martedì 21 luglio 2009

LIBRERIA POPOLARE N.57

Papi. Uno scandalo politico
Gomez Peter; Lillo Marco; Travaglio Marco
€ 15,00
2009, 336 p., brossura
Chiarelettere (collana Principioattivo)

Il nuovo libro di Gomez, Lillo e Travaglio sugli scandali della scena politica italiana. Così si sceglie la nuova classe politica italiana. Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica. Dal vivo. Uno spettacolo come in tv, quella che piace al premier. Con l’aggiunta di personaggi alla Gianpi Tarantini, grande navigatore nel mare della politica truccata a colpi di mazzette e party da jet set, tra cocaina e frequentazioni pericolose. Telefonate su telefonate e testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D’Addario, la squillo all’ultimo momento esclusa dalle elezioni europee. Questo libro ricostruisce fatti privati che diventano pubblici ed espongono Papi-Silvio a ogni sorta di ricatto, trascinando l’Italia al punto più basso del suo discredito internazionale.


Peppino Impastato, un giullare contro la mafia
Rizzo Marco; Bonaccorso Lelio
€ 14,00
2009, 128 p., ill., brossura
Becco Giallo (collana Biografie)

Dai microfoni di Radio Aut, con l’arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film “I cento Passi” e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell’interesse dei mafiosi e dei politici locali.

Il sentimento della realtà
Olmi Ermanno
Curatrice: Padoan Daniela
€ 15,00
2008, 137 p., brossura
Editrice San Raffaele

Conosciuto in tutto il mondo per capolavori come “L’albero degli zoccoli”, “La leggenda del santo bevitore” e “Il mestiere delle armi”, Ermanno Olmi ha dichiarato di voler abbandonare il cinema di finzione per concentrarsi sulla realizzazione di documentari. Ciò che gli sta a cuore è seguire appieno quello che definisce il sentimento della realtà, “perché la realtà ci parla solo se siamo capaci di ascoltarla, di osservarla in silenzio, e allora ci dice qualcosa che non è traducibile in termini scientifici, logici o fenomenologici: ci racconta ciò che quel segmento di realtà - magari un tram che passa - ha in sé di sacro, ed è la vita che vive attraverso quel frammento”. Dalle conversazioni con Daniela Padoan si leva cristallina la voce di un protagonista della storia del cinema che ripercorre la traiettoria intellettuale e poetica del proprio cammino, in dialogo con una folla di amici evocati di pagina in pagina: Fellini, Bianciardi, Zavattini, Rossellini, Parise, Ungaretti, Pasolini... Ma, più ancora che sul suo lavoro, a Olmi preme riflettere sul mondo che gli sta attorno, convinto della forza testimoniale dell’esistenza di ciascuno.

Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce
Oleari Antonio
€ 21,00
2009, 223 p., ill., brossura
Aereostella

Una storia che parte da lontano, dalle sabbie di Alessandria d’Egitto. La storia di Demetrio Stratos, greco in terra italiana. Una delle più grandi voci del nostro Paese, scomparsa troppo presto, trent’anni fa. Dagli inizi nei locali di Milano passando per l’esperienza nei Ribelli di Adriano Celentano, lungo i caldi anni Settanta alla guida degli Area, fin nei meandri di una ricerca vocale che lo portò a esibirsi a fianco di John Cage tra Europa e Stati Uniti. Le testimonianze di artisti, cantanti, musicisti o semplici amici contribuiscono a costruire una “biografia in musica” che dipinge l’uomo e l’artista, lo sperimentatore e l’attivista politico, il cantante di Pugni chiusi come di Luglio, agosto, settembre (nero) , lo studioso delle più recondite potenzialità vocali. Demetrio Stratos, ovvero la voce-musica, esempio di un’esistenza dedicata all’arte delle note, fino all’epilogo più doloroso : la morte a New York, il 13 giugno 1979, dopo una fulminea malattia. A poche ore di distanza, la sera del 14 giugno, ecco andare in scena il grande concerto all’Arena di Milano con tutti i più grandi artisti italiani : organizzato per raccogliere fondi che sostenessero le costose cure mediche di Stratos, si trasformerà in un addio in musica sorretto dalle voci dei 60 mila giovani accorsi da tutta Italia. Tra loro anche un giovane Gabriele Salvatores: legato a Demetrio da profonda amicizia e da una serie di strane coincidenze, il regista firma la prefazione in apertura al libro.

lunedì 20 luglio 2009

CIAO CRISTINA

Con infinita tristezza apprendiamo della tragica scomparsa di Cristina Castagna, giovane alpinista vicentina, cui avevamo dedicato un post alcuni mesi fa. Siamo vicini, nella preghiera e nel dolore, alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell’ospedale San Bortolo dove prestava servizio come infermiera. Ciao “el grio”, dolce angelo delle montagne.

Lo Staff di Vicenza Popolare

Baby Gang e Paolo Rossi a Bassano

Il giovane collettivo milanese si confronta sul palco con uno dei maestri della comicità. Mercoledì 22 luglio alle ore 21.20 saliranno sul palcoscenico del Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa, i giovani attori della compagnia milanese Baby Gang, insieme ad un ospite d’eccezione del calibro di Paolo Rossi, con lo spettacolo D’ora in poi ( come sarebbe se fosse diverso).

Baudelaire, Verlaine, Kerouac, Hendrix, Morrison, Cobain, Presley, Joplin, la Monroe, Max Stella, Nietzsche, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Pantani, Majorana… Gli scapigliati, i bohèmien, i poeti maledetti, i “geni e sregolatezza”che hanno lasciato un segno indelebile. Loro hanno visto l’abisso, il baratro dell’animo umano. Loro, luci di bohème, sono stati dall’altra parte e hanno visto quello che “noi umani non possiamo immaginare”.
“Ma chi è oggi il maestro? Chi è l’ultimo bohémien? - si interroga l’autrice-regista Carolina De La Calle Casanova - Chi si presterà al gioco di raccontare questa storia? Non è uno di noi, non può esserlo. Non può avere la nostra età, non può avere una storia simile alle nostre. Ma deve avere la nostra voglia di mettersi in gioco, con noi, e alle nostre regole. Secondo voi, chi ci sta?” Ecco svelato come nasce la collaborazione tra Paolo Rossi e la Baby Gang; prestandosi a questo ruolo il comico lombardo si allontana per un attimo dalle sue corde più “cabarettestiche” per mettersi nella parte del “maestro”.
“D’ora in poi” parla del giorno della morte di Max Stella, l’ultimo bohemién, l’ultimo maestro disponibile. A raccontare la sua storia è un coro, una piccola umanità che ruota attorno al protagonista e fa tutto il possibile perché le cose si ripetano esattamente così come sono andate. Il protagonista diventa così il burattino di se stesso: perché è più facile raccontare la storia di qualcun’altro che scrivere la propria. Da qui prende forma uno spettacolo dedicato ai cattivi e ai buoni esempi, al mestiere dell’attore, alle ultime generazioni che non sanno trovare più il proprio spazio, il proprio tempo, che devono imparare a dimenticare i maestri per uscire nel presente e correre con le proprie gambe - e forse in futuro decidere se diventare maestri a propria volta.
Lo spettacolo si ispira alla drammaturgia dell’autore spagnolo Juan Ramòn del Valle - Inclàn per arrivare alla scrittura di un testo originale, che racconta la storia di Max Stella. E’ la storia di un poeta povero e cieco, che perde la vita sul portone di casa in una Spagna travolta da manifestazioni, abusi di potere, vittime innocenti e ignoranti del loro destino che ammazzano o amano per un piccolo osso: povertà e miseria di un popolo che vive le conseguenze della perdita della propria identità. Adattata ai giorni nostri, diventa un’Italia sommersa dalla spazzatura, affetta da bullismo, con i suoi omicidi della porta accanto.
La Compagnia BabyGang nasce a Milano nel 2003 presso la Scuola Civica D’Arte Drammatica Paolo Grassi, dove i suoi fondatori Federico Bonaconza, Carolina De La Calle Casanova, Valentina Scuderi e Stefano Slocovich si incontrano. Il proposito principale della compagnia è quello di creare una rete di collaborazioni artistiche e produttive che possano aiutare e sviluppare i diversi progetti artistici ai quali decide di aderire. Da qui la collaborazione con Paolo Rossi che si è sviluppata, oltre che in questo, in molti altri lavori come "I Giocatori" tratto da Dostojevsk.
A tal proposito precisa Carolina De La Calle Casanova “Collaboro con Paolo già da 6 anni, inizialmente come assistente alla regia e ai suoi testi. E' sempre stato molto generoso, si è interessato ai lavori della Baby Gang e spesso viene a seguire le nostre prove. Il rapporto con Paolo è nato molto spontaneamente, per lui è molto importante appoggiare realtà, diciamo "esordienti" come siamo noi. Di sicuro la cosa più importante che ci ha insegnato - conclude - è a non prenderci troppo sul serio, e a lavorare divertendosi, cosa che lui fa sempre”.

In caso di pioggia lo spettacolo si terrà al Teatro Astra. Biglietti in prevendita presso la Biglietteria del Festival, in via Vendramini, 35 a Bassano, tel. 0424 524214 / 0424 217811 info anche 0424 217819.

MOTOGP: LA CARICA DEI 101

Valentino Rossi vince anche a Sachsenring, ottenendo il successo n° 101 in carriera. Il “Dottore” partito in pole, ha mantenuto la prima posizione al via ma è stato Pedrosa a dare spettacolo dopo la partenza con il recupero di sette posizioni alla prima curva, passando dall’ottavo al secondo posto. Anche Stoner e Lorenzo si sono aggiunti a Rossi e Lorenzo, dando vita ad una fuga a quattro. Al settimo giro l’australiano della Ducati ha preso il comando e ha provato a prendere il largo, ma gli avversari hanno reagito subito, restando incollati. Poco dopo metà gara, Stoner è stato sorpassato da Valentino e Lorenzo. Lo spagnolo ha preso il comando a 5 giri dal termine, ma al penultimo giro, con una grande staccata alla fine del rettilineo, Rossi si è riportato in testa, chiudendo la gara al primo posto. Secondo Lorenzo, terzo Pedrosa, quarto Stoner. “Questo successo è fondamentale per il campionato, volevo sbloccarmi dopo la vittoria numero 100. Ho cominciato a ritardare la staccata, all'ultimo giro non ho sbagliato più niente. Già iniziavo a stancarmi di 100, era importante conquistare la 101.... E’ arrivata la quarta vittoria dell'anno, ora è importante acquisire ulteriore vantaggio in campionato”, ha detto Rossi ai microfoni di Italia1. Ora sono 14 i punti di vantaggio di Rossi su Lorenzo nella classifica del motomondiale.

Francesca Monti

BALLATA PER FABRIZIO DE ANDRÉ

A Castello di Godego con la Piccola Bottega Baltazar e Filippo Tognazzo

Martedì 21 luglio alle ore 21.20 a Villa Martini di Castello di Godego, va in scena lo spettacolo LA CATTIVA STRADA, un omaggio a Fabrizio De André in forma di musica, disegni e parole, con la Piccola Bottega Baltazar e Filippo Tognazzo.

Nato dalla collaborazione fra tre giovani realtà artistiche padovane: l’apprezzatissima Piccola Bottega Baltazar, la casa editrice Becco Giallo e l'attore Filippo Tognazzo, lo spettacolo si compone quindi di tre linguaggi diversi: l'esecuzione di alcuni fra i brani musicali più celebri del cantautore, la proiezione di disegni tratti da Ballata per Fabrizio De Andrè di Sergio Algozzino e l'interpretazione di testi che ispirarono De Andrè e di altri ritenuti affini alla sua poetica, anche se non direttamente legati alla sua opera.
Lo spettacolo comprende quindi alcuni trai brani musicali più amati dal pubblico del cantautore genovese, come; Dolcenera, Il gorilla, Tre madri, Il suonatore Jones, Il pescatore, Le passanti, La città vecchia, Volta la carta, Bocca di Rosa, Don Raffaè, Hotel Supramonte, Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers.
Ad accompagnare l’esecuzione di brani la proiezione di immagini e disegni di Sergio Algozzino, nei quali i personaggi evocati da Faber prendono vita per raccontare la storia e il pensiero del loro autore.
Infine le parole, affidate all’attore Filippo Tognazzo, sono tratte da opere che ispirarono De Andrè , o da altri autori affini alla sua poetica Le nuvole (F. De André, La cattiva reputazione (G. Brassens), Donna de Paradiso (Iacopone da Todi), Il suonatore Jones (E. Lee Masters), Lo spleen di Parigi (C. Baudelaire), La città vecchia (U. Saba), Ballata per Fabrizio De André (S. Algozzino), La ballata delle madri (P. P. Pasolini), La maman et la putain (J. Eustache).
La Piccola Bottega Baltazar Giorgio Gobbo (voce e chitarra), Sergio Marchesini (fisarmonica), Marco Toffanin (fisarmonica), Graziano Colella (batteria), Antonio de Zanche (contrabbasso) è una formazione veneta nata nel 2000. La loro musica e le loro parole vivono in un piacevole stato di anacronismo, dove all'interesse per la canzone d'autore si intrecciano venature di usica popolare, classica e jazz. Nel corso degli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti (Premio Valmarana 2000, Premio Risonanze 2002, Premio RockitEyes 2004, Premio Monferr'autore 2005, finalista a L'artista che non c'era 2007, 2^ classificata al Venice Music Festival 2007) e lusinghiere recensioni dalla stampa nazionale. Ad oggi, ha pubblicato tre cd prodotti e distribuiti dalla collana D'autore di Azzurra music: Poco tempo, troppa fame - omaggio a Fabrizio De Andrè nel 2002, Canzoni in forma di fiore nel 2004 e Il disco dei miracoli nel 2007 (quest'ultimo nominato tra i 20 migliori dischi indipendenti italiani del 2007 dal P.I.M.I., Premio Italiano Musica Indipendente).

Prezzi dei biglietti per la serata: interi euro 7.00, ridotti euro 5.00. Per informazioni e abbonamenti Biglietteria di Operaestate in Via Vendramini 35. Tel 0424 524214 – 0424 217811.

domenica 19 luglio 2009

AMICHEVOLI VICENZA CALCIO

Continua la preparazione estiva del Vicenza Calcio nel confortevole ritiro di Gallio. Il sindaco Pino Rossi incontrando dirigenti, staff tecnico e giocatori ha ribadito l’affetto che lega la popolazione dell’Altopiano alla squadra biancorossa “sempre prima scelta quando incontra le cosiddette grandi”, e ha ricordato ai calciatori di promuovere sia in campo che fuori dal rettangolo verde i valori della lealtà e della non violenza, in quanto esempi per i giovani. A seguire il programma delle amichevoli del Vicenza guidato da mister Rolando Maran. IdG

Domenica 19 luglio ore 17.00 - Campo Comunale di Gallio
A.C. GALLIO-VICENZA CALCIO

Martedì 21 luglio ore 17.00 - Stadio Briamasco di Trento
JUVENTUS F.C.-VICENZA CALCIO

Giovedì 23 luglio ore 17.00 - Campo Comunale di Gallio
VICENZA CALCIO-A.C. SAMBONIFACESE

Sabato 25 luglio ore 17.00 - Campo Comunale di Gallio
VICENZA CALCIO-TONEZZA TEAM INTERFORM ITALIA

Giovedì 30 luglio ore 20.30 - Stadio Comunale Romeo Menti (XV° Memorial Alfonso Santagiuliana)
VICENZA CALCIO-TORINO F.C. 1906

Domenica 02 agosto ore 20.00 - Stadio Romeo MentiTriangolare: VICENZA CALCIO-BASSANO VIRTUS-INTER ZAPRESIC

Asiago celebra l’opera di Giorgio Scalco

Dal 25 luglio al 30 agosto 2009. In mostra sessanta opere del grande maestro della figurazione che raccontano la delicatezza della vita.

Nel suggestivo spazio del Museo Le Carceri saranno esposte circa 60 dipinti di uno dei più importanti protagonisti della Figurazione italiana, a testimoniare 40 anni di lavoro, dagli anni ‘60 sino a oggi. Una mostra particolare, in uno spazio di grande fascino, voluta dal Comune di Asiago in collaborazione con la Associazione Alberto Buffetti, che vuole essere anche un piccolo omaggio nato per festeggiare gli ottant'anni del maestro vicentino.
Per questa occasione sarà realizzato un libro monografico, curato da Alberto Buffetti, che presenta l’intero percorso creativo del pittore di Schio e propone un testo di Vittorio Sgarbi e un importante saggio di Marco Goldin.
Giorgio Scalco utilizza nei suoi lavori un linguaggio figurativo di grande potere evocativo nel raffigurare nature morte, interni con figure e paesaggi dell’altopiano di Asiago: composizioni semplici dai colori caldi e avvolgenti prevalentemente eseguiti a olio su tela, con grande padronanza tecnica. Le sue nature morte, che caratterizzano la produzione degli anni Ottanta, non sono semplici assemblaggi di oggetti d'uso comune o frutti, sono le cose che realmente gli sono intorno nella vita e che gli appartengono. Più che ritrarre dal vero, il pittore sembra ritrarre il suo vero.
Nei paesaggi l'artista racconta le sue terre, con immagini dell’altopiano di Asiago o della campagna intorno a Roma, dove ora vive. Sono vedute romantiche, alla scoperta dell'anima delle cose.
Le figure sono poste fuori dal tempo, dove la famiglia è un tema fondamentale, i soggetti prediletti sono giovani donne, ragazzi, la figlia Ginny (la sua modella preferita), tutti immobili, senza emozioni visibili sui volti. A volte, come per sottolineare ancora di più questo aspetto, Scalco realizza un quadro nel quadro: il soggetto si ripete nel quadro che gli fa da sfondo.

Brevi note biografiche:
Giorgio Scalco nasce a Schio, Vicenza nel 1929 e fin da bambino studia privatamente disegno e poi pittura. Nel 1952 si trasferisce a Roma dove lavora come illustratore. Nel 1954 vince il concorso per l’ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia dove si diploma nel 1956 in architettura scenica. Fino al 1960 lavora come scenografo a Cinecittà. In seguito si dedica al mosaico, all'affresco e alla vetreria istoriata. Nel 1962 si reca per qualche tempo negli Stati Uniti, dove studia la pittura del Realismo Americano. Poi i viaggi a Mosca e Susdal, dove, nei monasteri copti, segue i restauri delle icone antiche. Difficile da catalogare nelle varie scuole o movimenti artistici succedutisi nella seconda metà del '900, Scalco non abbandona le sue passioni, anzi le fonde adeguando l'intensa sensibilità pittorica alla composizione architettonica della scena. Intensa e continua la sua attività espositiva in Italia e all’estero, che lo vede protagonista con oltre cento rassegne in spazi pubblici e privati. Vive e lavora a Roma, dove dal 1968 al 1992, ha insegnato all’Accademia di Belle Arti.

GIORGIO SCALCO
Dal 25 luglio al 30 agosto 2009

Luogo: ASIAGO (VI) - MUSEO LE CARCERI
Via Benedetto Cairoli, 13
Orari di apertura: Lunedi' - Venerdi' dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Sabato - Domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ingresso libero).
Inaugurazione: sabato 25 luglio 2009, ore 18.00.
Informazioni: Comune di Asiago (VI) Ufficio del Turismo tel. 0424 464081
asiagoturismo@comune.asiago.vi.it

sabato 18 luglio 2009

Le fiabe di Francesca Brusa Pasqué

Per la sua XXIX edizione, OPERAESTATE FESTIVAL VENETO (3 luglio - 6 settembre 2009) proporrà uno tra i cartelloni più densi, eclettici e curiosi nel panorama dei festival nazionali e internazionali: 31 città coinvolte, 400 serate di spettacolo in oltre 2 mesi tra le ville, i castelli, i parchi, i palazzi, le piazze e i musei della pedemontana veneta.
Artisti provenienti da 19 diversi Paesi, che spaziano dal teatro contemporaneo alla danza internazionale più innovativa, dalla musica, lirica, classica e jazz al cinema d’autore, sono stati invitati a valorizzare luoghi di particolare interesse artistico e paesaggistico presentando anteprime, progetti e creazioni originali, caratterizzando Operaestate come un festival d'avanguardia capace, al tempo stesso, di far convivere e dialogare la tradizione con la modernità.
Tra gli artisti selezionati sarà presente Francesca Brusa Pasqué, attrice varesina dalla formazione ricca e complessa che, da alcuni anni, ha indirizzato la propria ricerca verso il teatro di narrazione elaborando uno stile personale che unisce il teatro al racconto.
Nell'ambito della sezione MINIFEST, dedicata al Teatro Ragazzi, Francesca Brusa Pasquè presenterà tre recenti produzioni del progetto interculturale “Fiabe dal mondo”, che vede la messinscena di fiabe straniere con l'ausilio di stoffe, strumenti musicali, canti, danze, musiche e scenografie capaci di trasportare lo spettatore in un mondo incantato e lontano.

Giovedì 23 luglio, ore 21.15

San Zenone degli Ezzelini (TV) - Villa degli Armeni
“FIABA BRASILIANA: CLARITA DALLE BELLE DITA”
Lo spettacolo è nato da un progetto interculturale sul Brasile realizzato in una scuola della provincia di Varese, che ha previsto una pluralità di interventi da parte di insegnanti, genitori e personaggi brasiliani presenti sul territorio. Grazie all'aiuto di una mamma proveniente dallo stato di Bahia, è stato possibile affrontare alcuni aspetti del Brasile profondamente culturali, lontani dagli stereotipi più diffusi, che hanno restituito l'immagine di una terra ricca, piena di tradizioni e sfumature, dai mille suoni e dai mille colori.

Venerdì 24 luglio, ore 21.15
Loria (TV) - Giardino della Biblioteca
“FIABA INDIANA: L'ARCOBALENO E LE ANATRE”
Grazie all'utilizzo di stoffe colorate, nuvole di piume variopinte, costumi dalle tinte calde e strumenti musicali suonati in scena, ciò che si crea è l'atmosfera della terra in cui la storia è ambientata: l'India, terra di colori, di profumi, di incantatori di serpenti e di spiritualità, di tradizioni e di antica saggezza, di meditazione e racconto; ma anche terra di monsoni e sciagure, di miseria e fame.

Sabato 25 luglio, ore 21.15
Fonte (TV) - Giardino delle Scuole Elementari
“FIABA ZIGANA: LA SCATOLINA MAGICA”
Questo spettacolo nasce dal desiderio di raccontare il mondo zigano, la sua cultura e le sue storie e di far conoscere la musica zigana, dal timbro inconfondibile, ricca di sonorità nostalgiche e festose, malinconiche e piene di atmosfera. In particolare, si narra la nascita del violino, strumento tipico della musica zigana, facendo riferimento alla cultura zingara in senso più ampio.

SITO PERSONALE DELL'ARTISTA:
www.francescabrusapasque.net

LACRIME DI COCCODRILLO

Chissà se i politici sfileranno anche quest’anno nell’anniversario della morte di Paolo Borsellino. In genere l’assassino torna sempre sul luogo del delitto...

Il Coyote

La danza verticale approda a Bassano

Lunedì 20 luglio alle 21.20 Piazzotto Montevecchio in Centro storico a Bassano ospiterà lo spettacolo di danza sulle pareti EXUVIA, della compagnia italiana di danza verticale Il Posto con le musiche dal vivo de Marco Castelli small ensamble.

Può il corpo modellarsi sull’architettura e contemporaneamente essere influenzato da essa? Danzare sulle pareti degli edifici è possibile. Una danza verticale, per una nuova visione del mondo e dello spazio. E’ questo il progetto portato avanti dall’Associazione veneziana Il Posto all’interno del Progetto Proteo. Lo spettacolo, proposto per la prima volta a Bassano, è una nuova esplorazione che gioca intorno al doppio senso della parola “muta”, intesa sia come trasformazione che come silenzio, per creare una visione nuova del corpo e della sua esibizione. Ed è proprio da una sorta di metamorfosi animalesca che prende avvio la performance, che qui si confronterà con l’architettura dell’ex monte di Pietà nella suggestiva cornice di Piazzotto Montevecchio piccola e deliziosa piazzetta che è il centro dell’antica Bassano duecentesca. Da qui si animerà un’insolita e inquietante presenza di animali sulle parti degli edifici, animali capaci di trasformarsi in corpi umani e di muoversi su un piano inclinato a 90 gradi. A dare anuima a corpo alle figure le danzatrici Marianna Andrigo e Cecilia Fontanesi, su coreografia di Wanda Moretti.
La metafora dell’esibizione del corpo prende avvio, in questa nuova produzione, dalla suggestione degli animali che come strani esseri sofferenti che si lasciano guardare, abbandonando l’exuvia – l’involucro precedente – per concedersi definitivamente allo sguardo del pubblico in un susseguirsi di suggestioni visive, accompagnate dal vivo dalle musiche del Marco Castelli.
La sfida della gravità, il fascino del volo, il superamento del limite sono da sempre le sfide dell’uomo: la ricerca di una danza verticale esprime anche la volontà di allontanarsi dalla terra, staccarsi dai tempi dalla quotidianità ritrovando in questa nuova dimensione la leggerezza immateriale del desiderio di volare, in una poetica artistica che fonde insieme più linguaggi, contaminandoli tra loro.
Il Posto è oggi l’unica compagnia italiana di danza verticale e ha sviluppato negli anni creazioni coreografiche danzando su facciate di edifici, ponti, torri, fari, conventi, palazzi storici ma anche teatri e siti industriali, partecipando anche a numerosi Festival sia in Italia che all'estero. Da anni la compagnia lavora indagando lo spazio in tutti i suoi aspetti, da quello antropologico e sociale a quello architettonico e culturale. L’azione diviene ogni volta un'ambientazione esclusiva adattata ai luoghi che la ospitano: in una trasformazione continua, la struttura coreografica e spaziale e la scelta musicale e acustica preparate si fondono con il luogo della rappresentazione assumendo forme sempre nuove.
II Posto è un'associazione fondata nel 1994 a Venezia ed ha per oggetto la conoscenza, la pratica e lo sviluppo della danza e le attività di espressione del movimento. Nel 1999 in relazione al primo grande esperimento di danza verticale con 16 danzatori e un'orchestra di fiati, la danza verticale e lo sviluppo di una tecnica 'verticale' ha determinato la nascita della Compagnia, per la quale Wanda Moretti compie una continua ricerca di danzatori, che costituiscono oggi un importante patrimonio umano, artistico e tecnico. (c.s.)

Lo spettacolo è ad ingresso libero con una durata di 30 minuti. Per informazioni contattare la Biglietteria del Festival presso gli Uffici di Via Vendramini, 35 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819 www.operaestate.it .

venerdì 17 luglio 2009

LA CASTA

Pierferdinando Casini predica bene ma razzola male, anzi malissimo. Casini "sogna" un repubblica che privilegi il merito ma persegue una politica che premia il nepotismo e l'affermarsi della casta. E per giunta lo fa in maniera pacchiana ed evidente. In particolare mi riferisco al modo con il quale il leader Udc seleziona le giovani leve. Andando sul sito www.udc-italia.it scopriamo che il coordinatore nazionale dei giovani del partito è il figlio dell'onorevole campano Zinzi, già sottosegretario alla sanità nel precedente governo Berlusconi, mentre il responsabile per le "politiche giovanili" è il figlio dell'ex onorevole Tarolli, già intimo dell'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Ora è evidente che l'Udc strumentalizza il movimento giovanile,utilizzandolo non come palestra nella quale forgiare e selezionare in base al "merito" i migliori, ma più modestamente come luogo di compensazione per politici in cerca di soddisfazioni familiari. La costituente di centro ha un senso solo nella misura in cui si impone di superare certe logiche, proprie dell'Udc e non solo, che hanno ridotto la credibilità della politica ai minimi termini. Casini fa bene a scagliarsi contro il malcostume del "sultanato" che Berlusconi incarna. Semprechè lo faccia per convinzione ideale e non nella speranza di copiarlo o sostituirlo.

Francesco Toscano

Orchestra La Fenice per l'Abruzzo

Sarà davvero una serata speciale, quella di Domenica 19 luglio, quando alle 21.20 sul palco del Castello degli Ezzelini di Bassano salirà l’Orchestra del Teatro La Fenice per proporre un concerto il cui incasso verrà devoluto alle vittime del terremoto d’Abruzzo.

Un programma che è anche un inno di speranza e di buon augurio con tre “Danze Ungheresi” di Johanes Brahms (1,5,17), straordinarie per brillantezza, vivacità e inventiva, capaci di nascondere sotto una fresca immediatezza un raffinatissimo studio armonico. L’estetica di Brahms, ciò che fa di lui uno dei grandissimi musicisti dell’800, si fonda su uno straordinario mix tra l’utilizzo di forme classiche rigorose, fondate su una grande sapienza contrappuntistica e polifonica, ed uno spirito profondamente romantico, che si manifesta nel magnifico colore musicale, nell’inventiva melodica e nel sovrapporsi sorprendente dei ritmi.
In seconda parte di serata un altro monumento musicale di fine ottocento: la Sinfonia n. 9 di Dvorák (“Dal nuovo Mondo”), opera di singolare bellezza, densa di eccezionali capacità evocative e di grande forza espressiva. Già dal primo movimento, ci coglie la visione delle grandi distese americane, un motivo capace da solo di catapultarci in un mondo più sognato che reale, come quello che abbiamo conosciuto attraverso i film western. Il secondo è una delle più ispirate melodie del tardo romanticismo, mentre liberatorio e brioso, irrompe in un trionfo di triangoli e timpani il terzo movimento, così festoso da riuscire a incorporare il tema elegiaco precedente, riproposto in forma totalmente diversa, quasi ballabile. E così pieni di gioia arriviamo al gran finale, quanto mai maestoso, come merita questa superba composizione, una delle ultime grandi opere sinfoniche
A dirigere L’Orchestra della Fenice il celebre maestro Michel Tabachnik che ha diretto numerose opere liriche a Parigi, Ginevra, Zurigo, Copenaghen, Lisbona, Montréal, Roma, Genova, e Toronto, tra cui “Madama Butterfly”, “Carmen”, “The Rake's Progress”.
Dal settembre 2005 è direttore musicale della Noord Nederlands Orkest (NNO) e dal settembre 2008 è direttore artistico e musicale della Brussels Philharmonic (ex Orchestra della Radio Fiamminga). Michel Tabachnik ha studiato pianoforte, composizione e direzione d'orchestra a Ginevra sua città natale. Terminati gli studi, è stato allievo di Igor Markevitch, di Herbert von Karajan e soprattutto di Pierre Boulez, di cui è stato l’assistente per quattro anni, principalmente con l’Orchestra della BBC a Londra (1966-1971). Questa collaborazione lo ha avvicinato alla musica contemporanea: ha eseguito un gran numero di prime esecuzioni mondiali, in particolare del compositore Ianniz Xenakis che lo considerava uno dei suoi interpreti preferiti.
Una serata davvero prestigiosa dunque il cui ricavato sarà interamente utilizzato per la ricostruzione dell’Asilo Nido di Torretta, a l’Aquila: una struttura modulare che potrà ospitare complessivamente 65 bambini. Un segno concreto di solidarietà che si inserisce tra le altre azioni che la Regione del Veneto, tramite la protezione civile, ha messo in campo per far fronte al disastro abruzzese. (c.s.)

Informazioni e prenotazioni presso la Biglietteria del Festival in Via Vendramini, 35 a Bassano: tel. 0424.524214 - 0424 217111. Info anche 0424 217819. In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito al Teatro Astra.

Il teatro insegna le opere d’arte

Che il teatro sia presente in molte opere d’arte è abbastanza evidente, soprattutto per quegli artisti che attraverso l’espressione del corpo hanno consegnato all’eternità momenti della storia, della religione, ma anche allegorie e concetti che dovevano rappresentare in quel momento un significato rivolto al pubblico.
Così De Chirico tratta alcune delle sue scene metafisiche come un palco sul quale interagiscono persone e manichini, Bernini unisce vicende bibliche a virtuosismi coreutici, realizzando sculture drammatiche che esprimono al meglio l’epoca in cui vive. Alcuni scultori si sono ispirati agli attori di teatro per realizzare le loro opere, probabilmente molti attori hanno ricercato nella solennità di alcune pose ritratte, l’espressione migliore con cui comunicare il loro personaggio. Non è difficile, ad esempio, ritrovare nel Napoleone di Marlon Brando quella stessa espressione solenne che diede all’imperatore il suo ritrattista ufficiale, Jacques Louis David.


Forse per questo, chi meglio di un attore può raccontare l’arte stessa, raccogliendo l’attenzione dei visitatori e di chi vuole conoscere i segreti della pittura o i significati che essa detiene?
Il Museo Diocesano con Theama Teatro, ha creato un laboratorio di formazione per gli operatori museali che abitualmente accompagnano nella visita i gruppi, i catechismi e soprattutto e le scuole alla scoperta del museo.
I numerosi percorsi didattici che il Museo Diocesano ha studiato per le diverse fasce d’età scolare, come “Vicetia romana”, “L’arca di Noè”, “Bartolomeo tra eresie e ordini mendicanti” e le ludovisite attraverso le Raccolte Etnografiche, diverranno ancora più espressive grazie a questo training di studio voluto per un servizio ancora migliore.
«Il fine di questo corso è di mettere in grado ogni partecipante di ricavare nozioni e tecniche utili allo sviluppo delle capacità di relazionarsi e di comunicare con gli altri. In questo modo infatti l’animatore, che andrà a lavorare con bambini e ragazzi, sarà in grado di scegliere la modalità d’approccio più consona, affiancarla a capacità comunicative adeguate e cogliere il feedback del proprio pubblico per essere in grado di adattare al contesto le sue strategie d’azione» racconta Anna Zago, che con Aristide Genovese saranno i coach di questa iniziativa.
«Sono previste due sessioni di incontri, la prima comprenderà momenti di lavoro teorici e momenti pratici su diversi argomenti, come consapevolezza ed uso dei propri mezzi di comunicazione ; la seconda invece prevede la conoscenza e l’approfondimento di tre dei percorsi educativi per utenza scolastica proposti dal Museo Diocesano, in modo che gli operatori possano integrare il percorso già conosciuto con le nuove abilità acquisite. »

Curriculum breve Theama
L’associazione culturale Theama nasce nel 2001 dalla collaborazione di operatori culturali veneti con differenti competenze teatrali, tecniche ed artistiche, i quali da diversi anni si occupano di spettacolo e formazione teatrale. Sfruttando la metafora teatrale come strumento educativo Theama Teatro, nella figura dei suoi referenti Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago, pone in essere percorsi laboratoriali che attraverso il teatro forniscono opportunità di crescita sia ai ragazzi che agli insegnanti, che agli adulti che vogliono avvicinarsi a questa disciplina. Valorizza il teatro come mezzo per uno sviluppo armonico delle proprie capacità di relazione, gestione delle emozioni e consapevolezze comunicative, nonché come luogo di approfondimento di saperi specifici. Il fine ultimo è sempre il benessere dei partecipanti ai laboratori, che siano adulti, ragazzi o bambini.
L’associazione Theama ha collaborato con Arteven e con l’Ert per la conduzione di alcuni laboratori di teatro scuola nella Regione Veneto e nella Regione Friuli Venezia Giulia ed è da molti anni referente per il Comune di Vicenza, Assessorato all’istruzione e alle politiche giovanili, del progetto TESPI, un progetto di formazione teatrale (nella doppia valenza educativa e produttiva) rivolto alle scuole dell’obbligo.


(c.s.)

Museo Diocesano, Piazza Duomo, 12, Vicenza

NON E’ VERO MA CI CREDO

Le stragi del 1992 sono state frettolosamente risolte come “stragi di mafia”. La responsabilità è ricaduta esclusivamente sui boss di cosa nostra senza sfiorare livelli più alti e sofisticati. A 17 anni dalla strage qualcosa si muove. Le indagini su quei terribili fatti sono finalmente riaperte e si aprono di fronte alla pubblica opinione scenari terribili e finora impensati. Dalle prime risultanze investigative, riportate anche da “Repubblica.it”, pare che l’attenzione degli investigatori si stia concentrando prevalentemente su uomini politici e su oscuri personaggi dei servizi che avrebbero, questa è l’ipotesi, avuto ruoli non secondari nelle dinamiche decisionali che portarono alla morte violenta dei giudici Falcone e Borsellino. Alcuni pentiti, tra cui Spatuzza, stanno riscrivendo la storia di quegli anni. Massimo Ciancimino, poi, figlio di Vito, già sindaco mafioso negli anni del “sacco di Palermo”, sta facendo rivelazioni scottanti in grado di squarciare lo spesso velo di omertà ed ipocrisia che in Italia ha sempre impedito ed ostacolato la ricerca della verità. La novità è che Ciancimino junior non si limita a riferire i nomi dei soliti politici “a disposizione” delle cosche, ma si spinge oltre, fino a svelare collusioni profonde tra mafia, apparati di sicurezza e perfino alti magistrati. “Mio padre”, dice Ciancimino, “organizzava spesso incontri a casa sua con politici, alti magistrati e mafiosi per stabilire quali sentenze andavano aggiustate”. Parole pesanti come macigni. Queste rivelazioni offrono possibili risposte sul perchè per troppi anni, mentre le strade di Palermo era ricoperte di sangue e di morti, nessuno subisse mai condanne. In ogni caso, l’inchiesta è solo all’inizio e la strada per la giustizia è ancora molto lunga. In Italia i potenti trovano quasi sempre il modo di garantirsi l’impunità, magari individuando elementi secondari sui quali riversare per intero le colpe dei loro misfatti. Un ultima cosa. Gioacchino Genchi, già consulente sulle stragi, evidentemente non parlava a caso. Da mesi, sulla rete e non solo, denuncia inascoltato questi intrecci terribili che i più non vogliono vedere. Ma prima o poi, tutti dovranno fare i conti con la storia.

Francesco Toscano

"Matrimonio" vini Breganze e Asiago Dop

Al ristorante “La Bocchetta” una degustazione di formaggio Asiago DOP con i vini dell’azienda vitivinicola “Maculan”

Conco, 16 luglio 2009. Continua l’amore tra il formaggio Asiago ed i vini vicentini più rinomati… La manifestazione “Le Stelle…di Asiago” promossa dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che si è svolta nei giorni scorsi sull’Altopiano di Asiago, ha ospitato nella giornata di domenica 12 luglio al ristorante “La Bocchetta” di Conco, all’attenzione di un parterre di quasi cinquanta giornalisti della stampa locale e nazionale, una degustazione di formaggio Asiago nelle sue diverse stagionature in abbinamento ad una selezione di vini della famosa cantina Maculan di Breganze.
Quattro i formaggi proposti, due di produzione della Malga Verde dell’azienda agricola Maurizio Cortese di Conco e due del Caseificio Pennar di Asiago, per cinque vini dell’azienda Maculan. In un crescendo inarrestabile, si sono potute apprezzare le molteplici “forme” dell’Asiago DOP, accostato a vini di struttura e caratura differenti: l’Asiago Fresco con il Vespaiolo 2008 Breganze DOC, l’Asiago Mezzano con il Costadolio Rosato 2008 Veneto IGT, l’Asiago Vecchio con l’Altura 2007 Pinot Nero Breganze DOC e l’Asiago Stravecchio con il Fratta 2006 Cabernet Merlot ed uno straordinario Torcolato 2006 Breganze DOC.
Così l’Asiago Pressato di appena venti giorni di stagionatura, prodotto con latte intero, dal colore giallo paglierino scarico, dall’evidente occhiatura marcata e irregolare e dal gusto che ricorda i sentori dello yogurt, del burro e del latte appena munto, con un sapore spiccatamente dolce, ha trovato il suo perfetto abbinamento nel Vespaiolo 2008 Breganze DOC, questo vino bianco fresco, ottenuto dall’uva autoctona Vespaiola esclusiva del breganzese, che si caratterizza per un profumo netto e intenso con note floreali piuttosto spiccate, tipiche del vitigno, ed un sapore secco e pieno, una piacevole freschezza ed una persistenza aromatica molto gradevole.
All’Asiago Mezzano di sei mesi, dal colore più intenso e dal gusto più saporito, un formaggio in “equilibrio” tra il fresco e lo stagionato, è stato abbinato un vino rosato leggero, il Costadolio 2008, ottenuto al 100% da Merlot, di profumo intenso e fruttato, con note di pesca e litchi e dal sapore pieno, con buona struttura e perfetto bilanciamento.
Il terzo formaggio presentato è stato un Asiago Vecchio di 12 mesi, giallo paglierino, profumo ed aroma che ricordano in maniera più evidente di burro, lievito, fieno, frutta secca a guscio e brodo di carne. Al banco di prova della degustazione, il Pinot Nero si è dimostrato suo compagno ideale, forse anche perché rappresentato da una produzione Maculan rappresentata solo nelle annate migliori, ossia l’Altura, qui del 2007: un vino di colore scarico tipico della varietà, profumo fine ed elegante con note leggermente speziate, equilibrato, di buona struttura, con aromi di piccola frutta rossa molto matura e leggere spezie conferite dalla varietà e dalla leggera barrique d’Allier.
Come quarta proposta invece un Asiago Stravecchio di 36 mesi, dagli spiccati sentori tipici del formaggio molto stagionato, saporito e piccante. Qui si è deciso di dimostrare come l’abbinamento possa cambiare radicalmente il senso della degustazione, accostandolo prima al Fratta 2006, prodotto di punta dell’azienda breganzese ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e Merlot e lasciato riposare in barriques francesi nuove per un anno. Vino dal colore rosso rubino intenso, ricchissimo di sfumature violacee, dal profumo di bacche rosse, mirtillo e lampone, con particolari note di spezie e sentori di cacao e caffè, equilibrato, ricco di tannini dolci che si fondono a dare notevole struttura ed eleganza. Abbinamento perfetto. Ma un formaggio da meditazione come l’Asiago Stravecchio di tre anni non poteva non sposarsi meravigliosamente anche con quel “nettare degli dei” che è il Torcolato 2006 Breganze DOC, dal bouquet intenso, con note di vaniglia e legni nobili e dal sapore dolce e pieno! Qui ad ogni sorso e ad ogni boccone si scoprono nuove sfumature e l’esperienza si rivela così emozionante che si vorrebbe che la degustazione non avesse mai fine.
Se tanto non bastasse, a chiudere in bellezza una splendida domenica di luglio sull’Altopiano di Asiago, c’è stata una sorpresa regalata al parterre degli ospiti dal vicepresidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, sig. Fabio Finco che, a insaputa di tutti, ha voluto omaggiare i presenti con un Asiago Stravecchio di cinque anni, un’unica preziosa forma, prelevata direttamente dall’angolo di famiglia del magazzino di stagionatura del proprio caseificio di Enego. Una rivelazione ed una vera gioia per il palato insieme, primo inter pares, ad un calice di Torcolato.


(c.s.)

Ecco una carrellata di prodotti con cui accompagnare il Formaggio Asiago:
Vespaiolo 2008 Breganze DOC - Prodotto con 100% di Vespaiola, uva autoctona della DOC Breganze. È un bianco fresco, con un profumo netto e intenso con note floreali piuttosto spiccate, tipiche del vitigno. Il sapore è secco e pieno, con una piacevole freschezza dovuta all’acidità. La persistenza aromatica è molto gradevole.
Costadolio 2008 Rosato Veneto IGT - E’ un vino rosato leggero, ottenuto con uve 100% Merlot. Il profumo è intenso e fruttato con note di pesca e litchi. In bocca il sapore è pieno, ha una buona struttura ed è in equilibrio con l’acidità.
Altura Pinot Nero Breganze DOC - E’ un vino prodotto da uve 100% Pinot Nero. Viene prodotto solamente in annate particolarmente buone per il vitigno, annate in cui decidiamo di affinare il nostro Pinot Nero in barrique francesi per un anno. È di colore scarico, tipico della varietà, ha un profumo fine ed elegante con note leggermente speziate. In bocca è equilibrato e di buona struttura, con aromi di piccola frutta rossa e spezie.
Fratta 2006 Veneto Rosso IGT - E’ il vino top dell’azienda, prodotto con uve Cabernet Sauvignon e Merlot provenienti dai migliori vigneti a bassa produzione e lasciato riposare in barriques francesi nuove per un anno. Il colore è rosso rubino intenso ricchissimo di sfumature violacee. Il profumo è molto intenso di bacche rosse, mirtillo e lampone, particolari le note di spezie e i sentori di cacao e caffè. In bocca il vino è equilibrato, ricco di tannini dolci che si fondono a dare notevole struttura ed eleganza al vino.
Torcolato 2006 Breganze DOC - Ottenuto con 100% di uva Vespaiola passita in fruttaio per quattro mesi, il vino ha un colore giallo brillante dorato. Al naso il bouquet è intenso con note di vaniglia e legni nobili. In bocca è dolce e pieno, ha un buon corpo ed un eccellente equilibrio fra acidità e zuccheri.

NOVE: Tre storie per tre principesse

Sabato 18 luglio alle 21.15 la Piazzetta Museo di Nove ospiterà lo spettacolo teatrale TRE DI PRINCIPESSE della Compagnia INBICI TEATRO. Le storie di tre principesse raccontate dagli attori in uno spettacolo pensato per bambini a partire dai 6 anni, intenso e affascinante.

Ci sono principesse bellissime e schizzinose, timide e avventurose, pigre e spavalde.
Se le principesse sono sempre state le protagoniste delle fiabe più belle, ancora una volta tornano sulla scena grazie allo spettacolo della compagnia Inbici Teatro: uno spettacolo composto da tre storie. E in ognuna c’è una principessa. Forse la prima è figlia della seconda e la seconda della terza o forse sono cugine di quarto grado. Forse abitano in paesi lontani, forse dietro l’angolo ma tutte hanno lo stesso destino: alla fine si sposano. Non importa il come, il dove, il perché: quello che conta è la creatività e l’immaginazione, la fantasia di creare uno spettacolo in cui tutto è possibile, in cui anche il sole può innamorarsi di una bambina e i genitori la rinchiudono in una torre per impedire al sole di entrare. Non è poi il finale che conta ma quello che succede prima, che è quello che non ci si aspetta; che nella vita, forse, non può accadere e queste storie in continuazione riescono sempre a stupire il pubblico, portandolo dove questo non si aspetta.
Anche per questo la compagnia ha scelto di raccontarne tre, rinnovando di volta in volta la narrazione con colori, paesaggi, suoni e modalità espressive differenti. Sono storie italiane o forse no. Storie reali o d’invenzione. Le storie girano, scavalcano monti, mari prima di arrivare alle orecchie di chi le ascolta. Ed è proprio questa la magia che si rinnova, raccontandole ancora una volta, le storie viaggiano mescolando saperi, ricordi e sentimenti. E’ un continuo partire e arrivare di fiabe e se uno ha voglia di ascoltarle si troverà improvvisamente con un piede per terra e l’altro per aria. O forse a testa in giù...magari accompagnato da una principessa, in un mondo dove tutto è possibile grazie al potere incantatore della fantasia.
Per Inbici Teatro ascoltare o raccontare una fiaba vuol dire perdersi in mondi incantati, fantastici e leggeri dove trionfa la purezza di cuore, la fedeltà, l’impegno, dove tutto è possibile anche se in parte scontato. Lo spettacolo della compagnia si inserisce all’interno di un progetto dedicato alla diffusione delle fiabe e alla creazione, di volta in volta, di vere storie fantastiche, magari tratte dalla realtà, o storie vere che, raccontate, diventano inventate e da inventate, vere. (c.s.)

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito alla Sala Parrocchiale di Nove. I biglietti si possono acquistare alla biglietteria del festival presso gli uffici di Via Vendramini 35 Bassano in Largo Corona d’Italia tel 0424 524214, info anche 0424 217819 www.operaestate.it.

giovedì 16 luglio 2009

DANZE AL CASTELLO

Sabato 18 luglio alle 21.20 il suggestivo Castello di Romeo di Montecchio si riempirà delle spettacolari acrobazie di PLAY, con gli acrobati danzanti Kataklò.

Uno spettacolo a quadri, un’entusiasmante alchimia tra l’energia dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza. Discipline sportive, libere dalla competizione tra ironia e poesia. Una corsa che diviene puro ritmo, un fioretto pronto a scoccare, una bicicletta che evoca altri tempi, gambe che cantano in sincronia. Cartoline di sport da luoghi ed epoche lontani.

L’eleganza del movimento si vena di sogno, il corpo raggiunge limiti lontani dalla realtà. La perfezione del gesto diventa raffinata e suggestiva poesia. Una forma d’arte nuova e universale che fonde in sé danza sport e poesia, che coinvolge e fa sognare, stupisce ed emoziona oltre ogni confine culturale, linguistico, generazionale.
Ci sono immagini e suoni di “Play” che rimangono nella memoria. Sono rievocazioni di un passato che ha mantenuto tutta la sua freschezza e la sua forza. Finestre spalancate su di un presente affascinante e sorprendente. Corpi di danzatori che giocano e creano, sfidano e sperimentano, quasi oltrepassando i confini umani. Il traguardo raggiunto è una meta sudata. Il podio una conferma della passione e della dedizione. Ali di una libertà che sola permette all’uomo di narrare anche attraverso il gesto atletico la propria storia.
La Compagnia Kataklò nasce dall’impulso creativo di Giulia Staccioli, campionessa di ginnastica ritmica che ha fatto parte dei Momix. Hanno così proseguito la ricerca teatrale e coreografica sviluppata con Livingston, attraverso un percorso che li ha portati ad andare oltre le pur eccellenti evoluzioni ginniche ed acrobatiche caratterizzanti i loro precendenti lavori. Con PLAY i Kataklò portano in scena una suggestiva rielaborazione di uno dei loro lavori d’esordio, uno spettacolo coreografato dalla stessa Stacciali.
Per i ruoli danzati la coreografa Giulia Staccioli si è avvalsa della preziosa collaborazione di Jessica Gandini. La raffinata colonna sonora, appositamente realizzata dal noto compositore Ajad, crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo dello spettacolo, sostenendone la forza evocativa. Gli splendidi costumi di Sara Costantini valorizzano le coreografie, di cui il disegno luci di Andrea Mostachetti coglie ogni riflesso sottolineando una spettacolarità che continua ad entusiasmare il pubblico di tutto il Mondo.

Per informazioni e prevendita Comune di Montecchio Maggiore 0444 705737. Il Botteghino apre un’otra prima dell’inizio dello spettacolo tel. 0444 492259.

Concerti in Villa: Omaggio a Puccini

Venerdì 17 luglio ore 21.15 - Villa Thiene di Quinto Vicentino

“La fine del melodramma di Puccini” segna anche la fine della 28° edizione dei Concerti in Villa. La rassegna di musica e architettura voluta dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Vicenza chiude infatti venerdì 17 luglio al parco di Villa Thiene di Quinto Vicentino con una serata di gala in onore di Giacomo Puccini. Si ripropone il binomio musica-architettura, ma soprattutto il tema del viaggio, che ha fatto da filo conduttore durante l’edizione 2009 dei Concerti n Villa e che nel novembre del 1920 ha portato a Vicenza uno dei massimi operisti della storia. L’Orchestra Salieri di Mantova, diretta dal maestro Christian Maggio, porterà in scena un concerto-spettacolo che si materializza in un rigoroso viaggio introspettivo nei dodici capolavori del Musicista lucchese, con “argomenti” musicali e storiografici volti a ripercorrere gli straordinari 40 anni di successi, dal debutto del 1884 con “Le Villi” al commiato del 1924 con “Turandot”. In perfetto ordine cronologico si susseguiranno le arie più note delle opere del maestro: Le Villi , Edgar, Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Fanciulla Del West, La Rondine, Il Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi. Voci soliste: il baritono Pier Zordan, il tenore Enrico Pertile e il soprano Silvana Benetti. Il baritono Pier Zordan si farà anche voce narrante, a tratteggiare gli anni giovanili del compositore, quelli della formazione musicale, e a dare notizie, di volta in volta, sull’opera di Puccini. Testi a cura di Pier Zordan, tecnico alle luci Lorenzo Riello, assistente luci Maria Grazia Grasso. Commiato finale con l’ultimo capolavoro di Puccini, Turandot, a chiudere proprio laddove Puccini lascerà l’opera incompiuta a causa delle improvvise complicazioni sopraggiunte durante la cura di un tumore alla gola. Incompiuta è anche la Villa che ospita il concerto e che oggi è sede del Municipio. La villa Thiene di Quinto, come il palazzo di famiglia a Vicenza, fu costruita per Marcantonio e Adriano Thiene probabilmente in base a un progetto di Giulio Romano, poi modificato dal direttore dei lavori, Palladio. Affacciata sul fiume Tesina, essa era situata al centro di due grandi corti agricole dei Thiene. Il progetto prevedeva una soluzione ben diversa da quella delle altre ville palladiane: la fabbrica è dominata da una grande loggia voltata a botte, più alta del resto dell’edificio, mentre l’esterno è articolato con lesene doriche, raddoppiate sui lati corti. Il progetto venne redatto fra il 1542 e il 1543, in contemporanea con quello del palazzo, e la costruzione verosimilmente si arrestò negli anni ’50: la morte di Adriano e lo spostamento degli interessi familiari nel Ferrarese, sono probabilmente all’origine dell’incompletezza della fabbrica. Nel 1614 Inigo Jones registra nella sua copia dei Quattro Libri lo stato di incompiutezza dell’edificio, cui mancava la volta della loggia. Un intervento di Francesco Muttoni, certamente anteriore al 1740, insiste pesantemente sull’edificio: pur conservando gli appartamenti eseguiti, elimina la grande loggia e crea una nuova facciata principale verso sud. Quelli che dovevano essere i fianchi diventano quindi le odierne facciate, con una rotazione di 90 gradi. I posti disponibili nel parco di Villa Thiene sono 700. In caso di maltempo il concerto si terrà preso il vicino Palazzetto dello Sport di Quinto, in Via degli Eroi, con 700 posti disponibili. Il costo dei biglietti per il concerto è di 7 euro per gli interi e di 5 euro per i ridotti. La prevendita è presso Galla Libreria. La serata è organizzata dall’Amministrazione Provinciale di Vicenza con la direzione artistica di Società Cultura e Spettacolo e con il sostegno del Comune di Quinto e della Banca di Credito Cooperativo di Quinto. Ulteriori informazioni al 392 9206910.

A CONFRONTO SULL'ANTISISMICA

Appuntamento Martedì 21 luglio alle 20.30 al Centro Congressi

Vicenza. Il sisma in Abruzzo ha sollevato ancora una volta la questione se si sarebbero potute risparmiare le vite delle tante persone rimaste sotto le macerie. Dopo il terremoto, a essere messi sotto accusa sono stati soprattutto alcuni edifici di recente fabbricazione che avrebbero dovuto sostenere le scosse sismiche, ma che invece si sono dimostrati strutturalmente fragili. «È dunque necessario - osserva Virginio Piva, presidente degli Edili dell’Associazione Artigiani di Vicenza - affrontare l’argomento e, come imprenditori delle costruzioni, avviare una riflessione su come trarre insegnamento da questa tragica vicenda». Così la Categoria ha promosso un incontro, in programma per martedì 21, per cercare di analizzare gli errori che possono aver contribuito a determinare quei tragici crolli e per capire come è possibile attuare comportamenti idonei a evitarli. All'appuntamento interverrà un professionista che ha compiuto verifiche di agibilità in edifici del territorio de L’Aquila ed effettuato sopralluoghi assieme ai tecnici della Protezione Civile nel dopo terremoto. L’ing. Gaetano Giordano, attraverso diapositive scattate a edifici lesionati o distrutti, illustrerà quali sono stati i punti deboli delle strutture prese in esame, riportando gli esempi alla realtà edilizia vicentina.
L’incontro, a partecipazione libera, si svolgerà alle 20.30, al Centro Congressi Confartigianato a Vicenza, in via Fermi.

mercoledì 15 luglio 2009

PERCHE’ E’ MEGLIO GRILLO

Lo tsunami Beppe Grillo ha investito in pieno ciò che resta del Pd. Un partito senz’anima, rifugio di una classe dirigente mediocre e sconfitta dalla storia, desiderosa soltanto di proteggere i propri immeritati privilegi. Grillo invece non deve vergognarsi del suo passato, non porta la responsabilità politica gravissima di aver “coperto” negli anni il conflitto di interessi berlusconiano, come hanno fatto gli attuali notabili del Pd, né ha portato in parlamento mogli, figli e figliastri. Grillo non è neppure un’articolazione dei famelici “poteri forti”, economici bancari e finanziari, che non a caso lo attaccano senza sosta dalle pagine dei soliti quotidiani, guardiani dell’ordine costituito, oramai privi di credibilità. Grillo poi ha perfino un programma politico, preciso e riconoscibile. Parla di questione morale, di laicità, di acqua pubblica, di accesso gratuito alle nuove tecnologie e di dignità del lavoro. Insomma votando Grillo almeno si saprebbe quale idea di società si vorrebbe realizzare. I vari Franceschini e Bersani invece, insieme ai vecchi burattinai che li sostengono, cosa rappresentano? Quale idea di politica ispirano? Quale passione civile li anima? La risposta la tengo per me. L’attuale segretario Franceschini ha almeno l’attenuante di essere oggettivamente un personaggio di secondo livello. Non possiede una straordinaria capacità oratoria né di analisi. Prova a nascondere i suoi limiti attraverso un lodevole impegno ma certamente non può essere un uomo come lui a risollevare le sorti del principale partito di opposizione. Il chirurgo Marino è certamente più innovativo ma sembra troppo schiacciato sui temi della laicità, e al contempo pare sprovvisto di quella necessaria visione di insieme indispensabile per fare politica. Non rimane che Bersani. Dato da molti come il favorito, la sua eventuale elezione certificherebbe il fallimento definitivo ed irreversibile del progetto del Pd. Bersani è la quinta essenza del prototipo del politico ai tempi della seconda repubblica. Felpato e accorto ai limiti della mancanza di coraggio, Bersani, già ministro per lo sviluppo economico ai tempi dell’ultimo governo Prodi, conosce a menadito i riti della nostra politica. Datato 10 Agosto 2007, sul sito del Sole 24 ore c’è un articolo dal titolo eloquente: “Lenzuolate alla Bersani (c’è Mastella junior)”. Leggiamo: “Dal sito del Ministero Attività Produttive (www.sviluppoeconomico.gov.it) spuntano sei pagine di incarichi per un totale di 4,2 milioni, compreso quello conferito a Pellegrino Mastella, figlio del Ministro Clemente, per attività di collaborazione finalizzata all’approfondimento delle specificità dei modelli anglosassoni e alle implicazioni con il diritto societario, con onorario annuo di 32.400 euro”. Se questi sono le alternative...W Beppe Grillo.

Francesco Toscano

Asiago prodotto in malga: i vincitori

Asiago, 15 luglio 2009. Sono Malga di Porta Manazzo e Malga Pusterle i due alpeggi vincitori della terza edizione del concorso per il “Miglior Formaggio Asiago d’Allevo Vecchio e Stravecchio prodotto in malga”, organizzato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago in collaborazione con la Comunità Montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni” di Asiago.
E’ la categoria dell’Asiago Vecchio che premia finalmente le attese dello storico malghese Antonio Rodeghiero, detto Nickel, che nella sua Malga di Porta Manazzo, la più alta dell’Altopiano, ha coraggiosamente proseguito la tradizione della monticazione anche in quegli anni, peraltro spesso e volentieri definiti “favolosi”, in cui la tradizione dell’alpeggio sembrava fosse definitivamente destinata al declino. E’ a questo “grande vecchio” della monticazione che l’Asiago dedica finalmente una vittoria molto bella, con rispetto e gratitudine.
Malga Pusterle, alpeggio in località Ghertele curato dalla famiglia di Mario Basso di Canove di Roana, si è aggiudicata la vittoria nella categoria dell’Asiago Stravecchio, oggetto anche di presidio Slow Food. E’ confermato il giudizio della giuria del concorso dell’anno scorso, quando la malga aveva vinto il primo premio con lo stesso formaggio, del 2007, all’epoca Vecchio. Dalla giuria, riunita a porte chiuse nello storico caseificio Pennar, è emerso che la scelta tra gli Stravecchi è stata davvero ardua, ad ulteriore testimonianza dell’eccellenza raggiunta dalla caseificazione in alpeggio nella terra dell’Asiago.
Hanno partecipato alla terza edizione del concorso: Malga II Lotto Marcésina (Enego - Az. Agr. Lorenzo Tognon); Malga I Lotto Valmaron (Enego - Az. Agr. Andrea e Paolo Dalla Palma); Malga Verde (Conco - Az. Agr. Maurizio Cortese); Malga Pusterle (Roana - Az. Agr. Sergio Basso); Malga Larici (Lusiana - Az. Agr. Roberto Frigo); Malga Porta Manazzo (Asiago - Az. Agr. Antonio Rodeghiero); Malga Mazze Superiori (Lugo Vic.no - Az. Agr. “La Vecchia Fattoria”).
La commissione era composta da Bruno Morara e Giancarlo Coghetto per l’ONAF, Alfonso Loddo e Daniele Checchetto per Veneto Agricoltura e Piero Sardo per la Fondazione Slow Food per la Biodiversità.
L’Asiago, prodotto nel più grande comprensorio di malghe attive dell’arco alpino, quarto formaggio vaccino italiano a Denominazione di Origine Protetta, vanta una tradizione antichissima. Se ne distinguono due tipi: l’Asiago “Pressato”, chiamato anche Asiago fresco, prodotto con latte intero, che si consuma fresco dopo soli venti/trenta giorni dalla produzione, ricchissimo di fermenti vivi, e l’Asiago “d'Allevo”, ottenuto da latte parzialmente scremato e destinato ad essere stagionato. Questo si suddivide in Mezzano (dai quattro ai sei mesi di stagionatura), Vecchio (oltre dieci mesi) e Stravecchio (oltre quindici mesi e più, fino a diventare formaggio anche molto duro, da grattugia e da meditazione). L’Asiago “Allevo” è un formaggio di colore da paglierino ad ambrato, di forma regolare. Si caratterizza per un gusto caratteristico e gradevole, dolce e latteo nelle stagionature brevi, saporito o leggermente piccante per il “Vecchio”, da molto saporito a piccante per lo “Stravecchio”. All’olfatto l’odore risulta intenso, di erbe aromatiche di montagna e frutta secca, con note di pane caldo e nocciola.
Le produzioni di Asiago la cui filiera risieda interamente in territorio montano, possono fregiarsi della menzione aggiuntiva di “Prodotto della Montagna”, distinzione consentita dalla legge che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha introdotto nel proprio disciplinare per primo nel panorama dei formaggi italiani a Denominazione di Origine Protetta.


(c.s. - *foto di Jimmy Pessina)

TRAMONTI

Tremonti: Il rapporto deficit/Pil salirà nel 2009 al 5,3%, che diventa un 3,1 escludendo dal calcolo gli effetti negativi della crisi. …Della serie se avessi le ruote sarei una carriola…

Il Coyote

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE

Scrivo di getto dopo aver appreso la notizia che l’agente Spaccarotella è stato condannato a 6 anni di reclusione per l’omicidio “colposo” di Gabriele Sandri. Come ricorderete nel Novembre del 2007, al termine di una rissa in autogrill scoppiata tra tifosi juventini e laziali, Gabriele Sandri fu ucciso da un proiettile esploso dall’agente in questione che sparò dalla carreggiata opposta. Non sono evidentemente bastate le testimonianze convergenti di alcuni testimoni, che in aula hanno dichiarato di avere visto nitidamente l’agente Spaccarotella sparare con “il braccio teso”, per condannare Spaccarotella per omicidio volontario. Pare arduo comprendere le deduzioni logiche che hanno spinto i giudici ad un verdetto del genere. Non resta che aspettare le motivazioni. Rimane nell’attesa però un misto di amarezza e incredulità per delle conclusioni processuali, che seppur parziali, cozzano con il buon senso e con quella naturale ricerca di giustizia che, ancor prima che nei codici, è impressa nel cuore degli uomini. Indipendentemente dal caso in questione poi, dolorosissimo, bisogna amaramente riconoscere che ogni giorno di più, impotenti, assistiamo all’indebolimento dei valori costituzionali che impongono l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La forza, intesa come predominio slegato dai valori, l’etica e la verità, rischia di diventare unico metro di giustizia. Non è più rinviabile una presa di coscienza collettiva che costringa i vertici delle istituzioni ad interrogarsi sulla tenuta della nostra declinante democrazia. Il popolo, in nome del quale si esercita la sovranità e si emettono le sentenze, deve potersi riconoscere nelle istituzioni che lo rappresentano. Altrimenti, giocoforza, la democrazia si svuota e diventa forma senza sostanza.

Francesco Toscano

“Le cose mute” si raccontano a Vicenza

Giovedì 16 luglio 2009 ore 21.30 - Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza Forti in Scena inaugura il primo appuntamento vicentino giovedì 16 luglio a Villa Guiccioli, sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza.

Il Festival fa tappa al museo dove è nato e che oggi ne rappresenta il simbolo. Non solo, infatti, al Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza sono conservati significativi cimeli e testimonianze storiche legati al Conflitto Mondiale, ma proprio qui si sono incontrati i padri fondatori dell’iniziativa: Mauro Passarin, direttore del Museo, e Luciano Padovani, direttore artistico di Forti in Scena. Nel parco di Villa Guiccioli, a partire dalle 21.30, l’attore Filippo Tognazzo si esibirà con il suo nuovo monologo “Le cose mute”. Prodotto in occasione dei 90 anni dalla fine della Prima Guerra mondiale, “Le cose mute” non è uno spettacolo commemorativo e si differenzia dai precedenti lavori di Tognazzo per l’assenza di parti narrative. L’attore padovano ha infatti deciso di porre al centro del suo lavoro la profonda trasformazione delle coscienze all’inizio del XX secolo, soffermandosi sul conflitto fra tecnica artigianale e tecnologia militare e industriale e sulla paura di un nemico sconosciuto ma del quale si condivide un destino di sofferenza. “ Da dove parto io, ignorante, per raccontare la Grande Guerra?”, si domanda il protagonista del monologo, Claudio Simone, professore di storia deriso dagli alunni perché “impara la storia dai libri” invece di impararla dalle cose. Per colmare questa lacuna Claudio partirà per un viaggio fra il Piave e le Dolomiti alla ricerca di tracce, di “cose mute” che sappiano raccontargli nuovamente quegli eventi. Dopo essersi perso fra boschi e crode, viene ritrovato dalla polizia mentre vaga in stato confusionale e, nel corso di un surreale interrogatorio, dalle sue parole prenderanno vita gli spettri della Grande Guerra, studenti, telegrafisti, contadini, soldati semplici, a comporre un’umanità ancora presente e viva. Un interrogativo anima lo spettacolo: cosa succede se ci accorgiamo che quel che è accaduto non ha più dimora sufficiente nelle parole, sulle cattedre, nelle biblioteche? Se ci troviamo a tendere l’orecchio agli unici testimoni che restano, le cose? Rinunciando ad ogni intento descrittivo, l’allestimento sceglie perciò la via della suggestione e dell’evocazione, calando lo spettatore nella confusione di un improbabile commissariato, proiezione della mente confusa del protagonista che confessa così la sua colpa: “Immaginazione, commissario, e della più fervida”. La scenografia, una sorta di scatola mentale dalle pareti in cemento, è la metafora della fantasia mutevole del protagonista, un archivio confuso di nozioni dove risuonano gli echi distorti della battaglia. Questa particolare scenografia è stata ideata da Giulio Magnetto e realizzata presso il laboratorio scenografico del Teatro Sociale di Rovigo, il disegno luci invece è di Sergio de Simone e le musiche di Tito Pavan. Per la stesura del copione è stato svolto un attento lavoro di ricerca condotto lungo parte del fronte della prima guerra mondiale fra Gorizia e Cortina, avvalendosi della qualificata consulenza di storici ed enti museali. Quella di giovedì sarà una serata ricca di tensione emotiva per gli appassionati di storia e di teatro, ma soprattutto per coloro che amano la narrazione di vicende umane e dei difficile percorsi che a volte la storia riserva agli uomini. Lo spettacolo “Le cose mute” inizierà alle 21.30 e in caso di maltempo il palco verrà allestito all’interno della villa. Forti in Scena è sostenuto dalla Regione Veneta, dai Comuni che ospitano gli spettacoli e dalla Fondazione Antonveneta. Altre informazioni sul sito www.fortinscena.it o contattando la Compagnia Naturalis Labor allo 0444.912298.

(c.s.)

Minifest: Storia di una sirenetta

Giovedì 16 luglio alle 21.15 l’Anfiteatro Athena di Rosà ospiterà lo spettacolo STORIA DI UNA SIRENETTA della Compagnia ULLALLA’ TEATRO. Uno spettacolo che attraverso il video, la narrazione e la danza comunicando le suggestioni di una fiaba intramontabile.

Torna sulla scena un grande classico della fiaba che ha conquistato il cuore di grandi e piccini: la Sirenetta, splendida creatura del regno sottomarino, innamorata di un uomo del regno sopra il mare. La tradizione vuole che i due mondi restino tra loro separati e sconosciuti, ma con la forza di questo sentimento, essa trasgredisce le regole: è un amore così grande da spingerla a rinunciare a quanto ha di più caro e prezioso, per assumere una forma umana che la priva di coda, voce e una lunga vita nel regno del mare. Ma le consentirà, se riesce a fare innamorare il principe di sè, di trascorrere al fianco dell’uomo che ama il resto della sua vita umana.
La Sirenetta è considerata una delle fiabe più rappresentative del genio letterario di Andersen e qui più che altrove sono identificabili riferimenti autobiografici abbastanza chiari, per quanto celati dietro la finzione fiabesca. Il tema del "diverso" viene presentato in relazione al riconoscimento della propria identità da parte della protagonista, e la relazione fra la Sirenetta resa muta dalla magia e il bel principe che le si affeziona senza amarla.
La storia della Sirenetta conclude la trilogia sui classici che la compagnia bassanese ULLALLA’ Teatro Animazione ha messo in scena in questi ultimi quattro anni, iniziando con una fase di scrittura che ha voluto tenere fede all’originale senza rinunciare ad un legame con il presente. Ne sono quindi nati argomenti come la diversità, le paure, i desideri, la forza dell’amore e la scelta; tutti temi trattati con una ricca ed elaborata sceneggiatura. I linguaggi utilizzati per questo lavoro sono il video, la narrazione e, più che mai, la presenza del corpo che comunica in danza le emozioni di una fiaba sicuramente intramontabile.
In scena la danzatrice Francesca Foscarini, Pippo gentile Angela Graziani, Alessandro Venzo per la regia di Chiara Bortoli. Teatro d’attore, danza e video per un’atmosfera magica e…marina!
In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito al Teatro Montegrappa di Rosà. I biglietti si possono acquistare alla biglietteria del festival presso gli uffici di Via Vendramini 35 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819 www.operaestate.it.

martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO!


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lunedì 13 luglio 2009

HO UN GRILLO PER LA TESTA

Diversi esponenti del Pd, tra cui Fassino, la Melandri e Bersani si sono scagliati con veemenza contro Beppe Grillo dopo l’annuncio della sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico. Se gli stessi alzassero la voce contro Berlusconi e la sua maggioranza, come stanno facendo in questi giorni nei confronti del comico genovese, forse il partito non sarebbe nelle note condizioni critiche. Hanno paura di Beppe Grillo, per questo, ad eccezione di Ignazio Marino, si stanno attrezzando per sbarrargli la strada, anzi l’autostrada per la vittoria. Dicono che la politica è una cosa seria e chiamano in causa tram, taxi ed autobus dimenticando di essere loro i “portoghesi” del partito, quelli che viaggiano “a sbafo” da oltre dieci anni. Elusione della questione morale, inciuci con la destra, scalate finanziarie, festini a casa Briatore, hanno ormai cancellato sogni e speranze del popolo di centrosinistra. Al contrario, la candidatura di Beppe Grillo riaccende, soprattutto tra i giovani, la voglia di partecipare ed essere protagonisti del cambiamento. E’ certo che se i dirigenti del Pd non accetteranno la sfida lanciata da Grillo una risata li seppellirà.

Italo Di Giacomo

PARTITO DEMOCRATICO A 5 STELLE

Modalità per sostenere la candidatura di Beppe Grillo alla Segreteria nazionale del Partito Democratico

1. Devi essere iscritto al Partito Democratico. Se non lo sei, segui
le istruzioni sul sito del PD
2.
Scarica il modulo di sottoscrizione della candidatura di Beppe Grillo, compilalo in ogni sua parte, firmalo e spediscilo via fax al numero 02-40708788



Minifest: Lino, il topolino coraggioso

Mercoledì 15 luglio alle 21.15 il centro di Cassola ospiterà lo spettacolo LINO IL TOPOLINO CORAGGIOSO della compagnia mantovana CENTRO TEATRALE CORNIANI. Uno spettacolo di burattini dedicato ai bambini più piccoli per parlare del rispetto dell’ambiente attraverso le avventure di un topolino coraggioso.

Un modo diverso e non banale di parlare di ambiente, della bellezza e del rispetto della natura e delle meraviglie che ci circondano. Un linguaggio pensato per i bambini più piccoli in una storia che ricorda la fiaba per riflettere sull'ipotesi che, un domani, questa terra potrebbe essere soffocata dalle nostre abitudini. Lino è un topolino curioso e intraprendente che lotta per liberare il bosco e la valle dalla discarica che inquina e distrugge l'ambiente. La catastrofe sembra imminente: il fiume si sta prosciugando, i pesci si stanno modificando, l'aria è irrespirabile, la terra non ne può' più' di assorbire liquidi inquinanti, nella discarica i vari materiali ammucchiati si ribellano perché vogliono essere separati e recuperati. Grazie al suo coraggio e all'astuzia il piccolo topolino, aiutato da un magico folletto, sconfiggerà la discarica riportando pace e serenità nella foresta.
Uno spettacolo creato per i bimbi più piccoli, ma in grado di sensibilizzare anche i grandi di fronte ad un tema così attuale come quello del rispetto per l’ambiente.
L'uomo rapito dalla frenesia del consumismo e dal guadagno produce e non utilizza un'infinita' di rifiuti, inquinando e soffocando l'ambiente. Un chiaro messaggio di allarme per aiutarci a riflettere sui danni arrecati alla natura dall'inquinamento che soffoca, trasforma e distrugge tutto cio' che ci circonda.
Il Centro Teatrale Corniani Artisti Associati è la continuazione storica della famiglia Corniani, professionisti nel campo del Teatro di Figura dal 1944. La compagnia della Famiglia Corniani, dopo la morte dei "vecchi" burattinai e la cessata attività di alcuni gruppi locali, rimane l'unica ad operare e a rappresentare il Teatro di burattini tradizionali nel mantovano. Dal 1975 al 1995 a Mantova la Famiglia Corniani ha allestito e aperto al pubblico in modo stabile il Museo dei burattini, una raccolta di pezzi unici appartenuti a diverse famiglie burattinaie composta da 150 burattini, duecento scenografie, tre teatrini, oggetti di scena, copioni, canovacci, manifesti e fotografie. L’attività della compagnia si svolge a livello nazionale promuovendo numerosi spettacoli rivolti ai ragazzi, oltre a laboratori e laboratori didattici.

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito all’ Auditorium Vivaldi di Cassola . I biglietti si possono acquistare alla biglietteria del festival presso gli uffici di Via Vendramini 36 a Bassano, tel 0424 524214, info anche 0424 217819 www.operaestate.it.

QUESTIONE DI MEZZI

Le reazioni all’autocandidatura di Beppe Grillo
Fassino: Il partito democratico non è un taxi.
Bersani: Il partito democratico non è un autobus.
Melandri: Il partito democratico non è un tram.
E’ vero il Pd è solo un carro funebre…

Il Coyote