zettel, terzo posto per la svizzera Lara Gut. Quinta Denise Karbon. “Non mi importa se non è arrivata la vittoria, questo secondo posto e' un risultato importante soprattutto se si considera che ho gareggiato con un forte mal di schiena. Ieri ero davvero preoccupata perche' non ho potuto sciare fra le porte. Vorrà dire che vincerò nel 2009”, ha commentato Manuela.
Rubrica sportiva curata da Francesca Monti
Guerra e Pace in Medioriente
La terribile escalation di violenza che sta insanguinando in questi giorni la “Terra Santa” amareggia il mondo civile ed in particolare i costruttori di pace, come noi, ed i fautori di un dialogo tra israeliani e palestinesi. I morti, nella striscia di Gaza, stando ad attendibili fonti mediche sarebbero almeno 271 mentre i feriti oltre 620. Dispiace che Israele, uno dei pochi paesi democratici del Medio-Oriente abbia scelto la via della barbarie, con raid aerei ed un annunciato attacco via terra, esponendosi così alle dure e giuste critiche del mondo Occidentale. La morte crea solo morte e nuove faide. A Gennaio si insedierà alla Casa Bianca il nuovo presidente americano Obama, a lui idealmente rivolgiamo il nostro appello affinché, come fece il suo predecessore Clinton, si attivi per risolvere il problema mediorientale. Dare serenità agli israeliani e terra e lavoro ai palestinesi significa sradicare le ragioni che purtroppo alimentano il terrorismo e la guerra. Lo Staff di "Vicenza Popolare"
sabato 27 dicembre 2008
Meno regali per tutti
Gli italiani continuano a mangiare, ma hanno rinunciato a scambiarsi i doni, questo in parole povere quello che hanno spiegato le associazioni di consumatori in riferimento all’andamento delle compravendite nelle ultime feste natalizie. Ecco la stima: per i regali gli italiani hanno speso 2 miliardi di euro in meno dell’anno scorso. Per il Codacons sarà negativo pure il futuro, infatti ipotizza un crollo del 30% dei consumi nonostante il periodo di saldi. Berlusconi comunque invita all’ottimismo, a turbarlo solo l’infortunio del mitico “ringhio”: “L’infortunio a Gattuso? E’ la nostra spina nella gola”. IdG
Berlusconi: 2009, anno terribile
Il premier Berlusconi ospite, in collegamento telefonico, della Comunità di recupero per tossicodipendenti fondata da don Gelmini, ha affermato: “È un anno terribile, quello che ho davanti. C’è il governo del Paese, in un momento difficile, e ci sono tante riforme, a cominciare da quelle delle intercettazioni e della giustizia, che ci occuperanno molto”. Che dire, Berlusconi ammette il momento difficile ed annuncia che le priorità saranno la riforma della giustizia e la proibizione delle intercettazioni… E l’economia? E il problema della precarietà? E perché no il federalismo fiscale?Alcuni giorni fa avevo scritto che al premier Berlusconi piace vincere e non governare e le sue ultime dichiarazioni rafforzano la mia tesi, infatti il Cavaliere ha proseguito così: “abbiamo anche le elezioni: ci sarà da fare la campagna elettorale per le amministrative, molto importanti, di giugno, insieme alle importantissime elezioni europee”.
Il moderatore
venerdì 26 dicembre 2008
Mal d'Africa
Nel giorno di Natale sono sbarcati nell’isola di Lampedusa ben 700 immigrati clandestini. Nuovo maxi-sbarco questa mattina, sempre a Lampedusa, dove è approdata un’altra “carretta del mare” con 354 migranti. Questo è il sesto sbarco consecutivo nelle ultime 24 ore sull'isola, dove tra Natale e oggi sono giunti complessivamente oltre mille extracomunitari. La tregua degli sbarchi durava da un mese, ma era dovuta solo alle avverse condizioni del mare, non certo per la paura delle leggi italiane o grazie agli accordi bilaterali di Berlusconi stipulati sotto le tende.
Tonezza del Cimone su Facebook
Tonezza del Cimone sbarca su Facebook, il social network più famoso al mondo con oltre 160 milioni di utenti. Per accedere e diventare amici di Tonezza del Cimone cliccate sul seguente indirizzo: http://www.facebook.com/pages/Tonezza-del-Cimone/45330826875
giovedì 25 dicembre 2008
mercoledì 24 dicembre 2008
L'Atleta di Dio Nicola Legrottaglie
Cari lettori, oggi su Tuttosport ho letto un insolito editoriale firmato da Nicola Legrottaglie calciatore in forza alla Juve, nel giro della Nazionale Azzurra ed ex del Chievo Verona. Spesso siamo abituati a vedere il mondo del calcio come quello della “bella vita”, dei milioni facili, delle automobili di lusso, delle feste e delle veline. Non sempre è così. Nicola forse è un’eccezione, una bellissima eccezione visto che ha il coraggio di dire: “Gesù mi ha cambiato la vita!” F.M.
Natale in casa Legrottaglie
GESU’MI HA CAMBIATO
di NICOLA LEGROTTAGLIE
Natale in casa Legrottaglie
GESU’MI HA CAMBIATO
di NICOLA LEGROTTAGLIE
Scusate se oggi non vi parlo dell’inseguimento all’Inter o del Chelsea, che affronteremo a febbraio. Oggi consentitemi di ragionare insieme a voi di qualcosa di più attuale, visto che domani sarà il giorno di Natale e magari è proprio l’occasione giusta perspiegare meglio quella scritta sulla maglietta che ho mostrato domenica, dopo il mio gol all’Atalanta.C’era scritto: «Gesù vive» . E il messaggio è proprio questo: Gesù non è la statuetta del presepe, ma qualcuno con cui si può parlare, qualcuno che ci può stare accanto, qualcuno a cui pensare e non solo in questo periodo in cui può sembrare naturale farlo. Gesù nasce nel giorno di Natale, ma continua a vivere per tutto il resto dell’anno. In questi giorni, bisognerebbe andare oltre la statuetta. Per me è stato così. Avevo tutto: fama, soldi e ciò che queste due cose portano spesso con sé. Ma la mia vita era un puzzle in cui mancava un pezzo, non era completo, anche perché quel pezzo era fondamentale. Quel pezzo era, ovviamente, Gesù che è in grado di ordinare il puzzle della vita di chiunque e di mettere a posto le altre tessere in modo perfetto. Ed è solo quando inizi a conoscerlo veramente che ti rendi conto di quanto hai bisogno di lui, di quanto lui riesca a vivere dentro di te, dando un senso alla vita. Ma tutto ciò non deve sembrare solo filosofia: tutta teoria e niente pratica. Perché dire Gesù vive ha un significato molto concreto anche nella vita di tutti i giorni. Così è stato per me dal momento della mia rinascita. Sono infinite le azioni per far vivere veramente Gesù e si possono riassumere nel suo comandamento più bello ed efficace: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Che vuol dire: comprensione, tolleranza, pazienza, bontà. Come noi comprendiamo sempre molto bene noi stessi e le nostre esigenze, dobbiamo farlo con gli altri. Come noi siamo sempre molto tolleranti con i nostri difetti, dobbiamo esserlo con gli altri. Come noi siamo sempre molto pazienti con le nostre mancanze, dobbiamo diventarlo con gli altri. E sappiate che tutto ciò arricchirà innanzitutto noi.C’è un verso del Vangelo di Matteo (6,33) che dice: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta». E’la sintesi della mia rinascita: prima ero scontroso, spesso arrabbiato, inquieto. Per esempio, quando non giocavo me la prendevo moltissimo, peggiorando spesso la situazione. Ora sono più sereno e il fatto di essere nelle mani di Dio mi ha dato ancora più carica e determinazione, se non gioco, mi alleno meglio e di più e quando sono in campo do sempre il cento per cento per mettere completamente a frutto il talento che Dio mi ha concesso. Spesso ci riesco, grazie all’aiuto di Gesù, che vive per aiutare anche voi. Buon Natale a tutti.
(Fonte: Tuttosport, 24/12/2008)
(Fonte: Tuttosport, 24/12/2008)
Vicenza legge la Costituzione
Una lettura pubblica della Costituzione fatta dai cittadini per i cittadini, nel giorno esatto dell’anniversario della firma del documento che rappresenta la legge fondamentale dello Stato Italiano. L’iniziativa è in programma sabato 27 dicembre alle 10 nella Loggia del Capitaniato, con il patrocinio del Comune di Vicenza.La data non è casuale, perché coincide, appunto, con il giorno del 1947 in cui Enrico De Nicola, Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, con il Guardasigilli Giuseppe Grassi, firmarono la Costituzione Italiana, che sarebbe entrata in vigore il primo gennaio 1948.
L’idea è di Luciano Parolin e di un gruppo di cittadini accomunati dalla convinzione che sia giusto rendere omaggio pubblicamente alla pietra miliare del sistema democratico italiano. Il Comune ha accolto l’iniziativa e il presidente del consiglio comunale Luigi Poletto ha invitato tutti i consiglieri a prendervi parte. “Si tratta - spiega Poletto – di un evento importante, al quale auspico partecipino quanti più amministratori e cittadini possibile, in particolare i più giovani. La Costituzione è il più “alto compromesso” della vita repubblicana, nella quale ci riconosciamo tutti. Contiene infatti principi fondamentali e condivisi. E’ importante ricordarsene, soprattutto ora che si torna a parlare di una sua riforma per quanto riguarda temi come il presidenzialismo, il federalismo, la giustizia: la revisione della sua seconda parte si può fare, purché ci sia un ampio consenso e una convergenza di tutte le forze politiche democratiche”.
Sabato 27 dicembre dalle 10 saranno parecchie le decine di vicentini che si alterneranno nella lettura pubblica dei 139 articoli che formano la Costituzione: assessori, consiglieri comunali, deputati, rappresentanti degli imprenditori, delle associazioni di categoria, dei sindacati, giornalisti, semplici cittadini.
Tra gli altri, hanno aderito al particolarissimo evento anche alcuni universitari, che realizzeranno e regaleranno agli organizzatori un dvd che documenterà tutta la manifestazione, e un gruppo di giovani studenti extracomunitari.
Ad oggi sono già una settantina gli iscritti all’iniziativa, alcuni dei quali hanno chiesto agli organizzatori di poter leggere uno specifico articolo, perché particolarmente vicino alle proprie inclinazioni o scelte professionali. Tra gli articoli più richiesti, che probabilmente saranno condivisi da più lettori, l’articolo 11 (L’Italia ripudia la guerra…), l’articolo 32 (Il Diritto alla Salute…) e l’articolo 34 (La scuola è aperta a tutti…).
Ma si tratta di una lista ancora in fase di compilazione. Nel presentare l’iniziativa, l’organizzatore Luciano Parolin ha ricordato che “tutti i cittadini che vorranno partecipare dando pubblica lettura di un articolo della Costituzione, potranno farlo telefonando entro le 18 del 26 dicembre al 339 2768692, allo 0444 324112 o inviando una mail a luciano.parolin@poste.it”.
Sarà il sindaco Achille Variati ad aprire la manifestazione con un intervento sul senso del patrocinio comunale.
Tutti i lettori riceveranno in dono dall’amministrazione una copia della Costituzione legata con un nastro tricolore.
La particolare maratona di lettura sarà ricordata anche da una cartolina, con foto d’epoca della Loggia del Capitaniato e della Basilica Palladiana, per la quale sempre in Loggia è previsto un annullo di Poste Italiane dalle 10 alle 14,30 di sabato. La cartolina, che è stata realizzata con il contributo di Confartigianato, ricorda che Vicenza è l’unica Città d’Italia che ha per simbolo la bandiera tricolore decorata con due medaglie d’oro al valore militare.
La documentazione dell’iniziativa, unica nel suo genere, sarà raccolta dalla Biblioteca Bertoliana ed adeguatamente archiviata, perché ne rimanga traccia negli annali della città di Vicenza.
martedì 23 dicembre 2008
Concerto stile Vienna a Bassano
Martedì 30 dicembre al Teatro Astra, il concerto di Capodanno della Filarmonia VenetaA conclusione di un anno ricco di iniziative e appuntamenti dal quale si sono ottenuti importanti consensi da parte di un pubblico sempre più qualificato e numeroso, l'Assessorato allo Spettacolo di Bassano presenta la 7° edizione del Concerto di Capodanno; l'appuntamento, che si rinnova tradizionalmente, è per martedì 30 dicembre ore 21.00 al Teatro Astra di Bassano.
Protagonista sarà, ancora una volta l'Orchestra Filarmonia Veneta, già preziosa partner in numerose produzioni liriche del festival bassanese, diretta qui dal Maestro Stefano Romani in un programma dedicato ad augurare a tutta la città uno splendido 2009.
Il programma proposto è un viaggio musicale tra la straordinaria energia di valzer, polke e marce viennesi, che daranno così forma - attraverso la musica - ad autentici luoghi di felicità.
L’ouverture è affidata a La gazza ladra di G. Rossini, un opera lirica su libretto di Giovani Gherardini. L'opera, un tempo famosissima, viene oggi rappresentata raramente, mentre è rimasta nel repertorio sinfonico la magnifica sinfonia dell'opera.
Seguono le musiche di compositori del calibro di F. Von Suppè, con “Die leichte Kavallerie”, Otto Nicolai, con “Die lustigen Weiber von Windsor” e J. Offenbach con “Orphée aux Enfers.
La seconda parte della serata è dedicata a Johann Strauss figlio, con cui il Valzer conobbe il suo massimo splendore e divenne quel ballo sensuale e malinconico, ma anche gioioso ed affascinante, che tutti conoscono.
Proprio per questi meriti, a Strauss jr, è riconosciuto universalmente il titolo di "Re del Valzer". Il compositore entrò nella storia della musica nell’ottobre del 1844, quando, si esibì per la prima volta, senza l’approvazione del padre, al Casino Dommayer con orchestra e composizioni proprie. Il pubblico, che riempiva il locale, al ritmo delle musiche di Johann Strauss jr. fu preso da rapido entusiasmo richiedendo i brani fino alla diciannovesima replica. Il debutto del giovane Strauss era stato un successo veramente trionfale.
Il classico concerto di fine anno si svolge quindi nel tradizionale stile viennese, con le più belle musiche di Strauss., chiudendo con la famosa Marcia di Radetzky e Il Bel Danubio Blu. Un’ottima occasione per riascoltare i valzer più conosciuti, che da sempre fanno da colonna sonora ai giorni di festa.
Il Concerto è realizzato in collaborazione con l'Agenzia Viemme Viaggi di Bassano, la fioreria Tiberio Bisinella con la pasticceria Dolce Bassano, e Vini Astoria protagonisti del brindisi finale che verrà offerto a tutto il pubblico.
Informazioni e prevendita – Biglietteria Operaestate Festival, presso ufficio IAT in Largo Corona d’Italia, tel. 0424 524214 dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 18.30
Quarant'anni di bordolesi vicentini
Dopo BCM - Bordolesi Cabernet Merlot, i produttori vicentini si raccontano:le storie, i segreti e la passione che rendono vincenti i rossi bericiLONIGO. «La presenza dei vitigni bordolesi Cabernet e Merlot è attestata da almeno due secoli nell'area vitivinicola vicentina. La provincia di Vicenza ha rappresentato per queste varietà un habitat ideale per lo sviluppo, con terreni adatti per l'esposizione e le caratteristiche geopedologiche e microclimi favorevoli. Al punto che oggi, anche se si tratta di vitigni internazionali, i bordolesi vicentini esprimono una loro identità precisa». A parlare è Fabio Piccoli, coordinatore di “Palazzo del Vino”, organo del Consorzio Vini Vicentini che riunisce le sei DOC di Vicenza. Pur alloctoni, quindi originari di altre zone, i vitigni bordolesi Cabernet, Merlot, Petit Verdot, Carmenère e Malbech nell'area berica hanno assunto caratterizzazioni proprie: sono stati in qualche modo “naturalizzati” proprio a partire dalla caduta della Repubblica di Venezia, e proprio in quelle zone dell'entroterra veneziano che tradizionalmente offrivano alla Serenissima i vini di pregio maggiore di tutti i dom ni. «Per questo - continua Piccoli - è molto interessante una manifestazione come la recente “BCM Bordolesi Cabernet Merlot”, che ti fa vedere la varietà e diversità fra un Cabernet coltivato in Sicilia rispetto a un vicentino o un trentino». Da allora, la vicenda dei bordolesi veneti e vicentini ha fatto molta strada: nelle parole di cinque grandi produttori berici, riuniti nel Co.Vi.Vi., il racconto degli ultimi quarant'anni di passione per questa tipologia enologica.Fausto Maculan: in principio fu Luigi Veronelli? «Beh no, in principio-principio, se vogliamo proprio vedere, furono i viaggi studio nel Bordeaux». Non fu “Gino” Veronelli a suggerirle di concentrarsi su un grande vino, un rosso strutturato? «In effetti, io spingevo sul Torcolato, un vino dolce bianco. Lavorare con il rosso, che nasce dalla vigna, è stata una sfida più difficile, che, vinta, si è tirata dietro tutto il resto». Dall'esperienza d'Oltralpe iniziò la ricerca? «Bisogna fare qualità in senso assoluto – continua il produttore – l'indice di piacevolezza è solo uno degli aspetti. Il vino rosso ha tre momenti fondamentali: la vendemmia. Al di là della tecnica, è una scommessa con la pioggia, non sempre può essere vinta. La fine della macerazione: più si prolunga, più il vino sarà potente, ma anche astringente. L'assemblaggio finale: va fatto più tardi possibile, anche dodici mesi dopo la vendemmia. Bisogna lottare contro la quantità e a voler essere scrupolosi va assaggiata ogni botte, si dev'essere pronti a scartare». E il legno? «E' come il contrabbasso in un'orchestra: se rimane una nota nel sottofondo, aumenta la piacevolezza, altrimenti avremo fatto il vino del falegname». Nascono così i bordolesi Maculan. «Il Fratta è il nostro prodotto di punta, un taglio Cabernet Merlot, come il Brentino, affinato in un legno usato bene» conclude il più noto produttore ed enologo del Breganzese, «poi abbiamo il Palazzotto, un Cabernet Sauvignon in purezza».Da Breganze, proseguendo il viaggio verso Sud, il “filo rosso” del bordolese si intreccia con quello della nobiltà vicentina. «Imbottigliamo il nostro “Polveriera” dal 1992, ma lo produciamo da sempre. Un vino corposo, molto profumato - racconta con orgoglio il conte Tomaso Piovene Porto Godi, produttore della DOC Colli Berici - un taglio di uve per il 40 per cento Merlot, 40 per cento Cabernet Franc e 20 per cento di Cabernet Sauvignon. L'etichetta è stata così battezzata perché il vigneto è in una collina nei pressi di un ex deposito di polvere da sparo».Andando a Ovest, a Valdagno, all'esperienza di più generazioni dei Porto Godi fa da contraltare la storia di un giovane enologo della DOC Vicenza che ha incominciato la sua “scommessa” cominciando da zero, su quattro ettari scelti da sé: «Faccio bordolesi da 10 anni - spiega Massimo Dal Lago, titolare dell'azienda agricola “Masari” - per me la sfida del futuro sarà scoprire i siti migliori. Ci sono terreni adatti e terreni che non lo sono: Bordeaux ne è un esempio, ma anche in Italia abbiamo molte zone dove si ottengono ottimi risultati. Il mio Masari nasce, ad esempio, su un suolo argilloso-calcareo, che ho scelto per le sue caratteristiche, in un sito in cui il vino non veniva più prodotto da 150 anni. Dà grandi soddisfazioni: in più degustazioni alla cieca è stato valutato alla stregua di prodotti di ben altre fasce di prezzo».Il viaggio fra le eccellenze dei bordolesi vicentini continua... negli Stati Uniti. «Nella nostra azienda in Virginia, che va ad aggiungersi alle tenute vicentine e siciliane - precisa Domenico Zonin, della DOC Gambellara - produciamo l'etichetta “Octagon”, un taglio Merlot, Cabernet e Cabernet Franc. Un ottimo prodotto che il consumatore apprezza. Del resto se il vino italiano oggi è tenuto in così grande considerazione nel mondo, lo deve ai bordolesi: esempi di grande qualità che, negli anni '80, furono i primi portabandiera del vino “made in Italy” nel mondo».All' “americano” Zonin fa da contraltare il “veneto” Andrea Mattiello della DOC Colli Berici: «La nostra tenuta è nella collina di Costozza, a Longare – spiega – che ha la fortuna di essere storicamente una delle culle italiane dei vitigni bordolesi: è uno dei primi tre siti italiani in cui sono state piantate queste viti, importate dalla Francia. La bibliografia data i primi vigneti al 1880: noi in particolare ci siamo specializzati sul vitigno Carmenère, che oggi viene riconosciuto come varietà a sé. Il nostro “Rosso Carmenère” si caratterizza per un'elegante nota di pepe verde, non tostata e non vegetale, fresco e di pronta beva come vuole la buona tradizione veneta. Il terreno collinare poi conferisce all'uva una notevole struttura e morbidezza. Da quest'anno inoltre abbiamo una nuova etichetta bordolese: il “Rosso di Tano”, un taglio di Merlot al 65 per cento e Cabernet Sauvignon al 35 per cento».Il Veneto si conferma così non solo per eccellenza, ma anche per quantità, la prima fra le regioni italiane nella produzione di bordolesi. Il primato regionale in Cabernet e Merlot ha ottenuto nuove conferme anche nella più recente edizione della rassegna internazionale “BCM, Bordolesi Cabernet Merlot”, organizzata a novembre da “Palazzo del Vino” a Sarego, a Villa Da Porto “La Favorita”: ben 145 su 298, quasi la metà, le etichette di bordolesi veneti che erano presenti.
“BCM, Bordolesi Cabernet Merlot”, l'evento vitivinicolo dell'autunno 2008, si è svolto a fine novembre nella settecentesca dimora di stile palladiano Villa Da Porto “La Favorita”, a Sarego (Vicenza). La rassegna enologica per due giorni ha offerto 300 etichette in degustazione, le più interessanti della categoria dei vini bordolesi d'Italia e del mondo. Presenti in forze all'appuntamento, con le proprie pregiate produzioni di Cabernet, Merlot, Petit Verdot, Carmenère e Malbech, anche i vignaioli delle sei DOC vicentine: Arcole, Breganze, Colli Berici, Gambellara, Lessini Durello e Vicenza. La manifestazione è stata salutata da un grande successo di pubblico: sono stati registrati più di milleduecento visitatori. La terza edizione di “BCM” è stata realizzata dal Co.Vi.Vi. - Consorzio Vini Vicentini, con il contributo di Camera di Commercio di Vicenza, Provincia di Vicenza e Regione del Veneto, in collaborazione con Vicenza Qualità e l’associazione di ristoratori “Le Buone Tavole dei Berici”.
Palazzo del Vino è la sede di rappresentanza del Co.Vi.Vi., Consorzio Vini Vicentini, associazione che raccoglie le denominazioni Vicenza, Colli Berici, Breganze, Gambellara, più altre due DOC in “condominio” con la vicina provincia di Verona, Lessini Durello ed Arcole, oltre agli organismi della Strada del Vino Arcole e della Strada dei Vini dei Colli Berici: un organismo unitario finalizzato a un coordinamento comune, a livello provinciale, progettuale, promozionale, enogastronomico-turistico ed istituzionale.
(Alpe Comunicazione)
Libreria Popolare N.26
Perché NomadelfiaCammertoni Valeria
€ 12,00
2008, 160 p., ill., brossura
Artestampa (collana Narrativa)
Nell’Italia appena uscita dal secondo conflitto mondiale e schiacciata dal peso delle macerie e dei lutti, un giovane prete emiliano raccoglie intorno a sé orfani, vedove e sfollati e occupa l’ex campo di concentramento di Fossoli (Carpi), dando vita a un progetto pionieristico di comunità cristiana. Valeria Cammertoni approda a Nomadelfia nel novembre del 1949, per uscirne solo diciassette anni più tardi. Dopo un’infanzia segnata dalla guerra e dalle difficoltà familiari, la scoperta di un mondo attraversato da un sentimento nuovo e vigoroso di carità e l’incontro folgorante con don Zeno, spirito inquieto e combattente, sono il perno di un cammino di fede che si intesse con le gioie e le difficoltà del vivere quotidiano. Questo libro è prima di tutto un racconto di un’esistenza semplice e di una vocazione profonda: una storia di gente comune, di povertà, di speranze immense e acute delusioni. Una vita intera: questo il gusto che rimane, la percezione chiara che si fa strada fino all’ultima pagina.
Il profeta di Nomadelfia. Don Zeno SaltiniRinaldi Remo
€ 18,00
2008, 296 p., ill., rilegato
San Paolo Edizioni (collana Tempi e figure)
1941 a S. Giacomo Roncole, vicino a Mirandola (MO), don Zeno accoglie come figli altri fanciulli abbandonati e fonda l’Opera Piccoli Apostoli. Ha giurato sull’altare che mai avrebbe fatto un collegio. Nel 1941 una giovane studentessa, Irene, scappa da casa e si presenta a don Zeno dichiarandosi disposta a far da mamma ai Piccoli Apostoli. Don Zeno, con l’approvazione del vescovo, le affida i più piccoli e nasce con lei una maternità nuova, virginea. Altre giovani donne la seguono, sono le “mamme di vocazione”. Alcuni sacerdoti si uniscono a don Zeno e danno inizio ad un clero comunitario. Dopo la fine della guerra, nel 1947, i Piccoli Apostoli occupano l’ex campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, per costruire la loro nuova città. Abbattono muraglie e reticolati, mentre accanto alle famiglie di mamme di vocazione si formano le prime famiglie di sposi, che chiedono a don Zeno di poter accogliere i figli abbandonati, decisi ad amarli alla pari di quelli che nasceranno dal loro matrimonio. Il 14 febbraio 1948 approvano il testo di una costituzione che verrà firmata sull’altare. L’Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia, che significa dal greco: “Dove la fraternità è legge”.
Maria Giovanna Albertoni Pirelli e Nomadelfia. Una donna fragile e forte nella vita e nell’impegno cristianoCasanova Carla M.
€ 16,50
2000, 176 p., ill., 2 ed.
Viennepierre (collana I parabordi.Testimonianze)
In questo libro l'autrice racconta la straordinaria vicenda umana della figlia primogenita (1915-1970) di Alberto Pirelli. Nata in una famiglia privilegiata, sposata giovanissima, è vedova a 29 anni con quattro bambine. Il tragico evento la muterà per sempre. Nell'abisso del dolore, troverà la forza di risorgere attraverso l'incontro, pilotato dall’amico Padre Davide Maria Turoldo, con don Zeno Saltini, il sacerdote fondatore di Nomadelfia, la “città dei ragazzi” che raccoglie gli orfani e i diseredati dell’ultimo conflitto bellico.
Don Zeno di Nomadelfia... e poi vinse il sognoSgarbossa Mario
€ 14,00
2008, 320 p.
Città Nuova (collana Testimoni)
C’è una città nel cuore della Maremma toscana in cui tanti ragazzi hanno trovato una mamma e tanti fratelli. Questo il sogno di don Zeno Saltini, il quale inventò per loro Nomadelfia, la città in cui l’amore fraterno è legge. Don Zeno di Nomadelfia proponeva agli altri quanto egli stesso praticava, pagando di tasca propria, senza ribellioni perché - come disse al cardinale Ottaviani - “la Chiesa mi scorre nel sangue”. Egli realizzò quel sogno che pare impossibile perché marcia in senso contrario al tenace individualismo radicato nell’uomo, in tutti i tempi. Un sogno vincente perché Nomadelfia è “solo una proposta” rivolta a quanti sanno scegliere evangelicamente la parte migliore in forma del tutto nuova. Don Primo Mazzolari, parlando di don Zeno nell’ora più buia della sua vita, disse: “Egli rimarrà, nonostante certe incompostezze di temperamento e di linguaggio, uno degli uomini che, agli avamposti, hanno servito con fedeltà la causa della Chiesa e dei poveri”.
"Don Zeno. L'uomo di Nomadelfia". Un film di Gianluigi Calderone. Con Giulio Scarpati, Isabella Briganti, Nicolas Tenerani, Stefano Cenci, Federica Bern, Anna Gigante. Prodotto nel 2008
A quando l'oro alla Patria?
Italiani sempre più poveri, spesso al limite della sopravvivenza. Più colpite le famiglie numerose, gli anziani e le donne sole. Non servono studi di settore per capirlo. Nel Paese dei balocchi cantato da Berlusconi si soffre e si tira la cinghia. L’uomo solo al comando non ha ancora chiesto alle valorose massaie d’Italia il sacrificio delle loro fedi per il bene supremo della Patria, ma poco manca. Berlusconi ama vincere, ma non sa (o non vuole) governare. Meglio pensare a nuove competizioni, dunque ecco la nuova frontiera: il presidenzialismo. In tutto questo bailamme a salvarsi è solo Bossi che dopo aver posato lo "spadone" ha assunto un ruolo di mediatore. Paradossi della storia.Dall’altra parte dello schieramento si vivacchia. Continuano le ambiguità e l’opposizione, almeno a parer mio, è troppo tenue. Nonostante la stima per Veltroni avrei preferito si fosse fatto da parte per lasciare il posto ad Enrico Letta o Pierluigi Bersani. Il partito democratico è meno in crisi di quello che vogliono far credere la destra e gli stessi nemici interni. Però bisogna cambiare rotta e soprattutto rompere con il passato. Un primo segnale positivo sarebbe la creazione di un gruppo europeo dei democratici e poi lavorare per una nuova legge elettorale con uno sbarramento alto per favorire l’accorpamento di tutte le anime riformiste e progressiste in un solo soggetto.
Infine, capitolo centro. Il partito di Casini perde in ogni parte d’ Italia molti dirigenti a favore del Pdl, ma i consensi restano invariati. Il rischio, a lungo andare, è quello dell’irrilevanza politica. Inoltre un centro moderno se vuole crescere dovrebbe aprirsi in senso laico a nuovi apporti.
Il moderatore
lunedì 22 dicembre 2008
REPORT VISITATORI VICENZA POPOLARE
Asiago: Tesori Antropologici
Sarà presentato lunedì 29 dicembre 2008 alle ore 17.30 nella Sala Consiliare del Municipio di Asiago ( Vi) il volume fotografico di Francesca Mascotto “ Tesori Antropologici”, edito da Biblos. Presenta l’Assessore alla cultura Roberto Rigoni. Seguirà proiezione delle immagini a cura dell’autrice.Francesca Mascotto, biologa, fotografa e pubblicista freelance, svolge da anni l’attività di ricercatore e docente delle culture dei popoli. Il volume documenta attraverso immagini e testi i numerosi viaggi che ha compiuto l’autrice intorno al mondo alla scoperta di popoli e culture. Dal Tibet Lamaista con le danze rituali dei Lama, alla Papua Nuova Guinea, al Niger, alle cerimonie induiste in India, agli ori del Ghana, alle maschere tribali africane, strumenti di decodifica di miti e simboli, Francesca Mascotto coglie l’essenzialità dei mondi con cui è entrata in contatto, in una entusiastica esaltazione alla vita, attraverso i personaggi, gli ambienti, i colori, gli oggetti che ci propone. La sua opera è un ricorrente inno alla vita che si coglie negli accurati ritratti e nelle scrupolose geometrie di rapporto tra gruppi, e di questi con l’ambiente e gli oggetti che li circondano e che li informano: una scelta esaltante e una sfida a indagare l’uomo e la sua spiritualità non attraverso l’oculare di un microscopio, ma attraverso l’obiettivo fotografico. Francesca Mascotto documenta nel volto la presenza di una identità collocata agli albori della storia, il volto, il corpo esteso, il corpo ritualizzato: la sua fotografia diventa una comunicazione estetica, dal forte impatto etico, che torna dal passato al nostro presente, dentro cui si intravede la meraviglia dello spettatore occidentale. La nostra relazione con l’Altro, vitale e formale, una nuova antropologia di contatto, in grado di allargare il cerchio antropologico delle differenze. L’autrice collabora a importanti pubblicazioni di carattere antropologico sia nazionali che internazionali, i suoi studi sul buddhismo tibetano e sulle ritualità africane sono stati presentati in numerose mostre fotografiche in Italia e all’estero; partecipa con la sua ricerca artistica a diverse manifestazioni interculturali contribuendo con la sua fotografia a rendere più vicine le culture dei popoli.
domenica 21 dicembre 2008
Manchester United Campione del Mondo
Il Manchester United ha vinto il Mondiale per Club, succedendo così al Milan. Gli inglesi hanno battuto per 1-0 gli ecuadoregni della Liga de Quito.Primo tempo dominato dai Red Devils, con ben 13 tiri in porta, e gol sfiorato in tre occasioni con Cristiano Ronaldo, Rooney e Park. Nella ripresa dopo una bella conclusione di Manso parata da Van der Saar, al 73’ il Manchester ha trovato la rete della vittoria con Rooney, su assist di Ronaldo. Gli inglesi dopo la conquista della Champions, chiudono il 2008 da campioni del mondo in carica.
Nella finale per il terzo posto i giapponesi del Gamba Osaka hanno battuto i messicani del Pachuco 1-0, quinto posto per gli australiani dell’Adelaide United.
Francesca Monti
Sir Alex FergusonSplendido terzo posto per Nadia Fanchini
Nel SuperG di Saint-Moritz in Svizzera Nadia Fanchini ha conquistato uno splendido terzo posto, il terzo piazzamento in 15 giorni dopo la vittoria in SuperG e il secondo posto in discesa, entrambi sulle nevi di Lake Louise, in Canada.La gara è stata vinta dalla giovanissima svizzera Lara Gut, seconda l’altra elvetica Suter. Nadia nonostante una fitta nevicata e la scarsa visibilità è riuscita comunque a centrare un ottimo risultato, salendo sul podio. Così ha commentato: “Sono felicissima del terzo posto, perché in pista non si vedeva nulla. Ho dovuto inventare le traiettorie all’ultimo momento, è andata ben. Dedico questo bel piazzamento a tutti coloro che mi vogliono bene”.
CdM: Heel trionfa in SuperG
Grande successo di Werner Heel nel SuperG in Val Gardena. Partito con il pettorale numero 2, l’azzurro ha sciato in modo perfetto, favorito anche dall’assenza di vento, che ha condizionato la gara dei suoi avversari, scesi con numeri più alti. Secondo lo svizzero Defago, terzo il quasi 40enne svedese Jaerbyn.Werner, 26 anni, nato a Merano, ama la mountain bike, fa il tifo per Valentino Rossi, per la Ferrari e per la Juve, e aveva già vinto la discesa libera di febbraio a Kvitfjell ed era arrivato terzo nel SuperG disputatosi sempre nella città norvegese. “Ho avuto fortuna. Dio mi ha pensato, non avrei mai immaginato di vincere qui, sarei stato già contento di arrivare nei primi venti. Ma ho sciato bene e non ho fatto errori”, ha detto alla stampa Heel.Rubrica sportiva curata da Francesca Monti
Babbo Natale, fammi rivedere mia figlia
Riceviamo e pubblichiamo:Un papà separato scrive ad un quotidiano - 20/12/2008
Caro Babbo Natale,
potrei chiederti di porre fine alla fame nel mondo oppure di fermare le guerre. Ma non lo farò, perché anch'io ho un desiderio, quello di riabbracciare mia figlia. Ormai sono due anni che non la vedo. C'è chi rema contro. Spesso i padri sono denigrati, umiliati agli occhi dei figli. Col passare del tempo, le bugie diventano realtà. Caro Babbo Natale, da noi sulla terra, quando hai un problema simile, ti rivolgi ai giudici. Però le cause sono lunghe, spesso sono rinviate. Il tempo passa e tu non hai più tua figlia, ma loro ti dicono di avere pazienza. Pazienza se quando ti sei separato hai dovuto lasciare una bambina che amavi con tutto te stesso; pazienza se degli estranei hanno stabilito quando e come potevi vederla; pazienza se qualcuno oggi gioca con i suoi sentimenti, cancellando tutti i ricordi di suo padre. Pazienza se la notte di Natale, mentre loro saranno seduti a tavola con i loro figli, tu non avrai la tua. Non sono un padre perfetto. A nessuno è stato dato il manuale del buon genitore. Ma quando sei nata, e per la prima volta ti ho stretta fra le braccia, ho sentito i nostri cuori battere all'unisono. Solo in quel momento ho giurato che ti avrei protetta e che per te ci sarei sempre stato. Ma purtroppo le cose non vanno sempre come vorremmo.
Quante volte avrei voluto essere lì con te per poterti dare il bacio della buona notte; per consolarti se ti svegliavi in lacrime per un brutto sogno. Ma non c'ero, perché non potevo. Avrei voluto spiegarti perché mamma e papà si sono separati, ma ho sempre pensato che fossi troppo piccola. Non importa di chi sia stata la colpa, l'unica certezza è che sei nata dall'amore, che sei stata desiderata e che non sei mai stata causa di un pentimento. Come faccio a spiegare ai signori giudici che, senza mia figlia, vivo in apnea? Mia figlia mi manca più dell'aria che respiro, è tutta la mia vita.
potrei chiederti di porre fine alla fame nel mondo oppure di fermare le guerre. Ma non lo farò, perché anch'io ho un desiderio, quello di riabbracciare mia figlia. Ormai sono due anni che non la vedo. C'è chi rema contro. Spesso i padri sono denigrati, umiliati agli occhi dei figli. Col passare del tempo, le bugie diventano realtà. Caro Babbo Natale, da noi sulla terra, quando hai un problema simile, ti rivolgi ai giudici. Però le cause sono lunghe, spesso sono rinviate. Il tempo passa e tu non hai più tua figlia, ma loro ti dicono di avere pazienza. Pazienza se quando ti sei separato hai dovuto lasciare una bambina che amavi con tutto te stesso; pazienza se degli estranei hanno stabilito quando e come potevi vederla; pazienza se qualcuno oggi gioca con i suoi sentimenti, cancellando tutti i ricordi di suo padre. Pazienza se la notte di Natale, mentre loro saranno seduti a tavola con i loro figli, tu non avrai la tua. Non sono un padre perfetto. A nessuno è stato dato il manuale del buon genitore. Ma quando sei nata, e per la prima volta ti ho stretta fra le braccia, ho sentito i nostri cuori battere all'unisono. Solo in quel momento ho giurato che ti avrei protetta e che per te ci sarei sempre stato. Ma purtroppo le cose non vanno sempre come vorremmo.
Quante volte avrei voluto essere lì con te per poterti dare il bacio della buona notte; per consolarti se ti svegliavi in lacrime per un brutto sogno. Ma non c'ero, perché non potevo. Avrei voluto spiegarti perché mamma e papà si sono separati, ma ho sempre pensato che fossi troppo piccola. Non importa di chi sia stata la colpa, l'unica certezza è che sei nata dall'amore, che sei stata desiderata e che non sei mai stata causa di un pentimento. Come faccio a spiegare ai signori giudici che, senza mia figlia, vivo in apnea? Mia figlia mi manca più dell'aria che respiro, è tutta la mia vita.
(Lettera firmata)
sabato 20 dicembre 2008
Le comete nell'arte e nella scienza
Asiago, museo “Le Carceri”. Dal 21 dicembre 2008 all’1 gennaio 2009Il 2009 è stato proclamato Anno Mondiale dell’astronomia, in ricordo dei 400 anni delle prime osservazioni di Galileo Galilei con il cannocchiale, da Padova.
Ad Asiago, l'inizio dell'Anno Mondiale dell'Astronomia viene celebrato con la mostra “Le comete nell'arte e nella scienza: da Giotto a Giotto”, che verrà inaugurata domenica 21 dicembre alle ore 11.00 presso il Museo “Le Carceri”.
La mostra sarà affiancata da vari incontri natalizi di astronomia per il pubblico e dalla conferenza di Cesare Barbieri, Professore Ordinario di Astronomia - Università di Padova, sul tema “Navigando tra comete, pianeti e asteroidi: novita' dalla spazio” che si terrà il giorno 3 gennaio 2009 alle ore 18,00 presso l’aula magna delle scuole elementari di Asiago.
La mostra iconografica illustra immagini di comete dipinte nell’arte, a partire da quella affrescata da Giotto nell’adorazione dei Magi alla Cappella Scrovegni nel 1304, assieme ad immagini incise in libri antichi, fino alle immagini della cometa di Halley riprese dalla sonda spaziale ‘Giotto’ nel 1986.
Si potrà osservare in immagine a 3D l’adorazione dei Magi di Giotto; è in questo dipinto che per la prima volta si trova la rappresentazione naturalistica di una cometa. Analogamente, si potranno vedere in 3D foto stereoscopiche di comete da immagini astronomiche dei secoli diciannovesimo e ventesimo.
Ad Asiago, presso il Museo Le Carceri, dal 21 dicembre 2008 al 1 gennaio 2009, ore 10:00-12:30 e 16:00-20:00. Le comete nell’arte e nella scienza: da Giotto a ‘Giotto’. A cura di Luisa Pigatto, Antonello Satta e Valeria Zanini (INAF Osservatorio Astronomico di Padova).
Vendemmia 2008, la qualità è di casa
Leggera flessione nella produzione, ma l’annata è eccellente per il VespaioloMessi sul piatto pro e contro della vendemmia 2008, la bilancia di Breganze pende per il segno positivo. Secondo Elvio Forato, direttore della Cantina Beato Bartolomeo «abbiamo avuto una flessione nella produzione, ma la qualità è più che soddisfacente». Nel conto infatti vanno messe le piogge abbondanti cadute a giugno anche nell’area consortile, con l’uva in fase di allegazione, che hanno provocato qualche focolaio di peronospora nelle varietà più sensibili. In luglio e agosto però il clima è stato asciutto e soleggiato. Il risultato atteso è una produzione di elevata qualità, seppur di inferiore quantità, come conferma Matteo Bonollo dell'Azienda Vitivinicola Bonollo Giuseppe: «La vendemmia è andata molto bene da un punto di vista qualitativo, ad esempio i grappoli di vespaiola quest'anno erano bellissimi.! I nostri vigneti, sulla pedemontana, hanno però risentito maggiormente della peronospera a giugno. Nei mesi successivi non ci sono stati problemi di siccità, e con meno uva sulle piante la qualità del prodotto è risultata migliore di molte altre annate. Inoltre non abbiamo registrato problemi legati ad altre malattie che solitamente fanno "capolino", come la botrite e l'oidio, e abbiamo potuto vendemmiare tardi: ora i vini sono ancora troppo precoci per poter darne un profilo sensoriale, ma posso già dire che i profumi sono ottimi, con tonalità sia speziate che fruttate». Anche secondo Emilio Vitacchio, dell'Azienda Agricola Vitacchio Guerrino, quest'anno si otterranno produzioni enologiche di grande qualità. «Il Vespaiolo mostra già una buona vivacità, anche se le quantità sono un po' inferiori al solito - spiega - ma i primi travasi "promettono" molto bene».
(Alpe Comunicazione)
venerdì 19 dicembre 2008
Sorteggi Champions e Coppa Uefa
Sono stati effettuati oggi a Nyon in Svizzera i sorteggi per gli ottavi di finale di Champions League. Sorteggio negativo per le tre squadre italiane, infatti dall’urna sono uscite le più quotate formazioni inglesi, rispettivamente i campioni d’Europa in carica del Manchester United per l’Inter, i vice-campioni europei del Chelsea per la Juve, e l’Arsenal per la Roma. Le gare d’andata si giocheranno il 24 e il 25 febbraio 2009, mentre quelle di ritorno il 10-11 marzo. Trasferta per la Roma il 24 febbraio e gare in casa per Inter (24 feb.) e Juve (25 feb.). Urna difficile anche nella seconda competizione europea, la Coppa Uefa. Ecco gli accoppiamenti dei 16esimi: Milan con i tedeschi del Werder Brema. Fiorentina con gli olandesi dell’Ajax. La Sampdoria con gli ucraini del Metalist e Udinese con i polacchi del Lech Poznan. F.M.
Bassano del Grappa: Concerto di Natale
Continuano gli appuntamenti di Feste in Musica, la rassegna musicale per accompagnare le ultime settimane del 2008. Martedì sera (23 dicembre) al Teatro Remondini, serata ad ingresso libero per il Concerto di Natale, tenuto dalla Filarmonica di Crespano del Grappa.Una serata con banda, coro e solisti – il soprano Mercedes Vidale, e il baritono Davide Celi, che interpreteranno brani famosi del classico repertorio natalizio, con l’energia propria di una banda di antica tradizione.
Documenti certi fanno risalire la nascita della Società Filarmonica al 1823; ma vi sono validi motivi che ci autorizzano a ipotizzarne l'esordio a data antecedente a quella ufficialmente riportata.
La lunga e feconda vita dell'Istituzione si deve, oltre che alla predisposizione e all'amore per la musica da parte dei cittadini, anche alle persone, che in essa hanno vissuto e operato, con incondizionata passione.
L'Istituzione può andar fiera anche per i diversi riconoscimenti avuti. Per citare i più importanti, ricordiamo quello del 1890: Primo Premio al V Congresso-Concorso a Castelfranco Veneto; primo Premio (con 100 punti su 100, e la lode) nel 1933, a Treviso al II Congresso Bandistico Provinciale; Primo Premio Provinciale cat. B a Crespano del Grappa, nel 1937; Primo Premio a Cornuda al IV Concorso Provinciale, nel 1968.
Da ultimo, per completare il profilo della Società Filarmonica di Crespano del Grappa, è da dire che nel 1993 la stessa ha compiuto, con la propria Banda, una brillante tournée in Australia, ottenendo entusiastici e commossi consensi, con i concerti eseguiti a Melbourne, Griffith, Camberra, Wollongong e Sydney. Inoltre, l'11 Febbraio 1997, in occasione della Giornata Del Malato, - prima ed unica banda -, ha suonato nella Basilica di San Pietro, Città del Vaticano. Nel 1999 la Banda ha inciso il suo primo CD con musiche di Rossini, Morricone, e brani inediti cantati, dei famosi compositori crespanesi, fratelli Zardo. Sempre in quest'anno la Scuola di Musica della Società Filarmonica si è fusa con quella dell'Istituto Musicale "N. Zardo" raggiungendo così il ragguardevole numero di 120 allievi.
Attualmente il corpo musicale è formato da oltre una sessantina di suonatori, la maggior parte dei quali giovani o giovanissimi.
Durante il concerto di Natale verranno eseguite musiche di Handel, Jan Van der Roost, Don Lorenzo Perosi e molti altri, per un momento magico di buona musica.
Serata ad ingresso libero con raccolta di libere offerte che verranno devolute alla Croce Rossa e all’Associazione bassanese LA CASA SULL’ALBERO, sede di una comunità educativa che accoglie bambini e adolescenti temporaneamente allontanati dalle loro famiglie d’origine e che opera nell’area di Bassano del Grappa (VI) e dintorni da quasi quindici anni.
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